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	<title>Scopri tutte le caratteristiche degli Uccelli | Pet Family</title>
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		<title>I pappagalli Ara</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Feb 2026 10:21:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le Ara</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/pappagalli-ara/">I pappagalli Ara</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>I pappagalli Ara sono tra i più spettacolari abitanti delle foreste tropicali: piumaggi vivaci, intelligenza brillante e forte socialità li rendono unici.</strong></p><p>A cura di <strong>PASQUALE QUITADAMO</strong> &#8211; Ornithology Business Development Specialist di <a href="https://www.cargill.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Cargill </a>S.r.l.</p><p>Rappresentano un gruppo eterogeneo di pappagalli dalla maestosa Ara Giacinto (Anodorhynchus hyacinthinus), il pappagallo più lungo (100cm dalla testa alla coda), fino al minuto Ara nobile (Ara nobilis nobilis) le cui dimensioni sono inferiori ai più grandi Conuri. Dai colori eccezionalmente vari e vivaci come Ara macao o semplicemente verdi come l’Ara militaris o Ara severa o Ara ambigua.</p><h2 class="wp-block-heading">Vita in natura</h2><p>Originari delle foreste pluviali dell’America Centrale e Meridionale, vivono in ambienti ricchi di vegetazione, dove la fitta copertura arborea offre riparo e abbondanza di frutti, semi e noci.<br>In natura gli Ara sono animali sociali: si muovono in coppie o piccoli gruppi, comunicando con vocalizzi potenti che riecheggiano nella giungla.<br>La loro abilità nel volo è straordinaria: ali ampie e muscolose consentono spostamenti rapidi e lunghi tragitti alla ricerca di cibo. La coppia è monogama e stabile, e i partner condividono cure parentali e momenti di gioco, rafforzando un legame che dura tutta la vita.</p><h2 class="wp-block-heading">Biodiversità e status demografico</h2><p>Il genere Ara comprende diverse specie, tra cui l’Ara scarlatto (Ara macao), l’Ara blu e giallo (Ara ararauna), l’Ara verde-rosso (Ara chloropterus) e l’Ara Militare (Ara militaris).</p><p>Alcune specie, come l’Ara di Spix (Cyanopsitta spixii), sono purtroppo estinte in natura o sopravvivono solo grazie a programmi di conservazione. La deforestazione, il commercio illegale e la perdita di habitat hanno ridotto drasticamente le popolazioni selvatiche. Oggi molte specie di Ara sono considerate vulnerabili o minacciate, e la loro protezione è affidata a riserve naturali, progetti di reintroduzione e campagne di sensibilizzazione.<br>La biodiversità degli Ara è un patrimonio prezioso, non solo per la bellezza estetica, ma anche per il ruolo ecologico che svolgono nella dispersione dei semi e nel mantenimento della salute delle foreste tropicali.</p><h2 class="wp-block-heading">In cattività</h2><p>Gli Ara sono tra i pappagalli più richiesti come animali da compagnia, ma la loro gestione richiede competenza, spazio e dedizione. Non sono uccelli adatti a tutti: la loro longevità (possono superare i 50 anni), la voce potente e l’indole esuberante li rendono compagni affascinanti ma impegnativi.</p><h2 class="wp-block-heading">Alloggio</h2><p>Un Ara necessita di una voliera molto ampia, preferibilmente esterna o in una stanza dedicata, che consenta il volo e l’arrampicata. Le gabbie standard non sono sufficienti: servono strutture robuste, con posatoi naturali e giochi per stimolare la curiosità. È fondamentale garantire ore di libertà quotidiana fuori dalla gabbia, in ambienti sicuri e controllati.</p><h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alimentazione dei pappagali Ara</h2><p>La dieta deve essere varia e bilanciata: frutta fresca, verdura, semi e noci costituiscono la base. Questo un elenco degli alimenti che è possibile fornire:</p><ul class="wp-block-list"><li>Verdure crude e frutta in ciotola, tagliata a pezzetti molto grossolani. Ogni giorno.</li>

<li>Zuppa di legumi e cereali cotta. 3 volte alla settimana, mattino e sera tiepida.</li>

<li>Minestrone di verdure (senza prezzemolo) con cereali (pasta/riso/farro/orzo) 4 volte a settimana, mattino e sera, tiepido.</li>

<li>Misto cereali crudi (farro, orzo, quinoa, grano duro). Ogni 5 giorni.</li>

<li>Estrusi per are. Tutti i giorni. Gli estrusi aiutano a ridurre i metaboliti nel sangue (glucosio, colesterolo, trigliceridi) correlati a disturbi metabolici che sono comunemente osservati negli Ara.<br>Semi oleosi, anche germogliati, col germoglio di pochi millimetri 1 volta a settimana. Noci di Macadamia molto apprezzate.</li>

<li>Acqua sempre pulita e fresca.</li>

<li>Formula di imbecco per i nidiacei: è utile somministrarla agli adulti 1 volta a settimana, miscelata con acqua tiepida seguendo le indicazioni sulla confezione del prodotto.</li>

