NO! All'abbandono degli animali

No all’abbandono!

A cura della Dott.ssa SIMONA BARSOTTI – Medico Veterinario

La sola fortuna di chi abbandona gli
animali è che loro non possono parlare… Purtroppo sono migliaia,
ogni anno, gli animali abbandonati ed il problema è più evidente
nei mesi estivi, quando gli animali domestici sembrano un problema
irrisolvibile, tale da compromettere le vacanze dei loro padroni. E
così ,dopo la convivenza, dopo i bei momenti passati insieme, dopo
averli nutriti e fatti sentire a casa, migliaia di animali vengono
lasciati per strada senza nessuna pietà. Molto spesso si pensa che
il il fenomeno dell’abbandono riguardi solo i cani, forse perché
se ne parla di più in quanto provoca non pochi incidenti stradali a
volte fatali sia per l’uomo che per il cane stesso, ma tutte le
categorie di animali, compresi gli esotici come le tartarughe o i
serpenti ne sono interessati…


Ogni anno all’av-vicinarsi
dell’e-state sono numerose le iniziative contro l’ab-bandono
promosse da vari enti come ad esempio l’E.N.P.A. (Ente Nazionale
Protezione Animali) che da alcuni anni porta avanti una campagna di
sensibi-lizzazione. L’abbandono può essere combattuto anche
semplicemente fornendo ai proprietari di animali le giuste
infor-mazioni sia nel caso deci-dano di portare con sé il proprio
animale domestico, sia nel caso decidano di la-sciarlo a casa. Se
abbiamo intenzione di portare i nostri amici animali all’estero è
bene sapere che è obbliga-torio il passaporto sanitario e la
vaccinazione antirab-bica ed alcuni paesi richie-dono vaccinazioni o
tratta-menti antiparassitari ancora più specifici. Nel caso invece
rimaniamo in Italia esiste un elenco delle strutture turistiche e
delle spiagge che accettano animali. Se infine decidia-mo di lasciare
i nostri amici a casa, sarà bene informarsi sulle pensioni per
animali più vicine a noi e più affidabili ed eventualmente
sottoporrei nostri amici ad un periodo di prova in modo che si
abituino al nuovo ambiente.

Sul piano della repressione in base
alla nuova legge 189/04, l'abbandono è diventato un reato (e non più
una contravvenzione) e chi senza nessun rimorso si “libera” dei
propri animali può essere punito con l’arresto fino ad un anno o
con un’ammenda fino a 10.000 euro.

Ecco perché se ci capita di assistere
ad un caso di abbandono, dobbiamo far sentire la nostra voce,
de-nunciando alle autorità giudiziarie (Carabi-nieri/Polizia di
stato/Corpo Forestale/Polizia locale o veterinari ASL) i colpevoli di
tali atti. Solo in questo modo potremo contribuire a far applicare le
sanzioni previste dalla legge e a fermare gli abbandoni.

Un valido aiuto per risol-vere tutti i
nostri quesiti ci viene dato dal Servizio Veterinario Pubblico, al
quale possiamo rivolgerci sia nel caso troviamo un animale
abbandonato, sia per avere maggiori dettagli riguardo il trasporto di
animali all’estero.


I Veterinari Ufficiali, ope-ranti
presso le Aziende Unità Sanitarie Locali, sono professionisti il cui
compito è volto a stabilire nel modo migliore un corretto rappor-to
tra uomo e animale, tra cittadino e ambiente cir-costante. Infatti, a
parte i compiti di salvaguardia ecologica e di vigilanza e controllo
sugli allevamenti, questa categoria di vete-rinari svolge anche
impor-tanti funzioni nei confronti degli animali da compagnia.


Sono quindi di competenza del Servizio
Veterinario della USL gli interventi nei casi di inconvenienti
igienici legati alla presenza di cani, gatti, piccioni, ecc.; ma
anche la vigilanza sui negozi che vendono animali e prodotti ad essi
destinati e sugli stessi ambulatori veterinari. Presso le sedi USL
vengono inoltre rila-sciati i passaporti per l’espa-trio per cani
gatti e furetti e si conducono campagne di profilassi obbligatoria
nelle zone a rischio contro rabbia, echinococcosi, ecc.


