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	<title>Il mondo dei Pet | Pet Family</title>
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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 10:08:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto: la dermatologia veterinaria rappresenta una specializzazione essenziale della medicina animale, dedicata alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle patologie della pelle, delle orecchie e delle unghie in diverse specie animali. A cura del Dott. Massimo Beccati &#8211; Medico Vetinario Specialista in Dermatologia &#8211; Gruppo Ca’ Zampa [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/salute-cani-e-gatti/le-patologie-dermatologiche-nel-cane-e-nel-gatto/">Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto: la dermatologia veterinaria rappresenta una specializzazione essenziale della medicina animale, dedicata alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle patologie della pelle, delle orecchie e delle unghie in diverse specie animali.</strong></p><p>A cura del<strong> Dott. Massimo Beccati </strong>&#8211; Medico Vetinario Specialista in Dermatologia &#8211; <a href="https://www.cazampa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo Ca’ Zampa</a></p><p>Questo campo comprende una vasta gamma di condizioni, dalle allergie e infezioni fungine o batteriche alle infestazioni parassitarie, tra cui dermatite atopica cronica, irritazioni e, persino, tumori della pelle.</p><h2 class="wp-block-heading">I patologie dermatologiche del cane e del gatto e i vari approcci terapeutici</h2><p>Gli approcci terapeutici sono molteplici, tra cui creme topiche, compresse orali e farmaci iniettabili, tutti mirati non solo a curare le malattie, ma anche a preservare la salute della pelle e del pelo, contribuendo così al benessere generale dell&#8217;animale.<br>Il mercato globale della dermatologia veterinaria sta vivendo una crescita dinamica, trainata da profonde trasformazioni socio-economiche e continui progressi scientifici.<br>I disturbi dermatologici sono estremamente comuni nei cani, rappresentando il 20-35% dei casi in uno studio condotto presso un complesso clinico veterinario universitario. Le condizioni diagnosticate più frequentemente includono le infestazioni parassitarie da pulci, zecche, altri parassiti come la rogna sarcoptica/notoedrica, sebbene nuove molecole antiparassitarie ne abbiano dimezzato la percentuale clinica.</p><h2 class="wp-block-heading">La CAD: Dermatite Atopica Canina</h2><p>La dermatite atopica, soprattutto nelle stagioni primaverili ed estive con tutta la sua molteplicità sintomatica, è probabilmente l’infermità più diffusa nei cani e anche gatti in maniera cosmopolita.<br>La <em>Dermatite Atopica Canina</em> (<em>CAD</em>) è una patologia importante, con una prevalenza stimata tra il 3% e il 15%, sebbene i dati epidemiologici affidabili siano limitati a causa della complessità della diagnosi e della variabilità delle popolazioni studiate.</p><h3 class="wp-block-heading">Fattori di rischio</h3><p>Diversi fattori di rischio sono associati a condizioni dermatologiche nei cani.</p><p>L&#8217;insorgenza dei segni clinici della <em>CAD </em>avviene generalmente tra i 4 mesi e i 3 anni. La razza è un fattore predisponente, la moda di detenere determinate razze ne aumenta l’incidenza epidemiologica e può cambiare da nazione a nazione. In Italia negli ultimi anni si è evidenziata un incremento esponenziale di cani razza Bouledogue francesi, razza altamente affetta da dermatite atopica. Anche Labrador e Golden Retriever sono razze frequentemente studiate per i fattori genetici e ambientali correlati alle allergie.</p><p>L&#8217;ambiente e la stagione influenzano l&#8217;insorgenza di disturbi cutanei, con un&#8217;incidenza (recidiva stagionale, paragonabile alla nostra allergia ai pollini) maggiore durante la stagione primaverile estiva, sebbene cani che vivono in casa hanno una maggiore frequenza di <em>CAD</em>, soprattutto per l&#8217;effeto scatenante della polvere o l’acaro della polvere.</p><h3 class="wp-block-heading">Una patologia complessa</h3><p>La variabilità dei dati di prevalenza della <em>CAD </em>e dei fattori di rischio (età, sesso, razza, ambiente) nei diversi studi e nelle diverse regioni geografiche evidenzia la complessità della malattia e la necessità di un approccio diagnostico e terapeutico personalizzato.</p><p>Ciò giustifica l&#8217;investimento in strumenti diagnostici più precisi e terapie mirate che possano essere adattate al singolo individuo, piuttosto che in soluzioni generiche.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="492" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti.jpg" alt="Cane sdraiato in un campo" class="wp-image-63094" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-768x498.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-696x451.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-1068x693.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-647x420.jpg 647w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-1920x1246.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-600x389.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Dermatopatie nei gatti</h2><p>Si stima che nei felini, tra il 5% e il 15% dei pazienti presenta almeno una dermatopatia. Le condizioni più comuni variano a seconda della zona geografica e dallo stile di vita (indoor-outdoor).</p><p>Le cause più frequenti di malattie cutanee nei gatti sono le allergie al particolato atmosferico, le allergie alimentari, le sindromi eosinofiliche, le allergie alle punture di pulci e zanzare.</p><p>Nei mici che abitano prevalentemente fuori casa le zuffe tra i simili portano molto spesso a patologie traumatiche che spesso sfociano in ascessi o ferite lacero contusive.</p><h3 class="wp-block-heading">La Dermatofitosi: la tigna dei gatti</h3><p>La Dermatofitosi (tigna) è una zoonosi (infettiva per l’uomo) condizione degna di nota, soprattutto nei micini appena acquistati o immessi in casa ma trovati in ambienti esterni (cortili, strade, fattorie). Bisogna sempre recarsi dal Medico Veterinario per essere sicuri che il nostro il gattino non sia affetto; il rischio è che i nuovi proprietari dopo 7-10 giorni possono vedersi appararire sulla pelle i segni di un contagio.</p><h3 class="wp-block-heading">Fattori di rischio</h3><p>I fattori di rischio per la dermatofitosi felina includono l&#8217;età, con la più alta incidenza nei gatti di età inferiore a un anno, in particolare quelli di età inferiore a 6 mesi (84% dei casi), a causa del loro sistema immunitario immaturo.<br>Attenzione! Spesso i gattini sono privi di lesioni cutanee ma potenzialmente infettivi ugualmente!</p><p>La razza, poi, è un fattore importante, i gatti razza Persiana (a pelo lungo) sono significativamente più colpiti a causa della loro pelliccia densa, che può trattenere spore fungine e impedire una toelettatura efficace e di un sistema immunitario poco propenso ad eliminare le spore fungine.</p><p>Proseguendo, anche lo stile di vita è rilevante, con i gatti che vivono all&#8217;aperto che presentano un rischio maggiore di infestazioni parassitarie e ascessi.</p><h3 class="wp-block-heading">Segnali di allarme</h3><p>I segni comuni di malattie della pelle nei gatti includono grattamento parossistico, leccamento o masticazione del pelo e della cute, arrossamento, noduli, perdita di pelo, croste, squame, prurito generalizzato.<br>Dopo una attenta visita dermatologica e una diagnosi di certezza, la terapia è la logica conseguenza e, soprattutto, quello che si aspettano i proprietari, al fine di ovviare ai problemi dermatologici dei loro amici a quattro zampe, che sempre più spesso creano frustrazioni ad entrambi le parti.</p><h2 class="wp-block-heading">Strumenti di prevenzione</h2><p>Negli ultimi anni sempre più molecole specifiche si sono fatte breccia sul mercato farmacologico veterinario al fine di una trasformazione terapie altamente mirate.<br>Antiparassitario iniettivi dalla durata annuale (che non sono vaccinazioni), trattamenti orali antiparassitari multifunzionali mensili ed altri hanno abbattuto le incidenze delle diffuse patologie parassitarie (soprattutto demodicosi).<br>Gli inibitori della Janus Kinase (JAKi) e gli anticorpi monoclonali (mAb) stanno rivoluzionando il trattamento delle condizioni dermatologiche infiammatorie e allergiche. L&#8217;oclacitinib è un esempio ben consolidato (presente sul mercato da 10 anni) di JAKi utilizzato per la dermatite atopica nei cani.<br>Più recentemente, l&#8217;ilunocitinib e l’atinvicitinib sono stati approvati dalla FDA nel settembre 2024 per il controllo del prurito associato a dermatite allergica e atopica nei cani. Studi clinici hanno dimostrato l&#8217;efficacia di queste molecole nel ridurre significativamente il prurito e migliorare la qualità della vita nei cani e dei proprietari.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite.jpg" alt="Gatto si lecca la zampina ripetutamente" class="wp-image-63095" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Medicina responsabile</h2><p>Questo approccio alla medicina di precisione offre una maggiore efficacia e una riduzione degli effetti collaterali, migliorando il benessere degli animali e la soddisfazione dei proprietari.<br>Di fronte alla crescente preoccupazione per la resistenza agli antibiotici, la gestione antimicrobica è diventata un obiettivo importante nella dermatologia veterinaria.<br>Ciò si traduce in un uso più frequente di colture e test di sensibilità per i casi di piodermite refrattaria.<br>Il Staphylococcus pseudintermedius è stato identificato come agente causale delle infezioni comuni nel cane. A tal proposito lo sviluppo di nuove terapie non antibiotiche per le infezioni batteriche (dermocosmesi mirata e/o) e l&#8217;enfasi su una diagnostica precisa riflettono l&#8217;impegno del mercato verso una medicina responsabile, bilanciando un trattamento efficace con le preoccupazioni per la salute pubblica.</p><p>Il mercato della dermatologia veterinaria sta vivendo una forte crescita, trainato dalla crescente umanizzazione degli animali da compagnia, dall&#8217;aumento della spesa sanitaria per gli animali e dai progressi tecnologici.<br>Questi progressi, combinati con un approccio multimodale che include nutrizione e terapie topiche, migliorano significativamente la qualità della vita degli animali. Allo stesso tempo, l&#8217;enfasi sulla gestione antimicrobica e lo sviluppo di terapie non antibiotiche riflettono la crescente consapevolezza delle sfide legate alla resistenza antimicrobica.</p><h2 class="wp-block-heading">Il futuro della dermatologia</h2><p>Il futuro della dermatologia veterinaria è orientato verso la medicina personalizzata, trainata dai progressi nella genomica, e nell&#8217;analisi del microbioma.<br>Questi approcci promettono diagnosi più precise e trattamenti personalizzati.</p><p>In sintesi, il mercato della dermatologia veterinaria è dinamico e resiliente, caratterizzato da una costante innovazione e adattamento alle mutevoli esigenze dei proprietari di animali domestici e alle sfide del settore della salute animale. La sinergia tra progressi scientifici, modelli di erogazione dei servizi ottimizzati e una profonda comprensione delle dinamiche di mercato saranno essenziali per sostenere questa crescita e migliorare costantemente la salute dermatologica degli animali.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/salute-cani-e-gatti/le-patologie-dermatologiche-nel-cane-e-nel-gatto/">Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Otiti recidivanti in estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 11:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Otiti recidivanti in estate: quando il sintomo non è il problema! L&#8217;estate favorisce le otiti recidivanti a causa del clima caldo-umido e dei bagni frequenti, che creano un ambiente ideale per la proliferazione di batteri e lieviti. A questi si aggiungono fattori meccanici, come l&#8217;insidia dei forasacchi, e l&#8217;indebolimento del sistema immunitario dovuto allo stress [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Otiti recidivanti in estate: quando il sintomo non è il problema!</strong></p><p>L&#8217;estate favorisce le otiti recidivanti a causa del clima caldo-umido e dei bagni frequenti, che creano un ambiente ideale per la proliferazione di batteri e lieviti. A questi si aggiungono fattori meccanici, come l&#8217;insidia dei forasacchi, e l&#8217;indebolimento del sistema immunitario dovuto allo stress termico. In un&#8217;ottica integrata, queste ricadute stagionali non sono semplici fatalità, ma segnali di uno squilibrio profondo che richiede un intervento sul terreno individuale del paziente piuttosto che una mera soppressione del sintomo locale.</p><h2 class="wp-block-heading">Perchè certi animali soffrono spesso di otite?</h2><p>L’otite esterna è una delle presentazioni cliniche più frequenti nella pratica veterinaria su piccoli animali. Eppure, nonostante l’abbondanza di protocolli terapeutici disponibili, è anche uno dei problemi che recidiva con maggiore frequenza. Il proprietario torna in clinica, il canale auricolare è di nuovo infiammato e il ciclo ricomincia: tampone, antibiotico, cortisonico ed eventualmente antimicotico. Qualche settimana di tregua, poi di nuovo da capo. Vale la pena chiedersi il perché!</p><p>A questo, poi, si aggiungono fattori predisponenti individuali che non vanno mai trascurati: la conformazione anatomica del padiglione auricolare gioca un ruolo determinante. Razze con orecchie pendenti e canale auricolare stretto, o con abbondante peluria nel condotto, creano un ambiente caldo-umido e scarsamente ventilato che favorisce la proliferazione di batteri e lieviti. In questi soggetti (come i brachicefali o i gatti con conformazioni particolari) la recidiva è fisiologicamente attesa se non si interviene sulle cause scatenanti.</p><p>La medicina convenzionale tende a trattare l’otite come un problema localizzato solo alle orecchie: un canale auricolare infiammato, un agente patogeno da eliminare, un’infiammazione da spegnere. Questo approccio, però, funziona solo nel breve termine: il sintomo regredisce e il proprietario è soddisfatto. Ma ciò non risponde alla domanda fondamentale: perché quell’animale continua a ripresentare spesso quella lesione?</p><p>Chi lavora con una visione integrata del paziente sa che l’orecchio non si infiamma da solo, come se fosse il pezzo di una macchina che non funziona. Bisogna sempre considerare il paziente come un tutt’uno. Per cui anche un’otite recidivante è quasi sempre l’espressione locale di uno squilibrio generale (immunitario, metabolico o alimentare) che il trattamento sintomatico non tocca perché non può arrivarvi. Anzi, in molti casi lo aggrava.