Consigli per una corretta relazione uomo cane

Cane Dalmata con la palla in bocca

Iperattività, distruttività, possessività e attaccamento morboso sono alcuni dei problemi di cui i proprietari dei cani si lamentano. Spesso questi comportamenti sono normali e possono dipendere dal carattere o dalla razza, ma, quando sono espressi fuori contesto o con troppa intensità, divengono difficili da gestire. Esaminiamoli singolarmente cercando di spiegare le motivazioni che li determinano e cosa si può fare per attenuarli.

A cura di Tiziana DaRe Educatore e ri-educatore cinofilo professionista. Diplomata in educazione e rieducazione del cane. Specialista nel comportemento del gatto www.obbiettivocane.com

ESERCIZI FAI DA TE

IPERATTIVITA’

La sindrome di iperattività (HA) e ipersensibilità (HI) solitamente compaiono assieme. Nella prima è assente la fase refrattaria ovvero di arresto nella quale si torna alla calma, alla quiete. Per esempio, in un comportamento normale riscontriamo tre fasi:
1) fase appetitiva in cu c’è la percezione dello stimolo = il cane vede la pallina
2) fase consumatoria = il cane rincorre e prende la pallina
3) fase refrattaria di arresto = il cane è stanco e soddisfatto di aver rincorso la pallina.

Nel caso di ipersensibilità, il cane è sempre vigile e in allerta e reagisce in modo esagerato anche a stimoli di bassa entità. Diciamo che il quadro patologico è abbastanza evidente di un cane che non stà mai fermo, dorme pochissimo di notte, se è fuori a volte si scorda di evacuare i propri bisogni perché sempre in movimento e preso dall’ambiente, ecc.
Per fortuna però nella stra maggioranza dei casi, i cani sono semplicemente sovraeccitati perché conducono una vita poco soddisfacente dal punto di vista motorio e cognitivo e quindi si ritrovano ad avere un eccesso di energie inutilizzate.


In questi casi basta incanalare tutta questa energia inutilizzata in attività di gradimento al cane, in base all’età, taglia e razza. Si può pensare di intraprendere un percorso di sport cinofili quali l’Agility, la Mobility dog, Disc dog o se piace correre assieme al cane attività quali cani-cross. In modo da sfogare il cane e indurre a periodi di calma dove il cane è appagato per aver fatto attività e quindi riposa sereno.

Se non si ha tempo di fare degli sport cinofili o non si hanno centri cinofili a portata di mano, il proprietario può sempre introdurre degli esercizi a livello olfattivo quali cercare le crocchette del pasto sparse in giardino, nascondere il gioco preferito del cane ed invitarlo a cercarlo, giocare a nascondino anche con più membri della famiglia, insegnare al cane il riporto dei propri giochi o di oggetti sparsi per la casa, fare piccole sessioni di obbedienza base dove si insegna al cane il seduto, il terra o la condotta a guinzaglio. Oppure dedicarsi a delle escursioni in campagna, o collina o montagna, dove ci siano spazi per il cane dove poter correre e odorare in tranquillità (se il cane non viene al richiamo utilizzare sempre una longhina per evitare che si perda).

DISTRUTTIVITA’

Masticare per i cani è un’attività normale come abbaiare, correre, scavare ecc. Solitamente i cani vengono definiti distruttivi quando rompo o oggetti che noi proprietari non vogliamo che rompano tipo scarpe, mobili, porte, tappeti, e via dicendo. Non tutte le attività di distruzione sono uguali, lo stesso vale per lo scavare. Ma se entrambe vengono espresse in assenza di altri sintomi, allora il cane viene definito come distruttivo. Altri cani che manifestano ansia, stress, aggressività in concomitanza alla distruttività allora la patologia è un’altra e gli atti cosi detti “vandalici” non sono la causa ma solo uno dei sintomi.

