Il tuo gatto ha paura?

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Per prima cosa bisogna comprendere il perché!

A cura della Dott.ssa Ewa Princi Consulente esperta in comportamento ed etologia del gatto – Centro di Cultura Felina – culturafelina.it

A ciascun gatto la propria paura

Ogni gatto è diverso dagli altri e diversi sono i motivi che potrebbero spaventarlo. Ciascun esemplare adotta inoltre una propria strategia per rispondere alla paura.

Particolare attenzione nei primi mesi di vita!

Sono diversi i fattori che scatenano questo stato emotivo nei nostri amici felini; nella fase dello sviluppo, per esempio, un insufficiente contatto con l’uomo, una eccessiva varietà di stimoli, o eventi traumatizzanti possono determinare uno stato di insicurezza davanti a persone o a nuove situazioni. Visto che alcuni gatti sono anche geneticamente predisposti alla paura, possiamo affermare che il loro comportamento e il loro carattere sono modellati da un complesso mix di influenze.


La specie, la genetica degli individui e le esperienze fatte da cuccioli sono i maggiori agenti che la determinano, tanto che l’insieme di questi elementi forma le differenti personalità. Se in tenera età un gatto non viene abituato a confrontarsi con frequenza con gli eventi che abitualmente si verificano in casa, da adulto potrebbe fuggire anche dalle cose più innocue.

La paura non sempre è sintomo di una patologia

Alcuni comportamenti di paura, però, sono normali. In un ambiente inesplorato, per esempio, molti di loro si sentono insicuri e spaventati. Spesso, se introdotti in una nuova casa, si nascondono per un giorno o due.
Altri, invece, sono così terrorizzati che o sembrano vivere in uno stato di ansia quasi costante, o trasformano la loro paura in aggressività verso persone o altri animali domestici.

Che cos’è la paura e come si manifesta?

La paura è un’emozione dominata dall’istinto di sopravvivenza; sopraggiunge quando situazioni, persone o cose rappresentano una minaccia esterna, reale o apparente. La risposta del sistema nervoso è automatica; invia al corpo le informazioni necessarie per rimanere immobili, attaccare oppure fuggire.

Nonostante sia un comportamento abituale – e fondamentale per l’adattamento e la sopravvivenza degli esseri viventi – bisogna tuttavia prestare sempre attenzione a quali siano le situazioni in cui si manifesta al fine di valutare se ci si trova di fronte a un comportamento normale, anormale o inappropriato. Le risposte dettate dalla paura hanno componenti emotive e fisiologiche che possono provocare effetti dannosi, tra cui disagio emotivo, malattia e lesioni fisiche.

Come reagiscono i gatti alla paura?

Di solito, quando i gatti si sentono in pericolo rispondono in tre modi all’oggetto, alla persona o alla situazione che percepiscono come una minaccia: combattono, fuggono o si immobilizzano. Delle volte può accadere che il gatto provi una strategia, ma se non funziona ne tenta successivamente un’altra.

Prendiamo per esempio il caso di un gatto che ha paura dei cani: se una persona con un Bassotto visita un suo amico con un gatto che non ama i cani, probabilmente accadrà che il felino sibilerà e soffierà al Bassotto; non è, inoltre, escluso che il gatto gonfierà anche il pelo per sembrare più grande. Se il cane non dovesse ritirarsi, a quel punto il micio potrebbe cambiare strategia optando tra cercare di fuggire dalla situazione, ripararsi in un nascondiglio o immobilizzarsi fino a quando non riterrà che l’ambiente è sicuro.

Quali sono i fattori scatenanti comuni della paura?

La genetica e l’ambiente iniziale sono due importanti fattori che contribuiscono allo sviluppo della paura. I gatti che vengono maneggiati frequentemente e regolarmente durante le prime settimane di vita sono in genere i più esplorativi, sociali ed estroversi. Ci sono alcuni gatti invece molto timidi e timorosi.

Questi ultimi potrebbero non diventare mai estroversi e socievoli. Nel gatto la paura è spesso evocata da stimoli potenzialmente pericolosi, o percepiti dall’animale come tali, chiamati stressori che si manifestano attraverso la risposta correlata allo stress. Numerose sono le ragioni per cui i gatti maturano stati di paura e di ansia.

Durante il loro sviluppo comportamentale, a causa di un’esposizione limitata alle persone, nei gatti si può manifestare la paura verso gli esseri umani o verso altri animali. Senza interazioni adeguate, continue e positive con le persone e altri animali, i gatti possono sviluppare paure e mostrare comportamenti di paura.

Gatto pauroso e sospettoso

Anche una sola brutta esperienza può creare un disagio

I gatti, purtroppo, possono rimanere segnati anche da un solo episodio spiacevole, intenso e/o traumatico. Ad esempio, una brutta esperienza con un bambino piccolo potrebbe provocare la paura futura verso tutti i bambini piccoli. A volte un numero di eventi spiacevoli associati a una persona o ad un animale può portare ad aumentare la paura.

Come possiamo aiutarlo?

