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	<title>Scopri tutte le caratteristiche dei Pesci | Pet Family</title>
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		<title>Pesce Molly e Platy, una gioia per gli occhi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Aug 2023 14:36:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Originaria delle regioni tropicali e subtropicali americane, il pesce Molly e Platy appartengono alla famiglia dei Pelicidi che comprende specie di forma ed aspetto variabilissimi e addirittura inusuali. Scopriamo tutto ciò che c&#8217;è da sapere. A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario Quali sono le caratteristiche del pesce Platy e Molly? La bocca [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Originaria delle regioni tropicali e subtropicali americane, il pesce Molly e Platy appartengono alla famiglia dei Pelicidi che comprende specie di forma ed aspetto variabilissimi e addirittura inusuali. Scopriamo tutto ciò che c&#8217;è da sapere. </strong></p><p><strong>A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Quali sono le caratteristiche del pesce Platy e Molly? </h2><p>La bocca dei Pelicidi di solito è rivolta verso l’alto poiché si cibano di larve e piccoli insetti. Sono pesci di dimensioni abbastanza ridotte ma dalla livrea decisamente variopinta, specialmente nei maschi, con variegature e striature che contrastano con la tinta di fondo.  Le femmine vengono fecondate mediante una particolare pinna anale trasformata in un organo copulatore, detto &#8220;gonopodio”. Dopo una gestazione variabile da tre settimane ad alcuni mesi partoriscono numerosi avannotti vivi, molto piccoli, che sono fin da subito in grado di procurarsi il cibo da soli. </p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/platy-molly1.jpg" alt="Immagine del pesce Molly e Platy colore rosso"/></figure><h3 class="wp-block-heading">&nbsp;Lotta alla malaria</h3><p>La bocca dei Pelicidi di solito è rivolta verso l’alto poiché si cibano di larve e piccoli insetti. Numerose specie si nutrono delle larve di zanzara e per questo vengono utilizzate in alcuni Paesi nella lotta biologica contro l’Anofele responsabile della diffusione della malaria. A tal proposito in Italia sono state sfruttate le doti predatorie della Gambusia affinis, originaria del sud degli Stati Uniti, per la bonifica di numerose zone palustri. </p><h3 class="wp-block-heading">Il pesce Platy è molto di  compagnia</h3><p>Sono pesci che prediligono stare riuniti in piccoli gruppi, al punto che se vengono tenuti isolati si intristiscono fino a morire. I maschi spesso litigano tra di loro per avere la supremazia sul branco ma le loro non sono assolutamente delle battaglie, bensì delle scaramucce. </p><p>Alcuni dei pesci più diffusi sia nei negozi di acquariofilia sia nelle vasche di molti appassionati appartengono proprio a questa importante famiglia: i Molly, i Platy, i Portaspada e molti altri sono pesci dai colori gradevoli, abbastanza semplici da allevare, prolifici, affatto timidi, adatti ai neofiti e perfetti negli acquari non eccessivamente grandi.</p><blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p><em>I Pelicidi sono pesci abbastanza piccoli ma dalla livrea variopinta, specialmente nei maschi, con variegature e striature che contrastano con la tinta di fondo.</em></p></blockquote><h3 class="wp-block-heading"><strong>Parenti stretti: i Molly</strong></h3><p>Diffusa dagli Stati Uniti fino al Messico, in fiumi, laghi e spesso in acque salmastre e perfino marine, questa specie si ritrova sul mercato in parecchie varietà, selezionate per ottenere le livree più variopinte. La presenza del Molly (Poecilia lapinna) è assai comune in molte tipologie di acquario. </p><p>Il corpo di questo pesce è abbastanza allungato e compresso lateralmente, la testa è piccola e rivolta verso l’alto. La femmina è più grossa e più &#8220;panciuta” rispetto al maschio. Sono pesci onnivori, che si possono nutrire con cibi freschi, secchi e vivi. È tuttavia indispensabile integrare la dieta con alimenti vegetali come verdure disidratate o fresche.  Molto apprezzate sono le larve di zanzara. </p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0416/platy-molly2.jpg" alt="Il pesce Molly, il Platy e il Portaspada sono pesci dai colori gradevoli, abbastanza semplici da allevare e molto prolifici."/><figcaption class="wp-element-caption">Il pesce Molly e Platy</figcaption></figure><p>Il pesce Molly, il Platy e il Portaspada sono pesci dai colori gradevoli, abbastanza semplici da allevare e molto prolifici.</p><h3 class="wp-block-heading">I pesce pacifici</h3><p>È una specie pacifica, che si adatta bene alla convivenza con altri pesci, anche se i maschi adulti sono spesso aggressivi tra di loro.  La vasca dovrebbe essere abbastanza ampia, con vegetazione abbondante, per offrire riparo ai piccoli nei loro primi momenti di vita. </p><p>Essendo indispensabile l’aggiunta di sale marino nell’acqua, bisogna scegliere delle piante e dei pesci in grado di tollerare questa salinità. La temperatura dell’acqua nella vasca va dai 25 ai 27°C, mentre la durezza, va intorno ai 10° dGH ed il pH neutro.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Il pesce Platy: tutto ciò che c&#8217;è da sapere</strong></h3><p>I Platy (Xiphophorus maculatus) sono originari del Messico e del Guatemala.  Sono considerati tra gli ospiti più apprezzati degli acquari di comunità. Sono di taglia contenuta (raggiungono infatti i 6-7 centimetri di lunghezza). Hanno una morfologia assai variabile, alcuni individui sono snelli, altri sono leggermente appiattiti sui fianchi. A partire dalla colorazione originaria sono state selezionate varietà dalla livrea assai più vivace: rossa, gialla, nera ecc.</p><p>Si tratta di una specie onnivora, che accetta cibi secchi e mangimi composti. Per evitare che danneggino le piante presenti in acquario, è necessario somministrare loro anche dei vegetali freschi, come insalata e spinaci. Sono pesci molto adatti ai neofiti, ossia a coloro che si cimentano per la prima volta nell’allestimento di un acquario, in quanto non hanno particolari esigenze per quanto riguarda la grandezza della vasca e i parametri chimico-fisici dell’acqua, che sono molto simili a quelli dei Molly: temperatura 22-26°C, pH neutro, durezza tra i 10 e i 20° dGH.</p><p>Possono interessarti altre <strong>SCHEDE</strong> di pesci <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/molly-e-platy-una-gioia-per-gli-occhi/">Pesce Molly e Platy, una gioia per gli occhi</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il Pesce pagliaccio</title>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2022 14:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tra i pesci tropicali d’acqua marina, il pesce pagliaccio è forse quello più conosciuto e apprezzato Parte della sua celebrità è legata al famoso film Disney che lo ha visto protagonista qualche tempo fa e che ha incantato e divertito milioni di bambini in tutto il mondo. Cerchiamo di conoscere meglio questo splendido animale. A [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/il-pesce-pagliaccio/">Il Pesce pagliaccio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Tra i pesci tropicali d’acqua marina, il pesce pagliaccio è forse quello più conosciuto e apprezzato Parte della sua celebrità è legata al famoso film Disney che lo ha visto protagonista qualche tempo fa e che ha incantato e divertito milioni di bambini in tutto il mondo. Cerchiamo di conoscere meglio questo splendido animale. </strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa Federica Micanti</strong> Medico Veterinario</p><h2 class="wp-block-heading">Pesce Pagliaccio <strong>Goffo a chi?