Via i parassiti dal cane e dal gatto

 

 

 


 

Con la bella
stagione si può passeggiare in campagna o si può trascorrere più
tempo nei parchi in città in compagnia del nostro cane, ciò
favorisce senz’altro il benessere fisico e psicologico sia del pet
sia dello stesso padrone (passeggiare serenamente con il proprio cane
migliora l’umore, oltre a rinforzare il rapporto), ma può
comportare alcuni inconvenienti.

 

 

L’inconveniente più comune è trovare parassiti sul mantello del cane una volta rientrati a casa: in primavera ed in estate, infatti, le parassitosi tendono ad aumentare. Anche nel gatto le possibilità di trovare parassiti aumentano, perché trascorre più tempo all’esterno e caccia un maggior numero di prede che spesso sono veri e propri serbatoi di parassiti.

Anche la frequentazione di luoghi in cui passano abitualmente molti cani (o altri animali) può aumentare il rischio di incontrare spiacevoli “coinquilini”.


Una soluzione per ogni problema

Esistono due tipi principali di parassitosi: interne (come parassiti intestinali, ma anche le ben più temibili filaria e leishmania) ed esterne (pulci, zecche, acari, pidocchi…). Alcuni tipi di parassiti causano solo fastidio all’animale ed al proprietario, altri possono addirittura essere potenzialmente letali.

 

È importante effettuare una buona prevenzione e, se questa non fosse sufficiente, intervenire prontamente: anche una semplice pulce può causare problemi gravi.


Pulci e zecche

Per questi ospiti indesiderati esistono formulazioni spray, spot-on (pipette da spremere in genere tra le scapole, punto in cui l’animale non può leccarsi), per via orale o perfino iniettabili. In genere si preferisce lo spot-on perché di più facile utilizzo: con lo spray è difficile calibrare la quantità di sostanza somministrata e distribuirla uniformemente sulla cute, mentre lo spot-on, legandosi solitamente alle sostanze grasse della cute, si distribuisce da solo nelle ore successive alla somministrazione su tutta la superficie corporea, basta non lavare l’animale nei due-tre giorni precedenti e successivi al trattamento per non diminuire i grassi veicolanti.

Per le zecche si possono utilizzare sia alcuni antipulci ad attività multipla che prodotti specifici.

È bene poi controllare in questa stagione il pelo dell’animale dopo ogni uscita, soprattutto la zona del muso, le orecchie e le zampe: nel caso si rinvengano zecche attaccate alla cute è possibile coprirle con olio o alcool, attendere alcuni minuti e poi estirparle dalla pelle con un leggero e delicato movimento rotatorio alla base del parassita, per farlo possiamo aiutarci attraverso apposite pinzette in commercio.


Il problema delle parassitosi non può essere circoscritto soltanto alla stagione calda e agli animali che escono spesso fuori casa: anche durante l’autunno e l’inverno e anche per gli animali che vivono in appartamento esiste il rischio di contrarre parassiti.


A mali estremi

Se le pulci adulte vivono direttamente sull’animale, spesso le uova e le forme immature si annidano in casa (nei tappeti, sui divani…) ed è più difficile eliminarle: diventa quindi importante intervenire con prodotti che agiscano su tutto il ciclo vitale dei parassiti, sterilizzando continuamente l’ambiente ed impedendo la reinfestazione. Se l’infestazione è massiva si può ricorrere a disinfestanti ambientali: è bene in questo caso rivolgersi al medico veterinario, se poi nell’appartamento convivono più animali (più cani, più gatti o anche cane e gatto insieme), è necessario non tralasciare nessuno.


Da non sottovalutare

Pulci e zecche possono veicolare parassiti interni (la pulce ad esempio veicola la tenia nel cane e nel gatto) e anche gravi malattie (è il caso della zecca che può causare la borreliosi o l’ehrlichiosi).

È dunque bene prevenire quanto più possibile la loro comparsa e, qualora si rinvengano pulci o segni di queste (ad esempio le feci delle pulci, piccole concrezioni nerastre che cadono dal pelo dell’animale quando lo spazzoliamo), effettuare un controllo delle feci dal proprio medico veterinario ed eventualmente sverminare il pet. Le pulci possono anche causare una forma allergica importante nel cane, dovuta alla reazione del sistema immunitario verso la saliva del parassita: in questo caso bastano pochissimi parassiti sul pelo per scatenare la sintomatologia (prurito, grattamento, arrossamenti, escoriazioni…).

Pidocchi

Più rari di pulci e zecche, sono i pidocchi: si possono prevenire mantenendo il nostro animale pulito, ed è possibile accorgersi della loro presenza esaminando attentamente il pelo che rimane attaccato alla spazzola. Il ciclo dei pidocchi si svolge tutto sull’ospite dove si trovano sia adulti che uova (lendini, piccoli puntini bianchi adesi ai peli). Molti antipulci agiscono anche contro i pidocchi.


