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Alimentazione del gatto con problemi alle vie urinarie


Dott.ssa SABRINA DOMINIO - Medico Veterinario
 
Cistite Idiopatica: quando la vescica s’infiamma
Il disturbo più comune è senz’altro la Cistite Idiopatica, che, in parole semplici, non è altro che un’infiammazione della vescica, la cui causa rimane quasi sempre sconosciuta. Essa costituisce il 57% delle patologie dell’apparato urinario inferiore dei nostri gatti europei. 
All’inizio, questo tipo di cistite non ha cause infettive, come virus o batteri, ma, in un secondo tempo, possono avvenire infezioni secondarie. La causa principale sembra essere una debolezza del tessuto della vescica, che lascia passare attraverso la sua barriera alcune sostanze, per cui si scatena un meccanismo d’infiammazione e di conseguente dolore. 
Questa debolezza del tessuto vescicale sembra dovuta ad una carenza dei GAG, glicosamminoglicani, sostanze che, nell’animale in salute, proteggono la mucosa della vescica dall’aggressione di sostanze dannose. In genere, il tutto si scatena in seguito a situazioni di stress, che disturbano l’equilibrio psicofisico del micio. Infatti, da un sondaggio molto interessante, è emerso che la maggior parte dei gatti affetti da cistite idiopatica ha un carattere particolarmente nervoso, aggressivo o pauroso.
Se avete un gatto che soffre di questo fastidioso problema, quindi, fate attenzione a tutto ciò che potrebbe disturbare la sua quiete, come l’inserimento di nuove persone o animali nel nucleo familiare, la competizione per il cibo o la cuccia, ogni variazione nel tipo e nella posizione della lettiera od i cambi bruschi di alimentazione. I gatti sono animali abitudinari ed ogni cambiamento può rappresentare un motivo di stress e favorire l’insorgenza della cistite.

Anche se non trattata, la cistite idiopatica si risolve nell’arco di 2-3 giorni ma, nella metà dei casi, essa ritorna, più forte di prima, nei mesi successivi. E quindi consigliabile cercare di curarla e, soprattutto, di prevenirla, specialmente dal punto di vista alimentare. Nonostante siano stati effettuati diversi studi per ricercare nuove cure, infatti, la dieta appropriata rimane l’unico rimedio efficace.
A questo proposito, evitate gli alimenti con un pH eccessivamente acidificante, perché i tessuti nervosi della vescica potrebbero risentirne e inviare dei segnali dolorosi. 
Si è visto che i gatti che assumono una dieta prevalentemente umida (scatolette), sono più resistenti allo sviluppo della cistite, probabilmente perché, assumendo più liquidi, le loro urine sono più diluite e le mucose più protette dall’azione irritante delle sostanze nocive. 
Molto interessante è l’uso di ferormoni, sostanze che il gatto produce quando sta bene ed è rilassato. Alcuni scienziati hanno quindi pensato di riprodurre in laboratorio queste sostanze, che vanno somministrate in caso di situazioni stressanti per il micio. La loro efficacia, tuttavia, è ancora da dimostrare.

Urolitiasi: quei fastidiosi sassolini
La formazione dei calcoli urinari si trova al secondo posto fra le patologie dell’apparato urinario inferiore (22%). La maggior parte di questi calcoli si forma proprio a livello della vescica, mentre i calcoli renali sono piuttosto rari. 

I gatti sovrappeso, sedentari e sterilizzati sono maggiormente predisposti. Quindi, i nostri mici di casa, specie se trascorrono tutta la giornata in appartamento, sono i candidati ideali. 
I maschietti, probabilmente a causa della conformazione delle vie urinarie, lunghe e strette, sono 2 volte più predisposti delle femmine. 

Questi calcoli iniziano a svilupparsi quando l’urina è troppo concentrata, cioè troppo ricca di Sali minerali. Si dice che essa raggiunge il punto di saturazione. Ecco allora che si formano dei piccoli aggregati di minerali, invisibili ad occhio nudo, i cristalli. Con il passare del tempo, questi cristalli si aggregano in "sassolini” più grandi, i calcoli propriamente detti. I fattori che favoriscono questo processo sono molti: pH, temperatura e concentrazione dell’urina. Esistono poi delle sostanze che favoriscono l’aggregazione dei calcoli, come la presenza di batteri, cellule morte o proteine.
 
