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	<title>Curiosità da sapere assolutamente sui Cani | Pet Family</title>
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		<title>Come rendere veramente felice il nostro cane?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa rende felice veramente il mio cane? E&#8217; una delle domande che più spesso viene posta da chi ha a cuore il benessere psicofisico del proprio amico a quattrozampe. A cura di Camilla Dal Ponte www.benesserecinofilia.it Spesso, entrando in un negozio per animali, veniamo travolti da corsie infinite di palline colorate, cappottini di tendenza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Cosa rende felice veramente il mio cane? E&#8217; una delle domande che più spesso viene posta da chi ha a cuore il benessere psicofisico del proprio amico a quattrozampe.</strong></p><p>A cura di Camilla Dal Ponte<a href="https://www.benesserecinofilia.it/"> www.benesserecinofilia.it</a></p><p>Spesso, entrando in un negozio per animali, veniamo travolti da corsie infinite di palline colorate, cappottini di tendenza e snack dai packaging ammiccanti. La tentazione è quella di pensare: &#8220;Compro questo al mio cane, così sarà felice!&#8221;.</p><p>La felicità del cane, però, è un concetto bio-psicologico complesso che affonda le radici nella sua natura. Sebbene un buon accessorio possa facilitare la vita, la vera gioia del cane risiede in ciò che non si può impacchettare: il tempo di qualità e la comprensione etologica.</p><p>In questo articolo vedremo come alcuni oggetti, pensati a sua misura e anche come nostri accorgimenti e atteggiamenti possano aiutarci a rendere davvero felice il nostro beniamino.</p><h2 class="wp-block-heading">Conoscere chi abbiamo davanti: l&#8217;approccio etologico</h2><p>Prima di chiederci cosa comprare, dobbiamo chiederci chi è il cane. Non è un &#8220;piccolo uomo peloso&#8221;, ma un individuo con una propria identità di specie e una personalità soggettiva. Renderlo felice significa rispettare i suoi bisogni etologici e per farlo bisogna conoscerlo.</p><p>Innanzitutto, ha una percezione olfattiva differente dalla nostra. Il cane &#8220;vede&#8221; il mondo con il naso. Un cane felice è un cane a cui viene permesso di annusare durante la passeggiata, esplorando i &#8220;messaggi&#8221; lasciati dai conspecifici.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="624" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1.jpg" alt="" class="wp-image-63110" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-768x632.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-696x572.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-1068x879.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-510x420.jpg 510w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-1920x1580.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-600x493.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>In questo senso l’acquisto di una pettorina ad &#8220;H&#8221; può essere utile anche perché, oltre ad altri benefici, permette al cane di muovere liberamente il collo e ha la comodità di avere l’aggancio sulla schiena. In questo modo il guinzaglio non continuerà a impigliarsi sulle zampe.<br>Sempre tenendo in considerazione il fatto di conoscere davvero chi abbiamo davanti, non possiamo non considerare le motivazioni di razza.</p><p>Un <em>Border Collie</em> è felice se può collaborare e gestire il movimento; un <em>Terrier </em>se può scavare o inseguire; un <em>Golden Retriever </em>se può portare oggetti.<br>La felicità passa per l&#8217;espressione di queste doti innate.</p><p>Quindi, ad esempio, ad un cane da riporto potrebbe essere bello regalare un gioco adatto, ad un Border Collie dei palloni da treibball con cui divertirsi dopo aver imparato la disciplina sportiva.</p><h2 class="wp-block-heading">Il valore delle attività condivise</h2><p>Esiste una differenza abissale tra &#8220;stare col cane&#8221; e &#8220;dedicare tempo al cane&#8221;.<br>Molti proprietari passano ore nello stesso salotto con il proprio animale mentre guardano lo smartphone. Per il cane, quella è solitudine in compagnia. La felicità è condivisione di attività divertenti e stimolanti.</p><p>Ai nostri cani dedichiamo tempo attivo di gioco: ci sono cani che adorano giocare al &#8220;tira e molla&#8221; con delle morbide trecce, cani che si divertono con la ricerca olfattiva in giardino cercando bocconcini prelibati. Altri ancora amano particolarmente attivare la mente con i giochi di attivazione mentale. Ma una cosa è certa: tutti i cani apprezzano le passeggiate dedicate esclusivamente a loro e a loro misura (e non alla nostra).</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="536" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia.jpg" alt="" class="wp-image-63106" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-768x543.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-696x492.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-1068x755.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-593x420.jpg 593w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-1920x1357.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-600x424.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Condivisione… anche in vacanza!</h2><p>Anche trascorrere i momenti liberi insieme, vivendo fantastiche avventure lontano da casa, rinsalda il rapporto e rende felici i nostri cani.<br>Ma viaggiare insieme significa anche sicurezza: il trasportino per cani è uno dei modi più sicuri per farlo viaggiare in auto con noi. Non dobbiamo vederlo come una gabbia, ma come un luogo sicuro in cui potrà dormire tranquillo durante le ore di viaggio.</p><h2 class="wp-block-heading">Masticazione e salute orale</h2><p>Masticazione e salute orale sono fondamentali per il benessere del cane, e vanno di pari passo. Un soggetto che può masticare bene potrà mantenere puliti i suoi denti. Offrirgli la possibilità di godersi degli snack naturali può, quindi, renderlo veramente felice… oltre che a mantenere in salute i suoi denti.</p><h2 class="wp-block-heading">Il diritto al riposo</h2><p>Spesso sottovalutiamo l&#8217;importanza del sonno. Un cane adulto dorme mediamente 12-14 ore al giorno. Fornirgli un luogo di riposo che sia non solo comodo, ma posizionato in un luogo adatto della casa, né troppo isolato né in mezzo al passaggio, è un atto di profondo rispetto.<br>Se riposa bene il nostro Fido sarà anche emotivamente più stabile e, di conseguenza, più felice.</p><p>Una comoda cuccia può essere di grande aiuto nel sonno restauratore e per i più anziani, o per i cani con problemi articolari, potrebbe essere utile pensare a delle cucce adatte a loro, con ad esempio le pareti più basse per facilitare l&#8217;entrata.</p><h2 class="wp-block-heading">La coerenza: la base della sicurezza emotiva</h2><p>Infine, ciò che rende un cane davvero sereno è la prevedibilità. Vivere con un umano coerente, che non cambia le regole in base all&#8217;umore e che sa guidarlo con gentilezza nelle situazioni difficili, è il regalo più grande. La felicità è sentirsi al sicuro all&#8217;interno del proprio &#8220;branco&#8221;. Un percorso educativo è sempre una cosa valida. Anche se abbiamo giù convissuto con altri cani in precedenza, ogni individuo è un mondo a sé, con un carattere e un vissuto unici che richiedono un approccio su misura.<br>Affidarsi a un professionista non è un segno di inesperienza, ma di profonda responsabilità: persino gli educatori hanno spesso bisogno di un occhio esterno oggettivo!<br>Investire in un percorso guidato significa gettare le basi per una comprensione reciproca che durerà per sempre.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="537" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1.jpg" alt="" class="wp-image-63109" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-768x544.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-696x493.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-1068x756.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-592x420.jpg 592w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-1920x1360.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-600x425.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>In conclusione, non è l’oggetto in sé a fare la felicità del cane, ma l’uso consapevole che ne facciamo per rispettare la sua natura. Che sia una pettorina che gli permette di esplorare il mondo, uno snack masticativo che lo rilassa o un gioco di attivazione mentale fatto insieme, ogni nostra scelta dovrebbe essere un atto di ascolto.<br>La prossima volta che entrerete in un negozio per animali, non cercate solo un accessorio colorato.</p><p>Cercate un modo nuovo per dirgli: &#8220;Ti vedo, ti capisco e mi prendo cura di chi sei veramente!&#8221;.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/cosa-rende-felice-cane/">Come rendere veramente felice il nostro cane?</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Trekking con il proprio cane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 09:56:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il trekking è più che uno sport, è un&#8217;esperienza che ci avvicina alla nostra spiritualità, sopratutto se fatto insieme al nostro cane. La fatica di arrivare alla meta, i paesaggi maestosi, la condivisione con l’unico essere capace di dirci tutto quello di cui abbiamo bisogno e di capirci senza bisogno di parole. Il trekking con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/trekking-con-il-proprio-cane/">Trekking con il proprio cane</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il trekking è più che uno sport, è un&#8217;esperienza che ci avvicina alla nostra spiritualità, sopratutto se fatto insieme al nostro cane.</strong></p><p>La fatica di arrivare alla meta, i paesaggi maestosi, la condivisione con l’unico essere capace di dirci tutto quello di cui abbiamo bisogno e di capirci senza bisogno di parole. Il trekking con il proprio cane è tutto questo!</p><p>Purtroppo, però, dobbiamo anche essere pragmatici. La montagna, oltre ad essere un ecosistema estremamente fragile che va tutelato, può anche essere piuttosto insidiosa per i quattro zampe.<br>Ma niente paura: siamo qui proprio per darvi qualche dritta su come comportarvi per affrontare un’escursione a sei zampe in sicurezza.</p><h2 class="wp-block-heading">Valutazione della meta e del percorso</h2><p>La prima regola da tenere in considerazione è quella di valutare con obiettività la propria preparazione, ma anche quella del cane. Gli infortuni sui terreni accidentati sono dietro l&#8217;angolo. La montagna può rivelarsi ingannevole perché il dislivello, il fondo irregolare e la possibilità di imbatterci in un sentiero interrotto per cause naturali, possono incidere molto sulla nostra percezione delle distanze da percorrere. Un incidente anche banale, come una semplice distorsione, potrebbe rendere necessario l&#8217;intervento dei soccorritori, ma anche solo la stanchezza estrema può rivelarsi un problema.