La Cina e i pesci ornamentali

 

Reportage a cura di GUNTHER SCHMIDA
 

In Cina, il Paese che con il suo miliardo e trecento milioni di abitanti risulta essere il più popoloso al mondo, l’allevamento di pesci ornamentali risale a moltissimo tempo fa, e da quanto ho potuto osservare durante due lunghi soggiorni, ancora oggi costituisce uno dei passatempi più popolari. Come qualsiasi acquariofilo saprà, l’hobby di allevare pesci in laghetti e acquari nei paesi occidentali cominciò proprio con l’importazione di due pesci nella seconda metà del diciannovesimo secolo. All’inizio arrivarono in Europa le forme addomesticate di pesce rosso, in seguito si aggiunse il pesce paradiso Macropodus opercularis.


 

Rane e rospi
Nell’estate di alcuni anni fa fui inviato a contribuire alla progettazione e alla realizzazione dell’allestimento di alcuni acquari molto grandi (da 12.000 al 1.000.000 di litri) in un oceanario di recente costruzione a Guangzhou (Canton), una città con circa sei milioni di abitanti nel sud tropicale della Cina. Era la stagione dei monsoni: l’alta temperatura e le costanti precipitazioni non lo rendevano certo un momento ideale per cercare pesci in natura nei piccoli ritagli di tempo in cui disponevo. Sebbene non abbia potuto trovare nessun pesce di acqua dolce, nell’area non mancavano rane e rospi.
 A Guangzhou ci sono molte strade piene di negozietti che commerciano piante ed animali di ogni genere, ed altrettanti mercati. Molti di questi offrono un’ampia selezione di pesci, piante ed accessori d’acquario a prezzi ragionevoli. Stupefacente è il mercato di cibo vivo, dove molti grossi esemplari di popolari pesci d’acquario (nonché di altre specie), diversi rettili, rane, scarafaggi e persino scorpioni vengono venduti come alimenti.


 

Il paradiso degli acquariofili
Alcuni anni dopo in primavera fui di nuovo inviato a contribuire alla creazione di diversi habitat in un oceanario ancora più grande in costruzione a Shanghai, una città molto moderna che con i suoi 13 milioni di abitanti risulta essere la più grande della Cina, a circa due ore di volo a nord di Guangzhou.
 Qui le temperature erano molto più basse, ma pioveva comunque moltissimo. In effetti credo di non avere mai visto cielo azzurro per tutte le nove settimane del mio soggiorno. Perciò mi misi di nuovo alla ricerca nei mercati e nel quartiere dei negozi di acquari. In questi ultimi era possibile trovare qualsiasi cosa un acquariofilo possa desiderare, e fui sorpreso della qualità dei pesci e delle piante acquatiche in vendita, nonché dell’attrezzatura in mostra.

 

 

Cibo… interessante
Acquari stile Amano erano allestiti ovunque. Nei mercati le cose erano molto primitive. Molti contenitori erano sovraffollati di pesci. Lo stesso valeva per i rettili e le rane, che per altro erano spesso in cattive condizioni. In generale si trovavano meno animali autoctoni che a Guangzhou.
Molto popolari tra i Cinesi erano gli Arowanas (Osteoglossidi), considerati pesci porta fortuna. Furono tuttavia i pesci venduti come cibo vivo per questi grossi pesci d’acquario ad attirare la mia attenzione. Questo cibo sembrava essere stato raccolto localmente e conteneva specie come Rhodeus ocellatus, Pseudorasbora parva (ora stabilitasi anche nei corsi d’acqua europei), Oryzias latipes, Carassius auratus selvatici e specie meno conosciute come Abbottina rivularis, Pelteobagrus fulvidraco e Hypseleotris swinhornis. Ho visto anche piccoli Mostacembalus sp. e Macropodus ocellatus.

 

Gamberetti… con sorpresa
In men che non si dica allestii due acquari per osservare meglio questi pesci. Il giorno dopo aver acquistato alcuni pesci paradiso a prezzo davvero stracciato, uscii in bicicletta con degli amici per guardare più da vicino i canali navigabili, quelli dell’irrigazione ed i fossi ai lati della strada alla periferica di Shanghai. Anche qui l’inquinamento era davvero elevato; ad un certo punto incontrammo dei ragazzi che con una rete stavano pescando gamberetti in un canale. Chiedemmo di vedere cosa avevano preso: tra centinaia di gamberetti lunghi fino a 15 cm c’era un Macropodus ocellatus molto malconcio.
 È diffuso in Cina, Giappone e Corea. Potrebbe essere presente anche
nella parte orientale del Vietnam del nord e in Russia nel bacino dei fiume Amur.



 

Ospiti speciali
Una settimana più tardi provai a pescare con una grande rete e trovai il Macropodus ocellatus. Del resto a parte la ben nota forma albina non trovai mai questa bella specie in vendita in negozio.
I bellissimi Macropodus ocellatus tuttavia deposero nel mio acquario prima del mio ritorno e vennero affidati ad un mio amico, ma un giorno spero di trovarne ancora in un negozio locale per rientrare in possesso di questa specie cinese davvero sottostimata. Nel frattempo comunque alcuni dei più comuni Macropodus opercularis sono entrati nel mio acquario per mantenere i contatti con la Cina.
Hanno costituito la primissima specie esotica che abbia mai allevato.



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