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	<title>Educazione degli Uccelli: consigli per educarlo al meglio | Pet Family</title>
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	<description>Pet Family news è l’unica rivista rivolta ai possessori di animali da compagnia</description>
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		<title>Il Falco nella Falconeria moderna</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Jun 2022 10:14:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDUCAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La falconeria moderna</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/educazione-uccelli/il-falco-nella-falconeria-moderna/">Il Falco nella Falconeria moderna</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il Falco impara a raggiungere il pugno dell&#8217;addestratore attratto dal cibo. Nota fin dai tempi antichi come tecnica di caccia, spesso ad esclusivo appannaggio dei ceti più elevati, la falconeria ha subito un’interessante evoluzione in tempi recenti.</strong></p><p><strong><em>Dott. GINO CONZO &#8211;</em></strong><em> Medico Veterinario Specialista in Patologia Aviare</em></p><h2 class="wp-block-heading">Impiego del Falco nelle nostre città</h2><p>Le variazioni ambientali indotte dall’uomo hanno, talora, permesso ad alcune specie di prolificare enormemente nei nuovi habitat, causandovi spesso gravi danni. Un tipico esempio è rappresentato dai colombi torraioli, il cui numero è enormemente aumentato nei centri urbani grazie alle abbondanti risorse alimentari, la mancanza di predatori naturali e la ricchezza di siti di nidificazione.</p><p>L’effetto negativo della presenza dei colombi (imbrattamento fecale, diffusione di germi patogeni, ecc.) non si fa sentire solo nei centri storici delle città d’arte, ma anche in altri ambienti quali, ad esempio, aeroporti ed aree ospedaliere. </p><p>E’ noto che molte amministrazioni comunali dedicano energie e fondi allo sviluppo di piani per il controllo numerico dei colombi cittadini; sovente, tuttavia, questi progetti non raccolgono i risultati sperati. </p><p>Anche altre specie aviari, oltretutto, hanno cominciato a colonizzare gli ambienti antropizzati o degradati dall’uomo, come avviene, ad esempio, per i gabbiani nelle discariche.</p><p>L’impiego dei falchi rappresenta, al momento, un valido ed ecologico strumento per allontanare i volatili dagli obiettivi più a rischio.<br>Tale attività, conosciuta come &#8220;Bird Control” viene svolta da esperti falconieri che mantengono lontani colombi ed altri uccelli semplicemente facendo volare i propri falchi nella zona che si vuole libera da tali volatili.</p><p><strong>Le specie più utilizzate allo scopo del &#8220;Bird control” sono il Falco Pellegrino (Falco Peregrinus) ed il Falco di Harris (Parabuteo Unicintus).</strong></p><h3 class="wp-block-heading">Il falco Pellegrino e falco di Harris</h3><p>Il volo alto e veloce del<strong> Falco Pellegrino</strong> ne permette un ottimo utilizzo negli aeroporti dove contribuisce non poco a tener lontano dagli aerei storni e colombi. Il <strong>Falco di Harris</strong>, caratterizzato da un volo basso e, soprattutto, da un’indole particolarmente socievole, viene impiegato con successo nelle aree urbane come, ad esempio, gli ospedali. Anche altre specie (Girfalco, Lanario, Sacro, ecc.) sono, comunque, impiegate in falconeria e tutte riprodotte in cattività.</p><p>Guadagnare la fiducia del nuovo falco e rendergli familiare la figura umana è per il falconiere il primo obiettivo, raggiungibile con un paziente lavoro di addestramento invitando il falco a volare dal blocco sul pugno (protetto dal guanto di cuoio) del falconiere che stringe tra le dita un invitante bocconcino.</p><p>Durante questa fase il falco è assicurato ad un cordicella in modo che non possa allontanarsi; una fuga in questo delicato periodo potrebbe essere fatale per l’animale. </p><p>Nel giro di una decina di giorni (con un lavoro costante e dedicando circa 10 ore al giorno all’addestramento) si ottengono i primi risultati ed il falco può essere successivamente liberato, dal momento che si è certi del suo ritorno ottenibile con il richiamo del cibo.