Incendi e siccità: GAIA chiede stop alla caccia

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Gaia Animali & Ambiente chiede lo stop alla caccia

A causa di incendi e siccità, il presedente di Gaia Animali & Ambiente ha scritto una lettera-Appello al ministro Cingolani per chiedere lo stop alla caccia.

“La gravissima situazione idrica che sta colpendo molte Regioni, in molti casi aggravata da estesi incendi, produce una situazione di fortissima difficoltà alla fauna selvatica. Infatti, molti animali si stanno spostando e concentrando nelle poche aree in cui permangono raccolte d’acqua oppure, quelli sopravvissuti agli incendi, in aree inusuali e poco favorevoli”. Così inizia la lettera-appello firmata dal presidente di Gaia Animali & Ambiente al ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani.

In questo contesto di assoluta emergenza idrica e di drammatica emergenza ambientale, l’apertura dell’attività venatoria creerebbe ulteriori elementi di difficoltà per una fauna sottoposta per le condizioni di cui sopra ad una situazione particolarmente critica.

Oltretutto, molte Regioni oltre a non aver tenuto in considerazione questo stato di emergenza, hanno previsto nei loro calendari venatori preaperture della stagione già a settembre per alcune specie.

Stop alla caccia e alle preaperture

Gaia Animali & Ambiente Onlus, allarmata per la situazione che si verrebbe a creare per la fauna al momento dell’apertura della stagione di caccia, chiede al ministro Cingolani, in osservanza del comma 1 dell’art. 18 della Legge 11 febbraio 1992 n. 157 (Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo venatorio) di valutare l’opportunità di un posticipo dell’apertura dell’attività venatoria, almeno nelle Regioni che il Drought Observatory del CNR indica come coinvolte da situazioni di fortissimo deficit pluviometrico e estrema siccità.

In particolare, dai dati pluviometrici e da quella degli incendi emerge una situazione particolarmente allarmante nelle seguenti regioni; Calabria, Sardegna, Sicilia, Emilia Romagna, Marche, Toscana, Umbria, parte di Abruzzo e Puglia.

“Ci appelliamo al ministro Cingolani”, conclude Meyer. “Chiediamo di prendere una decisione di buon senso”.

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