Il diabete mellito nel cane e nel gatto

controllo dal veterinario

Il diabete mellito e una patologia del pancreas endocrino e cosi come nell’uomo, anche nel cane e nel gatto si riconoscono il diabete mellito di tipo 1, quello di tipo 2.

Rubrica a cura di ANMVI Articolo del Dott. Alessio Arbuatti Medico Veterinario

Il pancreas: piccolo e cruciale

Questo organo addominale riveste sia una funzione esocrina sia endocrina.
La prima consiste nella produzione degli enzimi pancreatici che, riversati nel duodeno, si attivano risultando fondamentali per i processi digestivi intestinali. L’attività endocrina consiste invece nella produzione e nel rilascio nel sangue di due ormoni: l’insulina (ipoglicemizzante) e il glucagone (iperglicemizzante).

Tra le varie funzioni che l’insulina riveste vi è quella di consentire l’entrata degli zuccheri presenti in circolo all’interno delle cellule assicurando così la presenza di riserve energetiche.


Il diabete mellito è una patologia del pancreas endocrino e se ne riconoscono diverse forme le cui eziologie, patogenesi e frequenze variano in relazione alla specie animale e ai fattori predisponenti dei singoli individui.

Così come nell’uomo, anche nel cane e nel gatto si riconoscono il diabete mellito di tipo 1, quello di tipo 2, forme transitorie e secondarie. Nel tipo uno avviene una progressiva distruzione delle cellule beta alla quale consegue una carenza assoluta d’insulina. Nella forma di tipo due invece, compare una resistenza all’azione dell’ormone da parte dei tessuti bersaglio (insulino-resistenza) e un’inadeguata risposta secretoria.

Il diabete mellito nel cane

Il cane può essere affetto da diverse forme di diabete mellito, la più comune delle quali è quella di tipo Uno. La ricerca scientifica dimostra che vi sono alcuni fattori predisponenti e categorie maggiormente colpite come quelle rappresentate dagli individui che svolgono scarsa attività fisica, sovrappeso, in età adulta a partire dai 4 anni, i soggetti geriatrici e, non da ultimo, i maschi.

I primi segni clinici e riscontri laboratoristici riflettono la condizione d’iperglicemia che segue al mancato ingresso degli zuccheri nelle cellule. Iperglicemia persistente, glicosuria (glucosio nelle urine), poliuria (aumento dell’urina emessa), polidipsia (aumento della sete), polifagia a causa della riduzione del senso di sazietà e un dimagrimento progressivo dovuto all’utilizzo delle riserve lipidiche e proteiche a seguito dell’indisponibilità dei glucidi, sono i riscontri più comuni.

Possibili decorsi

Possono venirsi a creare, talora anche in breve tempo, gravi complicazioni come la chetoacidosi diabetica seguente alla modificazione del metabolismo corporeo. Poiché tutti gli esemplari possono essere colpiti da tale patologia, è fondamentale portare periodicamente a visita il proprio cane per i controlli di routine.

La diagnosi precoce è fondamentale poiché il diabete mellito, se non riconosciuto e senza un corretto supporto terapeutico, conduce verso progressive alterazioni metaboliche e a un quadro clinico estremamente variabile e grave. La terapia, che varia in relazione alla forma diabetica e alle condizioni del pet, si basa sia sulla somministrazione di molecole, in primis l’insulina, sia sulla modificazione dello stile di vita e della dieta.

Il diabete mellito può conseguire anche a patologie primarie di diversa natura tra le quali neoplasie e infiammazioni che possono affliggere proprio il pancreas endocrino o a malattie sistemiche come il morbo di Cushing. Sono inoltre conosciute sia forme diestrali sia altre a seguito della somministrazione di alcune molecole e farmaci.

Bellissimo cane da pastore in salute sulla neve
Cane in salute e atletico aiuto a proteggersi da patalogie di tipo diabete mellito

Il fondamentale binomio veterinario-proprietario

Nel cane e nel gatto esistono diverse forme di diabete mellito alcune delle quali reversibili nel tempo, in relazione alla causa eziologica sottostante.
I pet affetti da forme non reversibili, specie se non complicate, possono avere un’ottima aspettativa e qualità della vita grazie alle moderne terapie disponibili.