Fase 1 – Primi passi
Non stressarlo. Se il gatto si nasconde ma è sano, è meglio lasciarlo in pace. Uscirà quando sarà pronto. Costringerlo a uscire fuori dal suo nascondiglio lo spaventerà di più. Assicurarsi che abbia un facile accesso a cibo, acqua e alla lettiera. Il cibo è un grande motivatore per i gatti, quindi se il gatto ha paura di qualcuno in casa, è necessario affidare a quella persona il dovere di nutrirlo.

Mantieni al minimo qualsiasi contatto con lo stimolo della paura. Mantieni la routine del gatto il più regolare possibile. I gatti si sentono più sicuri se sanno quando aspettarsi l’alimentazione, il gioco, le coccole e la toelettatura quotidiane. Rendi il suo mondo più piccolo. I gatti sono animali territoriali. Per i gatti timidi uno spazio troppo ampio può creare disagio, quindi all’inizio è importante circoscriverlo.

Posizionare il gatto appena arrivato in una stanza della casa con tutto l’essenziale: lettiera, cibo, acqua, giocattoli e cuccia. Il linguaggio del corpo dice più delle parole. Prestare molta attenzione al suo linguaggio del corpo sarà un’ottima guida per capire come si sente e come risponde.
Dai tempo – niente carezze. Il primo passo per guadagnare la sua fiducia è dimostrare che non stai cercando di afferrarlo forzatamente.

Abitualo alla tua presenza. Se il gatto è estremamente timido (scappa quando ti avvicini), abitualo alla tua presenza prima ancora di tentare di stabilire un contatto. Trascorri almeno venti minuti seduto il più vicino possibile al gatto partendo però dal lato opposto della stanza e avvicinandoti gradualmente. Molto presto il gatto imparerà che non accadrà nulla di negativo anche quando sei lì presente. Abitualo alla tua voce, quindi se leggi un libro, leggi ad alta voce e parlagli!

Fase 2 – Premi e primi contatti
Ricompensa ogni comportamento interattivo. Un modo per incoraggiare il gatto a fare delle attività è premiarlo con il gioco o con un apprezzamento vocale quando si muove verso di te per annusare o toccare. Consentire al gatto di allontanarsi quando lo desidera. Prova il gioco. Se il gatto non è sicuro di stabilire un contatto fisico, usa un giocattolo avvicinandolo lentamente a te. Consenti al gatto di catturare il giocattolo vicino a te senza cercare di accarezzarlo.

Oppure il cibo. La stessa tecnica può essere utilizzata per gatti molto motivati dal cibo. Attira il gatto più vicino a te con premi di cibo prelibati. Non accarezzare il gatto. Attiralo vicino a te così da abituarlo a toccarti e accarezzalo delicatamente. Rendi il suo mondo più grande. Quando il gatto acquista fiducia nella stanza più piccola, assume una postura corporea rilassata, gioca, mangia e socializza con te, allora puoi iniziare a consentirgli l’accesso al resto della casa. Distrailo giocando e ricompensandolo per aver esplorato il suo nuovo territorio.

Dall’alto è meglio. La maggior parte dei gatti si sentono sicuri quando sono in grado di stare su postazioni sopraelevate e sorvegliare l’ambiente. Fornisci al gatto un territorio verticale usando tiragraffi verticali, scaffali o altri mobili in luoghi strategici in più punti della casa. La pazienza è la chiave! Un giorno il gatto potrebbe fare grandi progressi, ma potrebbe anche tornare indietro il giorno successivo. Non ti scoraggiare ma continua con tanta pazienza!

Cosa NON fare

A volte ignorare è la soluzione. Anche se è istintivo cercare di confortare un gatto quando ha paura, tuttavia, non è la cosa giusta da fare. Che un gatto si senta insicuro o spaventato in un nuovo ambiente è normale, quindi non bisogna MAI punire il gatto per il suo comportamento. Gli animali associano la punizione a ciò che stanno facendo nel momento in cui vengono puniti. Non dobbiamo costringerlo ad affrontare a tutti i costi l’oggetto o la situazione che gli sta causando la paura.

Ad esempio, se ha paura di una determinata persona, non permettere a quella persona di provare a prenderlo in braccio. Questo peggiorerà solo la situazione. Non cambiare comportamento. Spesso con i gatti nervosi o paurosi i proprietari cambiano comportamento, convinti che voci attenuate e movimenti in punta dei piedi, siano la giusta strategia da tenere per evitare di spaventarli. Ma non è così. L’aria di tensione, percepita benissimo dal gatto, che questi atteggiamenti creano non fa altro che alimentarne l’ansia! Agire normalmente e sentirsi rilassati ha dunque un impatto più positivo.

Non esagerare con le attenzioni. Non indugiamo pertanto in costanti tentativi di comunicare e dimostrare amore; la continua ricerca del gatto per la casa (o di estrarlo dal proprio nascondiglio) o l’ossessione nel dedicargli attenzioni può per un gatto timido essere elemento di fastidio, tale da vedere nel proprietario una minaccia invadente. Agli occhi di un gatto pauroso è molto meglio essere invisibili, così da consentirgli di muoversi liberamente in casa senza doversi sentire al centro dell’attenzione.

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