</p><p>Per questo è fondamentale non sopravvalutarsi. Inoltre, bisogna informarsi molto bene, tramite le guide e i centri informazioni locali, sull’entità del percorso: altitudine, dislivello, eventuali tratti difficoltosi, presenza di zone d&#8217;ombra, corsi d&#8217;acqua dove poter far rinfrescare il cane. Molto spesso, le informazioni che raccogliamo sono strutturate a misura di essere umano e non di cane.</p><h2 class="wp-block-heading">Valutazione del compagno peloso</h2><p>Facciamocene una ragione: non tutti i cani sono adatti alla montagna, e la montagna non è per tutti i cani. Premesso che tutti i cani (questo sì, senza eccezioni) amano scorrazzare liberamente in natura, razza, taglia, età, indole e condizioni fisiche generali sono tutti fattori da tenere in considerazione quando si pianifica un&#8217;uscita.</p><p>I cani di piccola taglia, per ovvie ragioni, accuseranno la stanchezza molto prima di un Pastore maremmano, nonostante la scarsa altezza e la struttura orizzontale possano essere dei validi aiuti nell&#8217;andare in salita. Inoltre, i cuscinetti di un cane abituato a camminare sull&#8217;erba o al massimo sull&#8217;asfalto sono più delicati, e potrebbero facilmente danneggiarsi al contatto prolungato con ghiaia, roccia e pietrisco. Infine, per quanto i cani sappiano naturalmente camminare sullo sterrato ed abbiano in generale un buon senso dell&#8217;equilibrio, ricordiamoci che non sono stambecchi, né scimmie.</p><p>Quando siamo in compagnia del nostro Fido, no ad arrampicata libera, fuori pista rischiosi, ferrate e trincee, per la sua e la nostra sicurezza.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="578" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna.jpg" alt="Trekking con il cane" class="wp-image-62983" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna-768x585.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna-696x530.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna-1068x814.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna-550x420.jpg 550w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna-1920x1464.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/husky-in-montagna-600x457.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Contatti e kit pronto soccorso</h2><p>Sembrerà forse un eccesso di prudenza, ma non trascurate di salvare in rubrica il numero di un Medico Veterinario facilmente raggiungibile: nonostante tutte le cautele che si possono adottare, l&#8217;emergenza può sempre essere dietro l&#8217;angolo.<br>Per &#8220;piccole&#8221; emergenze è buona norma avere con sé nello zaino un piccolo kit di pronto soccorso che comprenda attrezzi indispensabili, quali pinzetta antizecche, acqua ossigenata, garza e una pomata protettiva e lenitiva per i cuscinetti irritati (facile da reperire nei pet shop, si applica preventivamente). Ricordiamo che le zecche presenti nei boschi di montagna tendono ad essere molto aggressive, quindi non dimenticate mai il vostro trattamento antiparassitario prima di affrontare l&#8217;escursione.</p><h2 class="wp-block-heading">Gestione emergenze gravi</h2><p>Purtroppo, però, bisogna considerare la possibilità di emergenze veterinarie più gravi, come il colpo di calore: non facciamoci ingannare, infatti, dal mito per cui in montagna la temperatura sia necessariamente più fresca, perché il sole in quota picchia forte sulle rocce e si possono raggiungere temperature elevate. In questi casi la prima gestione dell&#8217;emergenza sta a noi: se il cane è eccessivamente in affanno, dobbiamo provvedere a farlo riposare e raffreddarlo immediatamente con acqua fresca, ma se la situazione non migliora in pochi minuti è necessario il trasporto al più vicino ambulatorio veterinario.<br>Altra emergenza molto grave, in montagna, è sicuramente il morso di vipera. Imprescindibile l&#8217;intervento medico, in questo caso: nell&#8217;immediato, si deve immobilizzare per quanto possibile la parte colpita, liberandola da lacci, collari e pettorine, e cercare di trasportare il cane dal Veterinario più vicino senza farlo muovere, perché il veleno tende a diffondersi con il movimento.</p><p>Non cimentatevi in fasciature e lacci emostatici se non siete pratici, ed evitate di lavare la ferita con soluzioni alcoliche, perché l&#8217;alcool mischiato al siero potrebbe dare origine a composti molto pericolosi.</p><h3 class="wp-block-heading">Prudenza e guinzaglio</h3><p>In linea di massima, la regola da osservare per evitare un incidente con una vipera, è quella di tenere sempre il cane al guinzaglio o alla lunghina. Per quanto Fido possa essere abituato a muoversi in libertà ed essere ubbidiente ai vostri comandi, tenete pur sempre presente che gli spazi vasti dati dall&#8217;ambiente montano e l&#8217;istinto predatorio, che può scattare in un attimo quando si verifica un incontro con un animale selvatico, possono avere il sopravvento anche su un buon addestramento e su una relazione salda con il proprietario.</p><p>Per questo, nella maggior parte delle aree tutelate e dei parchi, è fatto obbligo di tenere il cane al guinzaglio. Questo, per evitare che possa interferire con la fauna locale, che nella maggior parte dei casi (sì, vipere incluse) è protetta.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="521" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria.jpg" alt="Ragazza in montagna con il suo cane" class="wp-image-62984" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-768x527.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-218x150.jpg 218w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-696x478.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-1068x734.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-611x420.jpg 611w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-1920x1319.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-2205085022-cane-in-vacanza-con-la-proprietaria-600x412.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Lasciamo la natura come l&#8217;abbiamo trovata!</h2><p>Ricordiamoci, inoltre, che, anche se siamo in natura, non è affatto una buona cosa lasciare gli escrementi del cane a &#8220;concimare&#8221; il terreno. Il cane è un animale domestico da migliaia di anni, vive in un ambiente urbanizzato e mangia cibo diverso da quello che mangerebbe in natura.</p><p>Di conseguenza le sue colonie batteriche sono nettamente differenti da quelle dei selvatici e anche un piccolo &#8220;ricordino&#8221; potrebbe portare danni significativi all&#8217;ecosistema. Inoltre sono comunque antipatica da gestire per altri escursionisti che potrebbero finirci sopra, con la suola della scarpa o con la zampa del proprio cane.</p><h2 class="wp-block-heading">Gli indispensabili</h2><p>Al nostro elenco di cose indispensabili da portare non dobbiamo far mancare:</p><ul class="wp-block-list"><li>Ciotola d&#8217;acqua pieghevole. Venduta in tutti i negozi di articoli per animali anche in combinazione con comode borracce, per mantenere idratato l’animale senza farlo abbeverare da fonti sconosciute.</li>

<li>Snack salutari per mantenere le energie. Ottimi quelli a base di carne o frattaglie essiccate.</li>

<li>Impermeabile antivento. Ottimo se il nostro amico soffre gli sbalzi di temperatura oppure non è un grande fan della pioggia.</li>

<li>Zaino trasportino. Ideale per soggetti di piccola taglia che potrebbero stancarsi eccessivamente.</li></ul><p>Non c&#8217;è altro da aggiungere… Lo zaino è pronto per la vostra vacanza in alta quota! Buona camminata e siate prudenti!</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/trekking-con-il-proprio-cane/">Trekking con il proprio cane</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Cane e auto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2026 08:24:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cane e auto: problemi e soluzioni Una delle abilità estremamente importante ma che a volte viene sottovalutata è che i cani si sentano a proprio agio a salire in macchina. Del resto, salire su un&#8217;auto è qualcosa che il proprietario medio presume che accadrà prima o poi nella vita del cane. Dopotutto, in quale altro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Cane e auto: problemi e soluzioni</strong></p><p>Una delle abilità estremamente importante ma che a volte viene sottovalutata è che i cani si sentano a proprio agio a salire in macchina. Del resto, salire su un&#8217;auto è qualcosa che il proprietario medio presume che accadrà prima o poi nella vita del cane. Dopotutto, in quale altro modo potrebbero portare il cane alla clinica veterinaria? O a casa, in vacanza, da amici?</p><p>Non tutti i cani hanno problemi a salire in auto, dipende molto anche dal loro trascorso e provenienza. In certi casi si possono riscontrare delle difficoltà, ad esempio con cani adottati da randagi e che non sono mai stati in macchina, o altri che provengono da casi di maltrattamento e cattiva gestione, che soffrono di ansia e hanno molte paure.<br>Anche con cuccioli di allevamento si possono avere dei problemi nell’affrontare i viaggi in auto. Pertanto, vediamo come queste situazioni possono essere affrontare al meglio sia dai cani e dai proprietari.</p><p>L&#8217;elenco che andremo ad analizzare mostra strategie standard ma non è detto che saremo costretti ad applicarle tutte: se riusciremo a trovare l&#8217;origine del disagio, potremo costruire un piano di azione risolutivo mirato ef efficace.</p><h2 class="wp-block-heading">1- Assicurarsi che il cane non abbia dolore e sia in salute</h2><p>Salire su un&#8217;auto, soprattutto se più alta di una berlina, richiedi un impegno fisico e coordinamento tra parti del corpo e muscoli diversi, che devono lavorare insieme con precisione. Il dolore in una sola area può renderlo più difficile e causare evitamento.</p><p>Cerchiamo di essere davvero chiari: il dolore può essere subdolo e non &#8220;mostrarsi&#8221; esplicitamente.<br>I nostri animali domestici sono davvero bravi a nasconderlo. Quando vediamo segni evidenti, come zoppicare o piagnucolare, è probabile che il problema persista da un po’. Infatti, studiosi hanno scoperto che i primi campanelli d&#8217;allarme che indicano un malessere sono cambiamenti comportamentali come l&#8217;aumento della paura, il recupero prolungato da eventi stressanti e il ridotto interesse per le interazioni sociali. Questi compaiono prima di evidenti segni fisici, come cambiamenti nell&#8217;andatura e zoppia.