<li>Tutto senza aggiunta di sale o condimenti. Abbondare nelle dosi e lasciare del cibo sempre presente nella gabbia.</li></ul><h2 class="wp-block-heading">La Riproduzione degli ARA</h2><p>In cattività la riproduzione degli Ara è complessa e richiede ambienti tranquilli e coppie affiatate.<br>Le femmine depongono da due a quattro uova, che vengono covate per circa un mese.<br>I piccoli restano nel nido per diverse settimane e necessitano di cure costanti. L’allevamento responsabile deve sempre rispettare le normative e garantire il benessere degli animali, evitando pratiche di commercio illegale.</p><h2 class="wp-block-heading">Indole</h2><p>Gli Ara sono creature intelligenti, curiose e affettuose. Amano interagire con i membri della famiglia, imparano facilmente parole e suoni e sviluppano un forte legame con il loro proprietario.</p><p>Tuttavia, la loro indole vivace può tradursi in comportamenti rumorosi e talvolta distruttivi se non adeguatamente stimolati.</p><p>Richiedono tempo, attenzione e attività quotidiane per evitare stress e frustrazione. Con la giusta cura, diventano compagni straordinari, capaci di regalare gioia e colore alla vita domestica.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="544" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco.png" alt="" class="wp-image-62244" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco-768x551.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco-696x499.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco-1068x766.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco-585x420.png 585w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco-1920x1377.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/03/radazionale-cargill-unicco-600x430.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Per maggiori informazioni <strong><a href="https://raggiodisole.biz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI!</a></strong></p><p></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/pappagalli-ara/">I pappagalli Ara</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>La Calopsite</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Oct 2025 06:52:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La calopsite è un grazioso pappagallino originario dell’Australia che, proprio per la sua indole amichevole, oltre che per l’aspetto gradevole, da tempo si è diffusa con successo come animale da compagnia in tutto il mondo. A cura di ARIANNA MOSSALI Gli uccelli, ormai da diverso tempo, sono entrati a far parte della vasta gamma di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La calopsite è un grazioso pappagallino originario dell’Australia che, proprio per la sua indole amichevole, oltre che per l’aspetto gradevole, da tempo si è diffusa con successo come animale da compagnia in tutto il mondo.</strong></p><p>A cura di <strong>ARIANNA MOSSALI</strong></p><p>Gli uccelli, ormai da diverso tempo, sono entrati a far parte della vasta gamma di compagni animali che popolano le nostre case. Se, però, la vista dei volatili dentro una gabbietta vi intristisce e volete sperimentare una relazione di forte scambio ed empatia, vivendo anche momenti di libertà, la calopsite, o calopsitta, è l’amico pennuto che fa per voi!</p><h2 class="wp-block-heading">La Calopsite; un carattere socievole</h2><p>Docile, affettuosa, intelligente, facilmente addestrabile e anche più &#8220;silenziosa&#8221; rispetto ad altri suoi colleghi piumati (cosa che la renderà apprezzata anche dai condomini!), la calopsite è un grazioso pappagallino originario dell’Australia che, proprio per la sua indole amichevole, oltre che per l’aspetto gradevole, da tempo si è diffusa con successo come animale da compagnia in tutto il mondo.</p><p>Può essere allevata dai genitori oppure &#8220;a mano&#8221;, ma è sempre opportuno ricordarsi che, quali che siano le condizioni di partenza, si tratta di un animale fortemente sociale. Potrebbe soffrire l’isolamento e anche l’eccessiva assenza del suo umano di riferimento. </p><p>Per questo è sempre una buona idea adottarla in coppia e tenere ben presente che, in quanto animale da compagnia, sviluppa attaccamento nei confronti dei membri umani della sua famiglia, ed è quindi fondamentale per il suo benessere ed equilibrio ritagliarsi adeguati spazi e momenti per trascorrere del tempo insieme.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="494" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta.jpg" alt="un pappagallo Calopsite che mangia alcune verdure" class="wp-image-61699" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta-768x500.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta-696x453.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta-1068x696.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta-644x420.jpg 644w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta-1920x1251.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/iStock-1414974522-alimnetazione-calopsitta-600x391.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">Le attività da fare insieme</h3><p>Di attività da svolgere con una calopsite ce ne sono davvero tante: adora il contatto fisico e le coccole, il gioco, anche di problem solving, cantare e fischiettare, e le passeggiate con il suo umano… Sì, avete capito bene, avete la possibilità di passare del tempo nella natura con la vostra calopsite proprio come se fosse un cagnolino. </p><p>Per farlo in totale sicurezza, però, è consigliabile acquistare un’apposita pettorina che potete trovare nei pet shop. Non dovete far altro che scoprire il suo e il vostro passatempo preferito!</p><h2 class="wp-block-heading">Colorati ma non variopinti</h2><p>Le calopsiti sono di taglia molto contenuta, il loro peso si aggira intorno ai 100 grammi per una trentina di centimetri di lunghezza (buona parte dei quali è costituito dalla lunga coda!). I loro colori, seppure ne siano state selezionate diverse varietà, sono meno vari e sgargianti rispetto a quelli dei colleghi pappagalli e si aggirano sui toni del grigio, giallo e bianco, spesso con un dismorfismo più o meno marcato tra maschi e femmine.</p><h3 class="wp-block-heading">Il giusto spazio per la tua calopsite</h3><p>Lo spazio della casa a loro destinato, che sia una gabbia, una voliera o una stanza (per i più fortunati!), deve essere, oltre che adeguatamente spazioso, riparato e collocato nella zona più &#8220;vissuta&#8221; anche dagli umani, in quanto, come già abbiamo sottolineato, la calopsite è un animale bisognoso di contatto e socialità.</p><p>Inoltre, è utile arricchire l’ambiente con posatoi, funicelle e sbarre orizzontali su cui arrampicarsi, e bastoncini da sgranocchiare: i nostri amici alati hanno infatti bisogno di tenersi occupati con queste attività ricreative.</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa mettere nella ciotola</h2><p>Quanto all’alimentazione, esistono in commercio degli estrusi già completi di tutti i nutrienti necessari. Particolare attenzione, invece, va prestata ai semi di girasole presenti in molte miscele pronte. Quasi tutti i volatili da compagnia ne sono ghiotti, ma contengono molti grassi che potrebbero affaticare la digestione e andrebbero quindi forniti con parsimonia. Le verdure fresche sono generalmente preferite alla frutta, e possono essere fornite quotidianamente in piccole quantità.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="489" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione.jpg" alt="Calopsite in primo piano" class="wp-image-61701" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione-768x495.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione-696x449.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione-1068x688.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione-651x420.jpg 651w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione-1920x1238.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/10/pappagallino-calopsitta-alimentazione-600x387.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">Diffusione e riproduzione</h3><p>Le calopsiti sono tra le pochissime specie di <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pappagalli </a>a non necessitare di documentazione CITES, questo perchè la loro diffusione le mette sufficientemente al riparo dal diventare una specie a rischio. Gli esemplari allevati &#8220;a mano&#8221; sono la maggioranza tra quelli in commercio, anche per via della natura docile e della totale fiducia verso l’essere umano. Occorre, però, tenere in considerazione la differenza di prezzo iniziale che ne deriva.</p><p>Si possono far riprodurre facilmente, una volta raggiunta la piena maturità, ma è necessario, se si vuole crescere una nidiata, informarsi molto bene su tempi e modi di svezzamento che possono essere molto variabili da esemplare a esemplare.</p><h2 class="wp-block-heading">Altre accortezze per il loro benessere</h2><p>Qualche altra accortezza da adottare per evitare problemi: la calopsite deve avere a disposizione anche una vaschetta pulita in cui potersi rinfrescare, questa pratica igienica contribuisce a ridurre la quantità di piume e forfora che può perdere con l’autogrooming.</p><p>Via libera agli assaggi, in modica quantità ovviamente, di verdure e frutta &#8220;per umani&#8221;, in fin dei conti anche condividere uno spuntino rafforza il legame… Ovviamente va prestata la massima attenzione agli alimenti tossici, in particolare vige il divieto assoluto sul cacao e su alcuni aromi di comune uso culinario.<br>Limitate l’utilizzo di detergenti aggressivi, fumo di sigaretta e uso di padelle antiaderenti negli ambienti dove vivono i vostri pappagallini, in quanto il loro delicatissimo apparato respiratorio potrebbe risentirne gravemente.</p><h3 class="wp-block-heading">Attenzione ai segnali di disagio!</h3><p>Infine, sappiate che i volatili in natura tendono ad essere più prede che predatori, e questa consapevolezza ancestrale li porta spesso a nascondere, nei limiti del possibile, sintomi e segnali che potrebbero essere interpretati come debolezza e debilitazione dal nemico. Quindi dovrete sempre essere doppiamente all’erta per scorgere tempestivamente eventuali indizi di malessere nei vostri piccoli amici.</p><p>Per quanto riguarda contatto fisico e socializzazione, come avviene per i mammiferi, anche i pennuti domestici hanno delle zone dove amano essere accarezzati e altre che, essendo troppo sensibili e ricche di terminazioni nervose, sono assolutamente &#8220;off limits&#8221; per il contatto fisico.</p><h4 class="wp-block-heading">In particolare, sì alle coccole su testa e collo. No ad ali, coda e pancino!</h4><p>Questo perchè, nel codice di comunicazione delle calopsiti (come per tutti gli animali) che si basa su precisi segnali, posture e messaggi non verbali, queste aree sono accessibili solamente al partner… e questa situazione per così dire &#8220;equivoca&#8221; potrebbe sfociare in conseguenze decisamente indesiderabili.</p><p>La calopsite, infatti, potrebbe entrare in uno stato di stress e mettersi in competizione con quelli che vedrebbe come potenziali rivali nell’accaparrarsi le vostre attenzioni, ovvero i vostri familiari e altri animali domestici, e diventare aggressiva nei loro confronti (vero è che una beccata di calopsite non è quella di un ara… ma fa sempremale e non è un motivo sufficiente per provocarla!).</p><p>In linea di massima, i momenti ideali per un grattino sono quelli in cui la calopsite &#8220;macina&#8221; con il becco, fa movimenti simili allo stretching o sta appollaiata su una zampa sola, tutti comportamenti che indicano uno stato di relax e benessere.</p><p>E ora che vi abbiamo dato qualche indicazione basilare su come prendervi cura di questo simpatico pappagallino, la scelta sta a voi. L’importante è ricordarsi sempre che tutti gli animali da compagnia (e non da compagnia… ma qui entreremmo in un discorso troppo complesso da trattare in breve) hanno pari dignità: un piccolo uccello o un pesciolino rosso sanno dare affetto non diversamente da un cane o un gatto, hanno semplicemente modi diversi di comunicare, modi che è importante conoscere e decifrare.<br>Il fatto che il loro spazio domestico sia per necessità più limitato non deve costituire una scusa per non offrirgli una vita appagante.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/la-calopsite/">La Calopsite</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>I pappagalli caicchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Aug 2025 16:55:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vivaci, intelligenti e irresistibilmente buffi, i pappagalli Caicchi (genere Pionites) sono tra i più affascinanti abitanti delle foreste sudamericane. A cura di Pasquale Quitadamo Ornithology Business Development Specialist Di Cargill S.r.l. Conosciuti per la loro indole giocosa e l’aspetto colorato, stanno diventando sempre più popolari anche come animali da compagnia. Vita in natura dei pappagalli [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Vivaci, intelligenti e irresistibilmente buffi, i pappagalli Caicchi (genere Pionites) sono tra i più affascinanti abitanti delle foreste sudamericane.</strong></p><p>A cura di <strong>Pasquale Quitadamo</strong> Ornithology Business Development Specialist Di <a href="https://www.cargill.it/">Cargill S.r.l.</a></p><p><br>Conosciuti per la loro indole giocosa e l’aspetto colorato, stanno diventando sempre più popolari anche come animali da compagnia.</p><h2 class="wp-block-heading">Vita in natura dei pappagalli caicchi: acrobati della foresta</h2><p>I pappagalli Caicchi vivono nelle fitte foreste tropicali del bacino amazzonico, in particolare in Brasile, Perù, Ecuador e Colombia. Le due specie più note sono il Caicco dalla testa nera (Pionites melanocephalus) e il Caicco dalla testa gialla (Pionites leucogaster).</p><p>Questi uccelli arboricoli si muovono con agilità tra i rami, più saltando e arrampicandosi che volando, e vivono in coppie o piccoli gruppi familiari. La loro dieta naturale è estremamente varia: frutta matura, semi, fiori, insetti e larve. Questo li rende importanti agenti ecologici, poiché contribuiscono alla dispersione dei semi e al controllo degli insetti, svolgendo un ruolo chiave nella salute della foresta.</p><h3 class="wp-block-heading">Biodiversità e status demografico</h3><p>Sebbene i Caicchi non siano attualmente classificati come specie in pericolo critico, il loro habitat è minacciato dalla deforestazione e dal commercio illegale. Sono inclusi nella Convenzione di Washington (CITES), che ne regola il commercio internazionale.</p><p>Alcune sottospecie, come il Pionites leucogaster xanthurus, mostrano segni di declino locale. La perdita di habitat e la cattura illegale per il mercato degli animali esotici rappresentano le principali minacce. Tuttavia, progetti di conservazione e allevamento responsabile stanno contribuendo a mantenere stabili alcune popolazioni.</p><h3 class="wp-block-heading">In cattività</h3><p>Accogliere un pappagallo Caicchi in casa significa prendersi cura di un animale estremamente attivo, sociale e bisognoso di stimoli. Nonostante le dimensioni contenute (circa 23 cm), richiedono importanti attenzioni.</p><h2 class="wp-block-heading">Alloggio: spazio e stimoli</h2><p>I Caicchi necessitano di una voliera ampia o di un’area sicura in casa dove possano muoversi liberamente. L’ambiente deve essere arricchito con rami naturali, corde, altalene e giochi da distruggere. La varietà è fondamentale per prevenire noia e comportamenti stereotipati.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="756" height="596" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo.jpg" alt="Il pappagalli caicchi in primo piano" class="wp-image-61504" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo.jpg 756w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo-768x605.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo-696x548.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo-1068x841.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo-532x420.jpg 532w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo-1920x1513.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/08/iStock-506058742-caicchi-pappagallo-600x473.jpg 600w" sizes="(max-width: 756px) 100vw, 756px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">L’Alimentazione</h3><p>La dieta deve essere il più varia possibile in modo da garantire al pappagallo una salute psicofisica corretta e la necessità biologica di cambiare gusto e di poter scegliere.</p><h4 class="wp-block-heading">I componenti di una dieta ideale sono:</h4><ul class="wp-block-list"><li>Estrusi specifici per pappagalli; dovrebbero costituire circa il 50-60% della dieta quotidiana. Frutta fresca quotidiana: mela, mango, papaya, melograno, banana, mirtilli;</li>

