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	<title>Scopri tutte le caratteristiche dei Rettili | Pet Family</title>
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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>Iguana verde (Iguana iguana)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Mar 2023 11:32:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Iguana</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/iguana-verde/">Iguana verde (Iguana iguana)</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>L&#8217;iguana verde rientra nella categoria di animali esotici scelti come EXOTIC PET. Insieme ad altri rettili, rappresentano un gruppo di animali con peculiarità molto importanti, per via della eterogeneità di specie.</strong></p><p>A cura della<strong> Dott.ssa Domenica Di Bari</strong>, n° O.M.V. 988, Bari. Dal 2013 membro SIVAE (Società Italiana Veterinari Animali Esotici). Medico Veterinario Esperto in P.N.E.I (Psico Neuro Endocrino Immunologia). Medico Veterinario Esperto in Animali Esotici e non convenzionali, Freelance. Specializzazione in ‘Tecnologia e Patologia delle Specie Avicole, del Coniglio e della Selvaggina’</p><p>Nella categoria dei rettili distinguiamo tre sotto gruppi. Gli ofidi (i serpenti), le testuggini (tartarughe di acqua e testuggini di terra), e i sauri (ovvero le lucertole). Tra i sauri l’ Iguana Verde (o Iguana comune o Iguana dai Tubercoli) rappresenta uno tra i più affascianti sauri scelti come pet.</p><p>Prima di scegliere qualsiasi sauro come pet è importante ricordare che ogni rettile ha delle esigenze biologiche, a cui dobbiamo far fronte nel contesto domestico. Bisogna inoltre essere consapevoli anche delle sue necessità etologiche prima di accoglierlo in famiglia.</p><p>Per questo sarà fondamentale fin da subito affidarsi ad un Veterinario Esperto in Rettili. Questo per comprendere le informazioni basiche sulla gestione di un&#8217;iguana in casa, sia per garantire un buono stato di salute.</p><h2 class="wp-block-heading">Installazione</h2><p>Le iguane sono sauri che provengono dal Sud America (isole caribiche, coste messicane). Sono animali diurni, infatti il loro habitat naturale è rappresentato da foreste tropicali con clima caldo/mite per tutto l’anno. Sono rettili ovipari, alla nascita hanno una lunghezza di 20 cm mentre da adulti arrivano a 2 metri di lunghezza.<br>Alle nostre latitudine in una nazione caratterizzata dalle stagioni, non si possono creare installazione esterne per questi animali, quindi l’ideale sarebbe avere per soggetti giovani una teca idonea per la specie e antifuga. Una volta che questi raggiungono l&#8217;età adulta, sarebbe opportuno dedicare loro una stanza della casa e allestirla in modo da ricreare un habitat il più vicino possibile simile a quello naturale, con i paramenti ambientali adeguati.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="443" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3.jpg" alt="" class="wp-image-56605" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3-768x448.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3-696x406.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3-1068x624.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3-718x420.jpg 718w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3-1920x1122.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-3-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><p>Pertanto, considerando le dimensioni da adulto dell’ Iguana, in cattività è necessario avere uno spazio ampio, delimitato da pareti di vetro o plexiglas, recintato, sviluppato sia in senso verticale (minimo 2,5 metri) che orizzontale (minimo 5 metri), con i corretti parametri di temperatura, fotoperiodo e umidità, per poter garantire un micro clima idoneo per la biologia dell’animale. Inoltre, l’installazione per un Iguana deve essere arricchita con elementi naturali come rocce, rami, arbusti, per potere consentire la manifestazione dei comportamenti naturali, essendo una specie arboricola.<br>Sarà importante scegliere i trochi di dimensioni proporzionali alla lunghezza e al peso dell’ iguana e collocarli a diverse altezze dell’installazione. I tronchi devono essere collocati dall’ alto verso il basso, in direzione delle fonti luminose e di calore, ovvero in corrispondenza delle lampade UVA-UVB e dei sistemi di riscaldamento.</p><h2 class="wp-block-heading">Parametri ambientali</h2><p>Il fotoperiodo a cui sono esposte le iguane in natura è di 14 ore di luce e 10 ore di buio, in cattività si usano le lampade artificiali UVA-UVB con cui riproporre il fotoperiodo.</p><p>Nell’ installazione bisogna creare un gradiente termico (ovvero un punto della teca dove la temperatura ambientatale minima è pari a 30 °C) e una zona più calda detta “punto caldo” o “hot spot” (di circa 38 °C), mentre di notte abbiamo un abbassamento di 10° C rispetto alla temperatura della zona più calda durante il giorno.<br>Per riscaldare l’installazione si usano lampade riscaldanti in ceramica o lampade a infrarossi collocate dall’alto, e tappetini termici sulle pareti verticali. Tutte le fonti di luce e calore vanno cambiate ogni sei mesi, e vanno collocate all’esterno dell’installazione, per evitare traumi o incidenti domestici come ustioni cutanee.</p><p>Per avere un grado di umidità costante si può arredare l’installazione con una piscina con filtro, inserire una cascata artificiale o un sistema di nebulizzazione &#8220;effetto pioggia&#8221; o ancora lasciare a disposizione almeno due bacinelle d’acqua, dove l’iguana potrà immergersi completamente. L’umidità media deve essere pari tra 85-95 %. Temperatura e umidità devono essere monitorati da un termometro e un igrometro, sia di notte che di giorno.</p><p>Per assicurare il ricambio d’aria sarà necessario avere un sistema di ventilazione costante nell’installazione.<br>Come substrato per avere un ambiente arricchito e favorire l’usura delle unghie si possono creare zone con pietre e corteccia di legno nella parte più calda, zone con terriccio naturale (non concimato) e foglie nella zona fresca.</p><h2 class="wp-block-heading">Igiene</h2><p>È necessario mantenere un’accurata igiene nel terrario, soprattutto se ci sono piante vere o elementi di arredo naturali. Le feci e il cibo residuo vanno rimossi quotidianamente, e una volta a settimana si deve cambiare completamente il materiale del fondo del terrario. Come disinfettanti per le superficie santificabili, per ciotole o per le bacinelle d’ acqua, si può usare l’amuchina liquida diluita 1:10, da risciacquare con cura.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="475" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2.jpg" alt="" class="wp-image-56604" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2-768x481.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2-696x436.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2-1068x669.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2-670x420.jpg 670w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2-1920x1203.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-2-600x375.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /></figure><h2 class="wp-block-heading">La dieta dell&#8217;iguana verde</h2><p>L’alimentazione dell’iguana verde in natura si basa prevalentemente di vegetali e frutta, infatti le iguane sono sauri prettamente erbivori, per questo nella dieta sono vietati proteine di origine animale, grassi o carboidrati. Quando si alimentano questi animali è consigliato offrire il cibo in ciotole ampie, poco profonde con bordi bassi, preferibilmente in acciaio sanificabile, la mattina nel luogo dove sono collocati i raggi UVB del recinto: questo sarà essenziale per il metabolismo del calcio.