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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>Come rendere veramente felice il nostro cane?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 08:53:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Cosa rende felice veramente il mio cane? E&#8217; una delle domande che più spesso viene posta da chi ha a cuore il benessere psicofisico del proprio amico a quattrozampe. A cura di Camilla Dal Ponte www.benesserecinofilia.it Spesso, entrando in un negozio per animali, veniamo travolti da corsie infinite di palline colorate, cappottini di tendenza e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Cosa rende felice veramente il mio cane? E&#8217; una delle domande che più spesso viene posta da chi ha a cuore il benessere psicofisico del proprio amico a quattrozampe.</strong></p><p>A cura di Camilla Dal Ponte<a href="https://www.benesserecinofilia.it/"> www.benesserecinofilia.it</a></p><p>Spesso, entrando in un negozio per animali, veniamo travolti da corsie infinite di palline colorate, cappottini di tendenza e snack dai packaging ammiccanti. La tentazione è quella di pensare: &#8220;Compro questo al mio cane, così sarà felice!&#8221;.</p><p>La felicità del cane, però, è un concetto bio-psicologico complesso che affonda le radici nella sua natura. Sebbene un buon accessorio possa facilitare la vita, la vera gioia del cane risiede in ciò che non si può impacchettare: il tempo di qualità e la comprensione etologica.</p><p>In questo articolo vedremo come alcuni oggetti, pensati a sua misura e anche come nostri accorgimenti e atteggiamenti possano aiutarci a rendere davvero felice il nostro beniamino.</p><h2 class="wp-block-heading">Conoscere chi abbiamo davanti: l&#8217;approccio etologico</h2><p>Prima di chiederci cosa comprare, dobbiamo chiederci chi è il cane. Non è un &#8220;piccolo uomo peloso&#8221;, ma un individuo con una propria identità di specie e una personalità soggettiva. Renderlo felice significa rispettare i suoi bisogni etologici e per farlo bisogna conoscerlo.</p><p>Innanzitutto, ha una percezione olfattiva differente dalla nostra. Il cane &#8220;vede&#8221; il mondo con il naso. Un cane felice è un cane a cui viene permesso di annusare durante la passeggiata, esplorando i &#8220;messaggi&#8221; lasciati dai conspecifici.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="624" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1.jpg" alt="" class="wp-image-63110" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-768x632.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-696x572.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-1068x879.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-510x420.jpg 510w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-1920x1580.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-642911550-cane-annusa-fiuto-bisogni-1-600x493.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>In questo senso l’acquisto di una pettorina ad &#8220;H&#8221; può essere utile anche perché, oltre ad altri benefici, permette al cane di muovere liberamente il collo e ha la comodità di avere l’aggancio sulla schiena. In questo modo il guinzaglio non continuerà a impigliarsi sulle zampe.<br>Sempre tenendo in considerazione il fatto di conoscere davvero chi abbiamo davanti, non possiamo non considerare le motivazioni di razza.</p><p>Un <em>Border Collie</em> è felice se può collaborare e gestire il movimento; un <em>Terrier </em>se può scavare o inseguire; un <em>Golden Retriever </em>se può portare oggetti.<br>La felicità passa per l&#8217;espressione di queste doti innate.</p><p>Quindi, ad esempio, ad un cane da riporto potrebbe essere bello regalare un gioco adatto, ad un Border Collie dei palloni da treibball con cui divertirsi dopo aver imparato la disciplina sportiva.</p><h2 class="wp-block-heading">Il valore delle attività condivise</h2><p>Esiste una differenza abissale tra &#8220;stare col cane&#8221; e &#8220;dedicare tempo al cane&#8221;.<br>Molti proprietari passano ore nello stesso salotto con il proprio animale mentre guardano lo smartphone. Per il cane, quella è solitudine in compagnia. La felicità è condivisione di attività divertenti e stimolanti.</p><p>Ai nostri cani dedichiamo tempo attivo di gioco: ci sono cani che adorano giocare al &#8220;tira e molla&#8221; con delle morbide trecce, cani che si divertono con la ricerca olfattiva in giardino cercando bocconcini prelibati. Altri ancora amano particolarmente attivare la mente con i giochi di attivazione mentale. Ma una cosa è certa: tutti i cani apprezzano le passeggiate dedicate esclusivamente a loro e a loro misura (e non alla nostra).</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="536" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia.jpg" alt="" class="wp-image-63106" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-768x543.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-696x492.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-1068x755.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-593x420.jpg 593w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-1920x1357.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-1285477941-cane-felice-gioca-con-la-famiglia-600x424.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Condivisione… anche in vacanza!</h2><p>Anche trascorrere i momenti liberi insieme, vivendo fantastiche avventure lontano da casa, rinsalda il rapporto e rende felici i nostri cani.<br>Ma viaggiare insieme significa anche sicurezza: il trasportino per cani è uno dei modi più sicuri per farlo viaggiare in auto con noi. Non dobbiamo vederlo come una gabbia, ma come un luogo sicuro in cui potrà dormire tranquillo durante le ore di viaggio.</p><h2 class="wp-block-heading">Masticazione e salute orale</h2><p>Masticazione e salute orale sono fondamentali per il benessere del cane, e vanno di pari passo. Un soggetto che può masticare bene potrà mantenere puliti i suoi denti. Offrirgli la possibilità di godersi degli snack naturali può, quindi, renderlo veramente felice… oltre che a mantenere in salute i suoi denti.</p><h2 class="wp-block-heading">Il diritto al riposo</h2><p>Spesso sottovalutiamo l&#8217;importanza del sonno. Un cane adulto dorme mediamente 12-14 ore al giorno. Fornirgli un luogo di riposo che sia non solo comodo, ma posizionato in un luogo adatto della casa, né troppo isolato né in mezzo al passaggio, è un atto di profondo rispetto.<br>Se riposa bene il nostro Fido sarà anche emotivamente più stabile e, di conseguenza, più felice.</p><p>Una comoda cuccia può essere di grande aiuto nel sonno restauratore e per i più anziani, o per i cani con problemi articolari, potrebbe essere utile pensare a delle cucce adatte a loro, con ad esempio le pareti più basse per facilitare l&#8217;entrata.</p><h2 class="wp-block-heading">La coerenza: la base della sicurezza emotiva</h2><p>Infine, ciò che rende un cane davvero sereno è la prevedibilità. Vivere con un umano coerente, che non cambia le regole in base all&#8217;umore e che sa guidarlo con gentilezza nelle situazioni difficili, è il regalo più grande. La felicità è sentirsi al sicuro all&#8217;interno del proprio &#8220;branco&#8221;. Un percorso educativo è sempre una cosa valida. Anche se abbiamo giù convissuto con altri cani in precedenza, ogni individuo è un mondo a sé, con un carattere e un vissuto unici che richiedono un approccio su misura.<br>Affidarsi a un professionista non è un segno di inesperienza, ma di profonda responsabilità: persino gli educatori hanno spesso bisogno di un occhio esterno oggettivo!<br>Investire in un percorso guidato significa gettare le basi per una comprensione reciproca che durerà per sempre.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="537" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1.jpg" alt="" class="wp-image-63109" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-768x544.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-696x493.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-1068x756.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-592x420.jpg 592w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-1920x1360.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2025/07/iStock-2167466861-cane-coccole-con-proprietario-1-600x425.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>In conclusione, non è l’oggetto in sé a fare la felicità del cane, ma l’uso consapevole che ne facciamo per rispettare la sua natura. Che sia una pettorina che gli permette di esplorare il mondo, uno snack masticativo che lo rilassa o un gioco di attivazione mentale fatto insieme, ogni nostra scelta dovrebbe essere un atto di ascolto.<br>La prossima volta che entrerete in un negozio per animali, non cercate solo un accessorio colorato.</p><p>Cercate un modo nuovo per dirgli: &#8220;Ti vedo, ti capisco e mi prendo cura di chi sei veramente!&#8221;.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/curiosita-cani/cosa-rende-felice-cane/">Come rendere veramente felice il nostro cane?</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>I viaggi di Giuliano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 10:44:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[INTERVISTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I viaggio di Giuliano: la storia del Maine Coon viaggiatore che sta conquistando i social.Intervista a Selene Tola, Creator e “compagna di viaggi e avventure” del gatto Giuliano. A cura della Redazione Oltre 50.000 follower, migliaia di visualizzazioni e di interazioni su ogni post che documenta una complicità che buca lo schermo. Sono i numeri [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>I viaggio di Giuliano: la storia del <em>Maine Coon</em> viaggiatore che sta conquistando i social.<br>Intervista a Selene Tola, Creator e “compagna di viaggi e avventure” del gatto Giuliano.</strong></p><p>A cura della <strong>Redazione</strong></p><p>Oltre 50.000 follower, migliaia di visualizzazioni e di interazioni su ogni post che documenta una complicità che buca lo schermo. Sono i numeri di @giuliano.themainecoon, il profilo dedicato alle avventure di Giuliano, un Maine Coon rosso diventato una vera star dei Social. Dietro al progetto c’è la sua umana preferita, Selene Tola, creator sarda che racconta con ironia e naturalezza la vita insieme al suo &#8220;gigante buono&#8221;. Che si tratti di quotidianità casalinga o di viaggi avventurosi, la loro spontaneità (racchiusa in contenuti diventati iconici, come i loro celebri abbracci) ha trasformato un semplice diario digitale nel racconto quotidiano di un legame unico, diventato un punto di riferimento per tutti gli amanti degli animali.</p><h3 class="wp-block-heading"><em>Come è nata l&#8217;idea di raccontare la vostra vita su Instagram? C&#8217;è stato un momento preciso in cui hai capito che Giuliano sarebbe diventato il protagonista?</em></h3><p>Tutto è nato in modo estremamente spontaneo e naturale. All&#8217;inizio condividevo semplicemente su Instagram momenti della nostra quotidianità: erano frammenti reali, scene di vita di tutti i giorni, soprattutto i suoi abbracci, il modo in cui mi seguiva ovunque.<br>Poi ho notato che alcune persone iniziavano a riconoscersi in quelle scene, a commentare, a raccontare le loro esperienza con i gatti. Da lì è cresciuta una community che oggi conta oltre cinquantamila persone. Penso che il segreto sia proprio l&#8217;autenticità: Giuliano è il vero protagonista, io mi limito a raccontarlo. Senza filtri. E sono convinta che le persone si affezionino proprio a questo.</p><h3 class="wp-block-heading"><em>Giuliano sembra un vero esploratore: quando hai capito che era un gatto adatto ai viaggi e alle avventure fuori casa?