<li>Verdure crude o cotte al vapore: carota, zucchina, peperone, cicoria, bietola, broccoli, spinaci (con moderazione). È importante lavare bene ogni alimento e tagliarlo a pezzetti per facilitarne il consumo. Frutta e verdura dovrebbero rappresentare circa il 30-40% della dieta. Legumi cotti (lenticchie, ceci) e cereali integrali (quinoa, avena), ben sciacquati e senza sale;</li></ul><h2 class="wp-block-heading">Semi oleosi (girasole, lino, canapa)</h2><p>L’acqua deve essere sempre fresca e pulita, cambiata almeno una volta al giorno. In estate o in ambienti secchi, è utile offrire anche frutta ad alto contenuto idrico (come anguria o melone, in piccole dosi).</p><h3 class="wp-block-heading">Come offrire il cibo: stimolazione e foraging</h3><p>In natura i pappagalli trascorrono diverse ore della giornata nell‘andare alla ricerca del cibo (foraging in inglese). Si tratta di una necessità presente anche nei pappagalli allevati in cattività, dimostrata da diversi studi che confermano che i pappagalli scelgono di ricercare il cibo anche quando questo è liberamente disponibile, suggerendo una motivazione intrinseca. Stimolare questo comportamento naturale è fondamentale!</p><h4 class="wp-block-heading">Ecco alcuni suggerimenti:</h4><ul class="wp-block-list"><li>Usa spiedini di frutta appesi nella voliera;</li>

<li>Nascondi il cibo in giocattoli interattivi;</li>

<li>Spargi semi o pezzetti di verdura in diversi punti dell’ambiente.</li></ul><p>Questo tipo di alimentazione riduce lo stress, previene la noia e migliora il benessere psicofisico.<br>La Riproduzione I Caicchi possono riprodursi in cattività, ma richiedono condizioni ambientali ottimali e una coppia ben affiatata.</p><p>Il nido deve essere spazioso, in legno. La femmina depone 3-4 uova. La cova può durare dai 22-23 giorni per il Caicco dalla testa nera, fino a 28-30 giorni per alcuni Caicchi che condividono il nido. La durata può variare leggermente in base alla specie e all&#8217;individuo. I piccoli (pulli) restano nel nido per 8-10 settimane.</p><h2 class="wp-block-heading">Indole dei pappagalli caicchi</h2><p>I Caicchi sono noti per la loro indole esuberante e affettuosa. Amano giocare, esplorare e interagire con i membri della famiglia. Possono creare legami molto stretti con le persone, ma tendono a essere territoriali e talvolta gelosi. Per questo è importante abituarli alla presenza di più persone fin da piccoli.<br>Hanno bisogno di tempo fuori dalla gabbia ogni giorno, interazione costante e stimoli mentali. Attenzione: un Caicco trascurato può sviluppare comportamenti autolesionistici o aggressivi.</p><p>Per leggere altre schede di pappagalli e uccelli clicca <strong><a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/">QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/i-pappagalli-caicchi/">I pappagalli caicchi</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il Padda o Fringuello di Giava</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2025 07:15:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Padda o Fringuello di Giava (Padda o Lonchura oryzivora) è un uccello appartenente alla famiglia degli Estrildidi molto popolare in cattività. A cura di PASQUALE QUITADAMO (Raggio di Sole) È originario dell’Indonesia (Giava e Bali e isole vicine) ed è stato introdotto tramite il commercio mercantile in altri paesi, fra i quali Sri Lanka, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il Padda o Fringuello di Giava (Padda o Lonchura oryzivora) è un uccello appartenente alla famiglia degli Estrildidi molto popolare in cattività.</strong></p><p>A cura di <strong>PASQUALE QUITADAMO </strong>(<a href="https://raggiodisole.biz/">Raggio di Sole</a>)</p><p>È originario dell’Indonesia (Giava e Bali e isole vicine) ed è stato introdotto tramite il commercio mercantile in altri paesi, fra i quali Sri Lanka, Birmania, Filippine, Zanzibar, Cina meridionale. Vive nelle vicinanze di campi di riso e bambù. Il suo nome in lingua madre significa &#8220;Campo di Riso&#8221;: questo perchè il riso rappresenta la base del suo sostentamento in natura.</p><h2 class="wp-block-heading">Il Padda o Fringuello di Giava in cattività</h2><p>I primi allevamenti in cattività di questo volatile risalgono alla cultura cinese, ma in Giappone è nata la prima vera selezione con la creazione di ceppi sempre più domestici. Il Padda è un uccello molto robusto, rustico e adattabile. È allevato sia all’interno in gabbie che all’esterno in voliere di comunità. Resiste molto bene al freddo.</p><p>Ha un’indole a tratti rude e intollerante e un becco particolarmente robusto atto a sgusciare semi duri: si sconsiglia per questo motivo la convivenza con altre specie. Tra simili, però, riescono a far fronte alle scaramucce che nascono sovente durante il periodo riproduttivo.</p><p>Questa specie rientra nella lista CITES. La sigla CITES significa &#8220;Convention on International Trade of Endagered Species&#8221; ed i Padda fanno parte di questa lista nel dettaglio rientrano nell’allegato B appendice II.</p><p>Il Padda, come gli altri esotici di comune allevamento, è stato interessato da diverse mutazioni (bianco, grigio, pezzato, pastello, isabella).</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/05/iStock-1371326493-uccellini-padda-1.jpg" alt="" class="wp-image-61095" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/05/iStock-1371326493-uccellini-padda-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/05/iStock-1371326493-uccellini-padda-1-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/05/iStock-1371326493-uccellini-padda-1-696x463.jpg 696w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">L’alimentazione</h3><p>La dieta per il Il Padda o Fringuello di Giava deve essere semplice e varia. I componenti di una dieta ideale sono:</p><ul class="wp-block-list"><li>Misto di semi per uccelli tropicali esotici a base di panico, miglio bianco, scagliola canadese.</li>