</strong></h2><p>In realtà, più che di &#8220;pesce pagliaccio” sarebbe più corretto parlare di &#8220;pesci pagliaccio”, dato che si tratta di un gruppetto di pesci della famiglia dei Pomacentridae, il cui nome è legato al loro particolare modo di nuotare, ritenuto da alcuni un po’ goffo. </p><p>Vengono anche chiamati &#8220;pesci anemone” perché vivono in stretto contatto (simbiosi) con gli anemoni di mare. Infatti i meravigliosi tentacoli di questi ultimi rappresentano per i pesci un ottimo nascondiglio. </p><p>Riescono a difendersi dal veleno di questi tentacoli grazie a uno speciale strato di muco sulla parte esterna del corpo.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Vasche separate</strong></h3><p>La riproduzione del pesce pagliaccio è riservata agli acquariofili più esperti. Insieme alla coppia di esemplari, nella vasca bisognerà collocare un anemone o della roccia viva, per far acclimatare meglio i pesci. Una volta che i pesci si saranno ambientati comincerà la deposizione delle uova, delle quali si occuperà poi il maschio. </p><p>Meglio sarebbe disporre di una vasca per la schiusa, che avverrà dopo sette giorni. Una volta nati, gli avannotti andranno allevati separatamente e nutriti con cibo vivo. Non è necessario disporre di un acquario immenso, sarà sufficiente uno di 40-50 litri con un’idonea illuminazione. Ecco e specie di pesce pagliaccio e il loro allevamento.</p><p><strong>Per la riproduzione, meglio non mettere insieme specie diverse che potrebbero entrare in competizione e arrivare quindi a non riprodursi. </strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Amphiprion ocellaris</strong></h3><p>È il &#8220;pesce pagliaccio” più comune. Il suo habitat è rappresentato dalle Barriere coralline dell’Indo-Pacifico, dallo Sri-Lanka alle Filippine e all’Australia settentrionale. </p><p>Ha il corpo giallo-arancione attraversato da tre bande bordate di nero. Le pinne sono arrotondate, hanno la stessa colorazione del corpo e sono segnate da contorni bianchi e neri. Il centro dell’occhio è nero e la testa smussata. </p><p>Molto longevo, <strong>Amphiprion ocellaris</strong> è una specie socievole, tranquilla e pacifica. Gli adulti tendono a formare delle coppie fisse e a isolarsi dai propri simili. Diventano aggressivi solo durante la riproduzione per la difesa della prole. Se vogliamo allevare questa specie, è necessario inserire nel nostro acquario un anemone di mare. </p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1217/pagliaccio1web.jpg" alt="Nell'immagine il pesce pagliaccio"/><figcaption><strong>Pesce pagliaccio</strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Amphiprion frenatus</strong></h3><p>Abita il Pacifico occidentale tropicale, dal Vietnam alle Filippine, sui fondali corallini tra i 2 e i 18 metri di profondità. Ha una particolare colorazione rosso-mattone. Una striscia color bianco bordata di scuro passa dietro l’occhio. I giovani possono avere due strisce. </p><p>Le pinne sono arrotondate e più pallide rispetto al corpo. I giovani esemplari e gli adulti sono molto litigiosi tra loro e verso gli altri &#8220;pesci pagliaccio”, mentre gli adulti vanno allevati in coppia. </p><p><strong>Amphiprion frenatu</strong>s vive in simbiosi con <strong>Entacmaea quadricolor</strong>, ma si adatta bene anche ad altri anemoni.</p><p><strong>A. ocellaris, A. frenatus e A. clarkii si alimentano con mangimi secchi per pesci marini oppure cibo surgelato (come dafnie, polpa di cozza tritata, artemie, ecc.) o vivo.</strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Amphiprion clarkii</strong></h3><p>È diffuso nell’Indo-Pacifico, nelle lagune e nei reef corallini, dove sono presenti gli anemoni con cui vive in simbiosi. Pur essendo uno dei &#8220;pesci pagliaccio” più robusti e facili da allevare, conviene acquistare individui giovani che si adattano più facilmente alla vita in acquario. I giovani esemplari sono socievoli e vivono in branco a contatto con gli anemoni. </p><p>Crescendo diventano più territoriali e tendono a vivere in coppie, riproducendosi sempre presso gli anemoni. Infatti, la deposizione delle uova si può osservare anche in acquario, tuttavia l’allevamento delle piccole larve che vengono fuori dopo la schiusa è un po’ complicato. Una coppia adulta ha bisogno di più spazio (vasca di un centinaio di litri) e non sopporta molto la convivenza con altri &#8220;pesci pagliaccio”. Questa specie può essere anche molto longeva, arrivando a vivere anche 14 anni.</p><p>Per leggere altre schede di pesci <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/il-pesce-pagliaccio/">Il Pesce pagliaccio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Pterophyllum lo scalare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 14:39:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il pterophyllum più conosciuto come lo scalare vive in acque scure e acide, prediligendo zone con corrente moderata o ferma. A cura di TOMMASO ARICÒ &#8211; AcquariofiliaItalia Lo scalare è un Ciclide originario del bacino amazzonico L’imitazione delle caratteristiche dei biotopi di provenienza non è più una condizione fondamentale per l’allevamento degli Scalari in cattività: [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il pterophyllum più conosciuto come lo scalare vive in acque scure e acide, prediligendo zone con corrente moderata o ferma. </strong></p><p><strong>A cura di TOMMASO ARICÒ &#8211;<a href="https://www.acquariofiliaitalia.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> AcquariofiliaItalia</a> </strong></p><h2 class="wp-block-heading">Lo scalare è un Ciclide originario del bacino amazzonico</h2><p>L’imitazione delle caratteristiche dei biotopi di provenienza non è più una condizione fondamentale per l’allevamento degli Scalari in cattività: oggi, la quasi totalità degli esemplari in commercio proviene infatti da allevamenti professionali europei, statunitensi e del sud-est asiatico. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Poco esigenti</strong></h3><p>Anni di allevamento intensivo hanno reso questi pesci molto meno esigenti riguardo le caratteristiche chimico-fisiche dell’acqua: ormai si possono agevolmente allevare e riprodurre anche con un pH pari a 7 (meglio se leggermente più acido) e durezza da bassa a media; la temperatura ideale si aggira tra 24 e i 26 °C, maggiore durante il periodo riproduttivo (27-28 °C).