Integratori alimentari un aiuto in piú

Tra i tanti prodotti per animali che possiamo trovare in commercio, sia nei negozi di animali, sia nelle farmacie, passando per il vastissimo mondo di internet, ci sono tantissime varietà di integratori alimentari per cani e gatti destinati alle esigenze più diverse dei nostri animali.

A cura del Dott. VALERIO GUIGGI – Medico Veterinario Specialista in Ispezione degli Alimenti

Esistono tantissimi tipi di integratori alimentari

Una vera e propria giungla per chi si avvicina per la prima volta a questo prodotto senza una guida veterinaria specifica per il proprio animale; Una giungla nella quale possiamo trovare dei benefici, ma anche dei rischi, dipendenti soprattutto in una scelta sbagliata del prodotto. Che, solitamente, deriva da una scarsa conoscenza dello stesso.

In queste pagine cercheremo di capire cos’è un integratore, quando lo si deve utilizzare, qual è la logica da seguire nella scelta, e cercheremo di capire quali sono le grandi categorie di integratori che si possono trovare in commercio.


Il fine dell’articolo è quello di fornire una “mappa” per orientarsi e non quello di indicare a ciascuno l’integratore migliore. Per le necessità del proprio cane o gatto, la scelta finale può essere fatta solo da un medico veterinario dopo un’accurata visita clinica.

Cosa sono gli integratori alimentari?

Dal punto di vista legale, gli “integratori per cani e gatti” non esistono, e questo rappresenta già un grande scalino per comprendere la complessità della questione. Per la normativa, infatti, il termine “integratore” è riferibile solamente a prodotti destinati all’essere umano, che devono essere notificati al Ministero della Salute che ne controlla la qualità e gli effetti, nonché la correttezza delle dichiarazioni riportate in etichetta.

Nel mondo animale, gli integratori rientrano nella vasta categoria degli “alimenti complementari”, che comprendono tantissimi prodotti diversi: sono alimenti complementari le vitamine e i minerali, così come gli Omega-3 o le piante medicinali. Sono però alimenti complementari anche alcuni umidi per gatti, gli snack dentali per i cani, biscotti e premietti di varia natura, che non sono pensati in modo specifico per supportare la salute del cane o del gatto.

Non esistendo quindi una categoria precisa di prodotti definibili “integratori alimentari per cani e gatti”, l’unica cosa che possiamo fare è quella di suddividere gli integratori nelle grandi categorie in cui la legge suddivide gli integratori per esseri umani, per comprendere in generale quali tipologie di prodotti possono essere utili per le nostre necessità.

Che tipi di integratori alimentari per cani e gatti esistono?

Applicando (in modo, come dicevamo, un po’ forzato) le categorie degli integratori umani ai prodotti per cani e gatti, possiamo distinguere quattro categorie di integratori. In realtà, in umana ne esisterebbe una quinta, ovvero gli integratori per il supporto alla perdita di peso, che tuttavia non consideriamo dato, soprattutto, lo scarso utilizzo in veterinaria.

Integratori nutrizionali

La prima categoria di “integratori” che si possono trovare in commercio sono gli integratori propriamente detti, o integratori nutrizionali. Si tratta di una categoria che comprende poche molecole integrative, tutte essenziali per l’organismo del cane e del gatto. Comprendono le vitamine, i minerali, alcuni acidi grassi detti “essenziali” e gli amminoacidi.

Vengono definiti “integratori propriamente detti” perché hanno lo scopo di integrare nutrienti fondamentali quando questi non vengono assunti dall’alimentazione normale. Il loro scopo è quindi quello di prevenire le carenze nutrizionali, e sono utili solo in specifici casi; Quando l’alimentazione è carenziale (succede solitamente con le alimentazioni casalinghe) e quando alcune patologie impediscono il corretto assorbimento di alcuni nutrienti.

Nella maggior parte dei casi, ad esempio quando il cane o il gatto mangiano croccantini, non c’è nessun bisogno di usarli, in quanto gli “alimenti completi” contengono già tutti questi nutrienti: se li somministrassimo, sarebbero eccessivi e potrebbero essere eliminati dall’organismo senza alcuna attività, oppure, nei casi peggiori, potrebbero diventare tossici (ad esempio fornendo Vitamina A, Vitamina D, Zinco in eccesso).

Probiotici e prebiotici

La seconda categoria è costituita dai prebiotici e probiotici, integrazioni a sé stanti con scopo di equilibrare microrganismi che vivono nell’intestino del cane e gatto. I probiotici sono dei veri e propri microrganismi (non patogeni), che vengono mangiati dall’animale e proliferano nell’intestino dove producono molecole. Utili a togliere risorse ad eventuali batteri patogeni e a migliorare alcune specifiche condizioni legate (solitamente, ma non solo) a patologie gastrointestinali.

