A che età possiamo educare il cane?

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Ache età educare il cane?

Fino a qualche decina di anni fa si pensava che si potesse educare il cane solo al compimento dell’anno di età. Vediamo se è vero…

Oggi sappiamo che il cucciolo può apprendere i primi rudimenti dell’educazione di base già a partire dai due mesi.

Parte del lavoro in realtà viene normalmente avviato dalla madre molto prima, tramite il “legame di attaccamento”. Questo nasce tra la seconda e la terza settimana di vita ed è il momento nel qualche avviene l’”impregnazione” (che termina intorno alle 16 settimane). L’impregnazione è l’apprendimento della ricerca dei partner sociali e sessuali nella propria specie e dei soli partner sociali nelle specie amiche.

I primi rudimenti per educarere il cane

L’”impregnazione” nei confronti delle “specie amiche” riduce il rischio di predazione verso queste ultime, anche se a volte non è sufficiente ad inibirlo. Quindi, anche in futuro, l’interazione con le altre specie andrà comunque costantemente monitorata.

Se, invece, l’”impregnazione” non avvenisse in modo corretto, sarà necessario insegnare al cucciolo che anche animali di altre specie possono far parte della famiglia.

Sempre mediante le interazioni con la madre e i fratellini avviene l’apprendimento della postura di sottomissione e quella che impropriamente viene chiamata “inibizione del morso”. Tramite un apprendimento per prove ed errori, il cucciolo impara che stringere troppo forte le fauci sul corpo di un fratellino o della madre porta come conseguenza il pianto di dolore dell’altro o una conseguente punizione.

Se si dà la possibilità alla madre di entrare e uscire di casa e si permette ai cuccioli di seguirla, impareranno i primi rudimenti di quella che è l’espletazione delle loro funzioni corporali in contesti appropriati. Questo andrà maggiormente rafforzata poi nella futura convivenza con la famiglia adottante.

Quando rivolgersi ad un esperto

Arrivato nella nuova casa il cucciolo dovrà imparare da subito cosa può fare e cosa non può fare. E’ questo il momento in cui poter contattare l’educatore cinofilo il quale, previo parere del Medico Veterinario e dopo il secondo richiamo del vaccino, potrà aiutare i proprietari a esporre il cucciolo ai giusti stimoli ambientali, insegnargli a tornare al richiamo, andare al guinzaglio, consolidare la routine igienica e insegnargli a stare qualche ora da solo mentre i proprietari sono a lavoro.

È altresì importante che il piccolo impari a pazientare nelle varie situazioni, ad apprezzare il viaggio in auto e tollerare il trasportino per ogni eventualità.
In questo periodo si possono iniziare anche i primi lavori propedeutici alle obbedienze domestiche come il “seduto”, il “terra” e il “resta” (per consolidare quest’ultimo sarà bene però aspettare ancora qualche mese, poiché richiede una maggiore maturità).

È bene, ancora, che il cucciolo impari a non ingurgitare tutto ciò che trova e, durante il cambio dei dentini (intorno ai 4 mesi), è fondamentale che capisca che non può rosicchiare mobili e oggetti della casa e che consolidi il controllo del morso sui proprietari. Dovremo incanalare questa sua pulsione su masticativi appropriati.

Border Collie ad un percorso di agility

Socializzazioni

Proseguendo, è molto importante lavorare nelle prime sedici settimane di vita sulla corretta socializzazione coi propri simili e quindi sull’apprendimento (mediante l’interazione con cani competenti) di quelle che sono le regole del “galateo canino”.

Man mano che il cucciolo cresce è necessario lavorare sugli autocontrolli in presenza di forti stimoli. Per forti stimoli intendiamo: saper stare calmo in presenza del cibo; reattività al guinzaglio nei confronti degli altri cani; corretto approccio alle persone che ci vengono a trovare a casa.
Fondamentale sarà anche l’apprendimento del significato del BRAVO! e del NO!, i quali saranno un ottimo strumento di comunicazione che ci permetteranno di spiegare al piccolo cosa ci fa piacere e cosa no.

Gli addestramenti specifici

Per gli addestramenti specifici tutto dipende dalla maturità del soggetto, dall’attività dovrà espletare, dal suo livello di salute e dalla mole. Addestramenti che richiedono un certo impegno fisico (agility, sport che richiedano una certa fisicità o lavori veri e propri come la caccia) devono iniziare quando il cucciolo è maggiormente formato fisicamente e psicologicamente più maturo e non senza il parere del Veterinario che ne attesti l’idoneità fisica e clinica al lavoro.

Questo, a seconda dei parametri sopraccitati, può avvenire tra sei e i dodici mesi. Un buon preparatore saprà indirizzarci al meglio sulle tempistiche di training di base, avanzato, sportivo o professionale. Il consiglio più giusto sarebbe quello di contattare il professionista addirittura prima della scelta del cucciolo, onde evitare clamorosi errori di gestione.
Una buona pianificazione del percorso formativo tramite un istruttore esperto è una traccia utile da seguire. Questa, però, deve essere adattata alle tempistiche di maturazione psicofisica dell’allievo e dalla facilità di apprendimento delle varie nozioni propedeutiche al risultato finale.

Concludendo, possiamo affermare che non c’è un tempo standard valido per tutti gli individui, ma che le tappe sopracitate sono una traccia indicativa di quello che può essere la propedeuticità del lavoro sul cane, dal suo arrivo a casa all’anno di età, ma tutte queste tappe (tranne la socializzazione e l’”impregnazione”) possono variare considerevolmente da un soggetto all’altro.

Rivolgersi precocemente a un tecnico del settore potrà facilitarci il compito di gestire al meglio il nostro amico a quattro zampe e ridurre i rischi di commettere degli errori difficili da riparare.

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