</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Spazi vitali</strong></h3><p>L’allevamento in acquario dello Scalare non presenta particolari problemi, purché si prendano in debita considerazione alcune sue esigenze vitali, prima tra tutte lo spazio. Uno Scalare adulto può misurare agevolmente 14-15 cm di lunghezza e 20-25 cm di altezza (fino a 40 cm negli esemplari &#8220;pinne a velo”). <a href="https://petfamily.it/acquario/curiosita-acquario/acquario-come-un-giardino/">Una vasca idonea </a>per il suo allevamento dovrebbe essere lunga almeno 80 cm e alta non meno di 40, onde evitare che i nostri ospiti nuotino &#8220;strisciando” con le pinne sul materiale di fondo. </p><p>Gli Scalari preferiscono di gran lunga acquari piantumati, in grado di fornire rifugi sicuri tra le foglie in caso di necessità, ma anche un’ampia zona lasciata libera per il nuoto, con piante basse o addirittura priva di queste, dove possono nutrirsi agevolmente.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0618/scalare2web.jpg" alt="Primo piano del pesce chiamato Scalare  di colore giallo e argentato"/><figcaption><strong>Una vasca troppo luminosa può infastidire lo Pterophyllum scalare, costringendolo a cercare rifugio nelle zone più buie e riparate dell’acquario. </strong> </figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Foglie alte e strette</strong></h3><p>Zone piantumate con Vallisneria, Limnophila, Cabomba, Myriophyllum o altre piante simili sono particolarmente apprezzate da questi Ciclidi. Che mostrano straordinaria agilità e sicurezza tra la vegetazione a foglie alte e strette. Anche piante a foglia larga e robusta (Anubias ed Echinodorus in particolare) sono molto apprezzate dalle coppie di Scalari come substrato per la deposizione delle uova.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Zone riparate </strong></h3><p>La scelta del tipo di materiale di fondo non ha particolare rilevanza per l’allevamento dello Pterophyllum scalare; che non sosta quasi mai nelle zone basse dell’acquario, se non per raccogliere del cibo. Bisogna però evitare colori troppo chiari (ad esempio la sabbia bianca), poiché una vasca troppo luminosa può infastidire i nostri ospiti; costringendoli a cercare rifugio nelle zone più buie e riparate dell’acquario e sottraendosi così alla vista di chi li vuole ammirare.</p><p>La vasca ideale per l’allevamento dello Pterophyllum scalare dovrebbe essere lunga almeno 80 cm e alta non meno di 40, onde evitare che il nostro ospite nuoti &#8220;strisciando” con le pinne sul materiale di fondo.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Un menù molto vario</strong></h3><p>In natura lo Pterophyllum scalare si nutre principalmente di piccoli crostacei, vermi, larve di insetti e anche di piccoli pesc;, ma in acquario accetta senza problemi la maggior parte dei cibi congelati o secchi di produzione industriale. </p><p>Per un’alimentazione ottimale, oltre alle saltuarie somministrazioni di mangimi surgelati come Tubifex e Chirinomus (di cui sono particolarmente ghiotti fino a rischiare di farne ingestione), è consigliabile un’integrazione di cibi vegetali come lattuga, zucchina o spinaci sbollentati.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/pterophyllum-lo-scalare-allevamento-e-gestione/">Pterophyllum lo scalare</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il Pesce Combattente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2020 15:23:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pesce Combattente</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il Betta splendens viene chiamato comunemente &#8220;Pesce combattente” a causa dell’innata aggressività dei maschi, anche al di fuori del normale periodo riproduttivo.   </strong></p><p>a cura della redazione di <strong>Petfamily</strong></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Betta Splendens o Pesce Combattente, un guerriero in acquario </strong></h2><p>Pesce particolare e interessante, il Betta splendens è diffuso in Indocina e Arcipelago indonesiano, dove vive in piccoli corsi d’acqua e acque stagnanti come acquitrini e risaie. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Pesce combattente: ecco perché viene chiamato così</strong></h3><p>A causa del loro carattere bellicoso, in Oriente i Betta splendens sono protagonisti di combattimenti molto cruenti ai quali assiste un gran numero di persone. Su queste lotte all’ultimo sangue, che si concludono di solito con la morte di uno dei due contendenti, (a volte di entrambi);  In questi combattimenti ci sono scommesse con ingenti somme di denaro. </p><h3 class="wp-block-heading">Betta splendens<strong>: </strong>come distinguere i maschi dalle femmine</h3><p>In natura i maschi e le femmine sono bruni con zone rosse e verdi. Per l’acquariofilia sono state selezionate varietà in cui il maschio presenta colori decisamente sgargianti (blu, rosso) e pinne più grandi e fluenti rispetto a quelle dei colleghi selvatici. </p><p>La femmina si distingue dal maschio perché è molto meno colorata e ha pinne decisamente più piccole e corte.   I valori fisico-chimici dell’acqua: temperatura 25-28°C, pH 6-7, durezza 5-12°dGH.</p><h3 class="wp-block-heading">Il pesce combattente è solitario</h3><p>Attenzione il Pesce combattente in acquari di comunità, perché potrebbero dimostrarsi aggressivi nei confronti degli altri ospiti dell’acquario. Soprattutto se si trattano di pesci dotati di pinne appariscenti, lunghe e ampie. I maschi come già specificato, è meglio tenerli separati, perché sono molto aggressivi tra di loro. </p><h3 class="wp-block-heading">Che tipo di acquario è meglio per ospitare i pesci combattenti?</h3><p>Per ospitare i Pesci combattenti possono essere utilizzate vasche di 60 litri di capacità e 70 centimetri di lunghezza. Il fondo deve essere realizzato con sabbia fine, non eccessivamente chiara, l’arredamento con una radice di torbiera e ricca vegetazione. </p><p>I Betta splendens non possono essere tenuti in acquari aperti (senza coperchio), perché hanno bisogno di aria calda e umida sulla superficie dell’acqua. </p><h3 class="wp-block-heading">Tutto ciò che c&#8217;è da sapere sulla riproduzione degli Betta splendens</h3><p>La riproduzione nel pesce combattente è molto particolare. Il maschio costruisce un nido galleggiante di schiuma e detriti all’interno del quale attira la femmina per l’accoppiamento. La quale viene allontanata subito dopo l’accoppiamento stesso. </p><p>Infatti è solamente il maschio ad occuparsi della cura e della difesa del nido fino alla schiusa delle uova (che avviene circa 24-48 ore dopo). Di solito gli avannotti diventano indipendenti solo quando sono in grado di nuotare da soli.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Aria e labirinti</strong></h3><p>I pesci che popolano le acque ferme e stagnanti ogni giorno devono fare i conti con la mancanza di ossigeno caratteristica di questi ambienti. Il quadro è aggravato ai tropici, le cui elevate temperature riducono ancora di più la concentrazione di questo preziosissimo gas. Per questo il Pesce combattente (ma anche altre specie della famiglia dei Belontidi) possiede il &#8220;labirinto”, un organo respiratorio del tutto particolare, molto ricco di vasi sanguigni, che aiuta a prelevare dall’aria l’ossigeno che manca. </p><p>Il pesce combattente deve essere nutrito con alimenti liofilizzati, congelati e soprattutto con prede vive, come larve di zanzara, tubifex, dafnie e altro. Comunque si può adattare anche a consumare cibo secco.