</p><h2 class="wp-block-heading">Il problema della soppressione del sintomo</h2><p>Antibiotici e cortisonici sono strumenti potenti ma, se usati ripetutamente su un paziente già in difficoltà, rischiano di rivelarsi controproducenti: eliminare il sintomo senza risolvere la causa significa spesso spostare il problema altrove o in profondità.<br>Il Veterinario Omeopata osserva spesso questa dinamica. Prendiamo ad esempio un animale trattato più volte per otite con terapie soppressive che, nel tempo, sviluppa problemi cutanei diffusi, disturbi gastrointestinali, o alterazioni comportamentali Il sintomo si è spostato. L’organismo continua a esprimere il suo disagio, ma in forme diverse, spesso più difficili da gestire. Questa non è una critica ideologica alla farmacologia bensì un’osservazione clinica che chiunque lavori su pazienti cronici ha modo di fare.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="556" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate.jpg" alt="Cane al mare" class="wp-image-63030" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-768x563.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-696x510.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-1068x783.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-572x420.jpg 572w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-1920x1408.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">La dieta… fattore ampiamente sottovalutato</h2><p>Un elemento che nella gestione convenzionale dell’otite recidivante viene spesso trascurato è l’alimentazione.<br>Eppure il legame tra dieta, stato infiammatorio cronico e salute della cute (di cui il canale auricolare è parte integrante) è apiamente documentato.<br>L’esperienza clinica con pazienti alimentati con diete naturali e specie-specifiche mostra una riduzione significativa delle recidive, anche in soggetti con storia otologica importante.</p><p>La dieta <em>BARF </em>(<em>Bone And Raw Food o Biologically Appropriate Raw Food</em>), ad esempio, è una dieta a crudo basata su scrupolose modalità di preparazione, eticamente corretta per la relativa specie di appartenenza e contenente le parti della preda che caccerebbero in natura. Ogni piano nutrizionale, infatti, deve essere personalizzato, ossia essere studiato e formulato in base alle esigenze nutrizionali specifiche di ogni singolo soggetto. Modificare il tipo di alimentazione non sempre è sufficiente, ma è quasi sempre necessario.</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa può cambiare con un approccio diverso</h2><p>Lavorare su un paziente con otite recidivante in ottica omeopatica significa innanzitutto fare una cosa semplice ma spesso trascurata: guardare l’animale nella sua totalità.<br>La storia clinica completa, le modalità di comparsa e aggravamento, il temperamento, le abitudini e lo stato generale.<br>L’orecchio è la porta d’ingresso, non la destinazione. L’obiettivo non è spegnere semplicemente l’otite, ma capire cosa sta cercando di dire quell’organismo, e aiutarlo a trovare un equilibrio più stabile. Quando questo riesce, le recidive si diradano, non perché si sia soppresso qualcosa, ma perché qualcosa di più profondo è cambiato.</p><p>In conclusione, l’otite recidivante è una sfida clinica reale. Liquidarla come un problema di gestione locale, da affrontare ogni volta con lo stesso protocollo, significa perdere l’occasione di aiutare davvero il paziente.</p><p>Una lettura più ampia, che consideri il tipo di alimentazione eticamente corretta, la storia terapeutica, lo stato immunitario, la risposta individuale dell’animale e la conformazione del padiglione auricolare di certe razze, che aggrava tutto, possono fare la differenza tra un paziente che guarisce e uno che recidiva all’infinito.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/salute-cani-e-gatti/otiti-recidivanti-in-estate/">Otiti recidivanti in estate</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Regole per viaggiare con cane e gatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Aug 2026 09:34:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSIGLI DI STAGIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’estate, per molti, è sinonimo di vacanze; ma quale sono le regole per viaggiare con cane e gatto? In questo articolo parliamo di come viaggiare in estate con cane o gatto in tutta sicurezza. &#160;A cura di Elena Braghin Giornalista e copywriter freelance La prima cosa è informarsi con molta attenzione, sia riguardo alla destinazione [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>L’estate, per molti, è sinonimo di vacanze; ma quale sono le regole per viaggiare con cane e gatto? In questo articolo parliamo di come viaggiare in estate con cane o gatto in tutta sicurezza.</strong></p><p><strong><em>&nbsp;A cura di Elena Braghin</em></strong> <a href="https://www.elenabraghin.com/chi-sono" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Giornalista e copywriter freelance </a></p><p>La prima cosa è informarsi con molta attenzione, sia riguardo alla destinazione che riguardo al mezzo di trasposto. Le regole possono variare molto ed è meglio partire preparati per evitare brutte sorprese.</p><h2 class="wp-block-heading">Regole per viaggiare con il cane o il gatto in Italia o all’estero</h2><p>Quando ci si sposta con cane e gatto all’interno del territorio italiano sarebbe buona norma portare sempre con sé il loro libretto delle vaccinazioni. I viaggi all’estero, invece, richiedono documentazioni più specifiche.<br>Per viaggiare all’interno del territorio europeo è necessario essere in possesso del passaporto per animali in corso di validità, al cui interno siano riportati i dati del proprietario e i dati dell’animale, compreso numero di microchip (o del tatuaggio se applicato prima del 3 luglio 2011), l’avvenuta vaccinazione antirabbica e il trattamento contro la Tenia Echinococcus Multilocularis, così come stabilito dal Regolamento UE n. 576/2013.</p><p>Se siete diretti verso territori extraeuropei, il consiglio è di leggere attentamente le norme d’ingresso dello Stato di destinazione. Prestate molta attenzione a queste regole, perché, oltre alle vaccinazioni, potrebbe essere richiesto un periodo di quarantena per gli animali in arrivo, da effettuarsi presso strutture indicate dal Governo locale. In certi Paesi non è consentito introdurre alcuni animali, per cui al vostro arrivo in aeroporto potrebbe esservi richiesto di tornare indietro, oppure, nei casi peggiori, potrebbe essere previsto anche l’abbattimento dell’animale.<br>Attenzione, anche in Europa ci sono paesi che non ammettono l’ingresso ad alcune razze di cane. Ad esempio, in Germania è vietato introdurre Pitbull-Terrier, American Staffordshire Terrier, Staffordshire Bullterrier, Bullterrier ed anche incroci tra queste.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="572" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza.jpg" alt="" class="wp-image-63014" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza-768x579.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza-696x525.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza-1068x805.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza-556x420.jpg 556w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza-1920x1448.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1287840150-cane-gatto-in-vacanza-600x452.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Viaggiare in estate con cane o gatto in auto…</h2><p>Ogni mezzo di trasporto ha le sue regole per viaggiare in compagnia degli animali.<br>La macchina è una delle scelte preferite da chi si sposta con cane e gatto, ma anche in questo caso è necessario rispettare delle norme. Il Codice della strada regola il trasporto di animali da compagnia con l’art. 169, comma 6, stabilendo che «[…] è vietato il trasporto di animali domestici in numero superiore a uno e comunque in condizioni da costituire impedimento o pericolo per la guida.</p><p>È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo».<br>Gli animali a bordo della macchina devono viaggiare in condizioni di sicurezza per sé e per gli altri. I trasgressori rischiano una sanzione amministrativa, cioè il pagamento di una multa da 87€ a 344€.</p><h3 class="wp-block-heading">… in treno…</h3><p>Le regole per viaggiare in treno, nave o aereo con i propri animali domestici cambiano da vettore a vettore; pertanto è fondamentale informarsi sulle regole di ogni singola compagnia prima di intraprendere il viaggio.<br>In treno, solitamente, è consentito il trasporto di animali di piccola taglia senza alcun sovrapprezzo, mentre per i cani di media e grossa taglia è previsto il pagamento di un posto a sedere al 50% del suo prezzo.<br>Per gli animali di piccola taglia come gatti e furetti è richiesto il trasportino, mentre per i cani è obbligatorio l’utilizzo del guinzaglio (non più lungo di un metro e cinquanta) e potrebbe essere richiesto l’uso della museruola in caso di necessità. L’accesso gli animali è solitamente vietato nel vagone ristorante, ad eccezione dei cani guida.</p><h3 class="wp-block-heading">… in nave…</h3><p>In nave è vietato lasciare gli animali all’interno delle vetture. Per i viaggi lunghi è possibile prenotare, con anticipo, delle cabine pet-friendly. Gatti, conigli e furetti sono solitamente ammessi se viaggiano nel trasportino.<br>I cani di grossa taglia possono viaggiare sui ponti esterni o, se presenti, nei canili di bordo. Normalmente le compagnie richiedono certificato di buona salute dell’animale, microchip e vaccinazioni.<br>La documentazione richiesta potrebbe variare in base alla destinazione, pertanto verificate bene le regole prima di ogni partenza. Nelle aree comuni i cani vanno sempre tenuti al guinzaglio.</p><h3 class="wp-block-heading">… o in aereo!</h3><p>In aereo non è semplice viaggiare con i propri animali da compagnia.<br>Se decidiamo per questo mezzo di trasporto è fondamentale leggere attentamente i regolamenti di viaggio delle diverse compagnie aeree.<br>I viaggi in cabina con i passeggeri sono solitamente riservati ad animali di piccola taglia, che possano stare comodamente all’interno di trasportini dalle dimensioni idonee ad essere inseriti sotto il sedile del passeggero.<br>Inoltre, raramente viene consentito l’accesso a più di uno o due animali sul totale di passeggeri a bordo, pertanto è essenziale informarsi attentamente se non si vuole rischiare di far viaggiare il proprio animale in stiva.<br>La stiva degli aerei solitamente è organizzata con una parte di spazio dedicata all’uso di gabbie per il trasporto di animali. Il viaggio in stiva è spesso stressante e traumatico per gli animali, per cui valutate bene questa opzione prima di mettervi in viaggio con loro.<br>Anche in questo caso la documentazione richiesta può variare a seconda della destinazione; in generale, tutte le compagnie aree richiedono almeno il certificato di buona salute dell’animale e il libretto delle vaccinazioni.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="557" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1.jpg" alt="" class="wp-image-63015" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1-768x564.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1-696x511.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1-1068x784.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1-571x420.jpg 571w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1-1920x1410.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-2228570937-gatto-finestra-aereo-1-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Hotel e case vacanze</h2><p>Quando si prenota una camera d’albergo o una casa vacanze è necessario rendere noto che si intende viaggiare con il proprio animale. Non tutte le strutture ammettono gli animali al loro interno.<br>Alcune richiedono un sovrapprezzo.<br>Esistono anche strutture pet-friendly dove gli animali sono ben accetti gratuitamente e dove sono previsti anche appositi spazi per il loro svago e divertimento.</p><h2 class="wp-block-heading">La spiaggia</h2><p>In Italia le spiagge non mancano, ma è bene sapere che non tutte sono aperte agli animali. Anzi, diversi comuni non accettano animali sul litorale.</p><p>Di nuovo, è importante informarsi sulla destinazione prescelta al fine di evitare spiacevoli sorprese e multe salate. Esistono, comunque, spiagge dedicate dove è possibile godere del sole e del mare in compagnia dei propri quattrozampe.</p><h2 class="wp-block-heading">L’abbandono di animale</h2><p>Purtroppo, con le vacanze e i viaggi estivi si assiste ancora troppo spesso al fenomeno dell’abbandono di animali.<br>L’abbandono di animali è reato, punito con l’arresto fino ad un anno e l’ammenda da 1.000€ a 10.000€, come previsto dall’art. 127 del Codice Penale. Se doveste assistere ad un episodio di abbandono o di maltrattamento di animale non esitate a contattare le Forze dell’Ordine, chiamando il numero unico delle emergenze 112. In caso di abbandono, per poter perseguire il colpevole, è necessario effettuare denuncia, depositabile presso qualsiasi Procura o Autorità di pubblica sicurezza.</p><p>Altri<a aria-label=" articoli (apre in una nuova scheda)" href="https://petfamily.it/?s=viaggiare+con+cane+e+gatto" target="_blank" rel="noreferrer noopener"> articoli</a> su come viaggiare.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/consigli-di-stagione/regole-viaggiare-cane-gatto/">Regole per viaggiare con cane e gatto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Documenti di viaggio per i pet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 10:21:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Documenti di viaggio per i pet: vediamo insieme cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare per nostre vacanze a sei zampe! A cura di ELENA BRAGHIN &#8211; www.elenabraghin.com Muoversi all’interno dell’Unione Europea è abbastanza semplice, ma richiede alcune certificazioni che attestino la proprietà e le idonee condizioni di salute dell’animale in viaggio. Il fine è la tutela [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Documenti di viaggio per i pet: vediamo insieme cosa non dobbiamo assolutamente dimenticare per nostre vacanze a sei zampe!</strong></p><p>A cura di <strong>ELENA BRAGHIN </strong>&#8211; <a href="https://www.elenabraghin.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.elenabraghin.com</a></p><p>Muoversi all’interno dell’Unione Europea è abbastanza semplice, ma richiede alcune certificazioni che attestino la proprietà e le idonee condizioni di salute dell’animale in viaggio. Il fine è la tutela della salute pubblica e la prevenzione di abusi ai danni degli stessi animali.</p><p>Vediamo più nel dettaglio quali sono i documenti di viaggio necessari per cani, gatti e furetti.