</p><p>L&#8217;esplorazione del dolore come fattore che contribuisce viene comunemente trascurata. In una ricerca americana si rileva che &#8220;il 40% dei cani di età inferiore ai 4 anni presenta segni di artrite nelle radiografie e circa la metà di questi cani mostra sintomi di dolore associati all&#8217;artrite&#8221;.<br>Altri problemi legati al dolore possono indurre il cane a evitare le auto ma, sicuramente, come prima causa da non sottovalutare è proprio l&#8217;artrite.<br>Se sospettiamo che il nostro amato Fido posso soffrire di artrite dovremo sicuramente confrontarci con il Medico Veterinario, che potrà valutare l&#8217;animale ed effettuare una diagnosi. Potrebbe anche decidere di provare una terapia farmacologia o effettuare esami diagnostici come i &#8220;raggi x&#8221;.</p><h2 class="wp-block-heading">2- Mal d’auto</h2><p>Chiunque soffra di chinetosi (mal d&#8217;auto) può dirti che è un potente avversivo. Come i dolori articolari, non è qualcosa da escludere e anche questo malessere non sempre assomiglia a vomito o sbavatura eccessiva. A volte sembra semplicemente come se il cane non avesse voglia di stare in macchina. Come i bambini umani, i cuccioli e i cani giovani hanno maggiori probabilità di soffrire di mal d’auto a causa dell&#8217;orecchio interno non sviluppato. </p><p>Tuttavia, è riscontrato che se un cane ha avuto la chinetosi da cucciolo, spesso sviluppa ansia durante i viaggi in macchina. Una soluzione semplice della chinetosi può essere una sperimentazione di farmaci antinausea. In soggetti adulti questa soluzione risulta efficace mentre altri necessitano di una combinazione di farmaci antinausea e modificazione del comportamento. Il malessere infatti in questo caso è psico-fisico: il cane ha imparato che &#8220;macchina = nausea&#8221;, indipendentemente dal fatto che senta o meno il malessere.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="524" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel.jpg" alt="Kennel per auto" class="wp-image-62978" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-768x530.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-218x150.jpg 218w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-696x481.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-1068x738.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-607x420.jpg 607w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-1920x1327.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1908340855-cane-in-auto-kennel-600x414.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">3- Rendere l’accesso all’auto facile</h2><p>Ci sono situazioni in cui la meccanica del corpo e l&#8217;abilità fisica sono in realtà il vero problema. Anche il metodo di ingresso o lo spazio stesso possono contribuire alla riluttanza di un animale domestico a entrare in un veicolo (ad esempio, i cani piccoli che non amano essere presi in braccio).</p><p>Si possono usare scalette o rampe. Le prime sono spesso più pratiche e preferite dai nostri quattrozampe (una rampa può essere più semplice delle scale se è coinvolto il dolore) ma dipende anche dalla configurazione e dallo spazio che abbiamo a disposizione sia in auto che fuori dalla nostra abitazione.</p><p>Può essere difficile insegnare a un cane come utilizzare un nuovo equipaggiamento. Anche se possono salire e scendere le scale di casa, salire in macchina è una novità. Dovremo, quindi, insegnarlo in casa, e poi appoggiato all’auto.</p><h2 class="wp-block-heading">4- Sperimentare il posto migliore all’interno dell’auto</h2><p>Nel caso in cui non si potessero utilizzare ne&#8217; scale ne&#8217; rampe, potremmo provare a utilizzare semplicemente il sedile posteriore, invece del bagagliaio. Per molti cani questo può risolvere il problema di fisica e meccanica del corpo. Il sedile posteriore, infatti, lascia loro lo spazio per atterrare e poi spostarsi in avanti per girarsi. A volte il sedile posteriore non è un’opzione praticabile per l’uso quotidiano (di solito perché ci sono seduti i bambini).</p><p>Con il sedile posteriore abbassato, il cane ha abbastanza spazio di manovra per entrare nel bagagliaio, quindi potremmo farlo passare passare dal posto passeggero posteriore, abbassare lo schienale, invitare il cane a spostarsi verso il bagagliaio e, a quel punto, rialzare i sedili per gli umani.<br>Anche aprire tutte le porte dell’auto può facilitare l’entrata del cane poiché passa più luce e aria e l&#8217;ambiente risultato meno angusto.</p><h2 class="wp-block-heading">5- Ridurre le superfici scivolose</h2><p>I sedili in pelle possono essere scivolosi e, quindi, rendere poco piacevole agli occhi dei cani l’ingresso e il senso di sicurezza in auto.</p><p>La soluzione preferita per questo è un coprisedile per auto: darà più confort al cane e proteggerà anche la pelle della seduta e la manterrà pulita. Le coperte possono funzionare in caso di necessità, ma poiché è probabile che scivolino, è bene assicurarsi di infilarle saldamente nel sedile prima di provare.</p><h2 class="wp-block-heading">6- Identificare cosa scatena la reazione avversa del cane</h2><p>Non è sempre facile capire quale sia il <em>trigger </em>(fattore motivante) che scateni l’ansia del cane ma i più comuni sono: auto in movimento (con il cane che sta bene se l&#8217;auto è ferma); auto che si muove a una velocità specifica, rumore del motore che si avvia; tergicristalli accesi; svolta e indicatori di direzione che segnalano che sta per verificarsi una svolta; riscaldamento o condizionatore accesi; veicoli che passano davanti al finestrino; entrata o uscita dall&#8217;auto (di solito dovuto al dolore o ad una storia di dolore); esseri umani si allacciano le cinture di sicurezza; suono dell&#8217;avviso per la cintura di sicurezza non allacciata; avviso quando le chiavi sono ancora nell&#8217;accensione.</p><p>E ancora: confinamento; segnale acustico durante la retromarcia; motociclette; motori su di giri; velocità elevata; dossi; veicoli di emergenza e sirene; cani ed esseri umani all&#8217;esterno del veicolo, etc.<br>Alcuni fattori sono visivi (ad esempio, cose che passano davanti alla finestrino), mentre altri sono uditivi (ad esempio, l&#8217;avviamento del motore) e molti fattori probabilmente coinvolgono più sensi (ad esempio, il riscaldamento o il condizionatore d&#8217;aria accesi).</p><p>Per modificare il comportamento indesiderato dovremo. Individuare il trigger:</p><ul class="wp-block-list"><li>Limitare le cose spaventose, nel limite del possibile (gestione).</li>

<li>Abbinare cose che generano paura con cose gradite in modo da creare un&#8217;associazione positiva (ovvero il controcondizionamento).</li></ul><p>Tutto è subordinano alla capacità di apprendere del cane, necessaria per affrontare situazioni inevitabili.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="517" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1.jpg" alt="Cane felice in auto" class="wp-image-62979" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1-768x523.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1-218x150.jpg 218w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1-696x474.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1-1068x728.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1-615x420.jpg 615w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1-1920x1309.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/cane-felice-in-macchina-1-600x409.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">7- Utilizzare la gestione per limitare le parti spaventose (quando possibile)</h2><p>Questo può essere complicato per i viaggi in macchina a seconda del <em>trigger</em>. Ad esempio, se il problema è che i tergicristalli sono accesi, potremmo provare a non portare mai il nostro cane in macchina quando piove, ma siamo realisti non sempre è possibile! Le due strategie di gestione più comuni sono limitare l’accesso visivo e aumentare la quantità di luoghi divertenti in cui andiamo con il cane. Limitare l&#8217;accesso visivo può essere semplice come utilizzare un trasportino (se il cane è già abituato) e coprirlo con una coperta. Per altri che non sanno stare in trasportino, potremmo scegliere di insegnare loro a tollerare di indossare un berretto calmante.</p><p>La seconda strategia, ovvero cercare più luoghi &#8220;felici&#8221;, in genere funziona meglio come strategia di prevenzione o per i cani con ansia molto lieve. Per molti soggetti, l&#8217;unica volta che salgono in macchina è per andare dal Veterinario per essere punzecchiati. Se &#8220;macchina = veterinario&#8221; e &#8220;veterinario = evento spaventoso&#8221;, allora alla fine &#8220;macchina = evento spaventoso&#8221;. Ma se 9 volte su 10 &#8220;macchina = divertimento&#8221;, allora sarà più facile vivere l&#8217;esperienza a quattroruote (…con o senza tergicristalli accesi!).</p><h2 class="wp-block-heading">8- Usare l&#8217;addestramento per cambiare il modo in cui il cane si sente</h2><p>Quando le cose spaventose prevedono costantemente cose fantastiche (ad esempio il &#8220;rumore dell&#8217;auto che si accende = pollo&#8221;), allora diventano meno spaventose.<br>Ripetute più volte possiamo cambiare l’associazione che fa il cane con un rumore o un qualcosa di visivo. In teoria sembra relativamente facile, ma in pratica richiede parecchie abilità, tempo e costanza.</p><p>Di solito ci sono grandi errori: sbagliare il tempismo del trattamento e rendere il cibo spaventoso usandolo in modo coercitivo (usando la pressione per costringere un individuo a fare qualcosa) e andare troppo velocemente.<br>Proprio come è consigliato di collaborare con il Veterinario per stabilire una strategia di gestione del dolore sicura ed efficace, è consigliato anche di collaborare con un consulente comportamentale per stabilire una strategia di modifica del comportamento sicura ed efficace.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/cane-e-auto/">Cane e auto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Perchè il mio cane mangia l&#8217;erba?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 09:53:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Al parco, in campagna o nel giardino di casa, succede spesso: mentre passeggiate, il tuo cane si ferma e mangia l&#8217;erba. E lì parte il dubbio: è un comportamento normale o c’è qualcosa che non va? A cura della Dott.ssa ELISA PASQUINI &#8211; www.elisapasquininaturopata.it La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Al parco, in campagna o nel giardino di casa, succede spesso: mentre passeggiate, il tuo cane si ferma e mangia l&#8217;erba. E lì parte il dubbio: è un comportamento normale o c’è qualcosa che non va?</strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa ELISA PASQUINI</strong> &#8211; <a href="https://www.elisapasquininaturopata.