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	<title>MAMMIFERI Archivi | Pet Family</title>
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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>Il petauro dello zucchero</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 18:46:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MAMMIFERI]]></category>
		<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Petauro dello zucchero</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il petauro dello zucchero è un piccolo mammifero e proviene dalle foreste pluviali della Nuova Guinea e Australia. Il suo habitat è rappresentato da alti arbusti, infatti, il petauro passa il giorno in tane create nei tronchi degli alberi. </strong></p><p>A cura della <strong>Dott.ssa Domenica Di Bari</strong>, n° O.M.V. 988, Bari<br>Dal 2013 membro SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici)<br>Medico Veterinario Esperto in Animali Esotici e non convenzionali, Freelance, Puglia. Specializzazione TePacs (Tecnologia e Patologia delle Specie Avicole, del Coniglio e della Selvaggina)</p><h2 class="wp-block-heading">Biologia</h2><p>I petauri sono roditori onnivori e si alimentano soprattutto di notte.</p><p>Il loro alimento preferito è rappresentato dalla linfa di acacia e di eucalipto, soprattutto durante l’autunno e l’inverno, mentre la dieta è ricca di insetti in primavera e in estate, stagione che coincide con il momento della riproduzione. Una parte della loro alimentazione è rappresentata anche da fonti proteiche come uova di piccoli uccelli, e vertebrati come lucertole. Si nutrono anche di nettare e polline.<br>Vivendo sugli alberi sono abili arrampicatori ma possono effettuare anche salti notevoli, usando la lunga coda come bilanciere.</p><p>Si spostano, infatti, saltando da un ramo all’altro planando utilizzando il patagio, una plica di pelle che si estende dal polso alla caviglia, da ciascun lato, grazie alla quale possono planare. Per questo sono conosciti come &#8220;scoiattoli volanti&#8221;.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="542" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2.jpg" alt="" class="wp-image-56207" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-768x549.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-696x497.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-1068x763.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-587x420.jpg 587w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-1920x1372.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-2-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto della Dott.ssa Domenica Di Bari &#8211; Visite specialistiche</figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Maschio o femmina ?</h2><p>Il maschio adulto di petauro dello zucchero può essere distinto senza difficoltà dalla femmina per la presenza di una zona priva di peli, a forma di rombo, localizzata sulla testa, che compare dopo i 7 mesi di età, ed è una ghiandola odorosa usata per marcare il territorio.<br>Inoltre il maschio adulto ha un peso medio di circa 135 gr, mentre il peso medio delle femmine è di circa 110 gr. La lunghezza invece è uguale per entrambi, circa 13 &#8211; 15 cm.</p><p>Un&#8217;altra caratteristica importante per la distinzione del sesso è che la femmina a livello dell’ombelico presenta un’apertura longitudinale, il marsupio. La gestazione, come per tutti i marsupiali, è di breve durata, solo 16 giorni. Successivamente il cucciolo resta nel marsupio per due mesi. Dopo i due mesi il piccolo esce dal marsupio, e dopo 10 giorni circa apre gli occhi. Lo svezzamento inizia dopo un mese dall’uscita del marsupio.</p><h2 class="wp-block-heading">Un alloggio sicuro…</h2><p>Considerando le caratteristiche biologiche ed etologiche della specie, in casa sarà fondamentale creare un ambiente idoneo per garantire le condizioni di benessere di questi animali molto particolari.</p><p>La temperatura ideale dell’ambiente in cui alloggiare i petauri è compresa tra 18 e 25°C. Le temperature basse sono mal sopportate. La media ideale per tutto l’anno è 24-27 °C. Sarebbe ideale avere uno spazio della casa recintato, una voliera o una gabbia sviluppata in senso verticale, antifuga, con le seguenti dimensioni: 150 cm di larghezza e di 200 cm di altezza.</p><p>È necessario creare un ambiente arricchito, con piante, foglie e rami che possano ricordare il loro ambiente naturale. In particolare, le piante che possono essere lasciate a disposizione per essere consumate come alimenti sono: Eucalyptus, Banksia, Leptospermum, Grevillea, Acacia, Melaleuca, Callistemon, Hakea. Mentre non vanno offerte i rami di piante resinose come conifere (es. pino e abete) o tossiche, come oleandro e/o alloro.