</p><h2 class="wp-block-heading">Il microchip</h2><p>Gli animali da compagnia devono essere dotati di un microchip, seguendo i requisiti tecnici indicati dal Regolamento europeo sulla tracciabilità degli animali da compagnia. In alternativa, devono essere dotati di un tatuaggio leggibile se applicato prima del 3 luglio 2011.</p><p>Il microchip è elemento essenziale per il rilascio del passaporto europeo per animali da compagnia.</p><h2 class="wp-block-heading">Il passaporto europeo per i pet</h2><p>Documento di viaggio per eccellenza per gli animali da compagnia residenti nell’Unione Europea: il passaporto europeo è il documento di identificazione di cani, gatti e furetti ed è obbligatorio per i viaggi all’interno del territorio europeo.<br>Contiene i dati e la descrizione dell’animale, i dati del proprietario, del libretto sanitario (con l’elenco delle vaccinazioni) e i dati del Medico Veterinario che ha rilasciato il documento.</p><p>Il passaporto per animali è valido a vita, se vengono mantenute attive le vaccinazioni obbligatorie e può essere richiesto presso qualsiasi Veterinario autorizzato al suo rilascio.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="519" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1.jpg" alt="" class="wp-image-62937" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1-768x525.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1-218x150.jpg 218w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1-696x476.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1-1068x731.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1-613x420.jpg 613w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1-1920x1314.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-dentro-trasportino-1-600x410.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">L’antirabbica</h2><p>Per poter viaggiare, gli animali da compagnia devono essere stati vaccinati contro la rabbia sempre da un Veterinario.</p><p>La prima vaccinazione può essere effettuata solo sui pet con almeno 3 mesi di vita (12 settimane), ma per poter viaggiare bisogna attendere altri 21 giorni dalla vaccinazione affinché l’immunità contro la rabbia sia effettiva. Pertanto, è bene valutare con il proprio Veterinario di fiducia i tempi di vaccinazione prima del viaggio.</p><p>L’antirabbica necessita di dosi di richiamo da effettuare prima della scadenza per garantire una copertura senza interruzioni. Il richiamo può essere annuale oppure ogni 3 anni, a seconda della casa produttrice del vaccino. Se la copertura antirabbica fosse interrotta, sarebbe necessario ripetere l’iter della prima vaccinazione e attendere nuovamente i 21 giorni dopo l’iniezione per riprendere a viaggiare.</p><h2 class="wp-block-heading">Trattamenti antiparassitari</h2><p>Alcuni paesi richiedono ulteriori trattamenti antiparassitari per poter accedere ai loro territori: è il caso di Finlandia, Irlanda, Irlanda del Nord, Malta e Norvegia che richiedono per i cani il trattamento contro la tenia Echinococcus multilocularis da effettuare presso un ambulatorio veterinario prima del viaggio (da 1 fino a 5 giorni prima).</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa succede se non portiamo con noi i documenti di viaggio dei nostri pet</h2><p>È fondamentale verificare sempre la documentazione necessaria per accedere al paese di destinazione.<br>In Europa, ad esempio, dal 1° gennaio 2021 i passaporti europei per gli animali da compagnia, precedentemente rilasciati ai residenti in Gran Bretagna, non sono più validi per viaggiare verso i paesi dell’UE e in Irlanda del Nord.<br>Sul sito dell’UE, www.europa.eu, è possibile verificare i documenti necessari ad accedere al territorio europeo con i propri animali da compagnia, in base al paese di origine, con un semplicissimo strumento messo a disposizione degli utenti.<br>Qualora la documentazione non fosse idonea le autorità competenti potrebbero predisporre il rimpatrio dell’animale o la sua presa in custodia per un periodo di quarantena. Nel peggiore dei casi possibili, se non fossero disponibili le due precedenti alternative, l’autorità competente potrebbe richiedere la soppressione dell’animale.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="586" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1.jpg" alt="" class="wp-image-62938" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1-768x593.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1-696x538.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1-1068x825.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1-543x420.jpg 543w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1-1920x1484.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/cane-vacanza-in-famiglia-1-600x463.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">L’autorizzazione al viaggio con altri</h2><p>Dal 22 aprile 2026 le regole europee per i viaggi con cani, gatti e furetti sono state aggiornate e ampliate dal Regolamento delegato 2026/131.<br>Sono stati introdotti requisiti più rigorosi riguardanti la documentazione necessaria quando gli animali da compagnia viaggiano con una &#8220;persona autorizzata&#8221; non proprietaria degli animali.<br>Ora, il proprietario deve scrivere e firmare un’autorizzazione al viaggio con altri da allegare ai documenti già obbligatori. La dichiarazione deve anche specificare che il viaggio dell’animale non avviene per motivi commerciali e vige l’obbligo per il proprietario di riunirsi al proprio pet entro 5 giorni dal suo viaggio con la persona autorizzata.</p><p>Quanto indicato si riferisce ai documenti necessari per i viaggi privati, cioè i viaggi non commerciali che non comportano un passaggio di proprietà o una vendita. Inoltre, se si vuole viaggiare con altri animali da compagnia che non siano cani, gatti o furetti, si consiglia di verificare le norme nazionali del paese che si intende visitare.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/curiosita-pet/documenti-di-viaggio-per-i-pet/">Documenti di viaggio per i pet</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Pet Detective</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2026 10:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pet detective: come si trovano gli animali smarriti. A cura di FEDERICA CATALANO Ogni anno in Italia migliaia di cani e gatti si smarriscono. Alcuni vengono ritrovati nel giro di poche ore, altri dopo giorni o settimane, altri ancora sembrano sparire nel nulla.Quando accade, il tempo assume un peso diverso: le ore si dilatano, le [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Pet detective: come si trovano gli animali smarriti.</strong></p><p>A cura di <strong>FEDERICA CATALANO</strong></p><p>Ogni anno in Italia migliaia di cani e gatti si smarriscono. Alcuni vengono ritrovati nel giro di poche ore, altri dopo giorni o settimane, altri ancora sembrano sparire nel nulla.<br>Quando accade, il tempo assume un peso diverso: le ore si dilatano, le telefonate si moltiplicano, i social diventano un punto di appoggio e la speranza oscilla continuamente tra fiducia e paura.</p><p>Chi ha vissuto questa esperienza sa quanto sia destabilizzante. La casa sembra improvvisamente più vuota, ogni notifica sul telefono fa sobbalzare, ogni segnalazione accende una possibilità. In quei momenti si farebbe qualunque cosa pur di riportare a casa il proprio animale.<br>Negli ultimi anni si è iniziato a parlare anche di &#8220;pet detective&#8221;, un’espressione simbolica che richiama l’idea dell’investigatore, ma che in realtà descrive un’attività molto concreta: il ritrovamento operativo di animali smarriti, scappati o rubati. In Italia esistono organizzazioni strutturate che si occupano proprio di questo, intervenendo sul territorio con metodo e competenze specifiche.<br>La prima realtà nata con un intervento organizzato e continuativo ha avuto origine a Bergamo, diventando nel tempo un punto di riferimento per ricerche in tutta la penisola.<br>Ma come funziona davvero una ricerca? E cosa aumenta concretamente le probabilità di riportare a casa un animale?</p><h2 class="wp-block-heading">Il primo passo? Capire perché è scappato</h2><p>Ogni smarrimento ha una storia diversa, ma quasi sempre è legato a un evento scatenante: un forte rumore, uno spavento improvviso, un cancello lasciato aperto, un trasloco recente, un momento di distrazione, etc. In quell’istante l’animale entra in una condizione di stress e disorientamento, e il suo comportamento può cambiare radicalmente.<br>È importante comprendere che un animale in fuga non ragiona come farebbe in una situazione normale. L’istinto di sopravvivenza prende il sopravvento e può portarlo a nascondersi, a correre senza meta o a evitare qualsiasi contatto umano, anche con il proprio proprietario. Non è mancanza di riconoscimento o di affetto: è una risposta automatica alla paura.</p><p>Per questo motivo, una ricerca efficace non può basarsi solo sull’improvvisazione o sull’istinto. Richiede analisi della situazione, osservazione del contesto e conoscenza del comportamento animale. Capire il &#8220;perché&#8221; della fuga aiuta a prevedere il &#8220;come&#8221; e il &#8220;dove&#8221;.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="587" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1.jpg" alt="Gatto smarrito nascosto" class="wp-image-62923" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1-768x594.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1-696x538.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1-1068x827.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1-542x420.jpg 542w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1-1920x1486.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/gatto-nascosto-spaventato-1-600x464.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Una ricerca strategica: cane e gatto non si cercano allo stesso modo</h2><p>Uno degli aspetti più importanti riguarda la differenza tra cane e gatto.<br>Un cane smarrito, soprattutto se impaurito, tende spesso ad allontanarsi rapidamente dal punto di fuga. Può percorrere anche diversi chilometri, seguendo strade, sentieri o zone aperte. In alcuni casi si sposta prevalentemente nelle ore notturne o all’alba, quando l’ambiente è più silenzioso e percepito come meno minaccioso. Se inseguito, può continuare a correre, aumentando ulteriormente la distanza. Un gatto smarrito, invece, nella maggior parte delle situazioni resta relativamente vicino al punto in cui è scomparso.<br>La sua reazione più frequente è quella di nascondersi in luoghi stretti e silenziosi (garage, cantine, cortili, siepi, capanni) e rimanere immobile anche per giorni, senza rispondere ai richiami. Il silenzio, in questi casi, non è un segnale di assenza, ma di paura. Comprendere questa differenza è fondamentale, perché spesso si commette un errore comune: si cerca un gatto troppo lontano e un cane troppo vicino. La strategia, invece, deve adattarsi alla specie, al carattere dell’animale e alle circostanze della scomparsa.</p><h2 class="wp-block-heading">Come si organizza una ricerca sul territorio</h2><p>Una ricerca strutturata parte sempre dalla ricostruzione dei fatti: orario preciso, dinamica della fuga, condizioni ambientali, presenza di testimoni, eventuali segnalazioni. Ogni dettaglio può diventare un indizio utile.<br>Successivamente si passa allo studio dell’area. Strade trafficate, campi, boschi, corsi d’acqua, zone industriali o residenziali influenzano in modo diverso i movimenti dell’animale. Anche la presenza di altri animali, di fonti di cibo o di rifugi naturali può orientare la ricerca.<br>Le segnalazioni vengono raccolte e valutate con attenzione. Non tutte sono attendibili, ma se analizzate con coerenza possono aiutare a ricostruire una possibile traiettoria. In alcuni casi si utilizzano strumenti come fototrappole o punti di monitoraggio, soprattutto quando l’animale è diffidente e si muove solo in determinati orari.<br>Il fattore tempo è decisivo: le prime 24-48 ore sono spesso cruciali per circoscrivere l’area e aumentare le probabilità di successo.</p><h2 class="wp-block-heading">Gli errori dettati dall’ansia</h2><p>Quando un animale scompare è naturale reagire con impulso. Tuttavia, alcune azioni possono involontariamente complicare la ricerca. Inseguire un cane spaventato può indurlo a correre ancora più lontano. Muoversi in gruppo facendo rumore può aumentare il suo stato di allerta.<br>Anche chiamare insistentemente un gatto nascosto può spingerlo a restare immobile per paura. L’ansia è comprensibile, ma ciò che fa davvero la differenza è la capacità di mantenere lucidità e coordinamento, soprattutto nelle prime fasi. Agire con metodo è spesso più efficace che moltiplicare le azioni in modo disordinato.</p><h2 class="wp-block-heading">Il ruolo della prevenzione</h2><p>Il microchip rappresenta lo strumento più efficace per garantire il ritorno a casa quando un animale viene trovato da qualcuno o recuperato da un Medico Veterinario. Affinché sia davvero utile, però, deve essere registrato correttamente e con dati aggiornati. La prevenzione passa anche da attenzioni quotidiane: controllare recinzioni e cancelli, utilizzare sistemi di sicurezza adeguati durante le passeggiate, proteggere balconi e finestre e valutare dispositivi di localizzazione nei soggetti più inclini alla fuga. Piccole accortezze possono ridurre significativamente il rischio o, in caso di smarrimento, facilitare il rientro.</p><figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="758" height="547" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1.jpg" alt="" class="wp-image-62920" style="width:840px;height:auto" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1-768x554.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1-324x235.jpg 324w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1-696x502.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1-1068x770.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1-582x420.jpg 582w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1-1920x1385.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1345538896-ragazza-cerca-il-gatto-1-600x432.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Oltre la ricerca, il legame</h2><p>L’idea di &#8220;pet detective&#8221;, quindi, non è un’immagine cinematografica, ma il simbolo di un lavoro reale, fatto di esperienza, metodo e pazienza. Un lavoro che spesso si svolge lontano dai riflettori, tra strade percorse più volte e segnalazioni da verificare, con un solo obiettivo: riportare a casa chi si è perso. Perché quando un animale scompare, non manca solo un cane o un gatto. Manca una presenza quotidiana, un’abitudine silenziosa, un pezzo di vita.<br>E chi resta ad aspettare lo sa: ogni giorno senza notizie è un vuoto che pesa, ogni piccola speranza diventa enorme, ogni avvistamento sembra un appiglio.