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.elisapasquininaturopata.it</a></p><p>La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, un cane che mangia erba non è un problema. Soprattutto in estate, quando passa più tempo all’aperto, il fenomeno può diventare più frequente. La differenza la fanno la quantità, la frequenza e i sintomi associati.</p><h2 class="wp-block-heading">Perché il cane mangia l&#8217;erba?</h2><p>Non esiste una sola spiegazione valida per tutti. Ogni cane ha le sue motivazioni, ma le cause più comuni sono piuttosto semplici.</p><h3 class="wp-block-heading">Regolazione dello stomaco</h3><p>Molti cani ingeriscono erba quando avvertono nausea o fastidio gastrico.<br>L’erba può stimolare il vomito e aiutare l’organismo a liberarsi di ciò che disturba. In estate, tra cambi di routine, viaggi, caldo e possibili variazioni alimentari, lo stomaco può essere più sensibile.</p><p>Se dopo aver mangiato erba il cane vomita una sola volta e poi torna attivo e sereno, in genere non c’è motivo di allarmarsi.</p><h3 class="wp-block-heading">Ricerca di fibre</h3><p>Alcuni cani possono cercare fibre vegetali per compensare una dieta povera di componenti vegetali o di fibra. Questo accade soprattutto nei periodi in cui l’alimentazione cambia o viene alleggerita per il caldo.</p><p>Una dieta bilanciata e studiata sulle esigenze del singolo cane riduce spesso il desiderio di &#8220;spuntini verdi&#8221;.</p><h3 class="wp-block-heading">Noia e sovrastimolazione</h3><p>L’estate porta più uscite ma anche momenti di attesa, viaggi, soste al guinzaglio mentre si chiacchiera.<br>Per un cane attivo, masticare erba può diventare un passatempo. È una forma di auto-stimolazione che scarica energia e tensione.</p><h3 class="wp-block-heading">Stress o agitazione</h3><p>Masticare è un comportamento autoregolante. In situazioni di stress (rumori, caldo eccessivo, cambiamenti ambientali) il cane può cercare sollievo rosicchiando ciò che trova, compresa l’erba.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva.jpg" alt="Erba del giardino" class="wp-image-62903" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/erba-fresca-estiva-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">Semplice curiosità o gusto</h3><p>Alcuni cani apprezzano davvero il sapore e la consistenza dell’erba fresca, soprattutto quella tenera di inizio stagione o dopo l’irrigazione. Non sempre dietro c’è un disagio!</p><h2 class="wp-block-heading">Quando il comportamento è normale?</h2><p>Mangiare qualche filo d’erba ogni tanto, senza altri sintomi, rientra nella normalità. Se il cane:</p><ul class="wp-block-list"><li>è vivace e reattivo;</li>

<li>mangia con appetito;</li>

<li>non vomita in modo ripetuto;</li>

<li>ha feci regolari;</li>

<li>non è necessario intervenire.</li></ul><p>In estate è più facile osservare il comportamento semplicemente perché il cane ha maggiore accesso a prati e giardini.</p><h2 class="wp-block-heading">Quando dobbiamo preoccuparci?</h2><p>Ci sono però segnali che meritano la nostra attenzione. Vediamo quali sono.</p><h3 class="wp-block-heading">L&#8217;erba diventa un’ossessione</h3><p>Se appena vede un prato si precipita a mangiare grandi quantità di erba, ignorando tutto il resto, potrebbe esserci un disagio più profondo: stress, noia cronica o malessere digestivo.</p><h3 class="wp-block-heading">Vomita spesso</h3><p>Un episodio isolato può essere fisiologico. Ma vomiti frequenti, presenza di bile o tracce di sangue richiedono un controllo veterinario. In estate, gastriti e irritazioni possono accentuarsi per disidratazione o pasti irregolari.</p><h3 class="wp-block-heading">Cambiano le feci</h3><p>Diarrea, muco, sangue o feci molto scure non sono normali e vanno indagati.</p><h3 class="wp-block-heading">Compaiono altri sintomi</h3><p>Letargia, perdita di appetito, nervosismo o comportamenti anomali indicano che l’erba potrebbe essere solo la punta dell’iceberg.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="544" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3.jpg" alt="Cucciolo di cane mangia l'erba nel prato" class="wp-image-62912" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3-768x551.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3-696x499.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3-1068x766.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3-585x420.jpg 585w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3-1920x1377.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cucciolo-cane-mangia-erba-3-600x430.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Attenzione ai rischi estivi</h2><p>Non tutta l’erba è innocua. In estate aumentano alcuni pericoli:</p><ul class="wp-block-list"><li>prati trattati con pesticidi o fertilizzanti;</li>

<li>presenza di parassiti;</li>

<li>spighe che possono incastrarsi tra denti e gengive;</li>

<li>erbe secche che irritano la mucosa.</li></ul><p>Meglio evitare aree non controllate e osservare sempre cosa il cane sta ingerendo.</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa fare se il cane mangia erba spesso?</h2><p>Prima di intervenire, osserva. Frequenza, contesto e stato generale del cane sono la chiave.</p><h3 class="wp-block-heading">Cura dell’alimentazione</h3><p>Una dieta equilibrata, ricca di proteine di qualità e con una quota adeguata di fibra, può ridurre la ricerca compulsiva di vegetali. Nei mesi caldi è utile evitare eccessi, pasti troppo abbondanti o cambi alimentari improvvisi.</p><h3 class="wp-block-heading">Idratazione</h3><p>La disidratazione estiva può favorire nausea e disturbi gastrici.<br>Acqua fresca sempre disponibile e pause regolari durante le uscite aiutano lo stomaco a restare in equilibrio.</p><h3 class="wp-block-heading">Stimolazione mentale</h3><p>Un cane mentalmente appagato non cercherà comportamenti compensativi.<br>Giochi di attivazione mentale, brevi sessioni di training e attività olfattive sono ottimi strumenti, soprattutto quando il caldo limita il movimento intenso.</p><h3 class="wp-block-heading">Controllo dello stress</h3><p>Routine regolari, zone d’ombra, ambienti tranquilli e pause adeguate dal caldo eccessivo aiutano a ridurre la tensione interna che può sfociare in comportamenti ripetitivi.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="535" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2.jpg" alt="Cane con ciuffo di erba in bocca" class="wp-image-62907" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2-768x542.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2-696x491.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2-1068x753.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2-595x420.jpg 595w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2-1920x1355.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-mangia-ciuffo-derba-2-600x423.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">In sintesi</h2><p>Un cane che mangia erba, soprattutto in estate, non è automaticamente un problema. Spesso è un comportamento fisiologico o occasionale. Diventa significativo solo quando è frequente, compulsivo o accompagnato da altri segnali.<br>Osservare con attenzione, mantenere uno stile di vita equilibrato e intervenire tempestivamente contattando il nostro Medico Vetarinario di fiducia in caso di sintomi persistenti è il modo migliore per distinguere un’abitudine innocua da un campanello d’allarme.</p><p>Nella maggior parte dei casi, puoi continuare la passeggiata con serenità.<br>Magari sorridendo al tuo &#8220;giardiniere&#8221; a quattro zampe, sapendo che dietro quel gesto c’è molto meno mistero di quanto sembri.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/perche-il-mio-cane-mangia-lerba/">Perchè il mio cane mangia l&#8217;erba?</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Le MANIPOLAZIONI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2026 09:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti cani non amano le manipolazioni in tutte le zone del corpo e, soprattutto, non concedono questa libertà a chiunque. A cura di BERNARDINO DEIANA È molto importante che i proprietari e le persone che si prenderanno cura dell&#8217;animale possano maniporlarlo. Questo perchè renderà meno traumatiche le cure veterinarie, la toelettatura o un banale controllo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Molti cani non amano le manipolazioni in tutte le zone del corpo e, soprattutto, non concedono questa libertà a chiunque.</strong></p><p>A cura di <strong>BERNARDINO DEIANA</strong></p><p>È molto importante che i proprietari e le persone che si prenderanno cura dell&#8217;animale possano maniporlarlo. Questo perchè renderà meno traumatiche le cure veterinarie, la toelettatura o un banale controllo del pelo. Questo limiterà lo stress del cane durante queste manovre e anche i rischi per l’incolumità dei tecnici che si prenderanno cura di lui.</p><p>Alcuni soggetti per inclinazione, o per &#8220;professione&#8221; (ad esempio cani da guardia) potrebbero comunque non tollerare alcune manipolazioni da estranei, neppure se ben allenati con i proprietari. Ecco che potrebbe essere necessario prendere delle precauzioni, insegnando loro ad indossare la museruola.<br>È fondamentale abituarli all’utilizzo della museruola. Questa non deve MAI rappresentare uno strumento di punizione, ma un normale accessorio della quotidianità. La museruola è spesso necessaria per legge in alcuni contesti, ma è anche una protezione per l’incolumità altrui in caso di bisogno (per esempio manovre dolorose o fastidiose durante una visita medica).</p><h2 class="wp-block-heading">Desensibilizzare il cucciolo (ma anche il cane adulto!) alle manipolazioni</h2><p>Per far sì che il cane si faccia manipolare è necessario procedere con cautela, gradualità e premiando la sua tranquillità.</p><p>Soprattutto se le manipolazioni in questione avvengono in punti sensibili, è bene che non vengano fatte direttamente sulla zona interessata. Bisognerà partire da aree limitrofe, premiando la tranquillità del cane nel lasciarci fare e consolidando, in questa modo, la fiducia nel contatto con noi. Una volta raggiunta la zona da manipolare, ridurre il tempo della manipolazione al minimo necessario. Se il cane la accetta di buon grado, lodiamolo, interrompiamo subito il contatto e premiamo con cibo o gioco.</p><p>Saranno sufficienti inizialmente poche ripetizioni per sessione (non più di due) al fine di non appesantire ulteriormente l’interazione con noi. Questo, almeno fino a quando il cane non avrà accettato la manipolazione con gioia o con indifferenza.<br>Consolidata la tolleranza di brevi manipolazioni, potremmo gradualmente aumentarne l’intensità e la durata, premiando chiaramente ogni progresso su questi parametri.