Maternita e cuccioli: cosa è necessario sapere

Maternità e cuccioli cosa sapere deglii amici a quattro zampe, è una immensa fortuna, e una grande opportunità per apprezzare i nostri amici come genitori

A cura della Dott.ssa CHIARA PASSALACQUA PhD, Medico Veterinario Esperto in comportamento

La maternità è un passo importante anche per i nostri animali

Consente loro di arrivare alla piena maturità dal punto di vista comportamentale. Non tutti i cani e gatti di appartamento hanno questa opportunità perché, pur essendo un momento felice, non è di facile gestione per i loro proprietari.

Informazioni “tecniche” su maternità e cuccioli

La gravidanza del cane e del gatto dura circa 2 mesi, con una medi di 62 giorni per il cane e 64 per il gatto. Cani e gatti partoriscono in maniera naturale senza interventi esterni, a meno che non vi sia una distocia, ossia un problema allo svolgimento del parto.

Complicazioni nel parto


Le distocie nel cane rappresentano circa il 5% e colpiscono in particolare razze “toy” e “brachicefaliche”, in particolare Chihuahua, Bulldog francese e inglese, Carlino, Cavalier King Charles spaniel sembrano essere le razze piu coinvolte.

Per quanto riguarda il gatto, la percentuale di parti distocici è leggermente inferiore, ossia intorno al 3% e la razza piu interessata sembra essere il Devon Rex.

In caso di complicazioni rilevanti, il pet andrà incontro, molto probabilmente, ad un parto difficile. Sarà necessario, quindi, rivolgersi al proprio veterinario che valuterà con una visita clinica le condizioni di madre e feto e deciderà, in base alle loro condizioni, se intervenire con una terapia medica oppure se debba essere necessario eseguire un parto cesareo.

Se la gravidanza è trascorsa senza problemi, possiamo auspicare in un parto in condizioni “normali” che potrà essere gestito dal proprietario. Sarà, comunque, obbligatorio approntare una sala parto che dovrà avere una serie di caratteristiche specifiche.

La sala parto

Deve essere situata in una stanza tranquilla ma conosciuta e frequentata dalla futura madre. Il microclima (temperatura, umidità e velocità dell’aria) così come l’illuminazione della stanza in cui si trova la sala parto devono essere sempre accuratamente tenuti sotto controllo.

È necessario che abbia superfici facilmente lavabili e che sia in grado di isolare termicamente i cuccioli dal pavimento della stanza. Per evitare lo schiacciamento dei piccoli, è utile che sulle pareti laterali della struttura vi siano delle sporgenze, che tengano la madre distaccata dai pannelli.

Sul fondo possono essere poste alcune traversine o un asciugamano di cotone in modo che i cuccioli non si procurino lesioni durante gli spostamenti. La sala parto deve essere fatta in modo tale che i cuccioli non possano allontanarsi troppo dalla madre: i piccoli, infatti, hanno una termoregolazione imperfetta e mantengono costante la propria temperatura interna grazie al contatto con il corpo della madre. Allo stesso tempo la sala parto deve essere abbastanza spaziosa cosicché la madre possa muoversi agevolmente e l’allevatore (o i membri dalla famiglia) possa facilmente manipolare i cuccioli.

Un distacco graduale dalla madre

Per la femmina, quando lo ritiene necessario, deve essere sempre possibile interrompere il contatto con i propri cuccioli. In realtà, nei primi giorni dopo il parto, sia il cane che il gatto, trascorrono molto tempo nella sala parto e si allontanano mal volentieri anche solo per svolgere le loro necessità fisiologiche.

A partire dalla seconda settimana la madre comincia ad assentarsi più spesso, accorrendo però velocemente in occasione dei vocalizzi dei cuccioli. Quando i cuccioli cominciano a fare i propri bisogni spontaneamente e a camminare, la sala parto deve essere ampliata.

Canina con i suoi cuccioli che si stanno allattando

Ad ognuno il suo

Quando inizia lo svezzamento alimentare, è consigliabile somministrare cibo solido in più ciotole, anziché in un unico grande contenitore. La presenza di un’unica grande ciotola comune potrebbe favorire nei cuccioli la competizione e la difesa della risorsa. I cuccioli, crescendo, iniziano ad allontanarsi sempre più dal “nido” per sperimentare esperienze nuove, è quindi opportuno fornire loro substrati ed oggetti che facilitino il movimento e l’esplorazione.

Le nuove situazioni vissute dal cucciolo dovrebbero essere sempre caratterizzate da emozioni positive, come la gioia. La madre funge sempre da centro referenziale ed ha la naturale funzione di sostenere, accompagnare ed incoraggiare nel suo percorso esplorativo ed esperienziale. Per questo motivo è di basilare importanza che la mamma cane o gatto sia un individuo equilibrato affinchè possa trasmettere emozioni positive alla propria cucciolata.

Chi ben comincia…

Per migliorare la tolleranza al contatto è necessario manipolare i cuccioli molto delicatamente ed unicamente nei periodi di veglia, per non interferire con la produzione di ormone della crescita (prodotto soprattutto durante il sonno) e per non provocare stress ai piccoli.

Il contatto è bene che sia effettuato in presenza della madre, poiché la sua partecipazione attiva aiuta i cuccioli o i gattini, li sostiene nell’apprendimento e li aiuta a vivere con serenità ogni nuova esperienza.

