La dermatite atopica

La dermatite atopica è una malattia cronica recidivante, pruriginosa, geneticamente ereditaria, che può colpire sia i cani che i gatti.

A cura della Dott.ssa Mercede paolillo Medico Veterinario e Consigliere Ordine Medici Veterinari di Roma e provincia

Le razze più soggette

Tra i cani, le razze maggiormente predisposte sono: molossoidi, Dalmata, Pastori tedeschi, Labrador soprattutto giovani tra 1 e 3 anni di età, Sharpei, American Staffordshire e Bouldog francesi sotto l’anno di vita.

È una malattia multifattoriale che vede tra le sue cause, oltre alla predisposizione genetica, fattori ambientali, anomalie del sistema immunitario ed allergie alimentari.

Un aiuto dai probiotici


Studi recenti hanno visto, inoltre, una stretta correlazione tra cervello, cute ed intestino i quali, provenendo dallo stesso tessuto embriologico (l’ectoderma), condividono lo stesso sistema immunitario.

Ciò è risultato particolarmente interessante poiche’ si è scoperto che cani atopici spesso hanno anche alterazioni del microbioma intestistinale e che dunque, la somministrazione di probiotici può migliorare anche le condizioni della cute di questi animali.

I cani atopici risultano allergici a moltissimi agenti esterni: pollini, piume, lana, materiali sintetici, agenti chimici e polvere.

Sintomi

Il sintomo principale che contraddistingue questi pazienti è senz’altro il prurito, costante, continuo che determina non solo problemi cutanei ma anche una pessima qualità della vita,non solo dell’animale,ma anche dei familiari conviventi.

Il prurito risulta essere facilmente provocabile e causa una dermatite eritematosa localizzata per lo più ventralmente, alle estremità degli arti, negli spazi interdigitali, nelle zone perioculari e sui padiglioni delle orecchie.

Complicanze

Spesso su queste lesioni cutanee proliferano batteri, soprattutto Staphilococchi, micosi, lieviti come la Malassezia e acari del genere Demodex. Si avranno ispessimenti della cute, lichenificazione e alopecia secondaria. Anche lo stress e l’umidità contribuiscono ad aggravare la sintomatologia

Diagnosi e cura

La diagnosi può essere fatta dal veterinario, che effettuerà un’accurata visita dermatologica, esami colturali di campioni di peli, raschiati cutanei, se necessario esami del sangue ed eventuali test intradermici.

La dermatite atopica non ha una cura specifica,e pertanto risulta essere molto frustrante sia per il veterinario che per i proprietari. La cura si definisce multimodale, ovvero basata sull’utilizzo di più farmaci sia per uso topico che sistemico, ma tutti gli accorgimenti saranno mirati principalmente a ridurre il sintomo principale e cioè il pruito.

Terapia

  • Controllo della dieta, volta a ridurre al massimo gli allergeni alimentari;
  • cura e igiene della cute e del mantello;
  • identificazione ed eliminazione degli elementi responsabili della riacutizzazione dei sintomi ( i possibili allergeni);
  • uso costante degli antiparassitari;
  • somministrazione di probiotici e prebiotici, nonchè acidi grassi omega 3 e omega 6;
  • shampooterapia a base di prodotti emollienti e, se neccessario, antibatterici.
    Ultimamente è stata rivolta una grande attenzione all’uso degli anticorpi monoclonali, visti gli ottimi risultati che si sono ottenuti nel controllo di questa malattia.

Il ruolo del proprietario

Nonostante tutti questi accorgimenti purtroppo, è possibile solo controllare i sintomi e le complicanze di questa malattia, la cui guarigione, ad oggi, risulta essere ancora un vero e proprio miraggio.

Importante infine sottolineare l’importanza della compliance del proprietario ,che deve agire in sintonia con le direttive del medico veterinario, al fine di raggiungere quanto prima i risultati sperati.

© Riproduzione riservata