La salute della vista del cane e del gatto

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La parola dell’esperto ci aiuta a capire meglio la vista di cani e gatti


Rubrica a cura di ANMVI Articolo del Dott. Alessio Arbuatti Medico Veterinario

Come vedono i cani e come vedono i gatti 

Le patologie oculari nei cani e nei gatti sono condizioni frequenti e possono coinvolgere tutte le porzioni dell’apparato con una conseguente compromissione parziale o completa della funzionalità visiva, nel breve o nel lungo termine. 

Dalle strutture superficiali a quelle profonde

È sempre bene ricordare che l’occhio può essere colpito da patologie e traumi a partire dalle strutture accessorie come le palpebre, le ciglia e le ghiandole deputate alla produzione delle singole componenti del film lacrimale che insieme rappresentano la prima barriera difensiva verso gli agenti esterni.


Traumi, corpi estranei penetranti, ferite lacerocontuse e neoplasie sono eventi tutt’altro che rari che sia affiancano a patologie e forme degenerative specifiche spesso su base genetica.

In un battito di ciglia

Le palpebre e le ciglia hanno il compito di proteggere il globo oculare dagli agenti esterni fungendo come una vera e propria barriera meccanica. In alcune razze canine e talora persino in specifiche linee di sangue, è più frequente apprezzare un errato posizionamento del bordo palpebrale e persino delle ciglia rispetto al globo oculare (trichiasi).

In relazione all’orientamento si parla di entropion e di ectropion; nel primo caso il bordo è ripiegato verso l’interno e le ciglia si accrescono verso l’occhio arrivando anche a contatto con la cornea. Questa condizione è causa d’infiammazione, di abrasione e persino di ulcerazione corneale.

Al contrario, nell’ectropion si manifesta il fenomeno opposto, ossia l’estroflessione del bordo palpebrale con i conseguenti “occhi a pagoda”.In entrambi i casi si rende necessario un intervento chirurgico risolutivo per migliorare la protezione dell’occhio, degli annessi e riequilibrare la lacrimazione.

Un ulteriore aspetto evidente nelle specie brachicefale (testa corta e larga) è la presenza di cavità oculari poco profonde che, unite con la conformazione della testa, fanno protrudere i globi oculari verso l’esterno, rendendoli più esposti ai pericoli. Talora è possibile apprezzare alterazioni a carico di singole ciglia con elementi ectopici e distichiasi, mentre ben più comuni sono le infiammazioni del bordo libero palpebrale (blefariti).

Ferite lacerocontuse, congiuntiviti, corpi estranei penetranti, neoplasie e calazi sono ulteriori diagnosi di frequente riscontro durante le visite cliniche a carico della componente palpebrale.

È sempre bene ricordare che l’occhio può essere colpito da patologie e traumi a partire dalle strutture accessorie come le palpebre, le ciglia e le ghiandole deputate alla produzione delle singole componenti del film lacrimale che insieme rappresentano la prima barriera difensiva verso gli agenti esterni.

Un problema solo in apparenza estetico

A molti sarà capitato di osservare un’antiestetica striatura bruno-ramata che scende, quasi verticalmente, dal canto mediale degli occhi. Da un punto di vista prettamente estetico il colore scuro è il risultato dell’ossidazione di alcuni composti chimici simili alle porfirine normalmente presenti nel film lacrimale. Esistono in commercio salviette contenenti acido borico e detergenti specifici studiati per eliminare il pigmento già presente sul pelo. Il problema non necessita però solo di un approccio estetico ma anche e soprattutto, medico.

L’epifora, ossia l’eccessiva lacrimazione, potrebbe essere conseguenza di malformazioni ciliari (entropion), allergie, glaucomi, congiuntiviti, infezioni, neoformazioni o persino corpi estranei. Altre volte il problema non è l’eccessiva produzione di lacrime ma il mancato drenaggio di queste. Questo evento dipende dallo specifico sistema nasolacrimale che termina, in base alle razze, a livello di canino o narice. In alcuni esemplari i canalicoli sono malformati o occlusi, evenienze che si osservano soprattutto nelle razze brachicefale.

Una visita clinica di base e specialistica a cura di un oculista veterinario è dunque sempre consigliata per la scelta e l’attuazione della terapia più appropriata al caso.

Quella strana “pallina” rossa

La terza palpebra, nota come membrana nittitante è un annesso mucosale apprezzabile lungo il margine inferiore-mediale dell’occhio. Questa struttura svolge un ruolo protettivo sia diretto sia indiretto arricchendo il complesso film lacrimale della componente acquosa tramite una specifica ghiandola lacrimale posta alla sua base. La mucosa e la componente cartilaginea sottostante possono mostrare alterazioni a seguito di patologie localizzate, congenite, acquisite o persino sistemiche.