La profilassi antirabbica viene
effettuata racco-gliendo le denunce mediche relative a lesioni
provocate da animali: se capita di esser morsi da un cane, o anche se
ad essere morso è il nostro stesso amico a quattro zampe, si deve
segnalare l’accaduto al servizio veterinario della USL : l’animale
colpevole verrà tenuto in osservazione, di solito presso il
domicilio del proprietario, per 10 giorni (periodo di incubazione
della rabbia) al fine di escludere ogni pericolo di malattia. Inoltre
le USL hanno anche il compito di curare l’anagrafe canina,
raccogliendo le denunce di possesso dei cani e attribu-endo ad essi
il codice alfa-numerico di identificazio-ne: questa operazione, che
può essere effettuata sia da un veterinario libero pro-fessionista
che da un vete-rinario della USL, consiste nell’inserimento di un
microchip tramite iniezione sottocutanea nella zona del collo che può
essere letto da un apposito decodificatore e permette quindi, nel
caso di scomparsa o di abbandono del cane, di risalire in modo rapido
e sicuro al suo pro-prietario.

 


Altro importante ambito di competenza è
il problema relativo al randagismo.

Quando troviamo un cane randagio
dobbiamo avvisa-re l’ufficio di Polizia Locale (e ove esistente
l’Ufficio Diritti Animali) oppure, se in orari in cui non fosse in
funzione il servizio di Poli-zia Locale, bisogna chiama-re i
Carabinieri poiché il servizio di accalappiamento si muove soltanto
su segna-lazione di questi.

La legge 281 ed il Regola-mento di
Polizia Veterinaria stabiliscono che i canili sa-nitari siano le sole
strutture autorizzate al ritiro dei cani ritrovati vaganti sul
territo-rio: se per qualsiasi motivo il cittadino abbia intenzione di
tenere il cane fino al rinvenimento del proprie-tario, egli deve
segnalare il ritrovamento al competente corpo di Polizia Locale del
comune, all’ufficio Diritti Animali ed al Servizio Veterinario
della USL (per evitare di incorrere nell'ipo-tesi di reato di
appropria-zione indebita). In tal caso il cane verrà tenuto per 5
giorni a disposizione dell’eventuale proprietario e solo al termine
di questo periodo si procederà a un affido temporaneo.

L’adozione potrà dirsi definitiva
solo quando saranno trascorsi 60 giorni dall’ingresso dell’animale
al canile.


In alcune USL esiste poi un servizio di
sterilizzazione dei gatti randagi, sia maschi che femmine per porre
un freno al progressivo dilaga-re della piaga del randagi-smo e
contribuire a conte-nere l’incontrollato espan-dersi della
popolazione felina.

Infine, sempre nell’ambito della
prevenzione delle malattie infettive, le USL si occupano anche di
alcune pratiche relative alla morte dei nostri amici animali.


Quando un cane muore o viene soppresso,
il veteri-nario libero professionista redige un certificato di mor-te
e ai fini della profilassi antirabbica, provvede a far firmare al
proprietario un documento nel quale lo stesso dichiara che il suo
beniamino nei dieci giorni precedenti la morte non ha morso altre
persone o animali.


Con questo certificato l’animale può
essere ritirato al domicilio del proprietario o presso l’ambulatorio
da personale che provvede al trasporto e alla cremazione presso
strutture debitamen-te autorizzate.

Tuttavia il proprietario può optare
per la sepoltura del proprio amico giunto al termine della sua
esistenza.


Le AUSL al servizio dei nostri amici
animali

Il Servizio Sanitario Nazionale estende
le sue competenze anche agli animali da compagnia, mediante l’opera
di Medici Veterinari impegnati su molteplici e importanti fronti:
dalla profilassi antirabbica alla gestione dell’anagrafe canina,
alla sterilizzazione in chiave anti-randagismo.

© Riproduzione riservata