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	<title>Salute, prevenzione e malattie dei Pesci d&#039;Acquario | Pet Family</title>
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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>La Peste Rossa nemico in acquario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 Nov 2022 15:28:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Peste Rossa</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/la-peste-rossa/">La Peste Rossa nemico in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La &#8220;peste rossa” delle anguille detta anche &#8220;vibriosi” è una malattia causata da diversi batteri che fu scoperta originariamente nelle anguille sia in Europa che in Asia. </strong></p><p>a cura della redazione</p><h2 class="wp-block-heading">I pesci più sensibili alla &#8220;peste rossa”  </h2><p>Frequente appunto in anguille, squali, murene e razze, può scatenarsi quando si ha un brusco peggioramento delle condizioni ambientali dell’acquario oppure quando i pesci presentano lesioni cutanee (fattori che comunque rappresentano una porta aperta per qualsiasi tipo di infezione).</p><p>I più sensibili alla &#8220;peste rossa” sono particolarmente a rischio di contrarre la malattia durante il trasporto dai paesi tropicali da cui provengono, per lo più a causa delle condizioni ambientali in cui si trovano a dover vivere per giorni, ossia chiusi in sacchetti di plastica, a digiuno, con un’alta concentrazione di sostanze di rifiuto ed una notevole diminuzione dell’ossigeno.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Arrossamento sospetto</strong></h3><p>Per questo i nuovi arrivati in acquario dovrebbero essere sempre sottoposti ad una quarantena di almeno 10 giorni prima di essere inseriti in vasca. Quando si acquista un esemplare, si dovrebbe inoltre sempre osservare con attenzione il suo aspetto generale.</p><p>Infine, per quanto riguarda razze, murene o squaletti bisognerebbe osservare sempre l’eventuale presenza di un arrossamento soprattutto nella regione anale.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_070814/pesterossa2640.jpg" alt=""/></figure><h2 class="wp-block-heading"><strong>Come avviene il contagio?</strong></h2><p>I batteri penetrano attraverso il retto (che è una parte dell’intestino), tramite una lesione della pelle o anche attraverso le branchie. Il sintomo che compare per primo è la presenza di puntini rossi sulla superficie del corpo del pesce, che si spandono sempre di più fino a diventare ulcere. L’esemplare mostra evidenti difficoltà nel nuoto e boccheggia, spesso si porta sulla superficie della vasca con dei veri e propri scatti, per portarsi poi di nuovo sul fondo.</p><p>Se si sospetta di essere di fronte a un caso di peste rossa è comunque necessario rivolgersi ad un Medico Veterinario esperto in acquari, per effettuare una diagnosi ed eventualmente ottenere la necessaria prescrizione del farmaco.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Mangimi medicati</strong></h3><p>La terapia contro la peste rossa non è semplice. Questa patologia è curata nei pesci allevati per l’alimentazione umana, come le anguille, attraverso la somministrazione di mangimi medicati, ossia di alimenti che contengono al loro interno il principio attivo efficace per sconfiggere la malattia. In acquariofilia questi mangimi possono difficilmente essere utilizzati, sia per la reperibilità non facile, sia perché pesci come murene, squaletti o razze non li accettano volentieri come mangimi.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_070814/pesterossa3640.jpg" alt="immagine di un acquario pericolo della peste rossa"/></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Un male contagioso</strong></h3><p>Il principio attivo più efficace contro la peste rossa si è dimostrato un antibiotico: il cloramfenicolo, che però è proibito perché ha causato numerosi problemi per l’uomo. Eventualmente è possibile effettuare bagni con altre sostanze come la kanamicina o la streptomicina. In alternativa si può utilizzare anche una sostanza dal nome quasi improponibile, ossia il nifurpirinol, che è contenuto in alcuni prodotti curativi per acquariologia.</p><p>Il bagno dovrà durare almeno 48 ore, per poi essere seguito da un cambio di acqua parziale (del 50%) ed infine da un filtraggio con carbone attivo per 48 ore almeno. Eventualmente è possibile ripetere il trattamento. </p><p>Trattandosi di una malattia estremamente contagiosa, il primo passo rimane comunque quello di individuare il prima possibile l’esemplare colpito e di isolarlo dagli altri pesci, sperando che in questi ultimi non sia ancora avvenuta l’infezione.</p><p><strong>Il principio attivo più efficace contro la peste rossa è il cloramfenicolo, che però è proibito perché ha causato numerosi problemi per l’uomo.</strong></p><p>Possono interessarti altri <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli sulla salute</a> dei pesci</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/la-peste-rossa/">La Peste Rossa nemico in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>I pericoli nell&#8217;acquario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2022 17:05:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I pericoli nell&#39;acquario</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/i-pericoli-nellacquario/">I pericoli nell&#8217;acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>L&#8217;acquariofilia è spesso considerata una passione relativamente sicura, in realtà ogni acquariofilo deve tenere conto di tutti i pericoli presenti nell&#8217;acquario. </strong></p><p><strong><em>Dott. Alessio Arbuatti &#8211; Medico Veterinario</em></strong></p><h2 class="wp-block-heading">Conoscere i pericoli nell&#8217;acquario e sapere prendere le precauzioni necessarie per evitarli.</h2><p>Il primo aspetto da analizzare è quello relativo alla messa in sicurezza delle vasche, soprattutto per quanto riguarda quelle autocostruite. Queste vasche devono essere assemblate in maniera tale da evitare ogni possibile contatto tra il compartimento elettrico e quello acquatico. </p><p>Non solamente in riferimento ai trasformatori ma anche ai neon che devono essere posti in compartimenti isolati e non appoggiati a pochi centimetri dall&#8217;acqua. Le azioni che ci vedono giornalmente coinvolti devono essere attuate nelle migliori condizioni. </p><p>Per questo motivo occorre sempre staccare tutte le prese elettriche: termostato, compartimento luci e pompa di ricircolo, prima di inserire le mani in acqua; evitando così il potenziale rischio di folgorazioni che possono comportare conseguenze estremamente gravi.