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	<title>Tartarughe: razze, curiosità ed accorgimenti| Pet Family</title>
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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>Ho trovato una tartaruga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2024 08:59:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho trovato una tartaruga, che fare? La posso tenere? Innanzitutto, la prima domanda che dovremmo porci nell’accogliere un animale domestico, è se questo sia veramente tale. E ciò non è affatto scontato. A cua di ARIANNA MOSSALI Ormai è assodato che il posto un tempo saldamente occupato da cani e gatti sul trono di principi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Ho trovato una tartaruga, che fare? La posso tenere? Innanzitutto, la prima domanda che dovremmo porci nell’accogliere un animale domestico, è se questo sia veramente tale. E ciò non è affatto scontato.</strong></p><p>A cua di <strong>ARIANNA MOSSALI</strong></p><p>Ormai è assodato che il posto un tempo saldamente occupato da cani e gatti sul trono di principi e principesse (spesso e volentieri viziatissimi/e!) di casa sia sempre più spesso insidiato da pretendenti al trono più esotici: da pesci e pappagalli tropicali a rettili e roditori di tutte le specie, il giardino zoologico domestico si arricchisce sempre di più.</p><h2 class="wp-block-heading">Ma è sempre un bene?</h2><p>Siamo sicuri di fare il bene del nostro nuovo amico esibendolo a parenti e conoscenti in un terrario invece di lasciarlo libero nel suo habitat naturale, habitat per il quale ogni cellula del suo corpo è stata perfezionata all’estremo da Madre Natura?</p><p>Se ne siamo sicuri, allora dobbiamo ricordarci che per la detenzione di animali esotici esistono regole precise, che riguardano anche le simpatiche, pacifiche tartarughe domestiche che amano mimetizzarsi nel verde del nostro giardino.</p><p>Infatti, su tutto il territorio nazionale, è necessario che la nostra piccola testuggine, se nata o acquisita dopo il 1995, abbia un microchip identificativo. Esattamente come cani e gatti, che viene posizionato dal veterinario attraverso la stessa innocua procedura seguita per questi ultimi, entro il primo anno di vita.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="431" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2.jpg" alt="Ho trovato una tartaruga in primo piano" class="wp-image-59909" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2-768x436.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2-696x395.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2-1068x607.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2-738x420.jpg 738w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2-1920x1091.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-2-600x341.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Se ho trovato una tartaruga cosa prevede la legge</h2><p>La legge che regolamenta la detenzione di tartarughe domestiche è l’Allegato &#8220;A&#8221; del regolamento comunitario n. 2724/2000, riferito al CITES, la principale convenzione vigente, insieme a quella di Berna ratificata nel 1979, in termini di tutela delle testuggini europee Noto anche come Convenzione di Washington, firmata nel 1973 da 77 Paesi tra cui l’Italia, il CITES regolamenta ogni aspetto del commercio e della detenzione delle specie animali e vegetali a rischio di estinzione.</p><p>Dunque, se hai trovato una tartaruga è obbligo di legge denunciarla come  all’acquisizione, alla nascita o al decesso, entro un termine massimo di 10 giorni dall’evento. Gli uffici CITES mettono a disposizione la modulistica necessaria.</p><h3 class="wp-block-heading">Come trovarli?</h3><p>Ad esempio attraverso siti come quello dell’associazione Tartaclub Italia, che fornisce un elenco dettagliato di tutti i nuclei CITES presenti sul territorio nazionale e dei relativi contatti. Il costo per la messa in regola di ciascun esemplare è davvero modesto: si tratta di una quindicina di euro per la parte burocratica, più una ventina per l’applicazione del microchip, quindi non ha davvero senso correre il rischio di incorrere in sanzioni pecuniarie ben più elevate.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1012" height="593" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato.jpg" alt="Tartaruga in primo piano" class="wp-image-59910" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato.jpg 1012w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato-768x450.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato-696x407.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato-1068x625.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato-716x420.jpg 716w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato-1920x1125.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/turtle-4496678_1280-tartaruga-ho-trovato-600x351.jpg 600w" sizes="(max-width: 1012px) 100vw, 1012px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Il passaggio di proprietà</h2><p>La cessione di tartarughe tra privati non prevede un vero e proprio passaggio di proprietà, ma deve essere a titolo gratuito, fatto salvo il rispetto degli adempimenti burocratici che abbiamo già descritto; se invece la nostra tartarughina è stata regolarmente acquistata presso un allevamento che risponda ai requisiti di legge, l’allevatore stesso, oltre a fornirci informazioni dettagliate su come prenderci cura del nostro animale , dovrebbe avere provveduto a rilasciarci un documento che ne attesti l’avvenuta registrazione presso la banca dati CITES.</p><p>Purtroppo non finiremo mai di ripetere che questi sono parametri importanti da tenere in considerazione nella scelta dell’allevamento in cui acquistare un animale, anche un cane o un gatto: non dobbiamo mai fidarci del prezzo più basso, se il mancato rispetto di alcuni standard fondamentali mette a rischio la salute degli animali, oltre al portafoglio dei proprietari inesperti.</p><h3 class="wp-block-heading">Qualche esempio?</h3><p>Nel caso di possesso di esemplari privi di microchip o documento identificativo CITES, si rischia il sequestro della tartaruga e una denuncia penale. Per il commercio non regolare di tartarughe la legge stabilisce, oltre a una multa salata, la possibilità di una pena detentiva da tre a dodici mesi. In caso di recidiva l’arresto può arrivare fino a due anni. Per nascite e marcature con chip fuori tempo massimo la sanzione prevista va da 500 a 2000€.</p><h2 class="wp-block-heading">Ho trovato una tartaruga</h2><p>Se invece dovessimo imbatterci in un esemplare di tartaruga apparentemente smarrito o abbandonato? Portarla a casa e adottarla, al di là delle buone intenzioni, è sconsigliato. Infatti, è la legge a parlare chiaro: è severamente vietato impossessarsi della tartaruga o spostarla dal luogo in cui la si è trovata.</p><p>L&#8217;animale va rimosso solo se si trova in condizioni di reale e immediato pericolo. Quello che bisogna fare, in questi casi è avvisare il nucleo forestale o la sezione delle guardie zoofile competente per la vostra zona. Saranno loro a provvedere a portare la tartaruga presso un allevamento, un vivaio, o un&#8217;altra struttura sicura per effettuare i necessari accertamenti.</p><p>Esattamente come per cani e gatti vaganti sul territorio, infatti, occorre verificare che la <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/perche-non-dobbiamo-comprare-le-tartarughe/">tartaruga sia provvista di microchip</a>, e quindi se sia possibile risalire al proprietario.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="507" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1.jpg" alt="Trovato una tartaruga nella foto mentre mangia insalata" class="wp-image-59911" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1-768x513.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1-696x465.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1-1068x714.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1-627x420.jpg 627w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1-1920x1284.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/11/Ho-trovato-una-tartaruga-1-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Alcuni adempimenti di legge</h2><p>Non tutti sanno, infine, che esistono alcuni adempimenti di legge da rispettare anche per le tartarughe d&#8217;acqua: le cosiddette Trachemys scripta, o tartarughe palustri americane. Ossia parenti strette di quelle graziose tartarughine dalle vivaci marcature gialle e rosse, che spesso vediamo sguazzare negli acquari e negli stagni insieme a pesci di tutte le fogge.</p><p>Ma i <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/allestire-un-laghetto-per-le-tartarughe-acquatiche/">laghetti casalinghi</a> non costituiscono il solo habitat delle Trachemys, e ne sanno qualcosa gli abitanti dei parchi lombardi. Infatti in tempi relativamente recenti si sono visti “vittime” di una vera e propria invasione di questi piccoli rettili.</p><p>Invasione neppure tanto pacifica, se si considera che le Trachemys sono una specie non autoctona e fortemente invasiva per l&#8217;ecosistema acquatico che sono andate ad occupare. Fermo restando che anche le specie invasive vanno tutelate e gestite correttamente. Questo fenomeno è indice, ancora una volta, di una forte inciviltà dell&#8217;essere umano: queste tartarughe allo sbando sono infatti per la maggior parte abbandonate.</p><h3 class="wp-block-heading">Importate dagli Stati Uniti verso l&#8217;Europa e l&#8217;Asia, molte di loro arrivano da noi in pessime condizioni. </h3><p>E, tra quelle che sopravvivono, tante vengono “liberate” e lasciate al proprio destino appena i proprietari si stancano o si rendono conto di non riuscire a provvedere a loro. Ricordiamo che l’abbandono, quando accertato, costituisce un reato penale oltre che un atto umanamente deprecabile.</p><p>Storia triste che si ripete per l&#8217;ennesima volta e che, come sempre, crea problemi e sofferenze all&#8217;animale e all&#8217;ambiente circostante. Se doveste imbattervi in una Trachemys abbandonata, o nel caso siate interessati ad adottarne una, sui siti dell&#8217;<a href="https://enpa.org/">ENPA</a> e delle altre associazioni competenti. Dove sono reperibili alcune informazioni utili al riguardo, informazioni del tutto analoghe a quelle valide per le tartarughe di terra. Ma, come sempre, utilizziamo questo spunto per invitarvi a riflettere: prima di adottare un animale &#8211; qualsiasi animale. Ricordatevi sempre di fare un onesto esame di coscienza, e chiedervi se siate veramente disposti a fare il meglio per lui.