</p><p>Eppure, anche nei momenti più difficili, la ricerca continua. Perché ritrovare un animale significa molto più che chiudere un caso: significa restituire serenità, ricucire un legame e riportare al suo posto qualcosa che, in una famiglia, non è mai stato &#8220;solo un animale&#8221;.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/curiosita-cani-e-gatti/pet-detective/">Pet Detective</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Estate con cane e gatto!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Jul 2026 12:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSIGLI DI STAGIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Estate con cane e gatto: l’estate è sinonimo di giornate più lunghe, vacanze, passeggiate all’aria aperta e momenti da condividere con i nostri animali. A cura di FEDERICA CATALANO Per cani e gatti, però, la stagione calda può diventare anche un periodo delicato, fatto di alte temperature, cambiamenti nella routine e rischi spesso sottovalutati. Gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/consigli-di-stagione/estate-con-cane-e-gatto/">Estate con cane e gatto!</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Estate con cane e gatto: l’estate è sinonimo di giornate più lunghe, vacanze, passeggiate all’aria aperta e momenti da condividere con i nostri animali.</strong></p><p>A cura di <strong>FEDERICA CATALANO</strong></p><p>Per cani e gatti, però, la stagione calda può diventare anche un periodo delicato, fatto di alte temperature, cambiamenti nella routine e rischi spesso sottovalutati.</p><p>Gli animali soffrono il caldo molto più di quanto immaginiamo: a differenza delle persone, infatti, non sudano attraverso tutto il corpo e hanno una capacità limitata di disperdere il calore. Per questo motivo è fondamentale adattare le abitudini quotidiane alle loro esigenze, imparando a riconoscere i segnali di disagio e adottando piccoli accorgimenti che possono fare una grande differenza nel loro benessere.</p><h2 class="wp-block-heading">Estate con cane e gatto: attenzione al caldo! </h2><h3 class="wp-block-heading">I rischi da non sottovalutare</h3><p>Cani e gatti regolano la temperatura corporea in modo diverso rispetto agli esseri umani. I cani disperdono il calore principalmente attraverso l’ansimare e, in minima parte, tramite i polpastrelli. I gatti, per tenere sotto controllo la propria temperatura, tendono a limitare spontaneamente i movimenti nelle ore più calde, cercando luoghi freschi e ombreggiati.</p><p>Le alte temperature possono diventare particolarmente pericolose soprattutto per alcune categorie di animali. Cuccioli, soggetti anziani, pet in sovrappeso, animali con problemi cardiaci o respiratori e razze brachicefale (come Bulldog, Carlini e Persiani). In questi casi il rischio di colpo di calore aumenta notevolmente.</p><p>I sintomi non vanno mai sottovalutati: affanno eccessivo, salivazione intensa, debolezza, vomito, gengive molto rosse, tremori o difficoltà a camminare possono indicare una situazione d’emergenza. Nei casi più gravi il colpo di calore può provocare danni neurologici e mettere seriamente a rischio la vita dell’animale.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane.jpg" alt="Cane in vacanza con la famiglia" class="wp-image-62896" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1391407240-famiglia-in-vacanza-con-il-cane-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Per questo motivo è fondamentale evitare attività intense nelle ore centrali della giornata e garantire sempre ambienti freschi, ventilati e con zone d’ombra.<br>Un errore ancora troppo frequente è lasciare il cane in auto &#8220;solo per pochi minuti&#8221;: anche con i finestrini leggermente aperti, la temperatura interna può aumentare rapidamente e diventare letale in pochissimo tempo.</p><h2 class="wp-block-heading">Alimentazione e idratazione: cosa cambia in estate</h2><p>Con il caldo molti animali tendono a mangiare meno, ed è una risposta del tutto naturale. Durante l’estate è consigliabile preferire pasti più leggeri e facilmente digeribili, eventualmente suddividendoli in porzioni più piccole distribuite durante la giornata.</p><p>L’aspetto più importante resta però l’idratazione. Acqua fresca e pulita deve essere sempre disponibile, sia in casa sia durante passeggiate o viaggi. Alcuni animali bevono poco per abitudine, quindi può essere utile posizionare più ciotole in diversi punti della casa oppure utilizzare fontanelle, particolarmente apprezzate dai gatti.</p><p>Anche il cibo umido può contribuire ad aumentare l’apporto di liquidi. In alcuni casi si possono preparare snack freschi o ghiaccioli adatti agli animali, utilizzando ingredienti sicuri e approvati dal proprio Medico Veterinario. È importante però evitare improvvisazioni: molti alimenti estivi, formulati per il consumo umano, possono essere inadatti o tossici per i pet.</p><p>Un altro aspetto spesso sottovalutato riguarda la conservazione del cibo. Con le alte temperature, alimenti lasciati troppo a lungo nelle ciotole possono deteriorarsi rapidamente e favorire disturbi gastrointestinali.</p><p>In estate è, quindi, importante controllare con maggiore attenzione la freschezza degli alimenti e pulire frequentemente ciotole e dispenser.</p><figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="758" height="576" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta.jpg" alt="Gatto: passeggia in pineta" class="wp-image-62897" style="width:840px;height:auto" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta-768x583.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta-696x528.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta-1068x811.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta-552x420.jpg 552w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta-1920x1458.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-1305655452-gattino-al-guinzaglio-in-pineta-600x455.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Passeggiate e attività: scegliere gli orari giusti</h2><p>Le uscite estive richiedono qualche attenzione in più. Le passeggiate dovrebbero essere fatte preferibilmente al mattino presto o alla sera, quando le temperature sono più basse e l’asfalto meno caldo. Molte persone non si rendono conto che il terreno può raggiungere temperature elevatissime. L’asfalto rovente può provocare ustioni ai polpastrelli, causando dolore, irritazioni e difficoltà nel camminare.</p><p>Una regola semplice è appoggiare il dorso della mano sull’asfalto per alcuni secondi: se è troppo caldo per noi, lo è anche per il cane. Durante le uscite è importante portare sempre acqua fresca e fare pause frequenti, soprattutto se si praticano escursioni o attività sportive. Anche il gioco deve essere moderato: correre o giocare troppo sotto il sole può affaticare rapidamente l’animale.<br>Per i gatti che vivono in appartamento, invece, può essere utile creare zone fresche e tranquille in cui rifugiarsi durante il giorno, evitando ambienti troppo chiusi o poco ventilati.</p><h2 class="wp-block-heading">Vacanze e viaggi con gli animali</h2><p>Sempre più famiglie scelgono di partire con i propri animali, ma organizzare una vacanza pet-friendly richiede attenzione e pianificazione. Durante i viaggi in auto è fondamentale fare soste frequenti, garantire una buona ventilazione e non esporre mai trasportini o sedili al sole diretto.<br>Anche nei tragitti più brevi bisogna assicurarsi che il pet abbia sempre accesso all’acqua e possa viaggiare in sicurezza.</p><p>Prima della partenza è utile verificare che la struttura scelta accetti davvero gli animali e disponga di spazi adatti alle loro esigenze. Mare, montagna e campeggi possono essere esperienze bellissime, ma ogni animale ha tempi e sensibilità diverse: alcuni amano esplorare, altri possono vivere gli spostamenti con ansia e stress.</p><p>Anche in vacanza è importante mantenere il più possibile una routine stabile fatta di orari regolari, momenti di riposo e punti di riferimento familiari. Portare con sé una coperta, un gioco o la cuccia abituale può aiutare l’animale a sentirsi più tranquillo in ambienti nuovi.</p><h2 class="wp-block-heading">Accessori utili per affrontare il caldo</h2><p>Durante l’estate alcuni accessori possono aiutare concretamente a migliorare il comfort degli animali. Tra i più utili ci sono tappetini refrigeranti, borracce portatili con ciotola integrata, pettorine leggere e traspiranti, parasole per auto e asciugamani rinfrescanti. Per i cani che trascorrono molto tempo all’aperto è fondamentale garantire sempre una zona ombreggiata e fresca. Anche le piscine per cani o piccoli giochi d’acqua possono essere un ottimo modo per aiutarli a rinfrescarsi in sicurezza.</p><p>È importante però fare attenzione agli sbalzi termici eccessivi: acqua troppo fredda, aria condizionata molto forte o docce improvvise possono provocare fastidi o problemi respiratori, soprattutto nei soggetti più sensibili.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="506" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia.jpg" alt="Cagnolini che si divertono in spiaggia" class="wp-image-62898" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia-768x512.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia-696x464.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia-1068x712.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia-629x420.jpg 629w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia-1920x1281.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/07/iStock-541006192-cani-in-vacanza-in-spiaggia-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Igiene, pelo e prevenzione dei parassiti</h2><p>In estate la cura del mantello assume un ruolo ancora più importante. Spazzolare regolarmente il pelo aiuta a eliminare il pelo morto, favorisce la ventilazione della cute e riduce il rischio di nodi, soprattutto negli animali a pelo lungo. Contrariamente a quanto si pensa, però, rasare completamente il pet non sempre è la scelta migliore. Il mantello, infatti, non protegge soltanto dal freddo ma anche dal sole e dal calore, creando una sorta di isolamento naturale.<br>Dopo passeggiate in natura o giornate al mare è utile controllare sempre zampe, orecchie e cute, eliminando eventuali residui di sabbia, salsedine, semi o spighe che potrebbero causare irritazioni e infezioni.</p><p>L’estate è anche la stagione di maggiore attività di pulci, zecche e zanzare.<br>Una corretta prevenzione antiparassitaria è fondamentale per proteggere gli animali da fastidi e malattie anche molto serie. Per questo è importante seguire sempre i consigli del Medico Veterinario di fiducia e utilizzare prodotti adatti alla specie, al peso e allo stile di vita del proprio animale.</p><h2 class="wp-block-heading">Benessere significa anche ascoltare i loro tempi</h2><p>Ogni animale vive il caldo in modo diverso. Alcuni diventano più tranquilli e sedentari, altri continuano a cercare gioco e movimento nonostante la fatica. Per questo è fondamentale osservare il proprio pet e imparare a riconoscerne i segnali.</p><p>Un cane che cerca continuamente il pavimento fresco, un gatto che dorme più del solito o un animale meno attivo durante il giorno stanno semplicemente adattandosi alle temperature elevate. Rispettare i loro ritmi significa prendersi davvero cura del loro benessere.<br>Non bisogna forzare attività, passeggiate troppo lunghe o momenti di gioco nelle ore sbagliate. In estate il benessere passa anche dalla possibilità di rallentare, riposare e sentirsi al sicuro.</p><h2 class="wp-block-heading">Un’estate serena insieme</h2><p>L’estate con i nostri animali può diventare una stagione fatta di condivisione, leggerezza e momenti bellissimi, ma richiede anche attenzione, consapevolezza e responsabilità. Le alte temperature, i viaggi, i cambiamenti nella routine e le giornate trascorse più tempo all’aperto possono mettere a dura prova il loro equilibrio fisico ed emotivo.<br>Proprio per questo, spesso bastano piccoli gesti quotidiani per fare una grande differenza nella loro qualità di vita. Perché, amare davvero un animale significa anche imparare ad adattare le nostre abitudini ai suoi bisogni, soprattutto nei momenti in cui è più vulnerabile. Significa osservare i suoi segnali, rispettare i suoi tempi e proteggerlo dal caldo e dallo stress, facendo in modo che possa vivere l’estate in sicurezza e serenità.</p><p>E alla fine, il ricordo più bello della stagione non sarà una vacanza perfetta o una giornata speciale, ma la consapevolezza di aver condiviso quei momenti con chi si fida completamente di noi. Perché il benessere di un animale passa spesso dalle attenzioni più semplici, ma anche dall’amore silenzioso, costante e quotidiano con cui scegliamo di prendercene cura ogni giorno.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/consigli-di-stagione/estate-con-cane-e-gatto/">Estate con cane e gatto!</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Come pulire e curare il pelo in modo naturale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2026 08:13:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come pulire e curare il pelo in modo naturale: una guida completa per il benessere e labellezza del mantello di fido. A cura della Dott.ssa ELISA PASQUINI &#8211; www.elisapasquininaturopata.it Il pelo del cane, specchio della sua salute Il pelo non è solo una questione estetica: è uno degli indicatori più visibili del benessere generale del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Come pulire e curare il pelo in modo naturale: una guida completa per il benessere e la<br>bellezza del mantello di fido.</strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa ELISA PASQUINI</strong> &#8211; <strong><a href="https://www.elisapasquininaturopata.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.elisapasquininaturopata.it</a></strong></p><h2 class="wp-block-heading">Il pelo del cane, specchio della sua salute</h2><p>Il pelo non è solo una questione estetica: è uno degli indicatori più visibili del benessere generale del cane. Un mantello morbido, lucente e senza nodi è segno che l’organismo funziona correttamente e che l’amico a quattro zampe riceve cure adeguate, sia dal punto di vista fisico che emotivo. Al contrario, un pelo opaco, fragile, con forfora o diradato, può segnalare problemi di varia natura: squilibri alimentari, stress, presenza di parassiti, malattie cutanee o semplicemente una routine di cura inadeguata.</p><p>Imparare a leggere questi segnali permette non solo di migliorare l’aspetto del cane, ma anche di agire in prevenzione.</p><h2 class="wp-block-heading">I segnali di un mantello in difficoltà</h2><p>Alcuni segnali che possiamo e dobbiamo tenere d’occhio includono:</p><ul class="wp-block-list"><li><strong>Presenza di forfora</strong>: spesso dovuta a pelle secca, uso di prodotti non idonei o allergie.</li>

