I pesci e le loro autonomie

Diffusi in tutte le regioni della terra, i pesci popolano le acque marine salmastre e quelle dolci. Un vero “esercito” che conta almeno 25.000 specie, per un’infinità di forme, colori e caratteristiche diverse.

A cura della Dott.ssa Federica Micanti – Medico Veterinario

Fin dall’antichità, le specie di pesci che presentavano un’elevata varietà di colori furono selezionate dell’uomo e allevate in cattività. Anche il pesce rosso della Cina (Carassius a. auratus), che oggi vediamo in tantissime varietà dai colori vivaci, ospitato nei laghetti da giardino degli appassionati di tutto il mondo, ha un antenato decisamente meno appariscente ed è
frutto di una selezione portata avanti addirittura per secoli.

Specie domestiche

La stessa cosa è successa in Giappone con le carpe Koy, di cui sono state via via selezionate varianti sempre più variopinte. Grazie ai progressi dell’acquariologia, poi, le numerose specie tropicali presenti sul mercato non sono più da considerarsi prerogativa esclusiva dei grandi acquari, ma in un certo senso sono diventate delle vere e proprie specie “domestiche”.

Tante forme


I pesci presentano le forme più bizzarre: accanto ad esemplari di forma classica, ne esistono infatti di serpentiformi, piatti o “a palla”. Alcuni, come i pesci ago o i cavallucci marini, non hanno la classica copertura di squame ma una corazza ossea.

Pinne velenose

La forma della testa e del muso, come del resto il campo visivo, si sono trasformati e adattati in base al tipo di alimentazione. Le specie che popolano i fondali possiedono una sorta di “barbigli” intorno alla bocca per scovare il cibo. Le pinne pettorali e addominali a volte hanno la funzione di organi tattili, olfattivi oppure servono per trattenere le prede. Alcuni raggi della pinna dorsale, in determinate specie, possono essere velenosi.

Vescica natatoria

La circolazione dei pesci è dotata sia di un sistema venoso sia di uno arterioso, entrambi piuttosto semplici. Il cuore, costituito da un solo ventricolo, pompa sangue venoso alle branchie, mentre l’ossigeno viene ricavato dall’acqua. I pesci sono dotati di un organo peculiare, chiamato vescica natatoria (assente però in alcune specie di squali), che consente loro di mantenere la normale posizione in acqua e che si gonfia o si sgonfia adeguando il peso del pesce a quello del liquido circostante.

Uno sguardo interno

L’apparato digerente presenta delle diversità nelle varie specie, in base alla dieta. I pesci predatori presentano uno stomaco e un intestino breve, gli altri solo un tubo digerente più lungo. Tutti sono dotati di fegato, cistifellea e pancreas. Il rene è adiacente alla colonna vertebrale, una sua porzione svolge funzioni ormonali e immunitarie. La cute coperta di squame è munita di cellule che secernono muco e cellule pigmentate e ha una funzione protettiva.

Uova… in bocca

La riproduzione avviene con le modalità più svariate: alcune specie depongono uova in maniera incontrollata, altre hanno un periodo di gestazione, altre ancora partoriscono avannotti già completamente sviluppati. In alcune specie i genitori tengono le uova in bocca, mentre in altre, come il cavalluccio marino e il pesce ago, gli individui maschi possiedono delle sacche per custodire le uova. Infine, i Discus hanno una caratteristica ormai nota agli acquariofili ma pur sempre unica e stupefacente, che riguarda l’alimentazione degli avannotti che nei primi giorni di vita si cibano di un secreto cutaneo.

I pesci sentono gli odori?

Sì, l’olfatto nei pesci è molto sviluppato e viene utilizzato soprattutto per la ricerca del cibo e nel periodo degli accoppiamenti. Infatti alcune femmine rilasciano in acqua particolari sostanze che servono da richiamo sessuale per i maschi. Alcuni odori, provenienti dai predatori o da pesci feriti,
suscitano una immediata allerta negli esemplari nelle vicinanze. L’olfatto inoltre è utile ai salmoni per non perdere la rotta durante il periodo delle migrazioni. È infatti grazie alla loro “memoria olfattiva”, a dir poco prodigiosa, che essi dall’oceano risalgono i fiumi, per riprodursi nelle acque in cui sono nati.

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