il cane e il gatto sotto stress e con problemi comportamentali

Pet sotto stress

Quando si parla di problemi
comportamentali

del cane e del gatto,

è molto facile che si parli anche di stress.



 

A cura del Dott. Francesco Orifici –
Medico Veterinario,

con la collaborazione della Dott.ssa Chiara Di
Dio – Medico Veterinario

Lo stress è una risposta di
adattamento a uno stimolo esterno conflittuale, detto appunto
“stressor”: l’animale prima si mette in allarme, poi valuta
l’effettivo pericolo rappresentato dallo stimolo, infine sceglie il
tipo di reazione, il cosiddetto “mordi o fuggi”.
Una volta risolta la situazione, il
cane ritrova il proprio equilibrio, ma soprattutto ha “imparato”:
si è adattato a quel tipo di stimolo, quindi ha migliorato le sue
capacità di affrontarlo. In questo caso, si parla di “eustress”
(stress “buono”), che è importantissimo perché tempra il
carattere e aiuta a superare sempre meglio gli stimoli negativi,
ovvero le difficoltà della vita.

Stress cattivo

Si parla invece di “distress”
(stress “cattivo”) quando l’animale non riesce a risolvere la
situazione in nessun modo, quando cioè si rende conto che non serve
combattere, non serve fuggire e non serve neppure rimanere passivi.
Quali sono quindi le più comuni cause
di “distress” nei nostri amici a quattrozampe? Una di queste è
la mancanza di riposo adeguato: come noi, cani e gatti hanno bisogno
di riposare e rigenerare il corpo e la mente. Più di noi, in realtà,
poiché dormono normalmente tra le 12 e le 16 ore al giorno (da
cuccioli, anche 20-22).
La mancanza di riposo, quindi, può
portare i nostri amici a essere nervosi e a reagire in modo esagerato
anche a situazioni innocue: ecco perché non andrebbero disturbati
quando dormono, specialmente dopo un’intensa attività fisica.

Un cane o un gatto che soffrono per una
patologia, più o meno grave, si trovano in una situazione di stress.
In questi casi è sempre bene rivolgersi al proprio medico
veterinario, affinché ci aiuti a provare a risolvere il problema

Interazioni non richieste

Le interazioni forzate possono causare
stress: non tutti i cani e i gatti amano i propri simili, non tutti
amano gli umani (in particolare gli sconosciuti), non tutti amano i
bambini.
Casi emblematici sono i cani costretti
a stare nelle aree cani quando in realtà preferirebbero stare in
giro da soli con i loro proprietari, oppure i gatti, padroni
indiscussi di casa, all’arrivo dell’intera famiglia il giorno di
Natale.

Traumi e maltrattamenti

I vecchi traumi possono rappresentare
una fonte di stress per il cane e il gatto.
Un esempio classico è il cane di
piccola taglia che subisce un’aggressione da parte di uno più
grosso: facilmente, dopo quell’episodio, il piccolo manifesterà
una forte agitazione quando ne incontrerà un altro.
Lo stesso vale per gli animali che
hanno subito maltrattamenti: ogni volta che qualcosa ricorderà loro
una situazione spiacevole già vissuta, essi inizieranno a mostrare
segni di disagio. In situazioni come queste, oltre a cercare di
ridurre lo “stressor”, può essere di grande aiuto la visita di
un Medico Veterinario Comportamentalista.

Un cambio di routine è già di per sé
una fonte di stress: cambiare casa, traslocare in un´altra città,
cambiare parco o addirittura variare i nostri orari può
destabilizzare i nostri animali

Rumori molesti

Un’altra comune causa di stress è
rappresentata dai rumori forti, ad esempio i botti di capodanno, i
fuochi d’artificio e i tuoni. Qualche volta queste “paure” si
manifestano in cani adulti, che fino a uno-due anni prima non si
curavano minimamente di quei rumori.
Un metodo in alcuni casi efficace per
rendere queste situazioni meno spiacevoli consiste nel “distrarre”
il gatto, ma più comunemente il cane, con altri tipi di “rumore”
conosciuti: ad esempio accendere la radio o la televisione ad un
volume un po’ più alto del solito.

Solitudine

Soprattutto nei cani che sono animali
sociali, la solitudine può essere una grande causa di stress.
Per questa ragione è importante
abituarli fin da piccoli a stare un po’ da soli. Anche se abbiamo
tanto tempo, anche se abbiamo la possibilità di portare il cucciolo
con noi al lavoro, è bene lasciarlo a casa qualche volta, in modo
che conosca anche quella “realtà”. Altrimenti, nel momento in
cui non dovremo lasciare da solo il nostro pet (per un contrattempo,
un nuovo lavoro che ci lascia meno tempo libero, etc), possiamo
essere certi che il nostro cane vivrà uno stress molto forte, dovuto
al fatto che non è abituato a gestire i momenti di solitudine.

Una delle cause principali di cistite e
conseguente ostruzione uretrale nel gatto è proprio lo stress

Maledetta noia

La forma più comune di stress a cui
vanno incontro i nostri cani e gatti, indubbiamente, è la noia: a
questa, però, spesso trovano una risposta da soli.Un classico
esempio è il cane (o il gatto) che, lasciato solo, distrugge degli
oggetti oppure gratta la porta o il divano. A suo modo, il nostro
amico ha trovato una soluzione per combattere la noia, ma sta a noi
offrirgli la possibilità di “fare qualcos’altro”.
Un aiuto per questo tipo di problemi è
il cosiddetto “arricchimento ambientale”, che consiste nel
mettere a disposizione del nostro animale dei giochi che possano
tenerlo occupato quando è da solo. Esistono per esempio dei giochi
nei quali è possibile nascondere dei premietti, in modo che il cane
e il gatto siano incoraggiati a “ragionare” per ottenere quello
che vogliono; ricordiamoci che la “fatica mentale” qualche volta
è più importante di quella fisica.
In particolare per i gatti può essere
utile creare dei percorsi sopraelevati (mensole, tiragraffi, corde…)
che li stimolino a muoversi e a mettere alla prova il loro naturale
equilibrio.

Soprattutto nei cani che sono animali
sociali, la solitudine può essere una grande causa di stress

Se il buonsenso non basta

Come ci accorgiamo se il nostro animale
è stressato?
I sintomi più comuni sono tremori,
tendenza a isolarsi, aggressività, leccamento compulsivo di alcune
zone del corpo (soprattutto gli arti), vocalizzi e tendenza a
distruggere oggetti.
Ma come possiamo aiutarli? Sicuramente
possiamo provare con qualche piccolo stratagemma (accendere la radio
durante il temporale, evitare di passare la scopa quando il cane
traumatizzato è nella stessa stanza, arricchire l’ambiente con
giochi e percorsi) e possiamo affidarci al nostro buonsenso e alla
conoscenza che abbiamo del nostro animale.
Allo stesso modo,
però, dobbiamo renderci conto che spesso è indispensabile un
supporto dall’esterno, che ci faccia meglio comprendere alcuni
comportamenti e ci spieghi come gestirli, qualche volta anche con
l’aiuto di farmaci: in questi casi il più grande aiuto è quello
del Medico Veterinario Comportamentalista.

Per quanto riguarda il cane, una vita
inadatta alle caratteristiche della razza può essere fonte di grande
stress: ad esempio un cane iperattivo, come un border collie preso
per tenere compagnia alla nonna con problemi motori, oppure un cane
poco sportivo come un
bulldog portato a
fare le maratone

© Riproduzione riservata