<li><strong>Pelo opaco e stopposo</strong>: può indicare carenze nutrizionali o lavaggi eccessivi.</li>

<li><strong>Perdita eccessiva di pelo o alopecia a chiazze</strong>: segnale di squilibri ormonali, allergie, parassiti o stress.</li>

<li><strong>Odore sgradevole persistente</strong>: possibile segno di squilibri cutanei o infezioni.</li></ul><p>In presenza di questi sintomi, la visita dal Veterinario resta il primo passo. Una volta escluse patologie, si può intervenire in modo naturale per migliorare la salute del pelo.</p><h2 class="wp-block-heading">Passaggi base per pulire e curare il pelo</h2><h3 class="wp-block-heading">Con che frequenza lavare il cane?</h3><p>I lavaggi non devono essere troppo frequenti: 3–4 volte l’anno possono bastare per molti cani, mentre alcune razze o soggetti particolarmente attivi possono necessitare bagni mensili.<br>Troppi lavaggi rischiano di danneggiare il film idrolipidico protettivo della pelle.</p><h3 class="wp-block-heading">Quali prodotti usare?</h3><p>Mai usare shampoo per umani: il <strong>pH della pelle del cane è diverso dal nostro</strong> e prodotti non specifici possono causare irritazioni.</p><p>Meglio scegliere detergenti:</p><ul class="wp-block-list"><li>Delicati e naturali, con tensioattivi vegetali.</li>

