Giornata della terra le aree protette: un patrimonio da tutelare

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Una famiglia su una panchina che stà ammirando il panorama dell'ambiente meraviglioso della montagna

Ogni 22 aprile si celebra la Giornata della Terra: un’ iniziativa attraverso la quale, dal 1970, ogni anno si cerca di sensibilizzare il grande pubblico sui temi del rispetto ambientale.

a cura di Angelica D’Agliano

Giornata della Terra, una iniziativa internazionale con attività artistiche e culturali

Attraverso la quale, dal 1970, ogni anno si cerca di sensibilizzare il grande pubblico sui temi del rispetto ambientale e della salvaguardia della biodiversità presente sul nostro pianeta.

Questo importante appuntamento ha visto le sue origini negli Stati Uniti, per iniziativa del senatore Gaylord Nelson; il quale trasse ispirazione alle manifestazioni che si svolgevano in quegli anni contro il conflitto armato in Vietnam. La manifestazione voleva cercare di ripensare il rapporto tra il genere umano e il pianeta, nel tentativo di trovare nuovi modelli capaci di coniugare sviluppo economico e rispetto per la natura.

Una rete preziosa


Una occasione questa, quindi, che può aiutarci anche a riflettere sull’ambiente a tutto tondo e, dando uno sguardo al nostro Paese, sul patrimonio naturalistico italiano e sulla incredibile ricchezza che esso rappresenta, in molteplici sensi.

Un patrimonio che è tutelato da una fitta rete di parchi e aree protette; che abbracciano dal nord al sud tutta la penisola, estendendosi anche alle aree marine. Cogliendo lo spunto offerto dalla Giornata della Terra, è proprio quest’ultima rete che andremo a considerare, nella sua sorprendente varietà.

Molte strutture, un solo scopo

Come accennato, i molteplici ecosistemi che coesistono nel nostro Paese sono tutelati e preservati da un circuito. Secondo dati del Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, conta “871 aree protette; per un totale di oltre 3 milioni di ettari tutelati a terra, circa 2.850 mila ettari a mare e 658 chilometri di costa”. Le aree protette, a seconda delle loro caratteristiche, dei motivi di interesse e dalle modalità di gestione, possono essere classificate in modi diversi.

Abbiamo infatti parchi nazionali, parchi naturali regionali e interregionali, riserve naturali che possono essere statali o regionali, zone umide di interesse internazionale, altre aree naturali protette che non rientrano nelle classi precedenti e infine aree di reperimento terrestri e marine.

Ecosistemi diversi

A livello italiano, i Parchi nazionali raccolgono gli ecosistemi più diversi. Ambienti terrestri, lacustri, fluviali e marini così importanti dal punto di vista naturalistico, scientifico, estetico, culturale, educativo o ricreativo da richiedere l’intervento dello Stato per la loro tutela e conservazione.
Sempre secondo dati ministeriali, in Italia “i parchi nazionali sono 24 e coprono quasi 1,5 milioni di ettari a terra e 71mila a mare; le Aree marine protette, invece, sono 32, per un’estensione di circa 222mila ettari e ad esse occorre aggiungere due parchi sommersi ed il Santuario internazionale dei mammiferi marini, con altri 2.5 milioni di ettari protetti (dati del VI aggiornamento dell´Elenco Ufficiale delle Aree protette)”.

Giornata della terra immagine di un fiume e bosco
Foto di Pexels da Pixabay

Ritorno alla natura

Visitare un’area protetta è un fondamentale momento di connessione con l’elemento naturale; e anche un’occasione unica per riflettere su quanto sia importante e bisognoso di tutela l’ambiente che ci circonda.

Come si può comprendere anche dal nome, le aree protette sono in qualche maniera dei luoghi speciali, in cui è necessario comportarsi da buoni ospiti, consapevoli del fatto che il loro mantenimento è una responsabilità comune.

Le regole da seguire

L’ingresso in un’area protetta è spesso regolamentato da indicazioni più o meno specifiche, tuttavia ci sono alcune regole di comportamento che è opportuno seguire.

Anzitutto, niente “souvenir”. Per quanto la natura di qualsiasi parco abbia qualcosa di unico e di affascinante, non si deve cedere alla tentazione di portare a casa con noi “un pezzetto” di quel mondo, come sassi, minerali in genere o fossili, se presenti. Questo perché se tutti facessero così l’ambiente ne sarebbe in breve tempo deturpato.

Rispettare la vita, in tutte le sue forme

Rispettiamo la vegetazione, nel senso più ampio possibile. Non raccogliamo fiori o frutti spontanei e lasciamo in pace le piante, senza danneggiarle con il nostro passaggio. Così come le piante, anche gli animali non dovrebbero essere disturbati o danneggiati dalla presenza di occasionali visitatori. A questo proposito, sarebbe bene quindi non avvicinare mai gli animali selvatici e nemmeno offrire loro del cibo.

Seguire il sentiero

I sentieri sono tracciati e manutenuti in modo tale da offrire percorsi sicuri e per tutelare il più possibile l’ambiente circostante; perciò è buona regola attenersi a quelli, quando ci muoviamo all’interno di una area protetta.

Evitiamo inoltre di accendere fuochi, se non in zone attrezzate e nelle quali è espressamente permesso farlo. Ultimo consiglio, ma non per importanza: quando si entra in un parco osserviamo il silenzio. Per una volta abbandoniamo il ritmo tumultuoso della quotidianità, concediamo spazio alla calma, lasciamo che sia la natura a parlarci, in tutta la sua magnificenza. 

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