</p><h3 class="wp-block-heading">Addestramento del Falco</h3><p>In pratica l&#8217;addestramento di un falco non termina mai dal momento che vi è una continua &#8220;conoscenza” tra uomo e falco. Ed una continua correzione di errori dell’uno o dell’altro per ottenere i migliori risultati. Anche l’allenamento deve essere costante in quanto la muscolatura del falco deve es-sere sempre in perfetta forma per le necessità di lavoro.</p><p>Durante la notte e nei momenti in cui non è sottoposto a lavoro, il falco viene alloggiato in una voliera. Dove ha la possibilità di posarsi su appositi posatoi o blocchi, spesso ricoperti da un particolare materiale (astroturf); che ricorda l’erba sintetica e viene impiegato al fine di prevenire alcune patologie degli arti, tipiche dei falchi, come il &#8220;bumblefoot”.</p><p>Occorre, poi, ricordare che mantenere i falchi in perfetta salute è fondamentale per l’attività del falconiere. Per questo motivo l’assistenza veterinaria e le varie misure sanitarie atte a prevenire le principali malattie dei rapaci giocano un ruolo molto importante nella moderna falconeria.</p><h4 class="wp-block-heading"><em><strong>L’impiego dei falchi nel &#8220;Bird Control” è da preferire ad altri sistemi per numerose ragioni ed in particolare&#8230; <br></strong></em></h4><ul class="wp-block-list"><li><strong>Negli aeroporti in cui sono stati impiegati i falchi si è riscontrata una riduzione media del 70% di impatti causati dagli uccelli con gli aeroplani; con dei costi contenuti se paragonati ad altri sistemi.</strong></li><li><strong>L’innata paura dei rapaci da parte di molt</strong>i<strong> uccelli fa dell’impiego dei falchi un metodo, rispetto ad altri, che non induce negli uccelli &#8220;assuefazione”.</strong></li><li><strong>Si evita di disseminare nell’ambiente sostanze ormonali o potenzialmente tossiche.</strong></li></ul><p>L’obiettivo del moderno falconiere che esercita il <strong>&#8220;Bird Control”</strong> è quello di disperdere gli uccelli in modo incruento. Il moderno falconiere non è un cacciatore ed il volo del falco non si conclude con la cattura e l’uccisione del malcapitato colombo. La sola presenza in volo del rapace è, infatti, sufficiente a terrorizzare gli altri volatili ed a disperderli. </p><p>L’abile falconiere è in grado, infatti, di controllare il peso di volo del rapace; in modo tale da permettere un volo efficace, ma non sufficientemente veloce da permettere la cattura della preda. E’ necessario, tuttavia, che il falco sia presente nell’area da cui si vogliono allontanare gli uccelli per periodi prolungati, altrimenti i volatili ben presto ricompaiono.</p><p>E’ anche importante non far volare il falco sempre allo stesso orario. Perché i colombi possono imparare i periodi della giornata in cui è meglio &#8220;dileguarsi” e quelli in cui possono stazionare senza pericolo. Il tempo necessario per sgomberare definitivamente l’area dagli uccelli indesiderati dipende molto anche dal tipo di colonizzazione dei volatili in una determinata area. </p><p>Se, ad esempio, dei colombi trovano un ambiente propizio sia per nidificare che per alimentarsi sarà meno semplice allontanarli (e sarà necessario più tempo) che se lo stesso luogo fosse utilizzato solo come sito di nidificazione o di alimentazione.</p><h2 class="wp-block-heading">L’alimentazione del falco</h2><p>Si basa prevalentemente su &#8220;prede” intere, costituite da pulcini, quaglie, colombi o topi. Il falconiere più attento sceglie accuratamente i fornitori del cibo dei suoi falchi dal momento che tali prede possono veicolare pericolose infezioni al rapace. Dosare attentamente il cibo da offrire al falco è un aspetto cruciale della falconeria.</p><p>Ogni falco possiede un proprio &#8220;peso di volo” che dipende da parametri individuali e di specie o da fattori ambientali (temperatura, umidità, ventilazione). Una volta fissato questo peso forma è necessario pesare giornalmente il falco in modo da verificare costantemente che non venga sovra o sotto alimentato. Variazioni del peso di volo incidono, infatti, negativamente sull’attività del falco.