Educazione alimentare del cane

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Educazione alimentare del cane

Oltre ad essere fondamentale per la salute del cane, una corretta educazione alimentare influenza anche il comportamento del nostro cane.

A cura di MICHELE CARICATO – Scrittore, addestratore www.michelecaricato.com

Siamo quello che mangiamo! Recita un famoso detto. Ad essere sinceri, però, abbiamo spesso molti dubbi su quale sia la corretta alimentazione e, anche se l’abbiamo trovata, seguirla è molto difficile!

Il cibo preferito

Ognuno di noi ha le sue debolezze ed è facile capitolare di fronte al nostro cibo preferito che, di norma, difficilmente è nella lista di quelli che dovremmo mangiare! È una scelta, più o meno consapevole, che ognuno di noi può fare decidendo se essere disciplinato o lussurioso.

A volte, però, le nostre scelte ricadono su qualcun altro e la nostra responsabilità, in questo caso, ci mette maggiore pressione. Il nostro cane, ad esempio, che difficilmente può aprire il frigo e decidere cosa mangiare stasera. Teniamo tantissimo alla sua salute e, quindi, impieghiamo molto tempo a studiare e provare quale cibo sia ottimale per la sua salute.

L’allevatore, o il responsabile del canile da cui abbiamo preso il nostro amico, è il primo a darci istruzioni che, in seguito, vengono integrate (o completamente sconvolte) dai consigli del nostro Medico Veterinario e a seguire da quelli del negoziante, amico, conoscente, fino all’ultimo passante.
Se vi sentite confusi, quindi, non preoccupatevi, siete in buona compagnia.

Educazione alimentare del cane davanti alla sua ciotola

Cibo come Educazione positiva alimentare del cane

Ciò che invece non consideriamo (riprendendo la frase iniziale “siamo quello che mangiamo”) è l’impatto a livello comportamentale ed educativo che l’alimentazione (più precisamente le modalità di somministrazione) hanno sul nostro amico peloso. Partiamo da qualcosa di semplice: l’insegnamento di esercizi (seduto, resta, dai la zampa, fai l’orsetto).

Dopo decenni di lunghe lotte, siamo tutti d’accordo che, per insegnare, il metodo positivo è di gran lunga il più indicato, nonché il più piacevole per entrambi (e come dicono in nord Europa “se non ti diverti, smetti subito di lavorare con il cane”). Spiegare cosa vogliamo, con l’uso del bocconcino, è alquanto semplice e oggi, ogni cane sulla terra, si cimenta nel famoso seduto intanto che attende il premio.

E se il premio non funziona?

Può succedere che l’educazione tramite “metodo positivo” non sia producente. Ciò può avvenire perchè:

1- Il premio non interessa
Il cane non lavora perché non gli interessa il vostro premio. Oltre ad esaminare l’appetibilità del bocconcino, dovremmo riflettere sulla sua alimentazione giornaliera che, se troppo permissiva (quindi diamo al cane solo ciò che gli piace e non ciò che gli fa bene), lo porta a diventare schizzinoso e, di conseguenza, svogliato nello studio!

2- Il premio interessa troppo
Il nostro allievo farebbe qualsiasi cosa per il premietto ma, appena non lo abbiamo, non ci considera; in questo caso è importante sapere che, sin dai primi giorni di training, è importante fare qualche passaggio per lavorare sulla “estinzione del premio”.

Per il primo punto, abbiamo già spiegato che dovremmo rivedere sia la qualità del premio scelto che la tipologia di alimentazione quotidiana.

Educazione alimentare del cane nella foto il cane che gioca con il sostegno propositivo

Mentre, sul secondo punto possiamo lavorarci seguendo questi 3 passaggi:

  • A- Nelle prime sessioni, ricordatevi che, una volta eseguito l’esercizio, dovremmo dimostrare un vistoso entusiasmo prima di dare il premio. Potrebbe essere sufficiente un bravo ma, sarebbe carino anche una piccola danza della gioia prima di premiarlo.
  • B- Dopo qualche giorno, il bocconcino sarà in tasca ma faremo finta di averlo in mano. Una volta che il cane risponde al seduto (o altro che stiamo insegnando) saremo pronti ad esplodere con il nostro più sentito bravo e, mentre saltiamo dalla gioia, prendiamo il premio dalla tasca e offriamolo al cane.
  • C- Ultimo step, dopo qualche settimana, poseremo i premietti lontano da noi (sul tavolo) e, una volta che il cane eseguirà l’esercizio correremo assieme al nostro amico a recuperare il cibo. Tutto questa fatica (o gioia), serve per aiutare il cane a sviluppare piacere nel lavorare con noi e staccarsi dal mero compenso, apprezzando anche la ricompensa “sociale”.