Le cause che inducono il cane ad essere distruttivo possono essere svariate, fra le quali:

  • detenzione del cucciolo;
  • incapacità di stare da solo;
  • noia (scarso gioco);
  • fame (privato da una sana ed equilibrata alimentazione);
  • paure o fobie;
  • richiesta d’attenzioni;
  • cambiamenti di casa o routine (traslochi);
  • frustrazione;
  • iperattività (vedi sopra);
  • comportamenti ossessivi compulsivi.

Anche in questa tipologia di comportamento indesiderato per fortuna il più dei casi di distruttività è dovuto da noia nel cane. E’ comunque da considerarsi un comportamento che può essere pericoloso per la salute del cane in quanto il cane potrebbe ingerire corpi estranei non commestibili e quindi creare lesioni allo stomaco o intestino, potrebbe rovinarsi i denti, o farsi male. Se il cane nell’arco della giornata ha scarse capacità di giocare o fare attività motorie, cercherà di sfogarsi con quello che trova a portata di mano.

Un cane che si annoia, soprattutto se giovane e con alto livello energetico, troverà nel masticare in giro un gran sollievo e intrattenimento. Anche in questo caso è inutile punire il cane ma bensì rindirizzare tutta l’energia in attività ricche di stimoli. Passeggiate in esterno, giocare con altri cani, giocare con il proprietario.

Utilizzare dei dispenser di cibo al posto della ciotola fa si che anche il pasto diventi una forma di attività che dura per qualche minuto anziché secondi. Le attività è bene alternarle nell’arco della giornata mantenendo comunque una routine fissa. Al rientro delle attività e dopo il pasto si può pensare di lasciare qualche passatempo da masticare al cane. In commercio oggi giorno sono facilmente reperibili diversi tipi di passatempo quali le corna di cervo, corna di bufalo, legno del caffè, prodotti innocui alla salute del cane e che appagano a livello di masticazione anche il più temerario dei masticatori.

POSSESSIVITA’

La possessività salta fuori quando il cane rivendica un gioco, posto letto, pasto o qualsiasi cosa che ha valore ai suoi occhi. Infatti è solito dire che il cane “va in protezione di…” Quando un cane si agita, ringhia o cerca di mordere altri animali o persone per proteggere una risorsa è bene intervenire con calma e pazienza per insegnare al cane a rilassarsi e non sentirsi minacciato. Il primo passo da fare è quello di riconoscere quando il cane manifesta segni di possessività nei confronti di qualcosa.

I segnali di avviso più comuni sono:

  • rifiutare di lasciare la pallina (forma lieve di possessività);
  • aggredire o tentare di farlo altri cani o persone mentre sta mangiando;
  • accumulare giochi o oggetti;
  • ringhiare a cani o persone mentre tiene un gioco o oggetto in bocca;
  • atteggiamento di gelosia nei confronti del proprietario che accarezza altri cani.

Una volta imparati gli atteggiamenti classici di un cane possessivo diventa più facile interpretarli e quindi cercare di gestire al meglio la situazione. In primis, identificare se ci sono specifici oggetti che il cane protegge, tipo palline, scarpe ecc, e eliminarle dal raggio del cane in modo tale che siano inaccessibili allo stesso. I cancelletti tipo baby gate possono diventare utili per controllare il raggio d’azione del cane e bloccare l’accesso in certe aree della casa dove sappiamo che c’è qualcosa che potrebbe proteggere. Se il cane è possessivo della ciotola in presenza di altri animali è bene che lui mangi isolato dagli altri in modo tale da non praticare la possessività.

Se lo è nei confronti di persone è vitale che i bambini non si avvicinino al cane mente mangia e che mai venga sottratta la ciotola al cane nel tentativo di far vedere “chi comanda”! Cosi facendo non fate altro che confermare al cane che l’uomo arriva per sottrarre, invece il messaggio da trasmettere è l’opposto. Il proprietario arriva per donare.