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/ho-trovato-una-tartaruga/">Ho trovato una tartaruga</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Documenti delle tartarughe: cosa c&#8217;e&#8217; da sapere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 11:22:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Documenti delle tartarughe necessari dal 1992 (anno in cui è uscita la legge 150/92) e 31/12/1995 ci sono state le ultime due sanatorie, in favore di chiunque detenesse tartarughe del genere Testudo. Le tartarughe in Allegato A (lista di animali ad alto rischio di estinzione). Quindi: Testudo marginata, Testudo hermanni e Testudo graeca. Importantefare molta [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Documenti delle tartarughe necessari dal 1992 (anno in cui è uscita la legge 150/92) e 31/12/1995 ci sono state le ultime due sanatorie, in favore di chiunque detenesse tartarughe del genere Testudo. Le tartarughe  in Allegato A (lista di animali ad alto rischio di estinzione). Quindi: Testudo marginata, Testudo hermanni e Testudo graeca. Importantefare molta attenzione ai documenti necessari prima di acquistare delle tartarughe .</strong></p><p>A cura di: <strong>Avv. Alessandro Chiaramonte</strong> Legale dell’associazione non profit <strong><a href="http://www.tartaclubitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarta Club Italia</a></strong>.</p><h2 class="wp-block-heading">Grazie a questa sanatoria </h2><p>Il detentore di testuggini poteva mettersi in regola autocertificando alla Forestale il numero di esemplari e la specie detenuti; accompagnando il tutto con un versamento di 15.000 Lire. ( circa 8 Euro)</p><p>Si stima che circa il <strong>70-75%</strong> delle testuggini non sia stato denunciato. Quindi adesso in tantissime zone del Paese ci sono milioni di esemplari illegali se pur nati ed allevati da tantissimi anni, soprattutto nel sud e al centro.</p><h3 class="wp-block-heading">Cosa dice la legge sui documenti delle tartarughe</h3><p>Con la circolare <strong>n° 26/2008</strong> e successivamente con la disposizione <strong>n° 26447</strong> del Ministero dell’Ambiente del 10/10/2012 si è arrivati allo stato attuale delle cose. Sorvoliamo su tutto ciò che è stato fatto ed è stato possibile fare con le semplici e facilissime Cessioni Gratuite, ora non più permesse!</p><p>Oggi chi si avvicina al mondo delle testuggini e volesse acquistarne una o più, deve accertarsi che questa/e siano corredate da documentazione specifica, quindi documento CITES che riporta i dati anagrafici dell’animale, il numero di microchip o nanochip presente e l’allevatore o allevamento di provenienza.</p><h3 class="wp-block-heading">Ma andiamo con ordine</h3><p>L&#8217;attuale normativa (L.150/92) prevede che i piccoli di testuggine dovranno essere denunciati entro 10 giorni dalla nascita o dal ritrovamento, nonché l’obbligo di apporre il microchip entro l’anno dalla nascita. Per chi fosse, inoltre, interessato ad ottenere i certificati CITES dovrà farne richiesta al Corpo Forestale competente per territorio. </p><p>Per chi non fosse interessato ai certificati l’obbligo previsto dalla legge richiederebbe soltanto la denuncia e l’apposizione del microchip. Si ricorda che anche per l’apposizione del microchip il denunciante dovrà sostenere i costi del veterinario che rilascerà al cliente la certificazione di avvenuto marcaggio.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="335" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1.jpg" alt="Tartaruga immagine in primo piano" class="wp-image-53263" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1.jpg 640w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1-768x402.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1-696x364.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1-1068x559.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1-802x420.jpg 802w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1-1920x1005.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/testudo2web1-600x314.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption">Documenti necessari per le tartarughe</figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Cosa deve fare un allevatore</h3><p>Quindi, l’allevatore che riproduce le tartarughe in oggetto, partendo da una coppia in possesso di CITES, per ottenere i nuovi CITES commerciali anche per i piccoli, quindi Fonte C o D (per alcuni casi particolari), può fare richiesta corredata da specifica documentazione. </p><p>A questa seguirà esame del DNA da parte del Servizio CITES dei Carabinieri sezione Forestale in seguito al quale, se positivo, verranno rilasciati i relativi Certificati, ovviamente dopo versamento di €15,49 cad.</p><p>Un singolo CITES può contenere anche più di un esemplare che, quindi, andranno ceduti insieme o in caso di cessione separata serve richiedere (anche successivamente) certificati separati.</p><h3 class="wp-block-heading">Movimentazione o spostamento</h3><p>I piccoli che a seguito di esame DNA saranno riconosciuti figli della coppia in Fonte C/D saranno anch’essi in Fonte C/D, quindi soggetti a cessioni. In difetto di riconoscimento, sarà loro riconosciuta la Fonte F, quindi i nati saranno solamente soggetti a procedura di movimentazione o spostamento,  non a cessioni!</p><p>La procedura di movimentazione comporta solamente lo SPOSTAMENTO dell’animale da un luogo ad un altro senza che questo comporti il cambiamento della titolarità di colui che ne ha denunciato la nascita.</p><p>Ricapitolando: una volta nati, i piccoli dovranno essere denunciati entro e non oltre dieci giorni dalla nascita o dal loro ritrovamento. Seguirà l’inserimento obbligatorio del chip entro l’anno dalla denuncia (salva comprovata certificazione del veterinario da esibire al Corpo Forestale).</p><p>Infine, per chi fosse interessato al certificato, occorre ulteriore richiesta al Corpo Forestale seguito dall’esame del DNA per certificare la fonte del nuovo nato.</p><h3 class="wp-block-heading">Specie a moderata pericolosità di estinzione</h3><p>Altro discorso vale per le tartarughe in Allegato B che è un elenco di specie a moderata pericolosità di estinzione, ad esempio le tartarughe della Russia; Testudo horsfieldii che si trovano frequentemente nei negozi di animali, per le quali la legge prevede che ci sia solamente la rintracciabilità. Quindi il venditore o donatore deve rilasciare un documento dove ci siano tutti i suoi dati, della tartaruga in vendita e dell&#8217;acquirente. Anche per questi esemplari in Allegato B è previsto l’obbligo di denuncia di nascita dei piccoli.</p><h3 class="wp-block-heading">Specie proibite</h3><p>Per quello che riguarda le specie acquatiche occorre prima di tutto segnalare che; le specie americane dalle guance rosse (Trachemys scripta elegans) e a guance gialle (Trachemys scripta scripta) non sono più acquistabili. E sono state inserite nell&#8217;elenco delle specie invasive e quindi vietatissime.</p><p>Il Decreto Legislativo n. 230 del 15 dicembre 2017 entrato in vigore nel febbraio 2018 imponeva l’obbligo di denuncia delle specie sopra indicate al 31 agosto 2019. Oltre all’obbligo di non cederle, donarle e non farle riprodurre pena sanzioni minime di €10.000,00.</p><p>Purtroppo la legge Europea, poi recepita anche dall&#8217;Italia, non risolverà il problema; in quanto nei negozi di animali le due specie sono state rimpiazzate da altre specie analoghe. Pertanto quando saranno abbandonate faranno gli stessi danni al nostro fragile ecosistema. Sarebbe consigliabile estendere l&#8217;elenco ad almeno altre 16-18 specie come permettono le deroghe della legge.</p><p><a href="http://www.tartaclubitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">L’associazione Tarta Club Italia</a> si sta battendo per chiarire una questione importantissima scritta nella legge della CITES (Convenzione di Washington). La quale dice chiaramente che la normativa nasce per controllare e quindi chi non fa commercio non dovrebbe sottostare alle sue leggi.</p><p>La Legge attuale necessiterebbe di correttivi finalizzati a rendere meno problematica e più gestibile la detenzione degli animali con procedure burocratiche più snelle e senza costi richiesti per i certificati.</p><p>Altre informazioni su le tartarughe clicca <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/tartarughe-e-documenti-cosa-ce-da-sapere/">Documenti delle tartarughe: cosa c&#8217;e&#8217; da sapere</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Scoperta una testuggine gigante in una tomba siciliana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Aug 2022 08:39:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dentro una tomba, collocata in una grotta siciliana, è stata scoperta una testuggine gigante risalente a circa 12.500 anni fa. Gli studiosi hanno chiamato la nuova specie &#8220;Solitudo sicula&#8221;. È la testuggine di grande taglia più recente d’Europa e del Bacino Mediterraneo e potrebbe essersi estinta a causa dei primi abitanti della Sicilia. Il lavoro [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Dentro una tomba, collocata in una grotta siciliana, è stata scoperta una testuggine gigante risalente a circa 12.500 anni fa. Gli studiosi hanno chiamato la nuova specie &#8220;Solitudo sicula&#8221;. È la testuggine di grande taglia più recente d’Europa e del Bacino Mediterraneo e potrebbe essersi estinta a causa dei primi abitanti della Sicilia. </strong></p><p>Il lavoro è stato coordinato dal Prof. Massimo Delfino del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino in collaborazione con un team internazionale. Questo include, oltre all’Università di Palermo, anche istituti di ricerca e musei in Argentina, Germania, Polonia e Spagna.</p><p>Testuggini di grande taglia hanno abitato l’Europa continentale e insulare per milioni di anni. Alcune avevano una taglia comparabile o anche superiore a quella delle testuggini che ancora abitano l’Atollo di Aldabra (Fig 1), nell’Oceano Indiano, e l’arcipelago delle Isole Galápagos, nell’Oceano Pacifico. </p><p>La Sicilia ha ospitato testuggini giganti; la lunghezza del loro guscio era di circa un metro durante il Pleistocene medio, fino a circa 200 mila anni fa. Sono conosciuti resti sia nel Ragusano sia nella zona di Alcamo, esposti rispettivamente al Museo Civico di Storia Naturale di Comiso e al Museo Geologico Gemmellaro di Palermo. </p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="537" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante.jpg" alt="Fig. 1. Le testuggini giganti sono state in gran parte sterminate dall’uomo e sopravvivono in Natura solo nell’Atollo di Aldabra e nell’arcipelago delle Isole delle Galápagos. Nella foto il coordinatore della ricerca, Prof. Massimo Delfino (Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino) con “Alessandro il Grande”, un esemplare maschio di grandi dimensioni di Aldabrachelys gigantea allevato in cattività nel quadro di un progetto di conservazione a Cerf Island, Seychelles. Foto di Dennis Hansen (Università di Zurigo)." class="wp-image-54071" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante-768x544.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante-696x493.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante-1068x756.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante-592x420.jpg 592w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante-1920x1360.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/Fig1-testudo-gigante-600x425.