</em></h3><p>In realtà l&#8217;ho capito quasi subito, fin dal primo viaggio in auto, quando lo abbiamo adottato da cucciolo. Già dai primi mesi, Giuliano ha mostrato grande curiosità e una totale assenza di paura nei confronti di luoghi e persone sconosciute.<br>Lui si avvicinava, voleva annusare tutto, conoscere chiunque. Era estremamente socievole. Quando ho capito che aveva questa naturale predisposizione, ho deciso semplicemente di assecondarla, ma con un&#8217;attenzione costante: ogni esperienza fuori casa è sempre stata pensata mettendo sempre al primo posto la sua sicurezza e il suo benessere.</p><h3 class="wp-block-heading"><em>Qual è stata la vacanza o il viaggio più memorabile vissuto insieme finora? C&#8217;è un luogo pet-friendly che avete visitato e vi è rimasto nel cuore?</em></h3><p>È difficile sceglierne uno solo. Vivendo in Sardegna, abbiamo la fortuna di avere a portata di mano paesaggi straordinari, e con Giuliano abbiamo girato tutta l&#8217;isola in lungo e in largo. Devo ammettere che gran parte dei nostri ricordi più belli sono legati proprio alla nostra terra.<br>Però c&#8217;è un&#8217;esperienza fuori dalla Sardegna che ricorderò sempre con un sorriso: la nostra recente visita a Pisa, in Piazza dei Miracoli. Giuliano è diventato in pochi minuti una piccola attrazione. Turisti da ogni parte del mondo si fermavano a fotografarlo, a chiederci se potessero accarezzarlo, a domandare come fosse viaggiare con un gatto.</p><h3 class="wp-block-heading"><em>Viaggiare con un Maine Coon richiede attenzioni particolari rispetto ad altri gatti? Quali sono gli accessori o gli &#8220;indispensabili&#8221; che non mancano mai in valigia?</em></h3><p>Sì, la principale preoccupazione riguarda le dimensioni: i Maine Coon sono gatti molto grandi. Questo significa che hanno bisogno di spazio anche quando viaggiano.<br>Il primo accessorio indispensabile è, quindi, un trasportino di dimensioni adeguato alla sua stazza, adatto a viaggi in aereo, treno o traghetto, dove Giuliano possa sdraiarsi, girarsi e sentirsi sempre a suo agio.<br>Poi non deve mai mancare la pettorina, fondamentale per le passeggiate in totale sicurezza, e una spazzola, perché il pelo lungo richiede una cura quotidiana.</p><p>Infine, e questo per me è cruciale, porto sempre con noi i suoi snack preferiti e i suoi alimenti abituali. Cerco sempre di mantenere le stesse routine alimentari anche in viaggio, così Giuliano può sentirsi a casa ovunque ci troviamo. Molti proprietari di gatti pensano che i felini non amino spostarsi: quali consigli daresti a chi vorrebbe iniziare a viaggiare con il proprio pet in modo sereno e sicuro?</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="605" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9.jpg" alt="Selene e Giuliano in aereo" class="wp-image-63100" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9-768x612.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9-696x555.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9-1068x852.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9-526x420.jpg 526w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9-1920x1532.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-9-600x478.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Il primo consiglio è di non avere fretta. Il gatto è un animale abitudinario per natura, e qualsiasi cambiamento può essere percepito come una potenziale minaccia se introdotto in modo brusco. Prima lo si abitua al trasportino lasciandolo aperto in casa come se fosse una cuccia, poi si fanno piccoli spostamenti brevi, sempre associando l&#8217;esperienza a coccole, premi e snack che ama.</p><p>Bisogna anche imparare a leggere i suoi segnali: se è teso, se si nasconde, se rifiuta il cibo, è il momento di fare un passo indietro e rallentare. Non tutti i gatti diventeranno viaggiatori, e va benissimo così. Ognuno ha la sua personalità, e va rispettata. Ma per quelli che, come Giuliano, mostrano una predisposizione &#8220;alle avventure fuori casa&#8221;, il viaggio può diventare un&#8217;esperienza arricchente, a patto di rispettare sempre i loro tempi e mettere il loro benessere prima di qualsiasi altra cosa.</p><h3 class="wp-block-heading">Sui social condividete immagini molto suggestive delle vostre esperienze: quanto conta oggi Instagram nel diffondere una cultura più <em>pet-friendly</em> e <em>travel-oriented</em>?</h3><p>Penso che i social abbiano contribuito positivamente a cambiare la percezione che molte persone avevano dei gatti.<br>C&#8217;è ancora un pregiudizio diffuso secondo cui il gatto è un animale &#8220;domestico&#8221; nel vero senso del termine, ovvero affezionato più al suo ambiente che alle persone.<br>Mostrare Giuliano che esplora il mondo, che si gode una passeggiata sul lungomare o che dorme tranquillo in un agriturismo, contribuisce a sgretolare questa idea.<br>Lui sta bene assieme alle persone che ama e lo dimostra richiamandoci ogni volta che in trasferta qualcuno di noi si allontana!</p><p>Inoltre, raccontare le esperienze vissute in alcune strutture pet-friendly, evidenziandone l’ospitalità, l’accoglienza e le attenzioni ricevute, aiuta il settore ricettivo a comprendere che sempre più persone vogliono condividere le loro vacanze con i propri animali.<br>Penso che vedere Giuliano viaggiare possa davvero far capire a molti proprietari che il gatto, se conosciuto, ascoltato e rispettato, può trasformarsi nel miglior compagno di viaggio possibile.</p><h3 class="wp-block-heading">Se Giuliano potesse scegliere la prossima destinazione ideale per una vacanza, dove ti porterebbe e perché?</h3><p>Conoscendolo bene, non ho dubbi: Giuliano sceglierebbe una meta immersa nella natura, dove il verde è protagonista e gli spazi non hanno confini. Immagino perfettamente il nostro road trip ideale nelle verdi foreste del Nord Europa o tra i parchi americani, perdendoci tra la maestosità del Grand Canyon e l&#8217;energia primordiale della Monument Valley.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="603" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12.jpg" alt="Selene e Giuliano" class="wp-image-63101" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12-768x610.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12-696x553.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12-1068x849.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12-527x420.jpg 527w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12-1920x1527.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/Selene-e-Giuliano-12-600x477.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Sono luoghi che conosco bene, perché ci sono già stata, e sono certa che lui si sentirebbe perfettamente a casa, libero di scoprire scenari vasti e incontaminati, in totale libertà.</p><p>È un sogno che porto nel cuore e, prima o poi, sono certa che riusciremo a realizzarlo per regalarci questa avventura insieme.</p><h3 class="wp-block-heading"><em>Guardando al futuro, ci sono progetti o sogni che vorresti realizzare con Giuliano?</em></h3><p>Mi piacerebbe continuare a raccontare la nostra storia, documentarla con foto e video. Vorrei aiutare sempre più persone a comprendere che il rapporto con un gatto può essere profondo, ricco e pieno di sorprese, e che ciò che più conta è stare bene insieme.</p><p>E poi, perché no, mi piacerebbe vedere Giuliano in luoghi sempre nuovi: ogni viaggio mi insegna qualcosa, sia su di noi che su di lui.<br>Finché sarà sereno e felice di farlo, continueremo a esplorare il mondo insieme, un abbraccio alla volta.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rubriche/interviste/i-viaggi-di-giuliano/">I viaggi di Giuliano</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 10:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto: la dermatologia veterinaria rappresenta una specializzazione essenziale della medicina animale, dedicata alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle patologie della pelle, delle orecchie e delle unghie in diverse specie animali. A cura del Dott. Massimo Beccati &#8211; Medico Vetinario Specialista in Dermatologia &#8211; Gruppo Ca’ Zampa [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto: la dermatologia veterinaria rappresenta una specializzazione essenziale della medicina animale, dedicata alla diagnosi, al trattamento e alla prevenzione delle patologie della pelle, delle orecchie e delle unghie in diverse specie animali.</strong></p><p>A cura del<strong> Dott. Massimo Beccati </strong>&#8211; Medico Vetinario Specialista in Dermatologia &#8211; <a href="https://www.cazampa.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gruppo Ca’ Zampa</a></p><p>Questo campo comprende una vasta gamma di condizioni, dalle allergie e infezioni fungine o batteriche alle infestazioni parassitarie, tra cui dermatite atopica cronica, irritazioni e, persino, tumori della pelle.</p><h2 class="wp-block-heading">I patologie dermatologiche del cane e del gatto e i vari approcci terapeutici</h2><p>Gli approcci terapeutici sono molteplici, tra cui creme topiche, compresse orali e farmaci iniettabili, tutti mirati non solo a curare le malattie, ma anche a preservare la salute della pelle e del pelo, contribuendo così al benessere generale dell&#8217;animale.<br>Il mercato globale della dermatologia veterinaria sta vivendo una crescita dinamica, trainata da profonde trasformazioni socio-economiche e continui progressi scientifici.<br>I disturbi dermatologici sono estremamente comuni nei cani, rappresentando il 20-35% dei casi in uno studio condotto presso un complesso clinico veterinario universitario. Le condizioni diagnosticate più frequentemente includono le infestazioni parassitarie da pulci, zecche, altri parassiti come la rogna sarcoptica/notoedrica, sebbene nuove molecole antiparassitarie ne abbiano dimezzato la percentuale clinica.</p><h2 class="wp-block-heading">La CAD: Dermatite Atopica Canina</h2><p>La dermatite atopica, soprattutto nelle stagioni primaverili ed estive con tutta la sua molteplicità sintomatica, è probabilmente l’infermità più diffusa nei cani e anche gatti in maniera cosmopolita.<br>La <em>Dermatite Atopica Canina</em> (<em>CAD</em>) è una patologia importante, con una prevalenza stimata tra il 3% e il 15%, sebbene i dati epidemiologici affidabili siano limitati a causa della complessità della diagnosi e della variabilità delle popolazioni studiate.</p><h3 class="wp-block-heading">Fattori di rischio</h3><p>Diversi fattori di rischio sono associati a condizioni dermatologiche nei cani.</p><p>L&#8217;insorgenza dei segni clinici della <em>CAD </em>avviene generalmente tra i 4 mesi e i 3 anni. La razza è un fattore predisponente, la moda di detenere determinate razze ne aumenta l’incidenza epidemiologica e può cambiare da nazione a nazione. In Italia negli ultimi anni si è evidenziata un incremento esponenziale di cani razza Bouledogue francesi, razza altamente affetta da dermatite atopica. Anche Labrador e Golden Retriever sono razze frequentemente studiate per i fattori genetici e ambientali correlati alle allergie.</p><p>L&#8217;ambiente e la stagione influenzano l&#8217;insorgenza di disturbi cutanei, con un&#8217;incidenza (recidiva stagionale, paragonabile alla nostra allergia ai pollini) maggiore durante la stagione primaverile estiva, sebbene cani che vivono in casa hanno una maggiore frequenza di <em>CAD</em>, soprattutto per l&#8217;effeto scatenante della polvere o l’acaro della polvere.