Il proprietario può a distanza di sicurezza lanciare dei bocconcini nella ciotola affinché il cane associ la nostra presenza come un qualcuno che porta doni e non “sottrae”. Insegnare al cane dei comandi base di obbedienza quali “lascia”, “scambio” o “molla” possono essere utile nel controllare meglio le risorse. Quindi invitare sempre il cane a fare un baratto: tu mi dai quello e io ti do questo. E’ importante far capire che nulla nella vita è gratis ma che con la collaborazione il cane ottiene risorse quali gioco, cibo e attenzioni. In casi gravi di aggressività contattare un esperto del settore che sappia al meglio indicarvi come gestire il cane.

IPERATTACCAMENTO

Molte volte capita di essere quasi fieri del proprio cane che ci segue ovunque nelle stanze di casa, che se preso in braccio ringhia nei confronti di persone che si avvicinano, o che il cane faccia mille effusioni ed essere quasi sul punto di avere un infarto quando il proprietario rientra a casa anche da una breve assenza.

Tutto ciò ahimè non è normale ma si tratta di una forma di iper attaccamento nei confronti della figura umana tipica di cagnolini timidi e che maschera un senso di ansia e insicurezza del cane che spesso sfocia in una vera e propria ansia da separazione (problema comportamentale molto grave). E’ molto importante riconoscere il problema prima che sfoci in qualcosa di più grande poiché non è per niente bello avere un cane insicuro che soffre di iperattaccamento. Il cane deve sviluppare la propria individualità e il proprietario deve essere colui che lo aiuta in questo compito. I tipi di iper attaccamento possono essere di due tipi primario o secondario.

Primario: si sviluppa nella prima fase di vita del cucciolo da quando viene portato a casa a due mesi fino ai sei mesi. E’ il tipico attaccamento che si sviluppa fra cuccioli e madre o figura di riferimento. Se nei primi mesi di vita al cane non viene gradualmente insegnato a stare da solo, ma viene costantemente tenuto insieme al proprietario ci sono altissime probabilità che si sviluppi un problema di iper attaccamento primario.

Il tipo di attaccamento secondario avviene quando il cane è già adulto, solitamente quando ci sono delle paure o fobie nel cane che non riesce a superare se non in presenza del proprietario. Questo tipo di problema può essere improvviso e non sempre vi sono delle cause; a volte una malattia può rendere l’animale più dipendente dalla figura umana, o un cambio di casa. In entrambe le situazioni per cercare di aiutare l’animale è bene rendersi conto del problema e attuare subito un programma di abituazione graduale a stare da solo.

Il primo step è quello di non farsi seguire in tutte le stanze ma abituare il cane a restare nel suo cuscino in casa in uno stato di calma. Mediante l’uso dei cancelletti il cane può essere limitato nel raggio di azione ma fondamentale è che il primo step sia quello di potersi muovere nella stessa stanza con il cane tranquillo che sonnecchia sul suo riferimento. Solo dopo ci si allontanerà brevemente in altre stanze per pochissimi secondi alla volta e rientrando dove è collocato il cane con fare indifferente. Gradualmente il tempo di assenza del proprietario deve aumentare di minuto in minuto fino a poter uscire di casa senza creare stress nell’animale.

Per attuare questi spostamenti è consigliato iniziare dopo aver fatto dell’attività fisica, in modo che il cane sia appagato e stanco.
Se si usano i passatempi sotto forma di cibo non devono essere usati per “imbrogliare” il cane, e scappare dal cane ma essere introdotti come passatempi in presenza del proprietario e poi lasciati solo come attività alternative in assenza del proprietario.

I giochi di intelligenza e cognitivi possono aiutare il cane ad acquistare autostima in se stesso e molto spesso vengono introdotti in questi tipi di lavori. Calma, gradualità e pazienza è un MUST DO per cercare di svincolare un atteggiamento di iper attaccamento e rendere il cane più sicuro e autonomo. Per qualsiasi dubbio non abbiate paura di chiedere aiuto ad un esperto del settore.

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