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><em><strong>Fig. 1</strong>. Le testuggini giganti sono state in gran parte sterminate dall’uomo e sopravvivono in Natura solo nell’Atollo di Aldabra e nell’arcipelago delle Isole delle Galápagos. Nella foto il coordinatore della ricerca, Prof. Massimo Delfino (Dipartimento di Scienze della Terra, Università di Torino) con “Alessandro il Grande”, un esemplare maschio di grandi dimensioni di&nbsp;Aldabrachelys gigantea&nbsp;allevato in cattività nel quadro di un progetto di conservazione a Cerf Island, Seychelles. Foto di Dennis Hansen (Università di Zurigo).</em></figcaption></figure><p>Allora era già presente la testuggine di Hermann,&nbsp;<em>Testudo hermanni</em>; attualmente l’unica testuggine terrestre autoctona presente in Sicilia, di cui sono presenti numerosi resti fossili in giacimenti paleontologici e archeologici. Il guscio di quest’ultima è molto più piccolo di quello delle testuggini giganti, e in Sicilia supera di poco i 20 centimetri.</p><h2 class="wp-block-heading">La testuggine gigante scoperta rappresenta una nuova specie</h2><p>Gli scavi, condotti dal gruppo di lavoro del Prof.&nbsp;<strong>Luca Sineo</strong>&nbsp;dell’Università di Palermo, in un’area funeraria attribuibile all’età del Rame ubicata a circa 15 metri di profondità nella grotta chiamata&nbsp;<strong>Zubbio di Cozzo San Pietro</strong>&nbsp;(Comune di Bagheria, PA), hanno portato alla luce alcuni resti di&nbsp;<strong>una testuggine di grande taglia</strong>,&nbsp;il cui guscio raggiungeva probabilmente i 50-60 centimetri (Fig 2). </p><p>Analisi al radiocarbonio dei resti della testuggine gigante scoperta hanno rivelato che il loro possessore era in vita circa&nbsp;<strong>12.500 anni fa</strong>; molto prima che la grotta fosse interessata dalle attività funerarie.&nbsp;</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="582" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante.jpg" alt="ig 2. Solitudo sicula, la testuggine estinta recentemente descritta aveva un carapace di lunghezza pari a circa 50-60 cm e quindi aveva dimensioni comparabili a quelle dell’individuo (che non aveva ancora raggiunto le dimensioni massime) di Chelonoidis niger, la testuggine gigante delle Isole Galápagos, ritratto in questa foto che lo confronta con un guscio di Testudo hermanni nelle mani di una collaboratrice del Museo di Zoologia di Dresden. Foto di Uwe Fritz (Senckenberg Dresden)." class="wp-image-54073" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante-768x589.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante-696x534.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante-1068x820.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante-547x420.jpg 547w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante-1920x1474.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-2-testuggine-gigante-600x460.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><em><strong>Fig 2</strong>.&nbsp;Solitudo sicula, la testuggine estinta recentemente descritta aveva un carapace di lunghezza pari a circa 50-60 cm e quindi aveva dimensioni comparabili a quelle dell’individuo (che non aveva ancora raggiunto le dimensioni massime) di&nbsp;Chelonoidis niger, la testuggine gigante delle Isole Galápagos, ritratto in questa foto che lo confronta con un guscio di&nbsp;Testudo hermanni&nbsp;nelle mani di una collaboratrice del Museo di Zoologia di Dresden. Foto di Uwe Fritz (Senckenberg Dresden).</em></figcaption></figure><p>La presenza di un femore molto ben conservato (Fig 3) ha consentito di confrontare le caratteristiche morfologiche della testuggine di Bagheria con quella di tutte le testuggini viventi e fossili del Bacino Mediterraneo.  E&#8217; stato possibile  stabilire che&nbsp;<strong>si tratta di una nuova specie che ha richiesto anche l’istituzione di un nuovo genere</strong>. </p><h3 class="wp-block-heading">Solitudo sicula</h3><p>Gli studiosi hanno attribuito il materiale a <em>&#8220;Solitudo sicula&#8221;</em>; un nome che pur mantenendo una certa assonanza con il genere dell’unica testuggine terrestre attualmente vivente in Sicilia,&nbsp;<em>Testudo</em>, allude alla rarità e in qualche modo “solitudine” delle ultime testuggini di grandi dimensioni del <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/le-tartarughe-mediterranee/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mediterraneo</a>.</p><p>Secondo&nbsp;<strong>Gianni Insacco</strong>, Direttore Scientifico del Museo di Comiso, che ormai da decenni si occupa del salvataggio dei resti fossili delle testuggini giganti della Sicilia orientale e che non è fra gli autori del lavoro;&nbsp;<em>“il ritrovamento di questi resti rappresenta una sorpresa veramente inaspettata che apre nuove prospettive per la ricerca scientifica e quindi per la conoscenza del patrimonio naturale e culturale siciliano”</em>.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="522" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1.jpg" alt="Fig 3. Il femore di Solitudo sicula (lunghezza totale di circa 10) confrontato con il femore dell’unica testuggine terrestre autoctona attualmente vivente in Sicilia, Testudo hermanni. Foto di Pietro Valenti (Università di Palermo)." class="wp-image-54074" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-768x528.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-218x150.jpg 218w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-696x479.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-1068x735.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-609x420.jpg 609w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-1920x1322.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/08/fig-3-femore-solitudo-1-600x413.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><em><strong>Fig 3</strong>. Il femore di&nbsp;Solitudo sicula&nbsp;(lunghezza totale di circa 10) confrontato con il femore dell’unica testuggine terrestre autoctona attualmente vivente in Sicilia,&nbsp;Testudo hermanni. Foto di Pietro Valenti (Università di Palermo).</em></figcaption></figure><p>Come fa notare il Prof. <strong>Uwe Fritz</strong>, Museo di Zoologia Senckenberg Dresden, coautore del lavoro pubblicato sulla prestigiosa rivista <a href="https://academic.oup.com/zoolinnean/advance-article/doi/10.1093/zoolinnean/zlac044/6625757" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>Zoological Journal of the Lineean Societ</strong></a>. <em>“</em>E&#8217;<em> stato un colpo di fortuna che un femore quasi intatto fosse presente fra i pochiresti di testuggine ritrovati sino ad ora. Le testuggini di grande taglia hanno generalmente gusci fragili.</em> <em>E quindi poco presenti nel registro paleontologico, al contrario dei femori che sono robusti e piuttosto frequenti”</em>.</p><h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;estinzione probabilmente causata dall&#8217;uomo&nbsp;</h2><p>Il ritrovamento di un femore nello Zubbio di Cozzo San Pietro ha consentito quindi un confronto accurato con le altre testuggini di grandi dimensioni. Non è escluso che&nbsp;<em>Solitudo</em>&nbsp;possa essersi estinta a causa degli esseri umani che hanno abitato la Sicilia nell’antichità. Come sottolinea il Prof.&nbsp;<strong>Sineo</strong>;&nbsp;<em>“prove di interazioni fra Solitudo egli esseri umani potrebbero essere ancora racchiuse nei depositi fossiliferi dello Zubbio di Cozzo San Pietro o in altri giacimenti archeologici dell’isola”</em>. </p><p>Secondo&nbsp;<strong>Fritz</strong>;&nbsp;<em>“sembra ragionevole supporre che gli esseri umani abbiano avuto un ruolo anche nell’estinzione di Solitudo. La scomparsa delle testuggini di grandi dimensioni in numerose isole del Pianeta Terra è stata regolarmente determinata dall’uomo”</em>.</p><p><em>“Solitudo sicula è per noi ancora un enigma in gran parte da sciogliere. Sino ad ora abbiamo avuto accesso ad un numero molto limitato di informazioni”</em>. Spiega il Prof. <strong>Massimo Delfino</strong> del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino. <em>“Sebbene si tratti di materiale relativamente recente, l’estrazione del DNA antico non ha dato risultati utili a comprendere le sue relazioni di parentela con le specie attualmente viventi. Inoltre, i resti fossili sono estremamente scarsi e non includono elementi del cranio e del guscio</em>. Q<em>uesti potrebbero consentire di fare confronti più dettagliati e ottenere delle informazioni relative all’ecologia di questa specie. Auspichiamo quindi che possano essere ritrovati altri resti in ulteriori campagne di scavo”.</em></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/scoperta-una-testuggine-gigante-in-una-tomba-siciliana/">Scoperta una testuggine gigante in una tomba siciliana</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Come allevare le piccole tartarughe neonate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 11:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A quanti è capitato di trovarsi improvvisamente a dover accudire piccole tartarughe neonate? A volte ce le porta qualcuno, altre volte ce le ritroviamo nel giardino di casa perché le nostre sono diventate adulte e hanno cominciato a riprodursi. In questo articolo tralasceremo gli aspetti legali e vedremo come prenderci cura delle piccoline. A cura [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>A quanti è capitato di trovarsi improvvisamente a dover accudire piccole tartarughe neonate? A volte ce le porta qualcuno, altre volte ce le ritroviamo nel giardino di casa perché le nostre sono diventate adulte e hanno cominciato a riprodursi. In questo articolo tralasceremo gli aspetti legali e vedremo come prenderci cura delle piccoline.</strong></p><p>A cura di <strong>CARMEN MELE</strong>  <a href="https://bit.ly/2Z734Ps">Tarta</a><a href="https://bit.ly/2Z734Ps" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> Club Italia</a></p><h2 class="wp-block-heading">Tali genitori, tali figli</h2><p>La prima cosa da tenere in considerazione è che le esigenze delle piccole tartarughe neonate sono uguali a quelle delle adulte;  sono indipendenti,  mangiano le stesse cose e hanno bisogno delle stesse temperature e umidità. Vanno dunque assolutamente tenute fuori sia d’estate che d’inverno, stagione, quest’ultima, in cui dovranno andare in letargo per fare una pausa indispensabile.</p><h3 class="wp-block-heading">Un buon pasto e un posto sicuro</h3><p>A partire da marzo-aprile, le piccole tartarughe si risvegliano e riattivano il loro metabolismo, per questo devono stare in un posto protetto. Hanno bisogno di  cibo e acqua, anche se su questo punto i pareri degli allevatori sono discordi, molti ritengono che la quantità di acqua che assorbono dagli alimenti e grazie alla pioggia sia sufficiente. </p><h3 class="wp-block-heading">Facciamo un po’ d’ordine su l’alloggio migliore</h3><p>Il luogo ideale in cui tenerle per i primi anni di vita è un recinto di medio/piccole dimensioni; in alternativa si può usare un cassone senza fondo, preferibilmente di legno, con una rete per copertura capace di proteggere le piccole dalle predazioni dei topi o  dei grossi uccelli.  