La FIP nel gatto: Peritonite Infettiva Felina.
A cura del Dott. MARCO SMALDONE – Medico Veterinario – Bari | Tel: 389 8064357
La Peritonite Infettiva Felina è una gravissima malattia del gatto. Colpisce in tutto il mondo e, in generale, tutte le specie di origine felina.
Questa patologia è identificata con l’acronimo FIP (Feline Infections Peritonitis). È sostenuta da un virus appartenente alla famiglia dei coronavirus (in questo caso quello felino) che si differenzia dal nostro fatidico Covid-19 e, per questo, non può essere trasmesso a noi esseri umani proprio perchè appartiende ad un ceppo differente e anche per la refrattarietà di specie.
La FIP di solito inizialmente causa solo effetti lievi, ma spesso muta nel virus della peritonite infettiva felina, che è sempre stata una delle malattie più temute, poiché una delle più letali per il gatto.
Per fortuna non è più così, grazie a recenti scoperte scientifiche questa malattia che in passato era considerata una incurabile oggi non fa più paura.
Sintomi comuni della FIP
Conosciamo meglio la FIP, partendo dai sintomi più comuni per poi analizzare come si trasmette.
Iniziamo dicendo che è una patologia virale che colpisce maggiormente i gatti giovani, al di sotto dei due anni.
I sintomi che solitamente insorgono inizialmente sono piuttosto vaghi, come: febbre; inappetenza; spossatezza; dimagrimento. Questi possono far pensare ad altre malattie ma, dopo alcuni giorni, di solito compaiono segni clinici decisamente più allarmanti, che manifestano le due forme cliniche tipiche della FIP: quella “umida” e quella “secca”.
Quando si evidenzia la forma “umida” della malattia, denominata anche “effusiva” (forma più grave), l’addome appare gonfio, a causa dei liquidi che si accumulano nel cavo addominale.
Spesso, la stessa cosa potrebbe verificarsi anche nel cavo toracico, causando concomitanti complicazioni dell’apparato respiratorio molto severe.
I sintomi che invece sono presenti nella FIP “secca” sono meno appariscenti. L’accumulo di liquidi in addome è piuttosto esiguo, mentre più evidenti sono altri sintomi quali: vomito; inappetenza; disidratazione; letargia.
Molti sono i casi in cui si potrebbero sviluppare infiammazioni a carico di altri organi, come polmoni, occhi e pelle. Quello che è comune nelle due forme di FIP è che, quando insorgono, i sintomi della malattia progrediscono rapidamente e, in pochi giorni o al massimo qualche settimana, decretano quasi sempre la morte dell’animale.

Un nuovo farmaco per vincere la FIP
Fortunatamente, oggi non è più così. Perché, come accennato precedentemente, di recente in America è stato scoperto un farmaco eccezionale. Si tratta di un antivirale considerato addirittura salvavita, perché pare abbia un’efficacia elevatissima: 93% dei soggetti trattati sono stati salvati. Purtroppo questo farmaco al momento non è ancora disponibile in Italia. Molti proprietari di gatti in caso di necessità sono costretti a procurarselo per vie traverse.
Nell’intento di regolamentare i trattamenti e contrastare il mercato illegale (oltre a garantire cure efficaci), nei mesi scorsi alla Camera dei Deputati si è tenuto una interrogazione parlamentare sulla FIP nei gatti.
La conferenza stampa moderata dall’onorevole Paolo Bernini dal titolo: “Salviamo i gatti dalla FIP. La cura c’è, ma è illegale” è stata organizzata con lo scopo di sollecitare il Ministero della Salute ad accelerare l’approvazione del farmaco. Alla conferenza stampa a Montecitorio, presentata dalla deputata Stefania Ascari, hanno partecipato anche esperti veterinari e associazioni animaliste.
I deputati che hanno firmato l’interrogazione chiedono al Ministero della Salute di valutare l’efficacia e la sicurezza del farmaco, sollecitando un riscontro veloce sulla sua autorizzazione, anche per interrompere o evitare il ricorso dei proprietari dei gatti malati al mercato illegale. In altre parole, l’interrogazione chiede di avviare un confronto con l’agenzia italiana del farmaco Aifa per accelerare sperimentazione e approvazione di un farmaco che già esiste.