</p><p>Il calcio è un elemento fondamentale per il benessere fisiologico dei sauri, sin dalla giovane età, infatti carenze di calcio nella dieta, o assenza di esposizioni ai raggi UVB possono predisporre l’animale a numerose patologie metaboliche come: MOM (malattia ossea metabolica), fratture degli arti, immunodepressione, patologie riproduttive nelle femmine.</p><h3 class="wp-block-heading">Bilanciata e completa</h3><p>La dieta ideale deve essere bilanciata e deve contenere un rapporto calcio-fosforo favorevole. Pertanto, è necessario effettuare un integrazione di calcio, sotto la prescrizione del Medico Veterinaria, che valuterà la frequenza e la modalità di somministrazione in base stato di salute dell’ animale.</p><p>In cattività bisogna preparare una dieta ricca di vegetali a foglia (90 %). La frutta (10 %) invece va somministrata in piccole dosi non più di 3 volte a settimana, poiché in quantità eccessive può causare disbiosi intestinale.</p><p>Possiamo offrire verdure fresche come scarola, radicchio, indivia, crescione, insalata romana, ravanello, songino, valeriana, insalata croccante e bietole. Per aumentare la quota di fibra possiamo somministrare erbe selvatiche come dente di leone, tarassaco ed erba medica, alimenti inoltre ricchi di calcio.</p><p>Tra la frutta si preferisce quella esotica come fico d’india, mango, papaya, platano, e anche anguria, melone, frutto della passione, arancia e mandarino. Le iguane hanno un atteggiamento &#8220;folivoro&#8221;, ovvero adorano mangiare foglie e fiori. In cattività si possono offrire fiori provenienti da piante non concimate quali: ibisco, nasturzio, petali di rosa, viola, gerani.<br>Mentre per le foglie possiamo somministrare quelle di vite e gelso.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="758" height="443" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4.jpg" alt="" class="wp-image-56602" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4.jpg 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4-768x448.jpg 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4-696x406.jpg 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4-1068x624.jpg 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4-718x420.jpg 718w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4-1920x1122.jpg 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2023/03/iguana-verde-4-600x350.jpg 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>La Dottoressa Di Bari mentre visita un giovane esemplare di iguana</em>.</figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading">Visite mediche per l&#8217;iguana verde</h2><p>Ogni rettile tenuto in casa come &#8220;pet esotico&#8221; deve effettuare delle visite regolari dal Veterinario Esperto in Rettili, soprattutto in caso di animali come le iguane, difficili da gestire. </p><p>Le patologie che frequentemente si riscontrano in questa specie sono dovute da mal gestione. Pertanto, la corretta informazione sulle esigenze ambientali e quelle alimentari, sono la base per garantire il benessere in questi animali.</p><p>Le iguane devono effettuare la prima visita clinica specialistica entro 7 giorni dall’arrivo a casa. Ciò è essenziale per valutare lo stato generale del paziente ed effettuare l’esame coprologico. Successivamente bisognerà portarle a visita almeno due volte all’anno, per valutare lo stato di accrescimento del paziente.</p><p>Non sono animali adatti ai bambini.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/iguana-verde/">Iguana verde (Iguana iguana)</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Boa Constrictor un gigante in salotto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Jan 2022 15:26:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Boa Constrictor</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/boa-constrictor/">Boa Constrictor un gigante in salotto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p>Forse il più famoso fra o serpenti costrittori, il Boa constrictor è diffuso nelle Americhe e in alcune isole caraibiche e annovera ben dieci sottospecie.</p><p>a cura di Angelica D&#8217;Agliano</p><h2 class="wp-block-heading">Solo Questa specie è stata definita propriamente Boa Constrictor</h2><p>Questo è uno dei pochi casi in cui il nome volgare di un animale coincide con il suo nome scientifico. Solamente le varie sottospecie sono classificate come &#8221; Boa costrictor&#8221; mentre col nome &#8220;Boa costrictor costrictor&#8221; viene indicata la sottospecie conosciuta come &#8221; Boa dalla coda rossa &#8221; o &#8220;Boa comune&#8221;. </p><p>Il Boa costrictor è un serpente molto grande anche se le sue dimensioni non sono così eccezionali se paragonate a quelle di altri &#8220;giganti” costrittori come il Pitone reticolato e il Pitone burmese. </p><p>Esso può raggiungere lunghezze che arrivano fino a quattro metri, anche se lo sviluppo di tali dimensioni è legato all’habitat e alla disponibilità di cibo. La specie presenta un dimorfismo sessuale pronunciato, con femmine più grandi e più lunghe dei maschi.  </p><p>A dimostrazione di ciò, la taglia media della femmina adulta va dai 2,1 ai 3 metri mentre per i maschi si ferma tra gli 1,8 e i 2,4 metri. Il corpo di questo serpente è molto pesante, infatti le specie più ponderose possono sfiorare i 30 chili di peso, anche se alcune sottospecie vedono soggetti anche di 45 chili.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Colori variabili</strong></h3><p>La colorazione di questi serpenti è molto variabile e dipendente dall’habitat, tuttavia il colore di fondo, che funge da base, può essere marrone, grigio o crema, con screziature marroni o marrone-rossiccio, che diventano più pronunciate man mano che ci si avvicina alla coda. </p><p>È questa caratteristica che fa sì che il Boa constrictor constrictor sia conosciuto anche come &#8220;Boa dalla coda rossa”, dato che le screziature in questa sottospecie sono molto più pronunciate rispetto a tutte le altre sottospecie di Boa constrictor. </p><p>Le femmine adulte di boa sono più grandi dei maschi e facilmente superano i tre metri di lunghezza. Ciò accade spesso nel caso di soggetti cresciuti in cattività, che possono raggiungere e superare perfino i quattro metri.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Variopinto</strong></h3><p>Oltre ad essere molto bello a vedersi, il gioco di colori creato dalle squame di questi splendidi animali è anche funzionale alla loro sopravvivenza perché permette loro di mimetizzarsi nell’ambiente circostante, sia esso una giungla tropicale, una foresta o un altro scenario naturale. </p><p>Hanno il capo a forma di freccia con striature molto caratteristiche e distintive della specie: una corre dorsalmente dal muso alla base della testa, le altre corrono dal muso agli occhi e quindi verso la mandibola.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Labbra scottanti</strong></h3><p>I Boa constrictor possono percepire il calore tramite delle speciali cellule nelle loro labbra, anche se a loro mancano le fosse labiali che di solito circondano queste cellule e che si vedono in altri boidi. Questi serpenti hanno due polmoni ma solo il destro, più grande, è funzionale e si è evoluto adattandosi alla loro forma allungata. </p><p>I colori del boa sono un eccellente &#8220;camouflage” che permette una perfetta mimetizzazione in natura. Tuttavia alcuni soggetti presentano delle anomalie della pigmentazione come l’albinismo.  