</p><p>Il falco deve essere, quindi, considerato come un vero e proprio atleta; e come tale necessita spesso di integrazioni alimentari (vitamine, sali minerali, aminoacidi, ecc.) che l’alimentazione in cattività non sempre può assicurare.</p><p>Potrebbe interessarti anche l&#8217;articolo sui altri <strong><a href="https://petfamily.it/uccelli/scheda-uccelli/i-rapaci-notturni/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">RAPACI NOTTURNI</a></strong></p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/educazione-uccelli/il-falco-nella-falconeria-moderna/">Il Falco nella Falconeria moderna</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Il linguaggio del pappagallo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Mar 2021 11:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDUCAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il linguaggio del pappagallo</p>
<p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/educazione-uccelli/il-linguaggio-del-pappagallo/">Il linguaggio del pappagallo</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>Il linguaggio corporale del pappagallo include la posizione, i movimenti delle penne del corpo, della coda, della cresta, la posizione delle ali, i movimenti della pupilla, il becco, l’arrossamento facciale (tipico nel genere Ara), la respirazione e i movimenti generali.  </strong></p><p><em>cura di <strong>SARA MAINARDI</strong> Naturalista, Animal Trainer</em></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>Il comportamento degli animali</strong></h2><p>La mia Amazone era così dolce, potevo prenderla in braccio, si faceva accarezzare, giocava con me, poi un giorno è come impazzita, quando ho cercato di prenderle le zampe e farla uscire ha iniziato a mordere, non riuscivo più ad avvicinarmi, è come se avesse avuto paura delle mie mani, emetteva un verso simile ad un ringhio e non riuscivo nemmeno a pulire la gabbia con lei dentro. </p><p>Allora ho provato a lasciarle la porta della gabbia aperta per farla uscire. Dopo un po’ è volata sopra la libreria. Ho cercato di chiamarla perché tornasse sul mio braccio, ma senza successo. </p><p>Dopo aver ripulito la gabbia, ho cercato di attirarla con dei giochi o del cibo ma non c’era verso. A fine giornata mi è toccato prenderla con l’asciugamano e rimetterla in gabbia.</p><p>Dopo un’esperienza del genere viene naturale domandarsi: perché il mio pappagallo si comporta così? Per prima cosa quando diciamo che il nostro animale è viziato, aggressivo, buono, lunatico, in realtà usiamo &#8220;etichette” che descrivono ciò che un animale &#8220;è” piuttosto che ciò che un animale &#8220;fa”.</p><p>Nulla a che vedere, quindi, con il comportamento.  Il comportamento è ciò che un animale &#8220;fa” in determinate circostanze ambientali; in secondo luogo non c’è mai cattiveria nei comportamenti animali.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Non forzare il pappagallo a fare qualcosa</strong></h3><p>La domanda giusta da porsi sarebbe <em>perché fa ciò</em>? Loro leggono il nostro linguaggio corporale mentre noi spesso ignoriamo il loro e il non essere compresi può portare a fenomeni di aggressione sempre maggiore o di fuga.</p><p>Se si iniziano a prendere le zampe dei nostri amici pennuti per farli salire sulla mano, anche quando non vorrebbero venire da noi o se li accarezziamo anche quando loro ci prendono le dita con il becco, probabilmente stiamo usando forzature che a lungo termine porteranno i compagni animali a fuggire da noi o a morderci sempre più forte.</p><h3 class="wp-block-heading">Il comportamento dei pappagalli deve essere rispettato</h3><p>L’importante è imparare a rispettare i tempi e gli spazi del nostro partner pennuto, farci invitare nella sua zona di confort o rinforzare positivamente quando lui viene da noi è la forma migliore per instaurare un rapporto privo di aggressioni. </p><p>Considerate inoltre che in natura i <a href="https://petfamily.it/?s=pappagalli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pappagalli</a> non mordono per far male ma solo, quando avviene, per avvertimento. In casa le beccate sono soventi perché i pappagalli apprendono che quello è l’unico modo per essere compresi. Facciamo un esempio. </p><p>Avvicino la mano al pappagallo per farlo salire e il pappagallo appiattisce le penne, inizia a guardarsi intorno, si sposta nell’angolo più lontano della gabbia: sta cercando chiaramente di<br>evitare la mano. </p><p>Ma io non faccio caso a questi segnali e gli prendo la zampa o gli tocco il petto. A quel punto il pappagallo mi morde e, solo allora!, come risposta io ritraggo la mano. Ecco fatto il danno: il pappagallo ha appreso che solo il morso ha potuto allontanare la mia mano. Probabilmente in futuro, essendo stato un comportamento vantaggioso, continuerà a mordere.