</p><p>Essendo animali notturni, è importante offrire diversi rifugi, nella zona alta della gabbia, dove gli animali possano sentirsi riparati. Le tane possono essere di cocco, legno di faggio, in vimini, o di tessuto, in questo caso sarà importante monitorarne l’usura. La plastica per questi animali è sconsigliata.<br>Inoltre è opportuno creare delle piattaforme comode, a metà altezza dell’installazione, dove collocare le ciotole per il cibo. Per le ciotole si consigliano quelle antiribaltamento in ceramica o quelle in acciaio, basse. Per l’acqua è consigliabile usare acqua naturale di bottiglia, sia i beverini a goccia, che la mantengono sempre pulita, sia in una ciotolina antiribaltamento.</p><h2 class="wp-block-heading">L&#8217;alimentazione del Petauro dello Zucchero</h2><p>In natura la dieta si basa soprattutto di insetti ricchi di proteine e su sostanze zuccherine (come la linfa di acacia ed eucalipto) che si trovano nella foresta pluviale australiana.<br>Per far fronte alle esigenze nutrizionali del petauro, in cattività la dieta dovrebbe essere cosi proporzionata: 60% di fonti proteiche, 30% di vegetali e 10% di frutta.<br>La frutta si somministra in piccole quantità per evitare problemi a livello digestivo. Può essere data 2 o 3 volte a settimana e possiamo optare per: banana, pera, mela, uva, albicocca, nespole, ciliegia, fragole, frutti di bosco, mago e papaia. Il melone o l’anguria sono da evitare perché possono causare fermentazioni anomale intestinali.</p><p>Tra i vegetali, che possiamo somministrare 4/5 volte a settimana, abbiamo: carota, peperone, zucchina, sedano, finocchio, piselli dolci, indivia belga, ravanello, lattuga croccante, broccoli, cavolo, cavoletti di Bruxelles.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="548" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4.jpg" alt="" class="wp-image-56208" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-768x555.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-324x235.jpg 324w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-696x503.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-1068x772.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-580x420.jpg 580w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-1920x1388.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-4-600x433.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Sia la frutta che la verdura va offerta lavata, asciugate e a temepratura ambiente.<br>Per le fonti proteiche è importante avere una variabiltà durante la settimana anche se come base è preferibile scegliere insetti, variando la tipologia tra : grilli, cavallette, lombrichi, camole del miele e camole della farina. Due volte a settimana possiamo integrare la dieta con altri fonti proteiche come: albume di uova cotte, piccoli pezzi di carna bianca bollita senza sale, o tofu.</p><p>Come arricchimento nutrizionale durante la settimana si possono offrire fiori e/o boccioli di piante di eucalipto, acacia e ibisco. In alternativa, si possono offrire una volta a settimana preparti commerciali specifici per petauri a base di nettare o polline.<br>Gli alimenti da evitare sono tutto ciò che e a base di zucchero e carboidrati a destinazione umana (pane, pasta, dolciumi); cibo secco e umido per cani e gatti; miscele di semi e frutta secca o disidratata e snack di cerali.</p><h2 class="wp-block-heading">Integrazione vitaminico-minerale</h2><p>La dieta ideale deve essere bilanciata e non deve essere troppo grassa, ma soprattutto deve contenere un adeguato rapporto calcio-fosforo in rapporto di 2:1. In cattività molti petauri sono predisposti alle carenze di vitamine e minerali, soprattutto quelle di calcio. Pertanto, è necessario effettuare un integrazione di calcio e multivitaminici, sotto la prescrizione del Medico Veterinario, che valuterà la frequenza e la modalità di somministrazione del calcio in base stato fisiologico dell’animale: cucciolo, adulto o femmina in gravidanza/allattamento.</p><h2 class="wp-block-heading">Igiene</h2><p>Il petauro dello zucchero si lava da solo, ma non si può addestrare a defecare in una lettiera. Pertanto sarà necessario rimuovere periodicamente le feci sia dal fondo che dalle pareti della gabbia, e sanificare regolarmente con amuchina liquida diluita 1:10.</p><p>Il fondo della gabbia deve essere ricoperto da una lettiera assorbente non polverulenta, come i cilindretti di legno, atossici per la specie.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="542" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3.jpg" alt="" class="wp-image-56209" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-768x549.