Questi animali in natura sono rari mentre in cattività vengono ricercati e allevati per il loro aspetto esotico e affascinante. </p><h2 class="wp-block-heading">Il Boa <strong>Cittadino del mondo</strong></h2><p>Adatto a vivere in una grande varietà di ambienti, il Boa constrictor preferisce stabilirsi nelle foreste pluviali. Eccellente nuotatore, non è raro scorgerlo in prossimità di fiumi e corsi d’acqua. Spesso poi arriva a occupare le tane di mammiferi di piccole e medie dimensioni, dove trova cibo e riparo da possibili predatori. </p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1113/boa-1-ok.jpg" alt="Immagine del boa costrictor"/><figcaption>Boa constrictor</figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Solitari</strong></h3><p>I Boa costrictor sono animali solitari che non cercano la compagnia di altri serpenti della stessa specie se non nel periodo dell’accoppiamento. Di abitudini notturne, a volte possono uscire allo scoperto anche di giorno, soprattutto quando le temperature si fanno troppo rigide durante la notte. </p><p>In quanto serpenti semi-arboricoli, non è raro che i giovani Boa si arrampichino su alberi e arbusti. Tuttavia quando diventano adulti e più pesanti, le loro abitudini tendono a diventare più terrestri.  </p><p>Prospera in una grande varietà di ambienti, dalle foreste pluviali alle aree semi-desertiche, tuttavia esso preferisce le grandi foreste tropicali; a causa delle migliori condizioni di temperatura e umidità, della maggiore presenza di prede e delle numerose possibilità di trovare rifugio dai predatori.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Carne e pelle</strong></h3><p>Questi splendidi animali sono molto apprezzati dagli erpetofili che li accolgono nelle loro case come veri e propri pet. Per questo sono stati a lungo catturati anche in natura e oggi allevati in cattività e immessi in commercio. Purtroppo, i Boa constrictor sono stati sfruttati per la loro carne e la pelle pregiata; e non è raro trovare tuttora questi prodotti in alcuni dei paesi del mondo dove essi sono maggiormente diffusi. </p><p>Potrebbe interessarti anche l&#8217;articolo sul<strong><a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/terrario-la-casa-dei-serpenti-e-rettili/"> terrario la casa dei serpenti </a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/boa-constrictor/">Boa Constrictor un gigante in salotto</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Terrario la casa dei serpenti e rettili</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Aug 2020 10:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La casa dei serpenti - 1°parte</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/terrario-la-casa-dei-serpenti-e-rettili/">Terrario la casa dei serpenti e rettili</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Per definizione, il terrario è la casa (il contenitore) in cui vengono ospitati i serpenti e rettili di ogni genere in cattività. </strong></p><p><strong>PRIMA PARTE </strong>a cura di <strong>Angelica D&#8217;Agliano</strong>   <a href="https://petfamily.it/altri-pet/rettili-altri-pet/scheda-rettili/la-casa-dei-serpenti-2-parte/?preview_id=30747&amp;preview_nonce=2572e06ac1&amp;preview=true&amp;_thumbnail_id=30749">leggi la seconda parte</a></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Parola d’ordine VIVIBILITA’</strong> nel terrario la casa di serpenti e rettili</h2><p>I serpenti sono gli inquilini più conosciuti, tuttavia nei terrari si possono trovare anche insetti, scorpioni, tartarughe e molte altre specie meno note al grande pubblico. Il terrario, quando è ben concepito e realizzato, dovrebbe ricreare nel modo più fedele possibile l’habitat ideale per l’individuo ospite. </p><p>Una giusta temperatura, umidità, luce e circolo dell’aria sono solo alcune delle caratteristiche richieste allo scopo.Un buon risultato finale si ottiene solo se si mette al primo posto la vivibilità dell’ambiente che andiamo a allestire. Se intendete ospitare un serpente o altro in casa vostra ponetevi prima di tutto un paio di domande: avete spazio sufficiente? </p><p>Il vostro terrario è adatto a rispondere alle esigenze dell’animale che vi interessa? Se la risposta è no, scegliete un esemplare di un’altra specie meno impegnativa oppure rinunciate del tutto ad organizzare un &#8220;angolo rettili” in casa vostra. Tenete sempre ben presente che la regola fondamentale in questi casi è: mai lasciarsi prendere dal capriccio del momento! </p><p>È chiaro che non tutti i terrari sono adatti a contenere qualsiasi tipo di rettile, anfibio o invertebrato! Visto che l’argomento è estremamente vasto, restringiamo il nostro campo di interesse sui soli serpenti e vediamo di fare qualche considerazione generale.  </p><p>Qualche calcolo preliminare ci permetterà di orientarci meglio. Analizziamo prima di tutto le dimensioni dell’animale. Attenzione, quando si parla di dimensioni ci riferiamo all’individuo adulto. Se intendete comprare un cucciolo, informatevi prima di quali saranno le sue misure una volta raggiunta la maturità! </p><p>La superficie minima di un terrario deve essere pari a due terzi della lunghezza. Tanto per intenderci, un serpente adulto di 6 m deve disporre di almeno 4 mq per muoversi liberamente!</p><p>Ricordiamoci anche del peso totale della struttura &#8220;terrario+serpente” e evitiamo di porre il nostro contenitore su sostegni tipo mensole, se il peso dell’insieme è elevato. Se il nostro rettile è molto grande è meglio optare per un terrario direttamente su pavimento.</p><h2 class="wp-block-heading">A prova di fuga</h2><p>Nella progettazione di una casa per il nostro serpente, dovremo poi prevenire in modo maniacale tutte le possibilità di fuga. I pericoli più grandi si presentano nel caso di individui molto sottili, capaci di insinuarsi con facilità negli spazi più angusti. </p><p>Per avere un’idea precisa sul da farsi è bene conoscere a priori il diametro del nostro serpente (informiamoci presso un veterinario specializzato, al negozio dove intendiamo acquistare l’animale oppure consultando un buon libro). Anche l’arredamento non è scevro di inconvenienti: oggetti disposti in modo infelice potrebbero accidentalmente causare intrappolamenti, con conseguenti ferite (le più comuni sono le abrasioni, ma, nei casi più gravi, possono verificarsi anche fratture!)</p><h3 class="wp-block-heading">Luci e ombre</h3><p>La posizione del terrario deve poi contemplare la natura diurna o notturna del rettile che ci interessa. Gli animali che vivono di notte soffrono molto della presenza di luce artificiale, o di un ambiente troppo esposto al sole, come un terrario collocato vicino a una finestra o in una stanza frequentata da molte persone. </p><p>Nei casi estremi un buon trucco consiste nel coprire le teche con un panno scuro, così da evitare una buona dose di stress al nostro ospite.<br>Al contrario, gli animali diurni gradiscono molto la luce naturale. Anche quella artificiale è apprezzata, purché senza eccessi&#8230; basta non tenere le lampadine accese 24 ore al giorno!</p><p>Attenti alle possibili vie di fuga: i serpenti molto sottili possono fuggire anche da pertugi di dimensioni piccolissime. La superficie in mq del terrario non deve MAI essere inferiore ai 2/3 della misura in lunghezza del serpente adulto. Ad esempio, se voglio tenere con me un serpente di 4 m di lunghezza devo sapere che il mio terrario non potrà essere inferiore a 2,7 mq (cioè circa i due terzi, in superficie, dei famosi 4 m di lunghezza).