</p><h3 class="wp-block-heading">Una patologia complessa</h3><p>La variabilità dei dati di prevalenza della <em>CAD </em>e dei fattori di rischio (età, sesso, razza, ambiente) nei diversi studi e nelle diverse regioni geografiche evidenzia la complessità della malattia e la necessità di un approccio diagnostico e terapeutico personalizzato.</p><p>Ciò giustifica l&#8217;investimento in strumenti diagnostici più precisi e terapie mirate che possano essere adattate al singolo individuo, piuttosto che in soluzioni generiche.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="492" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti.jpg" alt="Cane sdraiato in un campo" class="wp-image-63094" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-768x498.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-696x451.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-1068x693.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-647x420.jpg 647w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-1920x1246.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/border-collie-prato-parassiti-600x389.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Dermatopatie nei gatti</h2><p>Si stima che nei felini, tra il 5% e il 15% dei pazienti presenta almeno una dermatopatia. Le condizioni più comuni variano a seconda della zona geografica e dallo stile di vita (indoor-outdoor).</p><p>Le cause più frequenti di malattie cutanee nei gatti sono le allergie al particolato atmosferico, le allergie alimentari, le sindromi eosinofiliche, le allergie alle punture di pulci e zanzare.</p><p>Nei mici che abitano prevalentemente fuori casa le zuffe tra i simili portano molto spesso a patologie traumatiche che spesso sfociano in ascessi o ferite lacero contusive.</p><h3 class="wp-block-heading">La Dermatofitosi: la tigna dei gatti</h3><p>La Dermatofitosi (tigna) è una zoonosi (infettiva per l’uomo) condizione degna di nota, soprattutto nei micini appena acquistati o immessi in casa ma trovati in ambienti esterni (cortili, strade, fattorie). Bisogna sempre recarsi dal Medico Veterinario per essere sicuri che il nostro il gattino non sia affetto; il rischio è che i nuovi proprietari dopo 7-10 giorni possono vedersi appararire sulla pelle i segni di un contagio.</p><h3 class="wp-block-heading">Fattori di rischio</h3><p>I fattori di rischio per la dermatofitosi felina includono l&#8217;età, con la più alta incidenza nei gatti di età inferiore a un anno, in particolare quelli di età inferiore a 6 mesi (84% dei casi), a causa del loro sistema immunitario immaturo.<br>Attenzione! Spesso i gattini sono privi di lesioni cutanee ma potenzialmente infettivi ugualmente!</p><p>La razza, poi, è un fattore importante, i gatti razza Persiana (a pelo lungo) sono significativamente più colpiti a causa della loro pelliccia densa, che può trattenere spore fungine e impedire una toelettatura efficace e di un sistema immunitario poco propenso ad eliminare le spore fungine.</p><p>Proseguendo, anche lo stile di vita è rilevante, con i gatti che vivono all&#8217;aperto che presentano un rischio maggiore di infestazioni parassitarie e ascessi.</p><h3 class="wp-block-heading">Segnali di allarme</h3><p>I segni comuni di malattie della pelle nei gatti includono grattamento parossistico, leccamento o masticazione del pelo e della cute, arrossamento, noduli, perdita di pelo, croste, squame, prurito generalizzato.<br>Dopo una attenta visita dermatologica e una diagnosi di certezza, la terapia è la logica conseguenza e, soprattutto, quello che si aspettano i proprietari, al fine di ovviare ai problemi dermatologici dei loro amici a quattro zampe, che sempre più spesso creano frustrazioni ad entrambi le parti.</p><h2 class="wp-block-heading">Strumenti di prevenzione</h2><p>Negli ultimi anni sempre più molecole specifiche si sono fatte breccia sul mercato farmacologico veterinario al fine di una trasformazione terapie altamente mirate.<br>Antiparassitario iniettivi dalla durata annuale (che non sono vaccinazioni), trattamenti orali antiparassitari multifunzionali mensili ed altri hanno abbattuto le incidenze delle diffuse patologie parassitarie (soprattutto demodicosi).<br>Gli inibitori della Janus Kinase (JAKi) e gli anticorpi monoclonali (mAb) stanno rivoluzionando il trattamento delle condizioni dermatologiche infiammatorie e allergiche. L&#8217;oclacitinib è un esempio ben consolidato (presente sul mercato da 10 anni) di JAKi utilizzato per la dermatite atopica nei cani.<br>Più recentemente, l&#8217;ilunocitinib e l’atinvicitinib sono stati approvati dalla FDA nel settembre 2024 per il controllo del prurito associato a dermatite allergica e atopica nei cani. Studi clinici hanno dimostrato l&#8217;efficacia di queste molecole nel ridurre significativamente il prurito e migliorare la qualità della vita nei cani e dei proprietari.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite.jpg" alt="Gatto si lecca la zampina ripetutamente" class="wp-image-63095" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-lecca-zampa-dermatite-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Medicina responsabile</h2><p>Questo approccio alla medicina di precisione offre una maggiore efficacia e una riduzione degli effetti collaterali, migliorando il benessere degli animali e la soddisfazione dei proprietari.<br>Di fronte alla crescente preoccupazione per la resistenza agli antibiotici, la gestione antimicrobica è diventata un obiettivo importante nella dermatologia veterinaria.<br>Ciò si traduce in un uso più frequente di colture e test di sensibilità per i casi di piodermite refrattaria.<br>Il Staphylococcus pseudintermedius è stato identificato come agente causale delle infezioni comuni nel cane. A tal proposito lo sviluppo di nuove terapie non antibiotiche per le infezioni batteriche (dermocosmesi mirata e/o) e l&#8217;enfasi su una diagnostica precisa riflettono l&#8217;impegno del mercato verso una medicina responsabile, bilanciando un trattamento efficace con le preoccupazioni per la salute pubblica.</p><p>Il mercato della dermatologia veterinaria sta vivendo una forte crescita, trainato dalla crescente umanizzazione degli animali da compagnia, dall&#8217;aumento della spesa sanitaria per gli animali e dai progressi tecnologici.<br>Questi progressi, combinati con un approccio multimodale che include nutrizione e terapie topiche, migliorano significativamente la qualità della vita degli animali. Allo stesso tempo, l&#8217;enfasi sulla gestione antimicrobica e lo sviluppo di terapie non antibiotiche riflettono la crescente consapevolezza delle sfide legate alla resistenza antimicrobica.</p><h2 class="wp-block-heading">Il futuro della dermatologia</h2><p>Il futuro della dermatologia veterinaria è orientato verso la medicina personalizzata, trainata dai progressi nella genomica, e nell&#8217;analisi del microbioma.<br>Questi approcci promettono diagnosi più precise e trattamenti personalizzati.</p><p>In sintesi, il mercato della dermatologia veterinaria è dinamico e resiliente, caratterizzato da una costante innovazione e adattamento alle mutevoli esigenze dei proprietari di animali domestici e alle sfide del settore della salute animale. La sinergia tra progressi scientifici, modelli di erogazione dei servizi ottimizzati e una profonda comprensione delle dinamiche di mercato saranno essenziali per sostenere questa crescita e migliorare costantemente la salute dermatologica degli animali.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/salute-cani-e-gatti/le-patologie-dermatologiche-nel-cane-e-nel-gatto/">Le patologie dermatologiche nel cane e nel gatto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Perché il gatto si nasconde?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 08:50:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché il gatto si nasconde? Chi vive con un gatto lo sa: ci sono momenti in cui sparisce. Ma… A cura della Dott.ssa EWA PRINCI &#8211; Consulente esperta in comportamentoed etologia del gatto. Centro di Cultura Felina &#8211; culturafelina.it Lo chiami, lo cerchi, e lui è infilato sotto il letto, dietro il divano, dentro un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Perché il gatto si nasconde? Chi vive con un gatto lo sa: ci sono momenti in cui sparisce. Ma…</strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa EWA PRINCI</strong> &#8211; Consulente esperta in comportamento<br>ed etologia del gatto. Centro di Cultura Felina &#8211; <a href="https://www.culturafelina.it/">culturafelina.it</a></p><p>Lo chiami, lo cerchi, e lui è infilato sotto il letto, dietro il divano, dentro un armadio, in uno scatolone o su una mensola irraggiungibile. A volte succede quando arrivano ospiti. Altre dopo un rumore improvviso, un cambiamento in casa, una visita dal Veterinario o l’arrivo di un altro animale. In certi casi sembra farlo &#8220;senza motivo&#8221;.</p><p>Per molti proprietari questo comportamento crea preoccupazione. Ci si chiede: si nasconde perché ha paura? Perché sta male? Perché non si fida oppure c&#8217;è un problema caratteriale?<br>La verità è che, nella maggior parte dei casi, nascondersi è un comportamento normale, profondamente felino e legato al bisogno di sicurezza. Non è un capriccio, non è dispetto, e non è nemmeno sempre un segnale patologico. È spesso una strategia di regolazione, di protezione e di gestione dell’ambiente.</p><p>Capire perché Micio si nasconde significa entrare davvero nella sua natura.</p><h2 class="wp-block-heading">Nascondersi è un comportamento etologico normale</h2><p>Il gatto domestico conserva ancora oggi molte caratteristiche del suo antenato selvatico. Anche se vive sul nostro divano, in una casa calda e protetta, il suo sistema nervoso continua a funzionare secondo logiche di sopravvivenza molto antiche.</p><p>Il gatto è contemporaneamente predatore e preda. Questo doppio ruolo è fondamentale per comprenderlo.<br>Da un lato osserva, controlla, caccia, esplora. Dall’altro resta molto sensibile a ciò che può rappresentare una minaccia: movimenti improvvisi, rumori forti, odori nuovi, invasioni del territorio, persone sconosciute, contesti imprevedibili.<br>Per questo motivo, nella sua organizzazione naturale, il nostro felino ha bisogno di poter contare su rifugi sicuri, cioè luoghi in cui sottrarsi allo sguardo, interrompere il contatto, abbassare l’attivazione e sentirsi protetto.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="556" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi.jpg" alt="Gatto sul tresplolo" class="wp-image-63087" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi-768x563.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi-696x510.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi-1068x783.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi-572x420.jpg 572w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi-1920x1408.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1436438184-gatto-sopra-tiragraffi-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Il rifugio non è solo un posto: è una funzione</h2><p>Dal punto di vista etologico, il nascondiglio non è semplicemente uno spazio fisico. È una funzione di sicurezza. Per noi può sembrare strano che scelga una scatola, il retro della tenda o il fondo dell’armadio. Per lui, invece, quel punto può rappresentare una base sicura temporanea.<br>Ecco perché togliere al gatto i suoi rifugi, chiuderli o costringerlo a uscire raramente aiuta. Anzi, spesso aumenta il suo senso di vulnerabilità.</p><h2 class="wp-block-heading">Quando il gatto si nasconde per paura</h2><p>La paura è una delle cause più comuni del nascondersi. Non parliamo solo di grandi paure evidenti, ma anche di micro-eventi percepiti come destabilizzanti.</p><p>Un gatto può nascondersi dopo:</p><ul class="wp-block-list"><li>un temporale o fuochi d’artificio;</li>

