Un problema nella ciotola...
Le ALLERGIE ALIMENTARI

 

A cura della Dott.ssa PAOLA PIEROTTI, della Dott.ssa SILVIA MACELLONI e del Dott. MARCO MELOSI Medici Veterinari


Quando si parla di "reazione avversa al cibo” si intende una risposta anomala dell’organismo a sostanze alimentari, farmaci, additivi o conservanti. Ma cosa sono di preciso? Vediamo di conoscerle meglio.


Secondo gli esperti, le reazioni avverse al cibo possono essere "tossiche” o "non tossiche”: le prime sono date da biotossine e si manifestano in ogni individuo, in maniera più o meno grave a seconda della dose di tossine ingerite; le seconde non sono prevedibili, perché sono legate alla sensibilità di ciascun individuo nei confronti di specifici alimenti o componenti di essi.

 

Indistinguibili

Le reazioni avverse al cibo "non tossiche” si dividono, a loro volta, in intolleranze e allergie, in base al meccanismo che determina l’insorgenza della patologia. Per quanto i sintomi siano indistinguibili fra loro si parla di intolleranza alimentare quando la reazione non è mediata da una risposta immunitaria, mentre si parla di allergie quando si ha l’intervento del sistema immunitario.

 


Le cause delle intolleranze alimentari possono essere metaboliche, farmacologiche o idiosincrasiche.


 

Casi rari

La reale incidenza della reazione avversa al cibo in realtà non è così alta come si potrebbe pensare, le allergie e le intolleranze alimentari realmente dimostrate sono circa il 10-15% di tutte le patologie cutanee e gastroenteriche riscontrate in cani e gatti. Spesso si considera allergia alimentare quella che, in realtà, è solo una forma di atopia, ovvero allergia stagionale a pollini o sostanze volatili, o una reazione allergica al morso di pulce.


Reazioni concomitanti

Le reazioni avverse al cibo possono manifestarsi sia a livello gastroenterico sia cutaneo e spesso sono concomitanti.

Nel primo caso si hanno forme ricorrenti di diarrea, l’animale non è in grado di digerire certi alimenti che, pertanto, richiamano acqua nel lume intestinale e favoriscono la fermentazione di alcuni batteri, con conseguente formazione di gas, infiammazione e problemi di malassorbimento.

In questi casi una dieta a base di proteine e carboidrati a cui l’animale non è stato sensibilizzato, in quanto non le ha mai assunte, e a basso peso molecolare, quindi facilmente digeribili, di solito è risolutiva. Se tuttavia il problema persiste da tempo e c’è stata una complicazione batterica, può essere necessaria una terapia antibiotica seguita da una somministrazione di probiotici, al fine di ripristinare una corretta flora intestinale.

 

In caso di reazione avversa al cibo a livello gastroenterico una dieta a base di proteine e carboidrati a cui l’animale non è stato sensibilizzato e a basso peso molecolare di solito è risolutiva.

 

Infiammazioni

Riguardo alle manifestazioni cutanee, abbiamo dei quadri abbastanza caratteristici, diversi nel cane e nel gatto: nel primo le lesioni (eritema, papule, forte prurito) si localizzano prevalentemente a livello della faccia interna dei padiglioni auricolari, zona perioculare e perilabiale, muso, spazi interdigitali, porzione dorsale dei piedi, faccia interna delle cosce, addome, faccia ventrale del collo e regione perianale. Che si tratti di intolleranza o allergia i sintomi sono sovrapponibili: il prurito non è stagionale e tende a aumentare in seguito al perdurare della patologia, in quanto il leccamento e il grattamento favoriscono l’insorgenza di infezioni secondarie da batteri o lieviti.


Diagnosi differenziale

Riguardo al gatto le lesioni eritematose, con ulcere e croste, si localizzano soprattutto su testa, faccia, regione perioculare e collo; in alcuni soggetti si osserva otite ceruminosa.

Dato il prurito e la localizzazione delle lesioni, è necessaria una diagnosi differenziale con la rogna sarcoptica e altre forme di allergia, in quanto spesso la reazione avversa al cibo è sovrastimata.

La miglior diagnosi si fa con la dieta da privazione, utilizzando proteine mai ingerite dall’animale per un periodo di almeno sei-otto settimane; esistono in commercio cibi a base di idrolisati proteici, ovvero frazioni di proteine così piccole da non determinare una risposta immunitaria.

 

Spesso problemi di infiammazione dei seni perianali sono imputabili a una reazione avversa al cibo.

 

Dieta ad eliminazione

La terapia di elezione consiste nell’eliminare dalla dieta la fonte proteica che si sospetta sia alla base dei problemi del nostro pet, quindi sarà necessario fare numerosi tentativi di eliminazione per capire quale essa sia; bisognerà considerare inoltre l’uso di bagni disinfettanti e integratori a base di acidi grassi omega 3 e 6 per ripristinare la corretta struttura della cute danneggiata in seguito ad autolesionismo per il forte prurito.


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