L’ipotermia per gli animali

Si può manifestare con tremori, letargia e debolezza. A rischio gli animali anziani, i neonati e quelli di piccola taglia: se il termometro scende troppo è bene correre ai ripari…

A cura della Dott.ssa SILVIA DIODATI – Medico Veteriario

Quando la temperatura crolla

La termoregolazione è la ca-pacità dell’organismo di mantenere il più costante possibile la temperatura in-terna ed è controllata da una zona del cervello chiamata ipotalamo. Gli animali sono in grado di conservare il calore che producono trami-te diverse strategie, sia di ti-po comportamentale sia fi-siologico.

Alcuni esempi? diminuire il diametro dei vasi sanguigni (e quindi il flusso di sangue) nelle aree periferiche del corpo: que-sto sistema si chiama vaso-costrizione e permette di disperdere una minore quantità di calore. Poi c’è la piloerezione (quando si “rizza il pelo”), che intrap-pola uno strato di aria iso-lante a ridosso della cute.  Se ce n’è poco, il calore si può anche produrre. Come? Incrementando la gittata cardiaca, la velocità del me-tabolismo di base e l’attività muscolare (tremori).  

Tanto sonno


L’ipotermia tende a manifestarsi con maggiore frequenza in animali di piccola mole, nei neonati e nei soggetti molto anziani, negli ipotiroidei e negli animali che hanno una scarsa quantità di tessuto adiposo.

In un paziente con una ipotermia lieve è possibile riscontrare una depressione del sensorio con letargia, debolezza e presenza di tremori. Man mano che l’ipotermia peggiora, anche i segni clinici cambiano, passando da una diminuzione della frequenza cardiaca, irrigidimento muscolare e respiro rallentato, fino a pupille fisse e dilatate e coma.

Al freddo Ma chi sono i soggetti predisposti all’ipotermia? In generale tutti quelli che hanno una termoregola-zione carente. A rischio i neonati, gli individui molto anziani, come pure i sog-getti affetti da ipotiroidismo o sotto anestesia. Attenzione, però: anche ne-gli animali sani i mecca-nismi della termoregola-zione possono diventare in-sufficienti se l’organismo viene costretto a rimanere per troppo tempo in condi-zioni di freddo eccessivo! 

L’ipotermia induce anche una depressione del sistema nervoso centrale.  La già citata vasocostri-zione periferica e il concen-trarsi del circolo sanguigno verso le parti più profonde del corpo determinano un aumento della “concen-trazione” del sangue.  Di conseguenza diminuisce la gittata cardiaca: infatti, le forme più gravi di ipotermia sono sempre associate ad una diminuzione della pres-sione del sangue.  La riduzione della frequen-za e della profondità del re-spiro causano, a loro volta, un aumento della concen-trazione di anidride carbo-nica.

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