Il cassone deve essere posto direttamente sulla terra, preferibilmente non troppo dura.</p><h3 class="wp-block-heading">Giusta umidità</h3><p>Nella terra, il loro elemento naturale, trovano la giusta umidità; possono sotterrarsi d’estate se hanno troppo caldo e d’inverno, durante il letargo, se hanno troppo freddo. Dovranno avere delle zone d&#8217;ombra, meglio se formate da vegetazione bassa,  altrimenti ripari a forma di grotta, possibilmente naturali di tufo o di grosse pietre. Da evitare le classiche casine in legno, belle per gli occhi degli umani ma non adatte per le tartarughe perché isolano dalla pioggia che invece è fondamentale per il loro benessere. La terra tende infatti a seccarsi troppo dentro alle casine in legno. </p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="445" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate.jpg" alt="Una piccol atartarughina nel palmo della mano " class="wp-image-51584" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate-768x450.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate-696x408.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate-1068x626.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate-715x420.jpg 715w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate-1920x1127.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-neonate-600x352.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Piccole tartarughe neonate </figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Cumuli di foglie e una piccola ciotola</h3><p>Molti allevatori prediligono creare cumoli di foglie dove le piccole vanno a rifugiarsi:  questi cumoli trattengono l’umidità e non sono amati dai topi. <br>Inoltre, in uno spazio ridotto è bene che sia presente una ciotolina bassa con acqua,  in modo che le tartarughine possano bere e, cosa che gradiscono particolarmente, immergersi. L’acqua, però, non deve essere mai troppo alta, ma al livello della testolina in modo che possano tirarla completamente fuori per respirare. Gli esperti consigliano anche di mettere nella ciotola dei sassolini utili ad evitare che le piccole si capovolgano nell&#8217;acqua o ad aiutarle a rigirarsi se questo dovesse capitare.</p><h3 class="wp-block-heading">A proposito di cibo</h3><p>Mangiano lo stesso cibo delle adulte, quindi una buona alimentazione può prevedere le erbe di campo, in prevalenza formate da graminacee come il tarassaco, la cicoria, il dente di leone, il crespino, la malva, ma anche la classica erba da giardino. Sono, difatti, tutte molto ricche di fibra e calcio. Occasionalmente si potrà offrire loro pure della frutta, ma sempre in piccolissime quantità visto l’elevato rischio di fermentazione soprattutto con la frutta molto dolce, da evitare.</p><h2 class="wp-block-heading">Tartarughe dove posizionarle e tipo di recinto</h2><p>La posizione dove scegliere il recinto, o dove posizionare il “cassone”, deve essere non alluvionabile e possibilmente posizionata al sole il mattino, perché le piccole amano crogiolarsi ai primi raggi di sole, finché non fa troppo caldo. In questo modo si preparano ad essere attive, proprio come una batteria che si deve caricare, e per poter iniziare a gironzolare in cerca di cibo fresco. I recinti devono essere costruiti con materiali non trasparenti, per evitare che le tartarughe vedendo oltre, continuino a sbattere per oltrepassare l’ostacolo. Ed è, dunque sconsigliato usare della rete. </p><p>Meglio usare blocchi di tufo o fogli di vetroresina verdi che, essendo lisci e non trasparenti, rassicurano le tartarughe che vi si appoggiano per scaldarsi al sole, spesso inclinandosi per soleggiare la massima superficie del carapace. Inoltre i materiali che impediscono il passaggio d&#8217;aria e quindi proteggono dalle forti correnti d’aria,  sono indicati per migliorare le temperature nelle giornate meno calde della primavera o a fine stagione.  </p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="527" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo.jpg" alt="" class="wp-image-51585" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo-768x533.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo-696x483.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo-1068x742.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo-604x420.jpg 604w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo-1920x1334.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/03/piccole-tartarughe-con-il-bimbo-600x417.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>una piccola tartarughina con un bimbo </figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Aumentare lo spazio e attenzione agli angoli</h3><p>Man mano che le tartarughine crescono è consigliabile aumentare la superficie a loro disposizione,  ne goderà la loro salute. Da fare molta attenzione agli angoli delle recinzioni, le piccole sono molto brave a scalare ostacoli che sembrano insormontabili, quindi in caso di angoli netti, meglio posizionare in alto un triangolo di rete per scoraggiarle.</p><h3 class="wp-block-heading">L’osservazione è importante!</h3><p>L’osservazione (meglio se frequente), permetterà di verificare che le tartarughine non abbiano problemi di salute come ad esempio scoli nasali, sintomo di raffreddamenti; in questo caso il consiglio è una visita da un veterinario esperto in rettili. Ogni recinto deve contenere solo una specie o sottospecie,  in modo da evitare possibili contaminazioni batteriche o parassitologiche che in alcune specie possono non essere particolarmente gravi, mentre in altre non sono tollerate.</p><h2 class="wp-block-heading">Piccole tartarughe neonate fare attenzione a cani, gatti e bambini.</h2><p>Le tartarughine, essendo molto graziose, vengono spesso manipolate dai bambino; con le loro unghiette, però, possono facilmente spaventare un bimbo  al di sotto dei 7-8 anni che le potrebbe far cadere provocando loro danni gravi. Per cui consigliamo di non farle toccare dai più piccini.</p><p>Altro grave pericolo sono i cani perché le trovano gustose come un buon biscotto, in quanto il carapace è ricco di capillari sanguigni. A volte anche i gatti creano problemi perché, per giocare, le prelevano dai loro recinti o cassoni e poi le abbandonano ovunque.</p><p>Nella stagione più calda le tartarughine saranno meno attive e come dei neonati dormiranno moltissimo,  ma già dopo la primavera avranno assorbito tanti alimenti utili alla loro crescita e con l’arrivo dei primi abbassamenti di temperature si prepareranno a digiunare per entrare nella fase del letargo a stomaco vuoto.</p><p>Per altri articoli sulle tartarughe <strong><a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI</a></strong> </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/come-allevare-le-piccole-tartarughe-neonate/">Come allevare le piccole tartarughe neonate</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Le tartarughe mediterranee</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Mar 2022 15:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le tartaruge mediterranee</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Le testuggini ovvero le tartarughe mediterranee o tartarughe di terra sono fra i rettili allevati più comunemente come pet: per questo non è raro incontrarle nei giardini delle case Italiane.</strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa. DOMENICA DI BARI</strong> Medico Veterinario Esperto Animali Esotici <a href="mailto:monica.dibari@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"><strong>monica.dibari@gmail.com</strong></a></p><h2 class="wp-block-heading">Tartarughe Mediterranee sono i principali rettili ‘pet’ diffusi nelle famiglie italiane.</h2><p>In particolare le testuggini maggiormente diffuse a livello domestico sono le testuggini mediterranee, come la Testudo graeca, la Testudo Hermanni, e la Testudo Marginata.</p><p>Queste specie di tartarughe sono chiamate “mediterranee” poiché il loro ambiente d’origine è rappresentato da tutti quei territori che si affacciano sul Mar Mediterraneo. In questi territori l’alternanza delle stagioni e la variabilità delle temperature influenzano le caratteristiche biologiche di questi rettili. Infatti, le tartarughe mediterranee hanno a disposizione vari tipologie di foraggio durante i periodi miti e caldi. Vanno in letargo durante i mesi invernali, si risvegliano in primavera, e si riproducano in estate.</p><h3 class="wp-block-heading">Gestione in cattività</h3><p>L&#8217;accortezza a cui si deve pensare, prima di prendere una <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tartaruga</a> come animale domestico, è adibire uno spazio esterno dove farla vivere in sicurezza. Il loro ambiente ideale è rappresentato da un giardino, circondato da una recinzione. La presenza di quest’ultima è indispensabile sia per prevenirne la fuga, sia per impedire che vengano aggredite da cani o animali selvatici. O per evitare altri tipi di incidenti come essere stiacciate da auto o dalle falciatrici.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="443" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859.jpg" alt="Tartaruga nel prato con una margherita" class="wp-image-51483" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859-768x448.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859-696x406.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859-1068x624.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859-718x420.jpg 718w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859-1920x1122.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182859-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><strong>Foto della Dottoressa Domenica di Bari </strong></figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">La recinzione, uno spazio sicuro tutto per loro </h2><p>La recinzione deve essere sviluppata preferibilmente in orizzontale, con reti metalliche a maglie abbastanza resistenti, scegliendo un’esposizione che rispetti al meglio il ritmo circadiano naturale di questo rettile, quindi soleggiata la mattina, e fresca il pomeriggio. Deve essere interrata per almeno 10 cm, per evitare che le tartarughe possano fuggire scavando una galleria al di sotto, mentre per quanto riguarda l’altezza del recinto si consiglia almeno 40 cm per ogni lato.</p><h3 class="wp-block-heading">Il Terreno</h3><p>È importante che la superficie destinata agli animali sia costituita per il 70% di terreno naturale e per il 30% di arbusti e/o fiori. In questo modo si garantisce l’arricchimento ambientale per la testuggine, che potrà scegliere dove scavare per interrarsi al momento del letargo o dove creare il nido al momento della deposizione delle uova. </p><p>La presenza di vegetazione spontanea permetterà di creare ripari naturali nella zona soleggiata, mentre nelle zone d’ombra si consigliano ti creare rifugi, in legno, in terracotta o in mattoni.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="450" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta.jpg" alt="Le testuggini, ovvero le tartarughe di terra, sono i principali rettili ‘pet’ diffusi nelle famiglie italiane." class="wp-image-51484" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta-768x455.