</p><p>Durante la lavorazione di questa competenza dovremmo interrompere l’interazione ai primi segnali di stress o di insofferenza, per riprenderla in un secondo momento, ripartendo non dalla zona interessata ma da quelle limitrofe. Se il problema persiste dovremmo fare riferimento ad uno specialista. In caso di difficoltà nell’insegnamento a un trainer o a un Veterinario Esperto in Comportamento. In caso il cane provi dolore, invece, sarà un caso prettamente di competenza medica e solo in seguito lavorabile da un punto di vista educativo.</p><h2 class="wp-block-heading">Saper indossare la museruola e&#8230;</h2><p>La museruola porta spesso delle associazioni negative sia nei cani (i quali la indossano, di solito senza alcuna preparazione, prima di manipolazioni o visite dolorose) sia nei loro compagni umani (i quali la percepiscono come una violenza ingiustificata rivolta al loro cucciolo).</p><p>In realtà, il lavoro con la museruola non andrebbe MAI fatto nel momento del bisogno, ma in preparazione ad ogni evenienza e andrebbe presentato al cane, come avviene con il guinzaglio, in occasione di eventi per lui piacevoli (prima della passeggiata, alla presentazione del cibo o prima di un’attività particolarmente gradita), in modo tale da non creare un legame psicologico negativo con questo strumento.</p><p>Il modo migliore è presentare lo strumento lasciando che l&#8217;animale ci infili da solo il muso per prendere un boccone al suo interno, lodandolo non appena esegue. Consolidata questa fase sarà necessario attendere qualche secondo durante la presentazione della museruola e lui stesso ci infilerà spontaneamente il muso dentro per qualche istante. A quel punto dovremmo lodarlo e premiarlo mettendo un boccone all’interno del cestello della museruola.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="577" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1.jpg" alt="Museruola durante le visite veterinarie" class="wp-image-62862" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1-768x584.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1-696x529.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1-1068x812.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1-551x420.jpg 551w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1-1920x1461.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-controllo-orecchie-1-600x456.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">&#8230; allacciare il cinturino posteriore</h2><p>Il passaggio successivo sarà quello di premiare il cane sempre un po’ più tardi, prolungando il tempo di permanenza del suo muso all’interno della museruola.</p><p>Il momento più critico arriva al momento di allacciare il cinturino dietro la nuca del cane. Spesso i cinturini sono troppo corti e risultano scomodi. Inizialmente, per abituare il cane, potremmo usare un laccio di scarpe legato a un lato del cestello, al fine di farlo semplicemente poggiare dietro la nuca di Fido, mentre questi ci infila il muso dentro. Dopo averlo abiutato al fatto che il laccio dietro la sua nuca non porta alcuna conseguenza sgradevole (avviene di solito dopo qualche giorno di lavoro), andremo a tenderlo leggermente fino ad arrivare gradualmente ad allenare il cane alla pressione dietro la nuca.</p><p>Questo esercizio va ripetuto per non più di due volte a sessione, premiandolo copiosamente. Raggiunto l’obbiettivo di far indossare la museruola al cane con il laccio teso dietro la nuca per qualche secondo, potremmo passare a fare lo stesso chiudendo il cinturino della museruola.<br>Gradualmente dovremo aumentare il tempo di permanenza della museruola chiusa sul muso ricordandoci di premiare ogni singolo profresso.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/le-manipolazioni/">Le MANIPOLAZIONI</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Autismo nei cani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 08:19:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Autismo nei cani: esiste davvero? A cura di ARIANNA MOSSALI Negli ultimi anni, si sente parlare sempre più spesso di disturbi legati allo spettro autistico. Questo specialmente in età infantile e adolescenziale, ma non sono rare neppure le diagnosi in età adulta.Lo spettro autistico è un terreno molto complicato anche per le neuroscienze umane. Al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Autismo nei cani: esiste davvero?</strong></p><p>A cura di <strong>ARIANNA MOSSALI</strong></p><p>Negli ultimi anni, si sente parlare sempre più spesso di disturbi legati allo spettro autistico. Questo specialmente in età infantile e adolescenziale, ma non sono rare neppure le diagnosi in età adulta.<br>Lo spettro autistico è un terreno molto complicato anche per le neuroscienze umane. Al momento non vi è una causa certa identificata. Si ritiene che il tratto che accomuna le varie forme, con sintomatologie più o meno evidenti e invalidanti, sia un funzionamento cerebrale non neurotipico, ovvero le informazioni in un cervello &#8220;autistico&#8221; vengono elaborate in maniera diversa da quella che definiremmo &#8220;normale&#8221;, o neurotipica, seguendo traiettorie e logiche non immediate.</p><h2 class="wp-block-heading">L&#8217;autismo canino</h2><p>Se l&#8217;autismo umano è tuttora un campo misterioso e parzialmente inesplorato, altrettanto si può dire dell&#8217;autismo canino. Innanzitutto la diagnosi nei cani è problematica e assolutamente non univoca. Tuttavia alcuni comportamenti in animali oggetto di studio sembrano ricollegarsi a difficoltà del tutto simili a quelli che sperimenta la persona nello spettro autistico. Nello specifico: difficoltà di comunicazione, ritualità ossessiva, reazioni sproporzionate a stimoli uditivi e visivi, interazione sociale compromessa.</p><p>Ma, mentre nell’umano l’autismo è una condizione presente già alla nascita, nei cani tali comportamenti possono essere ricondotti anche a deficit educativi ed ambientali.</p><p>Chiunque abbia nozioni di educazione cinofila ed etologia animale sa quanto, nei cani, deficit esperienziali, affettivi e di socializzazione possano condurre ai problemi che spesso riscontriamo nei nostri compagni domestici. Queste possono essere: reazioni sproporzionate e aggressive, focalizzazioni esagerate sul cibo o su oggetti particolari, comportamenti stereotipati.<br>Nella maggior parte dei casi, con l&#8217;aiuto dell&#8217;educatore cinofilo, si possono ricondurre queste problematiche a un&#8217;educazione errata o a messaggi confusi da parte dei proprietari. Un esempio classico è quello dei cani che reagiscono male alla presenza dei propri cospecifici. Spesso si scopre che il proprietario non permette loro di interagire con i loro simili per paura di aggressioni, o anche per mancanza di tempo da dedicare a questa attività.</p><p>Ma se invece, come accade per l&#8217;autismo umano, queste reazioni fossero dovute a un corto circuito neurologico che impedisce loro di elaborare correttamente le informazioni?</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="556" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo.jpg" alt="Comportamento cane  con funzionamento cerebrale non neurotipico" class="wp-image-62781" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo-768x563.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo-696x510.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo-1068x783.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo-572x420.jpg 572w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo-1920x1408.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1419446734-bassotto-autismo-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Agire sull&#8217;ambiente complessivo</h2><p>In entrambi i casi, la strada da privilegiare sarebbe quella non di cercare una cura farmacologica che agisca solo a livello dei sintomi, ma una consapevolezza globale, che vada ad agire sull&#8217;ambiente complessivo in cui vive il cane (umani e altri animali compresi), cercando di limitare le reazioni emotive a cui l’animale va incontro e, nel caso siano inevitabili, aiutandolo a trovare strumenti per affrontarli, esattamente come devono fare le famiglie con un membro nello spettro autistico.<br>Infatti, l&#8217;autismo, anche negli umani, non è una patologia che guarisce con i farmaci. Si tratta di una condizione complessa e permanente con cui convivere, attraverso strategie adattive che coinvolgono sia la persona direttamente interessata, sia l’intero nucleo familiare e gli ambienti di riferimento.</p><h2 class="wp-block-heading">Sintomi di autismo nei cani</h2><p>Quello che finora abbiamo definito come autismo canino viene descritto come <em>&#8220;Sindrome Disfunzionale Comportamentale&#8221;</em> o <em>&#8220;Sindrome da Disfunzione Cognitiva&#8221; (CDS).</em><br>Ecco di seguito una gamma di sintomatologie tipiche dell&#8217;autismo umano che si riscontrano anche nella <em>Sindrome Disfunzionale Comportamentale Canina</em>:</p><ul class="wp-block-list"><li>La prima manifestazione evidente dell&#8217;autismo umano e canino è la difficoltà nell&#8217;identificare e manifestare le emozioni. La confusione nel dare un nome alle proprie sensazioni si traduce in isolamento, chiusura e in alcuni casi anche aggressività. Così come la persona autistica fatica ad esprimersi verbalmente, specialmente per quanto concerne il descrivere le proprie sensazioni, il cane appare incapace di segnalare il suo stato d&#8217;animo attraverso segnali calmanti, posture e tutti gli atteggiamenti che si utilizzano in etologia e educazione cinofila per leggere il comportamento dei quattro zampe. Questo compromette sia la corretta interpretazione da parte del proprietario dello stato d&#8217;animo del cane, sia la comunicazione con i suoi simili, che non sanno come interpretare i suoi messaggi. Ad esempio, i cani con disfunzioni comportamentali evitano il contatto visivo e adottano posture rigide e innaturali, segno comune anche nelle persone affette da autismo.</li>

<li>Un altro segnale comune è l&#8217;adozione di comportamenti ripetitivi o stereotipie. Queste a volte sfociano nell&#8217;ossessione e che servono al cane per sfogare la frustrazione, e alla persona per ricercare un ordine nel proprio mondo che sentono di non riuscire a aggiungere altrimenti.</li>

