Sei miti da sfatare sulla cura e sul carattere del gatto

Miti-da-sfatare-sui-gatti

I gatti sono più di 7,3 milioni in Italia e, superando persino il cane, sono i pet più amati dalle famiglie. In questo articolo evidenziamo il carattere del gatto

A cura del Dott. Massimo Beccati Medico Veterinario Ca’ Zampa

Falsi miti che non rispecchiano il reale carattere del gatto.

Per questa ragione, gli esperti di Ca’ Zampa, hanno stilato i 6 miti legati alla sua cura e al carattere del gatto da sfatare. Si conosce sempre di più del mondo felino tuttavia, a dispetto di quanto comunemente si pensa, va seguito con molta attenzione in modo da garantirgli un completo benessere.

Per fare questo è opportuno ragionare in termini di prevenzione, così come si fa per la salute umana. Basti pensare che 1 gatto su 5 soffre di patologie legate al tratto urinario e per prevenire è sufficiente attuare piccoli accorgimenti, come l’adozione di una corretta dieta e l’analisi delle urine almeno 1 o 2 volte all’anno.

1 – I gatti che vivono in casa non corrono rischio di prendersi malattie


Anche se il gatto è casalingo e, teoricamente, ha meno probabilità di prendersi pulci e zecche rispetto agli animali che stanno all’aperto, non si può considerare completamente al sicuro. Questo perchè, quasi sicuramente, questi mici avranno l’abitudine rilassarsi sui davanzali, balconi, terrazze o garage. È quindi importante proteggerli durante tutto l’anno.

2 – Il gatto e un animale poco impegnativo

È vero che i gatti sono per loro natura indipendenti e spesso non mostrano i sintomi delle malattie, ma tutto questo non deve trarre in inganno. I suoi nemici più banali ma frequenti principali sono boli di pelo (che prova vomito) e parassiti (causa di prurito). È quindi importante verificare che i sintomi annessi non compaiano in maniera continuativa.

Bellissimo gatto grigio scuro in una foto in penombra

3 – Per il gatto basta una visita all’anno di controllo

Solo 1 proprietario su 4 fa visitare regolarmente il proprio gatto dal veterinario mentre 3 su 4 si fermano alle prime visite e vaccinazioni, quando i gatti sono cuccioli. È importante recarsi almeno due volte all’anno, ma soprattutto, è bene abituarsi a costanti controlli. Consiglierei un controllo delle urine almeno 1 o 2 volte all’anno, sia nei gatti maschi che nelle femmine. La sabbia preposta al raccoglimento delle urine è un sistema di controllo domestico che evita lo stress dell’analisi ambulatoriale che prevede quasi sempre la sedazione.

4 – Ama l’indipendenza

I gatti possono, in effetti, mostrare segni di malessere se sono infastiditi da confusione e schiamazzi domestici, ma non tutti. Può capitare che alcuni Mici non amano stare da soli per lungo tempo e per questo mostrano segni di ansia e agitazione quando sono lontani da qualcuno con cui hanno instaurato un forte legame. Questi disagi possono minare il benessere del nostro gatto e possono causargli perfino cistiti idiopatiche

5 – Quando fa le fusa vuole le carezze ma quando miagola…

È un pensiero comune ritenere che le sue caratteristiche fusa siano solo un segnale di benessere: a volte, non sono fuse ma miagolii sospetti, vocalizzazioni diverse. Tali comportamenti manifestano un senso di malessere e disagio spesso dovuto ad un momento di ansia o di dolore fisico.

6 – Vede al buio

Pur essendo degli animali notturni, i gatti non riescono a vedere nel buio più totale, ma hanno bisogno di una minima fonte di luce (penombra).
I loro occhi hanno un elevato numero di fotorecettori, detti “bastoncelli”, che in condizioni di oscurità gli permettono di assorbire una grande quantità di luce. Viceversa, la pupilla si restringe quando il fascio luminoso è abbagliante. È per questo che i gatti possono vedere al buio circa 6-8 volte meglio degli essere umani.

© Riproduzione riservata