È bene comunque rivolgersi sempre al proprio veterinario prima di somministrare un vermifugo, onde evitare di utilizzare la sostanza sbagliata per il parassita sbagliato.


Acari e rogne

Da tenere assolutamente sotto controllo sono gli acari, responsabili delle rogne (rogna auricolare, rogna demodettica, rogna notoedrica e rogna sarcoptica) e della cheyletielliosi.

La rogna auricolare in genere non ha grave sintomatologia, ma genera un fastidioso prurito che costringe l’animale a grattarsi, azione che può causare ferite anche gravi a livello del padiglione auricolare (al cui interno in genere si vede una secrezione nerastra densa). In genere il trattamento è locale, a livello del padiglione auricolare: molti prodotti contengono sia acaricidi che antibiotici e/o cortisonici, per stabilizzare la sintomatologia pruriginosa e alleviare il fastidio.

La rogna demodettica si trasmette dalla madre (portatrice sana) al cucciolo e per questo sarebbe necessario escludere dalla riproduzione le madri che hanno avuto piccoli con rogna demodettica. La rogna demodettica, caratteristica dei cuccioli e molto rara negli adulti, può decorrere con scarsità di sintomi, ma anche con sintomatologia più grave e generalizzata, causando problemi seri. Si può curare, ma è praticamente impossibile debellarla completamente, fortunatamente però non è contagiosa, invece la rogna sarcoptica (cane) e la rogna notoedrica (gatto) sono forme parassitarie molto pruriginose perché il parassita scava gallerie sotto la cute. Si tratta inoltre di rogne altamente contagiose anche verso l’uomo, per curarle esistono prodotti specifici (generali e locali)e, se prese per tempo, possono risolversi molto velocemente e con poco danno all’animale. Se trascurate, invece, sfociano in infezioni secondarie causate dalle ampie e dolorose escoriazioni e croste.


Occhio alla pancia

Per quanto riguarda i parassiti intestinali del cane e del gatto, la prevenzione si attua prima di tutto trattando le future madri e ripetendo la somministrazione di vermifugo prima del parto e al momento dell’allattamento, perché alcune parassitosi si trasmettono direttamente da madre a figlio durante questi periodi.

Dalla nascita fino al primo anno di età è consigliabile effettuare controlli ripetuti a cadenza regolare (all’inizio ogni quindici giorni, poi ogni due mesi, successivamente ogni sei mesi) delle feci ed eventualmente intervenire con farmaci antiparassitari adatti.

Esistono in commercio sostanze specifiche per alcuni parassiti e anche associazioni polivalenti.

Alcuni parassiti intestinali possono essere trasmessi indirettamente all’uomo, per cui è bene trattare a cadenza regolare gli animali che vivono con noi, in particolar modo se ci sono bambini in casa.

 

Alcuni farmaci vanno bene per il cane ma possono essere letali per il gatto, altri vanno bene nell’adulto ma possono causare danni gravissimi nei cuccioli.
Prima di procedere chiedete sempre un consiglio al vostro veterinario, anche per le sostanze più facilmente reperibili in commercio.

Filariosi e Leishmaniosi: prevenzione, sempre

La filaria (che esiste nella forma cardiaca, in cui il parassita adulto si localizza nel cuore, e cutanea, in cui appunto la filaria adulta, appartenente ad un altro genere, si localizza nella cute) è un parassita trasmesso dalle zanzare. Per questo motivo è importante trattare cani e gatti che vivono anche all’esterno con specifici repellenti per insetti, oppure ricorrere a zanzariere nei luoghi dove gli animali dormono, o ancora farli dormire in casa al riparo da molte punture.

In commercio esistono sostanze che impediscono ai parassiti di diventare adulti e causare danni nell’organismo. Nel caso il cane (più raramente il gatto) venga parassitato dai parassiti adulti, si può effettuare un trattamento filaricida che però presenta dei rischi: meglio dunque prevenire.

La Leishmaniosi, malattia assai diffusa nel bacino del Mediterraneo ma in espansione in molte altre zone, è una parassitosi trasmessa dalla puntura di moscerini (pappataci) chiamati flebotomi.

Anche qui è importantissima la prevenzione con repellenti (esistono spot-on, collari, spray) e zanzariere. Visto che i pappataci sono più attivi durante le ore dell’alba e del tramonto, è bene tenere gli animali al riparo o trattarli con repellenti prima delle uscite. Una volta che l’animale è colpito, il parassita non può essere ucciso come nel caso della filaria, il decorso è subdolo e la malattia è grave. Esiste un vaccino, per la cui somministrazione, non sempre opportuna, occorre chiedere consiglio al proprio veterinario.

È consigliabile effettuare un esame specifico del sangue almeno una volta all’anno, preferibilmente in autunno perché presa per tempo la Leishmaniosi può essere tenuta sotto controllo con successo per molti anni, mentre se ci accorgiamo tardi dell’infestazione il cane può aver già subito danni organici gravi, tali da rendere inutili altre terapie.

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