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-696x497.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-1068x763.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-587x420.jpg 587w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-1920x1372.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/01/petauro-dello-zucchero-3-600x429.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto della Dott.ssa Domenica Di Bari &#8211; Visite specialistiche</figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Come maneggiarlo?</h2><p>Se si hanno altri animali in casa come cani o gatti, sarebbe opportuno collocare la gabbia del petauro dello zucchero in una stanza dove l’animale possa sentirsi al sicuro. Sono <a href="https://petfamily.it/altri-pet/mammiferi-altri-pet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mammiferi </a>dalle piccole dimensioni, hanno un indole timida nella fase iniziale di adattamento nel nuovo ambiente famigliare. Per incoraggiare il petauro a socializzare si può offrire del cibo a lui gradito, accogliendolo tra le nostri mani in sicurezza, nel momento della giornata in cui sono attivi, ovvero la sera. </p><p>Non bisogna disturbarlo quando mangia o quando si riposa, se si sentono minacciati possono mordere o scappare, incontrando diversi pericoli in casa.</p><h2 class="wp-block-heading">Gestione sanitaria del petauro dello zucchero</h2><p>Per questi piccoli roditori è indicato consultare il Medico Veterinario Esperto in Animali Esotici entro 7 giorni dall’arrivo a casa.<br>La prima visita specialistica dal Veterinario è fondamentale, non solo per valutare lo stato di salute dell’animale, ma è necessaria per avere le corrette informazioni sulla biologia e l’etologia di questi animali, in modo da impostare un corretto piano alimentare e conoscere la gestione domestica, per prevenire l’insorgenza di problematiche metaboliche e comportamentali.</p><p>Da un punto di vista sanitario per questi mammiferi sono previsti controlli sanitari almeno due volte l’anno in caso di adulti, ogni 3 mesi in caso di giovani in accrescimento. Non sono previsti protocolli vaccinali, ma è importante effettuare una piano di prevenzione antiparassitaria in estate e in inverno.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/petauro-dello-zucchero/">Il petauro dello zucchero</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il riccio africano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 26 Sep 2022 14:24:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MAMMIFERI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il riccio africano</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/altri-pet/mammiferi-altri-pet/il-riccio-africano/">Il riccio africano</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Tra gli animali insoliti che ci può capitare nei pet shop vi è un simpatico animaletto spinoso, il riccio africano (Ateletrix albiventris) è un piccolo mammifero che proviene dal continente Africano.</strong></p><p>A cura della Dott.ssa. DOMENICA DI BARI Medico Veterinario Esperto Animali Esotici                               FB: Monica Di Bari IG: vet.dibari_animaliesotici <a href="mailto:monica.dibari@gmail.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">monica.dibari@gmail.com</a></p><h2 class="wp-block-heading">Riccio africano le origini </h2><p>Le zone di origine del riccio africano sono rappresentate dai territori dell’Africa centrale, calde e aride.<br>Per questo, è facile intuire come questo animale, a livello domestico, abbia bisogno di un’installazione particolare per quanto riguardo i parametri ambientali.</p><p>A differenza del riccio europeo (animale selvatico), il riccio africano (pet esotico) non va in letargo e la temperatura ambientale, nel luogo in cui vive, deve essere costante tutto l’anno. Sbalzi termici, soprattutto temperature troppo basse, possono esporlo a gravi problemi di salute, come l’ipotermia.</p><h3 class="wp-block-heading">Comportamento</h3><p>È un pet esotico molto timido e ha abitudini prevalentemente notturne e/o crepuscolari. Per socializzare con il riccio africano bisogna approcciarsi gradualmente e con delicatezza, nel momento in cui è più attivo, come la sera, e incoraggiarlo ad interagire con noi usando il suo cibo preferito, in modo che possa associare le nostre mani ad un “odore” familiare.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5.jpg" alt="Piccolo riccio africano in mano al suo proprietario" class="wp-image-54918" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-5-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption><strong>Riccio Africano</strong></figcaption></figure><p>La particolarità del riccio è quello di emettere un range di suoni molto simili ad un grugnito, specialmente se si sente minacciato. Non a caso quando si sente in pericolo è in grado di appallottolarsi, esponendo le spine. Per questo si sconsiglia di maneggiarlo quando decide di chiudersi completamente con il corpo, potremmo rappresentare una fonte di stress.