</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/articoli_agg/serpenti%206.jpg" alt=""/><figcaption><strong>Terrario la casa dei serpenti</strong></figcaption></figure><h3 class="wp-block-heading">Alimentazione</h3><p>L’alimentazione più adatta ai rettili è ancora poco conosciuta, in quanto ne esistono più di 6500 specie e gli studi effettuati su queste sono molto limitati. Per semplificare le cose, possiamo classificare le varie specie in erbivori, come l’iguana e molte tartarughe, carnivori (geco, serpenti, camaleonti, lucertole e tartarughe acquatiche) ed onnivori.</p><p>I rettili differiscono dai mammiferi e dagli uccelli per il diverso metabolismo di energia e proteine, che a sua volta si ripercuote sull’assunzione di acqua e degli altri nutrienti.</p><h3 class="wp-block-heading">Energia </h3><p>La temperatura corporea dei rettili dipende da quella dell’ambiente esterno e le variazioni di quest’ultima influenzano i fabbisogni di calorie, la digestione e l’attività di ricerca del cibo di questi animali. Se le temperature sono troppo alte, l’organismo va in stress e questo diminuisce la quantità di cibo che assumono, con la conseguenza di far dimagrire l’animale. </p><p>Se il termometro scende troppo, invece, vi sarà un’alterazione della digestione e dell’assunzione di cibo. L’energia nei rettili non viene utilizzata per mantenere la temperatura corporea e quindi i fabbisogni sono abbastanza bassi e corrispondono a circa 1/4 delle calorie richieste dai mammiferi.</p><p>La maggior fonte di energia dei rettili carnivori sono i grassi e le proteine, mentre l’assunzione di carboidrati e fibre è minima. I rettili erbivori, al contrario, ricavano la maggior parte delle calorie dai carboidrati e dalle proteine, mentre i grassi della dieta sono di solito inferiori al 10%. A livello dell’intestino avviene un’intensa fermentazione della fibra e vengono ricavati acidi grassi a corta catena, usati anche in questo caso per fornire energia. </p><p>Nel caso ci sia una carenza energetica, l’animale perderà peso, e sarà possibile osservare una maggior prominenza di costole e vertebre, oltre alla presenza, in alcuni casi, di pieghe di pelle lungo il corpo (lucertole e serpenti). La perdita di peso può essere provocata da cattiva gestione dell’animale, stress, carenze alimentari, temperatura ambientale poco adatta o patologie concomitanti che influenzano l’appetito ed il metabolismo. </p><p>Un eccesso di calorie, al contrario, determina un crescita troppo rapida nei giovani ed un aumento di peso negli adulti, che può anche condurre all’obesità, soprattutto nelle specie più sedentarie come serpenti e lucertole. </p><p>Lo stesso può accadere alle nostre tartarughe d’acqua, spesso relegate in piccole vaschette in cui non riescono a nuotare bene ed alimentate con cibi troppo grassi. Per farle dimagrire basta diminuire l’apporto energetico ed aumentare l’esercizio fisico; quindi comprate una vaschetta più grande e date il mangime solo 3 volte a settimana, invece che tutti i giorni.</p><h3 class="wp-block-heading">Acqua</h3><p>Tutti i rettili tenuti in cattività devono avere libero accesso all’acqua fresca. Tartarughe e serpenti bevono facilmente dalle ciotole, mentre i gechi diurni, alcune lucertole ed i camaleonti bevono l’acqua che gocciola dai vegetali.  Evitate le ciotole in plastica, perché l’odore che emanano potrebbe spingere il vostro rettile a rifiutarsi di bere! Meglio scegliere contenitori in vetro o ceramica. </p><p>Le specie desertiche possono ricavare l’intero fabbisogno di acqua dall’alimento. Le specie acquatiche devono essere allevate in acque di ottima qualità, sennò si ammalano facilmente; l’acqua va quindi analizzata con regolarità, monitorando soprattutto la carica batterica.  Per le specie non acquatiche, una carenza d’acqua può portare a disidratazione e stress, mentre un eccesso favorisce lo sviluppo di infezioni cutanee.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Carenze o eccessi di nutrienti?</strong></h2><p>E’ molto facile che il nostro amico rettile sviluppi uno squilibrio nutrizionale, perché, fatta eccezione di quelli che si nutrono di prede intere, la dieta in cattività è molto diversa da quella che assumerebbe in natura. La carenza più frequente è quella di vitamina D3, che viene sintetizzata dalla pelle tramite l’esposizione al sole. </p><p>Nelle nostre case, però, i rettili non possono rosolarsi ai raggi solari come farebbero in natura e occorre integrare questa vitamina assieme al calcio con la dieta e permettere che il nostro amico rugoso possa scaldarsi sotto le lampade ultraviolette. Ad esempio, nell’iguana, una carenza di questo tipo provoca problemi scheletrici, come mandibola molle, deformazioni o fratture ossee, tremori ed addirittura paralisi. </p><p>Anche la tartarughe ne possono soffrire ed i sintomi sono la scarsa consistenza del carapace (guscio) e la presenza di fratture, specie nei soggetti in crescita o tenuti sempre in casa. La cura consiste nel supplementare questi nutrienti carenti ed esporre l’animale alla luce del sole per diverse ore al giorno. </p><h4 class="wp-block-heading">Il calcio può essere carente anche se nutriamo il nostro rettile solo con molluschi o pezzetti di carne.</h4><p>Negli erbivori, invece, c’è il rischio che sviluppino carenze di vitamina A, specie nelle lucertole e nelle tartarughe. La povera bestia potrà sviluppare gonfiore delle palpebra e congiuntivite, problemi respiratori e di pelle o infiammazione della bocca. </p><p>Nei casi più gravi, possono sopraggiungere infezioni batteriche secondarie. La cura consiste nel somministrare questa vitamina per bocca o via iniezione e correggere la dieta, oltre a dare un buon antibiotico in caso di infezione. Nei serpenti che vengono alimentati esclusivamente con pesce congelato, si può sviluppare la carenza di tiamina, che provoca seri disturbi neurologici, come incoordinazione, girare in tondo o su sé stessi. </p><p>Il trattamento consiste nel somministrare pesce fresco, topi e insetti, sempre in combinazione con un integratore di questa vitamina. Anche gli eccessi sono molto pericolosi ed è molto frequente che le iguana alimentate con cibo per cani e gatti sviluppino un eccesso di vitamina A e D3. I sintomi più frequenti sono il danno renale e la calcificazione dei tessuti e dei vasi sanguigni.<br></p><h3 class="wp-block-heading">Proteine ed altri nutrienti</h3><p>I rettili carnivori, hanno un elevato fabbisogno di proteine e devono assumerne dal 30 al 60% con l’alimento.  I fabbisogni proteici dei rettili erbivori ed onnivori, invece, sono pressoché sconosciuti. I rettili carnivori che si nutrono di prede intere vertebrate, come i topi, ricevono già tutti i nutrienti di cui hanno bisogno.  </p><p>I Sali minerali, come calcio, fosforo e magnesio, vengono forniti dallo scheletro; vitamine ed oligoelementi si trovano nei reni e nel fegato, la tiroide apporta lo iodio ed il pancreas lo zinco. L’energia, come già accennato, deriva soprattutto dalle proteine e dai grassi, mentre i carboidrati assunti con la dieta derivano solo dal contenuto intestinale delle prede. </p><p>L’apporto nutritivo delle prede non adulte, invece, presenta alcune lacune, come la carenza di calcio e di vitamine liposolubili. Per quanto riguarda gli invertebrati (molluschi), essi non apportano abbastanza calcio, ma sono molto ricchi di grassi e proteine. Se somministrate questi alimenti al vostro rettile, vi conviene integrarli con supplementi di Sali minerali presenti in commercio.Il rischio è però quello di creare fenomeni di tossicità o di carenze, perché è molto difficile dosare questi integratori.  </p><p>Inoltre, molti soggetti si rifiutano di assumere alimenti &#8220;conditi” con questi prodotti, perché emanano spesso sapori ed odori sgradevoli. Per quanto riguarda i rettili erbivori, è probabile che, alimentandoli con frutta e verdura proveniente dai negozi, non ricevano gli stessi nutrienti che assumerebbero se consumassero i frutti presenti in natura. </p><p>E’ importante, soprattutto durante la crescita o la gravidanza, integrare questi prodotti con specifici supplementi alimentari. I nostri rettili erbivori sono golosi di frutta, in quanto sono attratti dai colori vivaci, dal sapore zuccherino e dalla consistenza succosa. Tuttavia, non esagerate con questi prodotti, perché contengono molta acqua e zuccheri, ma sono poveri di fibra.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Iguana</strong></h2><p>L’iguana, come già detto, è erbivora e la sua dieta deve essere principalmente costituita da verdura a foglia verde, come lattuga, indivia, dente di leone e trifoglio. Vegetali come carote, zucca, zucchine e mix di verdure surgelate possono essere somministrati, ma in dosi mai superiori al 20%. E’ meglio evitare spinaci, piselli, patate e cavoli, perché contengono troppi ossalati, che intrappolano il calcio e gli altri minerali, impedendone l’assorbimento. </p><p>La frutta può essere usata come snack e le iguane preferiscono papaya, mango, uva e arance. I prodotti specifici disponibili in commercio dovrebbero costituire almeno il 50-60% della dieta, in modo da evitare la somministrazione di altri integratori alimentari. </p><p>I giovani vanno alimentati 2 volte al giorno,mentre per le iguane adulte si può optare per un’alimentazione a giorni alterni, meglio di giorno, perché sono animali diurni e necessitano del cibo nel periodo in cui svolgono la maggiore attività.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Serpenti</strong></h2><p>Molti serpenti delle nostre case si nutrono di piccoli mammiferi, come i boa ed i pitoni, che prediligono topi, ratti, conigli e gerbilli. Questi animaletti forniscono tutte le sostanze nutritive di cui il vostro serpente necessita e non sono necessarie integrazioni. </p><p>Unica eccezione vale per i topini neonati, che sono poveri di calcio. In alcuni casi, i serpenti in cattività possono ferirsi cacciando animaletti vivi, quindi sarebbe meglio abituarli a nutrirsi di prede già morte. Tuttavia, essi sono attirati soprattutto dall’odore, dal calore e dal movimento della preda e dovrete somministrarle riscaldate e magari agitarle un po’ davanti al loro naso. </p><p>E’ anche consigliabile &#8220;scottare” i roditori surgelati in acqua bollente, onde evitare infezioni provenienti dal loro pacchetto intestinale. Se si vogliono somministrare uccellini, è meglio bollirli un po’ più a lungo, per evitare pericolose infezioni da Salmonella. </p><p>E’ meglio separare i serpenti fra loro mentre mangiano, perché potrebbero attaccarsi o uno dei due finirebbe per restare a digiuno. I giovani vanno alimentati ogni 5-7 giorni, mentre gli adulti necessitano di cibo ogni settimana o addirittura una volta al mese.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0109/casaserpenti6403n.jpg" alt=""/></figure><h2 class="wp-block-heading">Tartarughe d&#8217;acqua </h2><p>Le tartarughe che si trovano comunemente nei nostri acquari fanno parte delle specie onnivore. Di solito, sono carnivore da giovani e, con l’avanzare dell’età, cominciano a consumare più vegetali.  La dose di &#8220;carne” deve costituire il 75-100% della razione dei giovani e circa il 50% degli adulti. Si tratta soprattutto di pesci e molluschi essiccati e pellettati, normalmente disponibili in commercio. </p><p>In alternativa, si possono somministrare insetti, vermi e larve, rigorosamente privi di insetticidi e pesticidi. E’ meglio evitare i pesciolini di cattura, perché potrebbero ospitare diversi parassiti; meglio optare per quelli presenti nei negozi per animali.  </p><p>Per gli adulti, si possono somministrare pezzetti di frutta o vegetali a foglia verde, soprattutto come snack. Se l’alimentazione della vostra tartaruga è varia e costituita soprattutto da mangimi commerciali, non è necessario somministrare integratori vitaminico-minerali. </p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Tartarughe di terra</strong></h2><p> Le tartarughe di terra più comuni nei nostri giardini sono erbivore e si nutrono di dente di leone e trifoglio, che sono un alimento eccellente, che dovrebbe costituire il 60-70% della loro dieta. In alternativa, vanno molto bene lattuga, rape e prezzemolo. </p><p>Evitate di somministrare troppi vegetali a base di ossalati, come gli spinaci. I cibi disponibili in commercio per tartarughe ed iguane costituiscono il restante 40-30% della dieta, in quanto contengono proteine, vitamine e minerali non presenti nei vegetali. Se volete, potete anche somministrare erba, medica e fieno, per aumentare l’apporto di fibra. Il resto della dieta deve includere qualche piccola porzione di frutta.  </p><p>Per le giovani tartarughe, è meglio frantumare il cibo in piccoli pezzetti, per incoraggiare il consumo. Scegliete piattini e superfici piatte come contenitori, perché le tartarughe non riescono a mangiare nelle ciotole.<br>Molte tartarughe non bevono dalle ciotole e dovete metterle a bagno in acqua tiepida fino al piastrone per 15-20 minuti per incoraggiarle a bere e urinare. Per le specie tropicali è opportuno eseguire quest’operazione 3 volte alla settimana, per quelle desertiche è sufficiente una volta. </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/terrario-la-casa-dei-serpenti-e-rettili/">Terrario la casa dei serpenti e rettili</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il Pogona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:26:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pogona</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p>Se si desidera tenere un sauro in casa propria il pogona è una delle scelte migliori: di taglia contenuta, è docile e soprattutto adatto alla vita in terrario (i pogona in commercio sono tutti allevati in cattività da generazioni: la cattura degli esemplari selvatici è proibita).</p><p>Dott.ssa MARTA AVANZI &#8211; Medico Veterinario AAE Associazione Animali Esotici ONLUS www.aaeweb.net </p><h2 class="wp-block-heading">Un drago (barbuto) in terrario </h2><p>Il pogona (Pogona vitticeps), detto anche drago barbuto, è originario delle regioni aride e semidesertiche dell’Australia centrale. E’ diurno ed è un abile arrampicatore. Se si vuole adottare uno di questi animali il primo requisito per una corretta gestione del pogona è lo spazio: è indispensabile allestire un terrario più ampio possibile. </p><p>All’interno vanno collocati dei nascondigli, come vasi di coccio, scatole o cortecce, indispensabili per il benessere dell’animale perché gli forniscono un senso di sicurezza e riducono lo stress. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Territoriali</strong></h3><p>Il materiale migliore per il fondo del terrario sono i fogli di carta da giornale, economici e facili da rimpiazzare. Altri materiali come sabbia, ghiaino o segatura potrebbero venire ingoiati, causando gravi problemi di costipazione intestinale. </p><p>I maschi sono molto territoriali e non vanno mai alloggiati insieme a causa della loro aggressività. Inoltre non si devono porre i giovani insieme a soggetti adulti, perché rischierebbero di essere divorati. Se lo spazio è sufficiente, un maschio può convivere con due o tre femmine, per i principianti è però consigliabile iniziare con un solo soggetto.