Cani e gatti al tempo del Coronavirus

Come accade per noi anche i nostri pets vivono alcune situazioni come disagio che, a lungo andare, possono trasformarsi in un vero e proprio disturbo, malessere, anche grave , fino a diventare malattia, in alcuni casi.

A cura della Dottoressa Mercede paolillo, medico veterinario e consigliere Ordine Medici Veterinari di Roma e provincia

Lockdown per noi e per loro

L’isolamento sociale al quale siamo stati costretti , nostro malgrado, non ha avuto pesanti ripercussioni solo per l’uomo, ma anche per i nostri animali.
Il nostro compito, per salvaguardare la loro salute psichica , è quello di limitare il piu’ possibile il Disagio.

C’e da dire che esiste una grande differenza tra come hanno percepito questo periodo particolare i cani rispetto ai gatti. Per i primi la possiamo definire opportunità, mentre per i gatti un problema. Vediamo il perché:

Il gatto


Normalmente il gatto decide qual è il grado di interazione che desidera avere con la propria famiglia.

In questo periodo sono stati costretti a sopportare una maggior concentrazione di familiari nel loro ambiente e soprattutto per molto tempo, con conseguente condivisione di spazi e maggior richiesta di interazione da parte del proprietario.

Peggio in caso di bambini pronti ad invadere il loro spazio vitale. Cambiamento anche dei ritmi veglia/sonno, di abitudini alimentari con modifiche di orario e di frequenza di somministrazione degli stessi e conseguente forte stress con aumento del Disagio sociale.

Situazioni come queste rendono il gatto piu’ nervoso e per questo più incline a: correre a scatti, fare dispetti, agguati nei nostri confronti o ad altri animali presenti in casa, avere alterazioni della minzione, urinando in posti impropri e non usare piu’ la sua lettiera. In questi casi il Disagio si trasforma in Disturbo .

Lo stress e l’urinazione impropria poi possono scatenare delle cistiti da stress oppure potremmo accorgerci che iniziano a leccarsi compulsivamente determinando le cosiddette dermatiti da leccamento.

Ecco dunque che si passa dal “disturbo” alla “malattia”.

Cosa fare in questi casi?

  • Innanzitutto ridurre il prima possibile il disagio:
  • Rispettare le aree di riposo del gatto;
  • Fare in modo che abbia delle vie di fuga (rifugiarsi nell’armadio o salire su una mensola);
  • Regolarizzare i suoi pasti, non cambiando le sue abitudini alimentare sia in qualità che in quantità, evitando di aumentare le dosi di cibo che potrebbero determinare un aumento di peso responsabile di numerose malattie (diabete, cistiti, gravi malattie epatiche ecc…);
  • Aumentare le possibilità di gioco mettendo, ad esempio, a sua disposizione delle scatole con all’interno dei giochi (palline, tappi di sughero e qualche croccantino) per stimolare la “caccia”;
  • Arricchire l’ambiente con tiragraffi posti vicino al luogo ove riposa;
  • Non limitare l’accesso alle altre stanze della casa.
  • Infine rispettare il suo desiderio di isolamento senza andarlo a cercare per fargli continuamente coccole a meno che non lo richieda.
  • Se necessario, su consiglio del medico veterinario, si possono somministrare nutracetici e ferormoni.

Altro discorso per il cane

Abbiamo visto come per lui la nostra presenza continuativa sia una conquista insperata. Al contrario che per il gatto , in cui il problema è ora, per il cane il problema è il dopo.

Cosa fare ora, dunque:

  • Evitare di modificare i nostri atteggiamenti nei loro confronti:
  • Dosare le coccole e il contatto fisico, evitare di parlargli continuamente;
  • Evitare di trasmettergli le nostre ansie e le nostre paure: i cani sono molto sensibili ai nostri cambiamenti d’umore, ai nostri stati d’animo;
  • Rispettare i suoi spazi, specialmente quando dorme o mangia;
  • Procurargli una cuccia in un posto riparato (ad es. sotto un tavolo che copriremo con un telo ) per farlo sentire al sicuro;
  • Fargli fare del movimento: quando si porta fuori per i bisogni, usare un guinzaglio allungabile in maniera che si senta piu’ libero di annusare in giro. Portare con sé dei croccantini da nascondere tra l’erba per stimolare la ricerca. Questo gioco di “caccia” puo’ essere fatto anche in casa;
  • Insegnargli a fare lo slalom tra alcune sedie poste a formare una sorta di percorso;
  • Per chi ha bambini piccoli, insegnar loro a rispettare i luoghi e gli orari di riposo del cane;
  • Ai piu’ grandi insegnare a far fare giochi di obbedienza con i termini “Siedi”,” Terra”, “Resta”;
  • Non modificare gli orari e le dosi del pasto, anzi ridurre le quantità in rapporto alla riduzione dell’attività fisica;
  • Non impedire l’ingresso nelle stanze della casa.
  • Nel caso del cane dobbiamo seriamente pensare al dopo Coronavirus. Dopo aver vissuto con i componenti della sua famiglia tutti a casa, ogni giorno da 2 mesi e chissà fino a quando, il ritorno alla normalità causerà una situazione di enorme frustrazione, perché tutto questo non ci potrà piu’ essere.

Sarà dunque necessario abituarlo gradualmente al distacco per non dover affrontare problemi comportamentali di ansia da separazione, con vocalizzazioni, distruzione di oggetti, aggressività, stereotipie o atteggiamenti compulsivi.

Il consiglio, è di rivolgersi al proprio veterinario che, a seconda della gravità del sintomo, saprà intervenire in proprio o consultando un collega specialista in comportamento.

Sia per i cani che per i gatti, infine, va tenuto conto che salute, comportamento , temperamento e le condizioni che sono intorno all’animale determinano la qualità della vita della famiglia in cui esso vive.

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