Il ratto domestico

Tutti gli animali hanno uguale dignità e andrebbero amati e tutelati allo stesso modo, sia che si tratti di pet “tradizionali” che di quelli meno comuni come il ratto domestico.

A cura di ARIANNA MOSSALI

Non possiamo negare che ad oggi non vi sia ancora del pregiudizio nei confronti di creaturine considerate inferiori, infestanti, poco pulite, incapaci di interagire con l’essere umano.
Ad esempio: come reagireste se vi dicessimo che sempre più persone scelgono un ratto come amico a quattro zampe? Aspettate un attimo a chiudere l’articolo in preda al disgusto: nulla a che vedere con i cosiddetti “topi di fogna”!

Lasciate da parte i pregiudizi, alimentati da credenze popolari dure a morire, specismo e antropocentrismo, e proveremo a dimostrarvi che in realtà, allevati e mantenuti nelle giuste condizioni, i ratti domestici sono creature assolutamente adorabili, tenere e divertenti, che non meritano la triste fama che li accompagna.

L’origine dei fancy rats

I ratti da compagnia, o “fancy rats” (che in inglese può significare sia “ratti capriccio” che “ratti carini”, qualificandoli di fatto come pet a tutti gli effetti), sono animali socievoli, intelligenti e capaci di grande affetto.

Hanno origini nordiche, norvegesi per la precisione, ma l’usanza di tenerli come animali domestici è nata in Inghilterra nel XIX secolo. La storia all’origine della loro selezione è molto curiosa.
Pare, infatti, secondo le cronache dell’epoca, che uno stravagante personaggio chiamato nientemeno che Jack Black, qualificato come “Acchiapparatti al servizio di Sua Maestà”, ovvero la leggendaria Regina Vittoria, si divertisse ad allevare graziosi topolini dai mille mantelli e marcature, da vendere come piccoli amici alle sussiegose damigelle londinesi, che pagavano profumatamente per portarseli in borsetta come dei Chihuahua ante litteram (solidarietà ai chihuahua che sappiamo essere cani svegli e dinamici che NON meritano di essere relegati alla pochette… ma questa è un’altra storia!).
Tra questa clientela, sembra ci fosse anche la famosa autrice e illustratrice Beatrix Potter, che proprio dal suo amato ratto trasse ispirazione per molti dei suoi lavori.

Crepuscolari e sociali

Di pari passo con la loro popolarità, nacquero dei veri e propri club per la tutela della specie, alcuni dei quali sopravvivono ancora oggi. Ai giorni nostri la fortuna del ratto da compagnia è data dal fatto di avere una taglia micro e un metabolismo per lo più crepuscolare, che ben si adattano alle esigenze di uno stile di vita contemporaneo, in cui gli umani rientrano dal lavoro nelle ore serali.

Questo non significa che per il nostro ratto sia giusto passare la giornata ad aspettare il nostro ritorno. Per quanto sia forte il suo legame con il proprietario (arrivando in certi casi a rasentare la devozione e l’addestrabilità canina), il ratto è un animale fortemente sociale, che vive in società perfettamente organizzate, fondate su un forte senso della gerarchia e un equilibrio di status mantenuto attraverso il gioco e lotte raramente letali.

Il che significa che, se volete un ratto domestico, sarete costretti a prenderne almeno due, e non importa che siano dello stesso sesso, perchè convivono pacificamente.

Il gioco nel ratto domestico

La prima cosa da sapere è che i topolini domestici, così come la maggior parte dei mammiferi… giocano!
E per gioco intendiamo sia quello tra cospecifici, che con altre specie compatibili, compreso il loro umano. Anzi, il gioco tra ratti è talmente ben strutturato, affascinante da osservare, che spesso viene da loro utilizzato come una vera e propria gestione dei rapporti sociali, tant’è vero che è molto raro vedere tra loro dei comportamenti aggressivi a meno che nell’ambiente non ci siano specifici fattori stressogeni che li spingono in questa direzione.
Per fare un esempio: spazi vitali troppo poco stimolanti, piccoli o sporchi. Altro che luridi! I ratti sono invece animali sorprendentemente puliti, con abitudini di igiene e grooming complesse.

Salute

Il dismorfismo tra maschi e femmine è evidente soprattutto nelle dimensioni, meno nella marcatura che dipende da questioni di dominanza e può riguardare entrambi i sessi. Inoltre, i maschi tendono maggiormente ad impigrirsi con l’età.
Purtroppo, un occhio di riguardo va prestato alla loro salute, in quanto sono delicati ed, essendo animali di piccola taglia (max 800 gr), hanno un metabolismo molto veloce, il che significa anche che un potenziale virus, se trascurato, galoppa più rapidamente nel loro organismo.

Possono vivere fino a 5 anni, età significativamente maggiore rispetto a quella media del ratto selvatico che è più esposto a infestanti, malnutrizione e patologie infettive. I timori sul potenziale contagio da ratto a uomo da leptospirosi e altre patologie sono invece infondati, in quanto tali ceppi zoonotici sono del tutto assenti in ratti domestici che non siano mai stati a contatto con selvatici.

Il giusto alloggio ma…

La gabbia ideale, per un ratto domestico, possiede un’ampia superficie calpestabile e ha una forma geometrica con angoli, sempre molto apprezzati.
Deve svilupparsi anche in altezza, specialmente nel caso di giovani in salute, che amano arrampicarsi su pioli, piattaforme, scalette. Non devono mancare morbidi giacigli, tanti giochi (molto apprezzati quelli di ricerca e problem solving), acqua fresca e un buon fondo, pellettato o truciolato ad alto potere assorbente, da pulire e cambiare spesso.

…non sempre in gabbia!

Naturalmente, possono e devono trascorrere del tempo fuori dalla gabbia interagendo con noi, con criterio: attenzione a sbalzi di temperatura, pericoli come cavi scoperti e altri animali domestici.

Se desiderate farli uscire all’aperto, l’ideale è avere un giardino in totale sicurezza da cui non possano fuggire. In caso contrario è bene avere un rapporto di totale fiducia reciproca e ottima comunicazione con il proprio rattino prima di rischiare portandolo in uno spazio aperto.

L’alimentazione del ratto domestico

Un occhio di riguardo va prestato all’alimentazione. Per definizione il ratto tende ad essere vorace e quello domestico è assai meno timoroso di nuovi sapori rispetto al cugino selvatico. Tuttavia, una dieta casalinga non è semplice da impostare, a meno che non siate seguiti da un Medico Veterinario esperto in materia, perché questo animaletto è davvero molto delicato e alcuni cibi, che potremmo ritenere totalmente sicuri, potrebbero creare combinazioni tossiche nel suo organismo.
Inoltre, tenete presente che, a causa di una serie di fattori anatomici e neurologici, i ratti non possono vomitare, quindi l’ingestione di qualcosa di velenoso potrebbe essergli fatale.
Meglio, quindi, optare per dei pratici alimenti in commercio già bilanciati e contenenti tutti i nutrienti necessari.

Se non vi abbiamo convinto e ancora siete diffidenti all’idea di accogliere un ratto domestico come pet, non vi preoccupate: non tutti gli animali sono adatti a tutti, ma l’importante è ricordarsi che tutti loro sono individui degni d’amore, e una volta che si è aperto il proprio cuore a un amico animale, è per sempre.

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