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1111/combattente-1.jpg" alt=""/></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Pesci che affogano</strong></h3><p>I pesci dotati di &#8220;labirinto” hanno le branchie ma in caso di bisogno possono prelevare ossigeno direttamente dall’atmosfera tramite delle vere e proprie boccate d’aria sul pelo dell’acqua. </p><p>L’ossigeno viene trasferito nel sangue attraverso il &#8220;labirinto”. La frequenza delle &#8220;boccate” dipende dall’ossigenazione dell’acqua. Molte specie sono obbligate a respirare saltuariamente con il &#8220;labirinto” perché con le sole branchie non riuscirebbero ad assicurarsi una quantità sufficiente di ossigeno. Paradosso: se si impedisse loro di portarsi sulla superficie dell’acqua morirebbero affogate.</p><p>Lottando fra loro i pesci combattenti arrivano a procurarsi delle brutte ferite. Nei casi più gravi si può arrivare perfino all’uccisione dell’esemplare più debole.</p><p>Potrebbero interessarti altre <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCHEDE DI PESCI</a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/il-pesce-combattente/">Il Pesce Combattente</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Anemoni in acquario</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Oct 2019 15:34:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli anemoni sono creature particolari e intriganti, che popolano l&#8217;acquario marino di numerosi appassionati in ogni parte del mondo. Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario Cosa sono gli anemoni e a cosa sono utili all&#8217;acquario Oltre a essere esteticamente molto accattivanti, gli permettono di rivivere in casa nostra la bellezza dei fondali marini più ricchi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Gli anemoni sono creature particolari e intriganti, che popolano l&#8217;acquario marino di numerosi appassionati in ogni parte del mondo.</strong></p><p><strong>Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Cosa sono gli anemoni e a cosa sono utili all&#8217;acquario </h2><p>Oltre a essere esteticamente molto accattivanti, gli permettono di rivivere in casa nostra la bellezza dei fondali marini più ricchi e incontaminati. Nonostante il loro indiscusso fascino, però, la detenzione degli anemoni in acquario è tutt’altro che semplice; ed è per questo motivo che queste splendide creature non sono adatte ai neofiti. </p><p>Il motivo principale delle difficoltà che implica la detenzione degli anemoni, è che spesso non siamo in grado di riprodurre in maniera adeguata il loro habitat naturali per quanto riguarda luce, alimentazione e allevamento in generale. </p><p>La cosa migliore che possiamo fare è documentarci prima dell’inserimento in vasca circa le necessità e le esigenze della specie che vogliamo ospitare. Questo ci permetterà di far sopravvivere i nostri anemoni il più a lungo possibile. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Luce naturale</strong></h3><p>I problemi con cui l’acquariofilo può essere costretto a cimentarsi sono legati alle caratteristiche chimiche dell’acqua (per esempio alla presenza di nitrati e altre sostanze chimiche nocive), all’illuminazione, oppure a un’eccessiva vicinanza con altri ospiti invertebrati. </p><p>Per quanto riguarda l’illuminazione sarebbe preferibile ricorrere alla luce naturale, anche se ciò non è sempre possibile; purtroppo le lampade in commercio, benché molto sofisticate, non riescono a riprodurre le varie fasi di illuminazione del giorno, che presentano ciascuna diversi spettri di illuminazione.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0516/anemoni-2.jpg" alt="foto di anemoni in acquario marino"/><figcaption>Gli Anemoni riproducono il fondale marino in acquario  </figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Acqua in movimento per anemoni nell&#8217;acquario</h2><p>La temperatura può essere un altro fattore che influisce sulla sopravvivenza degli anemoni, essa non dovrebbe mai superare i 30°C né scendere sotto i 20°C. </p><p>Un altro fattore importante per mantenere in perfetta salute i nostri anemoni è la movimentazione dell’acqua. Che deve riuscire a tenere puliti i tentacoli dell’animale ma allo stesso tempo non creargli eccessivo fastidio. Non bisogna dimenticare che è proprio il movimento dell’acqua che porta all’animale sia l’ossigeno sia il cibo, e allo stesso rimuove le sostanze di scarto.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Un menù molto vario</strong></h3><p>Molti acquariofili o semplicemente curiosi si domandano: ma di cosa si nutrono gli anemoni?  La risposta non è semplice.  Molti pensano che essi mangino solamente i pesci che riescono a catturare con il loro micidiale<br>veleno. Niente di più sbagliato.</p><p>Gli anemoni si alimentano sia con alcune sostanze disciolte nell’acqua sia con pesci, alghe, insetti, vermi e molto altro.   Le diverse specie utilizzano varie strategie di &#8220;cattura”, una di queste consiste nell’intrappolare microrganismi come plancton e fitoplancton sui tentacoli per poi condurli alla bocca attraverso le ciglia.  Addirittura gli anemoni che vivono in simbiosi con i pesci pagliaccio si possono nutrire degli escrementi di quest’ultimo. </p><p>Da ciò si deduce che per potersi alimentare in maniera adeguata l’anemone deve essere esposto a una corrente che gli permetta di filtrare un giusto quantitativo di acqua; ed ottenere il cibo sufficiente per sopravvivere e per mantenersi in buona salute.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0516/anemoni-3.jpg" alt=""/><figcaption>  Gli anemoni sono infatti dei veri e propri cacciatori.  </figcaption></figure><p><strong>Gli anemoni</strong> sono dei veri e propri cacciatori che hanno messo a punto raffinate strategie di &#8220;cattura” delle loro prede.</p><p><strong>I problemi</strong> con cui l’acquariofilo può essere costretto a cimentarsi se vuole ospitare degli anemoni nella sua vasca sono legati principalmente alle caratteristiche chimiche dell’acqua; all’illuminazione oppure a un’eccessiva vicinanza con altri ospiti invertebrati. </p><p><strong>Ospitare</strong> degli anemoni in acquario è difficile perché spesso non siamo in grado di riprodurre in maniera adeguata il loro habitat naturale. <strong>La detenzione</strong> degli anemoni richiede esperienza, dedizione, tempo libero e molte attenzioni.</p><p>Sei interessato a leggere altre schede <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/anemoni-in-acquario/">Anemoni in acquario</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Pomacanthus imperator i pesce angelo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:42:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pesce Angelo della famiglia Pomacanthidae si distinguono dagli affini Pesci Farfalla perché possiedono una spina molto tagliente sulla parte posteriore dell’opercolo branchiale A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI&#160;Medico Veteirnario Il pesce angelo è dotato di un corpo compresso di fianco a forma di rombo.