Per proteggere il cervello dei pet anziani, garantendo loro una buona qualità di vita, è fondamentale adottare accorgimenti. Perché rimangano i nostri amici di sempre, anche da senior!
A cura di CeDIS (Centro di Documentazione e Informazione Scientifica)
Invecchiamento e cervello: cosa succede?
Come accade per noi, anche per cani e gatti l’età porta con sé cambiamenti. A risentire in modo particolare delle trasformazioni della vecchiaia è il cervello. I neuroni diminuiscono di numero e volume, e non hanno più la massima efficienza nel comunicare fra di loro. Si parla allora di neurodegenerazione. Questo è un processo inevitabilmente legato all’età, ma non per forza patologico. Semplicemente, i nostri quattro zampe stanno diminuendo le riserve cognitive e mnemoniche e si preparano a comportarsi da “anziani”.
Non c’è da preoccuparsi: è l’inizio della fase senile della loro vita!
Può accadere, però, che cani e gatti vadano incontro a quello che viene definito invecchiamento cerebrale “non di successo”: una forma accentuata ed anomala di neurodegenerazione, accomunabile alla malattia di Alzheimer dell’uomo. In questi casi il nostro amico può mostrarsi disorientato o confuso, non riconoscerci più o svegliarsi frequentemente di notte.

I nostri consigli per un invecchiamento cerebrale di successo
1- Visite veterinarie periodiche
Visite periodiche ad hoc sono il primo passo per garantire al nostro cane una vecchiaia serena. Oltre a effettuare check-up di salute generale (dalla testa… alle zampe), il Veterinario potrà valutare eventuali alterazioni del comportamento e delle abitudini di vita riferite dal proprietario.
Queste, infatti, possono essere legate a malattie geriatriche di varia origine che si ripercuotono negativamente sul suo comportamento o indicano piuttosto che il suo cervello sta invecchiando “male”.
2- Riconoscere i “campanelli d’allarme”
Vivendo accanto a un cane senior, dobbiamo essere in grado di scovare i “campanelli d’allarme” dell’invecchiamento cerebrale patologico, non banalizzandoli come inevitabili trasformazioni legate all’età, ma riferendoli prontamente al veterinario curante.
3- Stimolare il cervello
Mantenere in attività il cervello con giochi di ricerca, passatempi e stimoli continui è il modo migliore per preservare le riserve cognitive del cane o gatto anziani e ridurre il rischio di decadimento e demenza.
4- Movimento e alimentazione adeguata
Il movimento va sempre favorito: anche negli anziani, calibrando la quotidiana passeggiata in base all’età del cane e al suo stato di salute.
La scelta di una dieta bilanciata, formulata in base alle esigenze della “terza età”, permette inoltre di evitare i danni fisici del sovrappeso o dell’obesità e le loro ripercussioni sul processo di invecchiamento, compreso quello cerebrale.
5- Prodotti specifici per l’età senile
Oggi abbiamo a disposizione prodotti scientificamente studiati per mantenere sano il cervello dei cani anziani migliorandone le capacità cognitive e la memoria.
Prima li usi (a cominciare dai 7 anni di età), maggiore sarà la possibilità che il tuo cane sia destinato a vivere una vecchiaia “di successo”.

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