</p><p>I sistemi di riscaldamento vanno sempre utilizzati insieme ad un termostato (di ottima qualità) che ne regoli la temperatura. Un surriscaldamento accidentale all’interno del terrario, anche solo per pochi minuti, può causare la morte del suo abitante.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Il giusto ambiente</strong></h2><p>La temperatura del terrario non deve essere uniforme: ponendo la lampada riscaldante da un lato si deve creare un gradiente. </p><p>Sotto la lampada la temperatura deve essere di 40-43°C (il cosiddetto &#8220;punto caldo”) mentre deve scendere a 25°C nella zona più fresca. Durante la notte la temperatura deve rimanere circa 22-25°C. </p><p>I pogona sono deserticoli e quindi richiedono bassi livelli di umidità: 30-40% di giorno e 50-65% di notte. Nel terrario ci deve essere un buon ricambio d’aria, assicurato da griglie di ventilazione poste una in basso e una in alto su due pareti opposte.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Luce e raggi ultravioletti</strong></h3><p>Oltre alle lampade usate per riscaldare il terrario (che possono anche non emettere luce, come le lampade di ceramica) è necessario collocare lampade a spettro completo, che emettano radiazioni ultraviolette sia di tipo A sia di tipo B. </p><p>Poiché il vetro blocca quasi completamente le radiazioni ultraviolette queste lampade vanno collocate all’interno del terrario. Vanno sostituite regolarmente dopo 6-12 mesi, perché dopo questo periodo non emettono più raggi UVB.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0413/pogona-2-ok.jpg" alt=""/></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Insetti, che passione</strong></h3><p>I piccoli di pogona sono insettivori, ma crescendo iniziano a consumare quote sempre maggiori di vegetali, fino a diventare onnivori una volta adulti. A partire dai due mesi di età si deve quindi iniziare ad offrire verdure in modo che imparino a nutrirsene. </p><p>Gli adulti devono consumare per il 50% insetti e per il 50% verdure; una dieta esclusivamente o prevalentemente insettivora ne abbrevia l’aspettativa di vita, al contrario i vegetali possono essere lasciati sempre a disposizione. Come insetti si possono utilizzare grilli, camole del miele, tarme della farina, kaimani, e di tanto in tanto topini neonati. </p><p>I vegetali devono essere più possibile variati: radicchi, insalate, indivia, rucola, scarola, catalogna, carote e zucchine grattugiate, tarassaco, peperoni e vari tipi di frutta. Il tutto viene servito in piccoli pezzi, integrato con calcio carbonato e un prodotto minerale-vitaminico.</p><p>Il fotoperiodo nel terrario deve essere di 12-14 ore di luce d’estate, 9 d’inverno e 10 in primavera ed autunno. Condizioni di fotoperiodo innaturale (ad esempio un’illuminazione continua anche di notte) causa uno stress eccessivo al rettile, con effetti negativi sullo stato di salute.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/il-pogona/">Il Pogona</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il Pitone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Sep 2019 14:24:48 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Pitone</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/il-pitone/">Il Pitone</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Ogni erpetofilo possessore di un pitone dovrebbe essere sempre seguito da un veterinario esperto, capace di guidarlo nella scelta dell’alimentazione e in tutte le cure delle quali un serpente esotico ha bisogno. </strong></p><p>a cura della redazione</p><h2 class="wp-block-heading"> Nella mitologia greca Pitone era un drago-serpente </h2><p>Nato dal fango della terra, ancora intrisa delle acque del diluvio universale. A guardia dell’oracolo di Delfi, rimase ucciso in seguito ad uno scontro con Apollo, che prese possesso dell’oracolo e vi pose una sacerdotessa, che da allora fu chiamata Pizia, o Pitonessa.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Esagerati</strong></h3><p>Oggi chiamiamo Pitoni una grossa famiglia di serpenti costrittori, diffusi in Africa, Asia ed Oceania. Come il Pitone mitologico essi incutono meraviglia e rispetto per le loro dimensioni (il Pitone Reticolato può raggiungere i 10 metri) e per la bellezza del loro disegno screziato. </p><p>Come dice il loro nome, essi si alimentano stritolando le prede, che avvolgono fra le loro spire. Si tratta di animali incredibilmente forti e muscolosi.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Amici ambiti</strong></h3><p>Per le loro caratteristiche di serpenti costrittori, la spettacolarità del portamento e le dimensioni, i Pitoni sono animali molto amati dagli appassionati di erpetologia. </p><p>In Italia una delle specie più richieste ed allevate è il Pitone reale (<em>Pyhton Regius</em>). A differenza del suo cugino, il Pitone reticolato, esso può essere allevato legalmente e la sua taglia relativamente contenuta lo rende adatto alla vita in terrario.</p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Pitone palla</strong></h2><p>Il Pitone reale è un animale schivo e timido.  In America viene chiamato Ball Pyhton, ossia Pitone palla, perché quando è impaurito o si sente minacciato tende ad appallottolarsi e a nascondere la testa fra le spire. </p><p>Questo atteggiamento, che può ispirare tenerezza, è una forma di autodifesa che l’erpetofilo deve assolutamente rispettare. Tentare di aprire le spire di un Pitone reale impaurito è un’operazione del tutto sbagliata, che rischia di danneggiare anche gravemente le vertebre dell’animale coinvolto.</p><p>Apollo uccise Pitone forse per vendetta.  Il serpente, infatti, prima della nascita del dio aveva perseguitato Latona (Leto), madre di Apollo, fino nell’isola di Delo.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Abbraccio mortale</strong></h3><p>Come già accennato sopra, il Pitone reale è più piccolo rispetto al suo cugino Pitone reticolato, ma vanta comunque dimensioni notevoli: da adulto può arrivare a misurare un metro e mezzo, anche se solitamente la crescita si assesta su 1,2–1,3 m. Il suo peso può raggiungere gli 1,6-1,7 chili.  </p><p>Il maschio di solito è più piccolo della femmina: il primo ha un diametro medio di 5-6 cm, mentre la seconda arriva anche al doppio delle dimensioni.  Gli esperti pensano che questa differenza possa proteggere la vita delle femmine durante l’accoppiamento, quando il maschio avvolge la compagna con le sue spire. Se la femmina fosse più piccola del suo &#8220;innamorato”, infatti, potrebbe morire stritolata.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Esploratori</strong></h3><p>All’interno di un terrario il Pitone è un animale oltremodo schivo. Di solito passa la maggior parte del tempo avvolto su se stesso, con la testa appoggiata sul corpo.   Gli esemplari giovani di solito sono più attivi rispetto agli adulti e, soprattutto quando vengono spente le luci, escono allo scoperto e si dedicano all’esplorazione del terrario.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0412/pitone2.jpg" alt=""/></figure><p><strong>Pitoni reali possono avere dei periodi di digiuno: la cosa non è preoccupante ma è sempre necessario tenere monitorata la situazione e chiamare il veterinario in caso di comportamenti anomali da parte del serpente.