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Animali rischiosi</strong></h3><p>Un’ultima tipologia di rischi comprende quelli riferibili agli animali ospitati in vasca; per questo motivo vanno conosciute, fin da prima dell’acquisto, le principali caratteristiche etologiche e comportamentali delle specie che si è deciso di ospitar. </p><p>In particolar modo qualora si avesse intenzione di acquistare pesci potenzialmente pericolosi come Pterois volitans, Serrasalmus sp. Murenidi, grossi Ciclidi ed alcuni invertebrati marini, solo per citare le specie più comunemente disponibili sul mercato.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Rischi microbiologici&nbsp;</strong></h3><p>Esistono anche rischi di tipo microbiologico che colpiscono annualmente numerosi acquariofili; infatti l&#8217;acquario è un sistema che ospita numerosissimi microrganismi: utili, apatogeni ma anche potenzialmente pericolosi.</p><p>Partendo dal concetto che la vasca deve essere sempre mantenuta in condizioni chimico/fisiche tali da evitare uno sviluppo eccessivo di batteri patogeni  per i pesci. Vi è comunque, sempre, una ricca flora batterica composta sia da batteri indispensabili in acquario; come quelli denitrificanti, che da batteri potenzialmente patogeni come :Aeromonas hydrophila e Mycobacterium marinum.</p><p>Aeromonas hydrophila è un batterio spesso coinvolto nelle lesioni emorragiche superficiali nei pesci, generalmente come agente secondario d&#8217;infezione; tale microrganismo, resistente alla clorinazione normalmente effettuata nelle reti idriche, è più che altro agente di tossinfezioni nell&#8217;uomo in seguito all&#8217;ingestione di pesce crudo a fini alimentari.</p><p> Non sono segnalati casi in acquariofili, ma, sicuramente, una sua presenza in acqua, unita a lesioni sulle mani, può favorire infezioni cutanee.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0508/pericoli-acquario-2.jpg" alt="I pericoli dell'acquario foro di un bellissimo acquario"/><figcaption><strong>I pericoli nell&#8217;acquario </strong></figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Pericoli per l&#8217;uomo </h2><p>Ben altro discorso va fatto per una seconda specie: <strong>Mycobcterium marinum. </strong>Questo è un agente patogeno pericoloso anche per l&#8217;uomo, è l&#8217;agente della tubercolosi ittica, una patologia che può riscontrarsi nei pesci, sia in forma acuta con lesioni emorragiche diffuse, che in forma cronica, coinvolgendo animali sin dalla giovane età.</p><p>L&#8217;uomo può infettarsi durante le azioni condotte in acqua qualora abbia delle lesioni sulle mani e sulle braccia. Infatti da queste porte d&#8217;accesso il Micobatterio può penetrare e diffondersi localmente causando una serie di manifestazioni cutanee che possono provocare danni anche seri. Le lesioni più comuni si caratterizzano per la presenza di bubboni, ulcere sanguinolente anche diffuse.</p><p>In tal caso soltanto una corretta diagnosi ospedaliera per Mycobacterium marinum può permetterne un&#8217;identificazione che sarà seguita da una terapia medica di lunga durata.</p><p>Per tutti questi motivi l&#8217;acquariofilo deve conoscere i rischi potenzialmente presenti nelle vasche, di conseguenza deve seguire delle linee guida principali che comprendono: la disattivazione delle prese prima di ogni azione da compiere in vasca ed una corretta educazione sanitaria. Quest&#8217;ultima deve comprendere una corretta detersione e disinfezione delle mani e della braccia dopo ogni azione nell&#8217;acquario. </p><p><br>La disinfezione non va condotta usando alcool, poiché Mycobacterium marinum come tutti gli appartenenti al suo genere è alcool resistente, possono essere usati altri disinfettanti a base non alcolica.</p><p> L&#8217;utilizzo di guanti non permette una corretta protezione delle lesioni presenti sulle mani poiché spesso l&#8217;acqua vi penetra lo stesso all&#8217;interno. </p><p>Possono interessarti altri articoli sui <strong><a href="https://petfamily.it/?s=acquario" target="_blank" rel="noreferrer noopener">PESCI D&#8217;ACQUARIO</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/i-pericoli-nellacquario/">I pericoli nell&#8217;acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Le malattie dei pesci d&#8217;acquario dovute a stress</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Dec 2021 15:35:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Essendo ambienti abbastanza &#8220;ristretti” non è difficile poter osservare diversi tipi di malattie dei pesci, dovute in molti casi a stress. &#160;A cura della Dott.ssa MICANTI FEDERICA &#8211; Medico Veterinario&#160; Malattie dei pesci dovute da casi di stress Qualsiasi fattore negativo e stressante che altera l’equilibrio dell’organismo del pesce, inizialmente genera in esso una reazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Essendo ambienti abbastanza &#8220;ristretti” non è difficile poter osservare diversi tipi di malattie dei pesci, dovute in molti casi a stress. </strong></p><p><em><strong>&nbsp;A cura della Dott.ssa MICANTI FEDERICA &#8211; Medico Veterinario&nbsp;</strong></em></p><h2 class="wp-block-heading">Malattie dei pesci dovute da casi di stress</h2><p>Qualsiasi fattore negativo e stressante che altera l’equilibrio dell’organismo del pesce, inizialmente genera in esso una reazione di adattamento, dopo di che si verifica una proliferazione massiva di microrganismi, per lo più già presenti e in condizioni normali innocui.</p><p>Le malattie dei pesci d’acquario che si possono osservare più frequentemente sono quasi sempre legate alle condizioni dell’ambiente in cui essi sono ospitati e alle errate tecniche di allevamento; abbiamo poi malattie infettive (virali e batteriche), micotiche parassitarie.</p><p>Il trasporto prolungato e il cambiamento brusco di ambiente è un fattore molto importante.  La maggior parte dei pesci d’acquario proviene dall’estero e quindi deve compiere un viaggio spesso molto lungo dalle zone di cattura o allevamento per raggiungere la vasca dell’appassionato acquariofilo. <br></p><p>Lo shock termico e le parziali intossicazioni da parte dei cataboliti che vengono eliminati e si concentrano nello spazio ridotto in cui vengono confinati questi animali durante il trasporto, possono debilitarli fortemente e renderli incapaci di difendersi da svariate infezioni.  Per questo andrebbero prese delle precauzioni, come per esempio far abituare gradualmente i nuovi esemplari alle condizioni dell’acquario a cui saranno destinati.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Una vasca troppo affollata</strong></h3><p>Le errate condizioni di allevamento, che portano stress ai nostri amici acquatici, si verificano quando le dimensioni della vasca non sono adeguate alle specie e al numero degli individui in essa contenuti e quando l’acqua è di scarsa qualità (in particolare: pH, temperatura, ossigenazione, sostanze tossiche). Ogni animale ha bisogno di uno spazio dove vivere e nuotare. È buona norma considerare in media 2-3 litri di acqua per ogni centimetro di pesce ospitato nell’acquario.