</p><p>Considerate le caratteristiche biologiche della specie, prima di scegliere un riccio africano come pet è necessario scegliere la giusta installazione dove poterlo accogliere.</p><h2 class="wp-block-heading">Un’ambiente sicuro per il riccio africano</h2><p>In casa ha bisogno di una teca o terrario specifico per ricci africani, sicura e antifuga, costituita prevalentemente di vetro. Sarà importante avere un termometro e igrometro per ricreare il microclima presente in natura e monitorare la temperatura e l’umidità del giorno e della notte.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="501" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6.jpg" alt="esemplare di riccio africano su un panno di lana " class="wp-image-54919" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6-768x507.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6-696x460.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6-1068x705.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6-635x420.jpg 635w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6-1920x1269.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-6-600x396.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Un abbassamento brusco di gradi o un’umidità troppo elevata possono causare problemi metabolici e respiratori al nostro pet. La temperatura ideale di giorno deve essere tra i 28 e 30 °C, di notte tra i 18 e 20 °C. Per il riscaldamento possiamo usare dei tappetini termici, in corrispondenza del fondo della teca (coprendone la metà), oppure possiamo usare lampade riscaldanti (infrarossi o ceramica). </p><p>È sempre consigliato interporre tra la lampada riscaldante e l’animale una rete metallica per evitare incidenti come ferite da ustioni. Per l’areazione e per assicurare un buon ricambio d’aria, la teca dovrà essere dotata di griglie di ventilazione su due pareti opposte. Una in basso (per l’aria fredda) e una in alto (per l’aria calda).</p><h3 class="wp-block-heading">Arredamento </h3><p>La teca deve essere sviluppata in senso orizzontale, con dimensioni minime di 80 cm di lunghezza, 60 di altezza e 40 cm di profondità. Per l’arredamento sarà necessario avere tane e rifugi in diversi punti (meglio se in plastica per facilitare le operazioni di sanificazione). Una ciotola per il cibo e per l’acqua dovremmo offrire sia il beverino a goccia che una ciotola antiribaltamento, poiché non tutti i ricci africani si abituano al beverino in cattività.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3.jpg" alt="Il riccio africano in primo piano" class="wp-image-54920" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-3-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Per l’arricchimento ambientale si possono creare dei tunnel con carta, cartone riciclabile o in bambù e installare delle ruote in plastica (anche quelle ideate per i cincillà). Giochi o rifugi in tessuto sono da evitare, poiché il riccio scavando può incastrarsi nei fili, i quali possono causare necrosi delle falangi.</p><p>Il materiale usato sul fondo della teca va scelto con attenzione per assicurare un buono stato di salute del nostro pet. Il tipo di materiale indicato per questa specie è il cilindretto o cubetto di legno (di faggio o conifere) che si usa anche per i conigli e i roditori. </p><p>I ricci, in natura, amano scavare per creare tunnel e gallerie, permettergli la stessa operazione anche in catività garantisce il giusto consumo delle unghie. Substrati non idonei sono: lettiera profumata per gatti, tappetini di erba finta in plastica, giornali e volantini colorati, moquette, segatura o il tutolo di mais. </p><p>Questi ultimi sono particolarmente sconsigliati poiché sono materiali sono poco igienici, possono essere ingeriti per sbaglio, causare problemi oculari e respiratori (come congiuntiviti e riniti) e problemi dermatologici (come le podo-dermatiti).</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano.jpg" alt="simpatico musetto di riccio africano " class="wp-image-54921" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-768x511.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-696x463.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-1068x711.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-630x420.jpg 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-1920x1279.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-600x399.