<li>Lenitivi, se il cane ha la pelle sensibile (con avena colloidale, camomilla, aloe vera).</li>

<li>Purificanti, se tende ad avere forfora o sebo in eccesso (con tea tree oil o propoli, in basse dosi e mai puri).</li></ul><p><strong>Dosaggio e uso</strong>: diluire lo shampoo in acqua tiepida (rapporto 1:5) per distribuirlo meglio sul corpo e risciacquare abbondantemente. </p><p>Evitare orecchie, occhi e naso.</p><h2 class="wp-block-heading">L’importanza della spazzolatura</h2><p>La spazzolatura regolare (1–3 volte a settimana, a seconda del tipo di pelo) rimuove il pelo morto, stimola la microcircolazione e previene i nodi.</p><p>Scegliete una spazzola adatta alla lunghezza e consistenza del pelo del tuo cane.<br>Per i peli lunghi, meglio usare una carda o pettini a denti larghi; per quelli corti, guanti massaggianti o spazzole morbide.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="507" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere.jpg" alt="Bagno al cane" class="wp-image-62854" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere-768x513.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere-696x465.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere-1068x714.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere-627x420.jpg 627w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere-1920x1284.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/06/bagno-cane-cura-e-benessere-600x401.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Rimedi naturali per un pelo sano, morbido e profumato</h2><h3 class="wp-block-heading">Come nutrire il pelo “dall’interno”</h3><p>Il<strong> primo segreto per un bel mantello è l’alimentazione</strong>. Una dieta ricca di proteine di qualità, acidi grassi essenziali (omega 3 e 6) e vitamine (in particolare biotina, vitamina A, E e zinco) è fondamentale.</p><p>Si possono valutare integratori naturali, sempre sotto consiglio del Medico Veterinario, come:</p><ul class="wp-block-list"><li><strong>Olio di salmone o olio di lino</strong>: ½ cucchiaino al giorno per cani di piccola taglia, 1 cucchiaino per taglie medie, fino a 1 cucchiaio per cani grandi.</li>

<li><strong>Lievito di birra in scaglie</strong>: ricco di vitamine del gruppo B, aiuta il pelo a crescere più forte. Dose: circa ½ cucchiaino al giorno per ogni 10 kg di peso.</li>

<li><strong>Polvere di ortica o alga spirulina</strong>: per sostenere la lucentezza del pelo, in microdosi nei pasti (es. 1 g ogni 10 kg).</li></ul><h3 class="wp-block-heading">Oli e infusi per lucidare il pelo</h3><ul class="wp-block-list"><li><strong>Olio di cocco</strong>: applicare 1–2 volte al mese dopo il bagno, frizionando alcune gocce tra le mani e massaggiando il pelo. Aiuta a nutrire, lucidare e tenere lontani i parassiti.</li>

<li><strong>Infuso di rosmarino</strong>: da usare tiepido come risciacquo finale dopo lo shampoo. Rinforza il pelo e ne esalta la brillantezza.</li>

<li><strong>Aceto di mele:</strong> 1 cucchiaio diluito in 250 ml d’acqua come ultimo risciacquo o con un panno umido. Tonifica, lucida e disinfetta la cute. Non usare su ferite o in caso di prurito.</li></ul><h2 class="wp-block-heading">Pulizia a secco e rimedi deodoranti</h2><p>Farina di avena o amido di mais: da distribuire sul manto e spazzolare dopo 10 minuti. Assorbe l’eccesso di sebo e neutralizza odori.<br>Soluzione di acqua e aceto di mele (stesse proporzioni di prima): da nebulizzare sul pelo e passare con un panno, evitando occhi e orecchie.</p><h2 class="wp-block-heading">Pelo bello sì, ma soprattutto sano</h2><p>Curare il mantello di fido è un gesto d’amore che va oltre l’estetica. Attraverso piccole attenzioni quotidiane e rimedi naturali possiamo supportare la salute della sua pelle e aiutarlo a sentirsi meglio nel proprio corpo.</p><p>La chiave sta nell’osservazione: ogni cane ha le sue esigenze, e imparare a riconoscerle è il primo passo per offrire un benessere autentico e completo, dentro e fuori.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/curiosita-cani-e-gatti/come-pulire-e-curare-il-pelo-in-modo-naturale/">Come pulire e curare il pelo in modo naturale</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Come leggere le etichette del petfood</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jun 2026 09:06:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ALIMENTAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Etichetta: istruzioni per l&#39;uso</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Come leggere le etichette del petfood: a corretta nutrizione degli animali domestici dipende dalle scelte alimentari dei loro proprietari.</strong></p><p>Saper leggere correttamente gli ingredienti degli alimenti in commercio permette di scegliere la dieta più adatta alle esigenze di ogni esemplare di animale domestico.</p><p>Le informazioni in etichetta sono tante e non sempre facili da interpretare, seguono regole specifiche imposte da un regolamento europeo e dalla normativa italiana ai produttori di <em>pet food</em>.<br>Vediamo, allora, come leggerle e interpretarle al meglio.</p><h2 class="wp-block-heading">L’età e le condizioni di vita</h2><p>Prima di analizzare gli ingredienti è bene sapere che esistono diverse tipologie di alimenti commerciali, differenziati per esigenze specifiche delle diverse fasi di vita del cane e del gatto.</p><p>Sugli scaffali dei negozi specializzati è possibile trovare alimenti per:</p><ul class="wp-block-list"><li>i cuccioli (<em>puppy </em>e <em>kitten</em>)</li>

<li>i pet più anziani (<em>senior</em>)</li>

<li>esemplari adulti (<em>adult</em>)</li>

<li>gli animali sterilizzati (<em>sterilised</em>)</li>

<li>i pet che fanno molto movimento o i cani da lavoro (<em>active</em>)</li>

<li>cani e gatti più sedentari o in sovrappeso (<em>light </em>o <em>weight control</em>)</li>