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Malattia da acqua alcalina</strong></h3><p>Il sovraffollamento induce carenza di ossigeno, eccesso di cataboliti e di solito porta a morte gli individui più &#8220;deboli”. <br>È bene tenere sempre sotto stretto controllo la qualità dell’acqua, in quanto, essendo l’acquario un ambiente ristretto, tendono ad accumularsi le sostanze di rifiuto. </p><p>Il pH ideale oscilla tra 6 e 8, anche se esiste una notevole variabilità di specie.  Se esso scende costantemente sotto i 5,3 i pesci iniziano a respirare più rapidamente, guizzano a scatti e boccheggiano in superficie. Se il pH è stabile e leggermente basso, compaiono patine marroni e secrezioni di muco sulle branchie, nonché aree opache biancastre sulla pelle. La &#8220;malattia da acqua alcalina” compare quando questo valore supera 8 e si manifesta con sfilacciamenti delle pinne e intorbidamenti biancastri sulla pelle.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0916/pesci-malattie-1_web.jpg" alt="Le malattie dei pesci dovute in molti casi da stress"/><figcaption>Malattie nei pesci da stress</figcaption></figure><p><strong><em>Solo in presenza di valori di ossigeno elevati, i batteri che fanno parte del normale ecosistema dell’acquario (Nitrosomonas sp., Nitrobacter sp. ecc) sono in grado di ossidare e rendere meno tossica l’ammoniaca espulsa dai pesci.&nbsp;</em></strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Occhio alla temperatura</strong></h3><p>Particolarmente dannosi per i pesci sono gli sbalzi di temperatura. Con l’abbassamento della temperatura la digestione è rallentata, nell’intestino permane del cibo non digerito, con conseguenti infiammazioni intestinali.  La carenza di ossigeno genera un notevole stress nei pesci. </p><p>Può comparire in acquario per diversi motivi: sovraffollamento, sovralimentazione, filtro sporco, temperatura eccessivamente elevata dell’acqua.  Nei pesci giovani tale carenza può provocare delle malformazioni, ma di solito si riscontra in tutti frequentemente una respirazione affannosa, seguita da morte, se non si pone rimedio.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Sostanze tossiche</strong></h3><p>Le sostanze più dannose per i pesci sono il cloro e i nitriti. Il primo causa un avvelenamento che si manifesta con movimenti tremolanti dei pesci e branchie pallide e in seguito cessazione della respirazione e morte.  A questo problema si può ovviare usando degli appositi prodotti che lo rendono innocuo. I nitriti invece sono estremamente pericolosi e causano gravi morie di pesci anche a distanza di tempo dalla loro eliminazione dall’acqua del nostro acquario.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Infezioni</strong></h3><p>La principale malattia virale che può colpire i pesci è l’infezione da linfocisti.  Questa colpisce soprattutto i pesci stressati, malnutriti e deboli, a livello di pinne e corpo.  Le malattie batteriche possono essere forme primarie o secondarie, a seconda che costituiscano la vera patologia o rappresentino una complicazione della malattia iniziale. </p><p>Il più comune segno di batteriosi è rappresentato da aree arrossate sulla superficie corporea oppure da sfilacciamento e progressiva erosione delle pinne insieme, talvolta, anche al coinvolgimento delle branchie.</p><p>Possono interessarti altri <a href="https://petfamily.it/acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">articoli su l&#8217;acquario</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/le-malattie-dei-pesci-dacquario-dovute-a-stress/">Le malattie dei pesci d&#8217;acquario dovute a stress</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Come prevenire le malattie in acquario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:32:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come prevenire le malattie in acquario</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/come-prevenire-le-malattie-in-acquario/">Come prevenire le malattie in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>L&#8217;acquario è un contenitore dei veri e propri &#8220;ecosistemi in miniatura” come prevenire le malattie se al suo interno vi possono coesistere diverse specie di pesci, piante e invertebrati. Essendo ambienti abbastanza &#8220;ristretti” purtroppo capita che gli esseri viventi in essi ospitati si ammalino… </strong></p><p> A cura della Dott.ssa <strong>FEDERICA MICANTI</strong> Medico Veterinario&nbsp; </p><h2 class="wp-block-heading">Le malattie dei pesci d&#8217;acquario</h2><p>Anche se la credenza popolare da secoli lo nega, i pesci si ammalano al pari degli altri esseri viventi, molto spesso a causa di una serie svariata di problematiche che comportano una situazione di stress più o meno prolungato. </p><p>Qualsiasi fattore negativo che altera l’equilibrio dell’organismo del pesce, inizialmente genera in esso una reazione di adattamento, dopo di che si verifica inevitabilmente una proliferazione massiva di microrganismi, perlopiù già presenti e in condizioni normali innocui. Le malattie dei pesci d’acquario che si possono osservare più frequentemente sono quasi sempre legate alle condizioni dell’ambiente in cui sono ospitati e alle errate tecniche di allevamento, oltre alle malattie infettive (virali e batteriche) e micotiche parassitarie.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Debilitati</strong></h3><p>Il trasporto prolungato dalle zone di cattura o allevamento e il cambiamento brusco di ambiente gioca un ruolo molto importante nella salute dei pesci: lo shock termico e le parziali intossicazioni da parte dei cataboliti eliminati durante il trasporto, possono debilitare i pesci e renderli incapaci di difendersi da svariate infezioni. </p><p>Per questo andrebbero prese delle precauzioni, come per esempio far abituare gradualmente i nuovi esemplari alle condizioni dell’acquario a cui saranno destinati.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/mapesci6402n-1.jpg" alt=""/></figure><p><strong>L’infezione da linfocisti&nbsp; colpisce soprattutto i pesci stressati, malnutriti e deboli a livello di pinne e corpo. </strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Lo spazio giusto</strong></h3><p>Per quanto riguarda le errate condizioni di allevamento bisogna considerare: dimensioni della vasca non adeguate alle specie e al numero degli individui in essa contenuti, scarsa qualità dell’acqua (in particolare: pH, temperatura, ossigenazione, sostanze tossiche). </p><p>Ogni animale ha infatti bisogno di uno spazio dove vivere e nuotare, tuttavia nel corso degli anni non è mai stata codificata una norma definitiva che sancisca le reali necessità dei pesci in questo senso, data la grande variabilità tra le specie. Gli esemplari che vivono in branchi, ad esempio, hanno minori esigenze di&nbsp; spazio rispetto ad un grosso ciclide africano. Comunque&nbsp; è buona norma considerare in media 2-3 litri di acqua per ogni centimetro di pesce ospitato nell’acquario.