Sviuluppo comportamentale del cucciolo

L’allevatore attento presenterà ai cuccioli una serie di stimoli tattili ed acustici con frequenza ed intensità “media”, in modo da favorire l’apprendimento degli stessi in modo corretto e graduale: una sovrastimolazione (ad esempio la musica ed alto volume) o una ipostimolazione (ad esempio il silenzio 24 ore al giorno) ostacolerebbero il corretto sviluppo comportamentale.

Lo sviluppo comportamentale viene suddiviso in una serie di periodi detti “periodi sensibili” al termine dei quali l’individuo avrà acquisito ed integrato tutto ciò che è necessario alla costruzione di quello che sarà il repertorio comportamentale.

Periodo prenatale

È il periodo che va dal 45° giorno gestazionale alla nascita. Solo recentemente, grazie all’apporto dell’indagine ecografica, è stato possibile inserire questa fase all’interno dello sviluppo comportamentale del cucciolo. In questo periodo il feto è sensibile agli stimoli tattili provenienti dall’esterno, ad esempio lievi palpazioni ripetute. Inoltre, esiste una sintonizzazione emozionale con la madre già da questo periodo, così come sembrano iniziare a svilupparsi delle preferenze alimentari.

L’allevatore o proprietario per prevenzione dovrebbe accarezzare dolcemente e regolarmente l’addome della femmina, in modo da favorire la tolleranza al contatto da parte dei cuccioli. In ogni caso è importante che la madre trascorra la gravidanza, il parto ed il post partum in un luogo tranquillo e conosciuto

E’ corretto fornire alla madre lo stesso alimento dei cuccioli, sia per supportare i suoi fabbisogni nutrizionali, sia per facilitarne il riconoscimento gustativo da parte dei cuccioli.

Gattina che allatta i suoi cuccioli

Periodo neonatale

Il periodo neonatale è costituito dai primi 15 giorni di vita. In questa fase, il sistema nervoso del cucciolo è ancora immaturo e la sua corteccia cerebrale non è ancora completamente formata. Il piccolo riesce a muoversi nello spazio ma con difficoltà, risponde lentamente agli stimoli esterni e non ha funzioni eliminatorie autonome.

Si forma il legame di attaccamento madre/cucciolo, favorito dai feromoni di adozione, molecole disciolte nel liquido amniotico che sono in grado di evocare e facilitare la comparsa delle cure parentali.

I primi riflessi

I cuccioli non hanno grandi attività e passano la maggior parte del tempo dormendo. Alcuni riflessi sono presenti: il cucciolo riesce a trovare il capezzolo per nutrirsi e ad usare le zampe per favorire la fuoriuscita del latte (“riflesso di intrusione”).

L’eliminazione di urine e feci viene aiutata con il “riflesso perineale”: alla fine della poppata lecca il cucciolo viene leccato dal genitore sui genitali e sull’ano per facilitare la minzione e la defecazione.

La madre accudisce i cuccioli leccandoli, stringendoli a sé e accorrendo ai loro richiami. Il suo ruolo genitoriale è molto importante e, come avviene per l’essere umano, è quello di trasformare le emozioni negative in positive. Cosi facendo la madre diventa una base sicura, e successivamente potrà essere un centro referenziale. Per questo motivo viene consigliato all’allevatore di lasciar dormire i cuccioli insieme e vicino alla madre.

Periodo di transizione

Il periodo di transizione va dal 15° al 21° giorno: gli occhi si aprono e lo sviluppo della corteccia si completa. Le ore di sonno diminuiscono ed il cucciolo inizia a perlustrare l’ambiente che lo circonda.

Periodo di socializzazione

Il periodo di socializzazione va dalla terza settimana al terzo mese di vita del cucciolo. È una fase molto complessa e fondamentale per la vita del cucciolo, che acquisisce comportamenti specifici (come l’autocontrollo) e le regole di comunicazione tra conspecifici e con gli esseri umani.

Progressivamente non sarà più disponibile l’allattamento “a richiesta” ed il cucciolo inizierà a fare i conti con il sentimento della frustrazione che imparerà a gestire con l’aiuto della madre. Parallelamente l’allevatore introduce il cibo per cuccioli per terminare lo svezzamento. I cuccioli inziano in fase (4-5 settimane) a fare giochi di lotta durante i quali si mordicchiano ed emettono vocalizzi.

Spesso capita che si sovraeccitino e che si mordano piu violentemente, provocando l’emissione di grida di dolore da parte del compagno di gioco. La madre in questi casi interviene educando i propri cuccioli: provoca l’interruzione del comportamento indesiderato prendendo il cucciolo delicatamente per la collottola o fermandolo a pancia in su per qualche secondo, ma immediatamente dopo lecca il piccolo e lo rilassa. Una volta che si sarà tranquillizzato, la madre innesca nuovamente il gioco in maniera corretta e insegnandolo ai piccoli.

In questa fase della crescita è fondamentale che i cuccioli interagiscano con il maggior numero possibili di stimoli esterni esplorando il mondo che li circonda. Comunicando con animali della stessa specie e non. Questa scoperta del mondo consente loro di interiorizzare le esperienze in maniera equilibrata e di non averne timore.

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