Addestramento: Il rinforso positivo

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Woman and her dog doing animal obedience training.

Quando si parla di educazione o addestramento di animali si sente spesso parlare di “rinforzo positivo”, ma di cosa si tratta esattamente?

A cura di BERNARDINO DEIANA

Per poterlo spiegare dobbiamo analizzare a monte la definizione generale di rinforzo: secondo la legge dell’effetto, il rinforzo è uno stimolo che, somministrato all’animale, tende ad aumentare la frequenza di emissione di un comportamento.

In cosa consiste il rinforso positivo

Nello specifico il rinforzo positivo è la somministrazione (o aggiunta) di una conseguenza positiva (stimolo appetitivo) che premia il comportamento che si vuole consolidare. Tale rinforzo va dato al compimento dell’azione e, secondo la legge della contiguità temporale, l’intervallo tra risposta comportamentale e conseguenza deve essere molto breve perché avvenga il rinforzo (onde evitare qualsiasi interferenza all’interno dell’associazione “risposta- conseguenza”).


Per esempio: durante la costruzione di un esercizio, il premio che il cane riceverà al raggiungimento dell’obbiettivo è un rinforzo positivo. Per essere veramente definito tale, il rinforzo deve essere veramente positivo per il cane e desiderato da quest’ultimo (se cercassimo attraverso le coccole di rinforzare un comportamento di un cane che non ama il contatto il nostro tentativo fallirebbe).

Rinforzi primari e secondari

I rinforzi positivi si dividono in due categorie: primari (cibo, acqua, calore, riposo, contatto, etc.) e secondari (lodi, clicker o qualsiasi stimolo condizionato che sia associato ai primari).

La legge della contiguità temporale è implicata nell’associazione di queste due categorie e dice che, perché avvenga un condizionamento, è necessario che lo stimolo neutro preceda o si sovrapponga allo stimolo incondizionato: pertanto è bene lodare il cane con un rinforzo secondario al compimento dell’azione desiderata e seguire immediatamente con la somministrazione del rinforzo primario (esempio di corretta sequenza: prima “bravo!” poi leccornia).

Durante l’addestramento

Qualche domanda ai neofiti sorge spontanea: “il cane va sempre premiato durante l’addestramento? E una volta appreso il comportamento?”
Durante l’addestramento del cane è fondamentale applicare un piano di rinforzo costante, nel quale ogni emissione del comportamento desiderato viene premiata.

In seguito la frequenza di rinforzo sarà variabile, onde aumentare la motivazione nel nostro allievo. Anche una volta appreso il comportamento, potremmo di tanto in tanto premiarlo onde evitare che cali la sua motivazione.

Il giusto rinforzo?

Come si stabilisce quali rinforzi primari utilizzare nell’apprendimento? Fondamentalmente nel premiare il cane dobbiamo agire sul soddisfare tramite quel premio una motivazione: se il cane è molto motivato sul gioco ma poco sul cibo o sulle coccole, sarà inutile continuare a premiarlo con ciò che non lo soddisfa (rischieremo di estinguere invece che rinforzare il comportamento da noi desiderato).

Sarà il cane a “decidere” cosa per lui sarà rinforzante e saremo noi a quel punto a dover cercare il rinforzo migliore per quel dato cane, per quella data mansione e per quel contesto. La chiave per poter lavorare in modo produttivo tramite il rinforzo positivo è quella di porsi di volta in volta la domanda: “di cosa ha bisogno il mio cane in questo momento e in questo contesto?”. La risposta a questa domanda ci porterà a decidere quale rinforzo usare per quella data sessione di lavoro.

Chiaramente, nella maggior parte dei casi, il cibo è il rinforzo più usato e facilmente utilizzabile, nonché il più adatto (soprattutto il cibo umido) nei lavori di precisione: ci consente infatti di dare una risposta immediata al comportamento del cane e viene consumato in breve tempo.

Ma se abbiamo un cane che adora mordere, potremmo premiarlo con un corretto tira e molla (preceduto sempre dalla lode); nel caso il nostro allievo ami le coccole potremmo (con maggior difficoltà) utilizzare un contatto a lui gradito per rinforzare l’azione che ha compiuto.

Meglio positivo che negativo

Fino a qualche anno fa l’addestramento del cane si basava maggiormente su punizione positiva (aggiunta di uno stimolo spiacevole finalizzata ad eliminare un comportamento) e sul rinforzo negativo (sottrazione di uno stimolo spiacevole non appena il cane raggiunge l’obbiettivo stabilito dal conduttore.

Gli studi attuali hanno portato alla luce i maggiori effetti di un addestramento basato sul rinforzo positivo, i quali sono di maggior durata e affidabilità, sia nell’ambito dell’educazione del cane da compagnia, che nello sport e nelle attività lavorative vere e proprie.

Il rinforzo positivo è alla base del lavoro di modellaggio di rinforzo (shaping) usato nel clicker training, nel quale, durante l’insegnamento di una competenza, si va a rinforzare l’operato dell’allievo per approssimazioni successive sempre più vicine all’obbiettivo.

Questo tipo di lavoro consente di insegnare al cane compiti complessi, dai tricks divertenti a mansioni del cane d’assistenza quali aprire e chiudere una porta, svuotare la lavatrice o raccogliere oggetti caduti, etc.

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