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Occhio al pH</strong></h3><p><br>È bene tenere sempre sotto controllo la qualità dell’acqua, in quanto essendo l’acquario un ambiente ristretto tendono ad accumularsi le sostanze di rifiuto. Il pH ideale oscilla tra 6 e 8, anche se esiste una notevole variabilità di specie. Se esso scende costantemente sotto i 5.3 i pesci iniziano a respirare più rapidamente, guizzano a scatti e boccheggiano in superficie. Se il pH è stabile e leggermente basso compaiono patine marroni e secrezioni di muco sulle branchie, nonché aree opache biancastre sulla pelle. Anche gli sbalzi di temperatura sono dannosi per i pesci. In particolare con l’abbassamento della temperatura la digestione è rallentata, sicché nell’intestino permane del cibo non digerito, con conseguenti infiammazioni intestinali.</p><p><strong>La &#8220;malattia da acqua alcalina” compare quando il pH supera 8 e si manifesta con sfilacciamenti delle pinne e intorbidamenti biancastri sulla pelle.</strong><br></p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1015/mapesci6403n.jpg" alt=""/></figure><p><strong>In acquario il sovraffollamento induce carenza di ossigeno, eccesso di cataboliti e di solito porta a morte gli individui più &#8220;deboli”. </strong></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Se manca l’ossigeno</strong></h2><p>La carenza di ossigeno può comparire in acquario per diversi motivi: sovraffollamento, sovralimentazione, filtro sporco, temperatura eccessivamente elevata dell’acqua. Nei pesci giovani tale carenza può provocare malformazioni, ma di solito si riscontra in tutti frequentemente una respirazione affannosa, seguita da morte. </p><p>Ricordiamo che solo in presenza di valori di ossigeno elevati i batteri che fanno parte del normale ecosistema dell’acquario (Nitrosomonas sp., Nitrobacter sp. ecc) sono in grado di ossidare e rendere meno tossica l’ammoniaca espulsa dai pesci, trasformandola dapprima in nitrito, ugualmente tossico e successivamente in nitrato.</p><p>La maggior parte dei pesci d’acquario proviene dall’estero e quindi deve compiere un viaggio spesso molto lungo dalle zone di cattura o allevamento prima di raggiungere la vasca dell’appassionato acquariofilo. Questi trasporti prolungati possono avere ripercussioni negative sulla salute dei pesci.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Malnutriti e a rischio</strong></h3><p>Per quanto riguarda le malattie virali che possono colpire i pesci la principale è l’infezione da linfocisti. Questa colpisce soprattutto i pesci stressati, malnutriti e deboli a livello di pinne e corpo. Le malattie batteriche possono essere forme primarie o secondarie, a seconda che costituiscano la vera patologia o rappresentino una complicazione della malattia iniziale. </p><p>Spesso si manifestano con lesioni simili, anche se il trattamento varia in base all’agente eziologico. Il più comune segno di batteriosi è rappresentato da aree arrossate sulla superficie corporea oppure da sfilacciamento e progressiva erosione delle pinne. Altre volte, se si verifica anche il coinvolgimento delle branchie (con respirazione affrettata e difficoltosa) e degli organi interni, si può evidenziare un aumento di volume dell’addome, fino al sollevarsi delle squame, dovuto alla perdita di contatto fra i tessuti sottostanti.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1015/mapesci6404n.jpg" alt=""/><figcaption><strong>Come prevenire le malattie in acquario con il sovraffolamento</strong></figcaption></figure><p>Le sostanze maggiormente dannose per i pesci sono il cloro e i nitriti. Il primo causa un avvelenamento che si manifesta con movimenti tremolanti dei pesci e branchie pallide ed in seguito cessazione della respirazione e morte. </p><p>A questo problema si può facilmente ovviare usando degli appositi prodotti che lo rendono innocuo. I nitriti invece sono estremamente pericolosi e causano gravi morie di pesci, anche a distanza di tempo dalla loro eliminazione dall’acqua del nostro acquario.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Puntini bianchi</strong></h3><p>Le micosi possono essere esterne o interne. Le prime sono causate da Achyla e Saprolegnia spp., miceti tipici abitanti di ogni acquario, che risultano essere pericolosi solo in presenza di condizioni scadenti dell’acqua o sovraffollamento. La micosi esterna più temuta è l’ictiosporidiosi, nella quale i sintomi sono spesso assenti a parte alcune ulcere cutanee. </p><p>Possono essere colpiti tutti gli organi interni e i muscoli. Un particolare tipo di parassita detto Icthyoftirius multifiliis causa la &#8220;malattia dei puntini bianchi” o più semplicemente &#8220;ictio”. I pesci colpiti inizialmente non manifestano lesioni evidenti, ma appaiono nervosi, talvolta con nuoto a scatti; e, di tanto in tanto, si sfregano contro l’arredamento dell’acquario. Dopo qualche giorno compaiono puntini bianchi o grigiastri sul corpo e sulle pinne; della grandezza di una capocchia di spillo, che non rappresentano il parassita ma la reazione del pesce all’insulto del patogeno.</p><p>Possono interessarti <strong><a href="https://petfamily.it/?s=acquario">altri articoli </a></strong>su come gestire un acquario</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/come-prevenire-le-malattie-in-acquario/">Come prevenire le malattie in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Le alghe in acquario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:27:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le alghe infestanti in acquario</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/le-alghe-infestanti-in-acquario/">Le alghe in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Vedere le alghe infestanti sul fondo dell&#8217;acquario è indice di trascuratezza dell&#8217;acquario, possiamo evitarlo con alcuni piccoli accorgimenti. </strong></p><p><em>A cura della Dott.ssa <strong>FEDERICA MICANTI</strong> &#8211; Medico Veterinario</em></p><h2 class="wp-block-heading">Le alghe: nemico dell&#8217;acquario</h2><p>A tutti è capitato di vedere acquari con il fondale letteralmente ricoperto da un viscido strato verdastro. Il quale avvolge tutti gli oggetti d’arredamento e soprattutto le piante, che ne risultano soffocate. Sono le alghe e sono una problematica abbastanza ricorrente tra gli acquariofili, sia principianti che più esperti. </p><p>Problema che si ripropone di tanto in tanto: non è facile tenerle sotto controllo e contrastarne la crescita indiscriminata. Di solito questa situazione è indice di trascuratezza, soprattutto per quel che riguarda il cambio regolare dell’acqua. </p><p>Le alghe possono proliferare per vari motivi, per esempio a causa di un aumento indiscriminato della concentrazione di nutrienti essenziali dovuto a un apporto errato di concimi che va oltre i reali fabbisogni delle piante, oppure a un aumento dell’intensità luminosa, o ancora per la mancata presenza di organismi come lumache o pesci, che si nutrono proprio di alghe. </p><p>In generale se la nostra vasca è curata, gli interventi di concimazione sono idonei, l’illuminazione è corretta, l’impianto di filtrazione è idoneo e ben funzionante, i pesci sono in stato di buona salute, è ben difficile che le alghe rappresentino un problema. In poche parole, questi organismi prendono il sopravvento se le condizioni del nostro ecosistema acquario divengono precarie.