<li>l’arrivo di ospiti rumorosi;</li>

<li>lavori in casa;</li>

<li>un cambio di mobili o odori;</li>

<li>un trasportino lasciato aperto dopo una visita veterinaria;</li>

<li>l’ingresso di un nuovo gatto o cane;</li>

<li>un’interazione troppo intensa con un essere umano;</li>

<li>un episodio che ha vissuto come invasivo o imprevedibile.</li></ul><p>In questi casi il nascondersi ha la funzione di ridurre il contatto con ciò che il gatto percepisce come eccessivo. È importante ricordare che la paura non dipende da ciò che noi riteniamo pericoloso, ma da ciò che il gatto vive come minaccioso. Un bambino entusiasta che corre verso di lui per accarezzarlo, per esempio, può essere percepito come uno stimolo ingestibile. Anche un semplice ospite gentile ma insistente può risultare &#8220;troppo&#8221;.</p><h2 class="wp-block-heading">Nascondersi può essere anche stress</h2><p>Non sempre il gatto si nasconde perché ha uno spavento improvviso. A volte si nasconde perché è in uno stato di stress più sottile e continuativo. Pensiamo a un soggetto che vive in una casa poco prevedibile, con conflitti tra animali, spazi insufficienti, risorse mal distribuite, rumori frequenti o interazioni forzate.<br>In questi casi il rifugio diventa una strategia quotidiana di gestione. Non è necessariamente terrore. È spesso iperattivazione, affaticamento emotivo, bisogno di sottrarsi a un ambiente percepito come poco leggibile o poco controllabile.</p><h2 class="wp-block-heading">Il nascondersi dopo un cambiamento</h2><p>I gatti sono animali molto sensibili alla stabilità dell’ambiente. Questo non significa che non possano adattarsi, ma che hanno bisogno di farlo nei loro tempi. Traslochi, vacanze, ristrutturazioni, nuovi conviventi, nuovi odori, nascite, lutti, cambiamenti negli orari dell’umano: tutto questo può influenzare il loro equilibrio.</p><p>In queste fasi nascondersi è spesso un modo per prendere tempo, raccogliere informazioni e ristabilire una mappa interna del territorio.<br>È un comportamento frequente anche nei gatti appena adottati: prima di esplorare, molti scelgono di scomparire. Dal loro punto di vista, trovarsi in un luogo nuovo senza punti di riferimento è una condizione di forte vulnerabilità. Il rifugio diventa il primo gradino verso l’adattamento.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="571" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2.jpg" alt="Gatto nascosto dietro la tenda" class="wp-image-63090" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2-768x578.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2-696x524.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2-1068x804.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2-557x420.jpg 557w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2-1920x1446.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/gatto-nscosto-dietro-tenda-2-600x451.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Quando preoccuparsi davvero</h2><p>Nascondersi, di per sé, non è automaticamente un problema. Lo diventa quando è molto frequente, rigido, improvviso o associato ad altri segnali.</p><p>È bene osservare con attenzione se il gatto, oltre a nascondersi:</p><ul class="wp-block-list"><li>mangia meno o smette di mangiare;</li>

<li>evita la lettiera o cambia abitudini eliminatorie;</li>

<li>appare meno reattivo o più irritabile;</li>

<li>si muove con cautela o mostra dolore;</li>

<li>riduce drasticamente gioco, esplorazione e contatto;</li>

<li>si lecca eccessivamente;</li>

<li>vocalizza in modo insolito;</li>

<li>resta nascosto per molte ore o giorni.</li></ul><p>In questi casi il nascondersi può essere collegato non solo a disagio emotivo, ma anche a malessere fisico. Il gatto, quando non sta bene, tende spesso a ritirarsi. Il primo passo, se il nascondersi è insolito o persistente, è escludere una causa medica con il Veterinario.</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa non fare</h2><p>Quando un gatto si nasconde, l’errore più comune è volerlo &#8220;risolvere&#8221; subito dal nostro punto di vista. Lo cerchiamo, lo tiriamo fuori, lo rassicuriamo troppo, insistiamo con il contatto o proviamo a dimostrargli che non c’è nulla da temere.</p><p>Ecco cosa evitare:</p><ul class="wp-block-list"><li>tirarlo fuori dal rifugio;</li>

<li>inseguirlo per accarezzarlo;</li>

<li>esporlo forzatamente a ciò che teme;</li>

<li>punirlo o interpretarlo come scortese o &#8220;viziato&#8221;;</li>

<li>chiudere gli accessi ai nascondigli senza offrirne di adeguati;</li>

<li>aumentare stimoli e attenzioni proprio nel momento in cui cerca distanza.</li></ul><p>Quando il gatto si nasconde, sta comunicando un bisogno. Se lo ignoriamo, rischiamo di peggiorare la sua percezione dell’ambiente.</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa fare</h2><p>L’obiettivo non è impedire al gatto di nascondersi, ma fare in modo che non abbia bisogno di farlo in modo eccessivo, e che possa sentirsi sufficientemente sicuro da riemergere spontaneamente.</p><p>Ecco alcune strategie utili:</p><ul class="wp-block-list"><li><strong>Offri rifugi adatti</strong>. Cucce chiuse, scatole, mensole alte, tunnel, coperture parziali, letti con sponde: il gatto deve avere la possibilità di scegliere dove sentirsi protetto.</li>

<li><strong>Aumenta la prevedibilità</strong>. Orari coerenti, routine leggibili, interazioni rispettose e ambiente stabile aiutano molto il sistema nervoso felino.</li>

<li><strong>Distribuisci bene le risorse</strong>. Lettiere, ciotole, acqua, tiragraffi e punti di riposo devono essere accessibili e non competitivi, soprattutto in case con più animali.</li>

