Come la plastica salvò gli elefanti. Ebbene sì! La plastica nacque per sostiuire altri materiali e ha contribuito a ridurre la caccia a elefanti e tartarughe!
“Non giudicare sbagliato ciò che non conosci, prendi l’occasione per comprendere” – Pablo Picasso.
Riciclabile, leggera, versatile, resistente e con un basso consumo energetico, la plastica può essere modellata in qualsiasi forma.
Nata dall’esigenza di trovare un materiale duttile, resistente ed economico in grado di sostituire il legno, l’avorio, le leghe metalliche, la plastica non solo ha salvato milioni di alberi, ma ha anche contribuito a ridurre la caccia agli elefanti e alle tartarughe.
In che modo la plastica salvò gli elefanti?
Si narra, infatti, che alla fine 1800, la richiesta di oggetti in avorio, dalle palle da biliardo ai pettini, ai monili, fosse alle stelle. La produzione di questi articoli comportava la caccia e il massacro di centinaia di elefanti, uno scempio che poteva essere evitato solo trovando un’alternativa a basso costo con le stesse caratteristiche di durezza e elasticità.
Nacque così la celluloide, la prima plastica artificiale della storia, nata per essere impiegata in una fumosa sala da biliardo e destinata a cambiare il mondo.
La possibilità di fruire del progresso tecnologico degli ultimi cinquant’anni si deve proprio a questo materiale, oggi presente praticamente dappertutto: nelle nostre case, in auto, in ufficio, persino negli abiti che indossiamo. Pensiamo al televisore, al telefonino, agli utensili da cucina, alla carta di credito, alla plancia dell’auto, ma anche ai tanti strumenti insostituibili presenti negli ospedali, negli uffici e nelle scuole.
No a oggi usa e getta in plastica!
Un mondo senza plastica oggi è impensabile. È un materiale pensato per durare e come tale è insostituibile: l’errore è usarlo per prodotti usa e getta.
Bama lo sa bene, per questo produce oggetti di plastica durevole e ne vanno fieri. I loro prodotti sono Made in Italy e le resine atossiche che li compongono sono interamente riciclabili alla fine del loro ciclo di impiego, perché BAMA AMA LA NATURA.