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">Pericoli in casa?</h3><p>Il riccio africano è un animale solitario e per questo non dobbiamo imporgli un “coinquilino” all’interno del suo alloggio. È un abile arrampicatore e può fuggire dalla teca se non viene chiusa in modo opportuna.<br>Lasciato libero in casa può essere esposto a diversi pericoli: presenza di animali “predatori” come cani e gatti; contatto con sostante tossiche come detersivi, o piante ornamentali; sbalzi termici importanti.</p><h3 class="wp-block-heading">Il riccio africano è un animale onnivoro ma prevalentemente insettivoro.</h3><p>La sua dieta sarà caratterizzata da un’elevata percentuale di proteine animali e pochi grassi. In cattività è difficile offrire una dieta bilanciata, pertanto, bisogna affidarsi al Medico Veterinario Esperto in animali esotici, che darà indicazioni sul piano alimentare da seguire in base allo stato fisiologico del paziente, soprattutto per evitare problemi carenziali e di obesità, tipici in questa specie. In commercio esistono cibi secchi specifici per ricci africani, che possono essere offerti, moderatamente, come cibo di mantenimento.</p><p>Si consiglia di variare la fonte proteica per cercare di offrire un’alimentazione più varia possibile. Possiamo anche offrire durante la settimana: insetti e/o gasteropodi; crocchette per gatti adulti sterilizzati di elevata qualità, light e altamente digeribili. </p><p>La verdura, ricca di vitamine, va introdotta gradualmente e si può offrire 2/3 volte a settimana (come indivia, carota, finocchio, sedano). La frutta essendo, invece, ricca di zuccheri va offerta una volta a settimana in piccole quantità. Cibi commerciali ricchi di carboidrati e grassi da evitare sono: snack per roditori, frutta secca, cereali, miscele di semi, prodotti a base di zuccheri e carboidrati ad uso umano.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="480" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2.jpg" alt="Un riccio africano che si nasconde dietro un albero" class="wp-image-54922" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2-768x486.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2-696x440.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2-1068x676.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2-663x420.jpg 663w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2-1920x1215.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/09/riccio-africano-2-600x379.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h3 class="wp-block-heading">Attenzione</h3><p>Ricordiamo che il riccio in presenza di sostanze a lui sconosciute, inizia a salivare abbondantemente, spargendo la schiuma prodotta sul suo corpo. Questo comportamento naturale si chiama “anting”. Inoltre, questo pet non deve essere lavato, poichè l’utilizzo di prodotti igienizzanti per la cute rischia di farlo venire in contatto con sostanze a lui nocive. Sono vietati shampoo o salviette per cani e gatti, che possono alterare il “ph” della cute e abbassare le difese immunitarie della sua pelle.</p><h3 class="wp-block-heading">Gestione sanitaria</h3><p>Per questi piccoli <a href="https://petfamily.it/altri-pet/mammiferi-altri-pet/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">mammiferi </a>è indicato consultare il Medico Veterinario Esperto in animali non convenzionali entro 7 giorni dall’arrivo a casa. Per avere le corrette informazioni sulla gestione e per valutare lo stato di salute generale. </p><p>Da un punto di vista medico per questi animali sono previsti controlli sanitari almeno due volte l’anno per valutare lo stato clinico dell’animale con esame coprologico. Non sono invece previsti protocolli vaccinali, ma è importante effettuare un piano di prevenzione antiparassitaria in estate e in inverno, con antiparassitari specifici per la specie, prescritti dal Medico di riferimento.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/altri-pet/mammiferi-altri-pet/il-riccio-africano/">Il riccio africano</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il Riccio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 May 2022 15:08:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[MAMMIFERI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Riccio ha il corpo tondeggiante, che sfiora il terreno a causa delle zampe molto corte. E&#8217; lungo dai 13 ai 27 cm e può avere un peso compreso tra 800 e 1200g. È facile incontrarlo nei boschi, nei giardini di campagna o sui bordi delle strade. A cura di Federica Catalano Il riccio: una [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/il-riccio/">Il Riccio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p>Il Riccio ha il corpo tondeggiante, che sfiora il terreno a causa delle zampe molto corte. E&#8217; lungo dai 13 ai 27 cm e può avere un peso compreso tra 800 e 1200g. È facile incontrarlo nei boschi, nei giardini di campagna o sui bordi delle strade.