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Dove proliferano le alghe nell&#8217;acquario?</strong></h3><p>Le diatomee di solito ricoprono i vetri e gli oggetti d’arredamento (piante comprese) con una patina scura. Spesso compaiono negli acquari allestiti di recente perché approfittano dei silicati rilasciati dalla ghiaia che ricopre il fondo oppure dagli oggetti d’arredamento. Tuttavia la loro presenza può anche essere dovuta anche ad una quantità di luce insufficiente, oppure a delle caratteristiche non idonee dell’acqua.</p><p>Si possono rimuovere meccanicamente usando del cotone, e successivamente tenere sotto controllo curando i parametri fisico-chimici dell’acqua. Alcuni pesci come gli Otocinclus oppure gli Hypostomus e gli Ancistrus, possono cibarsene, anche se esse non rappresentano di certo il loro alimento preferito.  </p><h3 class="wp-block-heading">Le alghe verdi puntiformi: curiosità</h3><p>Le alghe verdi puntiformi (Clorofite) crescono in condizioni normali sul vetro, sugli oggetti d’arredamento e sulle foglie delle piante formando agglomerati e puntini verdastri che poi diventano neri. </p><p>I generi che si riscontrano più facilmente negli acquari sono Chaetiphora e Protoderma. È quasi inevitabile che prima o poi compaiano in acquario, tuttavia la loro presenza non è indice di una cattiva gestione.  </p><p>Può essere utile per tenerle un po’ a bada inserire pesci alghivori o gamberetti caridine. Una volta che si sono formate sarebbe preferibile provvedere subito a rimuoverle. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Le alghe verdi filamentose: cosa sono?</strong></h3><p>Le alghe verdi filamentose possono presentarsi come peluria folta e spessa che ricopre la sabbia del fondo, gli oggetti o le piante formando uno strato color verde brillante, in questo caso sono anche dette &#8220;alghe a pelliccia”. </p><p>La seconda forma si presenta come ciuffi allungati che nascono sui legni oppure sui bordi di alcuni tipi di piante come Anubias ed Echinodorus. </p><p>Per finire, esse possono assumere la forma di filamenti lunghi fino a venti centimetri che ricoprono il fondo o anche oggetti d’arredamento. Fortunatamente sono tra le alghe più appetite dai pesci, che prediligono soprattutto le porzioni più tenere, impedendo il loro proliferare indiscriminato.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Le alghe nere: avversari difficili</strong></h3><p>Le alghe nere a volte si presentano come macchie scure sulle foglie che poi tendono a espandersi, altre volte sotto forma di ciuffi scuri che tendono a proliferare ovunque. </p><p>Spesso queste alghe sono legate a un eccesso di nutrienti nell’acqua, e a una contemporanea carenza di anidride carbonica in soluzione. Possono comparire inoltre in seguito a cambiamenti anche minimi delle caratteristiche fisico-chimiche dell’acqua. Una volta che le alghe hanno colonizzato l’acquario non è facile combatterle. </p><p>La cosa migliore è rimuoverle manualmente, ossia pulire gli oggetti d’arredamento, aspirare lo strato superficiale della ghiaia che ricopre il fondo, eliminare le foglie colpite, ecc.  È anche consigliabile inserire nella vasca piante a crescita veloce come Egeria densa, Limnophila, Salvinia e simili.</p><p>Possono interessarti altri articoli sui pesci <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/curiosita-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/le-alghe-infestanti-in-acquario/">Le alghe in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Le malattie dei pesci d&#8217;acqua dolce e salata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le malattie dei pesci d&#39;acqua dolce</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/le-malattie-dei-pesci-dacqua-dolce/">Le malattie dei pesci d&#8217;acqua dolce e salata</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Se si manifestano in ambito acquariofilo le malattie possono diventare un problema grave.</strong></p><p><em><strong>A cura di Enzo Alibrandi &#8211; AcquariofiliaItalia &#8211; <a rel="noreferrer noopener" href="http://acquariofiliaitalia.it" target="_blank">acquariofiliaitalia.it</a></strong></em></p><h2 class="wp-block-heading">Le patologie acquariofile variano in base alle specie che ospitiamo,</h2><p>La mancanza di conoscenze unita alla scarsità di prodotti curativi di libero acquisto rende difficile, infatti, curare i nostri amici pinnati. I valori del nostro acquario nonché alle attenzioni che riserviamo ai nostri ospiti e si dividono in alterazioni fisiche e disturbi comportamentali. Per quanto riguarda l’acquariofilia d’acqua dolce possiamo affermare che la maggior parte delle patologie oggi conosciute sono facilmente curabili grazie anche agli enormi progressi del settore acquariofilo in questo campo. </p><p>Inoltre nell’acquariofilia d’acqua dolce è più facile curare una patologia in quanto la maggior parte dei curativi può essere usata nell’acquario principale senza passaggi in una vasca di quarantena come invece avviene nei pesci d’acqua marina. A causa della vastità delle patologie d’acqua dolce verranno qui descritte quelle che si presentano con maggiore frequenza in acquario.</p><p>Le specie d&#8217;acqua dolce sono più resistenti di quelle marine alle malattie; tutte le patologie, siano esse lievi o gravi, portano però disagi fisici e psichici ai nostri pesci.<br></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Malattia dei puntini bianchi</strong></h3><p><strong>L’ictioftiriasi</strong> è causata dal parassita <strong>Ichthyophthirius</strong> ed è molto contagiosa; se non curata immediatamente può essere addirittura mortale. Il classico sintomo di questa malattia è la comparsa di puntini bianchi sulle pinne, sulla pelle o sulla coda; essa colpisce sia i pesci d’acqua dolce sia quelli marini (in acquariofilia marina questa malattia è chiamata Cryptocarion irritans). </p><p>La malattia dei puntini bianchi può essere curata sia con i classici medicinali ad uso acquariofilo sia tramite il metodo del trattamento termico: portando la temperatura dell’acquario oltre i 30°C, infatti, il parassita muore. Tale trattamento vale per tutte le tipologie di pesci che riescano a sopportare le alte temperature; esso può essere utilizzato solo se la malattia è in uno stadio iniziale.