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Il linguaggio del pappagallo mandando segnali corporali</strong></h3><p>Apprendere il linguaggio corporale significa evitare l’insorgere della paura e dell’aggressività. Senza dimenticare che spesso e volentieri siamo noi a far arrivare alla fuga o all’aggressione il nostro pappagallo per non aver visto i tanti segnali comunicativi che ci ha mandato in precedenza.</p><figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="758" height="505" src="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli.png" alt="Bellissimo esemplare di pappagallo Ara per il linguaggio dei pappagalli" class="wp-image-52831" srcset="https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli.png 758w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli-768x511.png 768w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli-696x463.png 696w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli-1068x711.png 1068w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli-630x420.png 630w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli-1920x1279.png 1920w, https://petfamily.it/wp-content/uploads/2022/05/linguaggio-dei-pappagalli-600x399.png 600w" sizes="(max-width: 758px) 100vw, 758px" /><figcaption>Il linguaggio del pappagallo</figcaption></figure><h2 class="wp-block-heading"><strong>Vocalizzazione: il linguaggio del Pappagallo</strong></h2><p>In questi casi lo sconforto porta a scelte drastiche. Per evitare questa conseguenza e per comprendere meglio qualsiasi comportamento abbiamo capito che la domanda corretta da farci è: I pappagalli in natura non appena il sole è sorto vocalizzano e volano. </p><p>Possono vocalizzare da 1 minuto a 150 minuti consecutivi. Questo accade anche alla sera, in particolare dopo l’ultima fase di alimentazione, quando tornano nelle aree di stabulazione notturna. Le vocalizzazioni hanno molte funzioni tra cui di allarme e di comunicazione tra conspecifici.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Ecco alcuni comportamenti del pappagallo da notare</strong></h3><p>Essendo i nostri compagni pappagalli geneticamente uguali a quelli che si trovano in natura è quindi normale che uno Psittacide sano in casa vocalizzi. Spesso invece le urla prolungate e assordanti sono comportamenti appresi. </p><p>Quando un pappagallo ripete ritmi, fischi o parole del vocabolario la nostra attenzione è tutta per lui. Se però siamo in un’altra stanza, lui urla e noi accorriamo, il nostro intelligente <a href="https://petfamily.it/?s=pappagalli" target="_blank" rel="noreferrer noopener">pappagallo</a> apprenderà che per farci apparire e avere la nostra attenzione basterà urlare o urlare sempre più forte! </p><h3 class="wp-block-heading">Salva timpani</h3><p>Come rimedio si può rinforzare un comportamento alternativo, come ad esempio un fischio gradevole, ripetendolo quando il nostro amico lo fa, o andando talvolta da lui, se non siamo nella stessa stanza, e soprattutto ignorando tutte le vocalizzazioni sopra una certa quantità di decibel!!! <br>In questo modo il loro bisogno istintivo di contatto vocale può essere rispettato e i nostri timpani pure! </p><p>Ci sono molti comportamenti &#8220;problematici” che possono essere spiegati tramite l’osservazione e lo studio del comportamento in ambiente naturale. Tenete in mente questo consiglio quando il vostro pappagallo fa qualcosa per voi inspiegabile, solo perchè lo scopo non è chiaro a voi, non significa che non ci sia e magari è proprio tra i comportamenti più normali che potrebbero essere osservati in natura.