Calcoli di struvite
Questi calcoli sono costituiti da aggregati di fosfato, ammonio e magnesio e si formano in presenza di elevate concentrazioni di questi minerali a livello delle urine e quando il pH supera valori di 6.5. I gatti maggiormente predisposti sono quelli che assumono una dieta ricca di magnesio, fosforo, calcio, cloro e fibre. 

Nel gatto, a differenza del cane, lo sviluppo dei calcoli di struvite non è associato alle infezioni batteriche. In ogni caso, se il vostro veterinario riscontra una cistite batterica concomitante, imposterà immediatamente una terapia antibiotica specifica, che sarà terminata solo nel momento in cui tutti i calcoli saranno eliminati. A causa della loro struttura porosa e frastagliata, infatti, questi sassolini rappresentano un ambiente ideale per la proliferazione dei batteri, per cui è molto difficile debellare l’infezione.
La terapia di elezione per permettere lo scioglimento di questi calcoli è la somministrazione di una dieta che mantenga il pH urinario al di sotto di valori di 6.3. In genere, se la dieta è giusta, non è necessario associare nessun tipo di farmaco.

Naturalmente, anche l’apporto di magnesio andrà ridotto, così come sarà utile aumentare leggermente il sodio, in modo da stimolare la sete del micio e permettergli di produrre urine più diluite.
Una volta che i calcoli si sono sciolti e non saranno più visibili nella radiografia, dovrete somministrare questo tipo di dieta per almeno un mese.
Attenzione, il rischio di recidive è sempre in agguato. Fate eseguire dei controlli periodici dell’urina al vostro veterinario e scegliete una dieta di mantenimento.

Ossalati di Calcio
Il motivo di un’incidenza sempre più alta dei calcoli di ossalato di calcio nei nostri gatti potrebbe essere dovuta al fatto che le diete moderne, al fine di prevenire i calcoli di struvite, contengono valori sempre più bassi di magnesio e tendono ad acidificare il pH delle urine. Se i gatti assumono un alimento acidificante, infatti, sono 3 volte più predisposti a sviluppare i calcoli di ossalato di calcio. Questo perché, per reagire all’acidificazione, l’organismo elimina più calcio e fosforo con le urine, che può aggregarsi, precipitare e formare i calcoli.

Lo stesso discorso va fatto con gli alimenti poveri di fosforo, che stimolano l’eliminazione e quindi aumentano la concentrazione di calcio nelle urine. Tuttavia, sia calcio che fosforo non devono essere nemmeno troppo elevati, perché anche in questo caso si attivano dei meccanismi che favoriscono l’insorgenza dei calcoli.

Anche una dieta ricca di calcio, vitamina D e fosforo è da evitare, perché i nutrienti in eccesso verranno eliminati con le urine, aumentandone la concentrazione. Anche se il gatto non è un consumatore abituale di alimenti ricchi di ossalato, evitate di dargli broccoli, spinaci, fragole e noci.
A differenza della struvite, i calcoli di ossalato di calcio non si possono sciogliere con nessun trattamento medico, per cui bisogna intervenire chirurgicamente o fisicamente, aspirando o spingendo fuori il sassolino incriminato.



Dopo l’intervento, le recidive sono sempre in agguato, per cui è di fondamentale importanza prevenirle ed un’alimentazione controllata può essere un valido aiuto.
Naturalmente, andranno evitati gli alimenti troppo ricchi di calcio e/o ossalato, che sono le materie prime del calcolo, ma sempre senza esagerare! Una carenza di questi nutrienti, infatti, mette l’organismo in una situazione di "emergenza” e lo spinge a riassorbirli a livello intestinale, per cui tutti gli sforzi sarebbero inutili ed addirittura controproducenti!
Non somministrate alimenti secchi che acidificano le urine e preferite quelli formulati per aumentare la diuresi. Evitate inoltre tutti i cibi che contengono calcio, vitamina D o vitamina C, compresi gli snack e gli integratori alimentari. Essi, infatti, aumentano l’eliminazione e quindi la concentrazione di calcio e/o ossalati nelle urine. 
Infine, sono sconsigliati anche i prodotti formulati per l’insufficienza renale cronica, perché sono poveri di proteine e fosforo e stimolano un aumento di concentrazione di calcio nelle urine.

