Il tuo pet ha Allergie e Intolleranze alimentari? Scopri come riconoscerle e combatterle

 Il tuo Pet ha ALLERGIE e

 

INTOLLERANZE Alimentari?

 

Scopri come

 

Riconoscerle e combatterle

 

 

A
cura del Dott. FRANCESCO ORIFICI – Medico Veterinario

Clinica
Veterinaria Brugherio

Coautrice,
Dott.ssa CHIARA DI DIO – Medico Veterinario

 

 

 

Al
giorno d’oggi sentiamo parlare sempre più spesso di reazioni
avverse agli alimenti, ormai anche per quanto riguarda i nostri amici
a quattro zampe.

Mentre
nell’uomo la sintomatologia è prevalentemente intestinale, nel
cane (e raramente nel gatto), possiamo avere manifestazioni
gastroenteriche, caratterizzate da vomito e diarrea, ma anche
manifestazioni dermatologiche, che si presentano con prurito,
arrossamenti e perdita di pelo.

Dal
momento che anche altri agenti eziologici possono dare gli stessi
sintomi, è importante capire qual è il problema davanti al quale ci
troviamo.


Le
giuste
domande

Quando
l’animale presenta improvvisamente vomito e/o diarrea, è
importante farsi alcune domande: vengono effettuati trattamenti
antiparassitari periodici? C’è stato un brusco cambio alimentare
che può
aver creato uno squilibrio nella flora microbica
intestinale? Altri animali della stessa specie col quale sono a
stretto contatto hanno manifestato la stessa sintomatologia? Può
aver ingerito un corpo estraneo?

Lo stesso vale per le dermatiti:
l’animale è sotto antiparassitario? Il prurito è presente tutto
l’anno o è stagionale? In casa sono stati utilizzati detersivi più
aggressivi del solito?

Una
volta escluse queste cause di patologia gastroenterica e
dermatologica, si può effettivamente pensare a una reazione avversa
al cibo.


Allergie e
intolleranze

È
importante distinguere tra “allergie” e “intolleranze”. Le
reazioni avverse al cibo che riconoscono una base immunitaria sono
vere e proprie allergie alimentari e consistono in una risposta
esagerata del
sistema immunitario nei confronti di un alimento che
normalmente dovrebbe essere tollerato.

Solitamente
si scatenano nei confronti di una proteina (carne, uovo, pesce) e
avvengono secondo meccanismi indipendenti dalla quantità di
allergene assunto.

 

 

 Un alimento monoproteico contiene una sola fonte proteica, ad esempio la carne di quaglia, coniglio o cavallo.

 

Proteine
intatte

Ma
cosa accade esattamente? Durante la digestione le proteine contenute
negli alimenti vengono separate in “pezzettini” sempre più
piccoli e dotati di allergenicità sempre minore, che andranno a
contato
con la mucosa intestinale .Quando
questa non è perfettamente integra, una piccola quantità di
proteine alimentari intatte può venire a contatto con il sistema
immunitario e ciò rappresenta il momento in cui potrebbe avvenire la
sensibilizzazione dell’individuo e l’instaurarsi dell’allergia.


Età e
predisposizione

Sia
nell’uomo sia nel cane sono stati riconosciuti alcuni fattori
predisponenti all’insorgenza di allergie alimentari, i più
importanti dei quali sembrano essere la giovane età dell’individuo
e una sua eventuale
predisposizione genetica, nonché le alterazioni
della mucosa intestinale che comportano un aumento di permeabilità
della stessa.

Intolleranze

Quando
invece il sistema immunitario non è coinvolto, si parla di
intolleranze alimentari, che comprendono le reazioni alimentari
metaboliche e farmacologiche e le intossicazioni alimentari.

Questi
fenomeni sono in genere dipendenti dalla dose di sostanza che viene
assunta e sono molto più comuni delle allergie vere e proprie.

 

 Le allergie alimentari sono una risposta esagerata del sistema immunitario nei confronti di un alimento normalmente tollerato.

 

Allarme latte

Un esempio di reazione alimentare metabolica è rappresentato dai sintomi intestinali che seguono l’ingestione di un particolare nutriente quando manca l’enzima preposto alla sua digestione.

