Salviamo dalla strada migliaia di randagi!

Salviamo dalla strada migliaia di
randagi!

Al via la campagna di raccolta fondi
per la clinica “Impronte di Gioia” di “Save the Dogs”

 



Partirà il 21 novembre la campagna di
raccolta fondi di Save the Dogs and other Animals, l’associazione
italiana che da 14 anni si occupa di salvare dalla strada cani e
gatti randagi in Romania, oltre a battersi per i diritti degli
animali. Il progetto “Impronte di Gioia” ha come obiettivo quello
di raccogliere fondi per la realizzazione di una clinica veterinaria
all’avanguardia al fine di garantire assistenza e cure veterinarie
a circa 2.000 animali all’anno. Tanti i volti noti a sostegno della
campagna, Rosita Celentano, Veronica Pivetti, Roberto Donadoni, oltre
al noto zooantropologo Angelo Vaira.


L’associazione italiana Save the Dogs
and other Animals – fondata nel 2002 dall’ex pubblicitaria Sara
Turetta e da oltre 14 anni impegnata nella cura e tutela degli
animali – lancia “Impronte di Gioia”, una nuova campagna per
realizzare in Romania una clinica veterinaria all’avanguardia che
garantirà un’assistenza di qualità a circa 2.000 animali all’anno
e salverà così migliaia di cani e gatti che non avrebbero
altrimenti nessuna chance di sopravvivere.

Si tratta di un grande progetto che
vedrà la realizzazione – su un’area di oltre 7 ettari, che già
comprende un moderno rifugio per cani, un santuario per asini e
cavalli e un gattile – di una clinica veterinaria di circa 750 mq di
cui oltre 120 mq di box esterni per il ricovero di cani e gatti, 400
mq dedicati alle degenze degli animali, con 43 stanze individuali,
240 mq per la clinica veterinaria che avrà a disposizione anche una
zona quarantena per gli animali da visitare e vaccinare che poi
andranno in adozione. A disposizione degli animali ricoverati anche
un reparto per gli infettivi ed una sala per le radiografie e le
ecografie.


Si tratta in concreto di una struttura
all’avanguardia, a basso impatto ambientale grazie ad un sistema di
riscaldamento a pompa di calore e pannelli solari – in una zona di
circa 15 mila kmq, più estesa della regione Campania, dove mancano
del tutto infrastrutture di questo genere.

In occasione
della campagna “Impronte di Gioia” di Save The Dogs, molti i
volti noti dello spettacolo e dello sport che hanno deciso di
sostenere i nostri amici animali. Tra di loro l’attrice Veronica
Pivetti, Rosita Celentano, Daniela Poggi, i comici Alex e Franz, il
ct Roberto Donadoni, e il noto zooantropologo Angelo Vaira che
realizzeranno anche dei video appelli per promuovere questa
importante iniziativa a sostegno di cani e gatti randagi.


Per sostenere il progetto di Save the
Dogs e conoscerne tutti i dettagli si potrà visitare il sito della
campagna lanuovaclinica.savethedogs.eu e scoprire tutte le modalità
di donazione. Per seguire la campagna sui social network è stato
creato l’hashtag ufficiale, #ISaveTheDogs

 

 

“La nostra associazione nasce –
spiega Sara Turetta, Presidente di Save the Dogs premiata nel 2012
dall’allora Presidente Napolitano – per dare una risposta alla
tragica emergenza che coinvolge i cani randagi in Romania dove
migliaia di animali vengono uccisi ogni anno dalle autorità con
metodi brutali. A Bucarest, in particolare, lo sterminio è iniziato
15 anni fa e, tra il 2001 e il 2008, sono stati eliminati, secondo le
autorità, 144 mila randagi. Le uccisioni proseguono senza sosta al
ritmo di 30 mila cani all’anno nella sola Bucarest”.


Si tratta di numeri veramente
impressionanti: il fenomeno del randagismo sembra non arrestarsi ed è
particolarmente grave in alcuni Paesi nel mondo come Centro America e
India, mentre in Europa la situazione più disastrosa si registra in
Romania dove la presenza dei cani randagi è insostenibile e fuori
controllo da anni: branchi sempre più numerosi, spinti dalla fame e
dalla paura, finiscono spesso per aggredire i cittadini. Si calcola
che nel 2013, nella sola Bucarest, si siano verificate circa 1.000
aggressioni. Questo ha portato, nel 2001, l’allora Governo rumeno
ad emanare un decreto d’urgenza – poi ratificato nella Legge 258
del 2013 che prevedeva anche l’uccisione dei randagi dopo 14 giorni
di permanenza nei canili.


Attualmente nel mondo si stima che
siano circa 480 milioni i cani randagi (cfr:carodog.eu), mentre in
Italia – secondo l’ultima ricerca realizzata dal Ministero della
Salute nel 2012 – i cani abbandonati per le strade delle nostre città
sono circa 700 mila. Quanto ai gatti, sono circa 22 mila le colonie
feline, con una popolazione che si aggira attorno ai 220 mila
randagi.


Per questo oggi Save the Dogs – dopo
anni di impegno sul territorio con un progetto che investe 800 mila
euro all’anno in attività di prevenzione e lotta al randagismo –
mira ad un approccio integrato per la risoluzione del problema: un
approccio che parta dall’identificazione e registrazione degli
animali con padrone, all’adozione nazionale ed internazionale dei
cani abbandonati, passando per piani educativi nelle scuole, fino ad
arrivare ad un’importante attività di lobby, sia a livello europeo
che nazionale, al fine di ottenere una legislazione che tuteli gli
animali e controlli in modo efficace ed etico la sovrappopolazione
canina e felina.


“L’uccisione sistematica dei cani
in Romania – continua Sara Turetta – avviene grazie ad una legge
regolarmente approvata dal Parlamento romeno e questa legge è ancora
in vigore anche perché, a livello europeo, non è mai stata
approvata nessuna Direttiva che impedisca agli stati membri della EU
di gestire con queste modalità gli animali randagi. E, purtroppo,
l’utilizzo dell’eutanasia, come strumento per contenere la
popolazione canina e felina, è drammaticamente diffuso anche in
molti altri paesi europei”.


In generale si può affermare che, a
livello europeo, manca del tutto una legislazione armonica ed
onnicomprensiva in merito alle pratiche per la gestione degli animali
randagi, pratiche di fatto affidate ai singoli Paesi membri, con
notevoli differenze di gestione di questa problematica tra uno stato
e un altro. In Italia, ad esempio, fu solo con le Legge n.281/91, che
venne proibita nel 1991 la soppressione dei cani ospitati nei canili.


“Come associazione – prosegue la
Turetta – siamo convinti che Bruxelles stia sottovalutando la
portata del problema poiché il fenomeno del randagismo porta con se
anche rischi per la salute pubblica e rivelanti costi sociali ed
economici che non possono più essere ignorati dalle istituzioni. E’
per questo che da tempo Save The Dogs ha iniziato un paziente lavoro
di lobby affinché il Parlamento e la Commissione Europea sviluppino
delle linee guida per i Paesi membri che garantiscano maggiori tutele
per cani e gatti e, nello stesso tempo, realizzino un piano di azione
comune per affrontare in maniera efficace e con strumenti condivisi
il fenomeno del randagismo in Europa”.


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