Parassiti e parassitosi nel cane e nel gatto


 

I NEMICI DEI NOSTRI AMICI

Parassiti e Parassitosi… 

Per ANMVI Dott.ssa SILVIA MACELLONI Dott. MARCO MELOSI Medici Veterinari 

Con la bella stagione molti proprietari non perdono l’opportunità di uscire col proprio cane, magari per fare gite in campagna o lunghe soste nei giardini della propria città. Ciò favorisce il benessere di bipedi e quadrupedi, sia dal punto di vista fisico che psicologico. Ma può comportare degli inconvenienti… 

 

/website/data/picture/img_art_0510/parassiti%201.jpg

 

Tra questi il più
frequente è il rinvenimento di parassiti sul mantello del cane una
volta rientrati a casa. In primavera e in estate, infatti, tendono ad
aumentare le parassitosi esterne (e interne) nei nostri animali.
Anche nel gatto le possibilità aumentano, perché con l’inizio
della bella stagione Micio chiede sempre più spesso di uscire in
giardino o in terrazza e caccia un maggior numero di prede (che sono
possibili serbatoi di parassiti).


Che fare?

Per garantire il minor grado possibile
di rischio al nostro animale bisogna precisare che esistono due tipi
principali di parassitosi: interne (come parassiti intestinali, ma
anche le ben più temibili filaria e leishmania) ed esterne (pulci,
zecche, acari e pidocchi). Per ogni tipo di parassitosi esistono in
commercio prodotti che possono prevenire o debellare il problema.
Importante è fare una buona prevenzione e, se questa non è
sufficiente, intervenire con prodotti mirati per risolvere il
problema in tempi rapidi.


Tra le scapole

Per pulci e zecche esistono molti tipi
di repellenti e antiparassitari. Alcuni sono in formulazione spray,
altri in spot-on (pipette da spremere in genere tra le scapole, punto
in cui l’animale non può leccarsi). In genere la formulazione in
spot-on è da preferirsi perché di più facile utilizzo: con lo
spray è infatti difficile calibrare la quantità di sostanza
somministrata e distribuirla uniformemente sulla cute. Al contrario
lo spot-on, legandosi alle sostanze grasse della cute, si
distribuisce da solo nelle ore successive alla somministrazione su
tutta la superficie corporea dell’animale.


Alcune parassitosi si trasmettono
direttamente da madre a figlio durante gravidanza e allattamento.


Olio e alcool

Per le zecche si possono utilizzare sia
alcuni antipulci ad attività multipla sia dei prodotti specifici. È
bene controllare dopo ogni uscita il pelo dell’animale, soprattutto
muso, orecchie e zampe: nel caso si rinvengano zecche attaccate alla
cute è possibile coprirle con olio o alcool, attendere alcuni minuti
e poi “estirparle” dalla pelle con un leggero e delicato
movimento rotatorio, alla base del parassita.


Anche una semplice pulce può
causare problemi gravi ai propri animali.


In campana

Pulci e zecche possono veicolare
parassiti interni e anche gravi malattie: è dunque bene prevenire
quanto più possibile la loro comparsa e, ove si rinvengano pulci o
segni di queste (ad esempio le feci delle pulci, piccole concrezioni
nerastre che cadono dal pelo dell’animale quando lo spazzoliamo),
effettuare un controllo delle feci dal proprio veterinario che
eventualmente sverminerà l’animale.

 

 


Occhio ai pidocchi

Altri abitanti indesiderati del
mantello dei nostri animali, ma più rari di pulci e zecche, sono i
pidocchi. Si possono prevenire mantenendo il nostro animale pulito ed
è possibile accorgersi della loro presenza esaminando attentamente
il pelo che rimane attaccato alla spazzola.


Prurito maledetto

Ci sono altri parassiti esterni da
tenere assolutamente sotto controllo, e sono gli acari responsabili
delle rogne (rogna auricolare, rogna demodettica, rogna notoedrica e
rogna sarcoptica) e della cheyletielliosi. Ognuna di queste va
trattata diversamente e ha caratteristiche e gravità diverse.


Prevenzione contro la leishmaniosi vuol
dire effettuare un esame del sangue almeno una volta all’anno,
preferibilmente in autunno.


Controlli regolari

Per quanto riguarda i parassiti
intestinali del cane e del gatto, la prevenzione si attua prima di
tutto trattando le future madri e ripetendo la somministrazione di
vermifugo prima del parto e al momento dell’allattamento. Dalla
nascita fino al primo anno di età è bene effettuare controlli delle
feci a cadenza regolare (all’inizio ogni 15 giorni, poi ogni due
mesi, successivamente ogni sei mesi) ed eventualmente trattare gli
animali con farmaci antiparassitari adatti.