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta-696x413.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta-1068x634.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta-707x420.jpg 707w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta-1920x1139.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-con-insalta-600x356.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption> <strong>Le testuggini, ovvero le tartarughe di terra, sono i principali rettili ‘pet’ diffusi nelle famiglie italiane.</strong> </figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Un gruppo… di amici!</h2><p>Se si vogliano avere più animali per creare un gruppo bisognerà scegliere soggetti esclusivamente della stessa specie, e fare attenzione al rapporto numerico tra maschi e femmine per evitare stress o aggressioni causate dall’elevata densità degli animali. Per questo è consigliato avere un gruppo in cui il rapporto maschi-femmine sia pari a 1:5, e per ogni esemplare lo spazio dovrà essere almeno di 10m2.</p><h2 class="wp-block-heading">Alimentazione </h2><h3 class="wp-block-heading">Acqua</h3><p>Le tartarughe mediterranee sono specie strettamente erbivore, si nutrono di alimenti di origine vegetale, da cui assumono acqua. In cattività, invece, è opportuno offrire delle ciotole ampie, poco profonde con bordi bassi, dove l’animale può accedere all’acqua per bere, specialmente in estate. Prima e dopo il letargo si consiglia inoltre di fare dei bagni con acqua tiepida, poiché le tartarughe assorbono acqua anche dalla cloaca e questo facilita l’idratazione corporea.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="580" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano.jpg" alt="Per creare un gruppo bisognerà scegliere soggetti esclusivamente della stessa specie, " class="wp-image-51485" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano-768x587.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano-696x532.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano-1068x817.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano-548x420.jpg 548w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano-1920x1469.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/Screenshot_20211031_182931tartarughine-nella-mano-600x459.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><strong>Per creare un gruppo bisognerà scegliere soggetti esclusivamente della stessa specie,  </strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Vegetali</h3><p>Essendo animali erbivori, la dieta delle testuggini non prevede proteine, grassi o carboidrati. In cattività, quindi, sarà importante rispecchiare il più possibile la dieta naturale, fornire fibra che possiamo somministrare sotto forma di erbe selvatiche (es. dente di leone, trifoglio, piantaggine, tarassaco, coriandolo, malva) o verdure ad uso umano come radicchio, indivia, crescione, insalata romana, ravanello, songino, valeriana, insalata croccante, ravanello, cicorie selvatiche.</p><h3 class="wp-block-heading">Calcio e vitamina D3</h3><p>Quando si alimentano questi animali è consigliato offrire il cibo la mattina nel luogo più soleggiato del recinto. L’esposizione solare diretta permetterà al rettile di sintetizzare la vitamina D3, essenziale per l’assorbimento del calcio. Il calcio è un elemento fondamentale per il benessere fisiologico delle testuggini, dovremmo quindi prediligere verdure a foglia scura che possiedono elevate quantità di calcio.</p><p>In alcuni periodi di vita le tartarughe hanno bisogno di assumere una dose extra di calcio, questo riguarda soprattutto i soggetti in accrescimento e le femmine in deposizione.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="515" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2.jpg" alt="Tartaruga iterrestre in primo piano" class="wp-image-51486" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2-768x521.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2-696x472.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2-1068x725.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2-618x420.jpg 618w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2-1920x1304.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/tartaruga-mediterranea-2-600x407.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><strong>Tartaruga mediterranea o terrestre in primo piano</strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Frutta</h3><p>La frutta va somministrata in piccole dosi non più di due volte al mese, poiché in quantità eccessiva causa gravi disordini intestinali. Mentre i fiori come ibisco, rosa, margherita, fiori degli alberi della frutta e papavero fanno parte della dieta naturale di questa specie, e si possono offrire due volte a settimana.</p><h2 class="wp-block-heading">Visite mediche</h2><p>Ogni rettile tenuto in casa come “pet esotico” deve effettuare delle visite regolari dal Medico Veterinario. Sia si tratti di una specie che vive in una installazione interna (terrario), sia se sono animali che possono vivere all’aperto (giardino con recinto). Le patologie che frequentemente si riscontrano in questa specie sono dovute da mal gestione; pertanto la corretta informazione sulle esigenze ambientali e quelle alimentari, sono la base per garantire il benessere in questi animali.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0312/tartamediterranea2640.jpg" alt="Tartaruga in primo paino"/><figcaption>Tartaruga Terrestre </figcaption></figure><p>Le tartarughe devono effettuare la prima visita clinica specialistica entro 15 giorni dall’arrivo a casa. Si deve valutare lo stato generale del paziente ed effettuare l’esame coprologico fondamentale per ogni rettile in cattività. Successivamente bisognerà portare a visita la tartaruga almeno due volte all’anno, in particolare in autunno e primavera (prima e dopo il letargo). Poiché se una tartaruga di terra non gode di uno buono stato di salute, il periodo invernale potrebbe mettere a rischio la sua vita.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/le-tartarughe-mediterranee/">Le tartarughe mediterranee</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Cosa mangia una Tartaruga</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Feb 2022 18:29:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tartaruga di terra cosa mangia, sono animali che adorano erbe selvatiche diverse. A cura di VINCENZO AQUARO Tarta Club Italia L&#8217;alimentazione è importante! Quando si tengono delle tartarughe in casa (meglio in giardino!) è fondamentale conoscerne le abitudini alimentari. Cosa mangia la tartaruga in natura per poter provvedere ad una corretta dieta anche in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/cosa-mangia-una-tartaruga/">Cosa mangia una Tartaruga</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La tartaruga di terra cosa mangia, sono animali che adorano erbe selvatiche diverse.</strong></p><p>A cura di <strong>VINCENZO AQUARO</strong> <a href="http://tartaclubitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarta Club Italia</a></p><h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alimentazione è importante!</h2><p>Quando si tengono delle tartarughe in casa (meglio in giardino!) è fondamentale conoscerne le abitudini alimentari. Cosa mangia la tartaruga in natura per poter provvedere ad una corretta dieta anche in cattività, considerando che sono animali che si “viziano” facilmente. Ossia scelgono alimenti che a lungo andare possono provocare loro problemi di salute anche gravi. Problemi che, come per gli esseri umani, si manifesteranno solo nel lungo periodo e spesso senza troppe avvisaglie.</p><h3 class="wp-block-heading">A ciascuna <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tartaruga</a> il suo pasto</h3><p>La prima distinzione da fare è fra tartarughe di terra e d’acqua dolce; le prime sono vegetariane in senso stretto, le seconde sono onnivore, quindi carnivore da giovani e sempre più vegetariane con il passare del tempo. Continuando ad accettare, da buone opportuniste, integrazioni proteiche &#8220;bonus&#8221;.</p><h3 class="wp-block-heading">Le testuggini e la loro dieta</h3><p>Le tartarughe di terra o testuggini, in particolare le specie mediterranee (Testudo hermanni, T.graeca, T.marginata), sono animali che passano le mattine a brucare la macchia, scegliendo tra una grande varietà di erbe selvatiche diverse, tutte ricche in fibra e calcio. </p><p>Quindi alle tartarughe ospitate nei nostri giardini avremo la premura di procurare grandi quantità di foglie di ibisco, malva, ortica, violetta, piantaggine, tarassaco, borragine, crespino, ma anche vite, canapa, cardi e carciofi. </p><p>Anche i fiori di tutte queste piante sono altamente indicati e graditi, inclusi i petali di rosa. Tra le verdure coltivate,  prediligeremo invece cicoria, scarola, radicchi e in generale le insalate più verdi e fibrose. Una menzione speciale va fatta per i cladodi di piante grasse e succulente, come le pale di fico d&#8217;india. Che, a patto di essere somministrate quando sono spuntate da meno di due anni, sono un alimento eccezionale e comodamente conservabile per mesi; quindi ideale in periodi in cui si fa fatica a procurarsi verdure fresche. </p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="335" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1.jpg" alt="Cosa mangia la tartaruga immagine di una bellissima tartaruga di terra" class="wp-image-52118" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1.jpg 640w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1-768x402.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1-696x364.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1-1068x559.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1-802x420.jpg 802w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1-1920x1005.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/testudo2web1-600x314.