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/educazione-uccelli/il-linguaggio-del-pappagallo/">Il linguaggio del pappagallo</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Comunicare nel mondo degli uccelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 11:13:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#39;Apprendimento operante e il mondo degli uccelli</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>In questi ultimi anni ho incontrato molte persone che hanno scelto di condividere casa e vita con un amico pennuto. </strong></p><p><strong><em>A cura di SARA MAINARDI &#8211; Naturalista, Animal Trainer</em></strong></p><h2 class="wp-block-heading">Comunicare per crescere</h2><p>A volte però l’entusiasmo iniziale si affievolisce con il tempo per le problematiche gestionali incontrate.</p><p>Ad esempio quando ci accorgiamo che il pappagallo, essere così interessante per la sua straordinaria capacità di apprendere ed<br>emettere suoni del linguaggio umano, in realtà non &#8220;parla”, ma urla a tutte le ore; o che un rapace, fiero e tranquillo nell’immaginario, si gonfia, schiocca, strilla e vola nella direzione opposta quando ci avviciniamo con il nostro guanto al pugno…”</p><p>In generale, tutti gli animali tendono ad assumere un atteggiamento cauto verso persone, luoghi e oggetti non conosciuti. </p><p>Il problema è se un animale assume un atteggiamento cauto verso persone e luoghi conosciuti! Le reazioni più istintive che permettono di mantenere il controllo della situazione e dell’ambiente possono condurre a comportamenti di aggressione o di fuga, e se queste persistono nel tempo stiamo, forse inconsapevolmente, rinforzandole.</p><p>Il primo passo per instaurare un rapporto basato sulla fiducia è quello di lasciare all’animale la libertà di scegliere dove andare, dove restare, cosa fare.</p><p>Quando l’uomo non forza la situazione e non esercita controllo sull’animale, si possono trasformare le &#8220;interazioni in cui il soggetto deve fare” in &#8220;opportunità in cui il soggetto vuole fare”.</p><h3 class="wp-block-heading">Perspicaci</h3><p>Educare il nostro compagno animale con l’Operant Learning espresso tramite rinforzo positivo è un’abilità che può essere appresa da chi condivide la vita con un pappagallo, un corvide, un rapace, proprio come avviene per chi si accompagna a un cane. </p><p>Anche saper osservare e leggere il linguaggio corporale diviene uno strumento importante per creare una relazione di fiducia e molto utile per convivere con un animale in salute.</p><p>Il riconoscimento ad esempio di uno stato di eccitazione o di paura dell’animale permette di proporci, di avvicinarci nel modo corretto e di interagire consapevoli dell’ambiente e delle possibili reazioni del nostro pappagallo. </p><p>La conoscenza del body language (linguaggio corporale) di un animale in salute aiuta inoltre a riconoscere in tempo un eventuale stato di malessere.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>L’Operant Learning &#8211; Apprendimento</strong></h3><p>Operante può essere utilizzato come forma comunicativa. Collegando<br>eventi chiamati Antecedenti (chiamarlo per nome) e Conseguenze (un<br>rinforzo gradito all’animale) con il comportamento (salire sulla<br>mano), proponiamo un apprendimento che permette all’animale di<br>valutare e scegliere se ripetere in futuro lo stesso comportamento. </p><p>Gli animali modificano il loro comportamento in base all’esperienza e scelgono le azioni più convenienti a livello energetico, a livello di<br>gratificazione alimentare e sociale o come strategia anti-predatoria. <br></p><h3 class="wp-block-heading">Per capirci meglio</h3><p>In famiglia un pennuto richiede impegno costante e a volte risulta gravoso se si parte con l’idea di poterlo gestire come un animale domestico, perché animale domestico non è.</p><p>Dietro ogni comportamento c’è una ragione specifica, una funzione. Gli animali non fanno nulla senza motivo, e solo perché non siamo in grado di individuare lo scopo non significa che non ci sia.