L’endoscopia digestiva nel cane e nel gatto

L’endoscopia flessibile è uno strumento che, sfruttando le fibre ottiche (FIBROENDOSCOPIO) o una piccolissima videocamera digitale (VIDEOENDOSCOPIO), consente di vedere dentro gli organi cavi sia delle persone sie degli animali.

Dott. MARCO CHIERICHETTI – Medico Veterinario

Vediamoci chiaro…

L’operatore può osservare l’immagine e  realizzare perfino
foto e filmati. In medicina veterinaria, l’endoscopia digestiva ci
consente (senza toccare il bisturi!) di vedere direttamente il tratto
digerente anteriore e posteriore dei nostri amici quattrozampe. A
breve saranno disponibili anche in medicina veterinaria strumenti per
esplorare l’intero tratto digerente dalla bocca all’ano in gatti
e cani di taglia medio – piccola.

L’endoscopia si rivela molto utile nel caso i nostri animali manifestino problemi come vomito e diarrea prolungati, perdita di peso, appetito capriccioso, o anche in presenza segni radiologici ed ecografici d’infiammazione dell’apparato digerente.

Corpi estranei


Durante l’esame vengono eseguiti anche dei particolari prelievi di tessuti che potranno essere usati in seguito – presso laboratori con personale specializzato nelle patologie gastroenteriche degli animali – per capire gravità  e estensione dell’infiammazione e, eventualmente, a differenziare i
processi patologici tumorali l’endoscopia ci viene inoltre in aiuto per la rimozione di corpi estranei, per dilatare restringimenti patologici dell’esofago, del colon o del retto – spesso responsabili di ostruzioni del passaggio del contenuto alimentare e feci – e infine per la rimozione (con quella che gli esperti chiamano elettroresezione endoscopica) di alcuni tipi di polipi della parete dello stomaco o colon e retto.

Istruzioni per l’uso

La preparazione all’esame endoscopico richiede ventiquattrore di digiuno per esofago, stomaco e duodeno e sospensione di alcuni farmaci per il vomito. Per l’esame di colon, cieco ed ileo sono necessarie trentasei ore di digiuno, la somministrazione di lassativi per bocca e l’esecuzione di clisteri da parte, prima del proprietario e poi del veterinario endoscopista. In quei casi, dato che l’obiettivo è quello di pulire la superficie del tratto da esaminare, il paziente dovrà essere sottoposto ad anestesia.
Per ottenere una diagnosi di una patologia cronica gastrointestinale è necessario un iter complesso che deve comprendere un’accurata visita, esami delle feci, radiografie, ecografie, esami del sangue e, alla fine del percorso, esame endoscopico o chirurgia, con esame dei tessuti.

Un percorso complicato

Questo genere di esami, è comunque parte di un lavoro diagnostico molto complesso. L’approccio corretto a eventuali problemi del tratto digerente dei nostri amici, infatti, parte da molto lontano.

Prima di tutto è sempre necessaria un’accurata visita clinica generale e particolare dell’apparato gastroenterico, un esame radiografico – che può essere accompagnato anche da un riscontro ecografico – del tratto
gastrointestinale, al quale andranno affiancati gli esami del sangue
e almeno tre esami delle feci.

Tutti questi esami ci permetteranno di escludere altre possibili malattie concomitanti. La conferma di qualsiasi sospetto di patologia, verrà sempre e comunque dall’analisi dei tessuti.

Sarà questa a permetterci di eseguire una terapia mirata. Discorso diverso è per i corpi estranei che potranno essere rimossi endoscopicamente dall’esofago e dallo stomaco o chirurgicamente, se presenti nell’intestino, dopo un sospetto radiografico ed ecografico.

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