A tal proposito il proprietario e tutta la famiglia svolgono un ruolo fondamentale nella corretta gestione terapeutica e devono essere sempre in contatto con il veterinario curante. In aggiunta alla dieta specifica e al nuovo stile di vita del pet i proprietari non devono temere quelle semplici manualità giornaliere come la somministrazione dell’insulina. Infatti, seguendo le indicazioni veterinarie sul dosaggio correttamente calibrato e grazie ai moderni presidi in commercio, è possibile effettuare una somministrazione ben dosata, efficace, rapida e indolore per il pet.

Diabete e gatti: massima attenzione!

Nonostante il binomio gatto-diabete mellito possa sembrare inusuale, questa patologia endocrina è ben descritta e diffusa anche tra i felini domestici, più di quanto si possa pensare. Talora i proprietari dei gatti, proprio per il carattere di questi animali in apparenza più legato ai loro ancestrali progenitori selvatici, o per uno stile di vita non sempre solo domestico e talora persino criptico, dimenticano l’importanza dei periodici check up veterinari che sono fondamentali e devono essere rivolti anche agli esemplari in apparenza sani.

Anche nel gatto la patologia ha un’origine multifattoriale e sono riconosciute almeno due forme, il diabete mellito di tipo 1 e quello di tipo 2.
Quest’ultimo, noto come “non insulino dipendente” è la forma più comune nel gatto ed è paragonabile, anche in termini di fattori predisponenti, alla controparte umana. La tematica è ancora oggetto di numerose ricerche ma dall’analisi delle pubblicazioni scientifiche emerge come vi siano alcuni fattori di rischio che compaiono più comunemente negli esemplari colpiti.

Tra questi il sesso maschile, condizioni di sovrappeso o di obesità manifesta (con seguente aumento dell’insulino resistenza), una dieta errata, uno stile di vita per lo più sedentario, la castrazione e un’età superiore ai 5-7 anni.
Meno segnalate sono invece le predisposizioni di razza, note solo per il Burmese e il Siamese.

Segnali d’allarme

La possibile presenza di un’ampia varietà di segni clinici che non di rado sono comuni anche ad altre patologie, dimostra quanto siano importanti i controlli periodici veterinari per giungere alla diagnosi corretta. È infatti possibile osservare: dimagrimento, anoressia o polifagia, poliuria e polidipsia (+ del 70% dei casi), depressione fino alla grave chetoacidosi diabetica.

A questi possono aggiungersi poi ulteriori alterazioni correlate al diabete ma che coinvolgono organi e apparati solo in apparenza non connessi con la patologia. Tra questi le retinopatie, le infezioni del tratto urinario e persino alcuni segni neurologici come l’andatura plantigrada.

Intervenire rapidamente e con efficacia

Grazie alle periodiche visite di controllo, durante le quali è possibile condurre un’approfondita anamnesi, una visita clinica completa, esami del sangue, delle urine e ulteriori approfondimenti diagnostici, è possibile giungere alla diagnosi di diabete fin dai primi stadi della patologia. Vi è inoltre una peculiarità poiché, quando i gatti sono sottoposti ad agenti stressanti (trasporto, manipolazioni, luoghi non familiari), rispondono fisiologicamente con un aumento dell’indice glicemico (iperglicemia da stress). In alcuni casi sarà dunque necessaria una valutazione clinica con prelievi ripetuti nel tempo. Una volta diagnosticata la patologia e la forma, il medico veterinario prescriverà la terapia adeguata.

La terapia farmacologica dovrà sempre essere affiancata in contemporanea da un progressivo cambiamento dello stile di vita del pet e da una dieta a base di alimenti contenenti proteine di elevata qualità e pochi carboidrati. A tal proposito specifiche linee di pet food soddisfano le esigenze dei pazienti diabetici.

Dovremmo stare attenti non solo alle materie prime ma anche alla quantità di alimento che dovrà essere correttamente dosato sopratutto nei gatti sovrappeso, che dovranno, nel frattempo, aumentare la propria attività fisica.

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