Aumentiamo la diuresi
Qualunque sia il disturbo dell’apparato urinario, la parola d’ordine è incoraggiare il vostro micio a consumare più liquidi, in modo da aumentare il volume delle urine e la frequenza delle minzioni. In caso di cistite, infatti, le urine diluite permettono di ridurre la concentrazione di sostanze irritanti e nocive a livello della vescica. In caso di calcoli, invece, i minerali, se disciolti in un maggior volume di urina, non riescono ad aggregarsi ed a precipitare. Inoltre, se il gatto fa pipì più spesso, i cristalli che si sono già formati vengono eliminati più in fretta, evitando che crescano eccessivamente.

Il nostro micio è così predisposto ai disturbi delle basse vie urinarie a causa delle sue origini più remote. Egli, infatti, discende la gatto africano del deserto (Felis lybica) ed il suo organismo, proprio per prepararsi ai periodi di siccità, è poco portato ad assumere liquidi e concentra tantissimo le urine, in modo da ridurre al minimo le perdite. Ecco perché, se vogliamo mantenere le sue urine più diluite, dobbiamo farlo bere di più. Facile a dirsi…ma come si fa? Ecco alcuni trucchi che potrebbero risultarvi utili!

 Fate anche attenzione al tipo di alimento che date al vostro gatto. Se questo è poco digeribile, molti liquidi saranno persi con le feci e l’organismo reagirà concentrando ulteriormente le urine. 

 Preferite il cibo umido in scatola: contiene l’80% di acqua, contro l’8% delle crocchette. In alternativa, scegliete alimenti secchi in crocchette studiati per aumentare la diuresi. Essi, in genere, contengono un tenore aumentato di sodio, per stimolare il gatto a bere di più. Si tratta di un metodo spesso controverso, perché alcuni temono che, come nell’uomo, una dieta ricca di sodio possa provocare disturbi al cuore e/o al rene. Tuttavia, nel gatto sano, questo effetto secondario non si verifica quasi mai, per cui state tranquilli!

Frazionate la razione giornaliera in tanti piccoli pasti, perché questo accorgimento fa bere di più il micio.

Lasciate sempre a disposizione acqua fresca e pulita, anche durante la notte, visto che i gatti sono animali notturni e bevono di più quando è buio.
Scegliete una ciotola larga dai bordi bassi, in modo che i suoi baffi non debbano toccare sulle pareti. Si tratta infatti di organi di senso molto delicati e lo sfregamento donerebbe un senso di disagio al micio, che potrebbe rinunciare a bere. Riservate un contenitore per ogni gatto, perché, trattandosi di animali solitari, non amano abbeverarsi assieme ad altri gatti od ancor peggio, con il cane! Anche il posizionamento della ciotola dell’acqua accanto alla lettiera va evitato, in quanto, avendo un olfatto molto sviluppato, il gatto assocerebbe il cattivo odore all’acqua e si potrebbe rifiutare di bere.
Alcuni gatti preferiscono l’acqua corrente, per cui utilizzate quelle fontanelle specifiche che si trovano in commercio e posizionatele in diversi punti della casa. 
Dolcificare l’acqua per renderla più appetibile, invece, è completamente inutile, visto che il gatto non ama particolarmente i gusti dolci. E’ meglio utilizzare aromi come il bordo di pollo o di tonno, molto più graditi al gatto. Oppure potete creare dei praticissimi "ghiaccioli felini” congelando il brodino. 

L'alimentazione ideale per questa patologia la trovi Qui!!!

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