Al termine della nostra giornata lavorativa i piaceri che ci attendono al rientro a casa: le feste calorose del nostro cane, cibo e il divano.
A cura di MICHELE CARICATO
Grati al cibo, al divano e alle feste dei nostri amici pelosi
Siamo molto grati al cibo e divano, entrambi ci risollevano da qualsiasi fatica o tensione ma, mentre il cibo e il divano non ci chiedono nulla in cambio, il nostro amico a quattro zampe invece dopo le feste di bentornato approfitta facilmente della nostra momentanea vulnerabilità per esigere una qualche condivisione partendo, di solito, proprio da quella del divano.
Spesso è già di sua pertinenza quando siamo assenti anche se, ovviamente, il piacere di spalmarsi su noi, mentre proviamo a rilassarci, non ha paragoni.
Gli occhi imploranti che seguono il primo rifiuto e lo sguardo insistente demoliscono ogni proposito di regole e disciplina e, alla fine, complice anche la stanchezza, capitoliamo. D’altronde è tutto il giorno che lottiamo, contrattiamo e ragioniamo e l’ultima cosa che vogliamo è affrontare una nuova trattativa.
L’importanza degli spazi personali
Questa scena, a volte, si ripete al momento di andare a dormire. Il letto, come il suo collega divano, rappresenta per il cane il raggiungimento di uno status molto importante all’interno della famiglia. Ma queste abitudini, a volte, non hanno un effetto positivo per l’equilibrio del nostro amico a quattro zampe.

Partendo dalle regole di base e dai fondamenti dell’educazione del cane scopriamo, subito, che letto e divano dovrebbero essere off-limits. In ordine di importanza, il divano ha un valore inferiore mentre il letto, come abbiamo visto, probabilmente rappresenta il massimo della violazione. Naturalmente ogni soggetto ha un carattere differente e di conseguenza risponde in maniera diversa a queste concessioni.
Alcuni cani, molto docili o con i quali il proprietario ha costruito un rapporto stabile ed equilibrato, basato sulla fiducia ed il rispetto reciproco non saranno influenzati, nel comportamento generale, dalla condivisione di questi spazi importanti.
Altri, con un carattere “dominante”, che non hanno molte occasioni di svolgere, con il proprietario, attività che facciano sviluppare una relazione ricca e un educazione chiara con ruoli ben stabiliti, potrebbero lasciarsi andare a comportamenti non desiderati o addirittura irrispettosi.
Alcune buone regole
È per evitare il comportamento di questi ultimi che sono state create queste regole abbastanza precise o, addirittura, radicali. È buona regola che il cane abbia una sua cuccia, copertina, giaciglio etc. In modo che possa condividere i momenti di relax con la famiglia (quindi stare nella stessa stanza) ma senza invadere gli spazi personali. La sala, il salotto o il soggiorno fanno parte degli spazi collettivi (quindi anche il cane può starci).
La camera da letto (in teoria) fa parte degli spazi personali (nostri) quindi sarebbe meglio che il cane dormisse in un’altra stanza.
Sì o no?
Proviamo allora a fare una piccola classifica per capire con quali cani possiamo essere molto più elastici. E con quali, purtroppo, dovremmo applicare diligentemente le regole.
1- Cani calmi e riflessivi guadagnano sicuramente qualche punto, quelli irruenti (saltare sempre addosso, mordicchiare per gioco) scendono di qualche posto nella classifica.
2- Soggetti che hanno, o hanno avuto reazioni esagerate (ringhiare o provare a mordere) ad un nostro rimprovero.
3- Cani che hanno la possibilità di condividere con noi momenti intensi come passeggiate nei boschi, al mare o corse in montagna o sulla neve saranno sicuramente meno propensi ad approfittare delle concessioni rispetto ad altri che conducono una vita sedentaria dove il carico di energia non aiuta il loro equilibrio.

4- Cani obbedienti, che ritornano quando li chiamiamo o rimangono fermi nel posto che gli abbiamo indicato, che in “società” riusciamo a gestire e sono concentrati su di noi, hanno sicuramente diritto a qualche bonus rispetto ad altri che non hanno alcuna intenzione di considerare le nostre richieste.
5- Soggetti abituati a “lavorare” con il proprietario (quindi che frequentano corsi di obedience, agility, ricerche e quant’altro offre l’immenso mondo cinofilo) tendono ad essere più docili ed apprezzare il contatto fisico del divano senza approfittare della situazione.
Abbiamo quindi la possibilità di “modificare” questi divieti. Possiamo adattare la regola al nostro cane oppure fare adattare il cane (migliorando educazione, attività e comportamento) in modo che possa usufruire in maniera sana di tutte le concessioni.
In sala da pranzo
Passiamo in sala da pranzo per rendere tutto più chiaro. Anche in questo caso conosciamo bene le regole generali (mai cibo da tavola, il cane deve mangiare solo nella sua ciotola etc..) e la maggior parte di noi approvano queste precetti e li rispettano senza problemi. Ma se invece volessimo trovare una scappatoia perché non ci sembra giusto (o magari sappiamo che è giusto, ma non ci piace)?
In effetti, pensandoci bene, se durante la cena, il nostro fedele compagno dovesse (dietro nostro comando o autonomamente) andare sulla sua cuccia o stare seduto o a terra ad una certa distanza dalla tavola sarebbe così sbagliato elargirgli un premio speciale?
Molti di noi non vedono l’ora di poter lanciare un pezzettino della crosta della pizza o il grassetto che abbiamo tolto dalla carne. Certo deve rimanere un segreto. Il nostro istruttore cinofilo e, soprattutto, il nostro Veterinario non devono mai venirlo a sapere. Ma se non glielo confessiamo noi non sarà sicuramente il nostro cane a fare la spia!














