Il mal d’orecchi nei cani

Si manifestano con arrossanebti, dolore e un prurito intenso: le otiti sono fra i disturbi che affliggono con più frequenza i nostri amici a quattro zampe.

Dott. MAURO BIGLIATI – Medico Veterinario

Gratta che ti passa

Indipendentemente dalla loro origine, che può essere quanto mai variabile, una caratteristica comune a tutte le infiammazioni auricolari è il grattamento sempre intenso, a volte forsennato, con cui il nostro amico cerca di lenire il fastidio, il prurito o il dolore che sempre accompagnano l’infiammazione.

In molti casi possiamo notare anche che la testa viene leggermente ruotata verso la parte malata. A volte può essere presente un arrossamento della parte interna del padiglione auricolare e spesso si percepisce anche a distanza un odore penetrante o addirittura nauseante provocato dalla presenza nell’orecchio di secrezioni patologiche.


In alcuni casi il nostro amico reagisce in malo modo alle nostre carezze, se queste vengono fatte vicino alla parte malata, a causa del dolore che possono provocare.  

In caso di otite associata ad atopia, è indispensabile capire cos’è che scatena la reazione allergica e quando possibile eliminarla dall’ambiente nel quale il nostro compagno vive. Per ciò che riguarda le forme di origine alimentare, le più frequenti, è necessario nutrire l’animale con diete ipoallergeniche o addirittura con le cosiddette “diete a esclusione”, che contengono un’unica fonte di proteine.

Forasacchi

Dopo aver individuato la presenza di una infiammazione auricolare, è indispensabile identificare la causa che l’ha provocata con un esame otoscopico. Nelle razze di cani con orecchie pendenti questa analisi può permetterci di individuare corpi estranei di origine vegetale (i cosiddetti “forasacchi”) che riescono a percorrere in brevissimo tempo tutta la lunghezza del canale auricolare fino ad arrivare al timpano.

Duri a morire

La terapia topica, cioè locale, è la base del trattamento di qualunque forma di otite. Innanzi tutto bisogna cercare di asportare quanto più possibile il materiale dal condotto uditivo mediante soluzioni otologiche capaci di sciogliere il cerume o lavaggi sotto pressione (fatti di solito sotto anestesia in quanto decisamente fastidiosi e a volte anche un po’ dolorosi), quindi si asportano gli eventuali corpi estranei presenti.

A questo punto è necessario curare le orecchie con gocce o unguenti per applicazione locale: disinfettanti e antibiotici, antifungini, antiinfiammatori e antiparassitari andranno applicati per più giorni fino alla risoluzione del problema, secondo le indicazioni del veterinario. Attenzione a non interrompere troppo presto il trattamento: le recidive sono sempre in agguato e rappresentano una evenienza tutt’altro che rara.

In caso di otite non bisogna assolutamente trascurare un esame generale del nostro paziente.

Puliti e contenti

Una costante pulizia e igiene dell’orecchio è la base di qualunque forma di prevenzione. L’estrazione manuale dei peli che spuntano dal condotto uditivo nelle razze predisposte (ad esempio Barboncini e West Highland White Terrier) è indispensabile per evitare pericolosi ristagni di cerume all’interno dell’orecchio.

Pulire settimanalmente il condotto auricolare ed eliminare cerume e impurità in eccesso è molto utile: apposite soluzioni detergenti sono disponibili e facilmente utilizzabili. Sono di solito preferibili le soluzioni a base oleosa, che sciolgono meglio i grassi di cui è composto in massima parte il cerume. Fate attenzione ai prodotti cosiddetti “autopulenti”: sono solitamente schiumogeni e piuttosto aggressivi sulla parete del condotto, per cui il loro utilizzo continuativo può risultare irritante.

Infine un controllo veterinario periodico è in grado di individuare precocemente anche lievi stadi infiammatori, e prevenire così l’insorgenza di otiti più gravi.

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