<li>Semi di riso vestito, oppure, piante di riso immature.</li>

<li>Spighe di panico toscano a volontà, soprattutto dopo la nascita dei piccoli.</li>

<li>Pastoncino all’uovo con una buona componente di proteine animali (ottimo veicolo per integratori in polvere e per frutta e ortaggi). Essenziale durante il periodo riproduttivo.</li>

<li>Misto di semi della salute o condizionatori, due/tre volte a settimana.</li>

<li>Osso di seppia a volontà.</li>

<li>Acqua fresca in abbondanza: è consigliabile lasciare anche una vaschetta per il bagnetto quotidiano.</li>

<li>Tarme della farina o estrusi proteici, da ammorbidire con acqua durante il periodo riproduttivo o per uccelli allevati all’aperto.</li>

<li>Il Padda è ghiotto anche di frutta e verdura. Ecco una lista delle alternative:</li>

<li>Fichi secchi, mele, pere, kiwi (grattugiate nel pastoncino).</li>

<li>Cicoria, tarassaco, centocchio bianco, trifoglio, cavolo intero, lattuga, zucchine, cetrioli e carota.</li></ul><p>Il Padda o Fringuello di Giava tende a rovistare nelle mangiatoie alla ricerca dei semi preferiti: le mangiatoie &#8220;antispreco&#8221; sono una valida soluzione per ridurre l’impatto dei semi che vengono lasciati cadere sul fondo della gabbia/voliera.</p><h2 class="wp-block-heading">La riproduzione</h2><p>Il Padda riesce a riprodursi facilmente anche in cattività. È un uccello territoriale e, dopo la formazione della coppia, gli spazi e i nidi vengono difesi con tenacia. Nel caso di voliera di comunità, occorre inserire i nidi in numero doppio rispetto alle coppie. In questo modo si riducono le scaramucce tra loro, anche se in gabbia viene meno il fattore territorialità.</p><p>Sono uccelli prolifici. È quindi opportuno usare dei nidi in legno (o plastica) per Cocorite o per esotici molto capienti. In media ogni covata è formata da 4 a 6 pulli. Le uova si schiudono dopo circa 17 giorni.<br>I nidiacei vengono alimentati da entrambi in genitori. Non necessita di particolari attenzioni nella preparazione al periodo riproduttivo; occorre disporre nidi a scatola e una buona quantità di materiale da imbottitura (juta e fibre di cocco per esempio) per stimolare la riproduzione.</p><p>Contrariamente a quanto accade per altri uccelli (Canarini ad esempio), non è necessario sostituire le uova vere con uova di plastica man mano che vengono deposte.</p><h2 class="wp-block-heading">L’alloggio</h2><p>Ottime le voliere formate da più esemplari, ma deve esserci abbastanza spazio per permettere fughe ai soggetti sottomessi nelle piccole liti. Gabbie a sviluppo orizzontale rappresentano un buon alloggio per una coppia. Maggiori saranno le dimensioni e maggiore sarà la possibilità di movimento e sviluppo etologico di questi fantastici uccelli.</p><p>Batterie da riproduzione, voliere da interni e da giardino sono alcuni esempi di alloggi adeguati alla vita in coppia o in colonia. Sono da evitare le gabbie a sviluppo principalmente verticale. Posizionare la gabbia o voliera fuori da correnti d’aria, in luogo non umido e senza sbalzi di temperatura.</p><p>Per altre schede di uccelli <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/">clicca QUI</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/il-padda-o-fringuello-di-giava/">Il Padda o Fringuello di Giava</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>IL PARROCCHETTO</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Dec 2024 08:23:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Avete osservato un pappagallo verde volare sopra i tetti della vostra città? Molto probabilmente si tratta di un parrocchetto monaco. Il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), infatti, Insieme al parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) è la sola ad essere stabilmente nidificante in Italia. A cura di Raggio di Sole Caratteristiche del Parrocchetto È un uccello della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Avete osservato un pappagallo verde volare sopra i tetti della vostra città? Molto probabilmente si tratta di un parrocchetto monaco. Il parrocchetto monaco (Myiopsitta monachus), infatti, Insieme al parrocchetto dal collare (Psittacula krameri) è la sola ad essere stabilmente nidificante in Italia.</strong></p><p>A cura di <a href="https://raggiodisole.biz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Raggio di Sole</strong> </a></p><h2 class="wp-block-heading">Caratteristiche del Parrocchetto</h2><p>È un uccello della famiglia degli psittacidi dalla colorazione verde chiaro, con fronte, guance e petto grigio chiaro. È gregario, socievole e stanziale: crea gruppi molto numerosi e chiassosi. Vive in natura vicino a grandi fonti d&#8217;acqua e nelle zone pianeggianti del Paraguay, Bolivia, Argentina e Brasile.</p><p>Abita savane aperte, foreste di macchia e palmeti. Vive anche nei parchi cittadini, nelle fattorie e nei cortili. È una specie altamente adattabile per cui i pappagalli si stabiliscono facilmente anche sugli alberi di eucalipto.</p><p>Rappresenta l’unico membro della famiglia degli psittacidi a costruire nidi con porzioni di legni e a nidificare in colonie. Costruisce il proprio nido intrecciando bastoncini, ramoscelli, rametti e altri materiali in strutture complesse. I voluminosi nidi forniscono una casa per tutto l&#8217;anno alla colonia. L&#8217;isolamento fornito da questi nidi potrebbe essere uno dei motivi per cui i parrocchetti monaci sono in grado di sopravvivere agli inverni freddi.</p><h4 class="wp-block-heading">La colonia contiene tipicamente fino a 20 camere nido e, in casi estremi, può ospitare più di 200 nidi.</h4><p>Nella nativa Argentina, i parrocchetti monaci a volte adottano vecchi nidi di altre specie. Alcuni ornitologi hanno suggerito che questo comportamento potrebbe essere stato il primo passo, evolutivamente parlando, verso la transizione dalla nidificazione nelle cavità degli alberi alla costruzione di nidi con porzioni di rami.</p><p>ll pappagallo monaco è presente nelle grandi città italiane. La popolazione più numerosa si trova a Roma, per la quale nel 2021 si è stimata la presenza di poco meno di 6mila individui. La sua abilità nel beccare e danneggiare le superfici dei frutti desta preoccupazione per i danni che gli esemplari possono provocare sulle colture arboree da frutto, oltre che nel settore vivaistico. Al momento, le specie frutticole maggiormente interessate sono state soprattutto mandorle e melograni, dove i danni riscontrati si sono tradotti in perdite economiche.</p><h2 class="wp-block-heading">In cattività’</h2><p>L’allevamento di questo pappagallo è comune in cattività. Sono presenti diverse mutazioni di colore, Verde nelle sue varianti, tra le quali oliva, verde pallido, grigio verde, lutino, opalino e Blu e le relative varianti cobalto, malva, grigio blu, Aqua, Albino, opalino.</p><p>Sono animali molto attivi ed è importante fornire il maggior spazio possibile. Le dimensioni ideali per le voliere sono di 2m di lunghezza x 1m di altezza x 1 m di profondità I parrocchetti monaci sono inclusi nell’allegato B del Reg. (CE)n.338/97. È necessario possedere uno specifico documento di provenienza e, in caso di riproduzione, provvedere a denunciare la nascita al nucleo forestale dei Carabinieri.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="517" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1.jpg" alt="due pappagalli parrocchetto" class="wp-image-60191" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1-768x523.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1-218x150.jpg 218w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1-696x474.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1-1068x728.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1-615x420.jpg 615w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1-1920x1309.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2024/12/bird-2053039_1280-pixabay-parrocchetto-ok-1-600x409.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">L’Alimentazione</h3><p>Il parrocchetto monaco è un pappagallo prevalentemente granivoro e frugivoro; la dieta deve essere variegata. Fornite una miscela di semi specifica per parrocchetti di medie dimensioni come alimento base, alla quale saranno aggiunte integrazioni con frutta e verdura, pellets ed estrusi.<br>Questo un esempio di alimenti:</p><ul class="wp-block-list"><li>Misto di semi per parrocchetti.</li>

<li>Pastoncino all’uovo con una buona componente di proteine animali &#8211; ottimo veicolo per integratori in polvere e per frutta e ortaggi.</li>

<li>Essenziale durante il periodo riproduttivo.</li>

<li>Verdure crude e frutta in ciotola, tagliata a pezzetti. (prediligere fagiolini freschi crudi, piselli freschi crudi, fagioli cotti, ceci cotti, fave fresche crude, bietola rossa cotta).</li>