<li>i pet con problemi urinari (<em>urinary</em>)</li>

<li>cani e gatti con problemi intestinali (<em>intestinal </em>o <em>gastrointestinal</em>)</li></ul><p>In ognuno di questi casi, gli alimenti vengono realizzati bilanciando gli ingredienti per apportare il miglior beneficio alle esigenze specifiche degli animali.</p><p>Per scegliere quale di questi alimenti è l’ideale per il proprio pet, nelle diverse fasi della sua vita, è importante affidarsi ai consigli del Medico Veterinario.</p><h2 class="wp-block-heading">Lista degli ingredienti</h2><p>L’etichetta consente di verificare più nel dettaglio la composizione di ogni alimento, andando oltre la denominazione del prodotto, e permettendo ai proprietari di scegliere con ulteriore consapevolezza l’alimentazione ideale per i propri animali.</p><p>Per legge, gli ingredienti devono essere indicati su ogni confezione in ordine decrescente, ossia, partendo dall’ingrediente maggiormente presente, procedendo a scalare con quelli integrati con minore quantità.<br>Nella composizione sono indicati gli ingredienti nelle percentuali da prodotto prima della lavorazione, con alcune varianti consentite dalla normativa. È possibile trovare la percentuale dell’alimento nella sua forma originale, ad esempio: salmone fresco 30%, ma è da tenere presente che nella forma essiccata (presente nelle crocchette), avrà perso l’acqua per circa il 75% del suo peso.<br>Quando nell’elenco degli ingredienti le proteine animali sono al primo posto, significa che ci troviamo davanti a un elemento che parte da una buona qualità.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="506" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food.jpg" alt="Test in laboratorio" class="wp-image-62830" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food-768x512.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food-696x464.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food-1068x712.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food-629x420.jpg 629w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food-1920x1281.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2234618081-analisi-carne-alimenti-pet-food-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>In etichetta, gli alimenti possono essere indicati con diciture generiche come &#8220;carni e derivati&#8221; o &#8220;sottoprodotti&#8221;, che indicano materie prime di qualità inferiore, come pelle, penne o piume, zoccoli e corna. Anche una dicitura generica &#8220;manzo&#8221; o &#8220;pollo&#8221; potrebbe nascondere l’utilizzo di parti dell’animale più scadenti. Invece, quando la dicitura è più specifica come &#8220;carne di maiale&#8221;, &#8220;olio di salmone&#8221; o &#8220;carne di pollo&#8221; l’ingrediente utilizzato è chiaro.</p><h2 class="wp-block-heading">Tabella analitica</h2><p>In questa parte dell’etichetta sono riportati dei valori numerici che si riferiscono al prodotto finito. Nella tabella compaiono delle voci standard come previste dalla normativa; i valori sono quelli ottenuti da esami di laboratorio effettuati sul prodotto finito.</p><p>Per meglio comprendere la qualità dell’alimento è importante rapportare i dati analitici con le informazioni relative agli ingredienti e alla loro specifica composizione percentuale.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="547" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1.jpg" alt="Ingredienti alimenti per gatti" class="wp-image-62833" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1-768x554.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1-324x235.jpg 324w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1-696x502.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1-1068x770.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1-582x420.jpg 582w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1-1920x1385.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/gatto-che-mangia-1-600x432.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Additivi e conservanti</h2><p>Gli additivi alimentari possono essere suddivisi in due categorie secondo la loro funzione: nutrizionali e tecnologici.</p><p>Gli additivi nutrizionali vengono utilizzati dai produttori di pet food per integrare i prodotti con nutrienti essenziali. Possono essere minerali, vitamine, aminoacidi o acidi grassi (come gli <em>Omega 3</em>), utili per l’alimentazione e la salute del cane e del gatto.</p><p>Gli additivi tecnologici sono utili per la conservazione del cibo confezionato. Questi additivi vengono utilizzati per preservare più a lungo l’alimento, migliorando la consistenza e l’aspetto del cibo confezionato.</p><p>I conservanti possono essere di tipo naturale, come l’acido ascorbico e la <em>Vitamina E</em>. Oppure sono conservanti sintetici, come il <em>BHA</em>. La loro funzione è quella di proteggere il cibo dal deterioramento causato da muffe, batteri o lieviti.</p><p>Nella scelta di un alimento di buona qualità è meglio prediligere i prodotti che contengono additivi e conservanti in minime quantità e il più possibile naturali.</p><h2 class="wp-block-heading">Le etichette speciali</h2><p>In commercio si trovano anche alcune formulazioni di pet food contrassegnate con denominazioni speciali che indicano una particolare scelta nella selezione degli ingredienti. Tra le più note di queste etichette speciali, si trovano: <em>monoproteico</em>; <em>grain free</em>; <em>BIO</em>.</p><p>&#8220;<em>Monoproteico</em>&#8221; indica quell’alimento che predilige l’utilizzo di un’unica fonte proteica per la formulazione del prodotto ed è spesso il prodotto prediletto da chi ha animali soggetti ad allergie alimentari.<br>I prodotti “<em>grain free</em>” o “<em>senza cereali</em>” non contengono grano, riso, orzo, mais e altri cereali.</p><p>Gli alimenti “<em>BIO</em>” sono prodotti con ingredienti biologici che, per essere certificati come tali, devono soddisfare standard specifici di coltivazione, tra i quali l’uso limitato di pesticidi sintetici e di fertilizzanti chimici.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="506" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione.jpg" alt="Controllo veterinario" class="wp-image-62831" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione-768x512.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione-696x464.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione-1068x712.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione-629x420.jpg 629w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione-1920x1281.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2011/02/iStock-2218592749-controlli-veterinario-nutrizione-600x400.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Pet food: pronto e bilanciato!</h2><p>Gli alimenti per animali hanno il vantaggio di essere facilmente accessibili e pronti all’uso, sono formulati per garantire un apporto bilanciato degli ingredienti, variando a seconda dell’età e delle esigenze dei pet. Inoltre, sono presenti in commercio pet food di numerose tipologie, offrendo un’ampia scelta per gusti, consistenze, ingredienti e cotture.</p><p>Queste preparazioni devono rispettare standard rigorosi, che ne garantiscono la sicurezza. Di contro, alcune diete pronte di alta qualità possono risultare piuttosto costose e gli alimenti confezionati possono contenere additivi e conservanti non apprezzati da alcuni proprietari di cani e gatti che potrebbero preferire ricorrere ad una dieta casalinga. Ovviamente per quest&#8217;ultima sarà fondamentale il confronto con uno specialista per garantire una dieta corretta ed equilibrata per garantire il benessere e la salute del nostro animale.<br>La scelta per l’alimentazione più corretta per il proprio animale andrebbe sempre valutata con il proprio Medico Veterinario curante e adattata alle esigenze specifiche delle varie fasi della vita.</p><p>Scegliere con consapevolezza i prodotti sapendo leggere l’etichetta dei prodotti alimentari per cani e gatti è uno strumento importante per tutelare ulteriormente il loro benessere.</p><p></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/alimentazione-cani-e-gatti/leggere-le-etichette-del-petfood/">Come leggere le etichette del petfood</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Vacanze serene per cane e gatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 19 Jun 2026 07:44:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CONSIGLI DI STAGIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vacanze serene anche per cane e gatto: 5 consigli per evitare stress e disagi ai nostri amici a quattro zampe. A cura della Dott.ssa Laura Nozza &#8211; Medico Veterinario e Business Unit Manager – Animal Health di GUNA L&#8217;estate è dietro l&#8217;angolo! Si inizia già a pregustare l’arrivo delle tanto desiderate vacanze, così da concedersi [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Vacanze serene anche per cane e gatto: 5 consigli per evitare stress e disagi ai nostri amici a quattro zampe</strong>.</p><p>A cura della <strong>Dott.ssa Laura Nozza </strong>&#8211; Medico Veterinario e Business Unit Manager – Animal Health di <a href="https://guna.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">GUNA</a></p><p>L&#8217;estate è dietro l&#8217;angolo! Si inizia già a pregustare l’arrivo delle tanto desiderate vacanze, così da concedersi una pausa da lavoro e routine, ma anche fuggire dal caldo delle grandi città e dirigerci verso le nostre mete preferite.</p><p>Se per noi le ferie aiutano a riposare il corpo e, soprattutto, la mente dallo stress della vita frenetica. Per i nostri amici a quattro zampe le vacanze possono al contrario diventare una fonte di ansia e agitazione.</p><p>Che si tratti di un viaggio con la famiglia, delle visite di routine prima di una permanenza all’estero, o di un soggiorno in pensione, il cambio di ambiente, i nuovi odori e l&#8217;alterazione delle abitudini quotidiane possono destabilizzare l’equilibrio psico-fisico di cani e gatti. Molto spesso, inoltre, non è possibile portarli con sé e, talvolta, è la stessa scelta di non farlo a rappresentare una forma di tutela. Tuttavia, anche l’affidamento a una pensione o a un <em>pet sitter</em> può generare ansia da separazione, soprattutto se l’animale non è abituato.</p><p>Nei felini ansia e stress possono manifestarsi con bisogni fuori dalla lettiera, aggressività, paura o tendenza a nascondersi. Nei cani, invece, si traducono spesso in vocalizzazioni eccessive, iperattività o, al contrario, letargia, tremori, sbadigli frequenti e problemi gastrointestinali. Questi ultimi, in particolare, non sono un dettaglio da sottovalutare, essendo l’intestino considerato come il “<em>primo cervello</em>”, anche per i nostri animali.</p><p>Non serve però allarmarsi. <strong>Laura Nozza</strong>, <strong>Medico Veterinario e</strong> <strong>Business Unit Manager – Animal health di GUNA</strong>, azienda farmaceutica italiana, ha 5 ottimi consigli per aiutare i nostri amici a quattro zampe ad affrontare squilibri e situazioni di stress. Questi possono presentarsi in occasione delle vacanze estive.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Il viaggio</strong></h2><p>Per abituare il proprio animale ai lunghi viaggi in auto, nelle settimane precedenti la partenza può aiutare fare brevi uscite insieme, partendo da tragitti di pochi minuti — meglio ancora se la destinazione è un luogo che già conosce e che rappresenta per lui un&#8217;esperienza piacevole — per poi allungare progressivamente il percorso. È inoltre molto importante far diventare il trasportino, o il <em>kennel</em> da auto, un luogo familiare e sicuro. Lasciarlo aperto in casa già una settimana o dieci giorni prima della partenza, con dentro una copertina che abbia gli odori di casa, aiuta a trasformarlo in un rifugio anziché in un segnale di allarme.</p><p>Durante il viaggio è bene prevedere un pasto leggero, per evitare nausea e disturbi gastrointestinali, ed effettuare soste regolari ogni due o tre ore. Ricordiamoci, inoltre, di non lasciare mai il nostro animale in auto e di mantenere l&#8217;abitacolo climatizzato. Una volta raggiunta la destinazione, diamogli il tempo di ambientarsi senza forzarlo, predisponendo per lui una zona sicura con qualche oggetto familiare.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>La pensione</strong></h2><p>Quando si sceglie una pensione, è opportuno visitare la struttura prima di prenotare, possibilmente portando l&#8217;animale per un breve sopralluogo. Si potrà così osservare come sono tenuti gli altri ospiti, lo spazio a disposizione, la pulizia e la presenza di personale qualificato. Se possibile, è utile organizzare un primo inserimento qualche tempo prima del soggiorno vero e proprio. In questo modo che il cane o il gatto non vivano l&#8217;esperienza come un abbandono e comincino ad associare quel luogo a qualcosa di familiare. </p><p>Soprattutto per i felini, è poi consigliabile lasciare con l&#8217;animale una copertina, un gioco o un indumento del proprietario. L&#8217;odore di casa è uno dei più potenti strumenti di rassicurazione.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Il <em>pet sitter</em></strong></h2><p>La figura del <em>pet sitter</em> può destabilizzare l’animale, togliendo alcuni riferimenti, che andranno ricostruiti in modo graduale. È bene organizzare almeno uno o due incontri preliminari in casa, in presenza del proprietario, in modo da far associare la nuova persona a una figura amica. In queste occasioni il <em>pet sitter</em> dovrebbe partecipare a un pasto o a una passeggiata. Questi momenti verranno percepiti come positivi dal nostro amico a quattro zampe. Sarà poi fondamentale assicurarsi che il <em>pet sitter </em>mantenga invariati gli orari delle routine quotidiane. La prevedibilità infatti è, per cane e gatto, uno dei più importanti fattori di equilibrio psico-fisico.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>I controlli dal Veterinario</strong></h2><p>Prima di partire, è fondamentale consultare il proprio Veterinario di fiducia per assicurarsi che i nostri amici a quattro zampe siano in salute e pronti ad affrontare la stagione estiva in sicurezza.