<li>Tutto questo può sfociare in comportamenti aggressivi, che possono essere innescati anche da stimoli visivi e uditivi ai quali si rileva un&#8217;alterata sensibilità, per eccesso o per difetto.</li></ul><h2 class="wp-block-heading">Fattori predisponenti</h2><p>Tali comportamenti problematici nei cani con sindromi riconducibili all&#8217;autismo possono essere esacerbati da fattori genetici, neurologici e ambientali.</p><p>È noto, infatti, come in alcune razze vi sia una propensione più forte alle stereotipie comportamentali, ossia ai comportamenti ossessivi, per cause ancora per la maggior parte sconosciute.<br>Tra queste razze figurano ad esempio i Pinscher e i Bull terrier, che mostrano particolare frustrazione quando i loro comportamenti ritualistici di sfogo vengono interrotti.<br>Un altro fattore che potrebbe influenzare la risposta emotiva e comportamentale del cane dipende dalla sua neurobiologia e da eventuali alterazioni nella regolazione degli ormoni preposti al controllo dell&#8217;umore, come la serotonina.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="543" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione.jpg" alt="" class="wp-image-62782" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione-768x550.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione-696x498.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione-1068x765.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione-586x420.jpg 586w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione-1920x1375.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/cane-incontro-socializzazione-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Infine, non dobbiamo dimenticare che nel cane esistono dei periodi finestra, specialmente nella prima infanzia e nella giovane età, che sono cruciali nell’apprendimento delle competenze di base. Non si tratta solo di educazione corretta ricevuta dal proprietario, ma di veri e propri tempi formativi determinati dalla natura. Per fare un esempio, è sconsigliato adottare cuccioli di età inferiore a 60 o anche a 90 giorni. Questo, non solo per una questione di svezzamento, ma perché è proprio in questo periodo della loro vita che apprendono dalla madre e dall’interazione coi fratelli nozioni fondamentali (come l’inibizione al morso), gettando le basi per una corretta regolazione sociale. Lavorando in interventi di educazione cinofila, molto spesso si scopre che cani con problemi di mordacità sono stati sottratti precocemente alla madre. In molti modi simili, un ambiente di crescita privo di socializzazione, stimoli, sicurezza può influire significativamente sullo sviluppo neuropsicologico del cane.</p><p>L’intervento di un educatore/riabilitatore esperto è fondamentale qualora il nostro cane manifesti questo tipo di problematiche. Un professionista sarà in grado di lavorare con i metodi corretti di addestramento e desensibilizzazione per evitare al cane stimoli troppo violenti.<br>Può fornirci consigli per adattare il nostro ambiente e la nostra routine alle esigenze di un amico che, esattamente come se fosse umano, richiede qualche tutela e attenzione in più.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/autismo-nei-cani/">Autismo nei cani</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il mito della dominanza del cane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jun 2026 12:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il &#8220;mito della dominanza&#8221; è forse l&#8217;idea più persistente e fraintesa nel rapporto tra uomo e cane.Per decenni, proprietari, addestratori e persino alcuni Veterinari hanno etichettato comportamenti problematici (dal tirare al guinzaglio al ringhiare per la ciotola) come manifestazioni di un cane che &#8220;cerca di prendere il sopravvento&#8221;. A cura di CAMILLA DAL PONTE &#8211; [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il &#8220;mito della dominanza&#8221; è forse l&#8217;idea più persistente e fraintesa nel rapporto tra uomo e cane.<br>Per decenni, proprietari, addestratori e persino alcuni Veterinari hanno etichettato comportamenti problematici (dal tirare al guinzaglio al ringhiare per la ciotola) come manifestazioni di un cane che &#8220;cerca di prendere il sopravvento&#8221;.</strong></p><p>A cura di <strong>CAMILLA DAL PONTE</strong> &#8211; <a href="http://www.benesserecinofiliacorsi.it/">www.benesserecinofiliacorsi.it</a></p><p>Questo approccio non solo è scientificamente superato, ma ha causato l&#8217;applicazione di metodi di addestramento basati sulla sottomissione e sulla coercizione, dannosi per il benessere e il legame tra cane e umano.</p><h2 class="wp-block-heading">Le radici del fraintendimento: dai lupi in cattività alla revisione</h2><p>L&#8217;intero concetto di dominanza, applicato al cane domestico, affonda le radici negli studi condotti sui lupi in cattività.<br>Gli etologi osservarono lupi non imparentati, costretti a vivere insieme in spazi ristretti, lottare costantemente per le risorse e stabilire gerarchie rigide e violente. Questa dinamica fu interpretata come la &#8220;normalità&#8221; del branco e la lotta per lo status di &#8220;alfa&#8221;.</p><p>Ricerche successive sui lupi selvatici hanno smentito questa visione. In natura, i branchi sono essenzialmente gruppi familiari, composti da una coppia riproduttiva (genitori) e i loro cuccioli (figli).</p><p>La gerarchia è basata sui ruoli parentali e sull&#8217;età, non su violente lotte di potere. Il termine &#8220;lupo alfa&#8221; è stato rivisto dallo stesso studioso Mech, in quanto fuorviante. Nonostante queste correzioni scientifiche, il modello errato è stato applicato ai cani, portando alla convinzione che l&#8217;umano debba imporsi, con la forza, per evitare di essere &#8220;dominato&#8221;.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="506" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita.jpg" alt="Branco di lupi nella foresta" class="wp-image-62735" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita-768x512.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita-696x464.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita-1068x712.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita-629x420.jpg 629w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita-1920x1281.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/lupi-cattivita-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Il comportamento: sintomo, non dominanza</h2><p>I comportamenti che comunemente vengono etichettati come &#8220;dominanti&#8221; sono, in realtà, sintomi di altro. Il tirare al guinzaglio può avere diverse motivazioni che nulla hanno a che vedere con il tentativo del cane di dominare su di noi. Può essere motivato da una grandissima eccitazione, da una mancata abituazione al guinzaglio, dalla paura dell’ambiente circostante, e molto altro.<br>Allo stesso modo, cani che non vanno d’accordo con altri cani non sono &#8220;dominanti&#8221;, ma ad esempio potrebbero esserci mancate competenze sociali, paura o insicurezza, esperienze traumatiche passate o, ancora più probabilmente, situazioni di incontro con altri cani non adatte.</p><p>Etichettare un cane aggressivo come &#8220;dominante&#8221; ha un effetto controproducente, perché suggerisce che l&#8217;unica soluzione sia punirlo o sottometterlo. Questo non fa che aumentare l&#8217;insicurezza e la paura del cane, peggiorando così il problema.<br>L&#8217;intero concetto di dominanza, inteso come costante spinta del cane a prevaricare sull&#8217;umano, è una semplificazione dannosa che nega la sua capacità di provare eccitazione, paura, dolore, frustrazione, ansia e l&#8217;immenso desiderio di cooperare e connettersi. Affermare che &#8220;il cane fa ogni cosa per dominare&#8221; ignora la complessità emotiva canina.</p><h2 class="wp-block-heading">Analisi comportamentale e intervento etico</h2><p>Per questo motivo, i professionisti cinofili devono lavorare per capire le motivazioni per le quali il cane mette in atto un determinato comportamento, non limitarsi al sintomo (come tirare il guinzaglio). Potrebbe essere necessario anche dover accertare che non ci siano patologie fisiche collegate.</p><p>Esempio: se un cane ringhia quando cerchiamo di accarezzarlo, tra le varie motivazioni ci potrebbe essere un&#8217;otite fortissima che gli provoca grande dolore al tocco. Quel ringhio non è un segno di prevaricazione, ma una richiesta di allontanamento dettata dal dolore. Leggere quel segnale come &#8220;dominanza&#8221; porterebbe a un recupero comportamentale errato, che nulla ha a che vedere con il problema effettivo.</p><p>Oggi, la moderna etologia ci offre una lente sofisticata per analizzare il comportamento come un mosaico di predisposizione genetica, esperienze passate, apprendimento, ambiente in cui il cane vive e il suo stato emozionale.</p><h2 class="wp-block-heading">L&#8217;umano come guida positiva</h2><p>Il superamento del concetto di &#8220;dominanza&#8221; non significa che l&#8217;umano non debba avere un ruolo autorevole. Anzi, la necessità di una guida è fondamentale sotto moltissimi aspetti.<br>Il cane cerca un punto di riferimento stabile, posizione che non si conquista con la coercizione, ma con la fiducia. Essere una guida e un leader positivo significa garantire sicurezza e tutela, quindi saper prendere decisioni che evitino al cane stress eccessivo. Ad esempio cambiare marciapiede per evitare un incontro difficile con un altro cane può dimostrargli che può fidarsi della nostra capacità di tutelarlo.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="586" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta.jpg" alt="Cane coccolato dalla proprietaria" class="wp-image-62736" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta-768x593.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta-696x538.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta-1068x825.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta-543x420.jpg 543w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta-1920x1484.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/iStock-1307189517-cane-abbraccio-rapporto-proprieta-600x463.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Un altro punto fondamentale è essere coerenti: la coerenza crea un ambiente prevedibile e riduce l&#8217;ansia.<br>Regole e limiti impartiti con calma e costanza sono rassicuranti. Ma bisogna anche saper gestire le risorse e le richieste correttamente, saper proporre attività stimolanti e molto altro.<br>Oggi, la conoscenza approfondita dell&#8217;etologia e delle sfumature emotive del cane ci permette di superare la semplicistica e violenta logica &#8220;alfa vs sottomesso&#8221;. Il nostro rapporto con il cane è una partnership, un legame basato sulla fiducia reciproca, dove l&#8217;umano deve essere in grado di diventare un leader emotivamente intelligente che prende le giuste decisioni.</p><p>È necessario cancellare il vecchio concetto di dominanza soprattutto per quanto è stata mal interpretata finora e, quindi, utilizzata scorrettamente nell’educazione del cane.