</p><p>La maggior parte dei comportamenti ‘problematici’ persistono perché in precedenza sono stati rinforzati senza saperlo. </p><p>Il tempo aiuta a risolvere alcuni problemi attraverso un lungo e specifico lavoro, ma perché non focalizzare fin dal principio la scelta degli step utili a creare un rapporto positivo con gli animali?</p><p>L’educazione tramite rinforzo positivo permette di ridurre i livelli di stress e ovvia alle molte controindicazioni dell’educazione che utilizza come capisaldi la forzatura, il concetto di dominanza, il rinforzo negativo e la punizione.</p><h3 class="wp-block-heading">Un team vincente</h3><p>Parlando in generale, l’aspetto forse più incredibile dell’educazione tramite rinforzo positivo è la  collaborazione degli animali durante gli esami medici. </p><p>Un aspetto importante per qualunque compagno animale e fondamentale in strutture come centri di recupero, giardini zoologici e parchi faunistici dove il numero degli esemplari e la varietà delle specie richiede un approccio di medicina preventiva; ciò vale anche per i volatili.</p><p>Gli esemplari possono infatti essere educati a partecipare in modo cooperativo a ispezioni generali del corpo, pesatura, ecografie, possono essere desensibilizzati all’utilizzo dell’asciugamano per il contenimento e all’assunzione di farmaci, collaborando direttamente con il proprio compagno umano e il veterinario. L’addestramento tramite rinforzo positivo è basilare per ridurre lo stress fisico e mentale dell’animale che potrebbe aumentare durante questi esami di routine.</p><h3 class="wp-block-heading">Rilassati </h3><p>La collaborazione dell’animale consente di effettuare l’esame medico in addestramento con il rinforzo positivo, un esame che registra valori fisiologici non compromessi dallo stato di stress. La somministrazione di medicinali senza dover contenere l’animale, rende le cure mediche più efficaci, una tipologia di addestramento indispensabile con animali soggetti a patologie croniche.</p><p>Immaginate di dover inalare un medicinale broncodilatatore per una crisi asmatica a un animale dovendolo contenere: la reazione di paura e la condizione di stress con ogni probabilità peggiorerebbero la sua condizione respiratoria rendendo meno efficaci le cure mediche. </p><p>La somministrazione di un prodotto broncodilatatore con aerosol o inalatore può essere addestrato tramite rinforzo positivo con adatti programmi di training quando l’animale è in salute, accrescendo l’efficacia di un approccio di medicina preventiva.</p><p>L’Operant Learning e il rinforzo positivo, supportati dalla scienza dell’analisi applicata del comportamento, divengono gli strumenti per osservare, approcciare e comunicare con i nostri compagni animali, dando modo a loro di apprendere e comprendere i compagni umani.</p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/educazione-uccelli/lapprendimento-operante-e-il-mondo-degli-uccelli/">Comunicare nel mondo degli uccelli</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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		<title>Contro la noia della gabbia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Mar 2011 11:12:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[EDUCAZIONE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Contro la noia della gabbia</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<prepostseo><p><strong>In natura gli Psittaciformi vivono in un ambiente ricco di stimoli: vegetazione varia, suoni, colori, odori, movimenti, altri animali.</strong></p><p><em><strong>A cura di SARA MAINARDI  Naturalista, Animal Trainer </strong></em></p><h2 class="wp-block-heading"><strong>I pappagalli vanno stimolati</strong></h2><p>Proporre sempre gli stessi giochi negli stessi luoghi o riempire la gabbia fino a scoppiare di oggetti interessanti (che vengono puntualmente lasciati lì) non è funzionale.</p><p>Volano molti chilometri per spostarsi dalle zone di riposo notturno a quelle di alimentazione; si arrampicano per scegliere il posatoio migliore; restano all’erta per non essere catturati dai predatori (terrestri o volanti); socializzano con il partner o con altri membri del gruppo; curano il<br>piumaggio che deve essere perfetto per ottimizzare le attività del<br>volo e della termoregolazione. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Che noia! </strong></h3><p>Ma in casa quasi sempre i nostri compagni pappagalli non hanno la stessa quantità di stimoli. L’alloggio è una gabbia con dimensioni definite e non sempre è facile gestire la loro uscita e il rientro da questa. I posatoi delle nuove gabbie sono orizzontali e lisci. Cibo e acqua sono posti in ciotole e sempre a disposizione. </p><p><strong>La cosa migliore è proporre un po’ di giochi alla volta, cambiando spesso la loro posizione, tipologia e materiale.</strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Fuori fase</strong></h3><p>Gli stimoli visivi, sonori e tattili di solito sono molti la sera, quando cioè il compagno umano rientra in casa, mentre per il ritmo naturale di questi uccelli essi dovrebbero essere terminati con il calar del sole (quando inizia la fase di sonno), e ridotti durante il giorno quando invece il ritmo di attività dovrebbe essere alto.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Pennuti&#8230; spennati</strong></h3><p>Spendere tempo ed energie per trovare il cibo, per scegliere il posatoio giusto, per socializzare, sono attività indispensabili. In mancanza di queste, l’attenzione del papagallo viene indirizzata sull’unica attività che esso può fare da solo: la pulizia delle penne.  Ciò predispone l’animale a problemi di auto-deplumazione.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Nuovi stimoli</strong></h3><p>Per permettere ai nostri compagni di effettuare attività e comportamenti naturali, necessari al benessere psico-fisico, si può ricorrere all’attività di arricchimento (enrichment) o all’attività di foraggiamento (foraging). L’arricchimento può essere di diversi tipi, uno di questi è ambientale. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Via libera! </strong></h3><p>Arricchire l’ambiente significa inserire nell’alloggio oggetti di materiali naturali come legno, cartone, carta, scatole, sughero, corda di canapa naturale o altri materiali non trattati, plastica non tossica, rami naturali non tossici (utilizzabili anche come posatoi) di modo che il pappagallo possa rompere, maneggiare, spostarsi in più direzioni (anche oblique o verticali), e consumare in maniera naturale becco e unghie. </p><p><strong>Incrementare le opportunità per l’animale di utilizzare i propri sensi, che in natura sarebbero continuamente attivi, aumentare la dinamicità dell’ambiente-casa e le possibilità di ricerca del cibo manterrà un elevato stato di salute psico-fisica dei nostri animali.</strong></p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Nel paese dei balocchi</strong></h3><p>Esistono molti giochi di diversi materiali acquistabili in internet ma si può utilizzare anche materiali casalinghi come gusci delle noci, del cocco, scatole delle scarpe, tubi di cartone, giornali e altro: l’importante è la variabilità. </p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Caccia alla pappa</strong></h3><p>Un’alternativa interessante è l’attività di foraggiamento. Gli animali in natura volano per cercare il cibo, si arrampicano fino al ramo da cui pende la frutta, ricercano al suolo bacche o frutti caduti: in casa essi dovrebbero avere le stesse possibilità di dispendio energetico. </p><p>Per questo si possono creare sacchettini di carta con all’interno 5-6 estrusi da appendere in giro per la gabbia o, ancor meglio, in zone della casa predisposte all’alimentazione. Ciò spinge i nostri amici a muoversi e volare per raggiungere tali zone.</p><h3 class="wp-block-heading"><strong>Altre idee?</strong></h3><p>Proporre frutta intera da sbucciare e rompere; nascondere gli estrusi o piccole quantità i semi dentro scatole parzialmente bucate (è uno stimolo a ingrandire i buchi e &#8220;trovare” il cibo): con la fantasia possiamo creare situazioni sempre diverse e stimolanti per i nostri compagni pappagalli. </p></prepostseo><p>L'articolo <a href="https://petfamily.it/uccelli/educazione-uccelli/contro-la-noia-della-gabbia/">Contro la noia della gabbia</a> proviene da <a href="https://petfamily.it">Pet Family</a>.</p>
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