<li>Acqua fresca in abbondanza.</li>

<li>Zuppa di legumi e cereali cotta.</li>

<li>Minestrone di verdure (senza prezzemolo) con cereali (pasta/riso/farro/orzo), tiepido.</li>

<li>Estrusi.</li>

<li>Dieta formulata (pasto unico). Si tratta di alimenti completi che possono sostituire completamente l’utilizzo delle miscele di semi e dei pastoncini.</li>

<li>Formula di imbecco per i nidiacei: è utile somministrarla agli adulti 1 volta a settimana miscelata con acqua tiepida seguendo le indicazioni sulla confezione del prodotto.</li></ul><p>Tutto senza aggiunta di sale o condimenti. Abbondare nelle dosi e lasciare del cibo sempre presente nella gabbia.</p><p>Se il parrocchetto monaco vive in voliera ed all’esterno (cambiando così gli spazi a disposizione, con conseguente aumento del movimento, e in presenza di variazioni della temperatura climatica) è essenziale la consulenza di un veterinario nutrizionista per puntualizzare la dieta corretta.</p><h2 class="wp-block-heading">La riproduzione del Parrocchetto</h2><p>È necessaria una grande quantità di materiale per la costruzione del nido (cassetta nido oppure costruiscono un nido di rami e rametti se si fornisce loro molto materiale); l&#8217;allevamento comincia solitamente in aprile, ma si riproducono durante tutto l’anno. Depongono 4-8 uova covate per 22-23 giorni. I piccoli raggiungono l’indipendenza a circa 42-45 giorni.</p><p>Robusto, longevo e, nelle giuste condizioni, estremamente prolifico, il Parrocchetto Monaco è un pappagallo ideale per iniziare ad allevare con soddisfazione.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/il-parrocchetto/">IL PARROCCHETTO</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Inseparabili pappagalli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2023 10:29:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli inseparabili sono pappagalli appartenenti al genere Agapornis che deriva dal geco ed unisce le parole &#8220;uccello&#8221; ed &#8220;amore&#8221; ad indicare il forte legame che questi uccelli sviluppano tra loro. A cura di PASQUALE QUITADAMO (Raggio di Sole) La scheda dei Pappagalli Inseparabili È frequente, infatti, osservare questi parrocchetti nella pratica di lisciarsi vicendevolmente le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Gli inseparabili sono pappagalli appartenenti al genere Agapornis che deriva dal geco ed unisce le parole &#8220;uccello&#8221; ed &#8220;amore&#8221; ad indicare il forte legame che questi uccelli sviluppano tra loro. </strong></p><p>A cura di <strong>PASQUALE QUITADAMO</strong> (<a href="https://raggiodisole.biz/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Raggio di Sole</a>)</p><h2 class="wp-block-heading">La scheda dei Pappagalli Inseparabili</h2><p>È frequente, infatti, osservare questi parrocchetti nella pratica di lisciarsi vicendevolmente le piume. È tuttavia falsa la tendenza a considerare il rapporto di coppia come imprescindibile: la morte o la separazione di uno dei due partner non provoca necessariamente la morte dell’altro.</p><p>I Pappagalli inseparabili vivono in Africa, a sud del deserto del Sahara e in Madagascar. Ci sono nove specie, otto delle quali allevate. L&#8217;eccezione è l&#8217;Inseparabile dal collare nero, Agapornis swindernianus dell&#8217;Africa centrale e occidentale, uno specializzato mangiatore di fichi.</p><h3 class="wp-block-heading">In natura </h3><p>Gli inseparabili sono piccoli pappagalli colorati con la coda corta e senza un dimorfismo sessuale evidente. La maggior parte ha becchi grandi in proporzione alla taglia e vive in piccoli stormi rumorosi che, occasionalmente, si trasformano in gruppi più grandi che si nutrono nelle aree coltivate. Mostrano una predilezione particolare per il sorgo e il miglio allo stadio lattiginoso.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="496" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili.jpg" alt="Pappagalli inseparabili che si spulciano" class="wp-image-58555" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili-768x502.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili-696x455.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili-741x486.jpg 741w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili-1068x698.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili-641x420.jpg 641w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili-1920x1256.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/pappagalli-inseparabili-600x392.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>È interessante notare che le femmine della maggior parte delle specie di inseparabili portano materiale atto a rivestire le loro cavità di nidificazione. </p><h4 class="wp-block-heading">Quattro specie: </h4><ul class="wp-block-list"><li>Inseparabile mascherato (A. personata mascherata), l’inseparabile di Fischer (A. fischeri), l’inseparabile di Lilian (A. lilianae) e l’inseparabile a guance nere (A. nigrigenis) &#8211; hanno un anello peri oftalmico bianco e sono difficili da sessare. Portano materiale per la nidificazione nel becco.</li>

<li>L&#8217;inseparabile a collo rosa (A. roseicollis), dell&#8217;Africa sudoccidentale, ha un sottile anello perioculare con piume bianche e trasporta materiale per la nidificazione nascosto tra la groppa e le piume della parte bassa della schiena. Ancora una volta, maschio e femmina sono difficili da distinguere. </li>

<li>L’inseparabile del Madagascar (A.cana), l’inseparabile a faccia rossa (A. pullaria) e l&#8217;Inseparabile D’Abissinia (A. taranta) sono considerati le forme primitive del genere. Portano materiale di nidificazione nascosto ovunque nel corpo. </li>

<li>Il Madagascar mostra un anello perioculare piumato colorato dello stesso colore della testa. Questi uccelli presentano dimorfismo sessuale. Nell’inseparabile a faccia rossa i maschi hanno la testa rossa mentre quella della femmina è di un color albicocca chiaro e le copritrici alari sono nere nel maschio e verdi nella femmina. Nel Madagascar, la femmina non ha la testa e la pettorina grigie del maschio e nell&#8217;Inseparabile D’Abissinia il maschio ha una fronte rosso vivo che manca nella femmina.</li></ul><h2 class="wp-block-heading">La dieta dei pappagalli inseparabili</h2><p>Si nutrono vicino al suolo, principalmente di semi. Tuttavia, l&#8217;Inseparabile D’Abissinia ha una forte preferenza per i fichi Ficus sycamorus e il collare nero si nutre principalmente di specie di ficus. Si presume che entrambe le forme preferiscano il seme e rimuovano il rivestimento esterno del frutto senza ingerirlo, proprio come nei pappagalli dei fichi. Possono nutrirsi anche di larve di insetti e fiori dell&#8217;albero di tulipano africano (Spathodea spp.).</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="460" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis.jpg" alt="pappagalli colere verde" class="wp-image-58556" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis-768x466.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis-696x422.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis-1068x648.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis-692x420.jpg 692w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis-1920x1165.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/parrots-agapornis-roseicollis-600x364.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">La riproduzione</h3><p>Questi uccelli si riproducono in vari periodi dell&#8217;anno poiché le varie specie coprono un&#8217;area molto vasta dell&#8217;Africa. Tuttavia, Si può con certezza affermare che nidificano solo quando le condizioni sono adatte, generalmente dopo le piogge estive, quando avviene la semina e gli alberi da frutto stanno producendo il loro raccolto.</p><p>In alcune aree frequentate da una specie come l’inseparabile dal collare nero, la riproduzione può avvenire in qualsiasi mese dell&#8217;anno perché vivono nella foresta tropicale fino all&#8217;habitat della foresta pluviale, con precipitazioni per gran parte dell&#8217;anno.</p><p>Le uova generalmente deposte a giorni alterni variano da un minimo di 2 ad un massimo di 6 (la media è di 3-4) e l’incubazione inizia con la deposizione del terzo uovo e dura 23 giorni. I giovani lasciano il nido tra i 38 e i 50 giorni a seconda delle specie. Il luogo ove porre il nido, è nella quasi totalità dei casi (con l’unica eccezione di A. pullaria e sembra talvolta di A. swinderniana) la cavità naturale posta nel tronco d’alberi d’alto fusto.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="539" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1.jpg" alt="Due pappagalli inseparabili mentre nidificano" class="wp-image-58557" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1-768x546.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1-696x494.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1-1068x759.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1-590x420.jpg 590w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1-1920x1365.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/12/inseparabili-pappagalli-1-600x426.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">In cattività </h3><p>Questo genere è molto popolare in avicoltura. Le loro piccole dimensioni li rendono perfetti per voliere di diverse dimensioni; lo svantaggio principale risiede nei suoni striduli costantemente emessi dai parrocchetti durante le ore di luce.</p><p>Si riproducono utilizzando cassette nido in legno nella stagione autunnale e/o primaverile. Molto utile fornire rami di salice per la costruzione del nido. Utilizzare solo alloggi resistenti perché il becco degli inseparabili è molto potente e potrebbe distruggere strutture in legno.</p><h3 class="wp-block-heading">La dieta</h3><p>Una corretta e bilanciata nutrizione è fondamentale: esistono molte miscele di semi, pastoncini, estrusi e pasti unici formulate per inseparabili disponibili sul mercato. Dovrebbe essere fornita una selezione di verdure. Le più gradite sono foglie di sedano, mais, carote e spinaci novelli. La frutta risulta gradita dopo una fase di approccio graduale.<br>Ottime anche le piante selvatiche come il dente di leone e il cerastio: assicurati di evitare le aree pubbliche per la raccolta.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1113/inseparabili-1.jpg" alt="Pappagalli inseparabili più immagini"/><figcaption class="wp-element-caption">Pappagalli inseparabili</figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">La dieta in pratica</h2><ul class="wp-block-list"><li>Misto di semi a base di miglio bianco e scagliola. Da valutare l’aggiunta di semi di girasole in base allo stato fisiologico e ambiente in cui vivono gli inseparabili.</li>