</p><p>Una delle misure più importanti è la profilassi verso alcune minacce tipicamente estive (sono le vaccinazioni). Durante l&#8217;estate, infatti, cani e gatti risultano maggiormente esposti ad alcune malattie a causa delle alte temperature e dell&#8217;aumento delle attività all&#8217;aperto. Sia in caso di partenza con il proprio animale, sia qualora venga affidato a una pensione o a un <em>pet sitter</em>, è opportuno somministrare eventuali vaccini almeno un mese prima della partenza, così da permettere al sistema immunitario di sviluppare una protezione adeguata quando servirà.</p><p>In caso di viaggio all&#8217;estero è consigliabile informarsi per tempo, anche 4-6 mesi prima della partenza, presso il consolato del paese in cui ci si recherà e chiedere quali vaccinazioni siano necessarie all’ingresso del nostro animale, oltre che le profilassi antiparassitarie obbligatorie per entrare in alcune nazioni. Questo è importante perché le leggi cambiano continuamente anche negli altri stati. Queste informazioni andranno riportate tempestivamente al Veterinario, in modo da adeguarsi a quanto serve per portare il nostro amico con noi. Per proteggere ulteriormente i propri animali, è inoltre consigliabile utilizzare repellenti per insetti formulati appositamente per loro, con attenzione particolare a principi attivi che si possono usare solo nel cane o solo nel gatto.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Il caldo estivo</strong></h2><p>Il colpo di calore rappresenta una delle minacce più comuni, che però si può scongiurare con alcune accortezze. Per evitare malori improvvisi all’animale è indispensabile evitare le ore più calde della giornata per le passeggiate, prediligendo il mattino presto e la sera, quando le temperature sono più miti.</p><p>In città, occorre verificare che l&#8217;asfalto non sia rovente, perché i polpastrelli del nostro animale potrebbero risentirne. Una prova efficace è appoggiarvi il palmo della mano e, se non si riesce a tenerlo per più di qualche secondo, significa che anche per il nostro amico a quattro zampe la temperatura è eccessiva. In questi casi, se proprio non si può spostare l’orario dell’uscita, può essere utile valutare l&#8217;acquisto di calzature specifiche.</p><p>È, inoltre, importante garantire un accesso costante ad acqua fresca e a zone d&#8217;ombra, monitorando con attenzione eventuali sintomi di malessere come affaticamento, eccessiva salivazione o difficoltà respiratorie. Per quanto possa sembrare la soluzione più immediata, dopo un&#8217;esposizione prolungata al caldo è bene non rinfrescare il cane con acqua ghiacciata: lo shock termico potrebbe avere effetti indesiderati.</p><h2 class="wp-block-heading">Mangimi complementari</h2><p>Accanto a questi accorgimenti, in situazioni di stress prolungato o ricorrente può essere d&#8217;aiuto il supporto di un mangime complementare con un’azione calmante. I mangimi complementari sono prodotti formulati per essere gestiti in autonomia dal proprietario e sono molto apprezzati dagli animali grazie alla loro elevata appetibilità, rendendoli ideali per una somministrazione anche quotidiana, ad integrazione della dieta. Alcuni mangimi sono utilissimi specialmente nei momenti di maggiore squilibrio e tensione tipici delle situazioni estive, con il vantaggio di non indurre sonnolenza nell&#8217;animale, che resta vigile e reattivo. Tali prodotti possono inoltre essere utilizzati come premio, contribuendo a mitigare lo stress e a rinforzare il legame con il proprietario.</p><p></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/consigli-di-stagione/vacanze-serene-anche-per-cane-e-gatto/">Vacanze serene per cane e gatto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Cani e gatti in ufficio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jun 2026 09:35:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cani in ufficio</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/curiosita-cani-e-gatti/cani-gatti-in-ufficio/">Cani e gatti in ufficio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Cani e gatti in ufficio: i benefici e le regole del <em>pet-friendly workplace.</em></strong></p><p>A cura di <strong>FEDERICA CATALANO</strong></p><p>Negli ultimi anni il concetto di pet-friendly workplace ha smesso di essere una &#8220;moda&#8221; e si è trasformato in un vero modello organizzativo. Sempre più aziende scelgono di aprire le porte dell’ufficio a cani e, in alcuni casi, anche a gatti, con l’obiettivo di migliorare il benessere delle persone e rendere l’ambiente di lavoro più accogliente, umano e sostenibile. Ma portare un animale in ufficio non è solo una questione di simpatia: richiede regole chiare, attenzione alla sicurezza, rispetto reciproco e una buona dose di buon senso. Vediamo quindi quali sono i principali benefici, le criticità da prevenire e le buone pratiche per costruire un ufficio davvero <em>pet-friendly</em>.</p><h2 class="wp-block-heading">Perché un ufficio <em>pet-friendly</em> funziona (se fatto bene)</h2><p>Integrare la presenza di animali in azienda può generare vantaggi concreti, soprattutto quando l’iniziativa è organizzata e condivisa. Accarezzare un cane, incrociare lo sguardo curioso di un gatto o prendersi una breve pausa per accompagnare l’animale all’esterno può aiutare a ridurre la tensione e alleggerire i ritmi della giornata. In un periodo in cui la salute mentale è sempre più centrale, questi piccoli momenti di contatto e cura possono contribuire a un clima generale più sereno.<br>Gli animali diventano spesso un catalizzatore sociale naturale. Favoriscono conversazioni spontanee tra colleghi, avvicinano persone di reparti diversi e rendono l’ambiente meno rigido.</p><p>In particolare, per chi è nuovo in azienda, un contesto con animali può facilitare l’inserimento e rendere tutto più semplice e informale. Per chi vive con un animale, organizzare la giornata può essere complesso: orari, passeggiate, rientri, spostamenti e anche un certo senso di colpa nel lasciarlo solo troppo a lungo.<br>Un ambiente di lavoro <em>pet-friendly</em> può offrire un supporto concreto al <em>work-life balance</em>, rendendo la routine più sostenibile. Le aziende che sperimentano iniziative di welfare innovative, come il <em>pet-friendly</em>, risultano spesso più attrattive.<br>Non è un dettaglio: è un segnale culturale. Comunicare attenzione verso le persone significa anche trasmettere fiducia, apertura e un’idea di lavoro più moderna.</p><h2 class="wp-block-heading">I rischi da non sottovalutare</h2><p>Un ufficio con animali può diventare difficile da gestire se manca una struttura chiara. Per questo è importante conoscere anche le possibili criticità.</p><p>Non tutte le persone convivono serenamente con cani e gatti. Allergie, fobie o semplicemente preferenze personali sono aspetti reali e legittimi. Un progetto <em>pet-friendly</em> deve partire da un principio fondamentale: inclusività significa tutelare tutti, non solo chi ha un animale.<br>Abbai improvvisi, miagolii, giochi e movimenti: anche l’animale più tranquillo può creare distrazione, soprattutto in un open space. Inoltre, non tutti gli uffici sono progettati per gestire la presenza di animali in modo fluido: gli spazi vanno ripensati, anche solo in modo minimo. Morsi, cadute, comportamenti imprevedibili o ingressi in aree non adatte sono situazioni rare, ma possibili.<br>Proprio per questo servono criteri di accesso e regole di comportamento precise. Un ambiente nuovo, rumoroso e pieno di stimoli può essere fonte di ansia. Un animale <em>friendly</em>, infatti, non è &#8220;quello che piace a tutti&#8221;, ma quello che riesce a vivere quel contesto con serenità. La domanda giusta è quindi: fa bene anche a lui?</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="594" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly.jpg" alt="Gatti in ufficio" class="wp-image-62761" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly-768x601.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly-696x545.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly-1068x836.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly-535x420.jpg 535w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly-1920x1504.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1221003598-gatto-azienda-pet-friendly-600x470.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Le regole d’oro per un <em>pet-friendly</em> <em>workplace </em>equilibrato</h2><p>Un ufficio pet-friendly non deve essere &#8220;senza regole&#8221;. Al contrario, funziona proprio perché si basa su regole condivise e rispettate, capaci di garantire benessere e serenità a tutti.</p><p>Prima di tutto, la presenza di cani o gatti in azienda deve essere volontaria e mai percepita come un’imposizione per i colleghi. Per questo è utile prevedere una registrazione preventiva, definire giornate o fasce orarie dedicate e stabilire un numero massimo di animali presenti contemporaneamente, così da evitare confusione e mantenere l’ambiente gestibile.</p><p>Allo stesso tempo, non tutti gli animali sono adatti a vivere l’ufficio. Per evitare problemi è importante stabilire requisiti minimi legati a salute, igiene e comportamento, come vaccinazioni aggiornate, trattamenti antiparassitari e una buona socializzazione. Anche l’abitudine al guinzaglio (o al trasportino, soprattutto nel caso dei gatti) fa la differenza. Un animale non adatto non è &#8220;difficile&#8221;, semplicemente, è fuori contesto.</p><p>La convivenza migliora, inoltre, quando gli spazi sono organizzati in modo intelligente, distinguendo tra zone <em>pet-friendly</em> e aree <em>pet-free</em>.<br>Alcuni ambienti, come le sale riunioni, è spesso consigliabile mantenerli liberi, mentre possono essere previste postazioni consentite, un’area relax e percorsi di passaggio regolati. L’obiettivo è evitare la sensazione di una presenza &#8220;ovunque e comunque&#8221; e dare a tutti la possibilità di lavorare con tranquillità.</p><p>Fondamentale, poi, è la responsabilità del proprietario: chi porta l’animale deve gestirlo in toto, assicurandosi di avere con sé tutto il necessario, dall’acqua alla cuccia, dai sacchetti igienici alla supervisione costante. In altre parole, l’animale non è un ospite dell’azienda, ma una responsabilità personale.</p><p>Anche i colleghi hanno un ruolo importante nel far funzionare questa convivenza.<br>Piccole regole di rispetto reciproco, come non offrire cibo senza permesso, non disturbare l’animale mentre riposa e chiedere sempre prima di accarezzarlo, aiutano a prevenire incomprensioni e a creare un ambiente più equilibrato. Infine, un progetto davvero serio deve prevedere anche una gestione delle emergenze: contatti utili, regole chiare per ascensori e uscite, procedure in caso di incidente e indicazioni sulla responsabilità e sulla copertura assicurativa. Perché un ufficio pet-friendly non è solo più &#8220;carino&#8221;: è soprattutto più organizzato, consapevole e sicuro.</p><h2 class="wp-block-heading">Cani o gatti? Due approcci diversi</h2><p>I cani sono più presenti nei progetti <em>pet-friendly</em> perché, in generale, si adattano meglio alla vita in ufficio.<br>Sono animali sociali, abituati a seguire il proprietario e a gestire con più naturalezza contesti dinamici, dove ci sono persone che entrano ed escono, conversazioni, telefonate e momenti di movimento continuo. Inoltre, se ben educati, riescono a rispettare tempi e routine, alternando curiosità a lunghi periodi di calma, soprattutto se hanno a disposizione una cuccia o uno spazio ben definito vicino alla postazione del proprietario.<br>La loro presenza, proprio perché più &#8220;visibile&#8221; e relazionale, contribuisce spesso anche al clima dell’ufficio: può favorire socialità, buon umore e pause rigenerative.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="551" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro.jpg" alt="Cane in ufficio con la proprietario" class="wp-image-62762" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro-768x558.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro-324x235.jpg 324w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro-696x505.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro-1068x776.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro-577x420.jpg 577w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro-1920x1395.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-1248240416-cane-sul-posto-di-lavoro-600x436.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>I gatti, invece, richiedono un approccio diverso e più mirato. Pur essendo animali affettuosi e capaci di creare un legame forte con la persona di riferimento, hanno bisogno di stabilità e di un maggiore controllo dell’ambiente. Cambiare spazio, condividere territori con sconosciuti o essere esposti a rumori improvvisi può risultare stressante. A differenza dei cani, che spesso vivono l’ufficio come un’estensione della propria routine &#8220;insieme al proprietario&#8221;, il gatto tende a percepire l’ufficio come un territorio nuovo da decifrare, e non sempre lo fa con serenità.</p><h3 class="wp-block-heading">Per i gatti: più attenzione e sensibilità</h3><p>Per questo servono spazi più tranquilli e la possibilità di isolarsi in sicurezza quando ne sente il bisogno, senza essere continuamente sollecitato o disturbato. Un ufficio <em>pet-friendly</em> per gatti è quindi possibile, ma solo se progettato con attenzione e sensibilità.<br>In questi casi è fondamentale prevedere una zona dedicata, protetta e silenziosa, con angoli in cui il gatto possa sentirsi al sicuro, un trasportino sempre disponibile e regole chiare per ridurre al minimo stimoli eccessivi. Non si tratta soltanto di ammettere i gatti in ufficio, ma di costruire un contesto davvero compatibile con le loro esigenze.<br>In altre parole, l’obiettivo non è portare un animale sul posto di lavoro a tutti i costi, ma garantire che la scelta sia un vantaggio reale, sia per le persone sia per l’animale stesso.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/curiosita-cani-e-gatti/cani-gatti-in-ufficio/">Cani e gatti in ufficio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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