</p><p>A cura di <strong>Federica Catalano</strong></p><h2 class="wp-block-heading">Il riccio: una pallina “spinosa” da proteggere</h2><p>Di chi stiamo parlando? Del riccio, il nostro amico spinoso! Il riccio è un mammifero notturno che si muove attraverso siepi e sottoboschi alla ricerca del suo cibo preferito! Questo dolce animaletto, infatti, si nutre di piccole creature e parassiti come insetti, vermi, millepiedi, lumache, topi, rane, lucertole, uova e serpenti.</p><h3 class="wp-block-heading">Un piccolo aiutante</h3><p>Proprio grazie a questo tipo di dieta, il riccio si è conquistato la reputazione di amico del giardiniere; svolgendo un ruolo cruciale nel preservare la bellezza dei nostri giardini, nonché la frutta e la verdura dei nostri orti.</p><h3 class="wp-block-heading">La “sfortuna di essere riccio”</h3><p>I ricci sono uno dei pochi mammiferi selvatici che, a volte, abbiamo la possibilità di incontrare da vicino. In natura hanno un’aspettativa di vita che si aggira intorno a 8-10 anni; purtroppo sono minacciati da diversi pericoli come inquinamento, cambiamenti climatici e dell’habitat. Negli ultimi anni, le popolazioni di ricci sono diminuite di oltre la metà nelle nostre campagne e di quasi un terzo nelle città e periferie.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="428" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2.png" alt="Foto di un riccio" class="wp-image-52531" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-768x433.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-696x392.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-1068x603.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-743x420.png 743w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-1920x1084.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvarico-2-600x338.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Il riccio foto <a href="https://pixabay.com/it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pixabay</a></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Non tutto è perduto!</h3><p>L’uomo può aiutare questi piccoli amici dell’ecosistema, lasciando loro del cibo, un rifugio sicuro o soccorrendoli in caso di bisogno. È opportuno sottolineare che, tendenzialmente, quando si trova un riccio, la regola di base è lasciarlo in pace! Se sta bene, non c&#8217;è motivo di prenderlo in braccio, offrirgli acqua o cibo, né tantomeno portarlo in casa. </p><p>Se ci capita di trovarne uno vicino ad una strada, su un marciapiede o in luogo particolarmente pericoloso, possiamo prenderlo delicatamente con dei guanti da lavoro; lasciando che si &#8220;appallottoli&#8221;, portandolo poi in un habitat naturale dove può sopravvivere più facilmente.</p><p>Infine, se avvistiamo un riccio ferito o in condizioni di pericolo, la cosa migliore è segnalarlo alle autorità competenti per un recupero e un soccorso in strutture idonee come i tanti CRAS o strutture specializzate nella cura e riabilitazione dei ricci europei.</p><h2 class="wp-block-heading">Curiosità sui ricci L’apparenza inganna</h2><p>Sebbene preferisca restare con le zampe per terra e nonostante appaia un animale goffo e molto lento; il riccio è in grado di correre velocemente e si dimostra anche un ottimo nuotatore.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="476" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok.png" alt="dare da mangiare delle crocchette al riccio " class="wp-image-52532" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-768x482.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-696x437.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-1068x670.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-668x420.png 668w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-1920x1205.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-3-ok-600x376.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido <a href="http://Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido" target="_blank" rel="noreferrer noopener">foto da Pixabay</a></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Letargo, dolce letargo</h3><p>Tra ottobre e aprile, quando le temperature iniziano a scendere sensibilmente, il riccio entra in letargo. Per affrontare questa fase, si prepara mangiando più abbondantemente del solito, per accumulare grasso corporeo, tanto che il suo peso può perfino raddoppiare! Del resto, il letargo rappresenta per i ricci una dura prova; la loro temperatura corporea scende da circa 35° a soli 10° e la frequenza cardiaca si riduce a 20 battiti al minuto.