<li><strong>Lascia che sia lui a riavvicinarsi</strong>. La fiducia cresce quando il gatto sente di avere controllo sulla distanza. Lavora sulla sicurezza Un gatto non deve essere &#8220;socievole a tutti i costi&#8221;. Deve sentirsi abbastanza al sicuro da poter scegliere.</li></ul><h2 class="wp-block-heading">Conclusione</h2><p>Il rifugio, per il gatto, non è isolamento inutile. È il luogo in cui raccoglie informazioni, riprende fiato, si protegge e ritrova equilibrio. Comprenderlo significa smettere di leggere il nascondersi come rifiuto personale. Nella maggior parte dei casi non è distanza affettiva. È bisogno di sicurezza.<br>E un gatto che si sente rispettato nei suoi tempi, nei suoi spazi e nei suoi segnali è un gatto che, poco alla volta, impara anche a fidarsi di più.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/gatti/curiosita-gatti/perche-il-gatto-si-nasconde/">Perché il gatto si nasconde?</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Traslocare insieme al cane</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2026 11:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDUCAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Traslocare insieme al cane: semplici strategie possono aiutarvi a rendere il trasloco con il cane più facile e sicuro per entrambi, lasciandovi così liberi di goderci la vostra nuova casa! A cura di TIZIANA DARE &#8211; Educatore e ri-educatore cinofilo professionista. Diplomata in educazione e rieducazione del cane. Specialista nel comportamento del gatto. www.obbiettivocane.com Cambiare [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Traslocare insieme al cane: semplici strategie possono aiutarvi a rendere il trasloco con il cane più facile e sicuro per entrambi, lasciandovi così liberi di goderci la vostra nuova casa!</strong></p><p>A cura di <strong>TIZIANA DARE</strong> &#8211; Educatore e ri-educatore cinofilo professionista. Diplomata in educazione e rieducazione del cane. Specialista nel comportamento del gatto. <a href="https://www.obbiettivocane.com/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.obbiettivocane.com</a></p><p>Cambiare casa non è mai facile e, se comporta un enorme stress per l’essere umano, figuriamoci per i nostri beniamini a quattro zampe ai quali non possiamo spiegare il come e il perché del trasloco.<br>La loro vita è basata sulla routine e sulla familiarità e i cani si nutrono molto anche delle nostre emozioni. L&#8217;interruzione della nostra tranquillità e quotidianità può essere molto difficile per loro.</p><p>Per avere, però, un&#8217;idea chiara del livello di stress che un pet può subire durante un trasloco, proviamo ad immaginare di essere trasportati in un ambiente nuovo ed estraneo, senza alcuna spiegazione o indicazione e privo di tutti i vostri punti di riferimento. Vi sentireste sicuramente a disagio e probabilmente un po&#8217; minacciati da questo ambiente con odori, suoni e colori diversi rispetto a quello che conoscevate.</p><p>La vostra prima reazione potrebbe essere quella di cercare una piccola zona sicura, dove rifugiarsi e scrutare l’ambiente. Questa, in breve, è la sensazione che prova il vostro cane quando cambiate ambiente a seguito di un trasloco oppure quando lo portate a casa per la prima volta.</p><p>Per Fido cambiare trasticamente il suo ambiente è destabilizzante e potrebbe facilmente generare in lui stress o ansie da separazione. Ecco allora che compaiono abbaio continuo, distruttività, marcature e altri comportamenti indesiderati. </p><h2 class="wp-block-heading">Primi passi</h2><p>Occorre cercare di ridurre al minimo tutti i fattori stressanti quali nuovi arredi, persone o altri animali sconosciuti al cane. Collocate la sua cuccia nella stessa stanza che era solito dormire precedentemente, quindi se era in salotto, sarà nel nuovo salotto, se era in cucina sarà nella nuova cucina, se era in giardino sarà in giardino. Portate tutti i suoi oggetti in questa stanza e ricollocateli come erano disposti prima.<br>Il giorno del trasloco, i fermenti dei preparativi e la confusione generale potrebbero far sentie Fido preoccupato e dovrà, quindi, essere rassicurato.<br>Cercare di comportarsi come se fosse una giornata normale e mantenere la massima calma sarebbe preferibile. Se siete molto stressati, il cane coglierà i segnali emotivi e si stresserà.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino.jpg" alt="Nuova casa per il nostro cane" class="wp-image-63080" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-cuccia-nuova-casa-nuovo-giardino-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>È bene incominciare fin da subito a riprendere la routine che si aveva nella vecchia casa, quindi passeggiate, pasti, momenti di gioco e svago sempre negli stessi orari. Armarsi di pazienza se il cane vi sembra disorientato o spaventato, lasciatelo annusare ed investigare il nuovo ambiente, in modo che familiarizzi con l’arredo e gli spazi. Nei momenti in cui dimostra tranquillità gratificatelo sempre, mentre se è agitato cercate di ridirigere la sua attenzione su di un gioco o dei premietti prelibati per cambiare il suo stato emotivo. Non sgridate mai quando dimostrerà agitatazione o paura.</p><p>Ovviamente, anche se si tratta di una casa nuova sarà necessario pulire tutto prima di trasferirsi. L&#8217;olfatto è molto più importante per i cani che per gli esseri umani e sono molto sensibili ad esso.<br>Sarebbe meglio farlo prima di entrare in casa: ciò aiuterà anche il nostro amico a quattrozampe che si sentirà più velocemente come se la nuova casa fosse già sua e non dovrà affontare odori sconosciuti che potrebbero innescarli una sensazione di &#8220;concorrenza&#8221; con altri soggetti.</p><h2 class="wp-block-heading">Una volta sistemato tutto</h2><p>Quando la casa è sicura, permettete al cane di esplorare il nuovo ambiente con i suoi tempi.<br>Accompagnarli in questo tour può essere rassicurante: alcuni cani sono meno sicuri di altri e trarranno beneficio dalla vostra presenza. Se non è possibile proteggere la casa, assicurati di tenere l&#8217;animale al guinzaglio: una corda domestica può dare libertà e allo stesso tempo tranquillità.</p><p>Durante il vero e proprio trasloco, quindi durante le giornate dove tutto viene trasportato, sistemato ed organizzato, è bene valutare di portare il nostro beniamino a casa di un parente, in modo tale da farlo stare a sua agio in un ambiene tranquillo per poi accoglierlo a casa nuova quando tutto è al proprio posto, tutti gli scatoloni sono stati aperti e l’arredo ricollocato a nostro piacimento.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="619" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1.jpg" alt="Ragazzo apre gli scatoloni degli accessori di Fido" class="wp-image-63081" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1-768x627.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1-696x568.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1-1068x872.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1-514x420.jpg 514w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1-1920x1567.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1514710151-oggetti-famigliari-cane-trasloco-1-600x489.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Un aiuto dai feromoni</h2><p>I primi giorni nella nuova casa è consigliato trascorrerli con l’animale cercando di ristabilire tutti i punti di riferimento che erano presenti nella &#8220;vecchia vita&#8221;. Meno stress affronta l’animale e più facile sarà l’ambientazione.</p><p>In commercio possiamo trovare degli aiuti come i feromoni, i quali sono i segnali chimici che gli animali usano per scambiarsi messaggi. I feromoni calmanti del cane (DAP) sono gli stessi che producono le femmine dopo la nascita dei cuccioli e aiutano a mantenere i cuccioli al sicuro. È possibile acquistare diffusori plug-in o collari per cani che infondevano DAP nell&#8217;aria: è stato dimostrato che la sensazione calmante funziona anche sui cani adulti.</p><p>Collegare un diffusore o mettere un collare ai feromoni al cane dovrebbe essere fatto almeno 24 ore prima di iniziare qualsiasi cambiamento a casa, compreso l&#8217;imballaggio.</p><p>In caso di seri problemi di ambientazione non esitate a contattare un professionista che sia in grado di aiutare voi e il vostro animale.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/educazione-cani/traslocare-insieme-al-cane/">Traslocare insieme al cane</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Vacanze nel rispetto dell&#8217;ambiente e di chi lo abita!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 09:42:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vacanze nel rispetto dell&#8217;ambiente e di chi lo abita! Cosa succede agli animali selvatici quando andiamo in natura? A cura dI FEDERICA CATALANO Andare in montagna, nei boschi, al mare o nei parchi naturali è un’esperienza che sempre più persone scelgono per ritrovare tranquillità, silenzio e contatto con l’ambiente. Camminare lungo un sentiero, osservare un [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Vacanze nel rispetto dell&#8217;ambiente e di chi lo abita! Cosa succede agli animali selvatici quando andiamo in natura?</strong></p><p>A cura dI <strong>FEDERICA CATALANO</strong></p><p>Andare in montagna, nei boschi, al mare o nei parchi naturali è un’esperienza che sempre più persone scelgono per ritrovare tranquillità, silenzio e contatto con l’ambiente. Camminare lungo un sentiero, osservare un animale in lontananza o trascorrere una notte immersi nella natura può regalare emozioni profonde e autentiche.<br>Eppure, ciò che per noi rappresenta relax e libertà, per la fauna selvatica può trasformarsi in una fonte di stress, disturbo e pericolo.</p><h2 class="wp-block-heading">La natura non è un parco giochi</h2><p>Boschi, dune, laghi, montagne e spiagge non sono semplicemente luoghi da visitare: sono ecosistemi delicati e habitat fondamentali per molte specie animali. Ogni sentiero fuori traccia, ogni rumore eccessivo, ogni rifiuto lasciato a terra può avere conseguenze concrete sulla vita degli animali selvatici.</p><p>Molte specie percepiscono la presenza umana come una minaccia.<br>Anche quando non ce ne accorgiamo, il semplice avvicinarsi troppo può provocare paura e stress, costringendo gli animali a interrompere attività essenziali come nutrirsi, riposare o accudire i piccoli. In alcuni casi, il disturbo ripetuto può spingere gli animali ad abbandonare tane, nidi o aree di riproduzione.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="563" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2.jpg" alt="Daino nel bosco che osserva" class="wp-image-63069" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-768x570.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-265x198.jpg 265w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-485x360.jpg 485w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-696x516.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-1068x793.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-565x420.jpg 565w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-1920x1426.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/bambi-natura-selvaggia-2-600x445.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Uno degli impatti più comuni è il cosiddetto &#8220;disturbo antropico&#8221;, cioè l’alterazione dei comportamenti naturali causata dalla presenza delle persone. Escursionisti rumorosi, musica ad alto volume, droni, fotografie troppo ravvicinate o la ricerca continua dell’&#8221;incontro perfetto&#8221; con gli animali possono generare situazioni di forte stress.</p><p>Gli animali selvatici spendono energia preziosa per fuggire, nascondersi o restare in allerta, soprattutto durante l’inverno o nei periodi riproduttivi, quando ogni energia risparmiata è fondamentale per la sopravvivenza.<br>Anche dare cibo agli animali, gesto spesso percepito come innocuo o affettuoso, può avere conseguenze negative. Nutrire fauna selvatica altera gli equilibri naturali, rende gli animali dipendenti dall’uomo e aumenta il rischio di malattie, incidenti o comportamenti aggressivi.</p><h2 class="wp-block-heading">Quando il turismo mette a rischio i cuccioli</h2><p>La primavera e l’estate sono periodi particolarmente delicati per molte specie. Uccelli che nidificano a terra, cerbiatti nascosti nell’erba alta e piccoli mammiferi ancora incapaci di difendersi dipendono dalla tranquillità dell’ambiente per sopravvivere.<br>Capita spesso che persone in buona fede raccolgano cuccioli apparentemente soli pensando di salvarli. In realtà, nella maggior parte dei casi, i genitori si trovano nelle vicinanze e continuano a monitorarli a distanza. Intervenire senza necessità può compromettere il legame con la madre o ridurre drasticamente le possibilità di sopravvivenza.<br>Anche i cani lasciati liberi nei parchi o nei boschi possono rappresentare un problema importante: inseguire un animale selvatico, disturbare un nido o entrare nelle aree di rifugio può provocare fughe pericolose, ferite e forte stress.</p><h2 class="wp-block-heading">Rifiuti, plastica e osservazione responsabile</h2><p>Tra le conseguenze più gravi della presenza umana negli ambienti naturali ci sono i rifiuti abbandonati, spesso sottovalutati ma estremamente pericolosi per la fauna selvatica.<br>Plastica, mozziconi di sigaretta, lattine, reti, lenze da pesca e resti di cibo possono trasformarsi in vere e proprie trappole mortali. Molti animali ingeriscono piccoli frammenti di plastica scambiandoli per cibo, con conseguenze che possono essere fatali: soffocamento, occlusioni intestinali, avvelenamento o difficoltà nella nutrizione.<br>Altri restano impigliati in sacchetti, fili o imballaggi, riportando ferite gravi o perdendo la possibilità di muoversi e difendersi. Nelle aree marine il problema è ancora più evidente: tartarughe, uccelli acquatici e mammiferi marini sono tra le vittime più frequenti dell’inquinamento da plastica.</p><p>Anche i resti di cibo lasciati durante pic-nic o escursioni possono alterare profondamente il comportamento degli animali. Abituarsi alla presenza di cibo umano significa perdere gradualmente la diffidenza naturale verso le persone, modificare la dieta e aumentare il rischio di incidenti, malattie o conflitti con l’uomo.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="500" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4.jpg" alt="" class="wp-image-63073" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4-768x506.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4-696x459.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4-1068x704.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4-636x420.jpg 636w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4-1920x1266.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/riccio-selvatico-4-600x395.