&#160; La loro alimentazione è un po’ particolare. Essi infatti si [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il Pesce Angelo della famiglia Pomacanthidae si distinguono dagli affini Pesci Farfalla perché possiedono una spina molto tagliente sulla</strong>   <strong>parte posteriore dell’opercolo branchiale</strong>  </p><p><strong>A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI&nbsp;Medico Veteirnario</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Il pesce angelo è dotato di un corpo compresso di fianco a forma di rombo.&nbsp;</h2><p>La loro alimentazione è un po’ particolare. Essi infatti si nutrono di invertebrati, come spugne, alghe e coralli vivi. Per questa loro specificità non è facile il loro allevamento in acquario, soprattutto per quel che riguarda alcune specie.&nbsp;</p><p>C’è da dire tuttavia che in questi ultimi anni i cibi che includono questi ingredienti un po’ più particolari si reperiscono sempre più facilmente. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Coda a ventaglio</strong></h3><p>Pomacanthus imperator, conosciuto comunemente come Pesce angelo imperatore, è un pesce d’acqua salata abbastanza comune e conosciuto tra gli acquariofili. È diffuso nell’Indopacifico, dalla Costa dell’Africa orientale (incluso il Mar Rosso), fino alle Hawaii e Australia.&nbsp;</p><p>Ha corpo di forma ovale, schiacciato lateralmente, una testa abbastanza grande, occhi prominenti, una bocca molto allungata che assomiglia a un becco e una splendida coda a ventaglio.  La livrea sia nei giovani che negli adulti è ricca e colorata, per questo è molto amato dagli acquariofili di ogni parte del mondo.&nbsp; </p><p>La colorazione molto vivace della maggior parte delle specie di Pomacanthidae e la loro particolarità di cambiare livrea una volta diventate adulte ha incuriosito e interessato&nbsp;numerosi acquariofili.Vasca ampia</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="427" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758.jpg" alt="Foto di Pesce  Angelo in primo piano" class="wp-image-51277" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758-768x432.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758-696x392.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758-1068x601.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758-745x420.jpg 745w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758-1920x1081.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/02/pesce-angelo-758-600x337.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><strong>Pesce Angelo</strong>  foto pixabay</figcaption></figure><p><br>Il Pesce angelo imperatore da adulto ha la pinna anale e il corpo entrambi gialli.&nbsp;Quest’ultimo è attraversato da linee chiare grigio-blu, che si estendono fino alla pinna dorsale, che si presenta molto appuntita negli esemplari adulti. La pinna anale al contrario mantiene lo stesso colore blu scuro dei soggetti giovani.&nbsp;La bocca è giallo rosato, con un bordo blu più chiaro. </p><p>Le pinne pelviche sono blu sfumate di rosso.&nbsp;Dato che può raggiungere circa 30 centimetri di lunghezza, necessita di essere detenuto in una vasca molto ampia, di almeno 400-500 litri</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Parenti stretti</strong></h3><p>Il Pesce angelo maculato e il Pesce angelo anulato. Il Pesce angelo maculato presenta una colorazione abbastanza particolare. I giovani hanno la tipica livrea del Pesce angelo, con disegni bianchi e blu. Con la maturità le linee bianche svaniscono e compare una sagoma a forma di mezzaluna al centro del corpo dell’animale.</p><p><br>L’adulto è grigio-violaceo, con macchie scure, soprattutto dietro alla testa e sopra gli opercoli branchiali.&nbsp;È tipico della Barriera corallina del Mar Rosso e di tutto l’Oceano Indiano occidentale.&nbsp;Il Pesce angelo anulato trae il nome dalla presenza di un anello blu sul fianco, il suo habitat è rappresentato dallo Sri Lanka fino alle isole Salomone del Pacifico.&nbsp;</p><p>I giovani hanno un corpo blu scuro con linee verticali bianche alternate, alcune più larghe altre più strette. La pinna caudale è chiara ma può presentare leggere macchie. Entrambe le specie possono arrivare a circa 40 centimetri di lunghezza e sono principalmente erbivore. </p><p>Se sei interessato ad altre schede <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/pomacanthus-imperator-i-pesce-angelo/">Pomacanthus imperator i pesce angelo</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Gli Acanturidi pesci di acqua salata</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:40:20 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla famiglia dei pesci Acanturidi appartiene un nutrito numero di specie di acqua salata, alcune delle quali conosciute con il nome comune di &#8220;Pesce chirurgo”, famose per le loro livree molto colorate, appariscenti e sgargianti. A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario Acanthurus Japonicus È diffuso nel Pacifico occidentale tropicale, dalle Filippine al [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Alla famiglia dei pesci Acanturidi appartiene un nutrito numero di specie di acqua salata, alcune delle quali conosciute con il nome comune di &#8220;Pesce chirurgo”, famose per le loro livree molto colorate, appariscenti e sgargianti.</strong></p><p><strong><em>A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario</em></strong></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Acanthurus Japonicus</strong></h2><p>È diffuso nel Pacifico occidentale tropicale, dalle Filippine al sud del Giappone, su fondali rocciosi con alghe e madreporici, dai cinque ai quindici metri di profondità. </p><p>La taglia massima di questi pesci è 18 centimetri. Questo &#8220;pesce chirurgo” è abbastanza diffuso negli acquari di molti appassionati, tuttavia la sua detenzione dovrebbe essere riservata agli acquariofili più esperti. </p><p>Infatti durante il periodo di acclimatazione nella nuova vasca è molto delicato e sensibile a diverse malattie. Per questo motivo va acquistato solo nei negozi di fiducia e sottoposto a un accurato periodo di quarantena. </p><p>Deve essere ospitato in una vasca di almeno 120 cm di lunghezza, allestita da molto tempo e di conseguenza con un arredamento sufficientemente colonizzato da alghe verdi. Se ospitato in spazi ristretti, questo splendido pesce si comporta in maniera piuttosto aggressiva nei confronti dei propri<br>simili. </p><p>Può convivere con pesci come i Chetodontidi, i Pomacantidi e altri pesci di taglia sufficiente, ma sarebbe preferibile evitare la convivenza con pesci come i Pomacentridi e simili che sono molto vivaci e voraci, tanto da impedirgli addirittura l’accesso al cibo. </p><p><strong>Acanthurus Japonicus</strong> si nutre principalmente di&nbsp; alghe e della microfauna che le ricopre, ma accetta anche cibo surgelato minuto (artemie, mysis, chironomi) e verdura cotta. </p><p>Non dobbiamo mai dimenticare di prestare attenzione al &#8220;bisturi” tagliente e leggermente velenoso che è posto su ogni lato del peduncolo caudale a cui deve il nome di &#8220;pesce chirurgo” e che è caratteristico anche di A. pyroferus.