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Velluto (Oodiniasi)</strong></h3><p>Questo parassita è riscontrabile sia nei pesci d’acqua dolce sia in quelli marini ed è conosciuto come Oodinium ocellatum in acquariofilia marina. Dei pesci d’acqua dolce i più colpiti da questa patologia sono i pesci del genere Betta. I sintomi sono gli stessi da entrambe le parti e comprendono nuoto anomalo unito a sfregamento sugli oggetti d’arredamento, inappetenza, respiro accelerato, pinne raccolte. </p><p>Il parassita attacca sia le branchie sia la pelle del pesce creando una sorta di patina giallo-grigiastra. Solitamente la comparsa della malattia avviene quando il pesce è indebolito, a causa magari di una variazione repentina di qualcuno dei valori dell’acquario. Anche questa patologia è facilmente curabile con i prodotti attualmente in commercio.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1112/malattie2.jpg" alt=""/></figure><h2 class="wp-block-heading"><strong>Malattia dei neon (Pleistophora)</strong></h2><p>Colpisce tipicamente i Neon, raramente altri Caracoidei (ad esempio non colpisce i Cardinali). I sintomi di questa malattia sono lo sbiadimento lungo la fascia di colore dei Neon e la deformazione della colonna vertebrale. Essendo molto contagiosa è consigliabile allontanare il pesce colpito anche perché l’agente responsabile di questa malattia è molto resistente ai comuni curativi acquariofili.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Malattia del buco</strong></h3><p>La &#8220;malattia del buco” (Spironucleus e Hexamita), insieme all’Ictioftiriasi è, senza ombra di dubbio la più diffusa in acquariofilia. Nei pesci d’acqua dolce questa malattia colpisce gli Scalari, i Discus e i Ciclidi mentre, tra i pesci marini i più colpiti sono Pesce angelo (Pomacanthus paru), il Pesce chirurgo (Zebrasoma desjardinii), la Cernia (Epinephelinae) e in misura minore anche il Pesce scorpione, la Donzella ed il Pesce pagliaccio (Amphiprion sp.). </p><p>I sintomi sono ben descritti dallo stesso nome &#8220;malattia del buco”: cominciano a comparire piccole abrasioni grigie attorno agli occhi e sulla testa; col passare del tempo la malattia si propaga anche alla linea laterale e, se non curata in tempo può portare anche alla morte del pesce. La causa della malattia del buco ancora oggi non è chiara; si pensa a possibili carenze vitaminiche nell’alimentazione o a valori dell’acquario fuori norma. </p><p>Una cura è possibile tramite prodotti specifici, a patto di trovare ed eliminare le cause che hanno portato alla malattia. Se nel resto del mondo dei pet le patologie sono facilmente diagnosticabili e curabili, nel mondo acquariofilo invece il discorso cambia: la mancanza di conoscenze delle patologie acquariofile unita aala scarsità di prodotti curativi di libero acquisto rende difficile curare i nostri pinnati.<br></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Il ringraziamento più bello</strong></h3><p>Le malattie sopra descritte sono le più frequenti nell’acquariofilia d’acqua dolce ma, come abbiamo visto, esse sono presenti anche in quella marina seppur in aspetti e modi diversi. Per garantire il massimo benessere ai nostri amici pinnati dobbiamo provvedere ad una corretta osservazione giornaliera del loro stato di salute e assicurarci che godano di condizioni igienico-ambientali ottimali. Loro ci ringrazieranno mostrandoci colori sgargianti e comportamenti che solo i pesci sanno regalare all’acquariofilo.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/le-malattie-dei-pesci-dacqua-dolce/">Le malattie dei pesci d&#8217;acqua dolce e salata</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Malattie dei pesci marini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:26:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Malattie dei pesci marini</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Uno dei maggiori problemi che si presenta negli acquari domestici in cui vivono pesci marini è la comparsa delle malattie. </strong></p><p>a cura di <strong>CARLO SPERANZA</strong> associato <strong>AIPA</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Epidemie anche gravi possono arrivare a provocare la morte dei pesci se l’acquariofilo non riesce a intervenire tempestivamente e in modo appropriato. </h2><h3 class="wp-block-heading"><strong>Un sistema a rischio</strong></h3><p>I pesci marini spesso presentano parassiti interni ed esterni già nel loro ambiente naturale. In natura, tuttavia, questi raramente riescono a sopraffare il sistema immunitario dell’ospite e a ucciderlo. </p><p>Il problema in acquario è che il più delle volte gli ambienti sono sovraffollati, le caratteristiche dell’acqua non sono ottimali e gli animali sono nutriti non correttamente; tutti questi fattori insieme provocano un forte stress nei pesci che presentano un sistema immunitario non abbastanza forte per affrontare un attacco patogeno. </p><p>Uno dei maggiori problemi che si presenta negli acquari domestici in cui vivono pesci marini è la comparsa delle malattie. Epidemie anche gravi possono arrivare a provocare la morte dei pesci se l’acquariofilo non riesce a intervenire tempestivamente e in modo appropriato.<br></p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0613/malattie-pesci1.jpg" alt=""/></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Se qualcosa non va</strong></h3><p>Quali sono le malattie che colpiscono i nostri pesci? Esse, secondo gli agenti patogeni che le provocano, sono da attribuire a batteri, flagellati, ciliati, crostacei, vermi, sporozoi, funghi e virus. A queste si aggiungono le malattie causate da errata alimentazione o da intossicazione. L’acquariofilo può capire che i suoi pesci sono malati osservando alcuni segnali significativi come i cambiamenti di comportamento. </p><p>Se qualcosa non va Quali sono le malattie che colpiscono i nostri pesci? Esse, secondo gli agenti patogeni che le provocano, sono da attribuire a batteri, flagellati, ciliati, crostacei, vermi, sporozoi, funghi e virus.  A queste si aggiungono le malattie causate da errata alimentazione o da intossicazione.  L’acquariofilo può capire che i suoi pesci sono malati osservando alcuni segnali significativi come i cambiamenti di comportamento. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Malessere&#8230; a pelle</strong></h3><p>La mutazione di comportamento non ci spiega tuttavia il tipo di malattia e cioè se si tratta ad esempio di un attacco di parassiti o di intossicazione da acqua inquinata. Se i pesci subiscono uno sbiadimento dei colori, se sono svogliati, se respirano a fatica, se indugiano alla superficie dell’acqua, se il loro modo di nuotare è diverso dal normale, se si strofinano sul fondo o contro dei corpi solidi è necessario esaminarli immediatamente. </p><p>È consigliabile soprattutto procedere ad un esame della pelle, per accertare se vi si trovino dei parassiti visibili anche ad occhio nudo. Se sì è consigliabile rivolgersi a un veterinario specializzato per un parere medico.