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L’urina è una complessa soluzione di particelle organiche e inorganiche in perfetto equilibrio tra loro. Attualmente, i calcoli più diffusi nel micio domestico sono quelli di struvite, il 45% di tutti gli uroliti che possono colpire questi animali.

 

Microcristalli

I calcoli di struvite vengono anche denominati calcoli di fosfato ammonio magnesiaco, in virtù dei minerali che li compongono. Se i sali minerali presenti nelle urine sono troppi, essi non riescono più a sciogliersi e si aggregano, formando dei microcristalli. Con il passare del tempo, questi ultimi diventano sempre più grandi e formano i calcoli veri e propri, simili a piccoli sassolini, che precipitano a livello delle vie urinarie.

 

Pappa e infezioni

Questo fenomeno si sviluppa quasi sempre quando il pH dell’urina diventa più alcalino del normale. Questo può accadere ad esempio subito dopo i pasti o in caso di infezioni batteriche dell’apparato urinario. In questo caso il pH urinario, a causa proprio dell’attività dei batteri, diventa più alto. Nel gatto, tuttavia, questo accade solo nel 30% dei soggetti colpiti dai calcoli di struvite, mentre il restante 70% non presenta infezioni concomitanti e le urine sono sterili.

 

Troppo calcio

I calcoli di ossalato di Calcio si formano quando aumenta la concentrazione di Calcio nelle urine. Ciò può verificarsi in molteplici situazioni, come nel caso di problemi alla tiroide, dieta troppo ricca di calcio, vitamina D o eccesso di fosfato nel sangue.

 

 

A rischio

In generale, il gatto che vive costantemente in appartamento è più predisposto alla formazione dei calcoli, in quanto trascorre gran parte della giornata a dormire, riducendo per pigrizia il numero delle urinazioni. Inoltre, i gatti casalinghi sono spesso sterilizzati. Gli ultimi studi suggeriscono che un soggetto sterilizzato ha 3,5 volte più probabilità di sviluppare calcoli urinari rispetto ad un gatto intero.

 

Giovani e anziani

Per i calcoli di struvite, l’età di maggiore insorgenza è compresa fra i 2 ed i 6 anni, anche se sono più colpiti i giovani adulti, specie se di sesso femminile. Al contrario, l’urolitiasi da ossalato di calcio si sviluppa con più facilità nei gatti avanti con gli anni, specialmente se di sesso maschile. Ci sono razze più predisposte, come i Persiani ed i Sacri di Birmania.

 

Che male

Se trovate chiazze d’urina rosate e dal forte odore di ammoniaca in diversi punti della vostra casa, non dovete pensare che il vostro micio abbia deciso di farvi un dispetto; molto probabilmente, a causa dell’urolitiasi e della cistite concomitante, non riesce a trattenere la pipì e la fa dove capita. Spesso il povero felino si lecca gli organi genitali e denuncia dolore e difficoltà ad urinare lamentandosi.

 

Danni permanenti

Nel maschio, la patologia è più grave, proprio a causa della conformazione anatomica del suo apparato urinario. L’uretra, infatti, è un piccolo tubicino, che scorre all’interno del pene. Una volta che un calcolo la ostruisce, l’urina non riesce più a defluire e si rischia la rottura della vescica o il danno renale permanente. Nei casi più gravi, proprio a causa di un’insufficienza renale, il gatto può essere colpito dal coma uremico, in quanto le tossine contenute nell’urina rientrano nel circolo sanguigno e colpiscono il cervello.

 

Corriamo ai ripari

La dieta del gatto, costituita soprattutto da carne, predispone particolarmente i felini ai calcoli di struvite, in quanto fa aumentare la concentrazione di ammonio nelle urine. Tuttavia sarebbe impensabile eliminare la carne dall’alimentazione del gatto, perché si tratta di un carnivoro stretto. Il microelemento che si può controllare con più facilità nella dieta e che permette di prevenire la formazione dei calcoli di struvite è il magnesio. Quest’ultimo è presente in basse concentrazioni nelle urine del gatto sano e la sua densità dipende soprattutto da quanto ne viene assunto con la dieta. Per prevenire la formazione di questi calcoli, quindi la dieta del gatto adulto deve contenere dallo 0,04 allo 0,1% di magnesio.

 

 Ghiaccioli felini

Lasciate sempre a disposizione molte ciotole con acqua fresca e pulita. Potete somministrare al vostro gatto brodini di carne, il sughetto della scatoletta del tonno (al naturale!), oppure preparare dei ghiaccioli ”felini” congelando il sugo di carne. Contemporaneamente, è meglio sostituire parte della razione a base di crocchette con un alimento umido in scatola.

 

Caro sodio...

Gli ultimi studi hanno messo in evidenza che incrementando la concentrazione di sodio nella dieta, si stimola il senso della sete dell’organismo del micio e lo si incoraggia a bere. Le urine risulteranno quindi più diluite ed i calcoli non riusciranno più ad aggregarsi. Ad esempio, in caso di urolitiasi di struvite, il periodo di guarigione, stimato sulle 5/7 settimane, si accorcia, ottenendo la dissoluzione dei calcoli in soli 34 giorni con una dieta a base di crocchette, 26 se l’alimento è umido. A dispetto dell’opinione comune, il sodio contenuto in questi prodotti non provoca danni renali o aumenti di pressione.

 

Digeribili

È consigliabile suddividere la razione giornaliera in tanti piccoli pasti o lasciare il cibo sempre a disposizione. In questo modo gli sbalzi del pH urinario dopo i pasti sono molto più contenuti. Inoltre, con questo metodo, il gatto è portato a produrre maggiori quantità di urina e aumentare la frequenza dell’urinazione. Scegliete sempre alimenti altamente digeribili, perché in questo modo l’organismo non dovrà eliminare troppa acqua per depurare l’organismo dalle scorie e le urine, quindi, risulteranno meno concentrate.


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