Il mantello e la cute del cavallo

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Se un’alterazione della cute del cavallo, non risponde al trattamento o continua a ripresentarsi e opportuno parlare con il proprio veterinario che puo identificare con certezza il problema.

A cura di ANDREA BRIGNOLO Medico Veterinario

La cute è l’organo più esteso del corpo del cavallo.

Fornisce una barriera protettiva contro l’ambiente, regola la temperatura e gli conferisce il senso del tatto. A seconda della specie e dell’età, la pelle può essere dal 12 al 24% del peso corporeo di un animale ed è composta da 3 strati principali: l’epidermide (o strato più esterno), il derma (o strato intermedio) e il sottocute (o strato più interno). Altri componenti importanti includono le “appendici cutanee” (come capelli e zoccoli), i muscoli e il grasso sottocutanei.

Appendici cutanee

I follicoli piliferi, le ghiandole sudoripare e sebacee e gli zoccoli sono tutte appendici della pelle che crescono dall’epidermide e dal derma. I follicoli piliferi dei cavalli sono semplici: hanno un pelo che emerge da ogni poro.


La crescita dei peli è influenzata dalla nutrizione, dagli ormoni e dal cambio di stagione. Gli animali in genere perdono il pelo in risposta ai cambiamenti di temperatura e lunghezza del giorno, di solito all’inizio della primavera e all’inizio dell’autunno.

Le dimensioni, la forma e la lunghezza dei peli sono controllate dalla genetica e dagli ormoni. Anche le malattie, i farmaci, l’alimentazione e l’ambiente influiscono sulla salute del mantello.

Il mantello del cavallo

Protegge la cute del cavallo da lesioni fisiche e danni da luce ultravioletta e aiuta a regolare la temperatura corporea. L’aria intrappolata tra i peli secondari conserva il calore. Ciò richiede che i peli siano asciutti e impermeabili. Il mantello per il clima freddo di molti animali è spesso più lungo e sottile per facilitare la conservazione del calore.

Il mantello può anche aiutare a raffreddare la pelle, la versione estiva, infatti, ha peli più corti e spessi e meno peli secondari. Questo cambiamento anatomico consente all’aria di muoversi facilmente attraverso la peluria, facilitando il raffreddamento.

Ghiandole

Le ghiandole sebacee secernono una sostanza oleosa chiamata sebo che si distribuisce nei follicoli piliferi e sulla pelle. Sono presenti in gran numero vicino agli zoccoli, nella parte posteriore del collo, sulla groppa, intorno alla bocca e all’area della coda. Il sebo è importante per mantenere la pelle morbida, umida e flessibile. Dona lucentezza al mantello e ha proprietà antimicrobiche.

Le ghiandole sudoripare hanno il compito di regolare la temperatura corporea. Si trovano sulla maggior parte del corpo escluse le gambe. L’evaporazione del sudore dalla pelle è il principale meccanismo di raffreddamento del corpo per i cavalli.

Alterazioni della cute e del mantello del cavallo

Molte malattie e alterazioni del mantello e della cute del cavallo sono di rado molto gravi. È importante sottolineare però che, per trattare una condizione in modo efficace, è necessario sapere con certezza di cosa si tratta e alcuni problemi, che derivano da cause completamente diverse, possono sembrare notevolmente simili.

Le lesioni possono presentarsi in modi molto diversi con perdita di pelo, croste, prurito, noduli, sierosità o desquamazione e possono avere origine virale, batterica, fungina o essere espressione di intolleranze o allergie
Applicare sulla cute alterata un prodotto qualunque senza aver fatto una diagnosi può fare più male che bene. Unguenti pesanti come la vaselina, ad esempio, possono tappare i follicoli piliferi e molti rimedi casalinghi possono irritare la pelle.

Inoltre, i problemi cutanei persistenti raramente sono solo superficiali. Le malattie della cute del cavallo possono anche essere indicative di un sistema immunitario compromesso causato da una cattiva alimentazione, età o altre malattie. Sulla cute possono anche svilupparsi dei tumori.

Quindi, non importa quanto possa sembrare basilare il problema della pelle del cavallo, se non risponde al trattamento o continua a ripresentarsi è opportuno parlare con il proprio veterinario che può identificare con certezza il problema, suggerendoti un piano di trattamento che può includere anche cambiamenti nella dieta, nella gestione ed anche farmaci sistemici e trattamenti topici. C’è inoltre da tenere presente che diverse patologie cutanee dovute a batteri e funghi possono contagiare altri cavalli ed essere trasmesse anche all’uomo.

Nella foto una cavalla con il suo puledro
Cavalla con il puledro

Tra le più comuni alterazioni abbiamo:

La Dermatofilosi

Causata dal batterio Dermatophilus congolensis, che causa perdita di pelo, formazione di croste e squame, papule follicolari o pomfi, ed è a carattere stagionale. Sono più comunemente colpiti il dorso, le estremità distali degli arti o il muso .

La Dermatofitosi, la cosiddetta “tigna”, è causata da funghi ed è un’altra causa comune di perdita di pelo, formazione di squame e croste.

Follicolite

Ovvero l’ infiammazione dei follicoli piliferi è un’altra dermopatia dovuta a batteri, comune degli equini. Questa patologia è di solito secondaria ad un trauma cutaneo o ad altri insulti che compromettono l’integrità delle barriere o difese dermatologiche. Si manifesta con papule follicolari e pustole e la situazione progredisce verso ulcere crostose ed alopecia ed eventualmente anche noduli.

La Dermatite estiva recidivante (DER)

E’ un’ affezione che evolve sottoforma di casi sporadici: in un gruppo viene colpito un solo o qualche animale, ma mai il gruppo completo. È causata ad una sensibilità individuale alle morsicature di mosche del genere Culicoide ed è di difficile gestione.

Il principale sintomo è dato dal prurito, sempre presente e molto forte. Le lesioni sono differenti e possono variare anche da un soggetto all’ altro; queste differenze sono direttamente proporzionali alla intensità del prurito e alla presenza di fattori contingenti che possono influire sull’ auto traumatismo. Le lesioni si rinvengono sul capo, sul garrese, sulle spalle, sulla groppa, sul petto, nella regione addominale e alla base della coda.

È tipico nei soggetti colpiti l’aspetto della coda e della criniera: in questi due punti i crini appaiono spezzati, infeltriti o mancanti e la cute sottostante appare fortemente ispessita.

La Dermatite da pidocchi (pediculosi)

Può essere intensamente pruriginosa, facendo sì che un cavallo si sfreghi la testa fino al punto di perdere del pelo. Di solito interessa spalle e collo, nonché testa e base della criniera e coda. Le aree colpite sono fortemente pruriginose e possono anche presentare abrasioni e croste da sfregamento e possibilmente infezioni secondarie. Gli insetti appiattiti lunghi fino a 2-4 millimetri possono essere visibili se i peli vengono separati e la pelle esaminata in buona luce.

La Seborrea primaria (forfora)

Può essere secca o oleosa. Nella forma secca, piccoli “fiocchi” di pelle compaiono regolarmente, di solito alla base della criniera e della coda e sulla zona della circonferenza o, ovunque si accumuli sudore, possono apparire macchie simili a sabbia.

La seborrea oleosa causa grandi croste cerose, spesso sui gomiti, sui garretti o sulla parte inferiore delle gambe; quando vengono staccati, questi possono lasciare macchie glabre fino a diversi pollici di diametro. Il cavallo di solito non ha prurito o dolore. L’ereditarietà gioca un ruolo significativo nei casi di seborrea primaria ed è più comune negli arabi e nei purosangue.

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