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption><strong>Cosa mangia la tartaruga </strong></figcaption></figure><p>Per le nostre beniamine, poi, le spine non sono affatto un problema. Per quanto riguarda la frutta la regola generale è centellinarla, ma fragole, fichi, lamponi, more, ciliege, pesche sono assai graditi e rappresentano una buona integrazione, a patto di non somministrarli a ridosso del letargo, ma scegliendo i periodi più caldi per non rischiare pericolose fermentazioni del contenuto zuccherino. </p><h3 class="wp-block-heading">Meglio evitare…</h3><p>Sconsigliati la frutta tropicale, gli agrumi, le brassicacee (cavolo, bietola, verza, broccolo et similia). Assolutamente da evitare la maggior parte degli alimenti di origine animale e i farinacei (carne, formaggio, pasta, pane, latte, cibo per cani, etc.) che potrebbero danneggiare gli organi interni (reni e fegato su tutti), ma anche scheletro e corazza, che rischiano di diventare fragili e deformati. Tutti questi sono alimenti che le tartarughe accettano e anzi preferiscono, ma che le portano col tempo a gravi squilibri. </p><h3 class="wp-block-heading">Per grandi e piccini</h3><p>Tutti gli alimenti sopra elencati per le testuggini terrestri vanno bene anche per le tartarughe d’acqua adulte, mentre da piccole praticamente tutte le specie più comuni sono carnivore e andrebbe loro somministrato cibo iperproteico: pesce rigorosamente con le interiora, crostacei freschi, chironomus, lombrichi, carne di pollo/tacchino e insetti come grilli, camole della farina e del miele. </p><p>Esistono dei pellet specifici in commercio che possono fornire da base alimentare, ma è bene scegliere bene la marca e integrare sempre con alimenti diversi in modo da offrire una dieta bilanciata. Importante evitare i gamberetti secchi che, anche se molto appetibili e diffusi sul mercato, portano a gravi carenze vitaminiche che iniziano a manifestarsi quasi sempre con problemi agli occhi. </p><h3 class="wp-block-heading">Lo svezzamento</h3><p>Per svezzarle al vegetale si può iniziare a far galleggiare qualche foglia di lattuga per poi introdurre sempre più alimenti “veggie” e ridurre la porzione proteica. Un piccolo trucchetto:  somministrate gli alimenti più puzzolenti in una vasca a parte prima di rimettere le tartarughine nel loro bell’acquario pulito. </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/cosa-mangia-una-tartaruga/">Cosa mangia una Tartaruga</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Allestire un laghetto per le tartarughe acquatiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 08:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete a disposizione un giardino e possedete tartarughe acquatiche ecco come allestire un laghetto e toglierle da piccole vaschette di plastica. Un habitat ideale per le loro esigenze e un angolo di pace dove potrete rilassarvi, riflettere e trascorrere un po&#8217; di tempo libero. A cura di FILIPPO STEFANO DELL’AERA &#8211; Tarta Club Italia Un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/allestire-un-laghetto-per-le-tartarughe-acquatiche/">Allestire un laghetto per le tartarughe acquatiche</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Avete a disposizione un giardino e possedete tartarughe acquatiche ecco come allestire un laghetto e toglierle da piccole vaschette di plastica. Un habitat ideale per le loro esigenze e un angolo di pace dove potrete rilassarvi, riflettere e trascorrere un po&#8217; di tempo libero.</strong></p><p>A cura di FILIPPO STEFANO DELL’AERA &#8211; <a href="http://tartaclubitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarta Club Italia</a></p><h2 class="wp-block-heading">Un habitat naturale allestire un laghetto per le tartarughe</h2><p>In questo articolo vi spiegherò come realizzare e allestire un laghetto senza spendere troppi soldi e come adattarlo alle esigenze delle vostre tartarughe. Innanzitutto è importante conoscere bene la specie che vivrà nel laghetto in modo tale da creare un ambiente il più possibile adatto alle sue caratteristiche. </p><p>Dovrete, quindi, sapere due cose delle vostre tartarughe: se si tratta di animali che vanno in letargo o meno, ossia se potranno vivere nel laghetto durante tutto l’anno o solo d’estate;  il tipo di alimentazione (onnivora, carnivora o erbivora) perché da questa dipenderà sia la scelta delle piante acquatiche da utilizzare, sia quale filtro inserire per la pulizia dell’acqua.</p><h3 class="wp-block-heading">Dove realizzare il laghetto?</h3><p>Nella fase di progettazione dovrete scegliere il luogo dove costruirlo tenendo conto di alcuni fattori; ci dovrà essere una buona esposizione al sole e la superficie del terreno dovrà essere piana; inoltre il luogo non dovrà essere troppo vicino agli alberi per evitare che le radici creino problemi durante lo scavo. In questa fase dovrete anche stabilire la dimensione e la profondità del vostro laghetto.  Quest’ultima, almeno in un punto, non dovrà essere inferiore ad 80 cm. Una tale profondità minima, infatti, permette di avere sul fondale una temperatura di 4°C anche quando la superficie dell’acqua si ghiaccia. </p><p><br>Dovete inoltre, in fase di progettazione, pensare alla decorazione dei bordi con sassi, lastre di pietra, piante palustri e prevedere una eventuale zona di deposizione con sabbia scavabile oltre la quale dovrete costruire una solida recinzione, fondamentale per evitare fughe. Le tartarughe sono, infatti, abili scavatrici e arrampicatrici e, pertanto la recinzione andrà interrata 15/20 cm e alzata 30/40 cm a forma di “L” rovesciata. </p><h3 class="wp-block-heading">Scegliere che tipo di laghetto realizzare.</h3><p>Scelti il luogo e la dimensione, dovrete decidere come realizzarlo e quanto investire. Tra i vari materiali dovrete valutare se utilizzare il cemento, il telo pvc o il preformato.  Il primo è economicamente più impegnativo ma anche il più resistente, ideale per strutture di grandi dimensioni che sarebbero difficilmente realizzabili con le altre due soluzioni. </p><p>Se non siete esperti carpentieri vi consiglio di commissionare il lavoro a una ditta specializzata che vi consegnerà il lavoro “chiavi in mano”. Ma se preferite comunque tentare il fai-da-te, allora armatevi di pale e rastrello e iniziate a scavare! Avete scelto di realizzarlo con il telo in PVC?</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="760" height="452" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe.jpg" alt="Piccolo laghetto per tartarughe acquatiche" class="wp-image-41500" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe.jpg 760w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe-768x456.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe-696x413.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe-1068x635.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe-706x420.jpg 706w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe-1920x1141.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/03/piante-laghetto-tartarughe-600x356.jpg 600w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /><figcaption><strong>Un piccolo laghetto per tartarughe acquatiche</strong></figcaption></figure><p>Disegnate il perimetro o segnatelo con uno spago e dei picchetti prevedendo di fare anche una canalina di scolo in caso di straripamento. Il telo offre più possibilità di adattare la forma e la portata alla vostra creatività. Iniziate a scavare dal centro e fate diversi terrazzamenti con differenti profondità fino alla superficie. </p><p>Questo lavoro vi consentirà di posizionare le piante acquatiche dando la possibilità alle tartarughe di poter uscire dall’acqua e di stazionare sui bordi vicino alla superficie. Quando fate il calcolo della profondità, prima di posizionare il telo (o il preformato), dovrete riempire il fondo con la sabbia realizzando così uno strato  protettivo. </p><p>A questo punto potete stendere il telo calcolando almeno 40 cm in più per i bordi che andranno coperti e/o tagliati dopo il riempimento. Finita questa fase inizierete a riempire lentamente il vostro laghetto sistemando le pieghe del telo man mano che si alza il livello d’acqua. Se, invece, avete optato per il preformato, oltre allo scavo, avrete anche la possibilità di realizzarlo sulla terra costruendo intorno una struttura in legno o mattoni.</p><h3 class="wp-block-heading">Dove comprare i materiali?</h3><p>Nei centri di giardinaggio e dai rivenditori presenti su internet potrete trovare, oltre a i teli in pvc e i preformati, i migliori sistemi di filtraggio a pressione appositamente studiati per i laghetti (scegliete quello della portata giusta) che, dotati di pompa sommersa, potrete posizionare sia al di sopra che al di sotto del livello del terreno. Ricordatevi che molto importante è anche il filtraggio biologico svolto dalle piante acquatiche con cui andrete ad abbellire lo specchio d’acqua. </p><p>In genere delimitate in una zona appositamente dedicata alla fitodepurazione tanto più se prevederete di utilizzare specie onnivore/erbivore (es. la Trachemis ssp, la Pseudemys spp, etc.) &#8211; per mezzo delle quali riuscirete a riprodurre un processo naturale che, attraverso reazioni biologiche derivate dall’azione combinata del materiale ghiaioso, del substrato e della flora acquatica, permette di purificare l’acqua. </p><p>Certo, ogni pianta ha proprietà diverse; molte piante galleggianti, per esempio, sono adatte a filtrare l’acqua dai metalli pesanti, altre invece tendono ad agire su nitrati o fosfati. In conclusione, in un laghetto ricco di piante acquatiche e con una superficie di almeno 10 mq si raggiungerà un equilibrio biologico stabile e duraturo nel tempo che permetterà di smaltire il carico organico di diverse tartarughe adulte.</p><h3 class="wp-block-heading">Quando allestire il laghetto per le vostre tartarughe?</h3><p>La stagione migliore per la costruzione del laghetto è, senza dubbio, poco prima dell’inizio della primavera; durante questo periodo, infatti, le piante escono dal riposo invernale e possono contare su un’energia vitale sufficiente per attecchire e svilupparsi al meglio. Infine, quando avrete terminato il vostro lavoro aspettate qualche settimana prima di  introdurre le tartarughe. Facendo così permetterete al ciclo biologico di stabilizzarsi.</p><p>Potrebbero interessarti altri <strong><a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli sulle Tartarughe </a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/allestire-un-laghetto-per-le-tartarughe-acquatiche/">Allestire un laghetto per le tartarughe acquatiche</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>La mia tartarughina d&#8217;acqua e cresciuta, dove la metto?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Feb 2021 18:40:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La tartarughina d&#8217;acqua viene venduta nei negozi di animali e a volte alle feste o sagre di tutta Europa (anche se è vietato). Non l&#8217;abbandonate la vostra tartarughina d&#8217;acqua, consegnatela al Tarta Club Italia! A cura di Agostino Montalti (Presidente Tarta Club Italia) Foto Tarta Club Italia Mamma me la comperi una tartarughina d&#8217;acqua? Mai [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La tartarughina d&#8217;acqua viene venduta nei negozi di animali e a volte alle feste o sagre di tutta Europa (anche se è vietato). Non l&#8217;abbandonate la vostra tartarughina d&#8217;acqua, consegnatela al Tarta Club Italia!</strong></p><p>A cura di <strong>Agostino Montalti (Presidente <a href="http://tartaclubitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarta Club Italia</a>)</strong> Foto Tarta Club Italia</p><h2 class="wp-block-heading">Mamma me la comperi una tartarughina d&#8217;acqua? </h2><p>Mai acquistare una tartarughina d&#8217;acqua a cuor leggero senza prima essersi ben documentati sulla sua etologia, quindi sulle sue esigenze reali. Per quando è giovanissimo, ma soprattutto per <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/la-mia-tartarughina-dacqua-e-cresciuta-dove-la-metto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">quando sarà adulto.