<br>La vera leadership si fonda sulla conoscenza del linguaggio canino, sulla coerenza, sul saper dare autorevolmente le giuste indicazioni e sulla capacità di tutelare il nostro amato compagno a quattro zampe. </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/il-mito-della-dominanza-del-cane/">Il mito della dominanza del cane</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il pericolo delle processionarie</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 08:29:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni anno da febbraio ad aprile si riaffaccia il pericolo dei bruchi della processionarie al quale è bene prestare molta attenzione. A cura del Dott. MARCO SMALDONE &#8211; Medico Veterinario &#124; Bari &#124; Tel: 389 8064357 I luoghi dove è facile incontrare le tipiche colonie disposte in &#8220;fila indiana&#8221; di piccoli bruchi sono quelli alberati, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/pericolo-processionarie-mezza-stagione/">Il pericolo delle processionarie</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Ogni anno da febbraio ad aprile si riaffaccia il pericolo dei bruchi della processionarie al quale è bene prestare molta attenzione.</strong></p><p>A cura del <strong>Dott. MARCO SMALDONE</strong> &#8211; Medico Veterinario | Bari | Tel: 389 8064357</p><p>I luoghi dove è facile incontrare le tipiche colonie disposte in &#8220;fila indiana&#8221; di piccoli bruchi sono quelli alberati, soprattutto di pini, ma anche querce. Questo perché il ciclo vitale biologico della processionaria si svolge, é il caso di dire, tra cielo e terra, ovvero in gran parte su questi alberi e poi si conclude nel terreno sottostante.</p><h2 class="wp-block-heading">Il ciclo di vita della processionarie</h2><p>A molti sarà capitato di vedere, soprattutto d&#8217;estate, le tipiche formazioni come palle di zucchero filato sui rami esterni dei pini, cosa meno vistosa sulle querce. All&#8217;interno di queste palle ci sono centinaia di piccole larve che nutrendosi avidamente degli aghi di pino (finendo per devastare gli alberi) crescono fino al loro completo sviluppo per poi uscire dal grosso bozzolo, scendono dagli alberi e si incamminano disponendosi nella tipica fila, uno attaccato all&#8217;altro, come in processione.</p><p>È proprio da questo loro comportamento che deriva il nome di processionaria. I bruchi concluderanno il loro viaggio interrandosi, dove si trasformano in crisalidi, dalle quali poi usciranno grosse farfalle: le &#8220;falene&#8221;.</p><h2 class="wp-block-heading">Un pericolo per tutti</h2><p>Dopo la premessa, torniamo a soffermarci sulla loro grande pericolosità, per noi e per i nostri fedeli amici a quattro zampe.<br>Questi bruchi dai colori sgargianti si rendono insidiosi, soprattutto, per i cuccioli di cani e di gatti, ma spesso anche per gli umani quando ne vengono a stretto contatto.<br>Il loro corpo è rivestito da una fitta peluria fortemente urticante e dal contatto con questi si possono subire gravi ed acute irritazioni, fino alla necrosi dei tessuti coinvolti.</p><p>Di solito succede che le colonie delle processionarie in movimento attirano la curiosità e, quindi, l&#8217;attenzione dei cuccioli che, incoscientemente, per gioco entrano in contatto con i bruchi, finanche a prenderli in bocca.</p><p>La reazione degli insetti è immediata: si contraggono bruscamente e, inarcandosi, rilasciano attraverso i peli una potentissima sostanza caustica: l&#8217;acido formico. Questo nell&#8217;immediato provoca un violento processo infiammatorio del cavo orale e, in particolare, della lingua e spesso anche delle labbra. Poi con il passare dei minuti, se non si interviene tempestivamente, può provocare uno spaventoso gonfiore della lingua tale da poter, in alcuni casi, addirittura soffocare il malcapitato.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="559" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido.jpg" alt="" class="wp-image-62591" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido-768x566.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido-696x513.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido-1068x787.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido-569x420.jpg 569w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido-1920x1415.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2018/06/iStock-1979967119-processionaria-bruco-nido-600x442.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Intervento immediato</h2><p>Quello che si deve fare in questi casi, con estrema urgenza, è riuscire ad allontanare nel più breve tempo possibile la sostanza fortemente urticante dal cavo orale, praticando lavaggi con acqua per diluire e sciacquare la sostanza.<br>Questo primo intervento, quando possibile, deve essere praticato nell&#8217;immediatezza dell&#8217;incidente e, quindi, sul posto, magari dallo stesso proprietario, per poi recarsi con estrema urgenza dal Medico Veterinario che deve procedere alle appropriate terapie mediche, al fine di bloccare in tempo le possibili e gravissime complicanze.</p><h2 class="wp-block-heading">Possibili complicazioni</h2><p>È opportuno precisare che questo tipo di incidente, quando ha esiti positivi, spesso lascia segni indelebili a carico della lingua. Soprattutto nella parte apicale si evidenzierà la mancanza di parte della lingua dovuta ai processi necrotici subiti nell’incidente con i bruchi.</p><p>Altre possibili gravi complicanze, consistono in sintomi che vanno dalla totale assenza di vivacità del soggetto colpito, al rifiuto assoluto del cibo, spesso accompagnati da febbre, vomito, diarrea a volte anche emorragica ed altro ancora.</p><p>Dobbiamo evidenziare però che il pericolo più grave in assoluto lo corrono i soggetti che accidentalmente ingeriscono alcuni di questi bruchi i quali possono provocare lesioni interne a carico dell&#8217;esofago, dello stomaco e che spesso ne decretano il decesso.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/pericolo-processionarie-mezza-stagione/">Il pericolo delle processionarie</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>La vita con un cane anziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2026 07:47:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La vita con un cane anziano: il dono del tempo lento. A cura di CAMILLA DAL PONTE &#8211; www.benesserecinofiliacorsi.it Il tempo è un concetto curioso. Quando accogliamo un cucciolo o un giovane adulto, sembra volare. I mesi sono pieni di corse sfrenate, nuove scoperte, energia a mille. Poi, un giorno, li notiamo: quei peletti bianchi [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/la-vita-con-un-cane-anziano/">La vita con un cane anziano</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>La vita con un cane anziano: il dono del tempo lento.</strong></p><p>A cura di <strong>CAMILLA DAL PONTE</strong> &#8211; <a href="http://www.benesserecinofiliacorsi.it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.benesserecinofiliacorsi.it</a></p><p>Il tempo è un concetto curioso. Quando accogliamo un cucciolo o un giovane adulto, sembra volare. I mesi sono pieni di corse sfrenate, nuove scoperte, energia a mille. Poi, un giorno, li notiamo: quei peletti bianchi su muso e tempie. E con essi, iniziamo a notare anche una camminata un po’ più instabile o un richiamo non più udito.<br>Il nostro compagno di mille avventure è entrato nella stagione della vecchiaia. Forse c&#8217;era già da un po&#8217;, ma, presi dal nostro tran tran quotidiano, continuavamo a considerarlo un baldo giovane. Eppure gli anni sono passati, e ora che il nostro amico a quattro zampe ha raggiunto la senilità, cambiano anche i nostri ritmi.<br>Inizia una fase ricca di nuovi regali e nuovi insegnamenti dati dal nostro cane. Uno fra tutti: la meraviglia del tempo lento.</p><h2 class="wp-block-heading">Più attenzioni</h2><p>Un cane anziano non è solo un animale da accudire; è un maestro che ci insegna la resilienza, la pazienza e, soprattutto, il valore del saper stare. Un concetto, purtroppo, spesso dimenticato o quantomeno trascurato e che, invece, si rivela essere fondamentale non solo per la nostra relazione con lui, ma anche per noi.<br>Il primo passo per onorare il nostro vecchietto è garantirgli una qualità di vita eccellente. L&#8217;invecchiamento porta con sé cambiamenti che richiedono un approccio più attento e meticoloso. Si renderanno necessarie visite veterinarie più frequenti, con controlli periodici che diventeranno cruciali. Condizioni come l&#8217;insufficienza renale, problemi cardiaci o l&#8217;artrosi si insinuano, spesso, in modo silente e una diagnosi precoce è la migliore alleata.</p><p>Potrebbe rendersi necessario rivisitare la dieta: il cane anziano necessita di un’alimentazione adatta alle sue nuove esigenze, che si combini con le informazioni ricevute dai check up veterinari effettuati.<br>Bisognerà iniziare a prestare maggiore attenzione all’igiene orale.<br>La toelettatura potrebbe risultare più difficile per un cane ad esempio con problemi articolari, quindi parliamone con il nostro toelettatore di fiducia. A casa, potremmo spazzolarlo brevemente ma frequentemente, magari accompagnando anche un dolce massaggio che potrebbe diventare un momento di connessione, oltre che un toccasana per la circolazione.</p><h3 class="wp-block-heading">Un casa senior e passeggiate lente</h3><p>Diventerà necessario<strong> modificare l’ambiente di casa</strong> rendendolo a misura di <em>senior</em>. Così da renderla funzionale, sicura, riducendo lo stress e prevenendo incidenti.<br>Per cani con problemi cervicali o articolari, e in genere per le taglie medie e grandi, sarebbe buona norma predisporre un &#8220;alzaciotola&#8221;, così che non debbano abbassare il collo, magari già dolorante, per mangiare (oltre alle difficoltà dovute allo sbilanciamento in avanti).</p><p>Dei tappeti o dei tappetini antiscivolo, da mettere almeno nelle zone più frequentate dal nostro cane sta, potrebbero aiutarlo a dargli sostegno e a non gravare ulteriormente su articolazioni già di per sé fragili.<br>Però è importante non chiudersi in casa, ma tenere attivo mentalmente il nostro vecchietto a quattro zampe, adeguando le attività al singolo soggetto.</p><p>Possiamo aumentare il numero delle passeggiate, facendole più brevi e lente, dandogli modo di annusare quanto vuole (questo vale per tutte le età!) adeguando la nostra andatura al cane.<br>Dargli modo di uscire nelle ore della giornata che preferisce, magari quando c&#8217;è il sole che tanto fa bene alle sue ossa doloranti.</p><h2 class="wp-block-heading">Un anziano maestro</h2><p>Abbiamo tuttavia parlato fin qua di cosa fare, ma come dicevamo, il cane anziano ci insegna l’arte del saper stare.<br>La vera magia della vita con un cane senior si manifesta quando decidiamo di abbracciare i suoi ritmi. È in questa fase che i ruoli, in un certo senso, si invertono, e noi diventiamo gli allievi di una lezione di vita fondamentale. Un cane anziano ci costringe a rallentare. Le passeggiate non sono più performance di chilometri, ma brevi e lente esplorazioni anche solo di poche decine di metri. </p><p>Non è più importante fare, ma stare. Impariamo anche a sedere in silenzio accanto a lui, assorbendo la sua pace. Questo rallentamento forzato è un dono in un mondo frenetico. Ci riporta nel &#8220;qui e ora&#8221;, dove l&#8217;unica cosa che conta è il suo respiro accanto al nostro. La sua richiesta non è di grandi avventure, ma di presenza, in cui insieme impariamo a goderci i piccoli istanti. Un cane anziano ci insegna ad apprezzare ogni giorno come un regalo prezioso. Noi umani siamo spesso insoddisfatti e proiettati al futuro.