Ernia del disco nei cani: cause e rimedi

Malattia piuttosto frequente, l’erina del disco può colpire cani di qualsiasi età, sebbene alcune razze siano più predisposte di altre.

a cura Dott.ssa Valentina Taccini Medico Veterinario

Un Nemico da combattere

A seconda di dove è localizzata l’ernia del disco, nel cane porta sintomi più o meno gravi, da una semplice debolezza degli arti posteriori o anteriori alla zoppia o addirittura alla paralisi accompagnata a volte da disturbi della minzione o della defecazione. L’ernia può avere localizzazione cervicale, toracica, toraco-lombare, lombare e in base a ciò cambiano i sintomi: nell’ernia cervicale vengono interessati gli arti anteriori, nelle altre i posteriori.

Un Rimedio Passeggero per l’ernia nei cani

Spesso i cani con i sintomi tipici dell’ernia vengono trattati con cortisone e la sintomatologia sparisce; purtroppo in questo modo può essere che il problema si ripresenti poi in maniera più accentuata perché il soggetto, sollevato dal dolore grazie alla somministrazione del farmaco, è portato a fare movimenti e salti che possono favorire l’ernia del disco.

Intervento chirurgico per curare l’ernia del disco ai cani


In seguito ad ernia discale viene spesso consigliato l’intervento chirurgico, che ha lo scopo di eliminare la compressione che si viene a creare a livello del midollo spinale che è la causa della riduzione e perdita della locomozione e spesso anche della ridotta funzionalità di escrezione di urine e feci.

Ecco come usare i farmaci contro l’ernia nei cani

La protrusione discale invece, non necessita sempre un intervento chirurgico, ma può essere trattata con metodi conservativi, che prevedono farmaci e medicine complementari. Tra questi si rivelano molto utili e spesso risolutivi trattamenti con agopuntura, chiropratica, infiltrazioni con ossigeno-ozonoterapia in zona para vertebrale o intradiscale e, in un secondo momento, l’idroterapia.

Recupero Graduale dopo l’intervento all’ernia del disco

La fisioterapia del cane operato di ernia discale prevede il recupero della motilità del soggetto in modo graduale, con terapie manuali e strumentali. Il cane viene dapprima posizionato in stazione fisiologica sulle quattro zampe tramite l’uso di sospensori e palle, poi sottoposto ad esercizi propriocettivi con tavolette, ad esercizi manuali come la facilitazione propriocettiva neuromuscolare, per proseguire con la stimolazione al movimento usando il tapis roulant in acqua (under water treadmill), che consente al cane di essere sostenuto dall’acqua mentre il fisiatra stimola il movimento delle zampe.

La diagnosi differenziale dell’ernia del disco va effettuata con la sublussazione vertebrale, l’embolo endomidollare, la stenosi vertebrale, l’osteomielite o qualsiasi altro danno a livello del midollo che causa interruzione della trasmissione nervosa.

Ecco alcuni trattamenti alternativi per la cura dell’ernia del disco

Trattamenti che si rivelano molto utili e che danno un valore aggiunto alle consuete terapie fisiatriche tradizionali sono la chiropratica e l’agopuntura. Con la chiropratica si possono trattare le zone circostanti l’ernia, che spesso per compensazione subiscono delle riduzioni di motilità. L’agopuntura invece accelera il processo di recupero, riducendo il dolore, l’infiammazione e riequilibrando l’organismo.

Il trattamento all’ozono per la cura dell’ernia

Nella fisioterapia dell’ernia del disco è di notevole efficacia anche la tecarterapia, soprattutto in fase post intervento, per ridurre l’edema che si viene a creare in seguito all’operazione, e poi per eliminare eventuali aderenze che si vengono a creare nei tessuti sede dell’intervento. L’ozono, infine, inoculato nei muscoli ai lati della colonna vertebrale aumenta l’ossigenazione della parte ed agisce come antinfiammatorio.

I Fattori in gioco

La ripresa motoria del cane dipende dalla gravità della compressione midollare, dall’età e peso dell’animale, dal tempo trascorso tra l’ernia del disco e l’intervento, dal tipo di fisioterapia svolta, dalla collaborazione dei proprietari e molto altro.

La diagnosi differenziale dell’ernia del disco va effettuata con la sublussazione vertebrale, l’embolo endomidollare, la stenosi vertebrale, l’osteomielite o qualsiasi altro danno a livello del midollo che causa interruzione della trasmissione nervosa.

La ripresa: ecco cosa succede dopo un’intervento all’ernia a un cane

In seguito ad intervento e successiva fisioterapia si possono presentare varie possibilità: ripresa motoria del cane totale o parziale, recupero motorio con andatura spinale riflessa, recupero parziale o totale delle funzioni di defecazione ed escrezione urinaria, mancato recupero e utilizzo di carrellino per la deambulazione.

Andatura Riflessa

L’andatura spinale è un’andatura riflessa che viene fatta sviluppare nei cani privi di sensibilità profonda e che consente loro di camminare in modo appunto riflesso. Sviluppando questa andatura il soggetto è in grado di sostenersi in piedi e di camminare in linea retta, seppur scoordinata, senza riuscire ad indietreggiare. Per sviluppare questo tipo di andatura sono necessari tempi piuttosto lunghi (anche nove mesi) e fattore decisivo è la stimolazione dei riflessi che si ottiene con la fisioterapia veterinaria. In caso di impossibilità di recupero è possibile usare carrellini su misura che consentono al cane la deambulazione in spazi aperti e una vita dignitosa.

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