</strong></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Vaporizzati e felici</strong></h2><p>Il luogo in cui decidiamo di ospitare il Pitone reale deve essere confortevole e rispettare alcuni requisiti-base. Prima di tutto le dimensioni, che potranno essere di 100x50cm o 120x30cm, e di 50-60 cm per l’altezza. Anche la temperatura e l’umidità dovranno essere regolate in base alle caratteristiche che si trovano in natura, vale a dire 32-33°C durante il giorno e 22-24°C di notte. </p><p>L’umidità oscilla tra il 55-60% di giorno e il 70-80% di notte, a seconda delle stagioni. Per il riscaldamento esistono varie soluzioni, che vanno dalle serpentine alle lampade a raggi infrarossi, per l’umidità invece possono essere utili delle semplici vaporizzazioni. L’importate è tenere sempre sotto controllo i valori di riferimento.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Timidi e splendidi</strong></h3><p>Osservare un Pitone è un esperienza che molti erpetofili giudicano irripetibile. Certo il Pitone reale è uno dei serpenti più timidi che esistano, e non è raro che esso senta il bisogno di rifugiarsi nella propria tana, anche per periodi di tempo molto lunghi. </p><p>In questo caso sta all’erpetofilo usare tutto il tatto e le conoscenze di cui dispone per rispettare l’etologia del proprio animale: la sua pazienza sarà ampiamente ripagata. Il Pitone reale, quello che più spesso troviamo nei terrari degli appassionati di erpetologia, appartiene alla famiglia dei Boidi (Boidae), sottofamiglia Pitonini (Pitoninae), genere Python e specie: Pyhton Regius.</p><p>Altre <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">schede di Rettili </a></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/il-pitone/">Il Pitone</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Un amico dai mille volti il Camaleonte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Oct 2017 14:17:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>I camaleonti sono Sauri unici nel loro aspetto: il corpo è compresso lateralmente, gli occhi di forma conica si muovono indipendentemente l’uno dall’altro in modo da aumentare il campo visivo in cerca della preda che, una volta scorta, è catturata rapidamente grazie all’abilità di proiettare in avanti la lunga lingua. A cura del Dott. GINO [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/un-amico-dai-mille-volti-il-camaleonte/">Un amico dai mille volti il Camaleonte</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>I camaleonti sono Sauri unici nel loro aspetto: il corpo è compresso lateralmente, gli occhi di forma conica si muovono indipendentemente l’uno dall’altro in modo da aumentare il campo visivo in cerca della preda che, una volta scorta, è catturata rapidamente grazie all’abilità di proiettare in avanti la lunga lingua.</strong></p><p>A cura del Dott. GINO CONZO &#8211; Medico Veterinario </p><h2 class="wp-block-heading">Le dita dei camaleonti sono unite tra loro in modo da facilitare la prensione e la lenta andatura tra i rami.  </h2><p>Contrariamente a quanto generalmente si ritiene, questi rettili non cambiano colore per ragioni di mimetismo, ma ciò avviene in seguito allo stato emotivo o alle variazioni di temperatura. </p><p>Ad esempio i colori del maschio si intensificano quando scorge un altro maschio e tendono ad assumere tonalità più scure con il diminuire della temperatura ambientale. Benché molto ricercati per la loro particolarità e bellezza, i camaleonti sono tra i rettili più impegnativi ospitabili nei terrari. <br>Si tratta di animali poco longevi (la vita media a seconda delle specie varia tra i 4 e i 7 anni), delicati e che non amano essere toccati.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_1216/camaleonte-2_web.jpg" alt=""/></figure><p>&nbsp;I camaleonti sono animali molto territoriali e difficilmente tollerano la presenza di un loro simile al di fuori del periodo riproduttivo e, diversamente da altri sauri come le lucertole e le iguane, se un<br>camaleonte perde la coda non è in grado di farne ricrescere una nuova.</p><h3 class="wp-block-heading">Evitiamo l’importazione</h3><p>&nbsp;Da ricordare che tutti i camaleonti sono inseriti negli elenchi della CITES e quindi il loro acquisto prevede che sia rilasciato un documento che ne attesti la provenienza legale. Si consiglia, comunque, di non acquistare soggetti di importazione che molto spesso sono poco adattabili alla vita in terrario e decisamente più deboli dei loro simili riprodotti in cattività. <br>I camaleonti di cattura hanno quasi sempre parassiti che in seguito allo stress della cattura e del trasporto possono dare gravi patologie in questi rettili.</p><h3 class="wp-block-heading">Nascondigli</h3><p>I camaleonti non possono essere ospitati nei normali terrari in vetro; per garantire una buona aerazione conviene, infatti, allestire uno specifico terrario con pareti in rete a sviluppo verticale, arredato con rami e vegetazione in modo da mimare l’ambiente arboricolo originale del rettile e fornire nascondigli. </p><p>La vegetazione, inoltre, contribuisce a mantenere elevato il livello di umidità ambientale. Il fondo del terrario può essere coperto da carta assorbente da sostituire periodicamente.</p><p>Il successo dell’allevamento dei camaleonti in cattività passa attraverso un perfetto allestimento del terrario, una corretta alimentazione e una continua osservazione degli animali in modo da evidenziare quei sintomi che possono rappresentare un campanello d&#8217;allarme.</p><h3 class="wp-block-heading">I parametri giusti</h3><p>Nella parte più alta del terrario vanno collocate lampade a infrarossi che garantiscono il riscaldamento e lampade a raggi UVB importanti per il metabolismo del calcio.  Al fine di scongiurare pericolose ustioni è importante che le lampade siano collocate ad almeno 25 cm dal ramo più vicino. </p><p>L’illuminazione va garantita per 12-14 ore in primavera/estate e per 10-12 ore in autunno e inverno. Occorre che nel terrario sia rispettato un certo gradiente di temperatura che può essere di 30°C sotto la lampada riscaldante e tra i 22 e i 27 gradi in altri settori.  La temperatura notturna dovrebbe essere inferiore di 10 gradi.  L’umidità all’interno del terrario dovrebbe essere almeno del 50%.</p><h3 class="wp-block-heading">Un menù molto particolare</h3><p>La base dell’alimentazione dei camaleonti è costituita da grilli vivi; tali insetti vanno alimentati con un integratore a base di calcio e vitamine in modo che possano rappresentare la migliore fonte alimentare per i rettili. <br>Alcune specie di camaleonti gradiscono anche piccole quantità di vegetali come frutta e verdura tagliate a pezzetti o a fettine.</p><p>Per bere i camaleonti in natura leccano le gocce di rugiada o di pioggia per cui occorre spruzzare regolarmente di acqua la vegetazione del terrario. <br>Le femmine hanno i colori più tenui rispetto ai maschi; la maturità sessuale avviene tra i 6 e i 7 mesi. </p><p>Occorre che la femmina abbia a disposizione una bacinella di sabbia in cui deporrà la uova; in mancanza di questo substrato potrà andare incontro al problema, talora letale, di ritenzione delle uova.