Problemi renali nel cane

Ecco come capire se un cane ha problemi ai reni.

Ecco come risolvere i problemi ai reni del cane

L’ insufficienza renale cronica (IRC) è una patologia che comporta l’irreversibile perdita della funzionalità del rene. Essendo il rene una sorta di filtro dell’organismo, la diminuzione della sua funzione comporta conseguenze anche molto gravi, in quanto numerosi organi e tessuti vengono intossicati da tutte le sostanze che non vengono più eliminate con le urine e si accumulano nel sangue.

Questa disfunzione è più diffusa nel gatto, piuttosto che nel cane e colpisce circa il 5% dei soggetti, rappresentando la prima causa di morte negli animali anziani.

L’incidenza di questa patologia aumenta in modo proporzionale all’età e viene diagnosticata in media verso i 7 anni ma, vista la natura subdola e subclinica di questo disturbo, sicuramente anche soggetti più giovani iniziano a sviluppare alterazioni della funzione di questi organi.


Come succede in molte patologie croniche, è molto difficile individuare la causa precisa dell’insufficienza renale, perché essa può avere agito per anni senza dare manifestazioni cliniche all’animale per molto tempo. Ecco perché è sempre più importante, specie negli animali che hanno superato i 7 anni, recarsi da un medico veterinario ed eseguire un check-up completo del nostro amico. Tramite una semplice analisi del sangue e delle urine, egli sarà in grado d’individuare particolari parametri alterati, che possono suggerire l’inizio di questa patologia ed impostare una terapia preventiva.

L’alimentazione: fondamentale per la genesi dell’IRC

Ancora più importante è l’efficacia della dieta come supporto alla terapia farmacologica di questa patologia. E’ stato infatti dimostrato che una dieta specifica per l’insufficienza renale è in grado di raddoppiare l’aspettativa di vita del gatto e triplicare il tempo di sopravvivenza nel cane!

La somministrazione di una dieta specifica per l’insufficienza renale ha numerosi obiettivi: innanzitutto quello di soddisfare i particolari fabbisogni nutrizionali dell’animale. In secondo luogo, essa può alleviare la gravità dei sintomi clinici, rallentando, di conseguenza, la progressione della malattia.
Grazie all’ausilio di una buona alimentazione quindi, non possiamo fare guarire l’animale, ma certamente possiamo migliorare la qualità della sua vita e permettergli di passare ancora tanti momenti felici con noi. Vediamo, allora, una per una, le indicazioni principali da seguire!

L’apparato urinario: ecco cosa sapere

L’apparato urinario è responsabile dell’eliminazione e della ritenzione dei liquidi e nell’insufficienza renale viene persa la capacità del rene di concentrare le urine, per cui il vostro amico produrrà più pipì. Per evitare che si disidrati, lasciategli libero accesso all’acqua di bevanda, che dovrà essere sempre fresca e pulita e distribuita in più ciotole sparse per la casa.

Alimentazione adatta per i problemi renali

Le calorie della dieta devono soddisfare i fabbisogni del vostro amico, altrimenti l’organismo inizierà a utilizzare come “carburante” le proteine che costituiscono gli organi ed i tessuti, producendo tantissime scorie ed affaticando ancora di più il lavoro dei reni. Un cane malato di reni deve assumere circa 130 Kcal/Kg di peso corporeo, mentre il gatto richiede circa 55 Kcal/Kg al giorno. Si tratta di un valore puramente indicativo, che può subire variazioni anche del 25%, per cui sarà il vostro medico veterinario, valutando il peso corporeo e lo stato di nutrizione del vostro animale, a formulare una dieta che risponda alle sue particolari esigenze. Per non affaticare ulteriormente il lavoro dei reni, è meglio evitare una dieta troppo proteica e preferire che la maggior parte dell’energia derivi dai grassi, che tra l’altro aumentano l’appetibilità e la densità energetica dell’alimento, permettendo all’animale, di assumere più calorie con una ridotta quantità di alimento.

Proteine per il benessere dei reni

Come abbiamo detto, è opportuno ridurre l’apporto di proteine dell’alimento, per evitare che si producano troppe scorie, preferendo prodotti a base di proteine ad elevato valore biologico ad alta digeribilità, sennò si rischia la carenza di aminoacidi essenziali. Preferite quindi le proteine di origine animale (carne, pesce..), piuttosto che quelle di origine vegetale. Un buon mangime per cani con insufficienza renale dovrebbe contenere in media il 15% di proteine ad elevato valore biologico, mentre un prodotto per gatti può arrivare al 30%.

Equilibrio Acidi-Base

Se l’animale produce tanta pipì, perde anche una maggiore quantità di vitamine idrosolubili. La supplementazione, nel caso si utilizzi una dieta specifica per problemi renali, non è tuttavia necessaria, in quanto questi prodotti vengono formulati tenendo conto dei fabbisogni aumentati di queste vitamine. Il discorso cambia se optate per una dieta casalinga, che dovrà essere integrata con tenori molto elevati di queste vitamine.

Un altro compito che i reni sani svolgono abitualmente è quello di
mantenere costante il pH del sangue, eliminando gli acidi che si formano
durante il metabolismo e riassorbendo gli ioni bicarbonato. Quando si
verifica l’insufficienza renale, i reni non riescono più a svolgere
questa funzione e si verifica la cosiddetta “acidosi metabolica”, che
consiste in un abbassamento del pH dell’organismo. Per far fronte a
questo problema, è sufficiente aggiungere alla dieta delle sostanze
“alcalinizzanti”, in grado di correggere il pH, come il bicarbonato di
sodio, il citrato di potassio o il carbonato di calcio.