<li>Semi da germogliazione.</li>

<li>Verdure crude e frutta in ciotola, tagliata a pezzetti.</li>

<li>Zuppa di legumi e cereali cotta.</li>

<li>Misto cereali crudi (farro, orzo, quinoa, grano duro).</li>

<li>Pastoncino all’uovo secco con insetti durante il periodo di allevamento dei pulli.</li>

<li>Estrusi. In alternativa l’evoluzione Pasto unico.</li>

<li>Acqua sempre pulita e fresca.</li>

<li>Formula di imbecco per i nidiacei: è utile somministrarla agli adulti 1 volta a settimana miscelata con acqua tiepida seguendo le indicazioni sulla confezione del prodotto.</li></ul><p>Fondamentale non aggiungere sale o condimenti. Abbondare nelle dosi e lasciare del cibo sempre presente nella gabbia. Se gli inseparabili vivono in voliera ed all’esterno, si aumenta l’apporto di grassi in funzione della dimensione della voliera e della temperatura climatica. In questo caso la consulenza di un Medico Veterinario Aviare è essenziale per personalizzare la dieta.</p><p>I semi da germogliazione possono essere somministrati da soli oppure uniti ad un pastoncino secco per esaltarne l’appetibilità e gli aspetti nutritivi. È fondamentale una loro completa sostituzione giornaliera, quindi dovranno essere lasciati a disposizione un solo giorno e l’eventuale avanzo dovrà essere gettato.<br>Si preparano attraverso una fase di lavaggio iniziale e di ammollo (12-24 ore), quindi dopo abbondante risciacquo occorre mantenere i semi umidi fino alla formazione della radichetta.</p><p>Possono interessarti altre schede clicca <strong><a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/inseparabili-2/">Inseparabili pappagalli</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il pappagallo del pacifico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Mar 2022 15:34:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La specie più conosciuta ed allevata in cattività è senza dubbio il Pappagallo del Pacifico, meglio conosciuto con il suo nome scientifico: Forpus coelestis. Il genere Forpus include sette specie di pappagalli di piccole dimensioni originarie del Sud America. A cura del Dott. GINO CONZO &#8211; Medico Veterinario Non più lungo di 12-13 cm, questo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La specie più conosciuta ed allevata in cattività è senza dubbio il Pappagallo del Pacifico, meglio conosciuto con il suo nome scientifico: Forpus coelestis.</strong> <strong>Il genere Forpus include sette specie di pappagalli di piccole dimensioni originarie del Sud America. </strong> </p><p><em><strong>A cura del Dott. GINO CONZO &#8211; Medico Veterinario</strong></em></p><p>Non più lungo di 12-13 cm, questo pappagallino ricorda un po’ un’Amazzone in miniatura ed è originario del Perù e dell’Ecuador; dove frequenta habitat piuttosto vari (foreste, piantagioni di banana e mango, zone aride, savane e giardini) a differentegrado di altitudine. </p><p>Come negli altri Forpus, anche nel coelestis il colore predominante della livrea è verde; nel maschio si osservano delle caratteristiche marcature bluastre dietro gli occhi mentre il groppone, il sotto ala ed il bordo dell’ala sono di un bel colore blu cobalto. La femmina è completamente verde ad eccezione dei marchi dietro gli occhi che sono di un azzurro pallido.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Carattere amabile</strong> del Pappagallo del pacifico</h2><p>Si tratta di una specie piuttosto robusta e prolifica; che può essere ospitata in gabbie relativamente piccole (consigliabile comunque una dimensione minima di 60 x 35 x 40 cm, con sviluppo orizzontale). Inoltre il Forpus non è un pappagallo particolarmente rumoroso ed il suo costo d’acquisto, ad eccezione di alcune mutazioni di colore, è decisamente contenuto. </p><p>Come per altri pappagalli anche il nostro Forpus può essere allevato a mano, risultando particolarmente docile ed ottimo come &#8220;pet”. Del Forpus coelestis esistono varie mutazioni di colore: blu (in varie tonalità), giallo, albino, lutino (giallo ad occhi rossi). Molto richiesti sono i &#8220;pezzati”, soggetti in cui vi sono pezzature gialle sul piumaggio verde o bianche sul blu. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Una miscela &#8220;a misura di Forpus”</strong></h3><p>L’alimentazione dei Forpus non presenta particolari problemi e può essere basata su una miscela di semi costituita in gran parte da scagliola (35-40%) ed, in ordine percentuale decrescente, miglio (sia rosso che giallo), panico, avena decorticata, grano saraceno, cartamo, oltre a piccole quantità di niger e canapa. </p><p>Le miscele di semi presenti sul mercato, destinate principalmente alle cocorite o agli inseparabili, sono più ricche di miglio che di scagliola e, generalmente, contengono una significativa quantità di semi di girasole. Se non si riesce a farsi preparare una miscela &#8220;a misura di Forpus” si può ovviare tagliando la miscela per cocorite o parrocchetti (meglio se priva di girasole) con eguale quantità di miscela per canarini.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/pappagallo-del-pacifico-2-1.jpg" alt="Nell'immagine il piccolo pappagallo del pacifico"/><figcaption>Il piccolo pappagallo del pacifico</figcaption></figure><p><strong>Se fin da piccoli i Forpus non sono stati abituati ad un’alimentazione varia è probabile che rifiutino determinati alimenti, come gran parte dei cibi freschi. In quel caso sarebbe consigliabile fornire loro, regolarmente, un preparato multivitaminico da porre nel pastoncino o nell’acqua da bere.</strong>&nbsp;</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Frutta e verdura</strong></h3><p>Dato che sopportano temperature prossime allo zero, i Forpus possono essere alloggiati anche in esterno, purché sufficientemente riparati da vento e pioggia. In questo caso, tuttavia, è consigliabile aumentare nella miscela la quantità di niger e canapa ed offrire anche semi di girasole nero &#8220;nano”. </p><p>La dieta dei Forpus va poi completata con un pastoncino di allevamento (importante in particolare nel periodo riproduttivo) oltre alla periodica somministrazione di legumi bolliti, frutta a pezzetti (mela, pera, banana) e verdura, sia dell’orto (zucchine, carota, radicchio, verza) sia di crescita spontanea (tarassaco, centocchio ed altre). Molto gradite, in genere, le spighe di panìco.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Gusti difficili</strong></h3><p class="has-text-align-left">Se i Forpus non sono stati abituati in tenera età ad un’alimentazione varia è probabile che rifiutino determinati alimenti, scegliendo solo alcuni semi della miscela ed evitando gran parte dei cibi freschi. In questi casi l’apporto di vitamine può risultare insufficiente per cui è consigliabile somministrare stabilmente un preparato multivitaminico da porre nel pastoncino o nell’acqua da bere. </p><p class="has-text-align-left">Tale integrazione alimentare è comunque consigliabile nel periodo di preparazione alle cove, nell’allevamento dei piccoli e nel periodo di muta del piumaggio. Il Pappagallino del Pacifico è originario del Perù e dell’Ecuador, dove vive in habitat come foreste, piantagioni di banana e mango, zone aride, savane e giardini.</p><p>Possono piacerti altri articoli <a href="https://petfamily.it/?s=pappagalli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">sui Pappagalli</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/il-pappagallo-del-pacifico/">Il pappagallo del pacifico</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Diamante Mandarino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jul 2020 09:11:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Diamante Mandarino, grazie alla sua vivacità, robustezza e adattabilità è tra gli uccellini da gabbia e da voliera più allevati. Amabilmente colorati, ottimi riproduttori sono adatti anche ad allevatori alle prime armi. A cura di CARGILL® Srl Ambiente dove vive il Diamante Mandarino Il Diamante Mandarino è originario delle zone boscose dell’Australia e delle [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il Diamante Mandarino, grazie alla sua vivacità, robustezza e adattabilità è tra gli uccellini da gabbia e da voliera più allevati. Amabilmente colorati, ottimi riproduttori sono adatti anche ad allevatori alle prime armi. </strong></p><p>A cura di <strong><a href="https://www.cargill.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CARGILL® Srl</a></strong></p><h2 class="wp-block-heading">Ambiente dove vive il Diamante Mandarino</h2><p>Il <strong>Diamante Mandarino</strong> è originario delle zone boscose dell’Australia e delle isole della Sonda ed il suo ambiente ideale è lo “scrub”, la steppa formata da erba, cespugli intricati e spinosi ed alberi secolari. </p><p>Frequenta ogni luogo vicino a corsi d’acqua: campi, giardini, periferie di centri abitati. Costruisce un nido con detriti e fibre vegetali uniti a formare una struttura tondeggiante.