Cani e gatti anziani

Il continuo progresso della medicina veterinaria e l’attenzione dei proprietari verso i propri pet anziani consentono a un sempre maggior numero di cani e gatti di raggiungere l’età geriatrica.  Durante questa fase della vita è possibile assistere a diversi cambiamenti fisici, comportamentali e delle funzionalità organiche.

Rubrica a cura di ANMVI Articolo del Dott. Alessio Arbuatti Medico Veterinario

Consigli per una vita da senior

L’invecchiamento non è una patologia, ma uno stato fisiologico naturale caratterizzato da una fragilità generalizzata (quello che gli esperti chiamano “fragilità omeostatica”).

Sentinelle

Questa fragilità può predisporre a specifiche patologie e questo è il motivo per il quale cani e gatti anziani richiedono un’attenzione ancora maggiore da parte dei proprietari.


Questi devono essere formati ed educati dal medico veterinario curante affinché diventino delle vere e proprie “sentinelle”, capaci di riconoscere ogni segnale o comportamento inusuale del cane e del gatto.

Il corpo che cambia

Come nell’uomo, anche nei pet l’ingresso nell’età senile è accompagnato da progressive modificazioni fisiche e metaboliche. Si assiste ad esempio a una diminuzione volumetrica e in termini di elementi cellulari dei tessuti magri (muscoli) a favore di un aumento della deposizione del grasso corporeo.  Si osservano poi una riduzione dell’attività fisica, un aumento della fragilità ossea, una diminuzione della motilità intestinale e della capacità di risposta immunitaria, solo per citare gli aspetti più comunemente diffusi.  Anche dal punto di vista comportamentale non è raro assistere a segnali e sintomi che devono essere analizzati con cura per capire se la loro comparsa possa essere legata alla senescenza, a patologie fisiche o abbia una base comportamentale.

Età e geriatria

Quando è possibile definire anziano un cane o un gatto? Non è semplice generalizzare poiché la razza, la cura e l’alimentazione influiscono sul raggiungimento più o meno precoce di questo periodo.

Quanto vive un Cane

Uno dei parametri più spesso utilizzati nelle specie canina è la relazione peso-età. Esemplari fino a circa 10 kg di peso possono considerarsi pazienti geriatrici a partire da i 9-10 anni d’età, periodo che scende man mano aumenta la taglia. Nei cani di razza gigante oltre i 40 kg, ad esempio, il range è tra 6-8 anni d’età.  

Quanto vive un Gatto

Nei gatti anziani invece la fascia d’età che corrisponde all’inizio della senilità è tra 7 e 11 anni, con differenze tra razza e razza e in relazione alla gestione del felino.

Il veterinario come figura chiave per il Gatto o il cane anziano

Età differenti, necessità veterinarie differenti. Per assicurare al proprio pet una vecchiaia in salute è fondamentale affidarsi al proprio veterinario curante.

In base allo stato di salute e allo stile di vita saranno pianificati una serie di check up periodici e/o visite specialistiche personalizzate. Visite cliniche complete, esami del sangue e delle urine, sono tra i controlli di base più comuni. Proprio la delicatezza di questo momento fisiologico impone infatti molta attenzione anche nei confronti degli esemplari in buona salute.

Prevenire e/o minimizzare le conseguenze del progressivo naturale invecchiamento o della comparsa di patologie tipiche dell’età geriatrica è la chiave di volta per una serena vecchiaia. In questi esemplari si mette in atto dunque una vera e propria medicina preventiva volta a monitorare lo stato di salute, riconoscere precocemente modificazioni para-fisiologiche, patologiche e intervenire per tempo.

Anche la scelta di una eventuale terapia veterinaria potrà essere personalizzata e in taluni casi rivelarsi differente da quella destinata a esemplari giovani o maturi, sia in termini di scelta di molecole sia di posologia (dose e modalità di somministrazione), per tale motivo bisogna seguire solo quanto prescritto dal veterinario curante.

Occhi aperti

Tutti gli apparati possono andare incontro a una naturale diminuzione della funzionalità a causa dell’invecchiamento, inoltre, la riduzione della risposta immunitaria può esporre maggiormente cani e gatti anziani agli agenti patogeni.

In età avanzata alcune condizioni sono più facilmente osservabili, ad esempio le patologie dentali come le parodontiti (gengiviti, retrazioni gengivali e perdita dei denti) che, se non diagnosticate in tempo, possono condurre a una diminuzione del consumo dell’alimento con conseguenti ripercussioni organiche.

Menù

Un’alimentazione corretta per il pet senior deve essere scelta solo sotto consiglio veterinario, selezionando con attenzione le materie prime (senza dimenticare i soggetti allergici e quelli intolleranti), valutando le percentuali proteiche, lipidiche, glucidiche e di fibre contenute.

L’attività di un cane anziano non può essere infatti paragonabile a quella di un esemplare giovane, sia in termini di attività fisica sia di metabolismo di base. L’obesità è infatti una condizione non rara tra i soggetti in età geriatrica e può tradursi anche in problemi articolari.

L’attività di un cane o di un gatto anziano non può essere paragonabile  a quella di un esemplare giovane.

Con l’avanzare dell’età, non sono rare le alterazioni e le patologie a carico degli organi endocrini come la tiroide (specie nel gatto) e all’asse ipotalamo-ipofisi-surrene.

Esami? Sì, grazie

La funzionalità epatica, quella pancreatica e quella renale dovranno essere tenute sempre sotto controllo, al pari di quella cardiovascolare e respiratoria.

Se per i pet cardiopatici sarà importante continuare a seguire una terapia mirata, una visita cardiologica è fondamentale anche per quegli esemplari che non hanno in apparenza mai mostrato alcun sintomo cardiovascolare evidente. Con il trascorrere degli anni la pompa cardiaca può essere infatti soggetta, tra l’altro, a una diminuzione della funzionalità, a fibrosi delle valvole e modificazione del volume, mentre i vasi sanguigni alla deposizione di placche aterosclerotiche.

Funzionalità corretta

Nei cani anziani maschi, così come nell’uomo, condizioni quali l’ipertrofia prostatica, facilmente diagnosticabile attraverso un esame clinico ed ecografico, mostrano una maggior frequenza in età geriatrica.

Allo stesso modo è fondamentale tenere sotto controllo la corretta funzionalità renale attraverso periodici esami e comunicando al veterinario ogni sintomo riconducibile a un’alterazione della minzione e al consumo d’acqua.

Passeggiate in sicurezza

Con l’avanzare dell’età anche le capacità sensoriali (vista e udito in primis) diminuiscono. Talora il proprietario si accorge che qualcosa non va dai comportamenti in passeggiata o in casa, tutti segnali molto utili per una diagnosi precoce veterinaria.

La corretta funzionalità articolare garantisce anche all’anziano la possibilità di una passeggiata in sicurezza, per questo motivo un esame ortopedico di base è fondamentale per poter riconoscere eventuali lesioni e patologie legamentose, tendinee e ossee, intervenendo per tempo su quelle trattabili.

Piccole attenzioni (ma importanti)

Il pet anziano è in genere abitudinario e quindi ogni cambiamento nei suoi spazi vitali deve essere apportato con gradualità, facendo attenzione alle sue reazioni.

Un proprietario attento deve inoltre considerare anche il naturale ciclo annuale delle stagioni e di conseguenza evitare al proprio pet il freddo e il caldo intensi, preferendo, per le passeggiate, le temperature miti e gli orari più freschi in estate e più caldi in inverno (magari anche con un cappottino addosso).

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