Fosforo

Perrallentare la progressione della patologia, è molto utile ridurre
l’apporto di fosforo della dieta, che non dovrebbe superare lo 0,3%
della razione del cane e lo 0,6% in quella del gatto. Un eccesso di
questo minerale, infatti, crea molti sintomi collaterali all’insufficienza renale e danneggia i reni in modo irreversibile. In uno studio effettuato su cani con insufficienza renale, i soggetti alimentati con una dieta a basso tenore di fosforo avevano il 75% di sopravvivenza, contro il 33% di quelli alimentati con una dieta ricca di fosforo, che inoltre presentavano una progressione del danno renale più rapida.

Oltre a ridurne l’apporto con la dieta è possibile impedirne l’assorbimento a livello intestinale, somministrando, al momento del pasto, un farmaco che “cattura” il fosfato (chelante), come il calcio acetato, che va somministrato sempre previa prescrizione del vostro veterinario di fiducia!

Ecco come incoraggiare a mangiare il tuo animale

Quando si diagnostica l’IRC. ci si trova quasi sempre di fronte ad un soggetto inappetente, a causa della concomitante presenza di nausea, ulcere gastriche ed orali e vomito. L’animale malato di reni, inoltre, subisce un’alterazione del senso del gusto e dell’olfatto e questo contribuisce a diminuire l’appetito.

Le diete specifiche per problemi renali sono spesso poco appetibili, a causa della necessaria riduzione di sali minerali e proteine e, se a questo si aggiunge lo stress del ricovero in clinica e dell’alimentazione forzata, risulta chiaro come l’inappetenza in questi soggetti sia d’obbligo. Per incoraggiare l’animale ad alimentarsi, è opportuno somministrare l’alimento riscaldato ed aromatizzato in un luogo tranquillo, coccolando l’animale, in modo ch’egli associ il momento del pasto ad un evento positivo.

La razione giornaliera deve essere suddivisa in almeno 3 piccoli pasti, per non sovraccaricare eccessivamente l’apparato digerente. Come aromatizzante, è sconsigliabile utilizzare brodi di carne o di dado, perché altererebbero il bilancio di nutrienti della dieta renale, rendendola inefficace.

Soprattutto i gatti, faticano ad adattarsi ad un nuovo alimento, specie quando sono malati, quindi è sempre meglio effettuare un passaggio molto graduale, introducendo dosi crescenti dell’alimento dietetico a quello abituale, per un totale di 7-10 giorni.

Evitate di somministrare farmaci dal sapore sgradevoli assieme alla dieta, sennò l’animale si rifiuterà di mangiare! Per incoraggiare il gatto a mangiare può essere utilissimo “sporcargli” le labbra e le zampe con una piccola quantità di cibo; essendo un animale molto pulito, non esiterà a leccarsi minuziosamente, ingoiando l’alimento.

Ecco una ricetta al manzo

(dosi per un cane di circa 10 Kg):

125 g di Carne di Manzo Tritata;
350 g di Patate Bollite (con la pelle);
25 g di Olio di Pesce;
Integratore vitaminico-minerale a basso tenore di fosforo (secondo le indicazioni sulla confezione)

Ricetta al maiale saporito

(dosi per un cane di circa 10 Kg):

70 g di Carne di Maiale (spalla);
1  Uovo Intero;
350 g di Riso Bollito;
10 g di Olio di Pesce;
Integratore vitaminico-minerale a basso tenore di fosforo (secondo le indicazioni sulla confezione)

Quale alimento scegliere? 

In una situazione così delicata come quella di un animale con alterazioni
renali è sempre meglio rivolgersi ad una dieta commerciale specifica per
questo tipo di problemi (Tab 2). La scelta fra crocchette e mangime
umido dipende sostanzialmente dalle preferenze del vostro amico a
quattro zampe.

Quando l’animale beve poco è preferibile aumentare l’apporto idrico somministrando un mangime umido, così come quest’ultimo è da preferire quando l’animale si rifiuta di mangiare, perché è più appetitoso e può essere somministrato più facilmente.

Nel caso in cui il vostro amico a 4 zampe sia stato abituato alla dieta casalinga e si rifiuti categoricamente di mangiare qualsiasi alimento commerciale, è meglio non insistere, perché i rischi di denutrizione sono molto alti con questa patologia. In questo caso, rivolgetevi al vostro veterinario, che saprà indicarvi una dieta casalinga su misura per le esigenze del vostro animale.

Sodio

I reni malati non sono in grado di eliminare il sodio ed è quindi
consigliabile ridurre l’apporto di questo minerale nella dieta,
altrimenti si rischia un eccessivo aumento della pressione sanguigna.
Tuttavia, meglio non esagerare, perché somministrare una dieta senza
sodio può aggravare ancora di più la patologia renale; l’ideale, quindi,
è diminuire gradualmente la concentrazione del sodio nella dieta, ma
senza scostarsi eccessivamente dai valori normali.

Sostanze Antiossidanti

L’aggressione di proteine, acidi nucleici e lipidi da parte dei radicali liberi accelera la progressione del danno renale e della patologia. Detto ciò, risulta chiaro come somministrare sostanze antiossidanti nella dieta come vitamina E, vitamina C, carotenoidi e flavonoidi possa ostacolare questo processo.

Fibra

Un elevato apporto di fibra possa essere efficace per aiutare l’animale malato di reni. Infatti, essa migliora la compromessa motilità intestinale e stimola la crescita di alcuni batteri gastrointestinali, che utilizzano l’urea, una tossina che si accumula nel sangue degli animali affetti da questa patologia, depurando così l’organismo. L’uso della fibra permette, quindi, di rendere meno severa la privazione delle proteine dalla dieta.

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