</p><p>Vive in colonie chiassose che si spostano alla ricerca di cibo ed emette il tipico richiamo, un “tia” metallico. Il canto del maschio è invece formato da note nasali e trilli sommessi.</p><h3 class="wp-block-heading">Alta capacità di vivere In cattività </h3><p>Molto probabilmente il Diamante Mandarino ha raggiunto l’Europa all’inizio del XIX secolo attraverso le navi che trasportavano tessuti, spezie ed uccelli del paradiso. </p><p>Ha una grande capacità di adattamento alla vita a contatto con l’uomo. Riesce a vivere anche all’aperto nelle voliere in giardino; convive facilmente con i simili o in colonie miste con altri Estrildidi (uccelli esotici). </p><p>Esistono diverse varietà di colore, anche se la forma ancestrale riveste sempre un enorme fascino. </p><h3 class="wp-block-heading">La dieta per il Diamante Mandarino deve essere semplice e varia.</h3><p><strong> I componenti di una dieta ideale sono:</strong></p><ul class="wp-block-list"><li>Misto di semi per uccelli tropicali esotici a base di panico, miglio bianco, scagliola canadese </li><li>Spighe di Panico toscano a volontà &#8211; soprattutto dopo la nascita dei piccoli </li><li>Pastoncino all’uovo con una buona componente di proteine animali &#8211; ottimo veicolo per integratori in polvere e per frutta e ortaggi. Essenziale durante il periodo riproduttivo.</li><li>Misto di semi della salute o condizionatori due/tre volte a settimana </li><li>Osso di seppia a volontà</li><li>Acqua fresca in abbondanza; è consigliabile lasciare anche una vaschetta per il bagnetto quotidiano</li><li>Tarme della farina o estrusi proteici da ammorbidire con acqua durante il periodo riproduttivo o per uccelli allevati all’aperto. </li><li>Il Diamante mandarino è ghiotto di frutta e verdura, ecco una lista delle alternative:</li><li>Fichi secchi, mele, pere, kiwi &#8211; grattugiate nel pastoncino </li><li>Cicoria, tarassaco, centocchio bianco, trifoglio, cavolo intero, lattuga, zucchine, cetrioli e carota</li></ul><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="758" height="435" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano.jpg" alt="" class="wp-image-43948" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano-768x440.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano-696x399.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano-1068x612.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano-731x420.jpg 731w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano-1920x1101.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2020/07/diamante-mandarino-primo-piano-600x344.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><strong>Il Diamante Mandarino </strong></figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">La riproduzione in cattività</h2><p><strong>Il Diamante Mandarino</strong> si riproduce con estrema facilità in cattività. In ottime condizioni tende a riprodursi tutto l’anno; il consiglio è di non superare le 3 covate. </p><p>Indispensabile togliere il nido ed il materiale per la costruzione dello stesso al termine dello svezzamento dei pulli (piccoli) della terza covata.</p><p>In ambiente naturale, in Australia, il periodo riproduttivo coincide con il nostro autunno; tuttavia si riproduce senza alcun problema anche nella nostra stagione primaverile data la grande rusticità di questi uccelli.</p><p>Non necessita di particolari attenzioni nella preparazione al periodo riproduttivo; occorre disporre di nidi a pera o a scatola e una buona quantità di materiale da imbottitura per stimolare la riproduzione.</p><p>Contrariamente a quanto accade per altri uccelli (canarini ad esempio), non è necessario sostituire le uova vere con uova di plastica man mano che vengono deposte.</p><p>La capacità di allevamento della prole è molto alta, a tal punto che il Diamante Mandarino funge da “balia” per l’allevamento di pulli di specie meno inclini alle cure parentali (Diamante di Gould ed altri Estrildidi).</p><h3 class="wp-block-heading">Dove e come alloggiare i Diamanti Mandarini</h3><p>Gabbie a sviluppo orizzontale dalle dimensioni minime di 55-60cm di lunghezza rappresentano un buon alloggio per una coppia di Diamanti Mandarini. </p><p>Maggiori saranno le dimensioni e maggiore sarà la possibilità di movimento e sviluppo etologico di questi fantastici uccelli australiani.</p><p>Batterie da riproduzione, voliere da interni e da giardino sono alcuni esempi di alloggi adeguati alla vita in coppia o in colonia.</p><p>Sono da evitare le gabbie a sviluppo principalmente verticale. Posizionare la gabbia o voliera fuori da correnti d’aria, in luogo non umido e senza sbalzi di temperatura.</p><p>In un ambiente ampio il Diamante mandarino esprime la sua indole allegra e vivace: voli ondulati, il continuo “tic”, acrobazie varie, movimenti continui e scattanti allietano e divertono gli osservatori!</p><p>Altre schede di uccelli <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca QUI</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/diamante-mandarino/">Diamante Mandarino</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il cardellino</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:35:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Cardellino è sicuramente tra gli uccelli più conosciuti, dato che fa parte dell’avifauna selvatica del nostro paese; dove non di rado lo si vede sostare sulle piante di cardo per nutrirsi dei semi di cui va ghiotto. A cura del Dot. GINO CONZO &#8211; Medico Veterinario Famiglia dei Fringillidi, Questo piccolo passeriforme fa parte [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il Cardellino è sicuramente tra gli uccelli più conosciuti, dato che fa parte dell’avifauna selvatica del nostro paese</strong>;<strong> dove non di rado lo si vede sostare sulle piante di cardo per nutrirsi dei semi di cui va ghiotto. </strong></p><p><strong>A cura del Dot. GINO CONZO &#8211; Medico Veterinario</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Famiglia dei Fringillidi,  </h2><p>Questo piccolo passeriforme fa parte della famiglia dei Fringillidi, alla quale appartiene anche il comunissimo Canarino. A differenza del suo più diffuso parente, il Cardellino ha il becco più lungo e sottile; una caratteristica mascherina rossa, una calottina nera sul capo ed un colore brunastro della livrea con ventre bianco. </p><p>La mascherina del maschio si estende fin dietro agli occhi mentre il margine posteriore non supera metà della zona oculare nella femmina. Quest’ultima ha le spalline brune, mentre sono nere nel maschio. Ali e coda sono nere con tipiche &#8220;perle” bianche; le ali possiedono anche una barratura giallo oro, particolarmente evidente nell’uccello in volo.</p><h3 class="wp-block-heading">Dall’Europa alla Siberia: le origini del cardellino</h3><p>Del Cardellino è classificata un’unica specie (Cardueliscarduelis) con numerose sottospecie provenienti dai vari areali che vanno dal nord Europa alla Siberia, fino al nord Africa. </p><p>I Cardellini nordici, come il Cardellino siberiano (Carduelis carduelis major), hanno dimensioni maggiori delle specie che vivono più a sud.</p><p>Particolare è il Cardellino dell’Himalaya (Carduelis carduelis caniceps) che non ha sul capo la tipica calottina nera, sostituita da un grigio uniforme che si estende anchesul dorso. </p><p>Il Cardellino è stato introdotto dall’uomo anche in zone lontane dalla sua originale distribuzione, come l’Australia ed alcuni areali sud e nord Americani.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="508" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda.png" alt="Un cardellino in primo piano" class="wp-image-52843" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda-768x514.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda-696x466.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda-1068x715.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda-626x420.png 626w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda-1920x1286.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/il-cardellino-la-scheda-600x402.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Il cardellino foto da<a href="https://pixabay.com/it/photos/cardellino-fringuello-uccello-5127193/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"> Pixabay </a></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Il cardellino: una figura ricca di significato</h3><p>L’iconografia classica, cristiana e pagana, ha contribuito a rendere familiare la figura del Cardellino: secondo uno dei miti raccontati da Ovidio nelle Metamorfosi, il Cardellino sarebbe infatti una delle Pieridi, Acalante, trasformata in uccello da Atena perché aveva osato sfidare le Musenel canto. </p><p>L’uccello, solitamente un Cardellino, nella antica cultura pagana rappresentava inoltre l’anima dell’uomo che al momento della morte vola via;tale significato viene mantenuto anche in ambito cristiano.