La Borreliosi

UN NEMICO… BESTIALE!!!

A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI – Medico Veterinario


Conosciuta anche come Malattia di Lyme,
la Borreliosi è una patologia trasmessa dalle zecche del genere
Ixodes, che può colpire sia il cane sia l’uomo. Cerchiamo di
conoscerla meglio.


La zecca che trasmette la Borreliosi
(Ixodes ricinus) è diffusa un po’ ovunque nel territorio italiano,
anche se il suo habitat naturale è costituito da boschi e ambienti
rurali.

Purtroppo questa zecca ha una grande
capacità di attaccare diverse specie di animali, domestici e
selvatici, uomo compreso.

Gli studiosi segnalano che nel Nord
Europa si stia adattando sempre meglio anche agli ambienti urbani.


Roditori… pericolosi

Gli ospiti naturali di questo parassita
sono rappresentati dai roditori selvatici, che sono dei veri e propri
serbatoi della malattia.

Per trasmettere la patologia la zecca
deve rimanere attaccata all’ospite almeno 24 ore, tuttavia
recentemente è stato dimostrato che, se viene interrotto o
disturbato il suo normale pasto di sangue, la trasmissione può
avvenire anche nel giro di sole 16 ore, o anche meno.


I cani dovrebbero essere trattati in
maniera preventiva contro le zecche prima dell’inizio della
stagione considerata a maggior rischio (febbraio-marzo). Bisognerebbe
sempre preferire prodotti ben tollerati, che permangono a lungo e
repellenti


Zoppi e abbattuti

I sintomi più frequenti nel cane
colpito da Borreliosi purtroppo sono molto generici: febbre, zoppia
in uno o più arti, malessere generalizzato, abbattimento, sintomi
neurologici e cardiaci (più rari).

La zoppia può anche risolversi
spontaneamente per poi ripresentarsi ogni 2-4 settimane per due o tre
volte.

 

 


Per trasmettere la Borreliosi la zecca
deve rimanere attaccata all’ospite almeno 24 ore; recentemente però
è stato dimostrato che, se viene interrotto o disturbato il normale
pasto di sangue della zecca, la trasmissione può avvenire anche nel
giro di sole 16 ore, o anche meno.


Eritema migrante

Nell’uomo è abbastanza
caratteristica la comparsa di una forma cutanea (“rash”),
spesso transitoria che si instaura nella zona in cui la zecca ha
punto.

Questa si estende man mano in altre
aree del corpo, da qui il nome di “eritema migrante”.

Dopo alcuni anni dall’episodio acuto
può comparire anche un’artrite cronica. Sono stati descritti da
alcuni studiosi anche se più raramente sintomi neurologici e
cardiaci.


Esistono vaccini contro la Borreliosi?
Sono presenti sul mercato in tutto il mondo sei vaccini, alcuni dei
quali disponibili anche in Europa. La loro efficacia tuttavia non è
certa né assoluta.


Trattamenti preventivi

La diagnosi nel cane può essere
effettuata anche in ambulatorio sulla base della sintomatologia ma
soprattutto attraverso un prelievo di sangue ed un test rapido.

I cani dovrebbero essere trattati in
maniera preventiva contro le zecche prima dell’inizio della
stagione considerata a maggior rischio (febbraio-marzo).

Meglio preferire prodotti ben
tollerati, che permangono a lungo e repellenti.

 

 

La Borreliosi è una patologia
trasmessa dalle zecche del genere Ixodes, che può colpire sia il
cane sia l’uomo.


Zone a rischio

Il trattamento dovrebbe essere ripetuto
almeno una volta al mese fino ai mesi di settembre o novembre a
seconda delle zone e del clima. Sarebbe comunque preferibile,
soprattutto nelle zone più a rischio e nei soggetti che trascorrono
molto tempo all’aperto, protrarre il trattamento per tutto l’anno.


Per trattare i cani in maniera
preventiva contro le zecche sono disponibili in commercio diversi
tipi di prodotti in fialette ed in collari.


Ispezioni

Dopo aver frequentato aree
potenzialmente a rischio sarebbe preferibile ispezionare sia noi
stessi sia il nostro cane da cima a fondo. Le zone preferite dalle
zecche sono rappresentate da inguine, ascelle testa e torace.


I sintomi più frequenti nel cane
colpito da Borreliosi purtroppo sono molto generici: febbre, zoppia
in uno o più arti, malessere generalizzato, abbattimento, sintomi
neurologici e cardiaci (più rari).


Non essendo ancora completamente noti i
tempi in cui vengono trasmessi i patogeni dalla zecca durante il
pasto di sangue, sarebbe preferibile staccare il parassita il prima
possibile, facendo attenzione a non lasciare infisso l’apparato
buccale nella cute dell’ospite. In commercio esistono pinzette
appositamente studiate che agganciano il parassita e poi attraverso
un movimento rotatorio permettono una facile estrazione.