</p><h2 class="wp-block-heading">La vita con un cane anziano: un inno all&#8217;amore maturo</h2><p>Il cane anziano, nonostante gli acciacchi, non perde la sua capacità di gioire per le piccole cose. E noi con lui: una giornata di tiepido sole in inverno, una camminata più arzilla dopo magari giorni di acciacchi, il gusto di un nuovo snack che gli illumina lo sguardo. Inoltre, osserviamo la sua resilienza: la dignità con cui affronta la difficoltà a rialzarsi, la tenacia con cui insiste per fare la sua passeggiata, anche se più breve. È un esempio vivente di come accettare i cambiamenti del corpo senza perdere lo spirito.</p><p>Prendersi cura di un cane anziano è il modo più autentico per ricambiare l&#8217;amore incondizionato di una vita intera. È un gesto d&#8217;amore che completa il cerchio: dal cucciolo che ha avuto bisogno della nostra guida, all’adulto compagno di mille avventure, all&#8217;amico <em>senior</em> che necessita del nostro sostegno e della nostra presenza calma e rassicurante.<br>Questa fase del percorso insieme è un’opportunità unica per rafforzare il legame emotivo a un livello ineguagliabile. È una stagione di coccole extra, di sguardi profondi, di risate per le sue buffe espressioni e di silenzi che dicono più di mille parole. La vita con un cane anziano è meravigliosa perché è un inno all&#8217;amore maturo, paziente e totalmente disinteressato.</p><p>Non temete la malinconia: onora il tempo che ti è concesso, sedendoti semplicemente accanto al tuo compagno e maestro di vita. Il dono del tempo lento è in questa fase il suo insegnamento e al tempo stesso il suo regalo più grande.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/la-vita-con-un-cane-anziano/">La vita con un cane anziano</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Adottare un cane anziano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 09:18:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Adottare un cane anziano: consigli utili e pratici. A cura di MICHELE CARICATO &#8211; Scrittore e addestratore &#8211; www.michelecaricato.com Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno curioso: i cani nelle famiglie italiane sembrano moltiplicarsi più velocemente dei post motivazionali su Instagram. E non è solo una questione di numeri.La loro qualità di vita è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/adottare-un-cane-anziano/">Adottare un cane anziano</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Adottare un cane anziano: consigli utili e pratici.</strong></p><p>A cura di <strong>MICHELE CARICATO</strong> &#8211; Scrittore e addestratore &#8211; <a href="https://michelecaricato.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.michelecaricato.com</a></p><p>Negli ultimi anni abbiamo assistito a un fenomeno curioso: i cani nelle famiglie italiane sembrano moltiplicarsi più velocemente dei post motivazionali su Instagram. E non è solo una questione di numeri.<br>La loro qualità di vita è migliorata al punto che molti di loro sembrano intenzionati a festeggiare compleanni a due cifre come se niente fosse, mentre noi cerchiamo ancora gli occhiali da lettura.</p><h2 class="wp-block-heading">Adottare un &#8220;senior&#8221;</h2><p>Allo stesso tempo cresce anche la consapevolezza sul tema dell’<a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/curiosita-cani-e-gatti/abbandoniamo-le-giustificazioni-e-i-preconcetti-non-loro-labbandono-e-reato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">abbandono</a>, e sempre più persone decidono di fare la cosa giusta: aprire il cuore (e il divano) a un cane adottato dal canile anche se non più giovane. Un piccolo grande gesto che, a ben vedere, rende il mondo un posto leggermente meno assurdo.<br>Questi magnifici esseri spesso hanno vissuto diversi anni all&#8217;interno del canile e/o hanno un passato complicato. Di conseguenza tendono ad avere un piccolo ventaglio di esigenze speciali. Magari sono un po’ meno tolleranti, un po’ più rigidi nelle loro abitudini (tipo il biscotto prima di dormire), oppure semplicemente più sensibili ai cambiamenti.</p><p>In ogni caso, hanno bisogno di qualche attenzione in più per sentirsi davvero a loro agio e non trasformarsi in quei deliziosi, imprevedibili folletti canini che, pur amandoci, riescono a farci perdere la pazienza.</p><h2 class="wp-block-heading">Cure veterinarie e vita sociale</h2><p>Raggiunta l&#8217;età anziana, sopratutto se ha dovuto sopportare, in canile, l’abbaio di duecento cani vicini di box, il nostro cane anziano potrebbe non trovare così divertente la corsa nelle varie aree di sgambatura, dove è costretto a farsi annusare e sopportare lo sventolio di code dei giovani.<br>Per questi soggetti, è preferibile una lunga passeggiata, magari in campagna. La compagnia non deve essere scartata a priori. Meglio se troviamo un suo simile con un carattere più discreto e calmo, che preferisca annusare i fatti suoi.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="504" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile.jpg" alt="" class="wp-image-62478" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile-768x510.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile-696x462.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile-1068x710.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile-631x420.jpg 631w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile-1920x1276.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/cane-anziano-in-canile-600x398.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Scoprire il &#8220;nuovo&#8221; mondo insieme, ma gradualmente</h2><p>Una volta deciso di adottare un cane anziano, potremmo essere tentati di far recuperare tutte quelle esperienza che molto probabilmente non ha potuto vivere fino ad oggi. Potremmo, ad esempio, pensare di portarlo subito in tuti i luoghi che frequentiamo abitualmente, proprio per farlo sentire parte integrante della nostra vita. È importante, però, rispettare i suoi tempi. Nella maggior parte dei casi, un cane adottato non ha la struttura mentale per adattarsi a rumori, persone e stimoli vari senza andare in stress o addirittura nel panico.</p><p>L’esplorazione di questo &#8220;nuovo&#8221; mondo dovrebbe essere lenta e graduale. Cominciamo con fargli conoscere il suo ambiente domestico, ma non come se fossimo degli agenti immobiliari; lasciamolo semplicemente tranquillo, libero di esplorare e di scegliere quando avvicinarsi, richiedere coccole, cibo o gioco e quando, invece, starsene tranquillo per elaborare ciò che sta accadendo (non ne ha la più pallida idea). All’esterno, cerchiamo dei posti tranquilli. Aspettiamo per presentarlo ai nostri amici. Per adesso recuperiamo la parte <em>wild </em>del rapporto: campagna, bosco o un trekking in montagna lo metteranno molto più a suo agio delle decine di persone che incontrerà, che vorranno coccolarlo ed esclamare &#8220;poverino&#8221;.</p><p>Se un cane non è in forma (anziano o ha qualche paura o diffidenza), l’ultima cosa di cui ha bisogno è di essere compatito.<br>Il suo desiderio è di avere accanto qualcuno con un grande sorriso e due occhi che brillano per le meraviglie che ci circondano e che sia capace di dire: &#8220;Sì, lo so che è difficile per te ma dai su, non vedi che bella giornata?&#8221;</p><h2 class="wp-block-heading">L&#8217;importanza del nostro stato d&#8217;animo</h2><p>I cani ci osservano e capiscono velocemente il nostro stato d’animo e da quest’ultimo comprendono cosa sta accadendo o sta per accadere a loro stessi.<br>Se un cane non ha più l’agilità di una volta nel fare le scale o, peggio ancora, fa fatica a farle perché non ha mai visto una scala in vita sua, l’ultima cosa che dovremmo fare è guardarlo pietosamente con una mezza lacrimuccia che ci spunta dagli occhi, perché lui penserà immediatamente: &#8220;quindi sono messo proprio male!&#8221;.<br>Cani anziani e cani adottati hanno bisogno di avere accanto persone positive, dinamiche e che riescono a sdrammatizzare situazioni di impasse o di blocco completo. Sdrammatizzare è quindi la parola chiave che, però, non vuol dire banalizzare.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="463" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani.jpg" alt="" class="wp-image-62479" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani-768x469.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani-696x425.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani-1068x652.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani-687x420.jpg 687w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani-1920x1172.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/04/iStock-2006034002-incontro-cani-anziani-600x366.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Adottare cane anziano: cure e attenzioni</h2><p>Le cure, il tempo, l’energia e le attenzioni di cui avranno bisogno questi cani non sono da sottovalutare.<br>Per i cani anziani dobbiamo mettere in conto qualche acciacco e qualche visita extra al Medico Veterinario per i controlli periodici.</p><p>Dopo una certa età potrebbero accentuarsi alcune intolleranze, non solo <a href="https://petfamily.it/cani/alimentazione-cani/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">alimentari </a>ma anche pratiche come il farsi spazzolare o manipolare.<br>Un cane adottato, come abbiamo detto, è probabile che abbia vissuto o meglio NON vissuto (sindrome da privazione). Una volta, quindi, stabilizzato nella nostra famiglia (ci vogliono settimane, non giorni), adattato all’ambiente che lo circonda (ci vogliono mesi, non settimane), dovremo prenderci cura del suo cervellino adorabile. Aiutamolo con esercizi di attivazione mentale, educazione, ricerca e quant’altro ogni buona scuola saprà mettervi a disposizione.</p><p>Questo perché è così che riparte tutto. Non dobbiamo concentrarsi sul passato ma goderci il presente, sfruttandolo al massimo per dare al nostro amico un futuro ricco di soddisfazioni.</p><p>Vogliamo che il nostro cane si senta una parte attiva del branco (famiglia). Inoltre, che sia orgoglioso e fiero di sé stesso perché anche lui ha dovuto metterci tanto impegno per migliorare e, così facendo, ci ha sicuramente costretto a dare il meglio di noi stessi.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/adottare-un-cane-anziano/">Adottare un cane anziano</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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