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Perfino gesti apparentemente innocui, come lasciare bucce di frutta o fazzoletti lungo un sentiero, contribuiscono a compromettere l’equilibrio dell’ambiente.<br>Accanto al problema dei rifiuti esiste poi quello dell’osservazione invasiva della fauna selvatica. Entrare in contatto con un animale in natura è un privilegio, ma richiede rispetto, distanza e consapevolezza. Sempre più spesso la ricerca della fotografia perfetta o del video da condividere sui social porta alcune persone ad avvicinarsi troppo, inseguire gli animali o interferire con il loro comportamento naturale.</p><p>Fotografare un animale non dovrebbe mai significare spaventarlo, bloccarne la fuga o costringerlo a cambiare direzione. Gli esperti raccomandano di osservare sempre la fauna senza interferire: se un animale fugge, appare agitato, interrompe ciò che sta facendo o cambia comportamento, significa che ci siamo avvicinati troppo.<br>Rispettare le distanze, evitare rumori improvvisi, non utilizzare flash o droni vicino agli animali e seguire i sentieri segnalati sono piccoli gesti che fanno una grande differenza. Perché la natura non ha bisogno di spettatori invadenti, ma di persone capaci di attraversarla con discrezione e rispetto.</p><h2 class="wp-block-heading"> Vacanze davvero sostenibili</h2><p>Fare turismo responsabile non significa rinunciare alla natura, ma viverla con maggiore consapevolezza.<br>Piccole attenzioni possono ridurre enormemente il nostro impatto: non abbandonare rifiuti, evitare rumori eccessivi, non dare cibo agli animali selvatici, tenere i cani al guinzaglio e rispettare sentieri e zone protette.<br>Quando entriamo in un ambiente naturale dovremmo ricordare che siamo ospiti. Gli animali selvatici non vivono lì per essere osservati o fotografati, ma perché quello è il loro spazio vitale.<br>La natura ci regala silenzio, bellezza ed equilibrio, ma spesso dimentichiamo che ogni nostra presenza lascia una traccia. Per questo il vero turismo sostenibile non si misura soltanto dai luoghi che visitiamo, ma dal rispetto con cui scegliamo di attraversarli.</p><p>Proteggere gli animali selvatici significa imparare a osservare senza invadere, vivere senza consumare e passare senza disturbare. Perché il privilegio più grande non è vedere un animale in natura, ma sapere che potrà continuare a vivere libero anche dopo il nostro passaggio.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/curiosita-non-pet/vacanze-nel-rispetto-dellambiente-e-di-chi-lo-abita/">Vacanze nel rispetto dell&#8217;ambiente e di chi lo abita!</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Cosa sapere prima di prendere un coniglio nano?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 08:47:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Vuoi accogliere un coniglio nano? Ci sono cose da sapere prima di accogliere questa piccola palla di pelo. Vediamole insieme! A cura della Dott.ssa EMANUELA TETTA &#8211; Medico Veterinario &#8211; Adelfia (BA) &#8211; Emanuela.tetta@virgilio.it Il coniglio, da 20 anni ormai, è allevato come animale da compagnia e come tale è gestito. È una razza amatoriale, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Vuoi accogliere un coniglio nano? Ci sono cose da sapere prima di accogliere questa piccola palla di pelo. Vediamole insieme!</strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa EMANUELA TETTA</strong> &#8211; Medico Veterinario &#8211; Adelfia (BA) &#8211; Emanuela.tetta@virgilio.it</p><p>Il coniglio, da 20 anni ormai, è allevato come animale da compagnia e come tale è gestito. È una razza amatoriale, frutto di una mutazione genetica. Nel corso degli anni, infatti, è stato sottoposto a processi di selezione per ottenere soggetti apprezzati per le ridotte dimensioni e per le caratteristiche tipiche della razza di origine. Ha un carattere docile, affettuoso e per alcuni aspetti comportamentali è equiparato ad altri animali da compagnia, come il cane o il gatto.</p><p>Prendersi cura di un coniglio, però, è molto impegnativo, oneroso e la sua gestione differisce notevolmente da quella messa in atto per altri pet.<br>Per questo motivo non deve essere considerato un animale facile da gestire. Il suo benessere psico-fisico, dipenderà dalla capacità da parte del proprietario di comprendere le diversità etologiche e fisiologiche, abbastanza peculiari della specie.</p><h2 class="wp-block-heading">Corretta informazione</h2><p>Il web è molto ricco di gruppi che trattano di conigli. Molte sono le scuole di pensiero, nate da esperienze personali e da cattiva informazione su quelle che sono le reali esigenze della specie.<br>Il risultato è nefasto, poiché i conigli soccombono senza una causa apparente e con grande stupore da parte dei loro proprietari. La figura del Medico Veterinario è marginale, non necessaria perché il web ti spiega anche cosa fare se il tuo coniglio si ammala!</p><h2 class="wp-block-heading">Errori più comuni</h2><p>Quali sono gli errori più comuni che si commettono nella gestione del coniglio come pet? Prima di adottare questo piccolo amico tutto orecchie, è bene informarsi su quelle che sono le sue tendenze etologiche e la sua alimentazione. </p><p>Bisogna, inoltre, comprendere che il coniglio ha una dinamica fisiologica molto complessa e delicata. Ad esempio, molti proprietari rinunciano e condannano la detenzione in gabbia del loro coniglietto, ma li stessi non provvedono provvedono scientemente a realizzare degli spazi vitali consoni alle caratteristiche tipiche della specie al fine di salvaguardare la sua incolumità.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano.jpg" alt="Tagliare le unghie al coniglio nano" class="wp-image-63058" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2208768672-tagliare-unghie-al-coniglio-nano-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Nel corso degli anni la domesticazione e l’antropizzazione da parte dell’uomo di questa specie, ha modificato di fatto il suo biotopo e in parte le sue tendenze etologiche.<br>L’errore più comune commesso dai proprietari di conigli, infatti, è proprio quello di assimilare la sua gestione a quella messa in atto per il cane o il gatto. Spesso riferiscono che il proprio coniglio si comporta come un cagnolino che li segue dappertutto, si accuccia tra le gambe e cerca coccole e attenzioni. Quando rientrano dal lavoro, vengono accolti con saltelli, acrobazie inimmaginabili proprio come farebbe un cane alla vista del suo proprietario.<br>Il coniglio in realtà, ha sviluppato una modalità diversa di comunicazione che è rafforzata dall’atteggiamento premuroso e affettivo dell’uomo nei suoi confronti. Proprio per queste sue capacità adattative il coniglio è utilizzato con successo nei programmi di <em>pet therapy</em>.</p><h2 class="wp-block-heading">Le uscite</h2><p>Il coniglio una volta acquistato non deve circolare liberamente per la casa, soprattutto se è un cucciolo. E&#8217; importante per la sua incolumità predisporre degli spazi nei quali abbia la possibilità di superare lo stress dell’adattamento ambientale e per monitorare la sua capacità di relazionarsi con l’uomo e l’ambiente circostante.<br>Una volta libero si comporterà esattamente come farebbe in natura. Esplorerà il territorio, eliminerà le deiezioni in maniera indiscriminata e, soprattutto, se è in piena maturità sessuale, spruzzerà l’urina sugli arredi e su tutto ciò che è nel loro raggio di azione.<br>È inutile sgridarlo, non percepisce il rimprovero come un divieto. Per questo motivo, alcuni ambienti della casa non devono essere accessibili durante le sue esplorazioni.</p><h2 class="wp-block-heading">Il bagnetto</h2><p>I conigli non vanno lavati a meno che non sia necessario. Quello che invece si deve fare è controllare la lunghezza delle unghie provvedendo ad accorciarle periodicamente. Per quanto rigura il mantello, se è molto folto può essere leggermente sfoltito, specie della zona perianale e sotto il mento. Non utilizzare le salviettine che si usano per l’igiene del cane o del gatto perché ricche di sostanze glicerinate e deodoranti. Queste verrebbero ingerite dal coniglio durante la toelettatura del suo mantello, predisponendolo ad intossicazioni croniche.</p><p>Ricordiamo che la cura del proprio corpo è un segnale di benessere o malessere in questa specie animale. Un coniglio ammalato e che ha qualche distubo trascura l’igiene personale.</p><h2 class="wp-block-heading">L’alimentazione</h2><p>L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale per il benessere del coniglio e, nonostante le raccomandazioni del proprio Medico Veterinario, spesso si cade nella tentazione di acquistare prodotti che non rispettano affatto la delicata flora microbica intestinale e dell’igiene dentale.<br>Così i &#8220;premietti&#8221; o pellet complementari (misti), finiscono per diventare parte integrante della dieta giornaliera.<br>Il coniglio è un animale erbivoro e dunque la sua alimentazione dovrà essere composta da vegetali verdi, frutta fresca di stagione e fieno di ottima qualità. Una considerazione a parte merita la somministrazione del pellettato che è spesso demonizzato ritenendolo un alimento addirittura dannoso in quanto ricco di farine e di cereali.<br>La verità, invece, è un’altra: il pellettato (quando è di ottima qualità e rispetta le percentuali di fibra, di proteine, etc) è un ottimo ausilio per mantenere in equilibrio la popolazione microbica che si avvicenda nei vari tratti intestinali e che garantiscono il corretto funzionamento dell’apparato digerente.</p><p>La sua somministrazione, però, non deve essere ad libitum ma razionata durante la giornata.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="568" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano.jpg" alt="Coccole al coniglio nano" class="wp-image-63059" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-768x575.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-265x198.jpg 265w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-696x521.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-1068x800.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-560x420.jpg 560w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-1920x1438.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/iStock-2166132383-ragazza-cura-coccole-coniglio-nano-600x449.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Igiene dentale</h2><p>Altro fattore importante, spesso sottovalutato dai proprietari, è il controllo periodico dell’apparato dentale. Purtroppo, il coniglio viene portato all’attenzione di un Medico Veterinario Specializzato solo quando presenta dei sintomi indicativi di una determinata forma morbosa e mai viene sottoposto ad una vista clinica generale solo per assicurarsi che goda di ottima salute.<br>La visita dentale, in particolare, è fondamentale per rendersi conto che la peculiare dinamica masticatoria avvenga correttamente e che il consumo della tavola dentaria sia uniforme.</p><h2 class="wp-block-heading">Le vaccinazioni</h2><p>Fondamentale è la profilassi vaccinale che protegge il coniglio dalle malattie virali letali, trasmesse da vettori (come le zanzare) causandone la morte.<br>Molti proprietari non ritengono necessarie effettuare una profilassi vaccinale per evitare che si ammalino.<br>L’errore più comune, in questo caso, è quello di fidarsi del consiglio dei venditori che non fanno informazione ma disinformazione, minimizzando l’importanza di qualsiasi tipo di intervento medico sul coniglio, ritenendolo inutile. Altra cosa da evitare è affidarsi ciecamente all'(dis)informazione presente online.</p><p>Anche se alcuni blog o testate giornarlistiche, come PetFamily, cercando di portare al proprio lettori articoli di qualità, dove poter trarre corrette nozione per la gestione dei propri pet, sono ancora troppe le fonti (sopratutto social) dove spesso vengono elargiti consigli sbagliati che possono portare malessere ai poveri coniglietti se non anche la loro morte.</p><p>L’unica figura che deve essere sempre di riferimento quando decidiamo di condividere la nostra con un animale domestico è il Medico Veterinario e, nel caso dei conigli, il Medico Veterinario Specializzato in Animali da Compagnia Non Convenzionali.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/coniglio/curiosita-coniglio/cosa-sapere-del-coniglio-nano/">Cosa sapere prima di prendere un coniglio nano?</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il cane ha la malassezia?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Aug 2026 11:10:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mio cane ha la malassezia? Come capirlo e cosa fare in estate! A cura della Dott.ssa ELISA PASQUINI &#8211; www.elisapasquininaturopata.it Estate: il tuo cane si gratta più del solito, ha un odore forte e la pelle arrossata? Potrebbe non essere &#8220;solo caldo&#8221;. In questa stagione una delle problematiche più frequenti è la malassezia nel [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il mio cane ha la <em>malassezia</em>? Come capirlo e cosa fare in estate!</strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa ELISA PASQUINI </strong>&#8211; <a href="https://www.elisapasquininaturopata.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">www.elisapasquininaturopata.it</a></p><p>Estate: il tuo cane si gratta più del solito, ha un odore forte e la pelle arrossata? Potrebbe non essere &#8220;solo caldo&#8221;. In questa stagione una delle problematiche più frequenti è la <em>malassezia </em>nel cane, un’infezione cutanea causata da un lievito normalmente presente sulla pelle. La buona notizia è che si può gestire. La meno buona è che va riconosciuta in tempo, perché con le alte temperature tende a peggiorare rapidamente.</p><h2 class="wp-block-heading">Cos’è la malassezia nel cane</h2><p>La <em>malassezia </em>è un microrganismo che vive abitualmente sulla cute e nel condotto uditivo del cane senza creare problemi. Diventa patologica quando trova condizioni ideali per moltiplicarsi: caldo, umidità, pelle irritata o difese immunitarie indebolite. In estate il mix sudore, bagni frequenti, pieghe cutanee umide e permanenza in ambienti caldi crea il terreno perfetto per la sua proliferazione. Non è una malattia contagiosa nel senso classico: è piuttosto il segnale che qualcosa nell’equilibrio della pelle o dell’organismo è alterato.</p><h2 class="wp-block-heading">Come riconoscere la <em>malassezia</em>: sintomi da non ignorare</h2><p>La <em>malassezia </em>non si presenta in modo discreto ma manda dei segnali chiari.<br>Quando prende il sopravvento, il cane lo manifesta chiaramente.</p><h3 class="wp-block-heading">Prurito insistente</h3><p>Il cane si gratta, si lecca e si morde in modo continuo, soprattutto:</p><ul class="wp-block-list"><li>tra le dita;</li>