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/un-amico-dai-mille-volti-il-camaleonte/">Un amico dai mille volti il Camaleonte</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>La casa dei serpenti seconda parte</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 11:33:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[SCHEDA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La casa dei serpenti - 2° parte</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/la-casa-dei-serpenti-2-parte/">La casa dei serpenti seconda parte</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Tutti i terrari devono poter essere aperti, per molti motivi: per igienizzare l’ambiente, per spostare o rimuovere esemplari, ma anche per fare fotografie o altro.</strong></p><p>a cura di Angelica D&#8217;Agliano   <a href="https://petfamily.it/altri-pet/rettili-altri-pet/scheda-rettili/la-casa-dei-serpenti-1parte/?preview_id=30745&amp;preview_nonce=1f2ce612de&amp;preview=true&amp;_thumbnail_id=30746">leggere la prima parte</a> </p><h2 class="wp-block-heading">Il terrario si apre in genere frontalmente. </h2><p>Una delle soluzioni più gettonate è l’apertura a due o più ante scorrevoli, con le lastre che si muovono lungo due binari parallelamente fra di loro. Molto diffusa è anche l’apertura &#8220;a ghigliottina”, adatta a terrari piccoli, e in genere adottata perché non richiede altri sistemi di chiusura.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>I materiali di costruzione&#8230; </strong></h3><p>Sono tra i più disparati, e ognuno ha le sue caratteristiche.</p><p><strong>Vetro:</strong> è una delle materie più care, ma anche delle meno deteriorabili. Si pulisce con facilità, non si opacizza e ha una resa estetica davvero notevole. I terrari in vetro di solito sono assemblati col silicone (meglio usare una marca antimuffa!). Nel caso di contenitori molto grandi è bene che le lastre siano un po’ più spesse del normale (6 mm sarebbe l’ideale).</p><p><strong>Legno:</strong> è un isolante naturale, sia per quanto riguarda il calore sia per l’umidità. Il problema del legno è che viene attaccato facilmente dalla muffa (dovrebbe essere trattato con vernici speciali), si disinfetta con fatica e inoltre certe specie possono rosicchiarlo. I terrari in legno di solito hanno un’apertura frontale in vetro o plexiglas.</p><p><strong>Plastica:</strong> pratica e facilmente lavabile, è molto usata per le esposizioni, nei negozi, come contenitore per trasportare gli animali e come &#8220;fauna-box”, cioè come terrario provvisorio, ad esempio quando dobbiamo mettere un esemplare in quarantena. Il problema della plastica è che col tempo si opacizza. Rete e metallo: trovano impiego per rettili come camaleonti e grossi sauri. Sono soluzioni adatte all’esterno e che garantiscono un buon&nbsp; circolo dell’aria.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="/website/data/picture/img_art_0209/snake6401n.jpg" alt=""/></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>Al punto giusto</strong></h3><p>La temperatura è importantissima per il benessere dei nostri ospiti e dipende da diversi fattori: esposizione del contenitore, vicinanza a fonti di calore come termosifoni e temperatura della stanza. </p><p>Controllate sempre la situazione del vostro terrario con un buon termometro analogico (di quelli che misurano e memorizzano le minime e le massime) così vi renderete conto se il vostro terrario è un ambiente confortevole&#8230; o un piccolo forno!</p><p>Un buon terrario dovrebbe fornire zone più calde e zone più fredde per permettere agli inquilini di regolarsi al meglio e dovrebbe riprodurre i cicli stagionali dell’habitat delle specie ospitate. </p><p>La temperatura in un terrario si condiziona usando degli strumenti in grado di emettere calore. I più comuni in commercio sono le piastre o tappeti, le rocce, le lampade e i cavi.</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>La piastra riscaldante:</strong> </h4><p>si posiziona tra il piano di appoggio e la base del terrario. Le dimensioni delle piastre variano a seconda della loro potenza, espressa in Watt. Cercate sempre un tappeto riscaldante che anche dopo molte ore di funzionamento riesca a mantenere una temperatura non superiore a quella idonea per la vostra specie.</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>Il cavo riscaldante:</strong></h4><p>è una delle soluzioni migliori, perché a seconda di come lo posizioniamo riesce a creare nel terrario delle zone a differenti livelli di temperatura. L’ideale è acquistare cavetti per acquari, che non temono l’umidità e si adattano benissimo anche ai terrari, e posizionarli sempre al di fuori del contenitore per evitare ustioni e incidenti.</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>Le lampade:</strong> </h4><p>possono essere in ceramica, in grado di raggiungere temperature davvero alte, o a spot, usate nei terrari di sauri per ricreare i cosiddetti bagni di sole. Esistono anche lampade notturne, che con la loro luce tenue ci permettono di osservare l’attività delle nostre specie notturne senza disturbarle. Tutte i rettili vegetariani necessitano inoltre di una lampada a raggi UVB, indispensabile per la sintesi della vitamina D3 che in natura è garantita dall’esposizione di questi animali alle radiazioni solari.</p><h4 class="wp-block-heading"><strong>Le rocce riscaldanti:</strong> </h4><p>non possono essere usate come strumento principale di riscaldamento del terrario. Molte specie mostrano un certo gradimento nei confronti delle rocce, purché non siano a temperature troppo elevate (non oltre i 25 gradi)!</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;umidità</strong></h3><p>Si tiene sotto monitoraggio con uno strumento chiamato igrometro, che non può mancare in qualsiasi terrario degno di questo nome. L’umidità nel contenitore si può condizionare con vari stratagemmi. Per innalzarla si può ricorrere a nebulizzatori, gocciolatori o cascate artificiali create con una pompa per filtro (di quelle che si usano in acquariofilia). </p><p>Altri sistemi efficaci sono mettere una spugna bagnata nel terrario, ospitare piante vere, usare recipienti per l’acqua che abbiano un superficie piuttosto ampia, per favorire l’evaporazione. Al contrario, se l’umidità è troppa e la si vuole abbassare si possono ingrandire le prese d’aria o si può ricorrere a un deumidificatore.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Il circolo dell&#8217;aria</strong></h3><p>Si garantisce con due griglie, dette griglie di aerazione, che devono essere posizionate una sulla parte inferiore e l’altra sulla parte superiore. </p><p>In questo modo si otterrà un buon ricambio dell’aria all’interno del contenitore, preservando così l’ambiente dalla formazione di muffe e evitando dannosi innalzamenti di temperatura.</p><figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2019/09/serpenti2-4-1.jpg" alt=""/></figure><h3 class="wp-block-heading"><strong>I substrati</strong></h3><p>Sono estremamente vari e spaziano dalla semplice carta di giornale fino alle soluzioni più complicate, come la terra vera o i pezzi di corteccia.<br>Tra i materiali più economici e igienici ci sono il già menzionato giornale, ma anche la carta bianca e il prato sintetico. </p><p>I substrati più spettacolari sono la sabbia, la ghiaia per acquari, la terra e i pezzi di corteccia. A differenza della carta, questi materiali non sono adatti a tutte le specie (spesso alcuni di questi possono venire ingeriti) e inoltre sono di difficile gestione, oltre che di costo elevato.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/rettili-altri-pet/scheda-rettili/la-casa-dei-serpenti-2-parte/">La casa dei serpenti seconda parte</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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