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/malattie-dei-pesci-marini/">Malattie dei pesci marini</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Test chimici per l’acquario d’acqua dolce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:26:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Test chimici per l’acquario d’acqua dolce</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/test-chimici-per-lacquario-dacqua-dolce/">Test chimici per l’acquario d’acqua dolce</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p>La chimica è fondamentale nella corretta gestione dell’acquario d’acqua dolce: una sua conoscenza di base permette di avere il polso della situazione dell’ambiente artificiale ricostruito.</p><p>a cura della redazione</p><h2 class="wp-block-heading">Come effettuare i test chimici in acquario</h2><p>Basta controllare pochi parametri per diagnosticare, qualora presentino, problemi che possono riflettersi non solo sugli organismi animali, ma anche su quelli vegetali e sulla flora batterica del filtro. Per fare una semplificazione utile anche a livello pratico, è possibile riconoscere diverse classi di parametri chimici.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Caratteristiche dell’acqua</strong></h3><p>Tra queste innanzitutto è fondamentale il controllo del pH che influenza sempre il metabolismo dei pesci, ma anche delle piante e delle colonie batteriche ospitate. Questo parametro influisce anche sullo sviluppo di potenziali agenti patogeni ed sull’ambito riproduttivo dei pesci. </p><p>I valori possono cadere all’interno di un range acido (fino a 7), neutro (pH 7), o alcalino (superiore a 7). I pesci in commercio possono provenire da ambienti acquatici estremamente diversi tra loro, dalle acque acide di molte zone del Sudamerica fino ad ambienti alcalini quali i laghi della Rift Valley. Di conseguenza è importante scegliere animali con esigenze uguali ed, a meno che si vogliano creare condizioni specie-specifiche, gestire il ph al fine di avere un valore intorno al 7.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>La funzionalità biologica </strong></h3><p>Il ciclo dell’azoto deve essere mantenuto costantemente sotto controllo: la valutazione di nitriti e nitrati permette di monitorare la funzionalità biologica del filtro e della sua flora. I nitriti NO2 sono composti intermedi nel ciclo dell’azoto che sono più tossici e più stabili dell’ammoniaca e possono causare gravi fenomeni di avvelenamento nei pesci, qualora non venissero trasformati in nitrati, meno tossici. </p><p>Gli avvelenamenti da nitriti, i cui valori limite in acquari d’acqua dolce sono x ≤ 0,1 mg/L provocano morte nei pesci per formazione di metaemoglobina, con una sintomatologia improvvisa e grave. caratterizzata da dispnea, nervosismo, anoressia e morte improvvisa senza mostrare alcuna lesione esterna visibile.</p><p>L’azione di particolari batteri chemio-autotrofi permette la trasformazione dei nitriti in nitrati NO3- . Questi hanno una tossicità estremamente inferiore e nell’ acquario d’acqua dolce possono esserne tollerate senza problemi, in base alle singole specie, concentrazioni fino a 30 mg/L. inoltre possono essere utilizzati come substrato specialmente dalle piante a rapida crescita ed essere eliminati con i cambi d’acqua parziali. Sia i nitriti che i nitrati possono essere misurati con test liquidi comunemente in commercio.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>La durezza</strong></h3><p>I valori sono influenzati dalle durezze KH e GH e possono essere misurati mediante test chimici a strisce, liquidi o elettronici (pH metri portatili). <br>Il KH rappresenta la durezza carbonatica, data da ioni carbonato e bicarbonato, ha un ruolo fondamentale in quanto funge da tampone, cioè non permette che avvengano sbalzi del pH che comporterebbero improvvise modificazioni a carico della fisiologia dei pesci ospitati potendone causare anche una morte improvvisa con compromissione circolatoria, respiratoria e degli scambi a livello cellulare. </p><p>Il valore medio che permette di evitare sbalzi improvvisi di pH è tra 10-14 dh. Il GH, o durezza totale, è data dagli ioni calcio e magnesio disciolti nell’acqua; in base al valore ottenuto con gli appositi test è possibile classificare l’acqua da &#8220;molto tenera” a &#8220;dura”. </p><p>Generalmente biotopi con acqua tenera sono quelli di buona parte del Sudamerica e del Sud est asiatico, risalendo man mano a durezze maggiori riscontrabili generalmente in centro America fino a valori ancora superiori in buona parte dei laghi centroafricani. Anche questo parametro può influenzare il metabolismo delle specie ittiche in quanto gli ioni Ca2+ e Mg2+, sono coinvolti negli scambi tra cellule e tessuti extracellulari.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/test-chimici-per-lacquario-dacqua-dolce/">Test chimici per l’acquario d’acqua dolce</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>La manutenzione dell&#8217;acquario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La manutenzione dell&#39;acquario</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/la-manutenzione-dellacquario/">La manutenzione dell&#8217;acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Per una vasca bella e sempre in ordine, ma anche per la salute dei nostri amici pinnuti, è necessaria un’attività di mantenimento metodica e regolare. </strong></p><p><strong><em>A cura di AIPA &#8211; <a href="http://www.aipaonline.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.aipaonline.it</a></em></strong></p><h2 class="wp-block-heading">Ecco alcuni consigli per trarre il meglio dal vostro piccolo mondo acquatico&#8230;</h2><p>Ogni giorno si devono compiere quattro operazioni essenziali per il proprio acquario, che sono accendere e spegnere la luce; somministrare mangime ai pesci; controllare la temperatura dell’acqua; eliminare eventuali sostanze di rifiuto rimaste sul fondo. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Appello pesci</strong> </h3><p>Una volta alla settimana si dovrebbe controllare il pH (dovrebbe essere intorno a 7), lo stato della vegetazione e l’eventuale impianto di diffusione di anidride carbonica. Altrettanto consigliabile il controllo dei pesci; non di rado, infatti, un pesce malato si nasconde e muore senza che l’acquariofilo se ne accorga. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Acqua e filtro</strong> </h3><p>Di notevole importanza è la verifica del materiale filtrante nel primo scomparto del filtro, che dovrebbe essere pulito sotto acqua corrente o sostituito. Eventuali altri controlli chimici dell’acqua possono essere effettuati a intervalli più lunghi. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Rabbocchi</strong> </h3><p>Ogni settimana è necessario controllare il livello dell’acqua: quella eventualmente evaporata va rabboccata con acqua distillata oppure con quella decalcificata. Ogni due settimane si dovrebbe cambiare circa il 15-20% dell’acqua. Questa operazione &nbsp;è un ottimo rimedio a molti inconvenienti, addirittura a certe malattie. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Toccasana</strong> </h3><p style="text-align:left">Il più delle volte, inoltre, dopo questo cambio dell’acqua si assiste non solo a uno sviluppo notevole delle piante, ma anche alla riproduzione dei pesci. In questa occasione si controllano anche il filtro e le altre attrezzature dell’acquario. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Tabula rasa</strong> </h3><p>Al contrario di quanto a volte suggerito, non è consigliabile un rifacimento completo dell’acquario una volta l’anno. Questo drastico intervento, anche se in apparenza può presentare vantaggi, quasi sempre comporta un radicale cambiamento delle condizioni ambientali in acquario. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Pre-filtro</strong> </h3><p>Il funzionamento dell’acquario dipende sostanzialmente da un’adeguata &#8220;pulizia” dell’acqua. Per questo motivo ci vuole un filtro che trattenga le particelle di sporco più grossolano nel cosiddetto pre-filtro; in un secondo scomparto, specifici microrganismi trasformano le sostanze organiche in prodotti non più pericolosi per la vita dei pesci.&nbsp; </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/la-manutenzione-dellacquario/">La manutenzione dell&#8217;acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Gli ectoparassiti in acquario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:23:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Gli ectoparassiti in acquario</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/gli-ectoparassiti-in-acquario/">Gli ectoparassiti in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>A chi non è mi capitato, guardando le vasche di un negozio o nel proprio acquario domestico, di vedere piccoli puntini bianchi sul corpo dei pesci, oppure piccole zone opache?  </strong></p><p>a cura della redazione</p><h2 class="wp-block-heading">Un fastidio fra le pinne </h2><p>Certamente, è successo a tutti. Questi sono i segni clinici delle parassitosi esterne, cioè malattie causate da microrganismi parassitari che si insediano &nbsp;tra le scaglie e sulle pinne dei nostri pesci. </p><p>La grande quantità di pesci che vengono annualmente importati o riprodotti negli allevamenti sul nostro territorio ha facilitato la diffusione di queste patologie: non sempre infatti vengono rispettati gli standard sanitari e le quarantene, specialmente per quanto riguarda i soggetti del sud est asiatico o del Sudamerica. </p><p>Inoltre, va ricordato che spesso i parassiti esterni hanno cicli vitali veloci e possono essere facilmente veicolati nell’acqua oppure essere ospitati sulla cute di pesci che appaiono in tutto e per tutto sani. Ecco tre dei parassiti che possono essere più facilmente riscontrati nelle vasche domestiche. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Ecco alcune semplici regole di prevenzione</strong></h3><p>1 Acquistare solo pesci quarantenati e controllare tutte le vasche del negozio prima di acquistare animali.</p><p>2 Avere a disposizione vasche di quarantena anche a casa utilizzabili per valutare l’animale prima di inserirlo in acquario.</p><p>3 Evitare di versare nella propria vasca l’acqua proveniente dal negozio o da un altro acquario, poiché questa può essere il mezzo di trasmissione della parassitosi.</p><p>4 Utilizzare, qualora possibile, sistemi di sterilizzazione a raggi UV</p><p>5 Evitare i possibili fattori di stress che agendo sui pesci possono favorire l’insorgenza di malattie parassitarie manifeste (temperatura, cibo, pulizia, chimica dell’acqua, numero e specie di pesci ospitati).</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>A pois</strong> </h3><p>Ichthyophthirius multifiliis è l’agente della cosiddetta &#8221; malattia dei puntini bianchi”. Questo patogeno compie tutto il suo ciclo vitale in acquario. Dopo aver attecchito su un soggetto, si localizza tra le scaglie sulle pinne e sulle branchie provocando la comparsa di piccoli puntini bianco/argentati. Le infestazioni gravi possono comportare la morte del soggetto preceduta da un aumento della frequenza respiratoria, sfregamento del corpo sul fondo, aumento della produzione di muco, fino al dimagrimento ed alla morte.&nbsp; &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Termochoc</strong> </h3><p>Questo agente patogeno è sicuramente il più conosciuto in acquariofilia, ma alcuni ceppi stanno acquisendo negli ultimi anni una resistenza nei confronti dei più comuni agenti antiparassitari. </p><p>Il trattamento generalmente consiste nella somministrazione di prodotti a base di blu di metilene e verde malachite. Il trattamento completo dovrebbe prevedere anche l’innalzamento della temperatura in acquario fino a 30 gradi per almeno 5 giorni. </p><p>Tuttavia questo stress termico può causare la morte di pesci disabilitati, tanto più se ci si trova davanti a pesci d’acqua fredda. Un aiuto meno rischioso può venire da una profonda sifonatura del substrato e pulizia del filtro per eliminare le forme immature che si sedimentano sul fondo. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Pinne a brandelli</strong> </h3><p>Piscinoodinium pillularis causa la &#8221; malattia del velluto”, una forma molto comune nei pesci d’acqua dolce e marina (ma in quest’ultimo caso l’agente è Amyloodium ocellatum). Piscinoodinium infetta cute e branchie. La sintomatologia caratteristica comporta: lesioni cutanee di aspetto polveroso, vellutato, con distacco di brandelli di pinne e della cute stessa. </p><p>Gli animali colpiti si sfregano sul fondo e contro gli oggetti in vasca. Segue alterazione del movimento, inappetenza e morte che, generalmente, avviene in breve tempo. Il trattamento può essere condotto utilizzando prodotti specifici per l’oodinium reperibili in tutti i pet shop. &nbsp; </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Iperbranchie</strong> </h3><p>Ichthyobodo necator è l’agente della costiasi, una malattia parassitaria molto nota nell’acqua dolce che colpisce cute e branchie dei pesci. Queste ultime vanno incontro ad un aumento di volume e produzione di muco che ostacolano la respirazione. </p><p>Le lesioni &nbsp;possono essere contaminate da batteri e infettarsi. Nonostante siano in commercio numerosi prodotti per il trattamento della costiasi, la prevenzione è sempre il punto principale che l’acquariofilo deve controllare.&nbsp; </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/salute-acquario/gli-ectoparassiti-in-acquario/">Gli ectoparassiti in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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