</p><h3 class="wp-block-heading">Come aiutarli per il letargo</h3><p>Il loro rifugio per l’inverno è costituito da mucchi di foglie secche e sterpaglie; ma alcuni di loro, se malati o disorientati, hanno bisogno di un aiutino. La prima cosa che tutti noi possiamo fare per aiutare questi animaletti innocui e in via di estinzione è non buttare via le foglie secche: i mucchi di sterpaglie e foglie, infatti, sono ambienti ideali per andare in letargo in inverno!</p><p>Se non abbiamo la possibilità di fare ciò, con mezzi semplici è possibile costruire un rifugio adeguato a questi piccoli animaletti (su internet esistono numerosi tutorial), che li protegga dai gatti e da altri nemici e che consenta loro un tranquillo letargo invernale all’asciutto. Inoltre, un esemplare di sesso femminile può usare il riparo per crescervi i cuccioli.</p><h2 class="wp-block-heading">Lattosio? No, grazie!</h2><p>I ricci sono intolleranti al lattosio: se trovate un riccio nel vostro giardino e volete dissetarlo, non lasciate a sua disposizione una ciotolina con del latte, un po’ di acqua andrà benissimo! </p><p>Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido per gatti. Carne bianca lessata e ben sminuzzata oppure, senza esagerare mele o uva mature.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok.png" alt="Riccio in primo piano" class="wp-image-52533" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-768x511.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-696x463.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-1068x711.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-630x420.png 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-1920x1279.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/04/riccio-selvatico-4-ok-600x399.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Foto del riccio da <a href="http://Se volete offrire un po’ di cibo a questo animaletto, potete lasciargli delle crocchette o del cibo umido" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pixabay</a></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Un nottambulo dai sensi sviluppati</h3><p>I ricci hanno un muso molto lungo, utilissimo per cacciare, in quanto rende più facile il foraggiamento per la loro dieta a base di insetti, vermi, bruchi e bacche.</p><p>Durante il giorno dormono nelle loro tane, mentre di notte escono per procurarsi il cibo. Riescono a percorrere agilmente anche 3 km grazie alla loro fisionomia snella e agile. Nella ricerca del nutrimento, oltre all’agilità, i ricci si aiutano con i loro sensi, in particolare l’olfatto davvero sviluppato il tatto e l’udito. </p><p>Questi simpatici animaletti, nonostante le piccole orecchie, possono percepire frequenze non udibili all’uomo, riuscendo a captare perfino gli ultrasuoni. La loro vista, poi, sebbene meno acuta, consente loro di vedere fino a 30 m di distanza di giorno e 12 m nel buio.</p><h2 class="wp-block-heading">Non esiste una sola specie di riccio</h2><p>Ci sono <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/il-riccio-africano/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">15 diverse specie</a> di riccio nel mondo, molto simili tra loro, ma con piccole differenze carismatiche e abituali.</p><h3 class="wp-block-heading">Autoprotezione intelligente</h3><p>I ricci hanno circa 5000-7000 spine sul dorso, che possono essere alzate e abbassate per rispondere a situazioni minacciose: avendo uno stomaco molto vulnerabile, quando un predatore si avvicina, il riccio si chiude formando una palla impenetrabile. Ogni spina dorsale dura circa un anno prima di essere ritirata e sostituita.</p><h3 class="wp-block-heading">Riccio e porcospino: “gemelli diversi”</h3><p>Sebbene entrambi abbiano il dorso ricoperto di aculei, riccio e porcospino sono due animali ben distinti! Il termine porcospino è spesso utilizzato per identificare tutti i piccoli mammiferi ricoperti di aculei, in realtà, la parola identifica una specie animale precisa: quella dell’istrice.</p><p>Una delle differenze principali tra riccio e istrice riguarda la dimensione del loro corpo: il porcospino è più grande e può raggiungere i 60 centimetri di lunghezza e pesare anche 15 chilogrammi.</p><p>Un’altra differenza riguarda anche il tipo di alimentazione: i ricci, come già accennato, sono animali insettivori e la loro dieta si basa sul consumo di insetti, mentre i porcospini sono vegetariani e mangiano principalmente frutta e verdura.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/non-pet/scheda-non-pet/il-riccio/">Il Riccio</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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