<li>sotto le ascelle;</li>

<li>nell’inguine;</li>

<li>nelle pieghe cutanee;</li>

<li>intorno alle orecchie.</li></ul><p>Il prurito può diventare così intenso che il cane, non riscendo a placarlo, si provoca delle escoriazioni.</p><h3 class="wp-block-heading">Odore forte e caratteristico</h3><p>Uno dei segnali più tipici è l’odore. Viene spesso descritto come simile al formaggio stagionato o al mais fermentato. Se il cane è stato appena lavato e dopo poco emana di nuovo un odore sgradevole, è un campanello d’allarme.</p><h3 class="wp-block-heading">Pelle arrossata e ispessita</h3><p>La cute può apparire:</p><ul class="wp-block-list"><li>arrossata;</li>

<li>lucida;</li>

<li>ispessita;</li>

<li>scura nelle zone croniche.</li></ul><p>Nei casi più avanzati si osservano perdita di pelo a chiazze e croste.</p><h2 class="wp-block-heading">Orecchie infiammate</h2><p>La <em>malassezia </em>ama il condotto uditivo caldo e umido. Segnali tipici:</p><ul class="wp-block-list"><li>cerume scuro e abbondante;</li>

<li>scuotimento frequente della testa;</li>

<li>grattamento delle orecchie.</li></ul><p>In estate, dopo bagni al mare o in piscina, il rischio aumenta.</p><h2 class="wp-block-heading">Perché la <em>malassezia </em>peggiora in estate?</h2><p>Il caldo non è la causa primaria, ma è un potente fattore aggravante.</p><h3 class="wp-block-heading">Umidità e sudorazione</h3><p>Le pieghe cutanee restano più umide. L’ambiente diventa ideale per la proliferazione fungina.</p><h3 class="wp-block-heading">Bagni frequenti</h3><p>Lavaggi troppo ravvicinati o shampoo aggressivi alterano il pH cutaneo e la barriera idrolipidica.</p><h3 class="wp-block-heading">Sistema immunitario sotto stress</h3><p>Cambi di routine, viaggi, caldo eccessivo e alimentazione non adeguata possono indebolire le difese.</p><h2 class="wp-block-heading">Le cause profonde da valutare</h2><p>La <em>malassezia </em>raramente è un problema isolato. Spesso è la conseguenza di uno squilibrio.</p><ul class="wp-block-list"><li>Allergie alimentari o ambientali.</li>

<li>Intolleranze.</li>

<li>Disbiosi intestinale.</li>

<li>Uso prolungato di antibiotici</li>

<li>o cortisonici.</li>

<li>Stress cronico.</li>

<li>Alterazioni ormonali.</li></ul><p>La pelle è uno specchio interno: quando qualcosa non funziona, lo mostra.</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa fare se sospetti la <em>malassezia</em></h2><h3 class="wp-block-heading">1- Visita veterinaria</h3><p>La diagnosi avviene con esami semplici (citologia cutanea o auricolare). È fondamentale escludere rogna, dermatiti batteriche o altre patologie.</p><h3 class="wp-block-heading">2- Terapia mirata</h3><p>Il veterinario può prescrivere:</p><ul class="wp-block-list"><li>shampoo antimicotici specifici;</li>

<li>lozioni topiche;</li>

<li>terapia sistemica nei casi gravi;</li>

<li>modifiche alimentari se necessario.</li></ul><p>Interrompere il trattamento troppo presto favorisce le recidive.</p><h2 class="wp-block-heading">Come sostenere il cane in modo naturale</h2><p>In parallelo alla terapia veterinaria, si può lavorare sul terreno.</p><h3 class="wp-block-heading">Supporto intestinale</h3><p>La salute della pelle parte dall’intestino. Probiotici specifici per cani aiutano a riequilibrare la flora batterica. Il dosaggio varia in base al peso e va sempre indicato da un professionista.</p><h3 class="wp-block-heading">Omega-3</h3><p>Acidi grassi da olio di pesce o di alghe contribuiscono a ridurre l’infiammazione cutanea. Si somministrano quotidianamente nel pasto, con dosaggio calibrato sul peso.</p><h3 class="wp-block-heading">Fitoterapia di sostegno</h3><p>Piante come bardana o cardo mariano possono sostenere fegato e metabolismo durante terapie antimicotiche. Anche in questo caso: no fai-da-te!</p><h3 class="wp-block-heading">Igiene corretta</h3><ul class="wp-block-list"><li>Lavaggi non più di 1 volta a settimana salvo diversa indicazione.</li>

<li>Asciugatura accurata dopo il bagno.</li>

<li>Detersione auricolare solo con prodotti specifici.</li></ul><h2 class="wp-block-heading">Si può prevenire la <em>malassezia</em>?</h2><p>Non sempre, ma si può ridurre il rischio.</p><ul class="wp-block-list"><li>Alimentazione bilanciata e adatta al singolo cane.</li>

<li>Controllo del peso.</li>

<li>Gestione dello stress.</li>

<li>Asciugatura dopo mare o pioggia.</li>

<li>Monitoraggio delle orecchie.</li></ul><p>Se il cane è predisposto, l’attenzione costante è la vera prevenzione.</p><h2 class="wp-block-heading">Quando preoccuparsi davvero</h2><p>Rivolgiti subito al veterinario se:</p><ul class="wp-block-list"><li>il cane sanguina per il prurito;</li>