I prebiotici sono invece delle fibre, che non sono digeribili per il cane o il gatto, ma sono utilizzabili dai batteri: in pratica, rappresentano il “cibo per i probiotici”, e ne supportano lo sviluppo. Questa categoria di integrazioni è solitamente usata in corso di problemi gastrointestinali, ma la scelta del singolo prodotto viene effettuata dal medico veterinario caso per caso, perché come si può immaginare non sono tutti uguali.

Veterinaria che cerca di leggere istruzioni su una confezione di integratori

Botanicals

La terza categoria sono i botanicals, ovvero le integrazioni rappresentate da parti intere di piante. Alcune piante contengono infatti delle molecole che sono in grado, con meccanismi d’azione differenti, di modificare alcuni processi dell’organismo.

Alcuni esempi semplici sono il tarassaco o il finocchio, con azione diuretica, o il cardo mariano con azione epatoprotettiva. Sono integratori che supportano la funzionalità degli organi ma, come vedremo tra poco, non sono farmaci e non devono essere utilizzati in loro sostituzione.

La quarta categoria

La quarta e ultima categoria è un grande gruppo rappresentato dalle altre sostanze ad azione fisiologica. Tra le quali troviamo molecole che possono essere di origine animale, oppure vegetale (non sono parti di pianta intera, che fanno parte della categoria precedente). Fanno parte di questa categoria le integrazioni di Omega-3, i flavonoidi, la melatonina, i fosfolipidi, il colostro, la glucosamina.

Si tratta sia di molecole singole (come l’Acido Eicosapentaenoico, un Omega-3), sia di sostanze complesse (come il colostro), che possono variare per quantitativo di sostanza attiva e, di conseguenza, per la loro attività.

Per questo motivo, l’utilizzo di queste integrazioni è subordinato per prima cosa alla scelta dell’integratore stesso (un’integrazione che contiene 100 mg di molecola attiva sarà ben più efficace di un integratore che ne contiene 1 mg!). Secondariamente, alla scelta del dosaggio necessario per supportare una specifica condizione, scelta che viene effettuata dal medico veterinario previa valutazione della singola condizione.

Scelta ponderata e specifica

Da notare come nessuna di queste integrazioni sia necessariamente “buona”, e ciascuna costituisca un aiuto specifico per una determinata condizione; un esempio molto semplice, un integratore dotato di attività lassativa sarà utile in un cane che soffre di stitichezza, ma non se soffre di diarrea!

Gli integratori possono costituire un supporto nell’affrontare specifiche condizioni, ma solo se scelti nella condizione giusta e, soprattutto, non possono sostituire un farmaco.

Che differenza c’é tra un integratore e un farmaco?

Una credenza comune riportata da molti proprietari vuole che l’integratore è un supporto di origine naturale, quindi non può nuocere all’animale; mentre il farmaco è di origine sintetica e pertanto, oltre ai benefici, ha anche degli effetti collaterali.

Questo è sbagliato per vari motivi, per prima cosa perché gli integratori possono essere (anzi, spesso sono, ad esempio le vitamine) di origine sintetica, così come molti farmaci sono di origine naturale (viene direttamente estratto il principio attivo dall’organismo che lo produce).

Ma soprattutto, nella cura di una patologia, il farmaco deve rispettare, per essere immesso in commercio, criteri di qualità, sicurezza ed efficacia. Cosa che l’integratore non è tenuto a rispettare (per l’integrazione è necessario rispettare solo i requisiti di sicurezza).

Questo fa sì che un farmaco fornito da un medico veterinario, con la necessaria prescrizione, sia un supporto sicuramente e immediatamente valido per la patologia del cane o del gatto laddove l’integratore si limita ad essere un “supporto”.

L’integratore non cura, ma mantiene l’organismo nelle condizioni migliori per far funzionare al meglio le terapie farmacologiche. Oppure, nell’individuo sano, per evitare la ricomparsa di patologie alle quali quel soggetto è sottoposto.

Da qui risulta chiaro, in alcune occasioni (per esempio le patologie gravi) ci sia necessità di farmaci mentre l’integrazione sia relegata alle situazioni più leggere. L’aspetto basilare rimane, comunque, sempre uno: poiché le integrazioni sono di libera vendita, è importante prima dell’acquisto confrontarsi sempre con il proprio veterinario di fiducia. In quanto le integrazioni potrebbero portare anche effetti avversi nel proprio animale.

Per essere effettivamente un aiuto in più, è importante conoscere bene sia l’integratore che, soprattutto, il proprio animale.

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