La giusta somministrazione

Anche la modalità di somministrazione influenza buona parte degli atteggiamenti che il cane potrebbe avere nei confronti dell’educazione in generale e del rispetto di regole e limitazioni.
Di seguito riportiamo i punti salienti per una buona somministazione dei pasti principali del nostro amico:

1- Scegliamo la tipologia di cibo, quella che riteniamo più salutare e NON facciamo scegliere al cane. È facile immaginare che, se lasciamo vagliare a lui è probabile che vorrà un cibo molto gustoso ma relativamente nutriente. L’alimentazione, in primis, deve garantire al cane una buona crescita e l’apporto di tutti i nutrienti necessari ad una vita sana e dinamica. Noi umani abbiamo un rapporto con il cibo non sempre sano: cerchiamo di non trasmettere tutto ciò anche a Fido!

2- Posiamo la sua ciotola in un posto tranquillo e allontaniamoci. Il cibo non serve a dimostrare al cane che lo amiamo. Questo lo sa già molto bene, quindi, non abbiamo bisogno di enfatizzare questo momento.

3- Il cibo dovrebbe rimanere a disposizione per non più di 20 minuti e poi, a prescindere da quello che ha mangiato o avanzato, dovremmo togliere la ciotola e ripetere l’operazione a tutti i pasti.
In natura non esiste del cibo “presente” e disponibile. Se per qualsiasi motivo un predatore non mangia il cibo ci sarà qualcun altro che glielo porta via, in meno di venti minuti (questo, come sappiamo, succede anche a noi nei buffet aziendali!). La presenza del cibo o, peggio ancora, l’invito a mangiare, è quindi del tutto innaturale per il nostro cane e porta spesso a dei turbamenti, oppure, ad una cattiva interpretazione del rapporto con la sua famiglia/branco.

Se, al contrario, il nostro amico è vorace e mangia tutto volentieri possiamo essere sicuri che, almeno in parte, il suo equilibrio naturale è stabile e positivo.

Quando l’eccezione è concessa

In caso di anormalità nel rapporto con il cibo è importante capire se, oltre alla sua razione standard, il cane è abituato a condividere con noi frammenti del nostro pasto. Allungare leccornie da tavola non ci aiuta ad impostare una corretta educazione alimentare. Se, però, non vogliamo rinunciare ad allungare qualcosa da tavola, potremmo approfittare per chiedere qualche esercizio in cambio della concessione.

Il cibo, normale o extra, è importante quando abbiamo bisogno di limitare il cane in uno spazio definito, per esempio un recintino. In questo caso è fondamentale che i suoi pasti siano sempre collocati nella sua zona in modo che, quel determinato spazio, diventi maggiormente gradevole. La “corruzione” in questi casi è concessa.

Il cibo non è moneta di scambio

Dove, invece, è importante non impostare questo meccanismo è quando il cane “ruba” degli oggetti.
In questo caso di emergenza è molto comodo proporre uno scambio: “ti do questo se mi ridai il calzino” ma, a lungo andare, Fido potrebbe scambiare questa nostra azione per un ricompensa e incrementare i furti ogni volta che ha voglia di un premio.

Stesso concetto quando usiamo il cibo per “distrarre” il cane: se abbaia, si acquatta, punta o altro di imbarazzante durante le nostre passeggiate, attirarlo con il cibo crea un meccanismo di ripetizione che è, poi, molto difficile da eliminare.

Purtroppo, in molti casi, bisogna semplicemente spiegare che un’azione è sbagliata e siamo molto delusi, amareggiati o addirittura adirati per quello che ha fatto. Il tutto sempre senza frustrazione o eccessivo impeto, ma la chiarezza è fondamentale e il cibo, in caso di comportamenti scorretti, rischia solo di confondere il nostro amico.

Cane esegue i comandi del suo proprietario

Cibo… funzionale!

Tornando all’utilità del giusto rapporto col cibo, ci sono altri due modi per sfruttare questo efficace mezzo:

  • 1- Nei cuccioli, quando stiamo insegnando a non sporcare in casa, si può sistemare la ciotola nel posto in cui fanno la pipì (dopo aver pulito!). Sfruttando il naturale disdegno a mangiare nei pressi della zona toilette, potremmo accelerare la pratica e stimolare il piccolo a scegliere un posto all’esterno.
  • 2- Nei cani annoiati, sotto-stimolati o quando non abbiamo tempo di fare attività con lui, il suo pasto può essere convogliato in “attivazione mentale”. È sufficiente nascondere la sua ciotola o spargere il cibo in modo che il momento del pasto sia più impegnativo ed eccitante.

In conclusione, l’alimentazione è molto più di un semplice nutrimento: è uno strumento educativo, una forma di comunicazione e persino un mezzo per costruire un rapporto sano e collaborativo con il nostro cane.

Quindi, la prossima volta che ci troviamo davanti alla ciotola del nostro amico a quattro zampe, ricordiamoci che stiamo facendo molto più che offrirgli del cibo: stiamo plasmando il suo comportamento, il suo equilibrio e, perché no, anche un pizzico del suo amore incondizionato.

Quando ci guarderà con gli occhi pieni di entusiasmo non solo per il pasto ma per tutto quello che rappresenta e che, in qualche modo, ci unisce e ci fa andare oltre, vuol dire che abbiamo raggiunto l’obiettivo. Proprio come quando siamo a tavola con una persona cara e condividiamo con lei non solo il gusto ma anche i ricordi che quel cibo rappresenta.

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