</a></p><p>La mamma in quel momento non pensa cosa c’è dietro a questa tartarughina d&#8217;acqua che sembra fatta per essere regalata; grandi farm ricavano un enorme profitto e sono sempre ben attente ad anticipare le variazioni delle leggi adeguandosi a cambiamenti che in apparenza sembrano deleteri. Come ad esempio la nuova norma Europea (recepita in Italia dal Decreto Legislativo 230/2017), ma di questo parleremo più avanti.</p><p>Nella maggior parte dei casi il negoziante non avverte sul fatto che diventeranno grandi anche fino a 30-35 cm. Sicuramente avranno bisogno di un acquario di almeno 300 litri (in base al numero degli esemplari potrebbe essere necessario anche molto più grande). Attrezzature costose come grandi filtri, pompe, lampade a raggi UV-B, termostati e sistemi riscaldanti, ma consiglia come prima spesa una “bella vaschetta con la palma” e un barattolo di gamberetti secchi. La vaschetta con le palme dovrebbe essere vietata perché troppo piccola, senza filtro, senza illuminazione e senza riscaldamento. </p><h3 class="wp-block-heading">Problemi di salute </h3><p>Le tartarughine inizieranno ad avere problemi di denutrizione, il cui primo effetto sarà una ipovitaminosi A, con gravi effetti sugli occhi e sull’apparato respiratorio. L’alimentazione delle piccole tartarughine dovrebbe consistere in piccoli vermi, larve di zanzara, pezzetti di pesce d’acqua dolce, pezzettini di carne bianca successivamente anche verdure amare. </p><p>Ma per crescere correttamente hanno bisogno del sole che in un acquario è difficile da ricreare, se non con le migliori lampade artificiali, parecchio costose, che devono emettere calore, luce e raggi UV-B, che rimangono comunque una pallida imitazione del sole. </p><h3 class="wp-block-heading">Problemi di spazio</h3><p>Ovviamente una tartaruga allevata e alimentata correttamente in poco tempo crescerà e diventerà adulta, creando problemi di spazio. Nella maggior parte dei casi queste tartarughe dovrebbero essere acquistate solo se si dispone almeno di un piccolo laghetto esterno che permetta loro di effettuare il letargo invernale sul fondo, purché la profondità sia di almeno 50-60cm dal livello del suolo per scongiurare pericoli di congelamento. </p><h3 class="wp-block-heading">Una lunga sofferenza</h3><p>La realtà è che la stragrande maggioranza degli esemplari muore entro il primo anno di età e le altre solitamente sopravvivono in condizioni veramente difficili, che a lungo andare creano dei gravi problemi a livello degli organi interni, soprattutto a fegato e reni. </p><p>A volte, quando le condizioni sono veramente estreme, portano ad una malattia ossea conosciuta come MOM, che deforma il carapace, schiacciandolo nella parte più alta e centrale, dove è posizionata la colonna vertebrale, fino ad arrivare a piegare verso l’alto le parti esterni del carapace (vedi foto a sinistra).</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="758" height="431" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute.jpg" alt="Tartarughine d'acqua su una piccola zattera in mezzo al mare " class="wp-image-46642" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute-768x436.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute-696x395.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute-1068x607.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute-738x420.jpg 738w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute-1920x1091.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2021/01/tartatughe-cresciute-600x341.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption class="wp-element-caption">Tartarughine d&#8217;acqua su una piccola zattera in mezzo al mare</figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Una soluzione illegale</h3><p>A questo punto oltre ai problemi che creano in famiglia, per il cattivo odore dell’acqua e l’impegno necessario per allevare un animale che ha bisogno comunque di cure particolari. Cominciano a provocare frequentemente delle piccole ferite dovute a morsi e solitamente questi morsi sono la scusa per cercare di liberarsene, ma dove? </p><p>Qui si presenta il problema, in quanto la legge vieta l’abbandono di animali, regolato dall’articolo 727 del codice penale che cita: “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000,00 a 10.000,00 euro”. </p><p>Ora, se è vero che molti non sono a conoscenza di questa legge perché la maggior parte crede che sia applicata solo a cani e gatti, molti altri, pur conoscendola, non se ne curano e abbandonano gli esemplari nella prima fontana, laghetto o corso d’acqua che trovano, ignorando le conseguenze del gesto sul nostro fragile ecosistema. </p><p>Essendo una specie alloctona, inevitabilmente andrà a creare danni sotto diversi aspetti, come predazione di molluschi, anfibi, pesci, uova, uccelli, vegetazione e quant’altro gli capiterà a tiro, essendo specie molto vorace. </p><p>E quando abbandonata in ambienti naturali crea concorrenza alimentare alle nostre ormai rare Emys orbicularis, unica specie palustre autoctona italiana.</p><h2 class="wp-block-heading">Una legge Europea </h2><p>La Comunità Europea nel 2017 ha emanato una legge con annesso elenco delle specie invasive, fra cui ha inserito le tartarughe della specie Trachemys scripta (sono tre sottospecie: Trachemys scripta scripta, conosciuta come tartaruga americana dalle orecchie gialle, Trachemys scripta elegans, conosciuta come tartaruga americana dalle orecchie rosse e Trachemys scripta trostii). </p><p>La legge Europea convertita in legge nel 2017, dando possibilità di dichiararle entro agosto 2019, a condizione che non vengano cedute e non si riproducano. C’è da dire però che le leggi spesso arrivano in ritardo e non hanno gli effetti desiderati, come in questo caso. </p><p>In quanto le grandi farm  le hanno sostituite con altre simili, continueranno così acquisti sconsiderati,  abbandoni irresponsabili e i conseguenti danni in natura. La legge prevede delle deroghe e la possibilità per i singoli stati di inserire in elenco invasivi anche altre specie dove ve ne sia l’esigenza.</p><p>L’associazione Tarta-Club-Italia ha effettuato uno studio per riconoscere ed elencare le specie che si adattano al nostro clima, non prendendo in considerazione le specie rare. Che per gli alti costi difficilmente sarebbero vendute in grandi numeri, e sta cercando di spingere le autorità a inserire nell’elenco delle invasive circa altre 20 specie di tartarughe acquatiche alloctone.</p><p>Questo per evitare il vecchio errore di quando la legge italiana nel 2004 inserì le Trachemys scripta elegans (orecchie rosse) in un elenco di protezione. Che di fatto ha impedito la grossa vendita ma che le grandi farm hanno sostituito velocemente con le “cugine” Trachemys scripta scripta (orecchie gialle). Le quali hanno le stesse caratteristiche di invasività, rendendo così inefficace il provvedimento.</p><h3 class="wp-block-heading">La legge italiana purtroppo ha previsto l’eradicazione delle specie invasive, ma senza che comportino delle spese per lo stato. </h3><p>Quindi la “patata bollente” è passata nelle mani delle regioni, che stanno trovando grossi problemi nel reperire centri di recupero qualificati; da autorizzare per il recupero delle specie acquatiche alloctone invasive, in quanto i tanti <strong>CRAS (Centri Recupero Animali Selvatici).</strong> Vedendosi negare fondi per attrezzarsi e mantenere le tantissime tartarughe acquatiche che sono da recuperare, si rifiutano di diventare centri autorizzati.</p><p>In Italia il <strong>Centro Recupero Tartarughe Acquatiche Alloctone</strong> più qualificato è quello del <strong>Tarta Club Italia</strong>. Da oltre 14 anni ritira esemplari di tutte le specie dannose all’ecosistema, in collaborazione con <strong>l’AUSL della Romagna</strong> e il <strong>Consorzio di Bonifica della Romagna.</strong></p><p>Dopo averle analizzate sono inserisce in un bacino di 3500mq (7500 mc) e controllate h24 da volontari che se ne prendono cura. (<a href="http://www.tartaclubitalia.it/index.php/webcam" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow">http://www.tartaclubitalia.it/index.php/webcam). </a></p><p>I ritiri avvengono nella sede dell’AUSL di Forlì, rispettando il calendario che è sul portale www.taraclubitalia.it . </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/la-mia-tartarughina-dacqua-e-cresciuta-dove-la-metto/">La mia tartarughina d&#8217;acqua e cresciuta, dove la metto?</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Tartarughe domestiche o selvatiche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Dec 2020 09:41:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[TARTARUGA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avere come pet un cane o un gatto non lascia dubbi: siamo di fronte a un animale domestico, ma le tartarughe come possiamo capire se sono domestiche o selvatiche? Un bravo proprietario che ama questi animali le sa riconoscere come tutti riconosciamo il cane e il gatto. Ed è pronto a offrirgli attenzioni e tutto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Avere come pet un cane o un gatto non lascia dubbi: siamo di fronte a un animale domestico, ma  le tartarughe come possiamo capire se sono  domestiche o selvatiche?  Un bravo proprietario che ama questi animali le sa riconoscere come tutti riconosciamo il cane e il gatto. Ed è pronto a offrirgli attenzioni e tutto il suo amore.</strong></p><p>A cura del <strong>Dott. Vincenzo Aquaro</strong> <strong><a href="http://www.tartaclubitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarta Club Italia</a></strong></p><h2 class="wp-block-heading">Selvatica da sempre</h2><p>D&#8217;altra parte cane e gatto con noi condividono non solo il sangue caldo, il pelo e l&#8217;essere dei mammiferi amanti di coccole e interazioni sociali. Ma si sono fatti un bel pezzo di storia evolutiva a stretto contatto con l&#8217;uomo; che li ha plasmati rendendoli parecchio diversi dai loro antenati selvatici. </p><p>I gatti hanno iniziato a frequentare l&#8217;uomo circa 5000 anni fa e il lupo, che stava già diventando cane, ha stretto la sua proverbiale amicizia con noi bipedi almeno 14.000 anni fa (c&#8217;è chi ipotizza addirittura 135.000 anni fa!).</p><p>Ma una <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">tartaruga</a>, sostanzialmente invariata da milioni di anni, è, e resta, un animale selvatico a tutti gli effetti. Solo recentissimamente si è “prestata” alla cattività, ma che risponde a regole ancestrali di vita e di comportamento. Le stesse regole di quando i suoi antenati videro prima diversificarsi e poi estinguersi quel bizzarro gruppo di “lucertole terribili” che adesso noi chiamiamo dinosauri.</p><h2 class="wp-block-heading">Le tartarughe domestiche o selvatiche  non sono esattamente pet</h2><p>Per i nostri antenati preistorici le interazioni con le tartarughe erano dovute a due principali funzioni; alimentarsi della loro carne e riciclare la loro corazza per farne qualche tipo di strumento, entrambe pratiche tutt&#8217;ora tristemente diffuse in alcune parti del mondo.