Obesità nel cane e nel gatto

Dott.ssa FEDERICA MICANTI – Medico Veterinario

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Di solito il primo ad accorgersi dell’aumento di peso patologico di certi animali domestici è il  veterinario. Un occhio esperto infatti ci mette poco – basta una semplice visita – per rendersi conto della situazione. Una volta emerso il problema, il medico consiglia al proprietario tutti i modi per permettere all’animale di ritornare in perfetta forma.
I fattori che predispongono all’obesità nel cane e nel gatto sono davvero numerosi. Spesso sono dovuti a una gestione sbagliata dell’animale, per quanto riguarda il rapporto tra alimentazione e esercizio fisico; alcune volte sono legati a vere e proprie patologie, altre ancora dipendono dalle caratteristiche individuali dell’animale.


 

PREVENIRE E' MEGLIO

La terapia per l’obesità, nell’uomo come negli animali, si basa su un concetto molto semplice: il peso diminuisce quando vengono consumate più calorie di quante se ne assumano. In pratica questo si può ottenere sia facendo ricorso alle “pappe” casalinghe, sia con l’aiuto di mangimi commerciali. Nel primo caso sarà il Medico Veterinario a formulare una dieta per il nostro quattro zampe. Nel secondo caso viene in nostro aiuto tutta una gamma di alimenti studiati proprio per permettere al nostro animale di perdere peso. Il dimagrimento sia nel cane sia nel gatto deve essere molto graduale (insomma dobbiamo armarci di un po’ di pazienza!). Un altro aspetto fondamentale, assieme all’assunzione di una quantità inferiore di calorie con il pasto, è l’attività fisica. Quest’ultima deve essere pianificata rispettando le esigenze e le attitudini del nostro “pet”. E’ fondamentale che sia regolare, quotidiana e senza sforzi eccessivi.

 

Lievitazione… naturale 

 

E’ ormai risaputo che la razza di appartenenza del cane, può rendere quest’ultimo più predisposto all’aumento eccessivo di peso. L’esempio classico è quello del Labrador Retriever, il cui appetito inarrestabile deve essere gestito in maniera corretta. Molti studi hanno inoltre confermato già da tempo che nel cane le femmine sono maggiormente a rischio rispetto ai maschi. Per quanto riguarda l’età, l’obesità sembra essere più frequente nei cani non più giovani. Nel gatto non c’è una predisposizione di razza, anche perché sono soprattutto i cosiddetti “gatti europei” ad esserne colpiti. Sembra tuttavia che l’Abissino non sia soggetto a diventare obeso.

 

Sterili e tondi

Molti proprietari di cani sia maschi sia femmine, si chiedono se la sterilizzazione – ossia l’asportazione dei testicoli nei primi e delle ovaie (a volte anche dell’utero) nelle seconde – possa causare un eccessivo aumento di peso. Molti studi hanno dimostrato che è proprio così. Nel cane sono più a rischio di obesità le femmine, mentre nella specie felina i maschi. Con la sterilizzazione nelle femmine vengono a mancare ormoni come gli estrogeni, che inibiscono l’assunzione del cibo. Molti altri fattori possono determinare un eccessivo aumento di peso nell’animale sterilizzato. Uno di questi è per esempio la riduzione dell’attività fisica, soprattutto nei maschi.

 


 

Cani pantofolai

L’alimentazione svolge un ruolo molto importante per mantenere in perfetta salute il nostro quattrozampe. Quando si sceglie un cibo – commerciale o preparato in casa che sia – bisognerebbe sempre tener conto dell’età del nostro animale, del suo stile di vita, di eventuali malattie da cui è affetto e di molti altri fattori che in genere vengono trascurati. Un cane atleta o comunque un soggetto attivo avrà bisogno sicuramente di un  alimento più ricco rispetto a un altro che trascorre la maggior parte del tempo in casa. La stessa cosa vale per il gatto. I mici che hanno accesso al giardino o che comunque trascorrono una parte della loro vita all’esterno saranno in grado di bruciare più calorie rispetto ai loro colleghi che conducono una vita sedentaria tra divani e poltrone. Sia nel cane sia nel gatto non andrebbe mai somministrato cibo a volontà. Inoltre tutti quei bocconcini e snack che vengono elargiti durante la giornata al di fuori del pasto contribuiscono ad aumentare di molto la quantità di energia assunta dall’animale.
Ma c’è dell’altro. Anche le malattie come il diabete o l’ipotiroidismo, o i trattamenti con farmaci come  i cortisonici e gli antiepilettici possono portare i nostri amici pelosi all’obesità.
Purtroppo le malattie e le complicanze di varia entità associate al diabete sono numerosissime, sia nel cane sia nel gatto.

 

 

Salute a rischio

Nel cane è stato ampiamente dimostrato che l’obesità comporta una riduzione dell’aspettativa di vita.
Inoltre questa malattia predispone i cani di tutte le età a sviluppare malattie delle articolazioni e delle ossa. In particolare nei cuccioli di taglia grande e gigante l’eccessivo consumo di cibo durante l’accrescimento comporta lo sviluppo di svariati problemi ortopedici, oppure determina l’aggravarsi di una patologia già esistente, come la displasia dell’anca.
Nel cane obeso aumenta la pressione sanguigna, il ritmo cardiaco e anche l’incidenza di varie malattie cardio-vascolari. Esiste poi un legame tra la frequenza di una patologia della trachea, chiamata “collasso tracheale” e l’obesità.
Il cane o il gatto troppo pesanti sono decisamente meno vigili e si affaticano molto facilmente in seguito a una qualsiasi attività fisica. Molti studiosi hanno confermato attraverso un esperimento su un gruppo di cani, che quando poi si ottiene una perdita di peso, l’animale muta il suo comportamento diventando più giocherellone e vispo.

 

Rischio diabete

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Le correlazioni tra diabete ed obesità sono piuttosto complesse. E’ chiaro che quest’ultima  porta a profonde modificazioni della secrezione di insulina. Nel gatto l’obesità rappresenta il maggiore fattore di rischio per quanto riguarda l’insorgenza del diabete.
Un eccesso di peso patologico comporta anche delle difficoltà nella chirurgia. Questo aspetto può sembrare a prima vista secondario o addirittura privo di importanza. In realtà è bene sapere che un animale obeso, cane o gatto che sia, in caso di intervento chirurgico presenta maggiori rischi rispetto a un soggetto di peso normale. I rischi sono legati principalmente all’anestesia, anche se variano in base al tipo di anestetico usato, e sono per lo più un prolungato periodo di risveglio (dovuto al possibile accumulo dell’anestetico nel grasso corporeo) e il rischio che comporta un eccessivo dosaggio.

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