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_070817/acanthurus_pyroferus_web.jpg" alt="Acanthurus pyroferus anch’esso è diffuso nell’Indo-Pacifico, dalle Seychelles al Giappone e alla Polinesia,"/></figure><h2 class="wp-block-heading"><strong>Acanthurus pyroferus</strong></h2><p>Anch’esso è diffuso nell’Indo-Pacifico, dalle Seychelles al Giappone e alla Polinesia, su fondali rocciosi e corallini. Raggiunge la taglia massima di 25 centimetri. </p><p>Nel loro habitat naturale, i giovani di questa specie hanno una livrea variabilissima che a seconda delle zone è simile a quella dei Pomacantidi nani del genere Centropyge, come C. eibli, C. vroliki e C. flavissimus, tanto che spesso non è facile distinguerli nemmeno per i più esperti. </p><p>Questa specie di Acanturidi richiede vasche grandi di almeno 300 litri, ben avviate, con un arredamento roccioso abbondante e ricoperto di alghe. È difficile far coabitare diversi esemplari insieme. L’alimentazione è rappresentata da mangime secco in&nbsp; fiocchi, alghe, verdura cotta e cibo surgelato minuto (artemie, dafnie, mysis, chironomi).</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Naso Lituratus</strong></h3><p>È tra i pesci corallini più diffusi nella sterminata area indo-pacifica tra il Mar Rosso e le Hawaii, prevalentemente sui fondali rocciosi e sabbiosi, talvolta anche nei reef corallini. Raggiunge la taglia massima di 50 centimetri. Gli adulti di questa specie sono davvero imponenti e spettacolari, ma il loro allevamento è riservato solo agli acquariofili molto esperti. Infatti non è facile indurli ad alimentarsi. </p><p>Nuotatori instancabili, vanno per forza ospitati in vasche molto grandi, di minimo 600 litri, con rocce ben colonizzate da alghe. In natura si nutrono essenzialmente di sargassi e altre specie. L’allevamento dei giovani è decisamente più fattibile, poiché accettano volentieri cibo surgelato minuto (artemie, mysis, dafnie, chironomi), oltre ad alghe, verdura cotta e spesso anche mangimi secchi in fiocchi. </p><p>È molto complicata la coabitazione di più esemplari anche della stessa specie, a meno che non si disponga di vasche molto ampie e ricche di nascondigli. Gli adulti della specie Naso lituratus sono davvero imponenti e spettacolari, ma il loro allevamento è riservato solo agli acquariofili molto esperti.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_070817/pesce_chirurgo_giallo_web.jpg" alt="Pesce chirurgo giallo in primo piano un pesce della famiglia degli acanduri"/><figcaption><strong>Tra i pesci acanturidi c&#8217;è anche il pesce chirurgo giallo</strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Il pesce chirurgo giallo</strong></h3><p>Il pesce chirurgo giallo, Zebrasoma flavescens, è tra gli esponenti più belli di questa grande famiglia dei pesci acanturidi. Popola le acque del Pacifico occidentale tropicale a nord dell’Equatore, dal sud del Giappone alle Hawaii, soprattutto in lagune e fondali rocciosi tranquilli fino a 50 metri di profondità. </p><p>La sua taglia massima arriva ai 18 centimetri di lunghezza. È un pesce molto diffuso in acquariofilia sia per la sua spettacolare livrea gialla sia per la sua caratteristica di essere abbastanza robusto e adattabile.<br></p><p>Nel suo habitat naturale si trova solitario, in coppia o in gruppi. In acquario<br>invece manifesta una certa aggressività se non dispone di spazi sufficientemente ampi. Necessita di alimentarsi spesso e in maniera abbondante, altrimenti dimagrisce molto rapidamente. È un ottimo &#8220;mangia alghe” negli acquari di barriera, tuttavia non danneggia in nessun modo gli invertebrati.</p><p>Per leggere altre schede dei pesci <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">CLICCA QUI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/gli-acanturidi-pesci-di-acqua-salata/">Gli Acanturidi pesci di acqua salata</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>L&#8217;aquario per Ciclidi Nani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:38:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I Ciclidi nani sono un folto gruppo di pesci molto apprezzati dagli acquariofili per le loro caratteristiche e il loro fascino. A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario Apistogramma e Nanochromis Tra i più famosi si ricordano gli Apistogramma e i Nanochromis. Gli Apistogramma sono diffusi nel sud America, dal bacino dell’Orinoco a [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>I Ciclidi nani sono un folto gruppo di pesci molto apprezzati dagli acquariofili per le loro caratteristiche e il loro fascino. </strong></p><p><strong>A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario</strong></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Apistogramma e Nanochromis</strong></h2><p>Tra i più famosi si ricordano gli Apistogramma e i Nanochromis. Gli Apistogramma sono diffusi nel sud America, dal bacino dell’Orinoco a quello del Paraguay. La maggioranza delle specie è concentrata nel bacino amazzonico, soprattutto nei piccoli affluenti e nelle acque tranquille di anse e lagune. Le specie A. agassizi, A. borelli, A. cacatuoides e A. nijsseni, tutte con taglia massima sugli 8 cm (femmine 4-5 cm), sono tra le più allevate in<br>acquario.</p><p>Per l’allevamento, possono essere inseriti in acquari di comunità con pesci pacifici e tranquilli anche di piccola taglia. Infatti una coppia o un piccolo gruppo costituito da un maschio e tre femmine può vivere in una vasca a partire da 60-80 litri, arredata con molte piante, ciottoli e radici di torbiera che offrano nascondigli e luoghi per la riproduzione. </p><p>Gli Apistogramma sono tra i pochi Ciclidi nani che possono essere allevati negli acquari dedicati alle piante, tra le quali si sentono a proprio agio. I maschi sono territoriali tra loro, ma pacifici con altri pesci: possono convivere anche con Caracidi nani e altre specie di piccola taglia. È estremamente gradito un filtraggio su torba. I valori fisico-chimici dell’acqua ottimali sono: temperatura 23-28°C, pH 6,7 durezza 5-12°dGH. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Poligami</strong></h3><p>Anche se accettato, il mangime è solo un complemento alla loro dieta costituita principalmente da piccole prede vive, surgelate o liofilizzate, come artemie, dafnie, chironomi, larve di zanzara, tubifex ed enchitrei. In quasi tutte le specie il maschio è riconoscibile per la taglia più grande, la livrea più colorata e le pinne più ampie. </p><p>Questi Ciclidi sono poligami. Ogni maschio difende un territorio in cui vivono più femmine, con le quali si accoppia. La riproduzione avviene in grotte o in piccole cavità. Si possono usare gusci di noci di cocco, tubi in PVC, foratini o altro. Le uova sono circa 50-150, aderiscono alle pareti e vengono curate dalla femmina, mentre il maschio sorveglia i dintorni mostrandosi aggressivo verso gli intrusi. </p><p>Quando i piccoli cominciano a uscire dal &#8220;nido”, della loro cura e difesa si occupano entrambi i genitori. Per il primo nutrimento degli avannotti sono indicati i naupli di artemia.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0217/pesci-nanochromisweb.jpg" alt=""/><figcaption><strong>Ciclidi nani in acquario</strong></figcaption></figure><p>&nbsp;<strong>Gli Apistogramma possono essere inseriti in acquari di comunità con pesci pacifici e tranquilli.</strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Nanochromis</strong></h3><p>Questi Ciclidi nani dell’Africa occidentale sono molto apprezzati per i loro colori vivaci ma anche per il loro interessante comportamento. Tra di questi non si possono non annoverare gli esemplari del genere Nanochromis. Il loro habitat è rappresentato da acque acide e tenere e spesso la loro detenzione in acquario non è semplice. Il maschio può raggiungere i 7 cm di lunghezza mentre le femmine circa 5 cm. Il corpo è grigio chiaro oppure blu acciaio. </p><p>La pinna anale è rossa con il bordo esterno nero, le pinne ventrali sono gialle. Nella pinna caudale il bordo superiore è rosso vivo, mentre la metà inferiore è rosso-arancione. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Madri modello</strong></h3><p>Questi splendidi pesci possono essere detenuti in acquari di medie dimensioni. Dovrebbe essere collocata all’interno della vasca una folta vegetazione e delle cavità sia per fornire dei nascondigli, sia eventualmente per la deposizione. Infatti alcune specie, come Nanochromis &#8220;Kasai”, depositano circa 80-90 uova proprio sulle pareti o sulle volte delle cavità o nei fori, dove restano appese a filamenti di substrato. </p><p>Le uova vengono curate esclusivamente dalla femmina, che non abbandona mai il suo nido. Quest’ultima si occupa anche di mantenere il più possibile pulita l’acqua nella cavità che ospita le uova in un modo assolutamente particolare. Infatti rimanendo sulla soglia agita energicamente le pinne, gettando in questa maniera acqua pulita al suo interno. </p><p>Inoltre garantisce l’ossigenazione dell’ambiente muovendosi all’interno della cavità. Aspirando le uova e sottoponendole all’azione disinfettante del muco presente nella sua bocca, provvede infine a rimuovere dalla loro superficie sporco e microrganismi. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Gli Apistogramma sono diffusi nel sud America, dal bacino dell’Orinoco a quello del Paraguay.</strong></h3><p>La schiusa avviene dopo circa 60 ore dalla fecondazione. Le larve escono e rimangono appese alla volta della cavità attraverso dei filamenti di muco, fino a formare dei grappoli che oscillano nell’acqua. Passati circa 10 giorni dalla deposizione, i piccoli abbandonano la cavità nuotando nell’acquario assieme ai genitori, che provvedono a sorvegliarli e a controllare scrupolosamente il territorio circostante. Dopo circa due settimane dall’uscita dei piccoli dalla cavità è necessario trasferirli in un acquario più grande, della capacità di almeno 200 litri. Dopo tre mesi i piccoli arrivano già a misurare circa 5 centimetri e a mostrare la colorazione rossa.</p><p>Possono interessarti altre <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">schede </a></strong>di pesci da acquario</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/laquario-per-ciclidi-nani/">L&#8217;aquario per Ciclidi Nani</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>I Tetra Fantasma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:37:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Originari dell’America del Sud, i Tetra fantasma sono il Tetra nero, il Tetra rosso e il Tetra giallo. Cerchiamo di conoscerli meglio. A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario A causa della loro indole molto socievole, sarebbe preferibile ospitare gruppi di almeno una dozzina di esemplari. Adatti alla vita in acquario, i Tetra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Originari dell’America del Sud, i Tetra fantasma sono il Tetra nero, il Tetra rosso e il Tetra giallo. Cerchiamo di conoscerli meglio. </strong></p><p><strong>A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario</strong></p><h2 class="wp-block-heading">A causa della loro indole molto socievole, sarebbe preferibile ospitare gruppi di almeno una dozzina di esemplari.  </h2><p>Adatti alla vita in acquario, i Tetra fantasma hanno bisogno di spazio e di una folta vegetazione sia sui lati della vasca, sia sul fondo. Sono molto apprezzati dagli acquariofili per le loro dimensioni, non eccessive, la loro vivacità e la loro livrea. A causa della loro indole molto socievole sarebbe<br>preferibile non ospitare individui singoli e coppie, ma gruppi di almeno una<br>dozzina di esemplari. Possono essere inseriti anche altri tipi di pesci, che di<br>solito si dimostrano ottimi coinquilini dei Tetra fantasma, come per esempio i pesci Accetta, i Ciclidi nani e i pesci Matita. </p><h3 class="wp-block-heading">Hyphessobrycon megalopterus <strong>Tetra fantasma nero</strong></h3><p>Gli esemplari maschi possono raggiungere una lunghezza totale di 4 cm. Questo splendido pesce ha una particolare macchia verde chiaro brillante, di forma triangolare, sulla spalla. Negli animali adulti il sesso si riconosce, oltre che dalla diversa colorazione, anche dall’aspetto delle pinne. I maschi, infatti sono di solito grigio fumo ma durante il periodo del corteggiamento alcune pinne, come del resto una porzione del corpo, assumono il colore nero. </p><p>La femmina possiede una colorazione da rosso pallido a color carne, mentre le pinne invece sono rosse. La pinna dorsale presenta una macchia nera sulla parte esterna. All’interno del Bacino del fiume Rio Guaporé, che segna il confine tra Brasile e Bolivia, sono localizzati numerosi esemplari di Tetra fantasma nero. Sono presenti anche nel lago Mapava in Bolivia, a nord della città di Magdalena. </p><p>Il lago Mapava è uno specchio d’acqua abbastanza grande con diametro che varia da uno a diversi chilometri. Tuttavia, nella stagione più secca, le sue acque non superano mai i due metri di profondità. In tutto il lago è presente un’ampia varietà di piante palustri e acquatiche, come la Sagittaria montevidensis, Cabomba acquatica, alcune specie di Utricularia, Eichhornia aurea e molte altre.</p><p>&nbsp;Nel loro habitat naturale popolano acque tendenzialmente acide ma in cattività si adattano abbastanza bene anche ad acque con pH leggermente alcalino e durezza di media entità. </p><p>&nbsp;</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_070816/tetra3.jpg" alt=""/></figure><h3 class="wp-block-heading">Hyphessobrycon sweglesi  <strong>Tetra fantasma rosso </strong></h3><p>Gli stagni e i ruscelli presenti nell’area di diffusione del Tetra fantasma rosso sono caratterizzati in generale da acque chiare molto tenere e acide. I parametri chimico-fisici di queste acque sono: temperatura 28°C, pH 5.5 e durezza &gt; 1 °dGH e °dKN. Questo pesce fu importato per la prima volta per l’acquariofilia nel 1961. Anche in questo caso le differenze tra maschio e femmina sono molto evidenti. I maschi raggiungono una lunghezza totale di 4 cm. La grande macchia sul fianco ha di solito forma tonda. </p><p>Il corpo è rosso pallido fino alla regione ventrale, che è bianca. In particolare durante il corteggiamento o la lotta le pinne dispari e le pinne ventrali assumono un colore rosso vivo. Nelle femmine la pinna dorsale, che è decisamente più piccola, presenta una macchia nera che, a differenza del maschio, è contornata da un bordo bianco e delimitata internamente da una zona di colore arancione. &nbsp;La vasca ideale dovrebbe essere di almeno un metro di lunghezza.