</p><p>La sostanza di questa premessa è che non avrebbe senso trattare una tartaruga “domestica” come un cane o una gatto. Ma, per non farla soffrire, bisognerebbe porre la massima attenzione a ricreare un piccolo ecosistema in cui possa svolgere le sue faccende tartarughesche. Dobbiamo stare solo attenti a qualche piccolo dettaglio che, avendo deciso di prenderci cura di questo essere vivente, è bene tenere a mente.</p><h3 class="wp-block-heading">Regole per una sana convivenza</h3><p>Ridurre al minimo il contatto fisico e soprattutto mantenere delle norme igieniche ferree. Sono infatti possibili scambi indesiderati di patogeni sia dalle loro feci alle nostre mucose, sia dalle nostre mucose alle loro. Quindi niente bacini! </p><p>Rispetto a una<a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> tartaruga selvatica</a>, di terra o d&#8217;acqua che sia, se detenuta in ambiente controllato rischia di annoiarsi. Per cui è bene arricchire le strutture di allevamento con dei piccoli accorgimenti, noti appunto come “arricchimenti ambientali”. I quali servono a stimolarne i sensi e a non appiattire la routine. </p><p>Può trattarsi di una piccola montagnola da scalare per tenersi in esercizio, un cumulo di rami secchi in cui infilarsi, o dei piccoli problem solving di tanto in tanto (una leccornia appesa a un filo). Sicuramente la presenza di piante vive scelte con sapienza è uno degli arricchimenti migliori. Anche il semplice spostamento di alcuni elementi di arredo del recinto/laghetto può essere uno stimolo molto utile.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="640" height="395" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha.jpg" alt="Immagine di una tartaruga selvatica di mare" class="wp-image-53256" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha.jpg 640w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha-768x474.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha-356x220.jpg 356w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha-696x429.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha-1068x659.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha-680x420.jpg 680w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha-1920x1185.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/06/tartarugha-600x370.jpg 600w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /><figcaption class="wp-element-caption"><strong>Tartarughe domestiche o selvatiche</strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Dare dello spazio sempre più grande possibile</h3><p>Per quanto lo spazio a disposizione sia grande è praticamente automatico che i parassiti a ciclo oro-fecale aumentino sempre di più in cattività. Sia che si tratti di vermi intestinali sia che si tratti di protozoi. Per cui sarà buona pratica effettuare periodici esami delle feci, che non costano molto e che danno indicazioni utilissime su eventuali trattamenti da effettuare per tenere bassa o, in alcuni casi, annullare la carica infestante sia negli animali che nell&#8217;ambiente in cui vivono.</p><p>Affidarsi a un veterinario, esperto di questi animali così particolari, non è una banalità e può essere anzi fondamentale per farsi guidare nella corretta gestione della propria tartaruga. </p><p>Personalmente consiglio almeno una visita clinica all&#8217;anno e idealmente due: una al risveglio e una prima del letargo. Purtroppo è facile anche incappare in consigli tecnicamente sbagliati, per cui come sapere chi ascoltare? Diffidate da due categorie fondamentali: gli allevatori che si improvvisano veterinari e i veterinari che non hanno mai allevato.</p><h3 class="wp-block-heading">In conclusione</h3><p>Due parole conclusive le spendo per le vere tartarughe selvatiche, creature meravigliose che nonostante deforestazione, bracconaggio e inquinamento continuano a impreziosire gli oceani, le giungle, i deserti e i boschi nei posti più disparati del pianeta. Lasciomole stare lì dove sono e continuiamo ad ammirare l&#8217;ostinazione con cui resistono in questo mondo che noi, purtroppo, continuiamo a distruggere. L&#8217;hanno già fatto coi dinosauri, saranno in grado di sopravvivere all&#8217;uomo?</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/tartarughe-domestiche-o-selvatiche/">Tartarughe domestiche o selvatiche</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Cosa fare per il letargo delle tartarughe</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 14:35:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Attenzione al letargo delle tartarughe: sia terrestri che acquatiche, che si possono allevare in cattività, esistono due grandi categorie: le tropicali, e le cosiddette rustiche. A cura del Dott. Vincenzo Aquaro (Tarta Club Italia) Foto di Agostino Montalti e Maria Grazia Natalizio Le tropicali provengono da climi caldi e durante l&#8217;inverno devono essere mantenute al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Attenzione al letargo delle tartarughe: sia terrestri che acquatiche, che si possono allevare in cattività, esistono due grandi categorie: le tropicali, e le cosiddette rustiche.</strong></p><p>A cura del Dott. <strong>Vincenzo Aquaro</strong> (<a href="http://tartaclubitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tarta Club Italia</a>) Foto di <strong>Agostino Montalti e Maria Grazia Natalizio</strong></p><p>Le tropicali provengono da climi caldi e durante l&#8217;inverno devono essere mantenute al caldo, con lampade apposite e accorgimenti diversi per ogni specie.</p><p>Le cosiddette rustiche, invece, stagionalmente vanno incontro a un rallentamento del metabolismo che permette loro di resistere alle basse temperature invernali e di risvegliarsi in piena forma a primavera. </p><h2 class="wp-block-heading">Letargo delle tartarughe: una pausa ristoratrice</h2><p>È una fase particolarmente delicata, ma che non deve spaventare, anzi nelle specie rustiche il letargo, non solo è possibile, ma è altamente consigliato.</p><p>Nel lento ma cadenzato ritmo vitale di una tartaruga, la latenza invernale (letargo), equivale infatti a una sana dormita dopo una lunga giornata di lavoro; serve a recuperare le forze per prepararsi a una nuova stagione di attività.</p><p>Saltare il letargo può portare a gravi scompensi metabolici, crescita troppo rapida e precoce nei piccoli e disturbi nella riproduzione per gli adulti. Infatti è proprio durante la stagione invernale che le uova nelle femmine e gli spermatozoi nei maschi maturano, permettendo la nascita di nuovi tartarughini.</p><h3 class="wp-block-heading">Errori da non commettere per il letargo delle tartarughe</h3><p>Spesso si tende a far saltare i primi letarghi alle tartarughine molto piccole, pensando che non siano ancora pronte, specialmente se sono nate in ritardo (ad esempio a ottobre) perché non hanno accumulato sufficienti riserve per la lunga stagione invernale.</p><p>Questo è un errore: si deve invece pensare che sia nelle testuggini (<strong>Testudo hermanni, T.graeca</strong>), sia in molte specie acquatiche (<strong>Emys orbicularis, Trachemys scripta</strong>) i piccoli sono in grado di svernare addirittura dentro l&#8217;uovo, rimandando la schiusa alla primavera successiva. </p><p>Per cui, nelle giuste condizioni, non c&#8217;è motivo per impedire, anche ai baby nati da pochi giorni, di assecondare il ritmo della natura e andare tranquillamente in latenza.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="758" height="457" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/10/letargo-tartatughe-nascosta-tra-erba.jpg" alt="La fase del letargo per la tartaruga è molto particolare" class="wp-image-44875" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/10/letargo-tartatughe-nascosta-tra-erba.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/10/letargo-tartatughe-nascosta-tra-erba-768x463.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/10/letargo-tartatughe-nascosta-tra-erba-696x420.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/10/letargo-tartatughe-nascosta-tra-erba-1068x643.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/10/letargo-tartatughe-nascosta-tra-erba-1920x1157.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/10/letargo-tartatughe-nascosta-tra-erba-600x361.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><strong>Tartaruga nascosta tra l&#8217;erba</strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Condizioni ambientali</h3><p>Certamente per assecondare questo istinto naturale è bene che anche le condizioni ambientali siano più naturali possibili. Gli animali allevati in recinti o laghetti all&#8217;aperto troveranno più facilmente il loro rifugio preferito. </p><p>Per le terrestri, un bello strato di foglie secche o paglia sparsi dopo le prime gelate sopra i punti che gli animali hanno scelto per ibernare creerà un isolamento termico a prova di neve e manterrà la giusta umidità ambientale. Cosa impossibile da ottenere, ad esempio, su un balcone (troppo ventilato!).</p><p>Per le acquatiche, il fondo melmoso del laghetto è sicuramente l&#8217;ideale, ma, in alternativa, si può scegliere di far passare l&#8217;inverno in una vaschetta con poca acqua in una stanza non riscaldata, ad esempio un garage. </p><p>Questa soluzione è adottabile anche per le terrestri, avendo cura di metterle in scatole con paglia/foglie da nebulizzare di tanto in tanto. La temperatura durante la latenza dovrà oscillare tra i 4 e i 10 °C. </p><p>L&#8217;errore in assoluto più grave è quello di tenere le tartarughe in casa durante l&#8217;inverno, a temperature superiori ai 10°C e con un&#8217;umidità ambientale bassissima. Questa situazione, specialmente nei piccoli, porta spesso alla morte poco dopo il risveglio primaverile.</p><h3 class="wp-block-heading">Preparazione al letargo</h3><p>Quando le ore di luce diminuiscono e le giornate si accorciano le nostre beniamine iniziano autonomamente a mangiare di meno e dormire di più. Sarà nostra cura assicurarci che siano in buono stato di salute, magari facendo fare un controllo a un veterinario esperto. </p><p>A questo punto, nel caso delle tartarughe terrestri, è consigliato un bel bagno idratante in acqua bassa prima di metterle nelle condizioni di cercarsi il giaciglio preferito.</p><h3 class="wp-block-heading">Eccezioni</h3><p>Le uniche eccezioni al regolare svolgimento del letargo sono la residenza in zone di alta montagna e lo stato di salute non ottimale. </p><p>Nel primo caso è opportuno optare per un letargo controllato. Nel caso di patologie in corso, si provvederà al ricovero forzato per risolvere il problema e non rischiare di far morire l&#8217;animale durante l&#8217;inverno.</p><p>Se hai letto questo articolo può interessarti anche <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Tutto sulle Tartarughe </a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/tartaruga/cosa-fare-per-il-letargo-delle-tartarughe/">Cosa fare per il letargo delle tartarughe</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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