</p><p>Negli ultimi anni si è particolarmente sviluppato in Europa l’allevamento in cattività della sottospecie &#8220;major”, di dimensioni sensibilmente maggiori del Cardellino &#8220;nostrano” e dai colori più chiari.</p><h3 class="wp-block-heading">Leggende cristiane sul cardellino</h3><p>Il Cardellino è inoltre simbolo della Passione. Una leggenda cristiana narra che questo uccellino, abituato a vivere tra cardi e spine, si fosse messo ad estrarre le spine della corona che trafiggeva il Cristo crocifisso; finendo poi per macchiarsi con una goccia dell sangue di Gesù: l’uccellino così sarebbe rimasto per sempre con la macchia rossa sul capo. </p><p>Nella&#8221;Madonna del cardellino” di Raffaello Sanzio, San Giovanni Battista l&#8217;offre al Cristo come simbolo della futura Passione. Questo tema è stato ripreso da numerosi altri artisti tra i quali il Tiepolo, il Crivelli, il Guercino e Rubens che hanno rappresentato anche il Cardellino nei ritratti della Sacra Famiglia.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda.png" alt="un cardellino sul ramo in primo piano" class="wp-image-52845" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda-768x511.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda-696x463.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda-1068x711.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda-630x420.png 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda-1920x1279.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/cardellino-scheda-600x399.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>  foto da<a href="https://pixabay.com/it/photos/cardellino-fringuello-uccello-5127193/" target="_blank" rel="noreferrer noopener nofollow"> Pixabay </a> </figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Il canto dei cardellini</h3><p>I Cardellini sono particolarmente apprezzati perle loro doti canore ed i gorgheggi, unici e tipici di questa specie; viene ricordato da Vivaldi nel concerto per flauto detto &#8220;Il Cardellino” in cui, con il suono del flauto, viene imitato in più punti il canto di questo volatile.</p><p>Purtroppo proprio per la sua abilità canora questo piccolo volatile ha subito fin da tempi remoti il prelievo dall’ambiente naturale allo scopo di essere rinchiuso in piccole gabbie in modo da poter ascoltare il suo canto. </p><p>Le cose sono andate senz’altro meglio quando i Cardellini sono stati inclusi tra le specie protette; purtroppo le sanzioni previste dalla legge non scoraggiano del tutto i bracconieri, come dimostrano i ricorrenti episodi di cronaca riguardanti la detenzione illegale di questa specie. </p><p>I Cardellini, come altri volatili, sono oggi allevati abbastanza facilmente in cattività; e quindi non ci sarebbe bisogno di tale prelievo in natura, dettato unicamente dalla ricerca di un facile guadagno. I Cardellini appartengono alla famiglia dei Fringillidi della quale fa parte anche il più famoso Canarino.</p><p>Potrebbero interessarti altre<strong><a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> SCHEDE DI UCCELLI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/il-cardellino/">Il cardellino</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il pappagallo arcobaleno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:31:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il pappagallo color arcobaleno</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/il-pappagallo-color-arcobaleno/">Il pappagallo arcobaleno</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Difficilmente tra i pappagalli si trova una specie il cui nome è così ben azzeccato come nel caso del</strong> <strong>pappagallo Lorichetto Arcobaleno (Trichoglossus haematodus).</strong></p><p>A cura del Dott. <strong>GINO CONZO</strong> &#8211; Medico Veterinario&nbsp; </p><h2 class="wp-block-heading">I colori del pappagallo arcobaleno</h2><p>In effetti al nostro pappagallo arcobaleno questo nome si può dire che stia a pennello, dato che la sua livrea sembra una tavolozza con tutti i colori dell’iride!  </p><p>La testa e il ventre, sono blu-scuri o blu-violetto, il dorso, la coda e il sottocoda verdi brillanti e il petto e il becco arancione. Le numerose sottospecie di questo pappagallo arcobaleno differiscono poi per la colorazione, in particolare della testa e del petto, che amplia ulteriormente la gamma e le sfumature di colore.</p><p>In natura il Lorichetto Arcobaleno è diffuso in Australia, Indonesia Papua Nuova Guinea, Nuova Caledonia ed Isole Salomon. Vive in grossi stormi, in cattività si riproduce bene anche alle nostre latitudini cosicché  nel nostro Paese vi sono molti appassionati allevatori di questo pappagallo. </p><p>Non è solo il colore ad attirare gli ornicoltori; il nostro Lorichetto è infatti un volatile molto socievole. Attivo, curioso e giocherellone ed è anche in grado di ripetere qualche parola. Le dimensioni non sono particolarmente grandi dato che si tratta di pappagalli non più lunghi di 30 cm, includendo in questa dimensione anche la coda.</p><p>Questi graziosi pappagalli sono robusti e sopportano anche basse temperature a patto che siano protetti dal vento e che l’alimentazione sia sufficientemente energetica.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Con i peli sulla lingua</strong></h3><p>Il Lorichetto appartiene ad una particolare sottofamiglia di pappagalli, detta Loriinae, che si differenzia da tutti gli altri Psittacidi per un’originale caratteristica anatomica: l’estremità della lingua presenta un orlo &#8220;a spazzola” costituito da tipiche propaggini erettili che servono a questi animali per raccogliere il nettare ed il polline dei fiori, gli alimenti preferiti in natura. </p><p>Il nome scientifico del nostro Lorichetto richiama questa particolarità dal momento che Trichoglossus in greco vuol dire appunto &#8220;lingua pelosa”.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0315/arcobaleno6402n.jpg" alt="Pappagallo arcobaleno in primo piano"/></figure><h2 class="wp-block-heading"><strong>Una dieta particolare</strong></h2><p>Oltre che di polline e nettare questo pappagallo in natura si nutre di fiori, gemme, bacche, frutti e piccoli invertebrati. Un’alimentazione così particolare è difficile da proporre in cattività e quindi si usa offrire ai Lorichetti un nettare artificiale costituto da zuccheri facilmente assimilabili, farine di cereali e fonti proteiche; l’alimentazione è completata da frutta che viene sempre accettata con gioia da questi pappagalli. </p><p>Non è consigliabile, invece, dar loro le miscele di semi come si fa per altri pappagalli dal momento che il particolare sistema digerente di questi uccelli non ne permette un’agevole digestione e li espone quindi a varie patologie da malnutrizione. </p><p>Il tipo di alimentazione dei Lorichetti rende le loro feci particolarmente abbondanti e liquide con inevitabile imbrattamento della gabbia e, in assenza di adeguata protezione, anche dello spazio circostante. Oltre che di polline e nettare il Lorichetto Arcobaleno in natura si nutre di fiori, gemme, bacche, frutti e piccoli invertebrati.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Basse temperature</strong></h3><p>I Lorichetti possono essere riprodotti in cattività in gabbioni, ma è senz’altro preferibile ospitarli in voliere.Si tratta di pappagalli piuttosto robusti che sopportano anche basse temperature a patto che siano protetti dal vento e che l’alimentazione sia sufficientemente energetica. </p><p>I due sessi sono indistinguibili morfologicamente per cui è necessario, per formare la coppia, accertarsi che i pappagalli siano stati sottoposti a sessaggio chirurgico o genetico.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Cassetta-nido</strong></h3><p>Come avviene in quasi tutti i pappagalli i Lorichetti nidificano in cavità naturali ed è quindi necessario fornir loro una cassetta-nido di legno la cui base deve misurare almeno 25-30 cm per lato con un’altezza di 35-40 cm.</p><p>Normalmente la femmina depone due uova per covata e sono possibili più covate all’anno. I piccoli nascono dopo ventiquattro giorni di incubazione, che viene condotta dalla sola femmina, ed escono dal nido verso le otto settimane di vita. Questi volatili possono essere riprodotti in cattività in gabbioni, ma è senz’altro preferibile ospitarli in voliere.</p><p>Per leggere altre schede premere <strong><a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/il-pappagallo-color-arcobaleno/">Il pappagallo arcobaleno</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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