</p><h3 class="wp-block-heading">Hyphessobrycon roseus <strong>Tetra fantasma giallo</strong> </h3><p>Il Tetra fantasma giallo è un po’ più piccolo delle due specie precedenti: non supera infatti i 3 cm di lunghezza in totale. Inoltre, a differenza degli altri, la distinzione tra i sessi è più difficile. I maschi adulti si presentano più snelli rispetto alle femmine, che hanno un dorso molto più alto. Nelle femmine è spesso presente e molto visibile una macchia gialla nella parte anteriore della base della pinna dorsale. </p><p>Caratteristiche principali della livrea di questo particolare pesce sono la zona giallo-verde nella parte inferiore del corpo, sul lato anteriore, e un’area rossa nella parte inferiore. Le pinne anale e caudale sono bianche nella zona dei raggi anteriori. Per il resto tutte le pinne sono incolori e trasparenti. Anche in questa specie è presente una macchia piuttosto grande sul fianco, di forma più o meno rotonda.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/i-tetra-fantasma/">I Tetra Fantasma</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>I paguri di terra amici tropicali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:36:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il calcio é fondamentale per la muta dei paguri di terra, che ha una frequenza variabile in base alla grandezza e all’etá dell’individuo. A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario I paguri di terra appartengono alla famiglia Coenobitidae, suddivisa a sua volta in due generi. I Cenobitidi sono tipicamente tropicali e diffusi in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/i-paguri-di-terra/">I paguri di terra amici tropicali</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il calcio é fondamentale per la muta dei paguri di terra, che ha una frequenza variabile in base alla grandezza e all’etá dell’individuo.</strong></p><p><strong>A cura della Dott.ssa FEDERICA MICANTI &#8211; Medico Veterinario</strong></p><h2 class="wp-block-heading">I paguri di terra appartengono alla famiglia Coenobitidae, suddivisa a sua volta in due generi.</h2><p>I Cenobitidi sono tipicamente tropicali e diffusi in tutta l’area indo-pacifica, dal Mar Rosso e dalle coste orientali dell’Africa alla Polinesia e alle Hawaii. I paguri di terra si sono si sono notevolmente allontanati dall’ambiente acquatico, pur continuando in parte a dipendere da questo elemento. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Doppia natura</strong></h3><p>Periodicamente, i paguri di terra si immergono in pozze di acqua piovana o pozze create dalle maree. Chiudendo ermeticamente con le chele voluminose l’ingresso della loro conchiglia (che costituisce anche un rifugio), essi immagazzinano acqua, che costituirà la loro riserva. Allo stesso tempo, possiedono dei polmoni, seppur rudimentali, attraverso i quali riescono a respirare l’ossigeno atmosferico. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Spazzini</strong></h3><p>In natura i paguri terricoli sono dei veri e propri &#8220;spazzini” delle spiagge, infatti si nutrono di un po’ di tutto e trascorrono gran parte della loro vita in cerca di cibo, che riescono a localizzare grazie alle loro antenne molto sensibili e ai numerosi peli che ricoprono le zampe e le chele che sono in grado di captare segnali chimici dall’ambiente. </p><p>Sono anche degli instancabili cacciatori: infatti si nutrono di prede come vermi, insetti e piccoli granchi. Molte specie sono attive di giorno, altre di sera, per cui trascorrono le ore più calde al riparo. Grazie alle loro zampe robuste scavano nella sabbia e nella terra e si costruiscono delle tane che<br>utilizzano per riposarsi. </p><p><strong>I paguri sono molto resistenti e si possono anche allevare a temperatura ambiente, a patto che non scenda al di sotto dei 18°C.</strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Mangrovie e sughero</strong></h3><p>I paguri di terra si possono tranquillamente allevare. È preferibile scegliere individui della stessa taglia per evitare che i più piccoli vengano divorati dai più grandi. Si può utilizzare una vasca con coperchio, meglio se munito di una griglia per un’abbondante aerazione, delle misure di 50&#215;30 cm circa, riempita con uno strato di sabbia corallina fine alto almeno 5 cm. </p><p>L’accesso all’acqua può essere garantito inserendo una vaschetta con i bordi bassi e profonda circa 4 cm. Possiamo riempirla con acqua salata o salmastra, a seconda delle specie che vogliamo ospitare. Per l’arredamento, meglio optare per una radice di mangrovia non troppo grande e qualche corteccia di sughero arcuata. </p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0517/paguri-3.jpg" alt="Immagine di un paguro di terra"/><figcaption><strong>Paguri di terra</strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Baciati dal sole</strong></h3><p>I paguri sono molto resistenti e si possono anche allevare a temperatura ambiente, a patto che essa non scenda al di sotto dei 18°C, in caso contrario diventeranno poco attivi ritornando poi vivaci con l’inizio della stagione calda, quando sarà poi consigliabile trasferire il terrario all’aperto. </p><p>Questi animali sporcano molto sia l’acqua sia l’esterno, quindi almeno due volte alla settimana sarebbe consigliabile asportare la parte superiore del substrato della vasca, lavarlo a fondo per poi stenderlo nuovamente sulla sabbia restante. Se d’estate si espone la vasca al sole (cosa molto gradita ai paguri) ricordiamoci sempre di togliere il coperchio e lasciarne almeno una parte all’ombra.</p><p>In natura i paguri terricoli sono dei veri e propri &#8220;spazzini” delle spiagge. Sempre affamati, trascorrono gran parte della loro vita in cerca di cibo, che riescono a localizzare grazie alle loro antenne molto sensibili e ai numerosi peli che ricoprono le zampe e le chele.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Un menú molto vario</strong></h3><p>L’alimentazione è abbastanza facile: possiamo somministrare loro, alternandoli, vermi di terra e marini (entrichei, tremolini, lombrichi, arenicole e altri) camole, cibi surgelati o freschi (polpa di cozza, pesciolini interi, chironomi, krill, sarde), mangimi per crostacei in granuli o compresse, alghe, frutta con la polpa, verdure crude lavate molto bene. </p><p>Sul fondo della vasca andrebbe sparso dell’osso di seppia triturato per fornire il giusto apporto di calcio. In alternativa si può utilizzare uno speciale substrato per terrari composto da carbonato di calcio puro che viene ingerito dagli animali quando vanno alla ricerca di cibo sul fondo della vasca. </p><p>Il calcio è fondamentale per la muta dei paguri, che ha una frequenza variabile in base alla grandezza e all’età dell’individuo. Nei giovani di piccola taglia può avvenire circa 3-4 volte all’anno mentre negli<br>individui più grandi e anziani circa una volta all’anno.</p><p>Possono interessarti altre <strong><a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">schede</a></strong> di pesci d&#8217;acquario</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/acquario/scheda-acquario/i-paguri-di-terra/">I paguri di terra amici tropicali</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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