Oltre ai fenomeni infiammatori (congiuntiviti) uno dei segni clinici più comunemente riferito dai proprietari, specie da quelli di razze canine brachicefale e di alcune feline come i Persiani, è il cosiddetto cherry eye, ossia il prolasso della ghiandola. Questa si presenta come una piccola massa rotondeggiante ingorgata di sangue che fuoriesce dalla rima palpebrale inferiore. Il trattamento è chirurgico, deve essere tempestivo e finalizzato al riposizionamento per conservare la funzionalità della ghiandola. L’asportazione è infatti un fattore predisponente per condizioni quali la cheratocongiuntivite secca e altre alterazioni oculari.

Cornea, uvea e iride

Lo strato più esterno del globo oculare è la cornea e può essere soggetta a infiammazioni (cheratiti) superficiali o profonde spesso associate a congiuntiviti.

Non di rado negli esemplari portati a visita si evidenziano ulcere corneali che possono essere più o meno approfondite e complicate. Spesso in questi pet si osserva una sintomatologia oculare complessa con epifora e fotofobia. Il quadro delle patologie corneali è molto vario e sono note, talora con predisposizione di specie, anche distrofie, cheratiti eosinofiliche, necrosi e nigrum.

Le patologie infiammatorie dell’uvea (uveiti) riconoscono alla base numerosi agenti eziologici e se non trattate possono condurre a numerose complicanze tra le quali il glaucoma e i distacchi retinici. Nel gatto l’uvea è anche sede del melanoma irideo diffuso, che colpisce soprattutto esemplari adulti.

La stretta collaborazione tra il proprietario e il veterinario consente di individuare le più diffuse patologie e alterazioni della capacità visiva già durante le periodiche visite cliniche attraverso specifiche manualità e semplici test. 

La cataratta

Il cristallino è una lente trasparente che insieme alla cornea svolge il ruolo di mezzo diottrico oculare. Attraverso un meccanismo noto come accomodazione, focalizza i raggi luminosi in arrivo dall’esterno verso la retina.

Quando questa lente acquista una progressiva opacità si parla di cataratta, una condizione conseguenza di modifiche del metabolismo della lente stessa. Esistono diverse forme di cataratta, non solo senili ma anche correlate a infiammazioni o a patologie sistemiche come il diabete.

Nei cani anziani è inoltre possibile apprezzare anche la sclerosi del cristallino, una condizione che richiede una corretta diagnosi differenziale con la cataratta.

Specialisti al servizio della vista del cane e del gatto

La stretta collaborazione tra il proprietario e il veterinario consente di individuare le più diffuse patologie e alterazioni della capacità visiva già durante le periodiche visite cliniche attraverso specifiche manualità e semplici test.

Una visita precoce è sempre importante poiché talora la sintomatologia a carico dell’occhio è solamente uno dei tanti sintomi che possono far capo a patologie sistemiche o localizzate. In questi casi il danno oculare è solo la tessera di un puzzle ben più complesso. L’esame completo dell’apparato visivo è condotto da medici veterinari specializzati in oftalmologia dotati delle specifiche moderne strumentazioni, capaci di riconoscere sul nascere ogni minima alterazione. In tal modo è possibile scegliere la corretta terapia farmacologica o chirurgica e intervenire precocemente.

La chirurgia oculare veterinaria si avvale oggi delle più moderne tecniche e di un altissimo livello di specializzazione medica disponibile con professionisti presenti su tutto il territorio nazionale.

Una visita precoce è sempre importante poiché talora la sintomatologia a carico dell’occhio è solamente uno dei tanti sintomi che possono far capo a patologie sistemiche o localizzate.

Distretti profondi

Il corpo vitreo, la retina e tutta la componente neuronale che si diparte dal nervo ottico rappresentano le sezioni più profonde.

Il corpo vitreo nei cani anziani può essere affetto da patologie come la ialosi asteroide, caratterizzata dalla deposizione di piccoli cristalli di calcio, o da sineresi cioè dalla separazione tra la componente liquida e quella solida. Non rare sono anche le forme infiammatorie (ialite). La retina, sede dei coni e dei bastoncelli che garantiscono la funzionalità visiva, può essere soggetta a distacchi, emorragie, displasia e atrofie.

In particolare, alcune condizioni sono legate a specifiche razze come la CEA (Collie Eye Anomaly), o la più diffusa atrofia retinica progressiva generalizzata (GPRA), nota fin dal primo decennio dello scorso secolo. Questa è una forma ereditaria trasmessa da un gene autosomico recessivo che conduce a una completa cecità. Le razze più colpite sono il Cocker spaniel, il Setter gordon, il Barbone, il Setter irlandese, il Labrador, il Samoiedo e l’Husky.

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