<li>compaiono lesioni profonde;</li>

<li>è apatico o inappetente;</li>

<li>l’odore è molto intenso e persistente;</li>

<li>le orecchie sono gonfie o doloranti.</li></ul><p>La <em>malassezia </em>non è grave se trattata in tempo, ma ignorarla significa lasciare il cane in uno stato di disagio continuo.</p><h2 class="wp-block-heading">In sintesi</h2><p>In estate la <em>malassezia </em>nel cane è più frequente perché caldo e umidità favoriscono la proliferazione del lievito. Il segnale principale è il prurito accompagnato da odore forte e pelle arrossata. Non è un semplice fastidio stagionale ma un messaggio del corpo. Intervenire presto, lavorare sulle cause e sostenere l’organismo nel suo equilibrio è la strada più efficace per restituire al cane comfort e benessere.E sì, quando smette di grattarsi e torna a dormire sereno, te ne accorgi subito!</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/cani/salute-cani/il-cane-ha-la-malassezia/">Il cane ha la malassezia?</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Animali a rischio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 15:19:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CURIOSITA']]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Animali a rischio: chi sta scomparendo in silenzio. A cura di FEDERICA CATALANO Nel grande racconto della biodiversità terrestre, siamo abituati a concentrarci su poche specie simbolo, quelle che dominano copertine, documentari e campagne di sensibilizzazione.Tuttavia, accanto a questi animali &#8220;famosi&#8221;, esiste un mondo molto più vasto e fragile composto da specie meno conosciute che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/curiosita-non-pet/animali-a-rischio/">Animali a rischio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Animali a rischio: chi sta scomparendo in silenzio</strong>.</p><p>A cura di <strong>FEDERICA CATALANO</strong></p><p>Nel grande racconto della biodiversità terrestre, siamo abituati a concentrarci su poche specie simbolo, quelle che dominano copertine, documentari e campagne di sensibilizzazione.<br>Tuttavia, accanto a questi animali &#8220;famosi&#8221;, esiste un mondo molto più vasto e fragile composto da specie meno conosciute che stanno scomparendo lentamente, senza clamore.<br>Questa estinzione silenziosa rappresenta una delle minacce più gravi e sottovalutate del nostro tempo, perché colpisce organismi fondamentali per l’equilibrio degli ecosistemi ma spesso ignorati dall’opinione pubblica.</p><h2 class="wp-block-heading">Il declino che non si vede</h2><p>Il declino della biodiversità non avviene in modo uniforme né sempre visibile. Molte specie scompaiono senza lasciare tracce evidenti, soprattutto quando si tratta di organismi piccoli, difficili da osservare o poco &#8220;attraenti&#8221; agli occhi del grande pubblico.<br>Insetti, anfibi, piccoli mammiferi e numerose specie marine, meno conosciute, stanno subendo riduzioni drastiche, spesso lontano dall’attenzione mediatica e scientifica più diffusa. Questa &#8220;scomparsa silenziosa&#8221; è particolarmente insidiosa proprio perché passa inosservata. Non genera immagini spettacolari né mobilita facilmente l’opinione pubblica, ma avanza lentamente, erodendo la biodiversità giorno dopo giorno. In molti casi, ci si accorge della perdita solo quando è ormai troppo tardi per intervenire in modo efficace.</p><p>Questo fenomeno è particolarmente allarmante perché riguarda proprio quegli organismi che sostengono il funzionamento degli ecosistemi. Impollinano le piante, regolano la presenza di parassiti, contribuiscono alla fertilità del suolo e mantengono equilibri delicati ma fondamentali per la vita sulla terra. Senza di loro, intere catene alimentari rischiano di destabilizzarsi.<br>La loro scomparsa, quindi, non rappresenta soltanto una perdita di biodiversità, ma un progressivo indebolimento dei sistemi naturali da cui dipendono anche le attività umane, dall’agricoltura alla disponibilità di risorse naturali, fino alla qualità dell’ambiente in cui viviamo ogni giorno.</p><figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" width="758" height="558" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3.jpg" alt="Rinoceronte di Giava" class="wp-image-63041" style="width:840px;height:auto" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3-768x565.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3-696x512.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3-1068x786.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3-570x420.jpg 570w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3-1920x1413.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-1295038545-rinoceronte-di-giava-3-600x441.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Specie dimenticate: chi rischia davvero</h2><p>Tra gli animali che stanno scomparendo lontano dai riflettori troviamo esempi emblematici, spesso poco conosciuti ma in condizioni critiche.</p><p>Il <em>Pangolino</em>, ad esempio, è oggi il mammifero più trafficato al mondo: le sue squame sono richieste nella medicina tradizionale e la sua carne è considerata una prelibatezza, causando un crollo drammatico delle popolazioni.<br>Un altro caso simbolico è quello dell’<em>Axolotl</em>, straordinario anfibio messicano capace di rigenerare arti e organi, ma ormai quasi scomparso in natura a causa dell’inquinamento e dell’espansione urbana.</p><p>Ancora più critica è la situazione della <em>Vaquita</em>, un piccolo cetaceo del Golfo della California: ne restano pochissimi esemplari, minacciati principalmente dalle reti da pesca illegali.</p><p>Tra i grandi mammiferi, il <em>Rinoceronte di Giava</em> sopravvive con meno di un centinaio di individui in un’unica area protetta, rendendolo estremamente vulnerabile a qualsiasi evento imprevisto. Nelle acque costiere vive, invece, il <em>Dugongo</em>, un mammifero marino erbivoro che dipende dalle praterie marine, ecosistemi sempre più compromessi dall’attività umana.<br>Anche i mari ospitano specie in forte pericolo come la Tartaruga Embricata, minacciata sia dal commercio illegale del suo guscio sia dall’inquinamento da plastica e dalla distruzione delle spiagge dove depone le uova. Sulla terraferma, i <em>Lemuri del Madagascar</em> rappresentano uno dei gruppi di primati più a rischio al mondo, a causa della deforestazione e della caccia.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="634" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2.jpg" alt="Axolotl" class="wp-image-63042" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2-768x642.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2-696x582.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2-1068x893.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2-502x420.jpg 502w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2-1920x1605.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/axolotl-rischio-estinzione-2-600x501.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Nelle foreste del sud-est asiatico vive l&#8217;<em>Orso maltese </em>il più piccolo tra gli orsi, oggi minacciato dalla perdita del suo habitat e dal bracconaggio. Ancora più fragili sono le <em>Rane Arlecchino</em>, anfibi dai colori vivaci decimati da una malattia fungina e dai cambiamenti climatici, spesso senza che il loro declino venga notato.</p><p>Infine, tra le specie più misteriose, c’è il <em>Saola</em>, scoperto solo negli anni &#8217;90 e raramente avvistato: vive tra Laos e Vietnam ed è minacciato soprattutto dalle trappole utilizzate per la caccia.<br>Queste specie, pur diverse tra loro per habitat e caratteristiche, condividono un destino comune: stanno scomparendo lontano dall’attenzione globale.<br>La loro perdita non è solo una questione di numeri, ma il segnale di un deterioramento profondo degli ecosistemi, spesso più grave di quanto si percepisca.</p><h2 class="wp-block-heading">Le principali cause della scomparsa</h2><p>Le cause di questo declino sono molteplici e profondamente intrecciate. La distruzione degli habitat è uno dei fattori principali, con foreste abbattute, zone umide prosciugate e ambienti naturali trasformati per far spazio a città e coltivazioni intensive.<br>A questo si aggiunge il cambiamento climatico, che altera temperature, cicli stagionali e disponibilità di risorse, mettendo sotto pressione specie già vulnerabili. L’inquinamento, spesso invisibile ma pervasivo, contamina acqua, aria e suolo, colpendo in modo particolare gli organismi più sensibili.</p><p>Infine, il traffico illegale di animali e l’introduzione di specie invasive aggravano ulteriormente la situazione, creando squilibri difficili da invertire.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="531" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa.jpg" alt="Rana Arlecchino" class="wp-image-63043" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa-768x538.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa-100x70.jpg 100w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa-696x487.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa-1068x748.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa-599x420.jpg 599w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa-1920x1345.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/iStock-506036802-farinosa-600x420.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">Cosa possiamo fare per gli animali a rischio?</h2><p>Comprendere l’importanza di queste specie &#8220;minori&#8221; è fondamentale per cambiare prospettiva. Gli ecosistemi funzionano come reti complesse, in cui ogni elemento è connesso agli altri.</p><p>Quando una specie scompare, le conseguenze possono propagarsi a catena, alterando equilibri consolidati da millenni. La perdita di un insetto impollinatore, ad esempio, può influenzare la riproduzione delle piante, con effetti diretti sull’agricoltura e sulla disponibilità di cibo. Non esistono specie inutili: anche le più piccole o invisibili hanno un ruolo insostituibile.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="598" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1.jpg" alt="Lemure del Madagascar" class="wp-image-63044" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1-768x605.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1-696x549.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1-1068x842.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1-532x420.jpg 532w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1-1920x1514.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/lemure-del-madagascar-1-600x473.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Di fronte a questo scenario, è facile sentirsi impotenti, ma le azioni individuali e collettive possono avere un impatto reale. Ridurre l’uso di plastica e sostanze chimiche, scegliere prodotti sostenibili e informarsi sono passi concreti, così come supportare organizzazioni impegnate nella conservazione.</p><p>Ancora più importante è promuovere una cultura che riconosca il valore di tutta la biodiversità, non solo delle specie più iconiche.</p><p>Proteggere ciò che è invisibile richiede consapevolezza, attenzione e responsabilità.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/curiosita-non-pet/animali-a-rischio/">Animali a rischio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Otiti recidivanti in estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Aug 2026 11:18:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SALUTE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Otiti recidivanti in estate: quando il sintomo non è il problema! L&#8217;estate favorisce le otiti recidivanti a causa del clima caldo-umido e dei bagni frequenti, che creano un ambiente ideale per la proliferazione di batteri e lieviti. A questi si aggiungono fattori meccanici, come l&#8217;insidia dei forasacchi, e l&#8217;indebolimento del sistema immunitario dovuto allo stress [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Otiti recidivanti in estate: quando il sintomo non è il problema!</strong></p><p>L&#8217;estate favorisce le otiti recidivanti a causa del clima caldo-umido e dei bagni frequenti, che creano un ambiente ideale per la proliferazione di batteri e lieviti. A questi si aggiungono fattori meccanici, come l&#8217;insidia dei forasacchi, e l&#8217;indebolimento del sistema immunitario dovuto allo stress termico. In un&#8217;ottica integrata, queste ricadute stagionali non sono semplici fatalità, ma segnali di uno squilibrio profondo che richiede un intervento sul terreno individuale del paziente piuttosto che una mera soppressione del sintomo locale.</p><h2 class="wp-block-heading">Perchè certi animali soffrono spesso di otite?</h2><p>L’otite esterna è una delle presentazioni cliniche più frequenti nella pratica veterinaria su piccoli animali. Eppure, nonostante l’abbondanza di protocolli terapeutici disponibili, è anche uno dei problemi che recidiva con maggiore frequenza. Il proprietario torna in clinica, il canale auricolare è di nuovo infiammato e il ciclo ricomincia: tampone, antibiotico, cortisonico ed eventualmente antimicotico. Qualche settimana di tregua, poi di nuovo da capo. Vale la pena chiedersi il perché!</p><p>A questo, poi, si aggiungono fattori predisponenti individuali che non vanno mai trascurati: la conformazione anatomica del padiglione auricolare gioca un ruolo determinante. Razze con orecchie pendenti e canale auricolare stretto, o con abbondante peluria nel condotto, creano un ambiente caldo-umido e scarsamente ventilato che favorisce la proliferazione di batteri e lieviti. In questi soggetti (come i brachicefali o i gatti con conformazioni particolari) la recidiva è fisiologicamente attesa se non si interviene sulle cause scatenanti.</p><p>La medicina convenzionale tende a trattare l’otite come un problema localizzato solo alle orecchie: un canale auricolare infiammato, un agente patogeno da eliminare, un’infiammazione da spegnere. Questo approccio, però, funziona solo nel breve termine: il sintomo regredisce e il proprietario è soddisfatto. Ma ciò non risponde alla domanda fondamentale: perché quell’animale continua a ripresentare spesso quella lesione?</p><p>Chi lavora con una visione integrata del paziente sa che l’orecchio non si infiamma da solo, come se fosse il pezzo di una macchina che non funziona. Bisogna sempre considerare il paziente come un tutt’uno. Per cui anche un’otite recidivante è quasi sempre l’espressione locale di uno squilibrio generale (immunitario, metabolico o alimentare) che il trattamento sintomatico non tocca perché non può arrivarvi. Anzi, in molti casi lo aggrava.</p><h2 class="wp-block-heading">Il problema della soppressione del sintomo</h2><p>Antibiotici e cortisonici sono strumenti potenti ma, se usati ripetutamente su un paziente già in difficoltà, rischiano di rivelarsi controproducenti: eliminare il sintomo senza risolvere la causa significa spesso spostare il problema altrove o in profondità.<br>Il Veterinario Omeopata osserva spesso questa dinamica. Prendiamo ad esempio un animale trattato più volte per otite con terapie soppressive che, nel tempo, sviluppa problemi cutanei diffusi, disturbi gastrointestinali, o alterazioni comportamentali Il sintomo si è spostato. L’organismo continua a esprimere il suo disagio, ma in forme diverse, spesso più difficili da gestire. Questa non è una critica ideologica alla farmacologia bensì un’osservazione clinica che chiunque lavori su pazienti cronici ha modo di fare.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="556" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate.jpg" alt="Cane al mare" class="wp-image-63030" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-768x563.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-80x60.jpg 80w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-696x510.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-1068x783.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-572x420.jpg 572w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-1920x1408.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2026/08/cane-al-mare-orecchie-bagnate-600x440.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">La dieta… fattore ampiamente sottovalutato</h2><p>Un elemento che nella gestione convenzionale dell’otite recidivante viene spesso trascurato è l’alimentazione.<br>Eppure il legame tra dieta, stato infiammatorio cronico e salute della cute (di cui il canale auricolare è parte integrante) è apiamente documentato.<br>L’esperienza clinica con pazienti alimentati con diete naturali e specie-specifiche mostra una riduzione significativa delle recidive, anche in soggetti con storia otologica importante.</p><p>La dieta <em>BARF </em>(<em>Bone And Raw Food o Biologically Appropriate Raw Food</em>), ad esempio, è una dieta a crudo basata su scrupolose modalità di preparazione, eticamente corretta per la relativa specie di appartenenza e contenente le parti della preda che caccerebbero in natura. Ogni piano nutrizionale, infatti, deve essere personalizzato, ossia essere studiato e formulato in base alle esigenze nutrizionali specifiche di ogni singolo soggetto. Modificare il tipo di alimentazione non sempre è sufficiente, ma è quasi sempre necessario.</p><h2 class="wp-block-heading">Cosa può cambiare con un approccio diverso</h2><p>Lavorare su un paziente con otite recidivante in ottica omeopatica significa innanzitutto fare una cosa semplice ma spesso trascurata: guardare l’animale nella sua totalità.<br>La storia clinica completa, le modalità di comparsa e aggravamento, il temperamento, le abitudini e lo stato generale.<br>L’orecchio è la porta d’ingresso, non la destinazione. L’obiettivo non è spegnere semplicemente l’otite, ma capire cosa sta cercando di dire quell’organismo, e aiutarlo a trovare un equilibrio più stabile. Quando questo riesce, le recidive si diradano, non perché si sia soppresso qualcosa, ma perché qualcosa di più profondo è cambiato.</p><p>In conclusione, l’otite recidivante è una sfida clinica reale. Liquidarla come un problema di gestione locale, da affrontare ogni volta con lo stesso protocollo, significa perdere l’occasione di aiutare davvero il paziente.</p><p>Una lettura più ampia, che consideri il tipo di alimentazione eticamente corretta, la storia terapeutica, lo stato immunitario, la risposta individuale dell’animale e la conformazione del padiglione auricolare di certe razze, che aggrava tutto, possono fare la differenza tra un paziente che guarisce e uno che recidiva all’infinito.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/pet/cani-e-gatti/salute-cani-e-gatti/otiti-recidivanti-in-estate/">Otiti recidivanti in estate</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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