Questa situazione si osserva per esempio nei cani e nei gatti adulti che assumono lattosio: in questi soggetti, infatti, la produzione dell’enzima lattasi è modesta o addirittura assente, quindi l’ingestione di latte può portare a diarrea.



Cibi “sbagliati”…

Si parla invece di reazioni alimentari farmacologiche in riferimento all’ingestione di cibo contenente quantità significative di sostanze che si comportano come tossici in tutti i soggetti. Ad esempio l’istamina, che si può trovare nel pesce mal conservato, e che causa sintomi respiratori, cutanei, gastroenterici nei soggetti più sensibili. Anche la teobromina, che si trova nel cioccolato, può dare una reazione di questo tipo causando problemi cardiaci soprattutto nel cane.


…O mal conservati

Infine abbiamo le intossicazioni alimentari, che portano frequentemente a problematiche gastrointestinali e sono spesso causate da microrganismi patogeni come batteri e muffe, che si sviluppano negli alimenti mal conservati.

Le intossicazioni possono essere causate anche da alimenti, come le cipolle, che ingeriti in grandi quantità provocano anemia nel cane e nel gatto.

Anticorpi anti-proteina

Che strumenti abbiamo, quindi, per diagnosticare una reazione avversa a un alimento specifico?

Per quanto riguarda le allergie alimentari vere e proprie, dal momento che si tratta di reazioni mediate dal sistema immunitario, è possibile eseguire degli esami di laboratorio che vanno a ricercare gli “anticorpi anti-proteina” nel sangue.

Questi test, però, sembrano presentare un’affidabilità limitata nel cane, in quanto possono generare dei “falsi positivi” (ovvero l’animale può risultare allergico a una proteina anche quando non lo è).

L’unico strumento diagnostico davvero affidabile per la diagnosi sia delle allergie sia delle intolleranze è quindi l’impiego di una dieta a esclusione.

Come funziona?

Idealmente, questa dieta dovrebbe basarsi su alimenti che l’animale non ha mai assunto prima: per evitare di somministrare una proteina nei confronti della quale l’animale è allergico, essa dovrebbe contenere pochissimi ingredienti, scelti tra quelli raramente impiegati dall’industria del petfood.

Si può quindi optare per una preparazione casalinga, a base per esempio di carne di cavallo e patate, tenendo ben presente che si tratta di una dieta non completa dal punto di vista nutrizionale, quindi che può essere somministrata solo per un breve periodo. In alternativa si può ricorrere a diete industriali, utilizzando un alimento monoproteico (contenente quindi una sola fonte proteica, ad esempio quaglia, coniglio, cavallo ecc.) oppure un alimento ipoallergenico, costituito da proteine idrolizzate (scomposte in piccole molecole), che non causano reazioni avverse.

 

 

 

 Quando il sistema immunitario non è coinvolto si parla di intolleranze alimentari, che comprendono le reazioni alimentari metaboliche e farmacologiche e le intossicazioni alimentari

Test di provocazione

Dopo un periodo di almeno un mese di dieta ad esclusione, se questa ha determinato la riduzione o la completa remissione della sintomatologia, si può procedere al cosiddetto “test di provocazione”: si torna cioè a somministrare all’animale l’alimento che mangiava quando la sintomatologia era presente.

Quando il cane torna a manifestare problemi gastrointestinali e/o dermatologici, l’ipotesi di un’allergia alimentare viene confermata.

Come bisogna comportarsi? In queste situazioni abbiamo due alternative: somministrare al nostro quattrozampe un alimento ipoallergenico a vita, oppure introdurre gradualmente

una proteina alla
volta, fino a scoprire qual era quella allergizzante.

Quello
che spesso accade, però, è che tornando alla vecchia dieta
l’animale non manifesti più alcun sintomo: in questi casi
l’ipotesi dell’allergia viene scartata.

Parassiti e allergeni

Secondo
gli studi, solo una bassissima percentuale di sospette allergie
alimentari viene confermata.

Nella
maggior parte dei casi, infatti, i problemi dermatologici risultano
dovuti a parassiti (ad esempio acari), ipersensibilità nei confronti
del morso di