Dritti al cuore

Ultime ma non meno importanti le
prevenzioni e le terapie per due parassitosi assai diffuse e
pericolose: la filariosi e la leishmaniosi. La filariosi esiste nella
forma cardiaca, in cui il parassita adulto si localizza nel cuore, e
cutanea, in cui la filaria adulta, appartenente ad un altro genere,
si localizza nella cute. Si tratta di una parassitosi trasmessa dalle
zanzare: per questo motivo è importante trattare con specifici
repellenti per insetti gli animali (cani e gatti) che vivono o
trascorrono del tempo all’aria aperta.


La pulce veicola la tenia nel cane e
nel gatto. La zecca può causare la borreliosi o l’ehrlichiosi.


La profilassi giusta

In commercio esistono sostanze
formulate per effettuare una profilassi efficacissima (impediscono ai
parassiti di diventare adulti e causare danni nell’organismo).
Esiste la formulazione in compresse da somministrare una volta al
mese oppure una formula da iniettare sottocute a cadenza annuale (ad
effettuarle è il veterinario).


Moscerini subdoli

La leishmaniosi, malattia assai diffusa
nel bacino del Mediterraneo ma in espansione in molte altre zone, è
una parassitosi trasmessa dalla puntura di moscerini chiamati
flebotomi. Anche qui è importantissima la prevenzione con repellenti
(spot-on, collari, spray) e zanzariere. Per la leishmania non
esistono vaccini, né prevenzione sicura perché va a localizzarsi
all’interno delle cellule del cane. Presa per tempo può essere
tenuta sotto controllo con successo per molti anni.
Anche in
questo caso la parola d’ordine è prevenzione.



LEISHMANIOSI:

SE LA CONOSCI LA PREVIENI

L’avvicinarsi della stagione calda fa
ritornare di attualità alcune  problematiche sanitarie e in
particolare, la leishmaniosi, una malattia che colpisce
preferibilmente il cane ma che in alcuni casi può interessare anche
l’uomo.

Con la bella stagione arriva quindi il
momento di “prendere per il collo” il nemico numero uno dei
nostri cani, il flebotomo o pappatacio, un piccolo insetto che con la
sua puntura può trasmettere al cane e all’uomo un parassita,
Leishmania infantum, responsabile della comparsa di una grave
malattia chiamata leishmaniosi, un tempo considerata malattia
tropicale. I flebotomi o pappataci (così chiamati perché “pappano
in silenzio”) sono minuscoli insetti notturni che per riprodursi
hanno bisogno di sangue che prelevano dal cane o dall’uomo. 
In pratica un pappatacio che punge un cane affetto da leishmaniosi
preleva insieme al sangue il parassita che si moltiplica all’interno
del suo intestino infettandosi; con la puntura il pappatacio è
successivamente in grado di trasmettere ad altri cani e uomini il
parassita infettandoli. Anche il cane infetto a sua volta diventa
“fonte di infezione” per altri pappataci.  Ma nessun
allarmismo !! Non c’è contagio diretto né fra cane e cane né fra
uomo e cane in quanto sia il cane che l’uomo contraggono la
malattia solo esclusivamente attraverso la puntura del pappatacio. 

Attualmente nel nostro paese la
leishmaniosi, è presente non solo nelle regioni centro meridionali e
insulari a clima tipicamente mediterraneo ma anche nelle regioni
pre-appenniniche e addirittura in quelle prealpine a clima
continentale delle regioni del nord Italia, tradizionalmente indenni.

All’origine dell’attuale situazione
epidemiologica sembra ci sia il cosiddetto “turismo con cane al
seguito”, oltre all’adattamento dei pappataci a nuovi habitat, a
seguito dei cambiamenti climatici.

Il fenomeno desta preoccupazione, non
solo per la necessità di proteggere il cane dalla malattia, ma anche
per garantire una adeguata protezione sul fronte umano.
Fortunatamente l’uomo è molto resistente alla malattia e il
rischio che si ammali riguarda soprattutto persone affette da gravi
malattie che compromettono il sistema immunitario come l’AIDS o gli
organo- trapiantati.

Oggi, in assenza di un vaccino
efficace, l’unico rimedio contro la leishmaniosi è la protezione
del cane contro la puntura del pappatacio. Pertanto nelle aree a
rischio leishmaniosi è consigliabile:
– evitare di portare a
spasso il cane la sera;
– far dormire il cane in casa durante le
ore notturne e applicare alle finestre  apposite zanzariere a
maglie strette;
– utilizzare prodotti a base di piretroidi di
sintesi, come il collare a base di deltametrina, una sostanza che si
distribuisce sulla cute del cane attraverso il film lipidico e
impedisce la puntura del pericoloso insetto in grado di trasmettere
l’infezione.
Il collare a base di deltametrina ha un efficacia
di 5 mesi ed è un utile presidio sia nei cani sani, al fine di
evitare l’infezione, nei cani già infetti “serbatoio” del
parassita per evitare di amplificare l’infezione, nei cani
viaggiatori che, se condotti in una zona endemica e qui infettati,
potrebbero portare la leishmaniosi anche in zone che sono attualmente
indenni.

 

© Riproduzione riservata