Pet Levrieri scrive al Premier Conte: “Riaprite le adozioni degli animali”

Il Presidente Stefania Traini si unisce alle richieste di Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Leidaa, Lndc e Oipa. Sono 82 i levrieri, tra Galgo e Greyhound, che aspettano di arrivare in Italia per raggiungere le rispettive famiglie adottive.

E’ una lettera aperta e piena di speranza quella che il Presidente di Pet Levrieri, Stefania Traini, ha inviato al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, al Ministro della Salute, Roberto Speranza e al Direttore generale Sanità animale del Ministero della Salute, Silvio Borrello. Lo scopo è quello di far riprendere le adozioni dei cani e gatti ed i necessari spostamenti nel periodo di emergenza sanitaria nazionale Covid-19.

Nei giorni scorsi Animalisti Italiani, Enpa, Lav, Leidaa, Lndc e Oipa hanno già avanzato la stessa richiesta. L’Ufficio di Presidenza dell’Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali, poi, ha inviato una lettera al Ministro della Salute chiedendo la ripresa delle adozioni e gli spostamenti per i preaffidi e il trasferimento degli animali nelle famiglie adottive. La presidente on. Michela Vittoria Brambilla (Fi), la vicepresidente sen. Loredana De Petris (LeU), la vicepresidente sen. Loredana Russo (M5S), le segretarie di presidenza on. Paola Frassinetti (FdI), on. Patrizia Prestipino (Pd) e sen. Rosellina Sbrana (Lega) hanno messo in evidenza il ruolo sociale delle adozioni di cani e gatti provenienti dalla strada e da situazioni di emergenza.

Pet Levrieri, che da sempre si occupa di salvare e dare in adozione i levrieri rescue e si batte a livello internazionale per ottenere leggi di tutela e cambiare una cultura fatta di sfruttamento e crudeltà, nella lettera rende noto al Governo che ci sono 82 levrieri, 42 Galgo e 40 Greyhound in Spagna e in Irlanda che aspettano di venire in Italia. Si tratta di cani provenienti da sfruttamento, abbandono, maltrattamento e che hanno tutti già una famiglia adottiva che li sta aspettando. La loro permanenza forzata nei rifugi sta comportando serissimi problemi economici, di spazio, di gestione per i rifugi che li stanno assistendo e per tutti gli altri levrieri che potrebbero esser salvati da morte certa e prendere il loro posto. Si tratta di una situazione drammatica. Tutti sarebbero dovuti arrivare nel nostro Paese tra il mese di marzo e quello di maggio se l’emergenza Covid-19 non avesse bloccato le frontiere e gli arrivi.


I cani già testati dai gruppi di Pet Levrieri che si recano continuamente in Spagna e in Irlanda attendono soltanto il via libera per raggiungere le proprie famiglia adottive. Sono cani che hanno un trascorso tragico e che stanno risentendo di questo stallo forzato nonostante le mille attenzioni dei volontari dei rifugi.

Stefani Traini, Presidente di Pet Levrieri, nella lettera cerca di sensibilizzare il Governo  sul problema dei Levrieri.
https://www.petlevrieri.it/emergenza-covid-19/nostro-appello-al-governo-per-la-ripresa-delle-adozioni-dei-cani-e-gatti/

“Numerose famiglie attendono di poter finalmente portare a compimento percorsi di adozione iniziati prima dell’inizio dell’emergenza e molte altre sono impazienti di poter iniziare le procedure necessarie di adozione” – scrive Stefania Traini – non solo con la nostra associazione ma anche con i canili, i rifugi e le associazioni che operano sul territorio italiano, prendendosi cura di decine di migliaia di cani e gatti ogni anno. Molti di questi canili e associazioni stanno svolgendo una importantissima e preziosa azione etica e di utilità sociale, dando ricovero, garantendo le passeggiate quotidiane e l’assistenza necessaria ai cani e ai gatti delle persone ricoverate o isolamento  per COVID-19. Tornare a permettere alle famiglie di accogliere un pet nelle proprie case sarebbe in questo momento un importante contributo di serenità e un grande conforto.

Inoltre, il prolungato blocco delle adozioni comporta anche seri rischi per il benessere psichico degli animali che si trovano nei rifugi e nei canili e seri problemi di sovraffollamento per le strutture. Peraltro, le norme di prevenzione necessarie, e in particolare quelle relative al distanziamento sociale e all’uso di dispositivi di protezione, sono facilmente implementabili, essendo la consegna dei cani e le attività connesse realizzabili in spazi aperti e senza assembramenti”.

Il Presidente di Pet Levrieri conclude: “Riaprire le adozioni sarebbe un segnale di normalità, piccolo ma importante, in grado di ridare in sicurezza speranza e gioia a molte persone e benessere a molti cani e gatti. Auspico quindi, che sia dunque possibile non soltanto riprendere al più presto le adozioni ma anche il libero trasporto degli animali destinati all’adozione o già adottati e i relativi necessari spostamenti per il trasferimento in famiglia dei quattrozampe”.

E per sensibilizzare ancora di più l’opinione pubblica è stata appena lanciata una petizione che sta raccogliendo molti consensi. E’ preziosa la firma di tutti i cittadini: http://chng.it/J6JmH28t Confidiamo che il Governo possa accogliere questi appelli già all’inizio della fase 2 e permettere ai canili, rifugi e associazioni animaliste di riprendere il lavoro sulle adozioni dando chiare indicazioni nelle FAQ del Viminale su come svolgerle in piena sicurezza e rigore.

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